Autismo, firmato il decreto per le startup a vocazione sociale

Autismo, firmato il decreto per le startup a vocazione sociale
Vita del 04/10/2022

ROMA. Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, ha firmato il Decreto interministeriale che definisce le modalità attuative del beneficio fiscale e contributivo previsto in favore dei lavoratori con disturbi dello spettro autistico assunti da startup a vocazione sociale. A farlo sapere una nota del ministero del Lavoro che informa anche sui requisiti richiesti per queste startup che devono avere “residenza in Italia”; essere costituite da “non più di 60 mesi”; e che devono impiegare “lavoratori con disturbi dello spettro autistico, quali dipendenti o collaboratori, per un periodo di almeno un anno, in proporzione uguale o superiore ai due terzi della forza lavoro complessiva”.

Inoltre: “La retribuzione dei lavoratori dipendenti con disturbi dello spettro autistico, assunti da una startup a vocazione sociale che soddisfi i predetti requisiti, non concorre alla formazione del reddito imponibile complessivo del lavoratore ai fini fiscali e contributivi. I datori di lavoro, pur non essendo tenuti a versare la contribuzione, dovranno trasmettere i flussi di denuncia ai fini della valorizzazione dell’estratto contributivo dei lavoratori”.

L’erogazione da parte dell’Inps dell’assegno o della pensione di invalidità, ove percepiti dal lavoratore e soggetti ai limiti di reddito di cui al Decreto annuale del ministero dell’Economia e delle Finanze è sospesa per il periodo di assunzione nella startup a vocazione sociale, a condizione che venga superato il limite reddituale previsto dalla legge. Per attivare la procedura di sospensione – continua la nota -, il lavoratore deve comunicare, entro 30 giorni dall’assunzione, la variazione della propria situazione reddituale, secondo le modalità definite dall’Ente che eroga la prestazione. In caso di accertamento da parte delle autorità competenti dell’eventuale indebita fruizione totale o parziale dell’agevolazione è previsto il recupero del relativo importo.

Il Decreto interministeriale è stato già trasmesso per la firma di concerto al ministero dell’Economia e delle Finanze.

Carta europea della disabilità

Carta europea della disabilità: come funziona, novità e semplificazioni per ottenerla
Il Dubbio del 04/10/2022

ROMA. L’Inps è impegnato quotidianamente ad offrire servizi più inclusivi, accessibili e personalizzati, che soddisfino le reali esigenze ed aspettative delle diverse categorie di cittadini. Molti di questi nuovi progetti sono il risultato del processo di innovazione e digitalizzazione che l’Istituto sta portando avanti dando seguito a quanto indicato nel PNRR. In particolare tra le soluzioni dedicate alle persone con disabilità c’è il rilascio della Carta europea della disabilità – Disability Card, una tessera gratuita che permette l’identificazione dei soggetti con disabilità e garantisce l’accesso a una serie di servizi e benefici. Misura adottata su base volontaria da diversi Stati membri per il raggiungimento degli obiettivi della Strategia dell’Unione in materia di disabilità, la Carta ha l’obiettivo di contribuire attivamente alla completa inclusione nella vita sociale delle persone con disabilità, attraverso agevolazioni in diversi settori, quali trasporti, cultura, tempo libero, in Italia e nei Paesi dell’Unione Europea che hanno aderito al progetto. Non solo. La Disability card permette di attestare sempre lo stato di invalidità aggiornato, senza dover effettuare ulteriori passaggi burocratici né esibire altre documentazioni precedentemente richieste e per questo rappresenta uno strumento utile e di indubbio valore per l’utente.
Come funziona la Disability Card e chi ne ha diritto?
La Carta europea della disabilità viene rilasciata ai soggetti in condizione di disabilità media, grave e di non autosufficienza. In particolare hanno diritto a presentare domanda per ottenere gratuitamente la Disability Card:
– gli invalidi civili maggiorenni con invalidità accertata superiore al 67%;
– gli invalidi civili minorenni;
– i cittadini con indennità di accompagnamento;
– i cittadini con certificazione ai sensi della legge 104 del 1992, articolo 3, comma 3;
– i ciechi e i sordi civili;
– gli invalidi e inabili ai sensi della Legge 222 del 1984;
– gli invalidi sul lavoro con disabilità accertata superiore al 35% o con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa o con menomazioni dell’integrità psico-fisica;
– gli inabili alle mansioni ai sensi della Legge 379 del 1955 e dei successivi DPR e gli inabili ai sensi della Legge 274 del 1991 articolo 13 e della Legge 335 del 1995 articolo 2;
– i cittadini titolari di trattamenti di privilegio ordinari e di guerra
L’Inps verifica la presenza dei requisiti richiesti per rilasciare la Carta sulla base dei dati presenti nei propri archivi.

La Disability Card funziona come un riconoscimento della disabilità fino alla permanenza delle condizioni di disabilità prevista e comunque non oltre 10 anni dalla data di rilascio. Ma di fatto rappresenta anche un documento di identità, in quanto riporta diversi dati personali:
– fotografia del titolare;
– nome, cognome e data di nascita;
– numero della Carta e data di scadenza;
– QR-Code con le informazioni relative all’esistenza della disabilità.

Le agevolazioni sui servizi a disposizione degli utenti titolari di Disability Card sono stabilite mediante appositi protocolli di intesa o convenzioni tra l’Ufficio per le politiche a favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei ministri e diversi soggetti pubblici o privati che erogano i servizi. Le convenzioni attualmente attive sono pubblicate sul sito web istituzionale del Ministro per le Disabilità. Nello specifico, per usufruire di un servizio agevolato il titolare presenta la propria Disability Card all’ente erogatore del servizio che, tramite lettore QR-Code, accede, anche mediante smartphone e tablet, al servizio online messo a disposizione dall’INPS per verificare le informazioni sullo stato di invalidità.

Come richiederla
La Carta Europea della disabilità viene rilasciata dall’Inps a seguito di domanda dell’interessato che può essere effettuata anche online sul sito dell’Istituto, sezione “prestazioni e servizi”, mediante accesso con identità digitale SPID, CIE o CNS. In alternativa, l’utente può fare domanda tramite delega a una delle seguenti associazioni di categoria: ANMIC, UICI, ENS, ANFFAS. Alla presentazione della domanda va allegata una foto in formato tessera come da indicazioni riportate sul modulo di domanda. Inoltre, se la condizione di disabilità è accertata da verbali cartacei precedenti al 2010 o rilasciati da Regioni o Province autonome, è necessario allegarli in copia alla domanda. Nel caso di minore con disabilità la domanda deve essere presentata dal soggetto che esercita la responsabilità genitoriale, da chi esercita la funzione di tutore o dall’amministratore di sostegno, utilizzando la delega dell’identità digitale. Una volta accolta la richiesta la Carta viene consegnata direttamente all’indirizzo di residenza del richiedente o ad un altro recapito da lui richiesto.

Novità e semplificazioni introdotte
La Disability Card rappresenta un progetto aperto con possibilità di essere sviluppato e perfezionato nel tempo sia dal punto di vista dei servizi offerti che delle esigenze degli utenti, anche grazie all’uso delle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale. In questo senso Inps ha da poco introdotta alcune novità che potenziano il servizio e semplificano le procedure per richiedere e ottenere la Carta in ottica di miglioramento della user experience.
In particolare le due novità più importanti sono:
1. Semplificazione della procedura per caricare la foto tessera richiesta per inoltrare la domanda online: grazie all’intelligenza artificiale il sistema elabora automaticamente la foto inserita dall’utente nel sistema di caricamento dei dati, adeguandola in tempo reale agli standard tecnici richiesti. In questo modo l’utente non deve più elaborare e ritagliare l’immagine per adeguarla alle specifiche del sistema.

2. Realizzazione di un servizio sms e e-mail dedicato: per aiutare l’utente nella procedura di inoltro della domanda è stato predisposto un sistema che monitora i tentativi non andati a buon fine e suggerisce all’utente, mediante un sms ed una e-mail, il miglior percorso da serguire per completare la domanda

3. Invio di comunicazioni via e-mail all’utente in caso di:
– domanda non accolta a seguito dell’istruttoria automatica;
– domanda non accolta a seguito dell’istruttoria a carico della sede territoriale competente;
– avvenuta stampa e spedizione della carta presso il domicilio dell’utente

Disability Card non stampabile per non conformità della foto allegata
mancata consegna della Carta per diverse cause (indirizzo sconosciuto, soggetto non trovato o trasferito)
La nuova procedura di richiesta della Carta europea della disabilità in Italia (CED) ha avuto un impatto considerevole sull’utente: oltre 36.600 Disability Card hanno superato la fase di istruttoria e sono già state inviate a casa del cittadino tramite Poste Italiane, altre 17.934 sono in fase di invio e 3.657 sono in fase di istruttoria.

Linee guida per l’istituzione del mobility manager scolastico

Linee guida per l’istituzione del mobility manager scolastico: incontro al Ministero

L’ANP ha partecipato oggi 4 ottobre 2022, in videoconferenza, a una riunione con il Ministero dell’istruzione, rappresentato dal Dott. Giacomo Molitierno, sullo schema delle Linee guida per l’istituzione in tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, nell’ambito della loro autonomia amministrativa e organizzativa, della figura del mobility manager scolastico ai sensi dell’art. 5, comma 6, della legge 28 dicembre 2015, n. 221 come sostituito dal comma 12 bis dell’art.8 del decreto-legge 16 giugno 2022 n. 68, convertito dalla legge 5 agosto 2022 n. 108

Il Dott. Molitierno ha esordito puntualizzando che il decreto di adozione delle Linee guida in oggetto è di competenza del solo Ministro dell’istruzione, i Ministeri delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili e della Transizione ecologica sono tenuti solo a fornire il loro parere non vincolante. 

Ha proseguito illustrando il contenuto dello schema delle Linee guida alla luce delle novità normative, introdotte dai commi 12-bis e 12-ter dell’art. 8 del D.L. n. 68/2022, convertito in legge n. 108/2022, che hanno segnato il venir meno della obbligatorietà dell’adozione del piano degli spostamenti casa lavoro da parte delle istituzioni scolastiche. 

L’ANP ha esordito apprezzando la modifica normativa da ultimo ricordata ma ha anche rilevato come, alla luce dell’attuale formulazione dei commi 6 e seguenti dell’art. 5 della legge n. 221/2015, vi siano poche possibilità di intervenire sullo schema delle Linee guida che ne ripropone il disposto e dunque risente della sua vincolatività. 

Passando in rassegna le criticità, l’ANP ha poi osservato che: 

  • il problema della mobilità, come sostenuto anche dal CSPI nel parere reso sullo schema di Linee guida lo scorso novembre, deve essere affrontato prioritariamente in ambito territoriale con modalità centralizzata. Lo schema delle Linee guida invece fornisce sul punto soluzioni frammentarie e incomplete, poiché si affida alla eventuale costituzione di reti di scopo tra istituzioni scolastiche del medesimo ambito territoriale (cfr. art. 6) e al mobility manager d’area che non tutti i Comuni sono obbligati a nominare (art. 5, c. 3, del decreto del Ministro della transizione ecologica del 12 maggio 2021). Risulta peraltro difficile delineare con esattezza un “ambito territoriale” di riferimento per la costituzione di dette reti, data la diversità dei bacini di utenza frequentemente riscontrabile anche tra scuole contigue  
  • l’assenza di finanziamenti specifici per retribuire il mobility manager, sia esso interno che esterno, e i “progetti formativi” di cui all’art. 5 dello schema. Data la obbligatorietà della sua istituzione, vi è il rischio concreto che le scuole siano costrette a riscrivere il proprio organigramma in vista del reperimento dei fondi per remunerare questa figura con conseguente compressione dell’autonomia didattica e organizzativa a esse riconosciuta 
  • l’operatività della piattaforma disciplinata dall’art. 4, c. 1, dello schema sembra presupporre un carico di lavoro notevole sia in capo al mobility manager che alla segreteria ricollegato all’inserimento dei dati tesi a consentire “l’elaborazione di nuove linee di trasporto scolastico attraverso il supporto di grafici che rappresentano i tragitti casa-scuola, secondo la modalità di spostamento scelta (a piedi, in bicicletta, mezzi di trasporto pubblici o auto privata), oltre che  l’individuazione di punti di ritrovo dei percorsi di mobilità casa-scuola-casa (capolinea e fermate) sui quali far convergere gli studenti.”  

In conclusione, ANP ritiene inammissibile che vengano ampliati i compiti intestati all’istituzione scolastica senza che vi sia un corrispondente stanziamento di fondi. La promozione della mobilità sostenibile, del resto, ben si inscrive nell’insegnamento dell’educazione civica, così come delineato nella legge n. 92/2019 e nei documenti ministeriali susseguenti: questo, in buona sostanza, è un compito che le scuole stanno già assolvendo. Se il decisore politico intende riconoscere alla mobilità sostenibile un ruolo nodale nella transizione ecologica, imponendo alla scuola ulteriori compiti in questa direzione, deve essere disposto a stanziare le risorse conseguenti. 

I segni dell’insegnamento

I segni dell’insegnamento

di Margherita Marzario

Si parla tanto degli insegnanti, di regole per il reclutamento, di necessità di formazione e tanto altro ma si perde di vista cosa sia veramente l’insegnamento. 

L’insegnamento è mediazione. “[…] insegnare significa farsi mediatori di conoscenza. Fine e mezzo dell’insegnamento sono la chiarezza delle idee e la verità dei concetti e dei giudizi. […] la scuola diretta in modo appropriato compie un’opera di formazione sociale che rende l’uomo idoneo a qualsiasi comunità. Sviluppa abilità e senso civico, prontezza nell’ordinare e nel subordinare, che daranno buoni risultati sia in famiglia sia nella vita pubblica” (la filosofa Edith Stein nelle sue conferenze). “Ogni persona ha diritto a un’istruzione, a una formazione e a un apprendimento permanente di qualità e inclusivi, al fine di mantenere e acquisire competenze che consentono di partecipare pienamente alla società e di gestire con successo le transizioni nel mercato del lavoro” (principio n. 1 del Capo 1 del Pilastro europeo dei diritti sociali, 2017).

L’insegnamento è mestiere (dal latino “ministerium”, servizio, funzione). “[…] il mestiere dell’insegnante. Una sfida continua a tener desta l’attenzione, a coinvolgere, a insegnare nel modo più accattivante possibile. Ma a volte, in particolare in alcune classi, occorrerebbe procedere prima in modo diverso: libri chiusi per qualche ora, spazio ad altri contenuti. Magari a una lezione pratica fuori dall’aula, sulla bellezza del silenzio, su come affrontare le paure che genera in noi, sulla ricchezza che invece può donarci. Gioverebbe molto alla crescita, umana, dei nostri ragazzi” (così l’insegnante Maria Gallelli). L’insegnamento non è un lavoro per mestieranti ma per appassionati e appassionanti, affascinati e affascinanti (e non sono tanti). 

L’insegnamento è arte (che, etimologicamente, deriva dalla radice “ar”, che è la stessa di armonia). “L’arte di insegnare non è altro che l’arte di svegliare la curiosità delle anime giovani per poi soddisfarla, e la curiosità è viva solo nelle anime felici. Le cognizioni fatte entrare per forza nella mente la occludono e la soffocano” (la poesia “S’impara soltanto divertendosi” dello scrittore francese Anatole France). L’insegnamento è una continua scoperta perché si è a contatto con la materia viva, con il magma della vita. La passione, poi, è un ingrediente immancabile e insostituibile perché altrimenti si è solo parole che non lasciano traccia. “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento” (art. 33 comma 1 Cost.). L’insegnamento è arte e scienza, alla libertà e nella libertà. A scuola si dovrebbe, perciò, rivedere e ridimensionare “l’uso” di progetti, schede fotocopiate, schede di verifica, test d’ingresso, accertamento dei prerequisiti e altre pratiche invalse.

“Conta di più mostrare ai bambini / delle aiuole di un orto / che le pagine di un libro / riempire di stupore la fantasia dei ragazzi / con lo stupore di una foglia / e il lento apparire / di un colore sul pomodoro” (il poeta Tonino Guerra nel suo “Manifesto dell’orto”). Stupore e ardore: l’insegnamento è solo un mezzo che consiste nell’offrire tutti i mezzi possibili per la vita ai discenti. “[…] rendere l’istruzione superiore accessibile a tutti sulla base delle capacità con ogni mezzo appropriato; rendere l’informazione educativa e l’orientamento professionale disponibile ed alla portata di tutti i fanciulli” (lettere “c” e “d” dell’art. 28 Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia).

“Quando non si sa insegnare, l’altro può essere offeso dall’insegnamento, non si sente amato da chi lo ammaestra, o perlomeno quello che gli s’insegna non lo salva, non lo aiuta. La cosa giusta può essere detta nel momento sbagliato o senza cura adeguata dell’esito, ossia senza verifica se l’altro è stato messo in condizione di capire. Queste mancanze aprono la strada ad insegnamenti virtuali – mediatici – impropri, che sono però in realtà solo informazione non formazione, ove, ovviamente, informare non vuol dire automaticamente educare. Dobbiamo prendere atto che non è facile compiere quest’opera, il grave rischio, da quanto stiamo vedendo, è far del male, una persona può essere distrutta da un insegnamento distorto” (don Fabio Rosini). L’insegnamento-apprendimento è una relazione interpersonale, di cambiamento intrapersonale. “[…] l’educazione del fanciullo deve tendere a promuovere lo sviluppo della personalità del fanciullo, dei suoi talenti, delle sue attitudini mentali e fisiche, in tutto l’arco delle sue potenzialità” (art. 29 lettera a Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia).

“I consigli che darei sono quelli che do a tutti i miei studenti e a cui credo che pochi pensino: fare di più dei compiti che ricevono a scuola, essere buoni autodidatti, essere sempre curiosi su tutto, capire il mondo in cui vivono, valutare bene se questo è proprio il percorso che vogliono intraprendere. Per avere successo in qualsiasi campo, ma soprattutto nei campi creativi, devi impegnarti seriamente” (cit.). Insegnare è trasmettere la materia della vita o, ancor di più, mettere mano nella materia della vita, per cui non sarebbe necessario parlare di materie o discipline. Insegnare è anche introiettare le emozioni delle vite esordienti, perché l’insegnamento non è mai unilaterale. Non si impara solo divertendosi ma si insegna anche divertendosi.

“Il maestro non solo conduce lungo strade che non si conoscono affatto, ma, soprattutto, come ci indica il gesto di Socrate, muove il desiderio del viaggio. In questo senso la lezione è un incontro che rompe la realtà uguale a se stessa dell’automaton [automa o automata] istituzionale. È ancora oggi quello a cui personalmente punto ogniqualvolta mi trovo in un’aula: tenere sveglio chi mi ascolta, impedire che la sua testa cada comatosa sul banco, forzare la tendenza al sonno, provocare risvegli, far sentire la forza della parola” (lo psicoanalista Massimo Recalcati). Insegnare non è proferire parole, trasmettere cultura ma avere cura (parola che è contenuta in “cultura”) anche delle parole, di ogni parola. Le parole hanno un’alta potenza e usarle è un potere come lo è l’insegnamento perché si incide sulle vite. 

Insegnamento: “Invece della vocazione si parla di professione, spogliando questa parola dal suo senso originario, rendendola equivalente a «occupazione» o al semplice lavorare per guadagnarsi da vivere” (la filosofa spagnola Maria Zambrano). L’insegnamento non è un lavoro qualsiasi, è un lavoro speciale, è educazione al lavoro, educazione di tutti i lavori.

Per l’insegnamento e ancor di più per quello di sostegno ci vogliono impegno, contegno e atteggiamento degno (tra cui studio e aggiornamento che siano tali). Non è né questione di titolo né di anzianità di servizio né di graduatorie né di altro che non riguardi gli alunni.

L’insegnante non può permettersi di essere come la maggioranza (ragionare per luoghi comuni, seguire mode e modelli, parlare in gergo…) ma deve essere fuori dal gregge perché è come se fosse, metaforicamente, il pastore o il cane da guardia. L’insegnamento deve essere una scelta “con-sapevole” (e non di ripiego o un’alternativa) seguita da un percorso di formazione crescente, coerente e continua basata non solo su titoli, corsi di aggiornamento e punteggi.

Insegnamento: accompagnare bambini e ragazzi lungo le fasi del processo di apprendimento per far acquisire e maturare gli strumenti necessari per la vita (quali ascoltare, affrontare, associare, accettare, applicare, argomentare…) rispettando il protagonismo degli stessi verso la conquista del conoscere e comprendere. Nell’art. 33 della Costituzione si parla di insegnamento (e non di insegnanti) e nell’art. 34 si parla di scuola,perché ciò che conta sono la “funzione” e l’“istituzione”. 

L’insegnante può essere considerato come un contadino, perché l’agricoltura (soprattutto quella di una volta) richiedeva le stesse qualità dell’insegnamento, tra cui pazienza, cura, tempo, scelte mirate. E premiare, riconoscere il lavoro degli insegnanti è possibile nella quotidianità portando loro rispetto e riconoscimento del lavoro complesso e non comune senza generalizzare i casi isolati di maltrattamento o di insegnamento non sempre idoneo e senza lamentarsi delle assemblee sindacali e delle vacanze estive.

“Insegnare”, dal latino “in” e “signare”: entrare nel cuore degli alunni è il massimo dell’insegnamento ed è quello che rimane anche quando si perde la memoria di volti e nomi.

Insegnare: segnare, disegnare, assegnare, consegnare la vita e le vite. Nella realtà, però, questo è sempre più ignorato ed ostacolato, dal Ministero ai singoli genitori, ma anche da una mancata attitudine di taluni che operano nel settore.

L’insegnamento non è (o non solo) trasmissione di consegne ma lascito di segni.

Un concerto per la scuola

“Un concerto per la scuola” nella Giornata Mondiale degli Insegnanti

In occasione della Giornata Mondiale degli Insegnanti, mercoledì 5 ottobre al teatro Italia di Roma (via Bari 18) si terrà “Un concerto per la scuola”. 

L’evento, che inizierà alle ore 16.30 e al quale parteciperà per un saluto istituzionale Claudia Pratelli, assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale, sarà dedicato alla memoria del professor Antimo Di Geronimo, prematuramente scomparso lo scorso 29 giugno. 

Le orchestre sinfoniche del liceo musicale e coreutico “Alfano I” e dell’istituto comprensivo “Nicola Monterisi” di Salerno eseguiranno brani tratti dal repertorio classico, lirico sinfonico e contemporaneo.  

L’ingresso è gratuito, per partecipare è obbligatoria la prenotazione al link 

https://forms.gle/FDGq8ysXNYjcxzV79.

Il concerto verrà trasmesso in diretta web sul canale YouTube di GildaTv al link 

La Regina di Saba e le donne iraniane

La Regina di Saba e le donne iraniane

di Maria Grazia Carnazzola

1. Insegnamenti delle religioni e tabù sociali.

Il 15 settembre 1995 si svolgeva a Pechino la Quarta Conferenza Mondiale sulle Donne. Nel suo discorso Benazir Bhutto-  per due volte primo Ministro del Pakistan, uccisa in un attentato nel 2007- ebbe a dire “ Nel distinguere tra gli insegnamenti dell’Islam e i tabù sociali dobbiamo ricordare che l’Islam proibisce le ingiustizie: le ingiustizie verso le persone, verso le nazioni, verso le donne. L’Islam rifiuta la razza, il colore e il genere, assume la pietà come unico criterio per giudicare l’umanità…Il libro sacro dei musulmani riferisce del governo di una donna, la Regina di Sabah. Il libro sacro parla del suo regno e del suo paese come una terra di abbondanza”.   E più avanti “ Le donne sono vittime non solo di abusi fisici ma anche verbali. Spesso gli uomini, presi da rabbia e frustrazione, indulgono in comportamenti incivili e in volgari insulti contro le donne. Sfortunatamente, a volte anche le donne usano linguaggi volgari per denigrare altre donne. Dobbiamo lavorare insieme per cambiare non solo gli atteggiamenti maschili ma quelli di tutti, uomini e donne”. Sono passati quasi trent’anni,  ma questo discorso con poche variazioni potrebbe essere fatto oggi e non solo per le donne del mondo islamico. Una conferenza che trascendeva le questioni politiche ed economiche: trattava questioni morali fondamentali come la necessità di mettere fine ai pregiudizi che negano alle donne il posto a cui hanno diritto nella società, come quello di assumersi la responsabilità di assicurare alle proprie figlie un futuro migliore; di avere  la forza morale  per essere elette, da maschi e da femmine,  come persone, per le loro capacità e solo non in quanto donne: non si è lì perché donna, ma perché brava.

2. La rabbia delle donne iraniane.

Goethe scriveva che “ La libertà va riconquistata ad ogni generazione”. Lo sanno bene le donne iraniane (ma anche quelle afgane o di altri paesi) che dal 16 settembre, dopo la morte di Mahsa Amini protestano contro l’impunità e le pressioni che il regime religioso esercita sulle giovani generazioni. Non è la prima volta che le donne iraniane lo fanno, ma le proteste in  corso sono diverse, ad esempio, da quelle che hanno attraversato il Paese a partire dal 2009 e poi nel 2017. I primi assembramenti di donne  che protestavano vicino all’ospedale dove Mahsa è morta, non sono riconducibili alle difficoltà economiche. In un Paese sommerso dalla povertà, dalla disoccupazione, dalla corruzione, l’uccisione di una donna di 22 anni , arrestata per strada perché non indossava correttamente  l’hijab, picchiata fino a morire, ha segnato il limite.  Le proteste si sono diffuse a Teheran e in altri centri più piccoli in particolare del Kurdistan; a protestare ora non sono solo le donne, ma giovani istruiti, molti nati dopo il 2000, determinati ad andare avanti contro il regime e a lottare per le libertà civili. La polizia continua a picchiare, internet probabilmente sarà oscurata: è uno scenario che conosciamo, l’abbiamo già visto. Nella lotta per la democrazia e per la parità di opportunità non ci può essere neutralità, non ci possono essere silenzi e acquiescenza.  Dante ha posto all’Inferno, e aveva in grande spregio,  coloro che in tempi di crisi morale rimangono neutrali. L’indifferenza non è astrazione, è manifestazione di  disinteresse verso l’altro.

3. Per la trasformazione sociale serve la manutenzione continua dei processi.

 Il cammino verso la parità di genere non riguarda solo la rivendicazione di diritti e di opportunità, ma è la rivendicazione di un nuovo modo di essere e di stare nel mondo, un altro modo di rapportarsi, un nuovo linguaggio che non è solo contrapposizione o rispecchiamento di ideologie, ma ricerca di nuovi paradigmi, di altri immaginari confini, di immaginari altri universi narrativi.  L’accoglienza, e il prendersi cura, atavicamente appartengono alla dimensione femminile, ma la mamma non può esserci nelle prove iniziatiche. Allora che senso ha pensare a buoni e cattivi, colpevoli e innocenti, schierarsi e limitarsi a  urlare. Nessuno è completamente buono o completamente innocente; qualcuno può essere violento, ma qualcun altro deve essere così attento da comprendere e contenere, in un equilibrio di interscambio.

 Vale per gli uomini, per le donne, per i giovani, per gli adulti e per gli anziani. Vale in ogni processo di partecipazione trasformativa che permette a ciascuno di immaginare un progetto esistenziale dentro un percorso condiviso di co-evoluzione sociale di dare-avere, dove c’è spazio per tutti.  Dove il dialogo, diventa strumento, fondamento e necessità di una condivisa visione ecosistemica tra i progetti e le azioni. Ciò che ciascuno di noi fa tocca la vita degli altri e ci riporta alla responsabilità morale delle scelte che compiamo, perché costruire comunità comporta doveri e diritti, obblighi e responsabilità. La ricerca di ciò che è comune tra differenti: maschio/femmina, abile/non abile, bianco/non bianco… attraverso un processo logico che partendo dalla componente biologica, dalle emozioni, dai sentimenti, con la ragione che ti fa comprendere l’altro per metterlo sul tuo piano, può diventare narrazione e quindi cultura che a sua volta si misura sulla capacità di conciliare logica e affettività.  Cambiare idea si può, ma per farlo bisogna avere idee chiare: è il pensiero che , con il linguaggio, ci fa umani. 

4. Cambiare modo di pensare: la responsabilità della scuola.

 Tra apprendimento e identità intercorre una relazione strutturale che rende possibile, anche se non sempre facile, l’avvicinamento alla complessità che connota il mondo contemporaneo. Compito della scuola nei confronti delle nuove generazioni è quello di “educare istruendo”, ciò è possibile solo se si dà un senso all’acquisizione delle conoscenze- procedurali e dichiarative- per la promozione delle competenze che sono necessarie per vivere (Soft Skills for Life, OMS 1993) e non solo per le prove di verifica; questo è il senso della componente di sviluppo affidata dalla Costituzione alla scuola (art.3). Tutte le abilità affettive, sociali, cognitive e metacognitive costituiscono per ciascuno un patrimonio unitariamente funzionale al vivere e all’ orientarsi nel tempo e nello spazio, nelle scelte e nelle esperienze private e sociali, valutando secondo criteri definiti. Criteri – di discriminazione, di giudizio, di scelta- che se appresi nei percorsi scolastici, permettono di valutare i comportamenti, i fatti, i soggetti, le situazioni reali di vita, di riflettere sulla stessa soggettività dei criteri, sulle conseguenze diverse che comporta la scelta dell’uno o dell’altro.  Scegliere da che parte stare  secondo un criterio,  in un litigio tra amici, in una discussione familiare, in una situazione dove c’è un forte e c’è un debole; o  quando sarebbe comodo astenersi come nel caso dei grandi temi che riguardano i diritti sociali- come la parità di genere, la questione dell’aborto o  per altro verso la cancel culture- sono esercizio di pensiero critico e di cittadinanza, possono aiutare  a non cadere nel tranello della contrapposizione tra libertà e sicurezza, tra diritti civili e diritti sociali perché sono interconnessi. Una grande giurista- Lorenza Carlassare recentemente scomparsa-  si chiedeva a che cosa servisse la libertà di espressione e di stampa se poi la gente non ha i soldi e gli strumenti per accedere all’informazione; riflettere sulla complessità è anche questo: vedere le relazioni tra le cose, tra passato e presente, tra vicino e lontano, tra mio e tuo, tra io e tu. Costruire criteri per scegliere autonomamente cosa è bello e cosa non lo è, cosa utile e cosa no, cosa va rivendicato e cosa no diventa fondamentale per non fasi irretire dal canto delle sirene.  Nel mondo complesso e disorientante i criteri esplicitati sono bussole, i propri e quelli degli altri: la scelta postula la valutazione, così come la valutazione postula i criteri; lo sviluppo del pensiero critico, di cui tanto di parla, richiede che si offrano occasioni e situazioni concrete, anche controverse, in cui esercitare questi criteri, facendoli entrare nella pratica didattica quotidiana e non solo nelle parole, in quegli aspetti che più fanno emergere le componenti educative. È il metodo che mette in evidenza il progetto educativo, la gerarchia di valori, la coerenza delle scelte e dei comportamenti, le logiche di progettazione in relazione ai bisogni effettivi che non esistono in astratto ma sono situazioni di vita. I contenuti di insegnamento, le strategie didattiche, le modalità di lavoro, la strutturazione delle attività, le modalità di relazione non ne costituiscono altro che aspetti diversi di continuità di pratiche esercitate in molte situazioni di insegnamento/apprendimento su contenuti disciplinari diversi, in situazioni di realtà diverse.

5. Una Scuola con un progetto.

La conoscenza, il sapere, ha senso solo se ci permette di affrontare e di confrontarci con la realtà qui ed ora, di comprendere quello che ci accade e che stiamo vivendo, sapendo che quello che possiamo apprendere è solo in piccola parte quello che ci servirebbe davvero per orientarci in questo tempo e in questo spazio, fisico, psicologico e sociale. Quello che è certo è che la conoscenza che non distingue tra il necessario e il marginale, che confonde i mezzi con i fini, gli strumenti con i contenuti, diventa mera accumulazione di nozioni, non serve e può generare- come giusta difesa- atteggiamenti di rifiuto e di rigetto. La conoscenza è la forma del sapere che selezioniamo per comprendere il mondo, per orientare il nostro cammino verso il futuro, scegliendo tra il sapere che ci permette di confrontarci con le cose essenziali che ci riguardano, come i sistemi valoriali, le dinamiche relazionali, le forme e le dimensioni culturali. Dobbiamo riconoscere che spesso la società privilegia il sapere accessorio, secondario, spesso legato alla visibilità, al tornaconto, al nuovo e che la Scuola, spesso, segue questa prospettiva. Serve, invece, una conoscenza che costruisca competenze riconducibili all’autoefficacia, alla cittadinanza, che permetta a ciascuno di orientarsi nelle scelte di studio e di lavoro, nelle scelte etiche della propria esistenza che si svolge in questo tempo e in questo spazio, ma che è la rappresentazione significativa di altri tempi e di altri spazi, passati e futuri. Ma sapere cosa? E sapere come? E sapere perché? E cosa significa scegliere criticamente? Se è vero che la scuola deve educare al sapere parziale, proponendo i metodi e i contenuti delle singole discipline, deve farlo intenzionalmente ponendo al centro i problemi del mondo contemporaneo, la loro conoscenza per una equilibrata comprensione. Tutto, prima di essere teoria, è pratica di osservazione delle cose, di sé, degli altri, dei saperi che sono senso comune prima di diventare teoria: in questo senso il pensiero critico altro non è che il diritto di dubitare. Concetti come sviluppo sostenibile e sottosviluppo, diritto alla salute, biotecnologie, differenze di genere, globalizzazione e democrazia, informazione e comunicazione, fondamentalismi e guerre… ci propongono situazioni che ci riguardano, che coinvolgono le nostre esistenze nel quotidiano ponendo problemi reali. Il presente deve essere reso conoscibile senza depurarlo dalle ideologie, dalle passioni e  dagli interessi, attraverso un’informazione corretta che la cultura può aiutare a comprendere. In questo senso vanno anche le indicazioni dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo Sviluppo Sostenibile (Risoluzione dell’Assemblea Generale del 25-9-2015), declinate nei 17 goals e 169 target.

Sarebbe auspicabile che le scuole assumessero questi problemi reali come temi aggreganti, da affrontare con i diversi sguardi disciplinari, per promuovere quelle competenze- disciplinari e trasversali- necessarie ad una vera cittadinanza, alla capacità di prefigurare scenari dove poter vivere anche domani. All’interno delle rituali operazioni di progettazione/programmazione questi focus, accolti nel PTOF, vengono concretizzati nelle programmazioni dei Consigli di classe che li declinano al proprio interno, coordinando e contemperando le possibilità di attuazione definite a livello di dipartimento disciplinare, nella programmazione del Consiglio di classe- contestualizzata sul gruppo di apprendimento- indicando contenuti, metodi, modalità di verifica/valutazione… Poniamo che un Consiglio di classe abbia scelto come focus LE DONNE E GLI UOMINI NELLE REALTA’ DEL NOSTRO TEMPO, che viene articolato in nuclei di possibili approfondimenti.  

            LE DONNE E GLI UOMINI NELLE REALTA’ DEL NOSTRO TEMPO– Donne e uomini: identità di genere, stereotipi di genere
– La rappresentazione sociale delle differenze di genere nella cultura, nei luoghi e nel tempo
– Sviluppo dei diritti umani e dei diritti sociali: le logiche in gioco
– La biologia e la diversificazione dei ruoli
– Maschile e femminile/ uomo e donna
– La     parità giuridica,     l’uguaglianza        delle opportunità sociali         e        professionali,          della rappresentanza politica, della distribuzione dei carichi di lavoro, del riconoscimento
– Il protagonismo femminile nella sfera pubblica e in quella privata
– La donna e… le altre
– Donne, istruzione, progresso
– Progresso: crescita o sviluppo?
– Donne e uomini: emigrazione di opportunità, emigrazione di necessità
– …………………..

Ogni docente, in relazione al corso di studi e alla specificità della propria disciplina, al curricolo di scuola costruito sui documenti programmatici nazionali -Linee Guida o Indicazioni- alla classe di corso, alla programmazione di dipartimento, alle scelte del Consiglio di classe sugli obiettivi trasversali, individuerà uno o più step- in cui è stato declinato il focus-  per delineare la programmazione annuale, o relativa ad altro periodo, curando la scelta dei contenuti, la condivisione degli obiettivi trasversali, delle metodologie didattiche, degli oggetti di accertamento che potranno essere di disciplina, di asse, di competenza di cittadinanza. Le scienze, le discipline che sono chiavi di lettura della realtà, servono così veramente per riflettere sui problemi reali che la vita pone quotidianamente anche agli studenti, ciascuna con i propri strumenti e con i propri metodi.  Ogni insegnamento disciplinare adotta la realtà come  oggetto di studio e messa alla prova di quanto insegnato/appreso, integrando i saperi con quelli di altre discipline  in una logica multi-interdisciplinare che permette sia la messa a fuoco   delle differenze metodologiche, epistemologiche, tecniche tra le diverse discipline e sul loro funzionamento (multidisciplinarità), sia la necessità dell’approccio interdisciplinare per la soluzione dei problemi della vita reale, legati sempre a una postura transdisciplinare. L’esistenza richiede visioni pragmatiche perché vivere non è teoria, è azione dove  i valori costituiscono le verità. Se il cibo- ad esempio- è concepito come bene comune, come diritto di ciascuno a nutrirsi a sufficienza o, al contrario è visto come merce, i comportamenti e le azioni saranno conseguenti: la verità è un transito direbbe il filosofo C. Sini. Ogni identità è per definizione diversità e pluralità, guardare “l’altro”  con rispetto e attenzione è fondamentale ed è il primo passo. Ricordando, però anche , che le ragazze e i ragazzi che vengono da altri Paesi  possono sentirsi disorientati e  in difficoltà  per il modo con cui la nostra cultura presenta  problemi che forse per loro non sono ancora tali. Un modo nuovo di intendere la Scuola può fare la differenza e ridare vigore e senso all’azione umana. La Scuola è il luogo centrale di istruzione-formazione-educazione, dello sviluppo dell’individuo- in tutte le dimensioni- dove attraverso lo studio e il dialogo si rende effettiva la cittadinanza scolastica, modello di una cittadinanza più ampia: imparare ad accogliere ciò che accade e a percepire la complessità dell’esperienza nella simultaneità di urgenze e di tendenze diventa centrale.

6. Conclusioni.

J.Dewey pensava che “…per cambiare un sistema sociale occorre cambiare anche il modo di proporre il cambiamento”; la scuola può diventare effettivamente il volano per ricomporre e risignificare gli accadimenti sociali- vicini e lontani- del presente.  Cercare il senso di ciò che accade può consentire di comprendere la nostra umanità condivisa, continuando a esplorare la vita in avanti, cercando di mapparne le traiettorie, collegandola con ciò che è stato e dietro di noi, per comprendere perché le cose accadono e non solo per interpretarla in termini probabilistici come indica H. Nowotny. Quali grandi temi etici stanno dietro ai dibattiti, a volte malamente condotti con effetti tragici sugli individui e sulla società? Sono domande che l’umanità si pone solo da oggi? Poiché i “dati” sono sempre “presi”, non ci serve solo un’interpretazione quantitativa, ma una visione che affronti i cambiamenti qualitativi nel loro aspetto di possibilità e di irrevocabilità: nascita, sviluppo, crescita, declino, perdita del lavoro, malattia, guerra, morte, il collasso economico ed ecologico, le discriminazioni.  Sul tema dell’emancipazione delle donne, di tutte le donne, non ci può essere neutralità. La democrazia e la libertà di scegliere, da sole non garantiscono la giustizia e gli uguali diritti, non coincidono con la libertà politica perché la giustizia  postula libertà personale, uguaglianza e libertà dal bisogno. I giovani saranno gli agenti principali di un nuovo modo di pensare e di agire, per questo occorre partire da come loro intendono l’impegno civile e sociale e con loro ragionare per costruire percorsi di significato e di senso che non si limitino alle logiche ingannevoli e fuorvianti dell’aggiungere, per dirla con Legrenzi.

Ci sono due ordini di urgenze da affrontare nel campo dell’educazione: ridefinire le priorità dell’azione della scuola (contenutistiche e di funzione) e la sua qualità di istituzione, agendo sia sugli ordinamenti sia sui curricoli (Linee Guida o Indicazioni Nazionali). Considerando i curricoli dipendenti e influenzati dalle condizioni culturali esterne e considerando l’esperienza stessa della scuola, per certi aspetti, strutturalmente inefficiente rispetto alla totalità delle richieste, occorre confidare sulla natura intrinsecamente collettiva della conoscenza (Sloman,2018) e sul necessario superamento della logica “additiva” del sapere, curando che dietro le parole ci siano le cose e i fatti e non solo altre parole.  

Tornando al discorso di Benazir Bhutto, non è da sottacere la sottolineatura sull’attacco che donne fanno ad altre donne con espressioni volgari: nel corso della campagna elettorale appena terminata, ne abbiamo avuto numerosi esempi e continuiamo ad averne.  Mi chiedo dove sia finita quella solidarietà femminile, quel senso di appartenenza  e di condivisione di cui parla Pinkola-Estés nel libro “Donne che corrono coi lupi”, o le riflessioni di R. Rossanda sul suo” “io politico” e le sue posizioni sul sapere del corpo.  Anche su questo bisognerebbe fare una riflessione. È vero, come diceva spesso Martin Lutero, che i ragli degli asini non salgono al cielo, ma disturbano, danno fastidio e possono disorientare chi non ha ancora tutti gli strumenti per valutare.   Sarebbe un utile esercizio per tutti quello di rileggere “Allegro ma non troppo” di Carlo M. Cipolla e la sua teoria generale della stupidità umana! 

RIFERIMENTI

  • Bandura A., (2012), Adolescenti e autoefficacia, Erickson Edizioni.
  • Bandura A.,(2017), Disimpegno morale, Erickson Edizioni.
  • Bauman Z., (2022), A tutto campo, Laterza Ed.
  • Bhutto B., Brundtland G.H.,(1995), Il Pianeta a misura di donna, Manifestolibri, Roma.
  • Cipolla C.M., (1993) Allegro ma non troppo,Il Mulino.
  • Chomsky N., Moro A.,(2022), I segreti delle parole, La nave di Teseo.
  • Damasio A., (2022), Sentire e conoscere, Adelphi Edizioni.
  • Dewey J., (1913), Il mio credo pedagogico, Adelphi.
  • Legrenzi P., (2022), Quando meno diventa più, Raffaello Cortina Editore.
  • Morin E., (2015), Insegnare a vivere- manifesto per cambiare l’educazione, Raffaello Cortina.
  • Morin E., (2020), Cambiamo strada, Raffaello Cortina.
  • Nowotny H., (2022), Le macchine di Dio- gli algoritmi predittivi e l’illusione del controllo, Luiss University Press.
  • Paci E., (2022), Funzione delle scienze e significato dell’uomo, RCS-a cura di Carlo Sini.
  • Pinkola Estés C.,(2009) Donne che corrono coi lupi, Frassinelli Milano.
  • Rossanda R., (2018), Questo corpo che mi abita, Bollati Boringhieri.
  • Sini C., (2012), Transito verità-vol.V-Figure dell’enciclopedia filosofica, Jaca Book.
  • Sloman S. Fernbach P., (2018), L’illusione della conoscenza, Raffaello Cortina Editore.

Sicurezza in rete e cyber bullismo. Quali attività previste dal Ministero dell’istruzione?

da La Tecnica della Scuola

Di Salvatore Pappalardo

In riscontro alla legge sul bullismo volta a prevenire e recuperare il soggetto bullo e a tutelare la vittima, il ministro dell’istruzione Bianchi, assieme al capo della polizia postale Giannini, dal 4 ottobre 2022, partendo da Gragnano (NA), avvierà una serie di attività sui territori, per affrontare il problema riguardante “uso consapevole delle nuove tecnologie, bullismo e cyber bullismo.

Finalità degli incontri

Gli incontri sono volti a promuovere un momento di vicinanza, dialogo, ma anche di educazione alla cittadinanza con i ragazzi e le ragazze del comune di Gragnano. Gli incontri continueranno sui territori nei prossimi mesi, nell’ambito del progetto “Generazioni connesse” e “Una vita da social”.

Esperti coinvolti

Gli argomenti saranno trattati da operatori e psicologi della Polizia Postale, in due incontri:

  • un primo incontro sarà nell’aula didattica multimediale del truck “Una vita da Social”, posto nella piazza antistante la vecchia stazione ferroviaria;
  • un secondo incontro sarà presso l’istituto scolastico “Fucini-Roncalli” al quale parteciperanno oltre alla comunità scolastica gli studenti, le studentesse e le famiglie.

Argomenti affrontati

All’interno dei singoli gruppi di lavoro con gli alunni, saranno affrontati non solo i temi della giornata, relative all’uso consapevole delle nuove tecnologie, del bullismo e del cyber bullismo, ma sarà data voce ai ragazzi per comprendere i loro dubbi e le loro incertezze.

Elaborazione di materiali

Gli incontri non si esauriscono con i dibattiti tra gli esperti e i ragazzi e le ragazze, ma gli stessi saranno chiamati a elaborare dei materiali e un hashtag da rilanciare sui social al fine di coinvolgere altri studenti alla partecipazione sui temi della sicurezza e della legalità online.

Rinnovo del contratto scuola, si sblocca la trattativa: in arrivo gli aumenti di stipendio

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Si è appena concluso l’incontro di contrattazione integrativa tra le organizzazioni sindacali e Direzione delle Risorse del ministero, come riferisce la Cisl scuola che era presente all’evento.
Si è sbloccata positivamente la questione che ha determinato fino ad oggi il ritardo nella chiusura della trattativa.
nuovi fondi stanziati dall’ultima legge di bilancio destinati al salario accessorio sono totalmente disponibili per il rinnovo del CCNL (300 Milioni di euro).

Il CCNI che tutte le sigle sindacali si apprestano a sottoscrivere, conferma complessivamente le risorse dello scorso anno pari a 800.860.000 euro e ripropone identiche finalizzazioni.

Già domani le scuole avranno, nell’ambito del Programma Annuale, la comunicazione dei fondi, destinati alla contrattazione integrativa di istituto.

Lo sblocco della trattativa è stato determinato da una comunicazione del ministro Bianchi rivolta al Ministro della Funzione pubblica con cui si integra l’atto di indirizzo per il rinnovo del CCNL e si assegna alla contrattazione all’ARAN l’utilizzo dei fondi stanziati dalla legge di bilancio del dicembre scorso.

“Il risultato arriva al termine di una azione sostenuta con forza negli ultimi due mesi dalla CISL Scuola, dal segretario generale della CISL – Gigi Sbarra – congiuntamente con gli altri sindacati, nei confronti dei diversi soggetti istituzionali coinvolti. Adesso avanti tutta verso il rinnovo del CCNL 19-21 per il comparto Istruzione e Ricerca”.

Contratto scuola, Flc-Cgil: il MI ha ceduto, a disposizione del CCNL 340 milioni per la valorizzazione del personale docente

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Dopo l’allarme lanciato dal segretario della Uil Scuola Giuseppe D’Aprile stamane, a proposito delle somme destinate al tanto rimandato e complesso rinnovo del contratto scuola che sembravano essere dirottate altrove, in un comunicato interno Francesco Sinopoli, segretario generale Flc-Cgil, ha dato importanti aggiornamenti sulla questione.

A quanto pare la contrattazione tra sindacati e Ministero dell’Istruzione sta volgendo a favore dei primi, che sembrano essere soddisfatti di quanto si è raggiunto.

“Finalmente si è giunti allo sblocco della situazione di stallo in cui si era incagliata la trattativa circa le risorse aggiuntive per il contratto Istruzione Sezione scuola: il Ministro, cedendo alle nostre istanze, ha inviato al Dipartimento della Funzione pubblica una richiesta di integrazione dell’Atto di indirizzo con cui si mettono a disposizione del CCNL 340 mln di euro circa per la valorizzazione del personale docente che rischiavano di essere distribuite tutte nel MOF e tolte alla disponibilità del tavolo all’Aran”, ha scritto Sinopoli.

Un inaspettato risvolto positivo per i sindacati

“La trattativa di CCNI presso il Ministero dell’istruzione per il MOF 2022-23 si è potuta così svolgere questo pomeriggio sostanzialmente con le medesime risorse dell’anno passato (circa 800milioni). Entro le prossime 24 ore – ha continuato – le scuole riceveranno la comunicazione del budget su cui poter programmare le attività a.s. 2022/2023”.

“Questo risultato è frutto della nostra costante iniziativa che ha pressato le controparti anche per tutto questo fine settimana e che ha visto il nazionale FLC Cgil in prima linea con il decisivo supporto della segreteria confederale e dello stesso segretario generale Landini. Vi assicuro che questo esito non era affatto scontato”, ha concluso il segretario generale Flc-Cgil.

Rinnovo degli organi collegiali a.s. 2022/23, tempistiche e modalità

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Con la circolare del 27 settembre 2022, il MI ha indicato le tempistiche e le procedure per le elezioni degli organi collegiali per l’a.s. 2022/23.

Le scadenze

Entro il 31 ottobre 2022 dovranno concludersi le operazioni di voto per gli organi di durata annuale e quelle per il rinnovo annuale delle rappresentanze studentesche nei consigli di istituto delle istituzioni scolastiche di istruzione secondaria di II grado non giunti a scadenza, con la procedura semplificata.

Le elezioni per il rinnovo dei consigli di circolo/istituto scaduti per decorso triennio o per qualunque altra causa, nonché le eventuali elezioni suppletive nei casi previsti, si svolgeranno secondo la procedura ordinaria.

La data della votazione sarà fissata dal Direttore generale/dirigente preposto di ciascun Ufficio Scolastico Regionale, per il territorio di rispettiva competenza, in un giorno festivo dalle ore 8,00 alle ore 12,00 ed in quello successivo dalle
ore 8,00 alle ore 13,30 non oltre il termine di domenica 27 novembre e lunedì 28 novembre 2022.

Nelle istituzioni scolastiche che comprendono al loro interno sia scuole dell’infanzia, primarie e/o secondarie di primo grado, sia scuole secondarie di secondo grado, invece, continuerà ad operare il commissario straordinario, non essendo ancora intervenuta una soluzione normativa circa la composizione del consiglio di istituto delle scuole in questione.

Misure anti-Covid

Con riferimento alla situazione epidemiologica da SARS-CoV-2, nel caso in cui siano adottate dalle competenti autorità sanitarie nuove misure di prevenzione e sicurezza, il Ministero provvederà a darne notizia e a fornire alle istituzioni scolastiche le opportune indicazioni operative e il supporto eventualmente necessario.

SCARICA LA CIRCOLARE

Sicurezza in Rete, uso consapevole delle nuove tecnologie, bullismo e cyberbullismo

Al via un tour di incontri con studenti famiglie, comunità scolastiche. Presenti il Ministro Bianchi e il Capo della Polizia Giannini

Ministero dell’Istruzione e Polizia Postale il 4 ottobre a Gragnano (Na), presso l’Istituto “Fucini-Roncalli”, per un incontro di confronto con studentesse, studenti, famiglie, comunità scolastica su sicurezza in Rete, uso consapevole delle nuove tecnologie, bullismo e cyberbullismo.

Un momento di vicinanza, dialogo, ma anche di educazione alla cittadinanza. Il punto di partenza di una serie di attività sui territori che Ministero dell’Istruzione e Polizia di Stato porteranno avanti nei prossimi mesi, nell’ambito del progetto “Generazioni connesse” e “Una vita da social.

Per le istituzioni saranno presenti il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, il Capo della Polizia, Lamberto Giannini, rappresentanti della Polizia Postale e del Ministero dell’Istruzione, compreso il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, in rappresentanza del territorio.

La giornata prevede momenti di lavoro e confronto in gruppo con i ragazzi e le ragazze di Gragnano, che incontreranno gli operatori e gli psicologi della Polizia Postale sia nell’aula didattica multimediale del truck “Una vita da Social”, posizionato nella piazza antistante la vecchia stazione ferroviaria (piazza Giovanni Amendola), che nell’Istituto scolastico “Fucini-Roncalli”. Al truck, alle ore 11.00, saranno presenti il Ministro Bianchi e il Capo della Polizia Giannini che si sposteranno poi all’interno della scuola “Fucini-Roncalli” per un incontro riservato alla comunità scolastica.

All’interno dei singoli gruppi di lavoro con gli alunni saranno affrontate le tematiche della giornata, ma anche ascoltate le voci e i timori dei ragazzi per cercare di dare risposte alle loro domande. Gli studenti elaboreranno materiali e un hashtag che, rilanciato sui social, coinvolgerà altri studenti alla partecipazione sui temi della sicurezza e della legalità online, anche dopo la fine dell’evento e nelle successive tappe del tour.

Dati di adesione Sciopero 24 settembre 2022

COMPARTO ISTRUZIONE E RICERCA

Settore scuola

Sciopero dell’intera intera giornata del 24 settembre 2022 indetto da CSLE – Comparto Scuola

Dati di adesione

In ottemperanza a quanto previsto dalla Legge 46/90 e successive modifiche e integrazioni, si comunicano i dati di adesione agli scioperi riguardanti le istituzioni scolastiche statali e digitati dalle stesse nell’apposito programma di rilevazione presente sul portale SIDI.

A tal proposito risulta che i dati definitivi dello sciopero in questione sono i seguenti:

  • le scuole che hanno comunicato i dati di adesione sono state 4.348 su un totale di 8.333 (52,19%);
  • per quanto attiene il personale gli aderenti allo sciopero sono stati 1.044, cioè lo 0,22% delle 473.023 unità di personale tenuto al servizio. Questo numero non comprende le 66.560 unità di personale assente per altri motivi (es:, malattia, ferie, permesso, etc…).

Nota 4 ottobre 2022, AOODPIT 2293

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Ufficio I

Ai Direttori Generali e Dirigenti titolari degli Uffici scolastici regionali
e, p.c. Al Direttore generale per i sistemi informativi e la statistica ing. Davide D’Amico

Oggetto: Accoglienza scolastica dei profughi ucraini

Dati di adesione Sciopero 23 settembre 2022

COMPARTO ISTRUZIONE E RICERCA

Settore scuola

Sciopero dell’intera intera giornata del 23 settembre 2022 indetto da SISA –     Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente, CSLE – Comparto Scuola e FLC CGIL

Dati di adesione

In ottemperanza a quanto previsto dalla Legge 46/90 e successive modifiche e integrazioni, si comunicano i dati di adesione agli scioperi riguardanti le istituzioni scolastiche statali e digitati dalle stesse nell’apposito programma di rilevazione presente sul portale SIDI.

A tal proposito risulta che i dati definitivi dello sciopero in questione sono i seguenti:

  • le scuole che hanno comunicato i dati di adesione sono state 6.480 su un totale di 8.333 (77,78%);
  • per quanto attiene il personale gli aderenti allo sciopero sono stati 5.426, cioè lo 0,64% delle 851.910 unità di personale tenuto al servizio. Questo numero non comprende le 65.099 unità di personale assente per altri motivi (es:, malattia, ferie, permesso, etc…).