La formazione Tecnica e Professionale

LA FORMAZIONE TECNICA E PROFESSIONALE: UN PERCORSO TRA FORMALE ED INFORMALE

di Rita Manzara

Il 5 settembre 2022 sono state presentate le Linee guida OCSE per il riconoscimento dei crediti nei CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti), che – come ha affermato Stefano VERSARI, Capo Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione Formazione del Ministero dell’Istruzione – saranno rese pubbliche per approfondimenti da parte dei Collegi Docenti e, nel contempo, per la valutazione da parte dell’amministrazione degli aspetti che potranno divenire “norma cogente” per tutti i CPIA. 

Questi ultimi, secondo gli orientamenti ministeriali, sono destinati a diventare una parte sempre più integrata del sistema formativo. In quest’ottica, la formazione degli adulti non dovrebbe essere più percepita come fatto marginale come finora è avvenuto, cioè limitata ad alcune situazioni particolari pur significative come, ad esempio, i bisogni di alfabetizzazione nella nostra lingua.

Lo scopo principale delle Linee Guida OCSE è quello di orientare i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti al riconoscimento – attraverso una certificazione formale – delle conoscenze, delle capacità e soprattutto delle competenze pregresse presenti negli utenti.

Tale riconoscimento dovrebbe costituire un “trampolino di lancio” anche per le persone con competenze limitate, costituendo ulteriori opportunità di apprendimento attraverso processi formali e informali.

Le “Linee Guida” mirano a collocare l’istruzione degli adulti all’interno del disegno di rinnovamento della formazione tecnica e professionale, che viene considerata un elemento fondamentale per lo sviluppo del Paese.

Tale rinnovamento ha recentemente compreso anche la riforma degli ITS, cioè degli Istituti tecnici Superiori di livello terziario avanzato (divenuti oggi ITS Academy) che permettono di rilasciare qualifiche in linea con le esperienze storiche territoriali che fanno parte dell’economia del nostro Paese.

L’interesse ministeriale nei confronti di questi percorsi formativi è evidenziato dal fatto che gli stessi sono stati recepiti nella Legge n. 99 del 15 luglio 2022, normativa di rango superiore rispetto alla fonte secondaria che sinora li aveva disciplinati, cioè il DPCM del 25 gennaio 2008 intitolato “Linee guida per la riorganizzazione del Sistema di istruzione e formazione tecnica superiore e la costituzione degli Istituti tecnici superiori”.

Nel mese di agosto del corrente anno sono stati, inoltre, previsti – per l’anno formativo 2022/2023 -dei consistenti finanziamenti provenienti dal Fondo per l’istruzione tecnologica superiore, che verranno assegnati alle Regioni per essere ripartiti tra i singoli Istituti.

Tuttavia, nonostante l’alto tasso di occupazione rilevato a distanza di un anno dal conseguimento del diploma (80% secondo il monitoraggio INDIRE 2021), finora non sono molti coloro che hanno scelto di affrontare questi percorsi.

Probabilmente, al termine della scuola secondaria di II grado la maggior parte dei potenziali utenti (e delle rispettive famiglie che spesso, in questo ambito, continuano a condizionarne le scelte) si vede a un bivio che prevede due possibili strade da imboccare: il proseguimento degli studi in ambito universitario, ovvero il tentativo di inserimento diretto nel mondo del lavoro.

Nel primo caso, l’Istruzione tecnica – anche a livello superiore – viene sottovalutata, percepita come un “ripiego” destinato a persone con minori “qualità” personali.

Nel secondo caso, nonostante le enormi difficoltà ad accedere ad un’occupazione, si ritiene troppo oneroso l’ulteriore impegno formativo previsto dalla frequenza di un ITS.

L’auspicio espresso dal Ministro Bianchi è quello di potenziare (ai fini del riconoscimento valoriale da parte del contesto sociale) lacoerenza dei percorsi formativi con le caratteristiche del mercato del lavoro, collegando in modo sempre più significativo la formazione tecnica con la quella professionale.

Questa operazione comporta la riorganizzazione sul territorio della struttura scolastica attraverso un maggior coinvolgimento delle regioni e delle economie locali.

Nel contempo, deve assumere un ruolo sempre più importante l’azione di orientamento, che non è un’operazione di “marketing” per promuovere scuole e istituzioni formative ma un’azione di accompagnamento di persone (con diverse età e caratteristiche) verso un’idonea scelta di vita.

Una scelta ponderata che può anche cambiare nel tempo, che può articolarsi includendo nuovi aspetti e soprattutto che permetta non solo di avere un lavoro ma anche di occupare un posto nella società.

La politica dia maggiore ascolto ai temi della disabilità visiva

Legname (UICI): “La politica dia maggiore ascolto ai temi della disabilità visiva”
Redattore Sociale del 08/09/2022

ROMA. “La nostra è un’associazione che tutela i diritti delle persone con disabilità visiva: è per questo che dall’intera classe politica ci aspettiamo una maggiore attenzione e un maggiore ascolto, per affrontare insieme, in un cammino comune, tutte le problematiche che riguardano la disabilità in generale e, in particolare, le tematiche della disabilità visiva”. Lo spiega alla Dire la vicepresidente  dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, Linda Legname, a pochi giorni dalle elezioni del prossimo 25 settembre.

Nessuno si aspettava una caduta così improvvisa del Governo, nemmeno l’Uici che, però, non si è fatta trovare impreparata. Anzi. “Lo scorso 9 agosto- racconta- la nostra associazione ha elaborato in tempi molto stretti una piattaforma nella quale vengono elencati tutti i vari temi a cuore al mondo della disabilità: dal problema generale dei caregiver fino al voto, argomento che può interessare in particolar modo la categoria delle persone con disabilità visiva. Oggi abbiamo a disposizione ogni tipo di tecnologia, c’è davvero tutto. Nonostante questo, una persona cieca è costretta ad entrare nel seggio ancora con l’accompagnatore”.
Non si fermano qui le richieste dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. “Vogliamo che tutte le forze politiche- sottolinea Legname- affrontino insieme a noi tematiche legate all’inclusione e al lavoro, senza dimenticare tutto ciò che riguarda l’accessibilità urbana e il mondo della scuola. Ci piacerebbe davvero che questi temi diventassero argomenti quotidiani del futuro Governo e del futuro Parlamento”.
Per farlo, l’UICI è pronta a valorizzare i giovani, ‘categoria’ al momento lasciata ai margini proprio dalla politica. “Con i nostri giovani- informa- ci occupiamo soprattutto di orientamento nel mondo del lavoro, perchè la nostra grande difficoltà è proprio quella di arrivare al mondo dell’occupazione. Abbiamo davvero moltissimi ragazzi ricchi di talento, con competenze elevatissime in diversi ambiti ma, purtroppo, le aziende fanno ancora fatica a recepire tali competenze perché prima si guarda sempre alla disabilità visiva e, quindi, al limite”.
L’UICI si impegna a valorizzare i ragazzi anche attraverso numerosi bandi. La vicepresidente Legname rende noto che “stiamo per indire due bandi, uno dei quali riguarda un corso di giornalismo realizzato con la Rai e che prevede il coinvolgimento di diversi sociologi. Ci sarà poi un bando sull’auto-imprenditorialità, perché sono davvero numerosi i giovani che hanno voglia di mettersi in gioco. Noi li aiutiamo e li supportiamo per quanto possiamo, con le risorse che abbiamo a disposizione. Un ulteriore bando prevede poi il supporto psicologico per tanti giovani che si trovano a perdere la vista in età più adulta e che si trovano, quindi, disorientati. Ci occupiamo anche di orientamento scolastico e di tutto ciò che riguarda il sostegno nel percorso dell’istruzione”.
Senza dimenticare l’ascolto. “Oggi- afferma- c’è una crisi generale dei giovani. Tutti diciamo che dei giovani non ci si può fidare, che sono superficiali, che sono leggeri. Io ho 46 anni, non sono giovanissima ma non sono nemmeno dall’altra parte, e mi rendo conto che i nostri giovani, quelli che stanno crescendo, per come è stata strutturata la società non hanno più le possibilità che noi, invece, abbiamo avuto dai nostri genitori. Dobbiamo dare loro lavoro, fiducia, attenzione. Non li possiamo accontentare con 500 euro o con semplici lavoretti”.
L’UICI recluta i giovani attraverso il Servizio civile e sono molti quelli che decidono di continuare a lavorare nell’associazione. “I giovani hanno davvero voglia di crescere e di fare, indipendentemente dalla loro disabilità. Poi- precisa Legname- è chiaro che ognuno, in base alle proprie caratteristiche personali, individuali, e in base al proprio talento e alle proprie scelte di vita, sceglie il proprio percorso. E un giovane con disabilità visiva è consapevole e sa perfettamente quello che può e quello che non può fare. Ma qualcuno deve credere in loro”.
La vicepresidente della dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti ricorda poi che “abbiamo programmatori, ingegneri bravissimi, psicologi davvero in gamba, centralinisti che nelle aziende, oltre a rispondere al telefono, possono essere impiegati a svolgere moltissime altre mansioni. Dobbiamo però fare cultura attorno alle persone, quindi intorno alle istituzioni, alle politiche che si occupano soprattutto di lavoro”. 
Legname si sofferma sulle prossime attività dell’UICI e sull’impegno che l’associazione è pronta a mettere in campo. Prospettive, futuro e progettualità, dunque. “Abbiamo moltissimi progetti. Uno che mi piace molto si chiama ‘Unione digitale’ e prevede di portare nelle case dei nostri soci circa 20mila dispositivi Alexa: è un modo per regalare tecnologia, per non farli sentire soli e per dare loro tanta autonomia”.
Un altro progetto mette al centro la prevenzione e la riabilitazione. “Abbiamo in atto un progetto di avvio e potenziamento di tutti gli ambulatori oculistici presenti in molte delle nostre sezioni. Vogliamo portare e parlare di telemedicina, attraverso la visita, perché non è il socio, la persona, il cittadino a doversi recare dall’oculista”.
“La pandemia- continua- ci ha insegnato come tante cose siano state messe da parte, soprattutto i problemi della vista. Tante persone hanno preferito rimandare la visita dall’oculista, ma se non si interviene subito con la prevenzione, semplici problemi rischiano di trasformarsi in malattie davvero molto invalidanti”.
L’UICI raggruppa in tutto il Paese circa 40mila iscritti, ma i ciechi che non fanno parte dell’Unione sono sicuramente molti di più. “Noi diamo servizi e interventi dal bambino in culla alla persona più anziana. Proprio durante l’estate abbiamo svolto alcuni soggiorni riabilitativi e abilitativi coinvolgendo circa 570 minori con le loro famiglie. E proprio oggi un gruppo di persone anziane con disabilità visiva si trova presso “Le Torri” a Pisa: è una struttura che due volte l’anno accoglie giovani e meno giovani, dando loro la possibilità di soggiorni ricreativi, offrendo attività legate all’informatica e al teatro, curando dunque l’aspetto della socializzazione e dell’autonomia”.
Manca intanto meno un mese ad un altro evento targato UICI che metterà al centro gli animali, uno in particolare. “Per il mese di ottobre- dichiara- abbiamo in progetto la Giornata del cane guida. Assistiamo ancora a tanti soprusi rispetto all’applicazione della legge e, in alcuni ambiti, si tratta di una tematica che ha davvero poca sensibilità”.
“Con tutte queste iniziative- conclude Legname- dobbiamo comunque riuscire a conservare le risorse, che permettono all’Unione italiana ciechi di far funzionare tutte le sue 127 strutture territoriali sparse in Italia”. (DIRE) 

Contratto scuola a rilento, per qualche euro in più bisogna aspettare il prossimo Governo

da La Tecnica della Scuola

Di Reginaldo Palermo

La vicenda contrattuale si protrarrà ancora per diverse settimane o forse addirittura per qualche mese.
E’ quanto si può dedurre in questo momento stando agli esiti dell’incontro di oggi 7 settembre fra Aran e sindacati.
Intanto va detto che il calendario dei prossimi incontri è già indicativo:

  • 4 settembre, personale Ata della scuola
  • 27 settembre, ricerca
  • 27 settembre, università
  • 4 ottobre, AFAM.

Nei 4 incontri verrà affrontato esclusivamente il tema della classificazione e revisione dei profili professionali del personale dei diversi settori, mentre il presidente dell’Aran si è impegnato a convocare un ulteriore incontro per fornire una ricognizione di tutte le risorse disponibili.
La stessa Flc-Cgil, nel suo comunicato diramato al termine dell’incontro, osserva che – a questo punto – il tema delle risorse non potrà che essere affrontato dal nuovo Governo.
Ma il nuovo Governo molto difficilmente potrà essere pienamente operativo prima della fine di ottobre.
E bisogna considerare che a fine ottobre si aprirà anche la sessione di bilancio che terrà ben impegnati i ministri e le forze politiche sui molti problemi che bisognerà affrontare, a partire certamente dal tema della crisi energetica che potrebbe rischiare di mettere in ginocchio l’intera economia nazionale.
Nella giornata odierna l’Aran ha presentato una proposta per inserire nel contratto le regole per il procedimento disciplinare dei docenti, ma sembra che i sindacati non apprezzino molto l’idea di confermare l’impianto attuale che prevede che i procedimenti venga avviati e gestiti dal dirigente scolastico, a meno che non si tratti di infrazioni particolarmente gravi.
“Su questo punto – osserva Flc-Cgil – già nelle trattative per il rinnovo del precedente CCNL non si trovò un accordo, poiché non si riteneva la misura proposta, che affidava al dirigente scolastico il potere disciplinare sui docenti, in grado di garantire adeguatamente la libertà di insegnamento, che è costituzionalmente tutelata”.
Ad ogni modo se non si troverà un accordo su questo punto, resteranno in vigore le regole attuali che, come si è detto, assegnano entro certi limiti al dirigente scolastico il potere disciplinare nei confronti del personale docente e Ata.

A meno di clamorosi colpi di scena la trattativa dovrebbe quindi entrare nel vivo nel mese di ottobre, quando, forse il nuovo Governo potrebbe riuscire a raggranellare un po’ di soldi per consentire di offrire qualche euro in più di aumento rispetto ai 100 lordi circa previsti in questo momento.


In Italia più di 8 docenti su 10 sono donne. Ocse: “Stipendi adeguati potrebbero trattenere insegnanti di entrambi i sessi”

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

I dati Eurostat diffusi da La Repubblica parlano chiaro. In Italia la stragrande maggioranza dei docenti è donna. Non si tratta ormai di un fenomeno che si verifica solo nelle scuole dell’infanzia o nella scuola primaria, luoghi da sempre associati alla classica “maestra”. Ormai è una tendenza anche nella scuola media e nella superiore, dove il numero di insegnanti di sesso femminile è aumentato di molto. E pensare che nell’Ungheria di Orban questa situazione è considerata come estremamente dannosa e causa di, addirittura, problemi mentali negli studenti di sesso maschile.

In base agli ultimi numeri diffusi dal Ministero dell’Istruzione, relativi al 2020/2021, più di otto insegnanti di ruolo in Italia su dieci (l’83,2%) sono donne. La situazione nel nostro paese è alquanto particolare: si tratta dello stato europeo occidentale con il numero più alto di maestre e professoresse, tanto da assomigliare ai paesi dell’ex blocco sovietico, come Lettonia, Lituania, Bulgaria, Repubblica Ceca e Slovacca, Romania, Ungheria. Insomma, secondo i dati si tratta di un mestiere presidiato dalle donne.

Quando il “sesso sottorappresentato” è quello maschile

Secondo il Consiglio europeo, che si è espresso con una risoluzione “su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione verso uno spazio europeo dell’istruzione e oltre (2021-2030)”, si tratta di una situazione che dovrebbe cambiare: l’organismo ha infatti invitato gli stati membri a mettere in campo politiche che possano attrarre più uomini in classe.

In particolare, il Consiglio raccomanda agli stati membri di promuovere le professioni “tradizionalmente dominate da uomini o da donne” presso “il sesso sottorappresentato“. E, in questo caso, ad essere sottorappresentato è proprio il sesso maschile.

La percentuale di donne in cattedra, solo vent’anni fa, era ferma al 79%. La cosa più sorprendente è la loro presenza in aumento alle medie e alle superiori. Alla media, nel 2020/2021, le professoresse sono quasi otto su dieci: il 79%. Vent’anni prima ammontavano al 74% e nell’anno scolastico 1965/1966 al 61%. In 55 anni le quote rosa sono cresciute di 18 punti percentuali. Discorso simile nella secondaria di secondo grado, dove in 55 anni la presenza femminile è passata dal 48% al 67%.

Perché l’insegnamento viene percepito come “una cosa da donne?”

Ad esprimersi sulla questione è stata anche l’Ocse, l’Organizzazione per lo sviluppo economico e sociale, lo scorso marzo, che si è posta la domanda: “Perché il rapporto di genere tra gli insegnanti è squilibrato?”. Nelle ragioni di questo divario l’Organizzazione segnala innanzitutto gli stereotipi esistenti dalla notte dei tempi che vedono l’insegnamento come una “cosa da donne”. Ci sono anche da considerare le modalità di lavoro alquanto flessibili per gli insegnanti che attraggono le madri.

Secondo l’Ocse il vero cambiamento dovrebbe partire dagli stipendi percepiti dai docenti: “Migliorare il riconoscimento dell’importanza dell’insegnamento per la società, anche retribuendo adeguatamente gli insegnanti – concludono – potrebbe attrarre e trattenere buoni insegnanti indipendentemente dal sesso”.

I docenti in anno di formazione e prova dovranno dimostrare, in un test finale, le competenze pratiche specifiche della professione docente

da La Tecnica della Scuola

Di Salvatore Pappalardo

Il 16 agosto del 2022 è stato pubblicato il decreto 226 con il quale sono stati definiti oltre alle modalità concernenti il percorso di formazione e prova del personale docente ed educativo i criteri per la valutazione del personale in periodo di prova, introducendo lo svolgimento di un test finale durante il colloquio con il comitato di valutazione.

In che cosa consiste il test finale

Il test finale consiste nell’accertamento delle capacità del docente di tradurre in competenze didattiche pratiche le conoscenze teoriche disciplinari e metodologiche, particolarmente nei seguenti ambiti specifici della professione docente:

  • competenze culturali, disciplinari, informatiche, linguistiche, pedagogico – didattiche e metodologiche, con riferimento ai nuclei fondanti dei saperi e ai traguardi di competenza e agli obiettivi di apprendimento previsti dagli ordinamenti vigenti;
  •  competenze relazionali, organizzative e gestionali;
  • competenze di orientamento e di ricerca, documentazione e valutazione;

Convocazione comitato di valutazione

In ossequio a quanto disposto dall’art.13 del decreto 226, nel periodo intercorrente tra il termine delle attività didattiche e la conclusione dell’anno scolastico, il dirigente convoca Comitato di valutazione al fine di procedere alla verifica degli standard professionali del personale docente in percorso di formazione e periodo annuale di prova e conseguentemente all’espressione del parere sul superamento del percorso di formazione e periodo annuale di prova in servizio.

Colloquio finale

Il docente nell’anno di prova, sostiene un colloquio innanzi al Comitato di valutazione, presentando il portfolio delle attività d’insegnamento e formazione e la relativa documentazione. Della suddetta documentazione i componenti del comitato sono informati almeno 5 giorni prima della data fissata per il colloquio, dal dirigente scolastico.

Valutazione del test finale

Il Comitato, contestualmente al colloquio, procede alla verifica specifica della capacità di tradurre in competenze didattiche pratiche delle conoscenze teoriche disciplinari e metodologiche del docente, consistente nella discussione e valutazione delle risultanze della documentazione contenuta:

  • nell’istruttoria formulata dal tutor
  • nella relazione del dirigente scolastico,

Contenuti dell’istruttoria del tutor e della relazione del dirigente

Sia l’istruttoria del tutor che la relazione finale del dirigente scolastico dovranno fare espresso riferimento all’acquisizione delle relative competenze acquisite dal docente in prova osservate durante il percorso di formazione e periodo annuale di prova facendo espresso riferimento all’allegato A al decreto 226 del 16 agosto2022, allegato che dovrà essere rivisto e aggiornato negli indicatori e nei descrittori di valutazione con successivo decreto ministeriale.

Superamento del test finale e valutazione positiva

In caso di superamento del test finale e di valutazione positiva del percorso di formazione e periodo di prova in servizio, il dirigente scolastico emette provvedimento motivato di conferma in ruolo.

Mancato superamento del test finale e di valutazione negativa

In caso di mancato superamento del test finale e del percorso di formazione e periodo annuale di prova in servizio, il dirigente scolastico emette provvedimento motivato di ripetizione del periodo di formazione e di prova dal quale dovranno emergere gli elementi di criticità.

DM-226_2022Download

Studenti meritevoli, definito il programma per l’a.s. 2022/23 per la valorizzazione delle eccellenze

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Anche per l’a.s. 2022/23 il Ministero dell’Istruzione ha rinnovato il programma di valorizzazione delle eccellenze.

Con apposito decreto del 2 agosto scorso, trasmesso con nota del 6 settembre, il MI ha individuato le iniziative e le modalità di riconoscimento dei livelli di eccellenza conseguiti dagli studenti nei corsi di studio d’istruzione secondaria di secondo grado frequentati presso istituzioni scolastiche, statali e paritarie e scuole italiane all’estero, statali e paritarie.

Al provvedimento ministeriale è allegata la tabella A contenente l’elenco delle competizioni, nazionali e internazionali, suddivise per i diversi ambiti disciplinari dei percorsi d’istruzione secondaria di secondo grado.

NOTA

DECRETO E ALLEGATO A

Votazione di 100 e lode agli esami di Stato

La quota pro-capite è stabilita in relazione al numero degli studenti che nell’a.s.2022/2023 conseguano la votazione di 100 e l’attribuzione della lode nell’esame di Stato conclusivo dei corsi di studio d’istruzione secondaria di secondo grado.

Eccellenze conseguite nelle competizioni di cui alla tabella A

La quota pro-capite, distinta nei diversi livelli di merito, è stabilita in relazione al numero degli studenti meritevoli, individuati con apposita rilevazione degli esiti delle competizioni interessate. Per ciascuna delle competizioni è fissato un quantitativo massimale di studenti beneficiari, secondo criteri che siano indicativi della rilevanza dell’iniziativa e della sua diffusione presso gli studenti, le scuole e le regioni.

Ulteriori premi

Premi aggiuntivi sono assegnati agli studenti che risultino vincitori di competizioni con fase internazionale nelle quali concorrono, per ciascun Paese partecipante, gli studenti selezionati mediante apposite competizioni. Le competizioni con fase internazionale sono indicate nella tabella A con un asterisco.

Anche per l’a.s. 2022/2023 saranno assegnate delle borse di studio agli studenti con partecipazione al Progetto “I Fuoriclasse della Scuola” e alCampus di formazione residenziale di educazione finanziaria.

I premi non costituiscono reddito

Gli incentivi di tipo economico a favore degli studenti meritevoli non sono assoggettati ad alcun regime fiscale, secondo quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate con Risoluzione n. 280 del 25 novembre 2009.

Docenti neo-assunti, per superare l’anno di prova servono 180 giorni di servizio di cui 120 di attività didattiche

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Il superamento del percorso di formazione e periodo annuale di prova in servizio è subordinato allo svolgimento del servizio effettivamente prestato per almeno centottanta giorni nel corso dell’anno scolastico, di cui almeno centoventi per le attività didattiche.

Lo prevede il recente Decreto Ministeriale n. 226 del 19 agosto scorso, con il quale il MI ha dettato “Disposizioni concernenti il percorso di formazione e di prova del personale docente ed educativo, ai sensi dell’articolo 1, comma 118, della legge 13 luglio 2015, n. 107 e dell’articolo 13, comma 1 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, nonché la disciplina delle modalità di svolgimento del test finale e definizione dei criteri per la valutazione del personale in periodo di prova, ai sensi dell’articolo 44, comma 1, lett. g), del decreto legge 30 aprile 2022, n. 36, convertito con modificazioni dalla L. 29 giugno 2022, n. 79”.

L’art. 3 riepiloga i servizi utili ai fini del percorso di formazione e periodo annuale di prova in servizio.

Sono computabili nei 180 giorni di servizio tutte le attività connesse al servizio scolastico, compresi i periodi di sospensione delle lezioni e delle attività didattiche, gli esami e gli scrutini ed ogni altro impegno di servizio, ad esclusione dei giorni di congedo ordinario e straordinario e di aspettativa a qualunque titolo fruiti. Va computato anche il primo mese del periodo di astensione obbligatoria dal servizio per gravidanza.

Sono invece compresi nei 120 giorni di attività didattiche sia i giorni effettivi di insegnamento sia i giorni impiegati presso la sede di servizio per ogni altra attività preordinata al migliore svolgimento dell’azione didattica, comprese quelle valutative, progettuali, formative e collegiali.

Nel caso di contratto part-time, i 180 giorni di servizio e i 120 giorni di attività didattica sono proporzionalmente ridotti.

IL DECRETO

DM-226_2022Download

Ferie per i supplenti con 3 anni di servizio: spettano 32 giorni

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

A quante ferie hanno diritto i supplenti della scuola dopo tre anni di servizio?

Alla domanda ha risposto l’ARAN, con orientamento applicativo CIRS17, con il quale ha richiamato le norme contenute nel CCNL Scuola.

Innanzitutto, l’art. 19 del CCNL 29.11.2007 prevede che “al personale assunto a tempo determinato […] si applicano, nei limiti della durata del rapporto di lavoro, le disposizioni in materia di ferie […] stabilite dal presente contratto per il personale assunto a tempo indeterminato, con le precisazioni di cui ai seguenti commi”.

Tra queste precisazioni assume rilevanza, secondo l’ARAN, quella di cui al comma 2 del medesimo art. 19, in base alla quale “Le ferie del personale assunto a tempo determinato sono proporzionali al servizio prestato”.

Sempre il CCNL, all’art. 13, comma 4, prevede che “dopo 3 anni di servizio, a qualsiasi titolo prestato, ai dipendenti di cui al comma 3 spettano i giorni di ferie previsti dal comma 2”.

Questa disposizione, secondo l’ARAN, non prevede l’obbligo della continuità dei 3 anni di servizio né una durata minima dei periodi da prendere in considerazione.

Sulla base della normativa citata, fermo restando che le ferie maturate dal personale a tempo determinato sono proporzionali al servizio prestato, l’Agenzia ritiene che, laddove il dipendente abbia complessivamente maturato 3 anni di servizio, allo stesso competano 32 giorni di ferie per anno scolastico.

Ponti scuola e festività 2022/23, quest’anno qualche giorno in più di vacanza per studenti e docenti

da La Tecnica della Scuola

Di Sara Adorno

L’inizio dell’anno scolastico 2022/23 sta per cominciare, anche se in alcune regioni i giovani sono già tornati in classe (Bolzano, insieme alle scuole dell’infanzia di Trento e della Lombardia). La maggior parte degli studenti varcherà la soglia della scuola a partire da lunedì prossimo, 12 settembre. Gli ultimi a tornare in classe saranno i bambini e ragazzi della Sicilia e della Valle d’Aosta.

Ma quali sono le parole chiave più ricercate dai protagonisti del mondo scuola? I ponti e le festività di questo nuovo anno scolastico. Di seguito un elenco di tutti i giorni di vacanza e dei possibili ponti usufruiti da studenti e personale scolastico.

Festività nazionali

Le festività nazionali sono:

  • tutte le domeniche;
  • 1° novembre: festa di tutti i Santi;
  • 8 dicembre: festa dell’Immacolata Concezione;
  • 25 dicembre: Natale;
  • 26 dicembre: Santo Stefano;
  • 1° gennaio: Capodanno;
  • 6 gennaio: Epifania;
  • 9 aprile 2023: Pasqua
  • 10 aprile 2023: lunedì dell’Angelo;
  • 25 aprile: Anniversario della Liberazione;
  • 1° maggio: Festa del lavoro;
  • 2 giugno: Festa nazionale della Repubblica.

Ponti scuola 2022/23

  • Ponte di Ognissanti: da domenica 30 ottobre a martedì 2 novembre;
  • Ponte dell’Immacolata: da giovedì 8 a domenica 11 dicembre;
  • Ponte di Natale: da sabato 24 dicembre a domenica 8 gennaio;
  • Ponte per la Festa della Liberazione: da domenica 23 a martedì 25 aprile;
  • Ponte per la Festa dei Lavoratori: domenica 30 aprile e lunedì 1° maggio;
  • Ponte per la Festa della Repubblica: da venerdì 2 a domenica 4 giugno.

Elezioni nazionali

A tutte le date menzionate sopra, si devono aggiungere anche i 2 giorni per le scuole che ospiteranno i seggi elettorali in occasione delle elezioni politiche del prossimo 25 settembre: da sabato 24 a lunedì 26 settembre.

Nota 8 settembre 2022, AOODGFIESD 1149

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per i fondi strutturali per l’istruzione, l’edilizia scolastica e la scuola digitale
Ufficio VI – Innovazione didattica e digitale

Alle Istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado
c.a. Dirigente scolastico
c.a. Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi
e, p.c. ai Revisori dei Conti per il tramite della scuola

Oggetto: Apertura delle funzioni di rendicontazione. Piano Nazionale per la Scuola Digitale (PNSD) – Azione #28 “Un animatore digitale in ogni scuola” contributo anno scolastico 2021-2022.

Nota 8 settembre 2022, AOODGPER 31924

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per il personale scolastico
Uff. III – Reclutamento del personale docente ed educativo

Agli Uffici scolastici regionali LORO SEDI
Al Dipartimento Istruzione della Provincia Autonoma di TRENTO
Alla Sovrintendenza Scolastica della Provincia Autonoma di BOLZANO
All’Intendenza Scolastica perla Scuola in Lingua Tedesca BOLZANO
All’Intendenza Scolastica per le Scuole delle Località Ladine BOLZANO
Alla Regione Autonoma della Valle d’Aosta Ass. Istruzione e Cultura Direzione Personale Scolastico AOSTA

OGGETTO: D.M. n. 238 dell’8 settembre 2022. Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2023. Trattamento di quiescenza e di previdenza. Indicazioni operative.

Decreto Ministeriale 8 settembre 2022, AOOGABMI 238
Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2023