Supplenze: accesso agli atti per algoritmo Gps

Supplenze, Gilda chiede accesso agli atti per algoritmo Gps

La Gilda degli Insegnanti, attraverso lo studio legale Bonetti, ha presentato al ministero dell’Istruzione una richiesta di accesso gli atti per conoscere il software, e dunque l’algoritmo, che ha gestito la procedura informatizzata delle nomine da Gps e che sta generando gravi criticità e numerosi contenziosi.

“Gli errori commessi dall’algoritmo nell’assegnazione delle supplenze – afferma Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti – ledono diritti di graduatoria, facendo sì che in molti casi chi ha punteggi più elevati finisca per prendere supplenze e sedi più disagiate. Inoltre, la procedura vìola il diritto al completamento di cattedra che, a quanto pare, non è contemplato nell’algoritmo”.

“Nonostante le continue e numerose richieste di tavoli per esaminare le criticità, già evidenziate negli anni precedenti, il ministero, dopo aver promesso disponibilità, ha opposto un muro di silenzio”.

“Appena ci verrà consegnato l’algoritmo, – conclude Di Meglio – procederemo alla sua analisi per identificarne i difetti”.

PARtime

PARtime, servizi per l’infanzia e scuole imparano a combattere gli stereotipi di genere

La scuola è, per eccellenza, il luogo delle pari opportunità e dell’uguaglianza di diritti, dove si educa al rispetto delle differenze e al contrasto delle discriminazioni e della violenza di genere, e sono dunque centrali il ruolo e la formazione di chi ci lavora.

È questa la ragione principale per cui è nato PARtime, il percorso di formazione e ricerca sulla cultura del rispetto e della parità, coprogettato da Regione Toscana e INDIRE e rivolto, grazie alla collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e Anci Toscana, a docenti, dirigenti scolastici, personale Ata delle scuole di ogni ordine e grado e a educatrici ed educatori dei servizi per l’infanzia (0-6) del territorio toscano.

Il progetto è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa in Palazzo Strozzi Sacrati dall’Assessora a Istruzione e Pari Opportunità Alessandra Nardini, da alcuni rappresentanti del gruppo di ricerca INDIRE Maria Teresa Sagri e Daniela Bagattini, dal direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Ernesto Pellecchia e da Eleonora Ducci, responsabile Anci Toscana per politiche sulla parità di genere e Sindaca di Talla.

PARtime è organizzato su piattaforma moodle per una “frequenza” in piena autonomia, attraverso videolezioni on demand e kit didattici scaricabili. Al termine, iscritte e iscritti, che potranno partecipare gratuitamente, conseguiranno un attestato che riconoscerà 25 ore di formazione. Il percorso è stato curato da esperte/i di Indire e del mondo dell’Università, dei Centri antiviolenza, della Giustizia.

Sono previste lezioni teoriche e laboratoriali. Le prime permettono di avere un quadro sintetico ma completo sul tema dell’educazione di genere, con particolare riguardo alla didattica curricolare e al ruolo della scuola nella prevenzione degli stereotipi e della violenza di genere, come previsto dalla Convenzione di Istanbul. Le lezioni teoriche sono obbligatorie al fine del conseguimento dell’attestato e sono suddivise in quattro moduli composti da videolezioni.  

Le lezioni laboratoriali sono specificamente declinate per le scuole di ogni ordine e grado, offrono idee, suggerimenti e materiali da adottare nella didattica quotidiana.

Le iscrizioni sono aperte dallo scorso 22 settembre al seguente link: https://partime.indire.it/
A oggi sono in circa 400 tra docenti, educatori e educatrici, personale Ata, ad aver aderito. Sarà possibile iscriversi fino all’8 ottobre prossimo mentre la piattaforma on line sarà attiva dall’11 ottobre. Nei prossimi mesi, è in programma la riapertura dei termini per le adesioni.

La partecipazione alla formazione prevede la compilazione di due questionari: uno propedeutico all’iscrizione, uno a conclusione della formazione, al fine di rilevare aspettative e bisogni del personale educativo e scolastico su queste tematiche e una valutazione del corso.

Per supporto e informazioni: partimesupporto@indire.it

“L’educazione alle differenze e alla parità di genere – afferma l’assessora a istruzione e pari opportunità Alessandra Nardini – riveste un ruolo cruciale per destrutturare gli stereotipi e combattere i pregiudizi, tra le principali cause di molti fenomeni: dalla segregazione orizzontale e verticale delle donne nel mondo del lavoro, al divario retributivo, fino alla violenza di genere”. “Per questo – prosegue Nardini – stiamo rafforzando il nostro impegno nel promuovere, a partire dall’educazione dalle bambine e dei bambini, la cultura del rispetto e della parità, nel solco tracciato dalla legge regionale 16 del 2009 sulla cittadinanza di genere, con cui la Toscana si è posta all’avanguardia su questi temi. In questa legislatura abbiamo potenziato il nostro impegno sul fronte dell’educazione anche attraverso i PEZ, i Progetti Educativi Zonali, nelle cui linee guida, dallo scorso anno, abbiamo voluto inserire un’attenzione particolare riservata al contrasto degli stereotipi di genere, che dovrà permeare tutti i progetti, nella prospettiva della promozione delle pari opportunità. Con PARtime ci impegniamo sul fronte della formazione di docenti, educatrici e educatori e di tutte e tutti coloro che lavorano nei servizi per l’infanzia e nelle scuole toscane. Ringrazio Indire per la competenza del gruppo di lavoro impegnato in questo progetto, l’Ufficio Scolastico Regionale e Anci, con cui stiamo cercando di favorire la massima partecipazione”.

“Cogliamo l’occasione per portare i saluti della nostra Presidente INDIRE Cristina Grieco – ha affermato Maria Teresa Sagri, primo ricercatore INDIRE, che oggi è intervenuta assieme alla ricercatrice Daniela Bagattini – e ci auguriamo che questa iniziativa offra l’opportunità di creare un’azione sinergica con il territorio; che sia anche una prima spinta, dopo la formazione dei docenti, a proseguire con il coinvolgimento degli alunni e di tutta la comunità”.

“Questo progetto – spiega il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Ernesto Pellecchia – è importante e significativo perché rafforza le azioni già in atto sul fronte della cultura della parità. Siamo ben lieti di cooperare alla diffusione e al sostegno di questo progetto che sta già ricevendo un grande interesse da parte di tutto il personale scolastico. Le modalità di formazione molto efficaci e snelle hanno una valenza concreta e forniscono dei validi spunti e strumenti per la didattica”.

“È importantissimo che la decostruzione degli stereotipi di genere inizi in tenera età, come ci dice la stessa letteratura scientifica – ha commentato Eleonora Ducci, responsabile Anci Toscana per politiche sulla parità di genere e sindaca di Talla -. Intervenire anche nei nidi, che tra l’altro sono di più stretta competenza comunale, diventa fondamentale. Ringrazio la Regione e l’Ufficio scolastico regionale perché la regia generale che sono in grado fornire consente di annullare le differenze tra i territori, poiché non da tutte le parti c’è la stessa sensibilità sui temi della parità. Questa regia è anche un modo per ribadire che il contrasto agli stereotipi è una questione che non può essere messa in discussione a seconda degli orientamenti politici che possono avvicendarsi nelle nostre istituzioni”.

Consiglio Nazionale dei Presidenti delle Consulte provinciali studentesche (CNPC)

Al via il 27 settembre 2022 a Tivoli (RM), alla presenza del Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, il Consiglio Nazionale dei Presidenti delle Consulte provinciali studentesche (CNPC), organizzato dal MI-Direzione Generale per lo Studente, l’inclusione e l’orientamento scolastico, dopo due anni di sospensione dovuta all’emergenza sanitaria. All’incontro partecipano circa 180 ospiti, tra Presidenti, studentesse e studenti e docenti referenti. I lavori si concluderanno il prossimo 30 settembre.

I Presidenti eletti in tutte le province italiane discuteranno in questi giorni di questioni quali la didattica e la valutazione degli apprendimenti, gli ordinamenti scolastici, l’edilizia, la rappresentanza studentesca, il welfare scolastico, l’inclusione, il benessere psicologico, l’Educazione civica e ambientale. Ogni partecipante potrà condividere le esperienze del territorio di appartenenza, confrontarsi con esponenti del Ministero dell’Istruzione e formulare proposte e idee.

“Voglio ringraziare le Consulte studentesche – ha dichiarato il Ministro Bianchi – per lo straordinario lavoro fatto in questi diciotto mesi. Abbiamo avuto un confronto costante e fruttuoso. Tramite loro, abbiamo mantenuto un’attenzione continua ai bisogni delle studentesse e degli studenti e ascoltato la loro voce”.

Nei mesi scorsi il Ministro Bianchi ha già incontrato l’Ufficio di coordinamento nazionale delle Consulte studentesche (UCN), composto dai Presidenti dei coordinamenti regionali, e avviato un dialogo riguardante i temi e le azioni al centro del PNRR Istruzione.

Olimpiadi italiane di Informatica

Si è conclusa con 23 medaglie di bronzo, 16 d’argento e 8 d’oro la XXII edizione delle Olimpiadi italiane di Informatica. Alla gara finale, che si è svolta, in presenza, all’ITIS “Q. Sella” di Biella, hanno partecipato 93 studenti.

Questa edizione delle Olimpiadi ha coinvolto 497 istituti scolastici e quasi 10.000 ragazze e ragazzi della scuola secondaria di secondo grado provenienti da tutta Italia.

Al primo posto assoluto si è classificato, con il miglior tempo, Francesco Lugli del Liceo Scientifico “A. Roiti” di Ferrara, a pari merito con Lorenzo Ferrari del Liceo Scientifico “G. Galilei” di Trento, entrambi con punteggio pieno.

La cerimonia di premiazione, alla presenza del Comitato Olimpico, di un rappresentante del Ministero dell’Istruzione, delle autorità locali e di AICA, ha visto anche il coinvolgimento dei docenti referenti per le Olimpiadi da tutta Italia. La cerimonia si è aperta con la lectio magistralis del Professor Marco Aldinucci dell’Università di Torino sul tema dell’High Performance Computing (HPC).

È stato individuato, inoltre, il gruppo di 18 studenti da cui, dopo un percorso formativo dedicato, emergeranno i quattro atleti chiamati a rappresentare l’Italia alla XXXV edizione delle Olimpiadi Internazionali di Informatica, che si svolgerà dal 28 agosto al 4 settembre 2023 in Ungheria.

Le Olimpiadi Italiane di Informatica sono promosse e finanziate dalla Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici, per la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione del Ministero dell’Istruzione e da AICA (Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico). Sono organizzate con la collaborazione dell’ITE Tosi di Busto Arsizio attraverso il Comitato Olimpico.

G. Capurso, Due Maestri del Sud

In difesa del Sud: storia dell’amicizia di due Maestri tra Molfetta e Bitonto

di Carlo De Nitti

Alla faconda penna (o tastiera?) di Giovanni Capurso – docente e scrittore – si deve questo mirabile libretto, Due Maestri del Sud. Gaetano Salvemini e Giovanni Modugno (pp. 105), che vede la luce per i tipi della benemerita casa editrice coratina Secop di Giuseppe Piacente, quale secondo volume della collana “Caro don Gaetano…”: il primo è stato “Caro don Gaetano…” Spigolando tra le carte di Gaetano Salvemini di Valentino Romano.

Due grandi Maestri profondamente diversi tra loro: militante appassionato e fervente anticlericale lo storico Gaetano Salvemini (Molfetta, 1873 – Sorrento, 1957), uomo di scuola a tutto tondo e sincero cattolico il pedagogista Giovanni Modugno (Bitonto, 1880 – Bari, 1957): “ciò non impedì ai due amici di condividere le medesime battaglie politiche in difesa dei contadini del Sud” (p. 5) per circa un cinquantennio.

In linea con gli obiettivi della collana editoriale che lo ospita, “lo scopo di questo saggio, pertanto, non è tanto di entrare nel merito di vicende già abbondantemente analizzate e raccontate, ma di soffermarsi sul profondo legame politico, umano ed intellettuale che questi due Maestri del Sud, pur nelle loro divergenze” (p. 8).

Il lungo sodalizio tra i due Maestri attraversò la Storia d’Italia dai primi anni del XX secolo agli anni ’50 del medesimo: pressoché coetanei, entrambi “figli” differenti di una medesima temperie culturale quella creata dal Positivismo. Non a caso, Giovanni Modugno, prima di avvicinarsi alla filosofia ed alla pedagogia, si laureò in Scienze Naturali presso l’Università degli studi di Napoli e Gaetano Salvemini fu allievo dello storico positivista Pasquale Villari (Napoli, 1827 – Firenze, 1917) presso l’Università degli studi di Firenze.
Dalla concezione positivistica della storia e della cultura – e dai suoi limiti – furono sempre alieni entrambi, approdando alla militanza socialista, a quel socialismo umanitario ben lontano da quello marxiano e marxista. Il socialismo di Salvemini e di Modugno fu soprattutto quel movimento che avrebbe dovuto portare al riscatto delle classi subalterne del Mezzogiorno, rispetto ai soprusi dei latifondisti e dei proprietari terrieri assenteisti, con la conquista dei diritti, in primo luogo l’istruzione.
Giovanni Capurso, facendo ampio ed oculato ricorso agli scambi epistolari tra i due studiosi, ne ricostruisce le relazioni politiche ed umane, che li coinvolsero,  in particolare, a partire dal 1908, in occasione delle elezioni amministrative e politiche dell’anno successivo. “I due intellettuali iniziarono così a ritrovarsi su obiettivi comuni […] In breve tempo quella stima si trasformerà in amicizia e poi in collaborazione politica” (pp. 15 – 17).
Non a caso, nel 1911, quando Gaetano Salvemini uscì dal Partito Socialista e fondò “L’Unità”, Giovanni Modugno fu uno dei primi intellettuali a collaborare con la neonata rivista. Negli intendimenti dei due studiosi, “il periodico doveva essere l’organo della coscienza critica delle mappe meridionali alle quali si doveva arrivare educando la piccola borghesia meridionale, liberandola dalla morsa stretta dalla reazione estraendone quelle guide di cui necessitavano i concittadini” (p. 25).
Altri due fondamentali momenti in cui i due Maestri furono politicamente sodali quelli delle elezioni politiche del 1913 (le prime a suffragio universale maschile, come voluto da Giolitti) e del 1919 (le prime dopo la prima guerra mondiale, ma anche le ultime prima dell’avvento del fascismo).
In quel tornio di tempo, Incomincia a maturare in Giovanni Modugno la scelta di allontanarsi dalla vita politica attiva per dedicarsi esclusivamente all’educazione dei giovani: la campagna elettorale del 1919 a sostegno della candidatura di Gaetano Salvemini alla Camera dei Deputati è l’ultimo impegno politico assunto da Modugno. Peraltro “Modugno aveva intuito l’impossibilità di un’intesa con il partito dei combattenti e lo stesso Salvemini dovette ammetterlo” (p. 84).
Negli anni seguenti, caratterizzati dall’avvento del fascismo e dal consolidamento del regime, le vite dei due Maestri si divisero: Salvemini,  arrestato e processato, nel 1934, riesce ad emigrare negli Stati Uniti, dove insegnò nell’università di Haward; Modugno rinunciò a qualunque carica, anche a  quella prestigiosa di provveditore agli studi (che gli fu offerta da Giuseppe Lombardo Radice), continuando a studiare ed a far crescere i giovani attraverso l’insegnamento e contribuendo a far nascere la pedagogia personalista con gli amici “bresciani”, raccolti intorno alla casa editrice La Scuola, fondata nel 1904, ed alla rivista Scuola Italiana Moderna (1893).
“I loro rapporti ripresero in un momento storico nel quale l’Italia stava faticosamente uscendo dal nefasto periodo della guerra […] Fu soprattutto con il periodo dei lavori dell’Assemblea Costituente, quando ormai erano entrambi molto avanti con l’età, che ritorneranno a confrontarsi” (p. 88): ad esempio, su tema del Concordato e dell’educazione religiosa. “Per Modugno, socialisti come Salvemini (o come Bissolati) erano in fondo più cristiani di tanti cattolici” (p. 89) e Salvemini, in una lettera aperta, pubblicata sulla rivista 《Belfagor》, definisce Modugno “un cattolico sincero”. E’ il comune richiamo alle radici cristiane, alla dignità della persona, all’etica della responsabilità (noto il comune richiamo al Critone platonico) il terreno della loro stima reciproca, della loro collaborazione, e della loro amicizia cinquantennale.

Una conclusione aperta di queste righe: se chi scrive può permettersi di suggerire un’idea all’ottimo editore e, perché no?, all’autore Giovanni Capurso, valente studioso della storia pugliese del ‘900 (a lui si deve il recente volume La ghianda e la spiga sulla vita del deputato socialista conversanese Giuseppe Di Vagno, ucciso proditoriamente a Mola di Bari nel 1921, un prodromo del delitto Matteotti), per un ulteriore volumetto della collana “Caro don Gaetano …”, perché non approfondire la relazione amicale tra Gaetano Salvemini e Tommaso Fiore (Altamura 1884 – Bari, 1973)? Peraltro, è ben noto che “don” Tommaso ha insegnato negli anni ’30 per nove anni al liceo classico di Molfetta. Un’altra pagina importante della storia contemporanea pugliese.

Sulla regolazione della “carriera alias” degli studenti

Sulla regolazione della “carriera alias” degli studenti

di Gianluca Dradi

Le scuole, specie le secondarie superiori, stanno con sempre maggior frequenza ricevendo richieste di attivazione della c.d. “carriera alias” da parte di studenti che vivono una problematica di varianza o disforia di genere[1].

Infatti chi sperimenta una problematica legata alla propria identità di genere vive con sofferenza le pratiche e gli spazi cisnormativi. Con questo termine si fa riferimento al fatto che moduli, registri ed atti contemplino solo il genere maschile o femminile e che, normalmente, negli ambienti scolastici manchino toilette o spogliatoi “gender free”.

Attraverso la “carriera alias” le istituzioni scolastiche possono adottare quell’accomodamento ragionevole[2] che consente a coloro che sperimentano un’identità o un’espressione di genere non corrispondente al sesso biologico, di vivere la loro esperienza scolastica con meno disagio e quindi contrastare il maggior rischio di abbandono cui sono esposti.

Si tratta, essenzialmente, di adottare un percorso burocratico temporaneo ed interno alla scuola in virtù del quale nel registro di classe, nella posta elettronica e nei rapporti sociali quotidiani, si utilizza un nome di elezione. Inoltre possono allestirsi bagni e spogliatoi, che garantiscano una maggior privacy.

Il percorso di inclusività che la scuola può intraprendere in questo ambito non è espressamente disciplinato da alcuna norma giuridica né da alcuna circolare ministeriale. E non può ignorarsi che gli interventi volti a riconoscere questa tipologia di diritti vengono tacciati, da alcuni ambienti politico-culturali, come espressione di un’“ideologia gender” da ripudiare[3].

Nell’assenza di specifiche indicazioni ministeriali, si può però prendere spunto dai principi sanciti nelle Linee Guida Nazionali, emanate dal Ministero dell’Istruzione il 27 ottobre 2017 (Educare al rispetto: per la parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le forme di discriminazione).

Inoltre si può riflettere sul fatto che il nostro sistema ha, come sui tratti costitutivi, la promozione dell’inclusione, del rispetto delle differenze, dell’intercultura, nonché della cittadinanza consapevole attraverso il dialogo e il confronto con le differenze.

Tenendo infine presente che il regolamento sull’autonomia scolastica (DRP 275/1999), conferisce alle scuole il compito di realizzare «interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti e alla domanda delle famiglie», appare possibile, e quindi opportuno (laddove si presenti il problema), disciplinare il fenomeno. 

Il riconoscimento dell’autonomia, del resto, serve proprio ad attribuire alle singole istituzioni scolastiche, attraverso le decisioni degli organi collegiali, quei margini di flessibilità e adattabilità ai diversi contesti che l’uniformità normativa non potrebbe garantire.

Il Consiglio di Istituto è l’organo che, nell’ambito della propria potestà regolamentare, può prevedere le modalità attraverso le quali riconoscere il diritto delle persone ad essere denominate con un nome di elezione (coerente con quella che viene percepita come la propria identità di genere) negli atti interni alla scuola, nonché decidere di organizzare degli spazi (bagni e spogliatoi) che consentano a tali studenti di sentirsi tutelati nel momento in cui la propria intimità è maggiormente esposta.

Ovviamente nessun regolamento scolastico comporterà la modifica dei dati anagrafici degli studenti, avendo l’adozione del nome elettivo, efficacia meramente interna[4] alle mura scolastiche.

L’attivazione del percorso, per gli studenti minorenni, dovrà avvenire sulla base della richiesta di entrambi i genitori[5], posto che, come prevede l’art. 316 del Codice Civile, la responsabilità genitoriale  è esercitata da entrambi i genitori di comune accordo tra loro, peraltro «tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio». Qualora accordo non vi sia, «su questioni di particolare importanza ciascuno dei genitori può ricorrere senza formalità al giudice» per l’adozione dei provvedimenti più idonei.

Come si diceva, si tratta di un’applicazione estensiva dell’istituto giuridico dell’accomodamento ragionevole, previsto anche dal D.Lgs. 216/2003 per evitare, negli ambienti di lavoro, forme di discriminazione, anche solo indiretta[6], delle persone in conseguenza dell’orientamento sessuale.

Come statuito dalla Corte di Cassazione, a sezioni riunite, con la sentenza n. 24414 del 2021, «l’accomodamento ragionevole è il luogo del confronto: non c’è spazio per fondamentalismi, per dogmatismi o per posizioni pretensive intransigenti. L’accomodamento ragionevole è basato sulla capacità di ascolto e sul linguaggio del bilanciamento e della flessibilità. Valorizza le differenze attraverso l’avvicinamento reciproco orientato all’integrazione. La dimensione che lo caratterizza è quella dello stare insieme improntata ad una logica dell’et et, non dell’aut aut».

Dentro questo contesto di flessibilità nella ricerca di soluzioni utili, il Consiglio di Istituto, che ha il compito di organizzare la vita e l’attività della scuola (art. 10 D.Lgs. 297/1994), può quindi regolare le modalità di accoglimento di una scelta educativa che compete ai genitori (art.  30 della Costituzione) e che, ai sensi della legge Moratti (art. 1 L. 53/2003), la scuola è chiamata a rispettare.

Tanto più che attraverso il concreto riconoscimento delle persone per come sono e nel rispetto delle loro legittime istanze, si riesce, ad un tempo, a promuovere la loro inclusione ed a fornire un’occasione di educazione per tutta la comunità scolastica su un tema, qual è il rispetto delle differenze, sempre più strategico in una società multiculturale, multireligiosa e -come già spiegava il 41° rapporto del Censis- sempre più frammentata e come tale maggiormente esposta al rischio di una “conflittualità latente, individualizzata, pulviscolare e disperata”[7].


[1] Per un breve ma preciso inquadramento, anche terminologico, vedasi: https://www.ausl.re.it/allegati/Pratica%20Sanitaria%20e%20identita%20Transgender.pdf

[2] Di “soluzioni ragionevoli” parla, per la prima volta, la Direttiva 2000/78/CE sulla parità di trattamento in materia di occupazione e condizioni di lavoro. Di “accomodamento ragionevole” parla poi la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, del 2006. Con tale espressione di fa riferimento alle modifiche ed adattamenti necessari ed appropriati che non impongono un onere sproporzionato, adottati per garantire alle persone (con disabilità) il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali.

[3] Come esempio si può leggere questo appello: https://www.provitaefamiglia.it/petizione/stop-gender-nelle-scuole

[4] La circostanza che il Registro di classe costituisca un atto pubblico non determina la commissione del reato di falso solo perché un soggetto viene lì denominato con un nome diverso da quello anagrafico. Infatti il bene giuridico tutelato dai reati di falso ideologico e/o materiale è, come recita il titolo VII del Codice Penale, la “fede pubblica”; quindi per integrare l’illecito occorre che l’alterazione sia idonea a trarre in inganno qualcuno in ordine ai fatti che vengono attestati nel registro (essenzialmente la presenza dello studente e i voti attribuitigli). E’ del tutto evidente però che, laddove l’uso di un nome diverso da quello anagrafico corrisponda ad una richiesta della famiglia e risulti regolamentato dall’istituto scolastico, non corrisponde all’intenzione di alterare la verità nè appare idoneo  a trarre in inganno i soggetti direttamente coinvolti nella redazione o consultazione del Registro. Manca dunque sia l’elemento psicologico che quello materiale del reato.

[5] Per un esempio di richiesta e regolamento, vedasi: https://liceoartisticoravenna.it/index.php/documenti/studenti-e-genitori/259-regolamento-per-l-attivazione-e-la-gestione-della-carriera-alias

[6] Si ha discriminazione indiretta, recita l’art. 2, quando “una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un  patto  o un comportamento apparentemente neutri possono mettere le persone che professano una determinata  religione  o  ideologia  di  altra  natura,  le  persone portatrici di handicap,  le  persone  di  una  particolare  età o nazionalità o di un orientamento sessuale  in  una  situazione  di particolare svantaggio rispetto ad altre persone”.

[7] Cfr. sintesi del 52 rapporto Censis.

Carta del docente, bonus 500 euro: disponibile dalle 15 del 27 settembre. Avviso

da OrizzonteScuola

Di redazione

“A partire dalle ore 15 del 27 settembre p.v. l’applicazione cartadeldocente sarà aperta per consentire la gestione del bonus. Si segnala che ai portafogli dei docenti saranno attribuiti anche i residui relativi all’anno scolastico 2021/2022”. Così si legge sulla piattaforma dedicata alla carta del docente.

Alla riapertura della piattaforma i docenti avranno il bonus del 2022/23 e il residuo del 2021/22, che potrà essere speso entro il 31 agosto 2023.

Cosa si può acquistare

Ricordiamo che la carta può essere utilizzata per l’acquisto di:

  • libri e testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all’aggiornamento professionale;
    hardware e software;
  • iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;
  • iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale;
  • titoli di accesso per rappresentazioni teatrali e cinematografiche;
  • titoli per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo;
  • iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione, di cui articolo 1, comma 124, della legge n. 107 del 2015 (Buona Scuola).

A chi spetta la carta del docente

La Carta, al momento, è assegnata ai docenti di ruolo a tempo indeterminato delle Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova, i docenti dichiarati inidonei per motivi di salute di cui all’art. 514 del Dlgs.16/04/94, n.297, e successive modificazioni, i docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole all’estero, delle scuole militari.

Le FAQ

Che cos’è la Carta del docente?
È una iniziativa del Ministero dell’Istruzione prevista dalla legge 107 del 13 luglio 2016 (Buona Scuola), art. 1 comma 121, che istituisce la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione dei docenti di ruolo delle istituzioni scolastiche.

Chi sono i beneficiari?
La Carta è assegnata ai docenti di ruolo a tempo indeterminato delle Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova, i docenti dichiarati inidonei per motivi di salute di cui all’art. 514 del Dlgs.16/04/94, n.297, e successive modificazioni, i docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole all’estero, delle scuole militari.

Qual è l’importo della carta?
L’importo nominale della carta è di euro 500 annui per ciascun anno scolastico.

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  • vedere i buoni creati e pronti da spendere
  • vedere i buoni già spesi
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Consulte provinciali degli studenti, elezioni suppletive e surroghe entro il 31 ottobre

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Con riferimento alla Consulta provinciale degli studenti, i rappresentanti eletti nelle ultime elezioni per il biennio scolastico 2021/2023 che abbiano cessato l’incarico per qualsiasi causa o che abbiano perso i requisiti di eleggibilità, saranno sostituiti dai primi dei non eletti nelle rispettive liste. In caso di esaurimento delle liste, si procederà ad elezioni suppletive entro il 31 ottobre 2022.

E’ compito dei Dirigenti Scolastici informare gli studenti verso il corretto svolgimento di eventuali elezioni suppletive e si adoperino, come di consueto, perché queste si svolgano secondo la procedura elettorale semplificata (artt. 21 e 22 dell’O.M. n. 215 del 15 luglio 1991).

Inoltre, per consentire una piena partecipazione delle rappresentanze istituzionali degli studenti alla vita della comunità scolastica, in caso di cessazione della carica di Presidente della Consulta, dovranno essere avviate tutte le procedure necessarie per la nuova elezione nel corso della prima riunione dell’assemblea degli eletti, da convocare “entro 15 giorni dal completamento delle operazioni elettorali”.

LA NOTA

Maturità 2023: scadenze e modalità per la presentazione delle domande per candidati interni ed esterni

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Come ogni anno, il MI ha pubblicato la nota contenente indicazioni per la presentazione delle domande di partecipazione agli esami di Stato conclusivi del secondo ciclo.

La nota del 23 settembre indica non solo le scadenze per la presentazione delle istanze da parte dei candidati interni ed esterni, ma anche le modalità, nonché indicazioni sul pagamento della tassa per esami e del contributo ed sugli aspetti procedurali per le scuole.

Queste, in particolare, sono le scadenze da ricordare:

Ricordiamo che i candidati interni presentano domanda di ammissione all’esame di Stato al dirigente scolastico/coordinatore didattico dell’istituzione scolastica da essi frequentata.

I candidati esterni, invece, presentano domanda di ammissione all’esame di Stato all’Ufficio scolastico regionale territorialmente competente, attraverso la procedura informatizzata, che sarà disponibile a partire dal 2 novembre
2022, tramite utenza SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)/CIE (Carta di identità elettronica)/e IDAS (electronic IDentification Authentication and Signature). Nel caso in cui il candidato sia minorenne, l’accesso alla procedura è effettuato dal genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale.

LA NOTA

La Destra sulla scuola e la Sinistra: due visioni diverse

da La Tecnica della Scuola

Di Pasquale Almirante

Sono due diverse visioni del mondo della scuola, fra destra e sinistra, che difficilmente possono trovare un punto condiviso, benché sia auspicabile.

La destra ha della scuola una visione aziendalistica: un vertice decisionista e una base a disposizione, tant’è che propone da tempo di invertire i paramenti: non il prof che sceglie la scuola ma la scuola il prof. Che potrebbe essere anche un modo per tagliare precariato ma instaurando una sorta di concorrenza fra Istituti.

Quelli più ricchi magari incentiverebbero l’arruolamento dei migliori con salari più alti, e che dunque pescherebbero utenza fra le classi più abbienti, le quali dovrebbero aggiungere al fatidico voucher, uguale per tutti, una certa somma per dotarsi anche di laboratori e strutture all’avanguardia. Una sorta di modello “sanità” privata, insomma, dentro le cui cliniche si ricovera chi ha denaro, fermo restando una sorta di graduatoria sulla base del fatturato.

Su questa linea sembra pure esserci l’Anp, l’associazione dei presidi, che lo ha proposto di recente, ma per dare più potere ai dirigenti che così, più che interessarsi di didattica, dovrebbero svolgere il ruolo di manager.

Da qui pure il supporto alle scuole private che, essendo ideologiche, si scelgono anche loro i prof che reputano più idonei a passare il messaggio che soddisfi i genitori, secondo il principio della “libertà di scelta educativa”.

La convinzione liberista insomma secondo cui la libera concorrenza migliora l’offerta anche di istruzione.

La sinistra invece dovrebbe tendere alla promozione sociale generalizzata, consentendo tutte le opportunità con una scuola aperta, pubblica e con ampia scelta di possibilità formative.

Finora tuttavia ha dimostrato di non sapere tenere questa barra, tant’è che la nave dell’istruzione pare faccia acqua da tutti i lati, mentre alcuni autorevoli suoi esponenti sono del tutto d’accordo nella valorizzazione del privato.

Dunque due visioni del mondo tra destra e sinistra ma con un solo denominatore comune: la mancanza di coraggio istituzionale a portare avanti i loro rispettivi progetti, anche se, uno stato serio, vorrebbe una riforma condivisa della scuola, un serio e rigoroso e sicuro reclutamento del personale, dei seri e stabili finanziamenti e una istruzione assolutamente competitiva col resto del mondo

Pensioni 2022, funzioni per la rilevazione delle cessazioni d’ufficio disponibili dal 26 settembre al 28 ottobre

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Sul portale SIDI è disponibile da oggi, 26 settembre, la funzionalità per la rilevazione delle cessazioni d’ufficio per il personale che abbia raggiunto il limite ordinamentale per la permanenza in servizio.

La rilevazione è disponibile a questo percorso: Comunicazione Servizi INPS – > Rilevazione Pensionamenti d’ufficio –
sessantacinquenni.

Il sistema prospetterà l’elenco del personale, nato tra il 01.09.1956 e il 31.08.1958, che risulta in servizio al momento dell’apertura della rilevazione.

Ogni ufficio potrà visualizzare, esclusivamente, il personale di propria competenza, fornendo puntuale indicazione sulla circostanza che esso rientri o meno nelle cessazioni d’ufficio dei sessantacinquenni.

La funzione sarà disponibile fino al 28 ottobre 2022 e costituirà l’unico canale di comunicazione con INPS
delle posizioni in questione.

LA NOTA

Governo sovranista ma in tema di scuola in arrivo i voucher per le private

da La Tecnica della Scuola

Di Carla Virzì

Cosa cambia per la scuola con il centro-destra al Governo? Di certo i provvedimenti a carattere scolastico non dimenticheranno le istituzioni private, le scuole non statali e paritarie, come ribadito più volte in campagna elettorale e come da programmi dei partiti della coalizione. Ad esprimersi sul tema, in particolare, Valentina Aprea, responsabile scuola di Forza Italia ed esponente della Commissione Cultura e Istruzione alla Camera, che conferma la volontà di riconoscere la libertà di scelta delle famiglie attraverso il buono scuola, lo strumento economico che consentirebbe a chi volesse mandare i propri figli in una scuola privata, di beneficiare di un sostegno da parte dello Stato. Una posizione, quella di Forza Italia, rilanciata anche da FdI.

Insomma, a dispetto di un Governo che si definisce sovranista (che vorrebbe quindi rendere più forte e autorevole la posizione dello Stato), la direzione sarà quella di “tutelare le scuole paritarie e garantire la libertà di scelta educativa delle famiglie, anche attraverso l’introduzione di voucher da potere spendere nelle diverse strutture scolastiche”: è quanto leggiamo sul programma ufficiale di Fratelli d’Italia, che si allinea in questo modo alla visione di Forza Italia e del resto della coalizione.

Le dichiarazioni di Valentina Aprea

“Noi abbiamo a cuore la sussidiarietà – ha esordito la componente della commissione Cultura e Istruzione alla Camera in una nostra diretta pre elettorale -. Questi spazi che ancora vengono gestiti da grandi tradizioni che non hanno a che fare con lo Stato saranno difesi da noi fino alla fine, perché non è possibile pensare di avere un unico gestore del settore educativo nel 2022, dove la differenziazione valoriale prima ancora che educativa, merita attenzione”.

E quando una lettrice della Tecnica della Scuola, riguardo alla proposta del Pd di estendere l’obbligo scolastico a partire dai 3 anni, osserva che tale proposta appare ragionevole e che “è auspicabile che i bambini abbiano esperienze sociali e scolastiche nei primi anni di vita per una buona crescita, anche a detta di grandi pedagogisti e psicologi,” Valentina Aprea chiarisce il suo punto di vista: “Io ero dirigente scolastica, mi sono battuta per l’apertura di sezioni dell’infanzia, ma un conto è l’offerta al 100% dei servizi e un conto è il gestore, quindi se lo Stato vuole fare questo, deve garantire anche la piena parità delle scuole non statali, paritarie, accreditate e scelte dalle famiglie“.

Che differenza c’è tra scuole private e scuole paritarie?

Ad ogni modo ricordiamo che le scuole non statali, in molte aree del Paese, compensano, specie sul fronte dell’infanzia, quanto lo Stato non riesce a fare, fornendo servizi di supporto alle famiglie.

La differenza tra scuole paritarie e scuole private ce la ricorda il ministero dell’Istruzione, che precisa quanto segue:

La legge 62 del 2000 ha stabilito (al comma 7 dell’articolo 1) che, dopo tre anni dalla sua entrata in vigore, le varie tipologie di scuole non statali previste dall’ordinamento allora vigente (autorizzate, legalmente riconosciute, parificate, pareggiate…) sarebbero state ricondotte a due: scuole paritarie e scuole non paritarie.

Scuole paritarie

Le scuole paritarie svolgono un servizio pubblico e sono inserite nel sistema nazionale di istruzione. Per gli alunni, la regolare frequenza della scuola paritaria costituisce assolvimento dell’obbligo di istruzione.

Il riconoscimento della parità garantisce:

  • l’equiparazione dei diritti e dei doveri degli studenti
  • le medesime modalità di svolgimento degli esami di Stato
  • l’abilitazione a rilasciare titoli di studio aventi lo stesso valore legale delle scuole statali.

Scuole non paritarie

Le scuole non paritarie sono sempre di natura privata, e sono iscritte in elenchi regionali aggiornati ogni anno, reperibili sul sito internet dell’Ufficio scolastico regionale competente per territorio.

La regolare frequenza della scuola non paritaria da parte degli alunni costituisce assolvimento dell’obbligo di istruzione, ma esse non possono rilasciare titoli di studio aventi valore legale né attestati intermedi o finali con valore di certificazione legale.

Pertanto gli studenti devono sostenere un esame di idoneità al termine di ogni percorso scolastico oppure se vogliono trasferirsi in una scuola statale o paritaria.

Il Decreto Aiuti Ter: 30 mln alle paritarie, per l’anno 2022, per la gestione della crisi energetica

In fatto di scuole paritarie, è appena approdato in Gazzetta Ufficiale il provvedimento relativo alla gestione dell’emergenza energetica.

Per fronteggiare le maggiori esigenze connesse al fabbisogno energetico degli istituti scolastici paritari derivanti dall’eccezionale incremento del costo dell’energia – leggiamo all’articolo 13 del DL Aiuti Ter il contributo di cui all’articolo 1, comma 13, della legge 10 marzo 2000, n. 62 è incrementato di 30 milioni di euro per l’anno 2022.

Nota 27 settembre 2022, AOODGOSV 24462

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione

Ai Direttori generali e ai dirigenti preposti Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
Al Sovrintendente agli Studi per la Regione Autonoma della Valle d’Aosta
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia Autonoma di Bolzano
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia Autonoma di Trento
All’Intendente Scolastico per le scuole delle località ladine di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la scuola in lingua tedesca di Bolzano
e,p.c. Al Capo Dipartimento Sistema educativo di Istruzione e Formazione SEDE
Al Capo di Gabinetto del Ministro SEDE

Oggetto: Elezioni degli organi collegiali a livello di istituzione scolastica – a. s. 2022-2023.