Le scuole necessitano di organici ATA più consistenti

Le scuole necessitano di organici ATA più consistenti: sia questo un obiettivo della futura legge di bilancio

L’avvio dell’anno scolastico offre l’occasione per denunciare una condizione che per le scuole sta assumendo i caratteri dell’insostenibilità: le segreterie sono sempre più sguarnite, gli assistenti tecnici sono insufficienti e non ci sono abbastanza collaboratori scolastici per presidiare tutti i plessi. 

L’organico COVID ha supportato le istituzioni scolastiche nella gestione degli impegnativi adempimenti connessi all’emergenza epidemiologica. Il suo venir meno ha reso ancora più evidenti le criticità alla base della questione. Criticità – ben presenti già in periodo prepandemico – dovute essenzialmente a due fattori: il ridotto numero di lavoratori assegnati a ciascuna istituzione scolastica e il livello di competenze possedute. 

Il DPR n. 119/2009, come è noto, definisce i criteri e i parametri per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale ATA. Tali organici, tuttavia, risultano ormai del tutto inadeguati alle esigenze delle scuole che, a distanza di oltre dieci anni dall’emanazione del decreto, hanno modificato profondamente il loro profilo. Esse, infatti, sono diventate dei centri di riferimento per il territorio e operano attraverso una progettualità che ha ampliato le occasioni, i tempi e gli spazi da destinare all’offerta formativa e che richiede, dunque, anche una maggiore vigilanza. Inoltre, il volume delle risorse impegnate e liquidate in esito alle attività negoziali con i fornitori esterni è costantemente cresciuto, così come si sono moltiplicati gli adempimenti a carico delle segreterie. Si aggiungano, in tempi più recenti, le linee di investimento del PNRR che impongono ulteriori attività in termini amministrativo-contabili e di supporto alla progettazione extracurricolare. Non vanno trascurate, a tale riguardo, la grave carenza di DSGA e la mancata attivazione del profilo di coordinatore amministrativo. 

La notevole crescita delle dotazioni tecnologiche anche nelle scuole del primo ciclo, inoltre, ha condotto all’assunzione di circa un migliaio di assistenti tecnici condivisi tra le stesse ma questo numero è ampiamente insufficiente rispetto al fabbisogno complessivo, anche in considerazione dell’elevato numero di sedi e plessi. 

Alla luce di tutto ciò, pur in presenza del rilevante calo demografico e del conseguente ridursi della popolazione studentesca, ribadiamo che l’odierno assetto delle scuole necessita di energie e risorse ben maggiori che in passato. In assenza di un incremento degli organici del personale ATA, esse non hanno modo di operare al meglio per far fronte alla crescente complessità dell’organizzazione. Va evidenziato che l’incremento deve accompagnarsi con l’introduzione di una procedura che consenta di verificare le competenze effettivamente possedute da parte di tale personale. 

Non ha senso, dunque, ancorarsi a criteri e parametri che non riflettono più la realtà delle scuole. Così come non ha senso assumere personale privo delle specifiche competenze richieste dal profilo. 

Urge, quindi, un intervento normativo in tal senso.  

Se la politica crede nel valore dell’istruzione deve avere il coraggio di investire nel sistema educativo. 

L’approvazione della legge di bilancio per il 2023, da parte del rinnovato Parlamento, è una eccellente occasione per dimostrarlo. 

In fondo al mare sta la vergogna

In fondo al mare sta la vergogna

di Vincenzo Andraous

Stavo cenando e ascoltavo il tg, la notizia è stata così maledettamente fisica da ricevere una mazzata alla bocca dello stomaco, sono rimasto lì senza fiato per tanta infamia La voce parlava di migranti e gommoni alla mercè dei venti, uomini e donne affogati, decine, centinaia, scomparsi tra le onde.

Tra loro tre bambini galleggiavano con gli occhi aperti riversati all’indietro.

C’è tutta la pietà del mondo adagiata in quei corpicini che ora sembrano stracci, stanno adagiati sulla mano di chi li ha raccolti privi di vita. La commozione di chi non sa guardare da una altra parte, la rabbia furiosa che scaturisce dall’inaccettabilità di queste assenze la fanno da padrona.

Bambini che non ci sono più entrano nelle case, sulle tavole imbandite, negli occhi chiusi di quanti non resistono a vedere tanto male fatto a chi non ha colpe, a chi innocente lo è per davvero.

Bimbi galleggiano senza più respiro, sono lì, in tutta la loro disperazione, in tutta la vergogna che dovrebbe assalire, eppure c’è qualcuno, i soliti oracoli indefessi, sibilano che forse si tratta di manipolazione comunicazionale, delle solite notizie false, orchestrate ad arte da questa o quell’altra sponda politica.

Così persino la tragedia più grande, quella che dovrebbe farci esplodere i polsi dal dolore, diviene un residuo perimetrale di parole contraffatte per non inorridire, per non farci diga insormontabile, per non metterci a mezzo, di traverso, nell’intento non più rinviabile di mettere con le spalle al muro tanta indegna indifferenza.

Il mare e i suoi abissi infernali, inghiotte l’umanità innocente, la nasconde senza usare aggettivi teatrali, la toglie dall’imbarazzo più miserabile.

C’è il mare con il suo sommerso che a volte, ci dicono soltanto qualche volta, ma invece sempre più spesso, accade che imprigiona al suo fondo ogni speranza.

In questa sequenza di immagini “inguardabili” che si riversano nelle nostre case, nei piatti e nei bicchieri colmi di ogni ben di Dio ( ma oggi Dio è morto un’altra volta ) continuiamo a trangugiare e a bere, perché noi vorremmo fare qualcosa, ma non abbiamo strumenti, idee, intuizioni, per fermare questo scempio, questa indegna sfida alla morte per ottenere pochi grammi di libertà, di dignità, di amore.

Eppure sappiamo alzare la voce quando un’ingiustizia ci coglie alla sprovvista, quando subiamo una offesa o una umiliazione, siamo artefici di manifestazioni, di cortei, di girotondi, per rivendicare i nostri diritti, però non siamo capaci di tutelare i diritti inalienabili dei più poveri, dei più piccoli, degli innocenti che spesso sempre più spesso rimangono nell’angolo più buio dove non esiste alcuna GIUSTIZIA.

Per gli italiani scuola tema prioritario nell’agenda politica

Indagine Gilda-Swg: per gli italiani scuola tema prioritario nell’agenda politica

Secondo oltre la metà della popolazione, edilizia scolastica e precariato sono i problemi su cui il prossimo governo dovrebbe mettere in campo gli interventi più urgenti

Per 9 italiani su 10 l’istruzione deve rivestire un ruolo di primo piano nell’agenda politica e per rilanciare la scuola le leve principali su cui bisogna agire sono la stabilizzazione dei docenti precari e la riqualificazione degli edifici scolastici. È quanto emerge da un sondaggio flash realizzato dalla Swg per la Gilda degli Insegnanti.

Oltre il 90 per cento degli intervistati ritiene che la scuola debba essere in cima alla lista degli impegni della classe politica: per il 54 per cento dovrebbe occupare una posizione ‘prioritaria’, per il 38 per cento ‘importante’. 

Analizzando la composizione sociale del 54 per cento degli intervistati che ritiene prioritario il tema dell’istruzione scolastica, risulta che a considerarlo tale sono soprattutto i genitori di figli che frequentano la scuola secondaria (65 per cento), le persone laureate (63 per cento) e i ceti medio-alti (59 per cento). 

Prendendo in esame l’età degli intervistati, invece, si evidenzia che di quel 54 per cento la maggior parte è costituita da 35-54enni (51 per cento) e over 55 (61 per cento), mentre maggiore freddezza è dimostrata dai giovani tra i 18 e i 34 anni (46 per cento).

Precariato e inadeguatezza degli spazi dove svolgere l’attività didattica vengono indicati come i problemi della scuola più impellenti ai quali il prossimo governo dovrebbe dedicarsi. Per il 27 per cento l’intervento più urgente da mettere in campo riguarda la stabilizzazione dei docenti precari, a garanzia della continuità didattica, e il potenziamento del sistema di reclutamento con concorsi a cadenza annuale, mentre il 26 per cento lo individua nella riqualificazione degli edifici scolastici attraverso l’ampliamento degli spazi e la riduzione del numero di alunni per classe. Secondo il 21 per cento, invece, la priorità spetterebbe al contrasto alla dispersione scolastica e al recupero del divario tra studenti del Nord e del Sud; il 16 per cento alla sburocratizzazione del lavoro dei docenti e il 10 all’aumento degli stipendi degli insegnanti.   

“Come insegnanti – commenta Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti – siamo confortati dall’attenzione che l’opinione pubblica dimostra di avere verso la qualità dell’istruzione in Italia. Ci auguriamo che questo sentimento diffuso contagi anche coloro che si assumeranno la responsabilità di governo dopo le elezioni. I cittadini italiani sembrano aver compreso bene che investire sull’istruzione significa investire sul futuro del Paese”.

Il Ciclo di misurazione e gestione delle performance

Nel progetto di ammodernamento della Pubblica Amministrazione previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’opera ambisce a rappresentare una testimonianza del cammino realizzato in materia di performance dalle Amministrazioni centrali dello Stato a partire dal d.lgs. n.150 del 2009, in una prospettiva integrata e unitaria, capace di attrarre le correlazioni con le previsioni normative in tema di anticorruzione, trasparenza e benessere organizzativo.

Raffaele Picaro – Marco Spiniello

Il Ciclo di misurazione e gestione della performance nelle Amministrazioni centrali dello Stato, tra riferimenti normativi e prassi applicative

L’esperienza del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Intercultura, autunno carico di proposte per l’internazionalizzazione della scuola

da Il Sole 24 Ore

Il calendario dei numerosi eventi tra cui, il 18 ottobre, il webinar sul rapporto 2022 dell’Osservatorio sull’internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca

di Redazione Scuola

Fondazione Intercultura e Associazione Intercultura hanno preparato un autunno ricco di proposte, organizzando 65 ore di iniziative e incontri di formazione gratuiti per Dirigenti scolastici e docenti. L’obiettivo è quello di stimolare il processo di internazionalizzazione delle scuole italiane e la riflessione sull’educazione alla cittadinanza globale.
A inizio ottobre, nell’ambito del progetto Edunauta promosso da Généras Foundation, si svolgeranno cinque incontri in presenza della durata di 8 ore ciascuno (9:30 – 17:30) :
martedì 4 ottobre Milano Consiglio regionale della Lombardia (Palazzo Pirelli – Sala Gonfalone – Via Fabio Filzi, 22);
mercoledì 5 ottobre Padova – liceo “Tito Livio” (Riviera Tito Livio 9), con il patrocinio dell’Usr Veneto;
giovedì 6 ottobre Pesaro – liceo “Terenzio Mamiani” (Campus scolastico – Via Nanterre);
martedì 11 ottobre Bari – liceo “Gaetano Salvemini” (Via Prezzolini 9);
venerdì 14 ottobre Firenze – Auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze (via Folco Portinari 5) con il sostegno di Fondazione CR Firenze.
Gli incontri presenteranno il Protocollo di valutazione Intercultura (www.protocollointercultura.it): un modello per valutare la competenza interculturale degli studenti che hanno partecipato a un programma annuale di studio all’estero. In particolare, verranno trattate tematiche legate all’internazionalizzazione della scuola, alla mobilità studentesca, alle competenze attese e alla loro valutazione.

Percorso di formazione mista

Da metà ottobre a dicembre Intercultura terrà il percorso di formazione mista (blended learning) dal titolo “Educazione civica e cittadinanza globale” della durata di 25 ore all’interno del progetto CI SEI LAB sulle tematiche dell’educazione interculturale, alla cittadinanza globale e alla sostenibilità.CI SEI LAB – Laboratori di Cittadinanza globale, Sviluppo sostenibile, Educazione Interculturale è un progetto promosso dall’Associazione Intercultura grazie al finanziamento del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con l’obiettivo di realizzare una serie di interventi educativi sul tema della cittadinanza globale rivolti a docenti e studenti delle scuole secondarie di II grado (www.ciseilab.it). Attraverso questo progetto, Intercultura offre alle scuole l’opportunità di consolidare l’alleanza educativa tra istruzione e terzo settore, sperimentando metodologie proprie dell’educazione non formale, basate sulla partecipazione e sull’esperienza, promuovendo la cultura del volontariato e valorizzando il protagonismo dei giovani perché diventino agenti di cambiamento.

Il progetto

Il progetto ambisce a raggiungere 2.000 docenti e dirigenti scolastici e a coinvolgere 2.500 studenti di scuole secondarie di II grado in laboratori facilitati da volontari di Intercultura, in tutta Italia. Sul sito ciseilab.it è ancora possibile indicare il proprio interessamento per partecipare al progetto, a partire dai webinar informativi che si terranno nei giorni 15 e 29 settembre. A partire dal mese di ottobre, in occasione dell’avvio delle nuove fasi del progetto, il sito si arricchirà poi con risorse digitali strumenti formativi gratuiti. 210 docenti da tutta Italia hanno già manifestato l’intenzione di partecipare, ma c’è ancora tempo per candidarsi al progetto.

Il Rapporto

Fondazione Intercultura invita alla presentazione del rapporto 2022 dell’Osservatorio sull’internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca (www.scuoleinternazionali.org), l’unico osservatorio esistente che documenta quanto avviene in Italia in questo settore: martedì 18 ottobre, alle 15, per iscrizioni all’incontro online: https://bit.ly/3UbE719
L’Osservatorio, mediante indagini periodiche svolte dall’istituto di ricerca Ipsos, rileva il livello medio di internazionalizzazione della scuola italiana grazie a un indice di internazionalizzazione composto da indicatori che definiscono le attività significative di internazionalizzazione.
Nel 2022 il progetto è stato così rinnovato: l’Indice di internazionalizzazione è stato aggiornato per adattarsi alle novità introdotte nelle scuole italiane nell’ultimo decennio (es. le nuove pratiche di internazionalizzazione derivanti dalle politiche europee) e al mutato contesto in cui operano; è più che raddoppiato il numero di scuole secondarie di II grado che hanno partecipato alla rilevazione dell’Indice; verrà data una maggiore visibilità ai risultati dell’indagine anche attraverso la premiazione di cinque scuole che si siano particolarmente distinte per le attività di internazionalizzazione.Il progetto “Indice di internazionalizzazione delle scuole secondarie” (edizione 2022 dell’Osservatorio) ha ricevuto il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo.

Flc Cgil: sì all’obbligo a 18anni, no al docente tutor

da ItaliaOggi

I due anni di pandemia che abbiamo alle spalle hanno reso ancor più pesanti le diseguaglianze preesistenti nel sistema di istruzione. Solo grazie all’enorme sforzo quotidiano dell’intero personale della comunità scolastica si è cercato di combatterle nella concreta pratica educativa. Tali diseguaglianze sono il frutto del pesante disinvestimento delle politiche pubbliche degli ultimi decenni.

Le maggiori criticità oggi sono quelle che denunciamo da anni: organici del personale docente e Ata inadeguati; tempo scuola pesantemente ridotto e distribuito in maniera diseguale nel Paese; personale con retribuzioni tra le più basse nel pubblico impiego; un precariato diffuso ed endemico; la mancanza in parti rilevanti del Paese di docenti di sostegno; strutture edilizie spesso fatiscenti per consentire di svolgere l’attività educativa in sicurezza; un dimensionamento scolastico insensato, con scuole insostenibili per numero di studenti, per dislocazione territoriale dei plessi e per tipologia di percorsi di studio offerti; una dispersione scolastica che viene affrontata solo con fondi europei, assegnati attraverso l’iniquo sistema dei bandi e/o l’opinabile misurazione della povertà educativa; il tentativo di rendere egemone un modello di scuola che perde i connotati di luogo democratico, sociale e culturale per essere piegato ai bisogni e al modello aziendalistico. A ciò si aggiungono recenti e pesanti provvedimenti su formazione incentivata e docenti esperti che devono essere semplicemente ritirati.

Da ciò la necessità di rafforzare la scuola statale per adempiere a ruolo e funzione costituzionale. Chiediamo nel breve-medio periodo un incremento dell’1% almeno del PIL della spesa corrente in istruzione e non l’incredibile riduzione prevista dal Def. Questo investimento strutturale va utilizzato per elevare l’obbligo scolastico fino ad almeno 18 anni e per rendere obbligatoria la scuola dell’infanzia; per incrementare le dotazioni organiche a partire dalla stabilizzazione dell’organico covid; per costituire classi con non più di 20 alunni; per un deciso incremento delle retribuzioni che riconosca la dignità e il ruolo sociale del lavoro dei docenti e personale Ata; per ridurre a dimensioni fisiologiche il precariato; per estendere il tempo scuola in tutto il paese e in particolare il tempo pieno nel Mezzogiorno; per costituire autonomie scolastiche che siano liberate da tutte le procedure burocratiche che nulla hanno a che vedere con l’attività di istruzione; per un investimento nell’edilizia scolastica e nella creazione di nuove scuole poiché le risorse del Pnrr rispondono solo in parte a questa necessità.

In conclusione, solo un robusto intervento nell’ambito delle politiche pubbliche e della finanza pubblica per l’istruzione potrà davvero rappresentare un cambio di rotta nella direzione disegnata dalla nostra Costituzione.

Francesco Sinopoli segretario generale Flc Cgil

Mattarella e Bianchi venerdì 16 a Grugliasco per inaugurare il nuovo a. s.

da La Tecnica della Scuola

Di Pasquale Almirante

L’Istituto di Istruzione secondaria “Curie-Vittorini”  di Grugliasco (in provincia di Torino),  venerdì 16 settembre accoglierà ‘Tutti a Scuola’, la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno scolastico alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, nonché con alcune delegazioni di studentesse e studenti, in rappresentanza degli Istituti di tutta Italia.

Fra gli ospiti, selezionati attraverso un avviso pubblico a cui hanno partecipato scuole di tutta Italia, ci saranno, le bambine e i bambini dell’Istituto “Ferrajolo-Siani” di Acerra (Napoli), con la loro sfilata di moda e il progetto fatto di abiti ricavati dalle mascherine anti-Covid, un modo per simboleggiare la ripartenza dopo l’emergenza.

Sarà presente sul palco anche la scuola “C. Aurispa” di Noto , con la coreografia “Il mondo che vorrei”, dedicata alla sostenibilità ambientale. Le ragazze e i ragazzi dell’Istituto comprensivo “Rapallo-Zoagli” di Rapallo presenteranno una bicicletta libreria “pop up”, pensata per diffondere la lettura, con la possibilità di prendere gratuitamente libri, donarli e ascoltare audiolibri realizzati dagli stessi studenti. “Battiti di donna” è invece il lavoro che presenteranno gli studenti dell’Istituto “Ciampoli-Spaventa” di Atessa (Chieti), un progetto sul contrasto alla violenza contro le donne che ripercorre la storia della figura femminile, dai tempi di Dante ad oggi. “I nostri cento passi” è il brano dedicato a Peppino Impastato degli studenti dell’Istituto Comprensivo “Garibaldi” di Realmonte (Agrigento).

Da Alicudi (Messina) Teresa Maria Perre, insegnante in pensione, e Mirella Fanti, dirigente scolastica, racconteranno la storia della scuola più piccola d’Europa. Da Piacenza arriva il mouse speciale realizzato da un docente per il suo alunno con disabilità. E ancora, ci sarà la testimonianza di Riky, Riccardo Massimini, uno studente con disabilità la cui storia sarà raccontata anche dall’insegnante Davide Toffoli che lo ha aiutato nella carriera scolastica. Seguirà il racconto delle studentesse e degli studenti di Torino, piloti per due settimane in volo con l’Aeronautica Militare.

Saranno anche raccontate le storie di alcune studentesse e alcuni studenti ucraini accolti nelle scuole piemontesi.

All’evento, parteciperanno in qualità di ospiti artisti del mondo della musica, dello spettacolo, della cultura e dello sport.

Nuovo Pei e DM sull’inclusione: il Ministero non vuole cambiare quasi nulla; ma le famiglie potrebbero vincere i ricorsi

da La Tecnica della Scuola

Di Reginaldo Palermo

Si è svolta nella mattinata del 14 settembre la riunione plenaria (consulta più CTS) dell’Osservatorio sull’inclusione scolastica.
Il Ministero ha proposto e illustrato una serie di correzioni (peraltro minimali) al DM 182; tra queste ci sarebbe l’eliminazione della misura dell’”esonero” da alcune materie di studio, con la soppressione dell’art. 10 comma 2 lettera d.
Le associazioni chiedono anche l’eliminazione dei range che il Ministero ha introdotto per limitare in qualche modo l’autonomia dei GLO nella proposta di ore di sostegno (richiesta sulla quale ovviamente il Ministero non è affatto d’accordo).

Patrizio Bianchi, presente all’incontro, ha insistito molto sulla necessità di procedere in modo condiviso ma tutte le associazioni hanno replicato che, se si vuole la condivisione, non si mandano i documenti da discutere la sera prima per la mattina dopo (come invece è capitato proprio in occasione della seduta del 14 settembre).

Questioni di metodo a parte il Ministero ha confermato che il testo del DM rimarrà pressoché inalterato annunciando inoltre che, nei prossimi giorni, verrà inviata alle scuole una circolare con la quale si riconfermerà la validità del decreto stesso.

Nel tentativo di trovare una mediazione rispetto alle richieste delle associazioni, richieste  in linea con quanto rilevato dal TAR del Lazio che, proprio un anno fa, con la sentenza n. 9795, dichiarava l’illegittimità dell’intero D.I. 182/2020, il Ministero ha deciso che la plenaria del Gruppo di lavoro venga riconvocata lunedì 19 settembre. Ma i margini per raggiungere un accordo sono assolutamente minimi.

A questo punto, è chiaro che si prospettano differenti scenari. A ciò si aggiunga la mancata pubblicazione delle linee guida, da parte del ministero della salute, con le quali sono adottati la certificazione della disabilità ai fini dell’inclusione scolastica e il profilo di funzionamento; l’assenza di questi documenti metterà in seria difficoltà le scuole nell’utilizzo dei nuovi modelli di PEI che l’articolo 19 comma 7-bis del decreto legislativo n. 66/17 prevede unicamente per gli alunni e le alunne con disabilità nel passaggio di grado di scuola.
Se non ci saranno correttivi, si presenterà un altro problema importante: il Ministero potrebbe incappare in numerosi ricorsi giudiziari da parte delle famiglie, ricorsi quasi sicuramente perdenti per l’Amministrazione, come peraltro chiarito anche dal Consiglio di Stato.

Decreto Aiuti bis, lavoro agile per lavoratori fragili e genitori di figli minori di 14 anni: proroga al 31 dicembre 2022

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Nella giornata di ieri, 13 settembre, è stato approvato dal Senato il testo del Decreto Legge Aiuti bis. Oltre alle novità riguardanti il docente esperto, il nuovo testo contiene anche una proroga importante e attesa che riguarda la possibilità di ricorrere allo smart working.

Come riassunto dalla FLC CGIL, sono state prorogate dal 30 giugno al 31 dicembre 2022 le disposizioni secondo cui i lavoratori fragili svolgono di norma la prestazione lavorativa in modalità agile, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto.

Sono inoltre prorogate sempre fino al 31 dicembre 2022 le disposizioni che riconoscono il diritto ai genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di anni 14, a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali e a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.

La prestazione lavorativa in lavoro agile può essere svolta anche attraverso strumenti informatici nella disponibilità del dipendente qualora non siano forniti dal datore di lavoro. Condizione per esercitare il diritto è a che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore.

Per l’attuazione delle suddette proroghe sono stanziati € 18.660.000 per il 2022 prelevati dal Fondo sociale per l’occupazione e la formazione e dal Fondo per le politiche attive del lavoro del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Elezioni 2022, i docenti fuori sede hanno diritto al permesso retribuito per andare a votare?

da La Tecnica della Scuola

Di Carla Virzì

Il diritto-dovere di voto – ricordiamolo – è tutelato dall’art. 48 della Costituzione, che recita: Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

I cittadini, dunque, devono essere messi in condizione di potere esercitare il proprio diritto.

Permessi non retribuiti e permessi retribuiti

La legge presuppone che il docente fuori sede provveda in tempo al cambio di residenza, così da potere essere inserito nelle liste elettorali vicine alla propria sede di servizio. Ecco perché, tendenzialmente, per esercitare il diritto di voto nella maggioranza dei casi si potrà usufruire di un permesso non retribuito.

Eppure un’eccezione c’è. Ne parla il sindacato di Francesco Sinopoli, Flc Cgil.

A chi spetta dunque il permesso retribuito per raggiungere il luogo di residenza dove è possibile esprimere la propria preferenza elettorale? Non a tutti. Il sindacato Flc Cgil spiega:

La materia è disciplinata dalla circolare della ragioneria generale dello Stato Igop n. 23 del 10.3.1992. La concessione del permesso retribuito per recarsi a votare in comune diverso da quello della sede di servizio, ai sensi dell’art. 118 del DPR 30.3.1957, n. 361, è previsto solo nell’ipotesi in cui il lavoratore risulti trasferito di sede nell’approssimarsi delle elezionimagari abbia provveduto nel prescritto termine di 20 giorni a chiedere il trasferimento di residenza, ma non abbia ottenuto in tempo l’iscrizione nelle liste elettorali della nuova sede di servizio. Qualora ricorra la predetta circostanza, al lavoratore va riconosciuto il permesso retribuito per l’esercizio del diritto di voto entro i limiti di tempo stabiliti dal Ministero del Tesoro con Decreto 5.3.1992 sotto indicati, comprensivi del tempo occorrente per il viaggio di andata e ritorno:
• un giorno per le distanze da 350 a 700 chilometri;
• due giorni per le distanze oltre i 700 chilometri o per spostamenti da e per le isole.

Permessi per i candidati

E chi fosse candidato nell’arena elettorale? Sempre Flc Cgil chiarisce quanto segue:

Il personale docente con contratto a tempo indeterminato delle scuole statali, può utilizzare, come permessi, anche i sei giorni di ferie di cui all’art. 15 comma 2 del CCNL del 29 novembre 2007. La precisazione è contenuta nella nota telefax 3121 del 17.4.1996 della Presidenza del Consiglio Dipartimento Funzione Pubblica che faceva riferimento all’art. 21, 3° comma del CCNL del 4.8.1995, ripreso dal citato art. 15 del CCNL del 2007 tuttora vigente.
Il personale ATA con contratto a tempo indeterminato accede ai permessi retribuiti alle condizioni previste dall’art. 31 del CCNL 2016/2018.
Il personale a tempo determinato ha diritto ai permessi del CCNL, ma in questo caso si tratta di permessi non retribuiti.
Naturalmente tutto il personale, sia pubblico che privato, può fruire dei periodi di aspettativa, condizione che, però, comporta la perdita sia della retribuzione sia del computo del trattamento di quiescenza e di previdenza per il relativo periodo.

Diritti dei lavoratori impegnati nelle operazioni di seggio

Quanto ai docenti o al personale Ata che si rendesse disponibile per le operazioni di scrutinio presso i seggi elettorali, Flc Cgil chiarisce:

Al lavoratore, con contratto a tempo indeterminato e determinato (anche su supplenza breve) sia nel pubblico che nel privato, chiamato a svolgere funzioni presso i seggi elettorali per le elezioni del Parlamento (nazionale ed europeo), per le elezioni comunali, provinciali e regionali ed in occasione delle consultazioni referendarie, ai sensi dell’art. 119 del T.U. n. 361/57, modificato dalla Legge n. 53/90, e dell’art. 1 della Legge 29.1.1992, n. 69, è riconosciuto il diritto di assentarsi per tutto il periodo corrispondente alla durata delle operazioni di voto e di scrutinio. L’assenza è considerata attività lavorativa a tutti gli effetti.
Il beneficio spetta ai componenti del seggio elettorale (presidente, scrutatore, segretario), ai rappresentanti di lista, nonché in occasione del referendum popolare ai rappresentanti dei partiti o dei gruppi politici dei promotori del referendum. Analogo diritto spetta ai lavoratori impegnati a vario titolo nelle operazioni elettorali (vigilanza o altro). Essendo l’attività prestata presso i seggi equiparata (2° comma art. 119 Legge 361/57) all’attività lavorativa “ordinaria”, non è consentito richiedere prestazioni lavorative nei giorni coincidenti con le operazioni elettorali, anche se eventuali obblighi di servizio fossero collocati in orario diverso da quello di impegno ai seggi.
I componenti del seggio elettorale o rappresentanti di lista o comunque impegnati in operazioni connesse, hanno diritto inoltre a recuperare le giornate non lavorative di impegno ai seggi con giorni di recupero da concordare con il datore di lavoro, in rapporto anche alle esigenze di servizio.

‘Tutti a scuola’: venerdì, 16 settembre, la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno scolastico

da Tuttoscuola

Sarà Grugliasco (in provincia di Torino) a ospitare “Tutti a Scuola”, la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno scolastico 2022/2023. L’Istituto di Istruzione Superiore “Curie-Vittorini” venerdì 16 settembre, a partire dalle 16.30, accoglierà il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, e alcune delegazioni di studentesse e studenti, in rappresentanza degli Istituti di tutta Italia.      L’iniziativa, giunta alla XXII edizione, sarà una grande festa per la ripartenza dell’anno scolastico che metterà al centro le esperienze delle scuole e sarà trasmessa in diretta su Rai Uno, in collaborazione con la RAI. Accoglienza e inclusione saranno i temi al centro della cerimonia di inaugurazione del nuovo anno scolastico, condotta da Roberta Rei e Flavio Insinna.

Fra gli ospiti, selezionati attraverso un avviso pubblico a cui hanno partecipato scuole di tutta Italia, ci saranno, ad esempio, le bambine e i bambini dell’Istituto “Ferrajolo-Siani” di Acerra (NA), con la loro sfilata di moda e il progetto fatto di abiti ricavati dalle mascherine anti-Covid, un modo per simboleggiare la ripartenza dopo l’emergenza. Sarà presente sul palco anche la scuola “C. Aurispa” di Noto (SR), con la coreografia “Il mondo che vorrei”, dedicata alla sostenibilità ambientale. Le ragazze e i ragazzi dell’Istituto comprensivo “Rapallo-Zoagli” di Rapallo (GE) presenteranno una bicicletta libreria “pop up”, pensata per diffondere la lettura, con la possibilità di prendere gratuitamente libri, donarli e ascoltare audiolibri realizzati dagli stessi studenti. “Battiti di donna” è invece il lavoro che presenteranno gli studenti dell’Istituto “Ciampoli-Spaventa” di Atessa (CH), un progetto sul contrasto alla violenza contro le donne che ripercorre la storia della figura femminile, dai tempi di Dante ad oggi. “I nostri cento passi” è il brano dedicato a Peppino Impastato degli studenti dell’Istituto Comprensivo “Garibaldi” di Realmonte (AG). Da Alicudi (ME) Teresa Maria Perre, insegnante in pensione, e Mirella Fanti, dirigente scolastica, racconteranno la storia della scuola più piccola d’Europa. Da Piacenza arriva il mouse speciale realizzato da un docente per il suo alunno con disabilità. E ancora, ci sarà la testimonianza di Riky, Riccardo Massimini, uno studente con disabilità la cui storia sarà raccontata anche dall’insegnante Davide Toffoli che lo ha aiutato nella carriera scolastica. Seguirà il racconto delle studentesse e degli studenti di Torino, piloti per due settimane in volo con l’Aeronautica Militare. In scaletta anche il lancio del cartoon firmato Rai Ragazzi tratto dalla storia del racconto afghano nel libro “Nel mare ci sono i coccodrilli”, con la presenza, sul palco, del protagonista. Saranno poi raccontate le storie di alcune studentesse e alcuni studenti ucraini accolti nelle scuole piemontesi.

All’evento di inaugurazione del nuovo anno scolastico, realizzato grazie alla collaborazione tra Ministero dell’Istruzione e RAI, parteciperanno in qualità di ospiti artisti del mondo della musica, dello spettacolo, della cultura e dello sport. Dai gemelli mezzofondisti Ala e Osama Zoghlami, al nuotatore plurimedagliato Alessandro Miressi, fino alla capitana della Nazionale di calcio femminile Sara Gama. Tra gli artisti, la pianista Frida Bollani Magoni e Matteo Bocelli, e l’attrice Luisa Ranieri. Sarà inoltre presente un’orchestra composta dai migliori allievi dei Conservatori d’Italia diretta dal Maestro Leonardo De Amicis.

La cerimonia “Tutti a Scuola” – che prevede anche un saluto del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi – potrà essere seguita in diretta tv e sui canali social del Ministero dell’Istruzione e della RAI attraverso l’hashtag #TuttiAScuola.

Chiuderà la cerimonia, l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Nota 15 settembre 2022, AOODGSIP 2936

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per lo Studente, l’Inclusione e l’Orientamento scolastico

Agli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI
Alla Sovrintendenza Scolastica per la Provincia di Bolzano Bolzano
Alla Sovrintendenza Scolastica per la Provincia di Trento Trento
All’Intendenza Scolastica per la Scuola in lingua tedesca Bolzano
All’Intendenza Scolastica per la Scuola località Ladine Bolzano
Alla Sovrintendenza degli Studi per la Regione Valle D’Aosta Aosta
p.c. Ai Referenti per la Legalità degli Uffici Scolastici Regionali
e, p.c. Al Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione LORO SEDI

Oggetto: Progetti e concorsi in tema di Educazione civica realizzati dal Ministero dell’istruzione in collaborazione con il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati. Anno scolastico 2022/23.

Nota 15 settembre 2022, AOODGOSV 23747

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione Ufficio IV

Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
Ai Dirigenti degli Ambiti Territoriali
per il loro tramite, Ai Dirigenti Scolastici dei CPIA
Ai Dirigenti Scolastici delle Istituzioni scolastiche sedi dei percorsi di istruzione degli adulti di secondo livello LORO SEDI
e, p.c., Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Al Capo Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali SEDE
Al Sovrintendente Scolastico per la Regione Autonoma Valle d’Aosta
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione e cultura per la Provincia Autonoma di Trento
Al Sovrintendente Scolastico per la Scuola in lingua italiana di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine di Bolzano LORO SEDI

Oggetto: Istruzione degli adulti e apprendimento permanente – Funzionamento dei CPIA a.s. 2022-2023

Nota 11 novembre 2019, AOODGOSV 22805
Oggetto: Istruzione degli adulti e apprendimento permanente – Funzionamento dei CPIA a.s. 2019-2020