Sclerosi multipla, l’appello di AISM

Sclerosi multipla, l’appello di AISM alle forze politiche
Osservatorio Malattie Rare del 23/09/2022

Presentato un documento ai vari schieramenti con le priorità per i pazienti sui temi della salute, del welfare, della ricerca, dell’inclusione sociale e del terzo settore.

AISM, l’associazione di persone con sclerosi multipla (SM), 133 mila in tutta Italia, ha consegnato ai candidati dei vari schieramenti politici un documento contenente le priorità di azione urgenti per la SM e patologie correlate. I temi sono quelli della salute, del welfare, della ricerca dell’inclusione sociale e del terzo settore.

Con la passata legislatura, AISM ha affrontato importanti filoni di lavoro su emergenze prioritarie non solo per la sclerosi multipla ma più in generale per il mondo della disabilità e delle malattie croniche gravi, e per l’intera realtà del non profit. Tra questi il credito d’imposta per la ricerca non profit; l’inserimento della SM nel Piano Nazionale Cronicità e il potenziamento e pieno riconoscimento della rete di patologia; il lavoro inclusivo per le persone con disabilità, a partire dalle linee guida della legge 68, il lavoro agile, l’accomodamento ragionevole; il superamento del tetto del 5 per mille e la semplificazione in materia di successioni e donazioni per gli Enti del Terzo Settore.

L’appello alle forze politiche dei diversi schieramenti è di non gettare al vento tutto il lavoro già avviato e dare continuità, nei propri programmi e agende politiche, alle progettualità e linee di intervento messe in atto nella precedente legislatura con il contributo di AISM e FISM.

Le priorità che i candidati politici sono chiamati a fare proprie sono indicate nella “Agenda della SM e patologie correlate 2025”, frutto di un’ampia consultazione realizzata attraverso la campagna #1000azionioltrelaSM, tra cui il contributo di oltre 100 esponenti delle forze politiche, presentata il 30 maggio, Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla, alla Camera dei Deputati, in presenza di tutte le forze politiche, esprimendo anche in quel contesto il proprio punto di vista e contributo. L’Agenda è una mappa di proposte concrete, per il Movimento della SM, le istituzioni e la società, per migliorare i servizi di cura e di inclusione sociale, per sostenere e sviluppare una ricerca scientifica di eccellenza, per dare piena forza e valore all’apporto del Terzo Settore, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e le priorità del PNRR.

L’Agenda è accompagnata dal “Barometro della SM e patologie correlate”, la fotografia annuale della realtà della sclerosi multipla in Italia, Una analisi dei livelli di cura e inclusione delle oltre 133.000 persone che convivono in Italia con questa patologia cronica e con le patologie ad essa correlate, tra cui la Neuromielite Ottica che interessa 1.500/2.000 persone nel Paese.

A questi due strumenti si affianca la “Carta dei Diritti della SM”, su cui è attiva una raccolta firme sul sito di AISM: 10 diritti che toccano i temi della salute, ricerca, autodetermi­nazione, inclusione, lavoro, educazione e formazione, semplificazione, innovazione, informazione e comunicazione, partecipazione attiva. Diritti che vivono, diritti che vogliono cambiare il mondo della SM, oltre la SM.

“L’ultima legislatura è stata caratterizzata da un intenso confronto ed una articolata dialettica su molti temi prioritari per le persone con sclerosi multipla e patologie correlate, loro caregiver e familiari, e più in generale per molti cittadini con malattie gravi e croniche, persone con disabilità, enti del terzo settore, segnando un netto avanzamento rispetto a numerose priorità sostenute da AISM e dalla sua Fondazione. Progettualità, programmi, stanziamenti, norme, raccontati in dettaglio nel Barometro della sclerosi multipla 2022 che chiediamo ai candidati politici vengano consolidate, sviluppate, applicate, e che rappresentano un’eredità importante che non può essere dismessa all’insegna di una generica volontà di rinnovamento”, dichiara Francesco Vacca, Presidente di AISM.

Gli fa eco Mario Alberto Battaglia, presidente della FISM, la fondazione di AISM, e volontario storico dell’Associazione da poco meno di 50 anni. “Già in occasione della presentazione dell’Agenda avevamo lanciato un appello a tutte le istituzioni che rinnoviamo in questa appuntamento verso le urne: ogni candidato, di tutte le forze politiche in campo, è chiamato a dare concreta applicazione all’Agenda della SM, mettendo a fuoco le azioni, da calare e declinare nel programma politico individuale e di lista, in cui impegnarsi e contribuire in prima persona”. 

La nuova mappa d’interventi elaborata da AISM fino al 2025 individua 4 linee di missione, per un totale di 28 priorità strategiche e 184 azioni proposte per il miglioramento delle condizioni di trattamento e inclusione delle persone con sclerosi multipla e patologie correlate. Dal pieno ed effettivo accesso ai percorsi di presa in carico e a progetti individuali di cura, all’accesso precoce e personalizzato ai farmaci specifici per la malattia e ai sintomatici, alla riabilitazione gratuita e specializzata, al trattamento psicologico come livello essenziale garantito, all’effettiva accessibilità di spazi, processi, servizi, uffici fisici e virtuali e ancora al sostegno e riconoscimento del valore della ricerca in un unico ecosistema con la salute, per affermare concretamente il diritto alla cittadinanza scientifica. Le proposte di AISM seguono 4 direttrici maestre: la presa in carico interdisciplinare e centrata sulla persona, il rafforzamento della ricerca, la piena inclusione e partecipazione sociale, l’informazione e l’empowerment.

Agenda, Barometro e Carta dei Diritti sono consultabili sul sito di AISM.

Pensioni, rilevazione cessazioni d’ufficio per il personale 65enne: funzione aperta dal 26 settembre al 28 ottobre

da OrizzonteScuola

Di redazione

Con la nota ministeriale 33107 il Ministero fornisce le indicazioni operative per l’utilizzo della funzione SIDI, disponibile attraverso il percorso “Comunicazioni servizi INPS” – “Rilevazione Pensionamenti D’ufficio Sessantacinquenni”.

Il sistema prospetterà l’elenco del personale, nato tra il 01.09.1956 e il 31.08.1958, che risulta in servizio al momento dell’apertura della rilevazione.

Ogni ufficio potrà visualizzare, esclusivamente, il personale di propria competenza, fornendo puntuale indicazione sulla circostanza che esso rientri o meno nelle cessazioni d’ufficio dei sessantacinquenni.
La funzione sarà disponibile dal 26 settembre 2022 e le operazioni dovranno necessariamente concludersi entro il giorno 28 ottobre 2022.

Potrà essere destinatario di collocamento d’ufficio solo il personale che avrà raggiunto un’anzianità contributiva di:
• 41 anni e 10 mesi al 31 agosto 2023, se donna;
• 42 anni e 10 mesi al 31 agosto 2022, se uomo.
• L’INPS non potrà verificare il relativo diritto a pensione, se il nominativo non verrà comunicato attraverso tale funzione. In tal caso, sarà esclusiva responsabilità del dirigente scolastico determinare il raggiungimento del requisito pensionistico.

NOTA


Rendicontazione, rapporto di autovalutazione e piano di miglioramento: ma non basta dire che le scuole sono sopravvissute al covid?

da La Tecnica della Scuola

Di Reginaldo Palermo

In questi giorni il Ministero ha riaperto alle scuole le piattaforme per la predisposizione e l’aggiornamento dei documenti strategici quali la rendicontazione sociale, il rapporto di autovalutazione e piano dell’offerta formativa con all’interno piano di miglioramento, il piano di formazione del personale e tanto altro.
Ma tutto questo lavoro e lavorio è davvero utile?

Sentiamo cosa ne pensa Mario Luciani, dirigente scolastico e segretario provinciale dell’ANP di Frosinone

Sono stato sempre un deciso difensore di questo metodo di lavoro. Pianificare per evitare improvvisazione, valutare per contrastare l’autocelebrazione, rendicontare per confrontarsi con l’utenza e sconfiggere l’autoreferenzialità, atavico male della scuola. Mai mi sono dedicato alla lamentatio inconcludente, vero sport di certa parte della categoria ma stavolta qualche dubbio sul metodo viene anche a me”.

Quali sono i dubbi?

Siamo al termine di una pandemia che ha rotto ogni schema, che ha sconquassato il normale andamento, non solo della scuola ma dell’intero pianeta. La scuola italiana ha fatto grandi cose ma i ritmi sono saltati, il normale andamento del tutto sovvertito. Ricordiamoci quei mesi in cui passeggiavo basiti per i corridoi vuoti, le facce dei bambini con la matita in una mano e il telefonino nell’altra. E noi dobbiamo fare finta di nulla?

Cosa vuol dire con questo?

E presto detto: ma cosa rendicontiamo? Quali degli obiettivi posti tre anni fa a fondamento della nostra azione ha mantenuto un minimo di senso? Chi è stato così impermeabile alla situazione da avere minimamento guardato alla pianificazione delle azioni contenute nel piano di miglioramento? Cosa dire di realistico e di utile dei processi e degli esiti nel rapporto di autovalutazione?

Forse, però, un resoconto finale è bene farlo

Abbiamo avuto difficoltà enormi a rendere il servizio base, l’offerta formativa, con interi mesi con le scuole chiuse, con la didattica a distanza fatta di connessioni ballerine, collegamenti a singhiozzo e con scuole dove la fibra è un sogno mai avverato. Cosa scrivere di veritiero?

E quindi?

Io direi che siamo sopravvissuti, nonostante il Covid e sarebbe più che sufficiente. I genitori, di sicuro apprezzerebbero. Ecco, questo panegirico di documenti risponde in realtà solo alla logica tanto criticata del mero adempimento, carta da colorare, nulla più, una vera litania dell’inutile. Chissà perché, mi viene in mente la campanella scolastica automatizzata che, guidata da un orologio elettronico, d’estate continua a suonare indefessa anche se le classi non ci sono più e i ritmi non sono più quelli da lei scanditi.


Avvio a.s. 2022/2023, tutti i dati su studenti, docenti e istituzioni scolastiche: Focus del Ministero

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato anche quest’anno una prima raccolta di dati relativi all’avvio dell’anno scolastico.

Il Focus “Principali dati della scuola – Avvio anno scolastico 2022-2023” riepiloga le principali informazioni su istituzioni scolastiche, studenti e docenti.

Lombardia, Campania e Sicilia le regioni con più scuole

Il numero di Istituzioni principali sedi di direttivo è pari a 8.136, comprese le sedi sottodimensionate. Tali istituzioni si distinguono in 129 Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti e 8.007 Istituzioni scolastiche.

Le Istituzioni scolastiche a loro volta si ripartiscono in 332 Direzioni Didattiche, 4.879 Istituti Comprensivi, 127 Istituti principali di I grado e 2.669 Istituzioni del II ciclo.

Lombardia, Campania e Sicilia si confermano le regioni con il maggior numero di istituzioni scolastiche.

Alunni e classi

In quest’anno scolastico 366.310 classi di scuola statale accoglieranno 7.286.151 studenti, di cui 290.089 con disabilità.

Alle superiori, la metà degli studenti frequenta un liceo

Nella scuola secondaria di II grado la metà degli studenti frequenta un percorso liceale. Il 17% frequenta i nuovi percorsi professionali attivati a partire dall’a.s.2018/2019.

Più di 870 mila i posti del personale docente

I posti istituiti per l’a.s. 2022/2023 sono complessivamente 684.600 posti comuni e 186.205 posti di sostegno.

Degli oltre 684mila posti comuni, 14.142 sono “posti per l’adeguamento”, mentre, dei 186.205 posti di sostegno, 69.035 sono “posti di sostegno in deroga”.

Fonte: Ministero dell’Istruzione – Direzione generale per i sistemi informativi e la statistica – Ufficio di statistica

Il bilancio del Ministro Bianchi: “Abbiamo lavorato duramente per ricostruire una scuola che è prima di tutto comunità”

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Il Ministro dell’Istruzione uscente Patrizio Bianchi ha fatto un primo bilancio del suo lavoro portato avanti in più di un anno al dicastero di Viale Trastevere in un articolo pubblicato oggi su IlSole24Ore.

Il rientro a scuola, una nuova normalità

Innanzitutto il Ministro ha salutato con gioia l’apertura dell’anno scolastico dopo due anni di pandemia, finalmente senza particolari restrizioni: “Oltre 7 milioni di studentesse e studenti tornano a riappropriarsi in questi giorni di una nuova normalità fatta di compagni di banco, di visi non più coperti da mascherine, di sorrisi e vicinanza. È una riconquista di abitudini che abbiamo dato a lungo per scontate e delle quali, grazie alla pandemia, abbiamo riapprezzato il valore: la scuola non è soltanto luogo di trasmissione del sapere. È socialità”, ha scritto.

“In questi due anni abbiamo lavorato duramente e con convinzione per ricostruire e consolidare una scuola che è prima di tutto comunità, garantendo il diritto allo studio a ogni bambino e ragazzo nelle migliori condizioni possibili nonostante l’emergenza sanitaria. In presenza e in sicurezza, ma senza mai distogliere lo sguardo dagli obiettivi futuri, perché è nel presente che si pongono le basi di ciò che sarà la nuova scuola di cui il Paese ha bisogno”, ha continuato.

Ecco il messaggio di Bianchi a chi ogni giorno vive la scuola in prima persona: “Sono orgoglioso di tutte le scuole che ho avuto la possibilità di visitare in questo anno e mezzo, delle studentesse, degli studenti, del personale scolastico e delle famiglie incontrate. Quanta eccellenza, quanta straordinarietà c’è nel nostro Paese, che rimane silenziosamente non raccontata, sovrastata dal rumore delle criticità da risanare. Quando mi chiedo come sarà, come deve essere la scuola del futuro, penso a queste realtà, disseminate in tutta Italia. Sono convinto che dobbiamo mettere a sistema tutte queste esperienze, realizzare una scuola pubblica di alta qualità in ogni territorio, intervenendo in maniera sostanziale laddove ci sono emergenze educative, per colmare i divari e assicurare pari opportunità e uguaglianza a ogni bambina e bambino”.

Uno sguardo al futuro: le speranze riposte sul Pnrr

Il Ministro ha poi cercato di guardare al futuro, in un contesto in cui c’è tanta speranza per i fondi stanziati dal Pnrr: “Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è lo strumento di cui disponiamo per intervenire in tal senso e nell’ambito dell’Istruzione, attraverso le 6 riforme e le 11 linee di investimento previste, agisce proprio in questo senso: dagli asili nido e dalle scuole dell’infanzia fino al reclutamento dei docenti, tocca punti nevralgici del sistema di istruzione”.

“In questi mesi abbiamo lavorato per mantenere gli impegni presi nei tempi previsti: il ministero che guido ha già assegnato più di 10 miliardi, in particolare per interventi di edilizia scolastica, e approvato la maggior parte delle riforme. L’urgenza non dipende solo dai termini previsti dall’Unione europea, ma dalla necessità di soddisfare le esigenze delle cittadine e dei cittadini. Per questo sono convinto che chi prenderà le redini del Paese dopo il 25 settembre proseguirà su questa strada senza disperdere il grande lavoro che abbiamo portato avanti con il Pnrr”, ha continuato Bianchi a proposito.

“Oltre 2 miliardi di euro per trasformare 100.000 classi e renderle ambienti di apprendimento innovativi. Un investimento di 1,189 miliardi per costruire 212 nuove scuole, progettate seguendo i bisogni del territorio di riferimento e le indicazioni di un qualificato gruppo di architetti. 4,6 miliardi per intervenire sul segmento dell’infanzia, fondamentale per contrastare la povertà educativa, con l’obiettivo di aumentare l’offerta per la fascia 0-6 con 264.480 nuovi posti, in particolare al Sud, dove le strutture sono meno presenti. Una misura di giustizia – ha aggiunto- non solo per i più piccoli, ma anche per sostenere la genitorialità e l’occupazione femminile. Mense per garantire il tempo pieno, palestre per concorrere al pieno sviluppo di ogni giovane, interventi di messa in sicurezza del patrimonio edilizio scolastico, ma anche azioni per le competenze: 1,5 miliardi per ridurre i divari territoriali, risorse per gli Istituti tecnici superiori (Its), riformati grazie alla collaborazione del Parlamento, nuove regole per accedere all’insegnamento e la decisione di mettere la formazione al centro di un percorso professionale prezioso per la salute della nostra democrazia”.

“Sono solo alcuni dei passi di un cammino di rinnovamento che abbiamo portato avanti senza esitazione, coinvolgendo tutti coloro che sono parte della scuola. Un cammino che non si deve interrompere e va sostenuto con responsabilità e passione”, ha concluso il Ministro dell’Istruzione uscente.

Rotazione degli incarichi dirigenziali

Il giudice del lavoro dichiara l’illegittimità dell’automatica rotazione degli incarichi dirigenziali

Francesco G. Nuzzaci

Con sentenza emessa il 14 settembre u.s. il giudice del lavoro di Lecce ha accolto le doglianze di una ricorrente dirigente scolastica, statuendo il suo diritto a permanere nella stessa sede senza limiti di tempo, contrariamente a quanto disposto dall’USR della Puglia che aveva applicato in modo automatico la normativa c.d. anticorruzione ex legge 190/2012.

Ha quindi sposato in pieno la ragionata posizione che DIRIGENTISCUOLA, sindacato rappresentativo della dirigenza scolastica, aveva, inutilmente, espresso sia in sede di confronto ministeriale – di fornire in materia agli UU.SS.RR. indicazioni omogenee e cogenti per evitare che gli stessi continuassero a procedere in modo ondivago e creativo – sia nella susseguente informativa in sede locale. Ovvero che:

  1. la rotazione degli incarichi non è affatto un generale principio dell’ordinamento, in quanto la vigente versione dell’articolo 19 del D. Lgs. 165/2001 (e conformemente l’articolo 12 del CCNL 2016-2018) dice che “gli incarichi sono rinnovabili”, senza introdurre alcun limite temporale e senza citare alcuna rotazione; che d’altronde a suo tempo la c.d. legge Frattini 145/2002, sul riordino della dirigenza statale e come precisato nella successiva circolare esplicativa del 10.09.2002, ne escludeva l’applicazione ai dirigenti scolastici, “atteso il particolare meccanismo di reclutamento, la disciplina specifica che li riguarda, l’applicabilità solo parziale dell’articolo 19 ss, nonché i contenuti e le specificità della funzione”;
  2. la legge 190/2012, art. 1, commi 5 e 10, prescrive la rotazione o le previste alternative (e non solo per i dirigenti, bensì per tutti i pubblici dipendenti) negli ambiti in cui “è più elevato il rischio che siano commessi reati di corruzione”. E l’ANAC (nell’Allegato 2, PNA 2019, in www.anticorruzione.it) puntualizza che nell’attuazione della misura ogni amministrazione deve prima aver chiarito nel proprio PTPCT i criteri posti alla base di un programma predeterminato per evitare che la rotazione “possa essere intesa o effettivamente utilizzata in maniera non funzionale alle esigenze di prevenzione di fenomeni di cattiva amministrazione e corruzione” (p. 6).  Epoi, e soprattutto, a conferma che i provvedimenti devono essere discreti e non tradursi in meri automatismi, ha rimarcato che vanno pur sempre adottati “dopo che sono state individuate le aree a rischio corruzione e al loro interno gli uffici maggiormente esposti a fenomeni corruttivi” (p. 4). Sicché “la rotazione deve essere calibrata in relazione alle caratteristiche peculiari di ogni struttura … (per cui) … dovranno essere considerati, innanzitutto, gli uffici più esposti al rischio di corruzione, per poi considerare gli uffici con un livello di esposizione al rischio più basso” (ivi);
  3. la stessa ANAC definisce le istituzioni scolastiche a basso rischio corruttivo (Delibera 430/2016). Per cui, nel caso che si volesse dar luogo all’applicazione della normativa anticorruzione, addirittura in misura generalizzata e/o indistinta, si dovrebbero allegare evidenze tali da far ritenere che tutte le istituzioni scolastiche della regione (o di più regioni o dell’intero Paese) sono a elevato rischio di corruzione! Ovvero, il che è lo stesso, tutte potenzialmente interessate alla “prevenzione di fenomeni di cattiva amministrazione”.

Il giudice ha quindi ordinato all’Amministrazione di riassegnare alla vittoriosa ricorrente la precedente sede.

Nota 23 settembre 2022, AOODGOSV 24344

Ministero dell’istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione

OGGETTO: Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2022/2023 – Candidati interni ed esterni: termini e modalità di presentazione delle domande di partecipazione.

Nota 23 settembre 2022, AOODGOSV 24346

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici per la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione

Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI Al Sovrintendente agli studi della Valle D’Aosta AOSTA
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione per la Provincia di TRENTO
All’Intendente Scolastico per le scuole delle località ladine di BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la scuola in lingua tedesca di BOLZANO
Al Sovraintendente Scolastico della Provincia di BOLZANO
Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine e grado LORO SEDI
e,p.c. Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione SEDE
Al Capo Ufficio Stampa SEDE

Oggetto: Fiera Didacta Italia edizione siciliana. Ente fieristico “Sicilia Fiera Exibition Meeting Hub” – Misterbianco (CT) – 20, 21 e 22 ottobre 2022

Nota 23 settembre 2022, AOODGOSV 24347

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione
e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI
Al Sovrintendente agli Studi della Valle d’Aosta AOSTA
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione per la Provincia Autonoma di TRENTO
All’Intendente Scolastico per le scuole delle località ladine di BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la scuola in lingua tedesca di BOLZANO
Al Sovrintendente Scolastico della Provincia di BOLZANO
Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie del primo e del secondo ciclo di istruzione LORO SEDI
Ai Dirigenti scolastici degli Istituti Tecnici Superiori LORO SEDI
Ai Dirigenti scolastici dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti LORO SEDI
e.p.c. Al Capo Dipartimento SEDE
Al Capo Ufficio Stampa SEDE

OGGETTO: SECONDO CONVEGNO DI STUDI La scuola: quale futuro dopo la pandemia. Cultura dell’innovazione a scuola: ridisegnare i confini dell’esperienza didattica per una scuola protagonista del cambiamento. 11 ottobre 2022 ore 9.00-13.00 – Bologna, Opificio Golinelli e Piattaforma digitale

Nota 23 settmbre 2022, AOODGOSV 24348

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione Ufficio IV

Agli Istituti Professionali del Sistema Educativo Nazionale di Istruzione e di Formazione aventi gli Indirizzi Arti ausiliarie delle professioni sanitarie: Ottico e Odontotecnico.
Agli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI e, p.c. All’Ufficio di Gabinetto Al Dipartimento del Sistema Educativo di Istruzione e Formazione SEDE

Oggetto: Nota per lo svolgimento dell’esame di abilitazione all’esercizio delle arti ausiliarie delle professioni sanitarie di ottico e odontotecnico nell’anno 2022.

Nota 23 settembre 2022, AOODGOSV 24330

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione

Ai Direttori generali e ai Dirigenti preposti degli Uffici Scolastici Regionali
All’Ufficio speciale di lingua slovena presso l’Ufficio scolastico regionale per il Friuli-Venezia Giulia
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine di Bolzano
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione della Provincia di Trento
Al Sovrintendente agli studi della Regione Autonoma della Valle d’Aosta
Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie per il tramite dei rispettivi UU.SS.RR.

Oggetto: Concorso nazionale “10 febbraio” – “AMATE SPONDE”. Ricostruire l’esistenza dopo l’esodo tra rimpianto e forza d’animo