Bonus premiale docenti e valorizzazione

‘Bonus premiale’ docenti e valorizzazione di cui alla Legge 205/2017: due questioni diverse

Premessa

L’ultimo atto del Ministro Bianchi, il D.M. 258/2022, definisce i contorni della valorizzazione di cui alla legge 205/2017. Si tratta di una norma che intende premiare quei docenti di ruolo che, assicurando una presenza stabile in scuole con situazioni di disagio, contribuiscono alla qualità della didattica e al successo formativo degli studenti.

Il decreto avrebbe dovuto definire solo i criteri di attribuzione delle risorse ma, invece, ha delineato quelli di attribuzione dei relativi compensi accessori, riducendo gli spazi della contrattazione integrativa di istituto.

Ciò non mette in discussione il fortino – che continua a resistere – del cosiddetto ‘bonus premiale’, nonostante i numerosi tentativi dei sindacati di comparto di sancirne la fine.

Il ‘bonus premiale’

Come le piogge stagionali, ciclicamente si ripresenta la questione relativa alla sopravvivenza del cosiddetto ‘bonus premiale’ obbligandoci, ancora una volta, a ripercorrere sinteticamente i passaggi normativi sulla materia.

L’art. 1, c. 249 della L. 160/2019 ha eliminato la finalizzazione delle risorse previste dall’art. 1, c. 126 della L. 107/2015 sottraendole al vincolo che le caratterizzava. Tale operazione, però, come peraltro abbiamo sostenuto in più contesti, non abroga la previsione della L. 107/2015. Restano pienamente vigenti, dunque, sia il ‘bonus’ che la competenza del comitato di valutazione a formulare i criteri di attribuzione del bonus stesso (art. 11 del D.lgs. 297/1994). Rimane fermo che la determinazione dei compensi deve essere effettuata in coerenza con i criteri generali stabiliti nella contrattazione di istituto (art. 22, c. 4, lett. c4 del CCNL del comparto istruzione e ricerca 2016-2018).

La legge 107/2015, dunque, è pienamente vigente così come lo è anche l’istituto del ‘bonus premiale’ il cui compenso grava sul fondo per il salario accessorio dell’istituto. Parimenti, il comitato di valutazione continua a esercitare tutte le competenze previste dall’art. 11 del D.lgs. 297/1994.

In dettaglio, con la legge 160/2019, già dall’anno scolastico 2020/2021, le risorse finalizzate all’erogazione del ‘bonus’ hanno perso l’originario vincolo di destinazione e sono confluite nel fondo per il pagamento del salario accessorio della singola scuola. Si ricorda che tale fondo deve essere ripartito secondo quanto deciso in contrattazione d’istituto (CCNL 2016-2018, art. 22, c. 4, lett. c 2 “criteri per la ripartizione delle risorse del Fondo d’istituto”) tra quota per il riconoscimento delle attività aggiuntive dei docenti e quota per il riconoscimento delle attività aggiuntive del personale ATA.

Nell’ambito della contrattazione di istituto vanno quantificate le risorse per l’attribuzione del ‘bonus’ ai docenti (di ruolo e a tempo determinato, purché con contratto annuale o fino al termine delle attività didattiche) e vanno formulati i criteri generali per la determinazione dei compensi (art. 22, c. 4, lett. c4 del CCNL 2016-2018).

La nota MI 4 ottobre 2022, n. 46445 sull’assegnazione integrativa al Programma Annuale 2022 – periodo settembre-dicembre 2022 – e comunicazione preventiva del Programma Annuale 2023 – periodo gennaio-agosto 2023, in coerenza con quanto sin qui affermato, a proposito delle risorse per la valorizzazione del personale scolastico, così afferma: “Al riguardo, si precisa che, l’art. 1, comma 249 della Legge n. 160 del 2019 (Legge di bilancio per il 2020) ha disposto che “le risorse iscritte nel fondo di cui all’articolo 1, comma 126, della legge 13 luglio 2015, n. 107, già confluite nel fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, sono utilizzate dalla contrattazione integrativa in favore del personale scolastico, senza ulteriore vincolo di destinazione.

Il ‘bonus premiale’ pertanto resta per il dirigente scolastico un efficace strumento di sviluppo e di miglioramento della qualità del servizio.

L’ANP approfondirà ulteriormente l’argomento nel corso del webinar dedicato alla contrattazione integrativa di istituto previsto per il 3 novembre 2022.

La valorizzazione del personale docente ai sensi della Legge 205/2017

Il recente D.M. 30 settembre 2022, n. 258 individua i criteri per l’attribuzione delle risorse per la valorizzazione del personale docente ai sensi dell’art. 1, c. 593-bis, della legge 205/2017. Si tratta, evidentemente, di un altro tipo di valorizzazione rispetto a quella prevista dalla Legge 107/2015. In relazione a essa, peraltro, deve essere ancora adottato il decreto ministeriale di ripartizione delle risorse. La citata nota MI del 4 ottobre 2022, infatti, non contiene alcun riferimento al riguardo.

Ma di quale valorizzazione si parla? Di quella, destinata esclusivamente ai docenti di ruolo,  finalizzata alla:

“b-bis) valorizzazione del personale docente che garantisca l’interesse dei propri alunni e studenti alla continuità didattica;
b-ter) valorizzazione del personale docente che presta servizio in zone caratterizzate da rischio di spopolamento e da valori degli indicatori di status sociale, economico e culturale e di dispersione scolastica individuati con il decreto di cui al comma 345 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2021, n. 234.”

Il D.M. in commento specifica all’art. 2, c. 2, lett. a) e b) che le risorse saranno ripartite:

 a) per il 70 per cento ai docenti che non abbiano, almeno nell’ultimo quinquennio, presentato domanda di mobilità, di assegnazione provvisoria, di utilizzazione e che non abbiano accettato il conferimento di supplenza per l’intero anno scolastico per altra tipologia o classe di concorso. I docenti in sovrannumero negli anni di riferimento, destinatari di mobilità d’ufficio e che abbiano presentato domanda di mobilità condizionata, non rientrano nella esclusione dalla valorizzazione

b) per il 30 per cento ai docenti che da almeno cinque anni insegnino in istituzioni scolastiche rientranti nei valori individuati dall’articolo 4 del decreto del Ministro dell’istruzione di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, in attuazione dell’articolo 1, comma 345, della legge 30 dicembre 2021, 234, e nell’elenco di cui all’articolo 5, comma 5, del medesimo decreto, non avendo la residenza o il domicilio nella medesima provincia della istituzione scolastica.

Tali criteri, ai sensi dell’art. 3, c. 1 del medesimo decreto, possono essere ulteriormente precisati in sede di contrattazione di istituto, in coerenza con quanto previsto dall’art. 22, c. 4, lett. C4) del CCNL 2016/2018 comparto istruzione e ricerca.

Al ricorrere di ambedue i requisiti richiamati, il beneficio si cumula.

L’ANP, nel momento in cui saranno assegnate alle istituzioni scolastiche le risorse dedicate a tale modalità di valorizzazione, fornirà ai propri iscritti ulteriori materiali di approfondimento.

Il Collegio Docenti rappresenta la Scuola

Il Collegio Docenti rappresenta la Scuola

di Francesco Scoppetta

Qualche anno fa è stato proiettato nei cinema italiani Ex Libris: The New York Public Library, il documentario diretto da Frederick Wiseman sulla grande biblioteca americana. Un film totalmente dedicato alle biblioteche è già di per sé qualcosa di unico, figuriamoci se ha la durata di 3 ore e 17 minuti. Pochi sono i minuti dedicati alle sale di lettura, ai libri, al prestito bibliotecario, a come funziona la biblioteca di New York. A Wiseman interessa soprattutto il rapporto fra gli individui e le istituzioni pubbliche. Quasi tutto il lungo film è dedicato alle attività educative organizzate dalla NYPL: conferenze, dibattiti, presentazione di libri con l’autore, concerti, attività parascolastiche. E infine ci fa assistere a diverse (e noiose) riunioni dello staff della biblioteca e del suo consiglio di amministrazione, dove non si discute solo di come procurarsi fondi aggiuntivi a quelli pubblici, ma anche di come investirli a favore dei cittadini (addirittura si pensa a come dare il migliore servizio possibile ad una particolare categoria: i lettori senzatetto).
Insomma, il senso è: la biblioteca come parte importante di una società più umana, attenta ai bisogni delle persone, non come una turris eburnea per privilegiati.

Ora immaginiamo Wiseman o uno come lui decisi a realizzare un film interamente dedicato ad una scuola italiana. Per quanto mi riguarda, non ho alcun dubbio, una lunga porzione del film sarebbe dedicata a un collegio docenti. Sono convinto che, dal ministro della PI ad unqualsiasi studioso, ad un documentarista, assistere allo svolgimento di un consiglio dei docenti di qualsiasi scuola è l’operazione più istruttiva per capire quasi tutto di quella scuola. In quella riunione, comunque da seguire dall’inizio alla fine (come fanno i critici seri di un programma tv o di un film), si riassume il modo di funzionamento di una scuola. Gli addetti ai lavori discutono sull’ordine del giorno, e attraverso le parole, del dirigente e dei professori che intervengono, è possibile farsi un’idea (approssimativa quanto si vuole, ma più veritiera di qualsivoglia verifica) della qualità di una scuola. Non emerge solo la cosa più scontata, lo stile della leadership, ma anche il livello della discussione, il clima complessivo, sereno o perturbato, calmo o acceso, l’organizzazione “concreta” di una comunità professionale. Mancano altri attori importanti del contesto, studenti, personale Ata, Dsga, genitori, ma, senza voler sminuire il loro pur essenziale contributo, assistere come in un teatro alla rappresentazione che la componente professionale fornisce è oltremodo significativo. La scuola “reale” emerge, mentre ciò succede in parte con qualsiasi altra “osservazione” di altri momenti significativi, una lezione in classe, il consiglio di istituto, uno scrutinio, o un montaggio alternato di interviste a questo e quello. “Come”i docenti discutono tutti insieme, magari in un istituto comprensivo con i vari gradi compresenti, è la spia più importante della macchina scolastica in movimento, magari può assomigliare alla spia rossa accesa dell’olio motore in un’auto.

Niente a che vedere con le riunioni del parlamento o del consiglio dei ministri, in cui tutti quelli che prendono la parola alle spalle hanno staff poderosi che hanno studiato i dossier e magari preparato l’intervento parola per parola. Nessun paragone possibile con assemblee sindacali di lavoratori di un’impresa o con i talk show televisivi (dove i tempi e le liti e il canovaccio sono preordinati). No, in un collegio docenti si scaricano tutte le pulsioni, le tensioni, le soddisfazioni, le inimicizie e rivalità che si sono andate accumulando nel tempo, magari da anni o decenni. Può essere uno sfogatoio, nel bene e nel male, o una pentola a pressione, un caos assoluto o un’ordinata discussione dove le decisioni vengono assunte perché in precedenza ben ponderate. Il regno dell’improvvisazione, dove nessuno, dal dirigente agli insegnanti, parla avendo alcuna idea plausibile sugli argomenti, oppure il tran tran burocratico dove si tratta soltanto di formalizzare decisioni già assunte dallo staff dirigenziale. La resa dei conti di vecchie ruggini e contese che si trascinano tra schieramenti contrapposti oppure una di quelle riunioni che si devono fare per forza e allora si tratta solo di farle durare il meno possibile.

La riunione (sull’argomento si veda Cesare Fregola, Riunioni efficaci a scuola, Erickson, 2003) è “l’incontro di più persone, ciascuna delle quali ha un contributo da fornire al conseguimento di un risultato specifico” che può essere: la presa di decisioni; la produzione di idee; l’individuazione di soluzioni; la ricerca di cause; il confronto; la definizione di un programma; la verifica di andamenti; l’approvazione formale di un atto burocratico-amministrativo. Il collegio docenti però, svolgendosi con numerosi partecipanti, assume il rituale dell’assemblea, e condivide con tutte le riunioni una caratteristica peculiare: fa perdere tempo a chi vi partecipa. Se fossero sottoposti tutti alla macchina della verità i dipendenti scolastici compresi i dirigenti, al 99% ne farebbero volentieri a meno, tant’è vero che le riunioni on line a cui ha costretto la pandemia sono state salutate in modo favorevole potendosi una riunione seguire da casa tarando liberamente il proprio grado di partecipazione. Il motivo che spiega questo ostracismo al collegio docenti è la mancanza di senso di buona parte delle sue riunioni, che sono in realtà “pseudoriunioni” inutili che rimandano ad altre successive riunioni in un gioco senza fine. Già un collegio con troppi punti all’OdG, come nei peggiori consigli comunali, all’atto della sua convocazione non nasconde la sua natura “finta”, burocratica, un sottotestoche evidenzia pochissime decisioni serie da assumere dopo relativo confronto e altre da assumere con lo stesso spirito adoperato dai parlamentari quando approvano un solo maxiemendamento con centinaia di commi concernenti le più svariate materie. Un collegio può essere formale o informale, programmato o imprevisto, ma si qualifica in base agli obiettivi che si pone: collegi informativi; collegi decisionali; collegi di coordinamento e verifica; collegi di analisi.

Tutti questi obiettivi che connotano i tipi di assemblea possono secondo me, comunque, esser fatti rientrare nelle tre tipologie di cui parlò Umberto Eco (Sette anni di desiderio, Bompiani, 1985) in “ L’assemblea desiderante” (pag. 68). Eco (con Paolo Fabbri) distingueva l’assemblea Giudiziaria, polare, accusatori contro accusati, da quella Deliberativa, in cui forze diverse si confrontano ad armi pari. Ma poi, dal ’77 in poi, è emersa l’assemblea Pulsionale, che non verte né sul passato né sul futuro, ma solo sul presente. “In esse non si tentano né processi né deliberazioni: le forze in gioco si confrontano sul piano della confessione personale”. “Nell’assemblea pulsionale ciascuno mette in pubblico il suo io, il privato prevale sul pubblico, la confessione sul progetto”. Sono sempre stato convinto che i collegi docenti delle scuole italiane sono il luogo in cui si ritrovano insieme, coesistono cioè, le tre tipologie acutamente descritte da Eco. Il linguaggio che si ascolta in ogni riunione è un ibrido, una sommatoria del “sinistrese” di cui parlava Eco, oggi lo possiamo definire “politichese”, e del “libidinese” (“dove si manifestano flussi di desiderio, bisogni, impulsi a ruota libera, crisi liberatorie”). Il politichese è argomentativo e sillogistico, spiega quello che occorre fare e perché, il libidinese è narrativo, spiega quello che uno sente e le ragioni per cui interviene (sempre usando la prima persona singolare, io penso che, voglio dire che, permettetemi di dire una cosa). Un discorso in politichese tende ad instaurare una leadership, sulla base di una presunta verità di ciò che dice, mentre un discorso in libidinese tende ad evitarla. Col politichese si rappresentano gruppi già definiti, non solo politici, ma amicali, col libidinese si costruiscono e si disfano “crocchi” secondo pulsioni occasionali. E’ chiaro che il rapporto tra numero di partecipanti al collegio e spazio in cui la riunione si svolge (si pensi alla differenza tra un’assemblea svolta in un comodo auditorium e quella svolta in un corridoio o spazio angusto) svolge un ruolo determinante nella trasformazione di molte assemblee da deliberative a pulsionali. I recenti collegi svolti a distanza stanno determinando, visto che ogni partecipante è solo con il suo tablet in una stanza, un inevitabile scivolamento verso la tipologia “desiderante” per cui il rapporto tra situazione sociale, spazi fisici e reazioni psicologiche determina sempre di più il tipo di assemblea che ogni partecipante può attendersi.  

La considerazione secondo cui più alto è il numero dei partecipanti (si pensi a scuole con più di cento docenti) maggiore sarà la complessità della gestione della situazione, è ovvia. Nel caso di collegi docenti di grandi scuole che “debbono” riunirsi per vari adempimenti, crescono le somiglianze con i rituali delle assemblee studentesche descritti da Umberto Eco alla fine degli anni settanta. Infatti, se un collegio è uno dei luoghi della comunicazione interpersonale e organizzativa di professionisti che agiscono con vari ruoli nella vita di una scuola, i repertori emotivi che confluiscono nel campo delle relazioni organizzative trasformano le assemblee da momenti istituzionali normati a vere e proprie assemblee Deliberative e/o Pulsionali. E in ogni caso talvolta, in occasione di scuole finite sui giornali per qualche scandalo, rispuntano fuori le assemblee Giudiziarie con insegnanti che accusano e altri che difendono il dirigente o il professore sotto inchiesta.

In conclusione, qualsiasi sia la tipologia che i collegi finiscono per assumere, a me pare confermato che “le riunioni possono essere fatte rientrare nel campo più ampio dell’apprendimento organizzativo” di una scuola (v. Cesare Fregola, cit.). Un osservatore che possa assistere ad un qualunque collegio docenti può capire megliol’organizzazione di quella scuola. Non soltanto emergono il clima relazionale, gli stili personali più diffusi, i livelli di adesione al proprio ruolo professionale, ma è la scuola stessa che si mostra. L’istituzione scuola, la scuola azienda, la scuola comunità, se non è organizzata non è una scuola, per il semplice motivo che non riesce a produrre apprendimenti e non sa riflettere su sé stessa e su cosa produce. 

La vera prova del nove di un collegio docenti è data dalle riunioni in cui si tratta di deliberare o varare le innovazioni. Tutte le riunioni in genere sono routinarie, tranne quelle che debbono approvare cambi di indirizzi o modifiche sostanziali del curricolo o della didattica. Sono i veri stress-test delle scuole, che possono creare confusione, scatenare paura incontrollata, sensazioni minacciose ad un corpo docente variegato e con interessi particolari non coincidenti. Il collegio, magari preparato da gruppi di studio, comitati, consulenze, riunioni ristrette, è chiamato a pronunciarsi sul progetto di innovazione in assemblea generale e dunque l’organizzazione della scuola (appresa sino a quel momento) è verificata e messa alla prova. La riunione finale rappresenta dunque il termometrodell’organizzazione, dimostra come, quanto, con quali metodologie e procedure, il corpo docente sa discutere per assumere una decisione impegnativa e tuttavia dalle conseguenze incerte. Forze contrapposte si fronteggiano, il dirigente se non è Pilato è schierato con una parte precisa, e il collegio va in scena. Un osservatore, qualunque decisione verrà assunta alla fine, può capire quella scuola, assistendo alla riunione e alla discussione. Così come una rappresentazione teatrale, con grandi attori, un validoregista, un copione collaudato, mesi e mesi di prove, si svelerà alla “prima”, davanti al pubblico e alle sue reazioni spontanee, allo stesso modo una scuola (e il suo grado diorganizzazione) si svelerà in un collegio docenti importante alla prese con una innovazione da deliberare o respingere. Una sola semplice riunione, un rituale, rivelerà la qualità di una scuola molto più che una lettura attenta di tutti i suoi documenti su “Scuola in chiaro”: il Ptof, il Rav, la Rendicontazione, e tutti i dati numerici, i risultati degli alunni, i cento alla maturità, le statistiche e le prove Invalsi, l’età media dei professori.

Mobilità, il contratto si deve rifare dopo sentenza che ha condannato il Ministero per comportamento antisindacale

da OrizzonteScuola

Di redazione

Come da previsioni, dopo l’ordinanza del Tribunale di Roma n. 69476/2022 dell’11 luglio 2022 che ha condannato il Ministero dell’Istruzione per comportamento antisindacale, è stato convocato un tavolo mercoledì 19 ottobre sulla riapertura delle trattative del CCNI concernente la mobilità del personale docente, educativo e ATA.

Lo scorso 27 gennaio soltanto una sigla sindacale, la Cisl Scuola, firmò il contratto integrativo sulla mobilità del personale scolastico per il triennio 2022-2025. Dopo la firma i sindacati FlcCgil e Uil Scuola hanno presentato ricorso contro il Ministero per condotta antisindacale.

E’ l’11 luglio quando arriva la sentenza del Tribunale di Roma – Sez. Lavoro, il giudizio è netto: si è trattato di “monopolio sindacale”.

«…Non aprire alle trattative nei confronti di OO.SS. firmatarie del CCNL – si legge nella sentenza – senza alcuna forma di motivazione che evidenzi la trasparenza della scelta, costituisce condotta antisindacale posto che – così facendo – si è venuto a creare una sorta di “monopolio sindacale” le cui ragioni rimangono incomprensibili. Appare evidente che si tratta di circostanza di fatto che è ben lungi dall’integrare la ricerca, in omaggio ai principi di correttezza e buona fede, del “maggior consenso possibile”».

Finalmente si rientra nel diritto. Il Tribunale di Roma riconosce che da parte del Ministro e del Ministero c’è stata una condotta antisindacale. È un non contratto quello firmato a gennaio, lo diciamo dal primo momento. Il giudice adesso impone di riaprire le trattative, tornare al contratto precedente, per riconoscere il diritto di mobilità a tutti. Afferma i diritti perché questi si erano affievoliti. Le sedi negoziali si devono rispettare“ aveva commentato l’allora segretario generale della Uil Scuola Pino Turi.


Prove INVALSI 2023, come richiedere il posticipo per le classi II e V di scuola primaria

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

A inizio ottobre, l’INVALSI ha reso noto il calendario delle prove che si svolgeranno nel 2023.

Anche quest’anno le prove interesseranno le classi II e V della scuola primaria, le classi III della scuola secondaria di I grado e le classi II e V delle secondarie di II grado.

Il calendario

https://i0.wp.com/www.invalsiopen.it/wp-content/uploads/2022/10/calendario-2023-invalsi.png?w=474&ssl=1

Richieste di posticipo

L’istituzione scolastica può chiedere il posticipo dello svolgimento delle prove 2023 per la scuola primaria, solo a condizione che dimostri di aver preso un impegno prima del 6 ottobre 2022, data di pubblicazione sul sito INVALSI dei giorni di svolgimento delle prove INVALSI 2023.

La documentazione che giustifica la richiesta di rinvio deve riportare la data di protocollo precedente al 6 ottobre 2022.

La richiesta deve essere protocollata e firmata dal Dirigente Scolastico. La richiesta deve poi essere scansionata e inviata all’INVALSI tramite il modulo Domande&Risposte e per conoscenza al referente regionale.

La scuola otterrà l’autorizzazione solo dopo aver completato l’iscrizione alle Rilevazioni 2023. I l posticipo è da ritenersi accordato solo dopo aver ricevuto l’autorizzazione scritta dell’INVALSI.

Le richieste di posticipo dovranno pervenire entro il giorno venerdì 30 dicembre 2022.

Queste sono le date per le somministrazioni posticipate:

  • 10 maggio 2023 – V PRIMARIA: prova di Inglese
  • 12 maggio 2023 – II e V PRIMARIA: prova di Italiano
  • 15 maggio 2023 – II e V PRIMARIA: prova di Matematica

Scuola Digitale, due nuovi avvisi PNRR in scadenza il 26 ottobre 2022

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Scadranno alle ore 13 del 26 ottobre due nuovi avvisi per le scuole, emanati nell’ambito del PNRR.

Poli di formazione alla transizione digitale del personale scolastico

L’avviso prot. n. 84750 del 10 ottobre 2022 si inserisce nell’ambito dei progetti in essere della linea di investimento del PNRR “Didattica digitale integrata e formazione alla transizione digitale per il personale scolastico”, finanziata dall’Unione europea – Next Generation EU. La dotazione complessiva di risorse dell’avviso è pari a 20 milioni di euro.

L’avviso intende promuovere la costituzione di poli territoriali di scuole per la realizzazione di percorsi nazionali di formazione alla transizione digitale e per la diffusione della didattica digitale integrata, erogati con modalità e strumenti innovativi in favore del personale scolastico. Le azioni relative all’investimento sono gestite attraverso la piattaforma “Scuola futura.

La sua finalità è la realizzazione di percorsi formativi innovativi per il personale scolastico, attraverso l’individuazione di scuole polo territoriali, atte a costituire un network integrato a livello nazionale. Le scuole in possesso dei requisiti previsti dall’avviso possono presentare la propria candidatura a partire dalle ore 13 del 12 ottobre 2022 ed entro le ore 13 del 26 ottobre 2022.

Scarica le linee guida per accedere all’area riservata dedicata alle scuole

Consulta la pagina dell’avviso

Progetti nazionali per lo sviluppo di modelli innovativi di didattica digitale

L’avviso prot. n. 84780 del 10 ottobre 2022 si inserisce nell’ambito dei progetti in essere del PNRR, all’interno dell’investimento 2.1 “Didattica digitale integrata e formazione alla transizione digitale per il personale scolastico”, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU. La dotazione complessiva di risorse dell’avviso è pari a 20 milioni di euro.

L’avviso intende potenziare le competenze digitali di insegnamento e apprendimento attraverso la realizzazione di progetti nazionali per lo sviluppo di modelli innovativi di didattica digitale e di curricoli per l’educazione digitale e per la diffusione delle azioni del PNRR, relative alla didattica digitale integrata e alla didattica innovativa nelle scuole.

La sua finalità è la realizzazione di progetti nazionali per lo sviluppo di modelli innovativi di didattica digitale e di curricoli per l’educazione digitale, nonché per la diffusione delle azioni del PNRR e della didattica digitale integrata nelle scuole. Le scuole in possesso dei requisiti previsti dall’avviso possono presentare la propria candidatura a partire dalle ore 13 del 12 ottobre 2022 ed entro le ore 13 del 26 ottobre 2022.

Scarica le linee guida per accedere all’area riservata dedicata alle scuole

Consulta la pagina dell’avviso

Premio “Storie di Alternanza”, candidature entro il 14 ottobre 2022

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Anche quest’anno, il Sistema delle Camere di commercio italiane, in collaborazione con il Ministero dell’istruzione, propone il Premio “Storie di alternanza” che, prendendo le mosse dai territori, ha coinvolto finora quasi 2mila istituzioni scolastiche, 27mila studenti e moltissime imprese che hanno interagito nella realizzazione degli oltre 2.300 progetti di alternanza scuola lavoro/PCTO.

Questa quinta edizione prevede 4 categorie di concorso, relative ai vari percorsi di alternanza realizzati in base alla relativa tipologia di Istituto/Ente formativo:

  1. Licei- percorsi PCTO;
  2. Istituti tecnici (IT) e Istituti professionali (IP)- percorsi PCTO;
  3. Istituti Tecnici Superiori (ITS) – per alternanza/tirocinio curriculare, apprendistato di 3°livello;
  4. Centri di formazione professionale (CFP) e Istituti professionali (IP) che operano in regime di sussidiarietà – per alternanza rafforzata, apprendistato di 1° livello.

Il Premio prevede due livelli di partecipazione:

  • il primo locale, promosso e gestito dalle Camere di commercio aderenti e direttamente da Unioncamere per i territori delle Camere di commercio non aderenti;
  • il secondo nazionale, gestito da Unioncamere.

L’ammontare complessivo dei premi differenziati tra i vincitori, secondo la posizione occupata nella graduatoria e secondo la categoria di appartenenza, è pari a 20.000 euro.

I termini di iscrizione chiuderanno alle ore 17 dell’14 ottobre 2022.

Il materiale relativo alle precedenti edizioni del Premio e le indicazioi per la candidatura sono disponibili sul sito www.storiedialternanza.it.

Decreto disabilità. Quali progetti saranno finanziabili?

da La Tecnica della Scuola

Di Salvatore Pappalardo

Il 10 ottobre è stato pubblicato, sulla gazzetta ufficiale n. 237, il decreto concernente il riparto e la modalità di utilizzo delle risorse in favore delle persone con disabilità.

Destinatari

I fondi pari a 100 milioni per gli anni 2022 e 2023 sono destinati alle regioni e alle province autonome per finanziare interventi diretti a favorire iniziative dedicate alle persone con disturbo dello spettro autistico al fine di promuovere in loro un maggiore benessere e una migliore qualità della vita.

Attività previste dal decreto

Le attività da finanziare sono indicate all’art. 4 comma 2 e sono volti a promuovere, non solo forme di assistenza ma anche progetti volti a migliorare qualitativamente i diversi aspetti della vita dei soggetti autistici.

Attività e progetti previsti

  • interventi di assistenza socio sanitaria previsti dalle linee guide sul trattamento dei disturbi dello spettro autistico dell’istituto   superiore di sanità anche tramite voucher sociosanitari da utilizzare per acquistare prestazioni;
  • percorsi di assistenza alla socializzazione dedicati ai minori e all’età di transizione fino ai ventuno anni, anche tramite Voucher;
  • progetti finalizzati a percorsi di socializzazione con attività in ambiente esterno (gruppi di cammino, attività musicali, attività sportiva) dedicati agli adulti ad alto funzionamento;
  • progetti che si rivolgono al terzo settore per favorire attraverso l’attività sociali (sport, tempo ricreativo, mostre) l’inclusione;
  • interventi volti alla formazione dei nuclei familiari che assistono persone con disturbo dello spettro autistico;
  • progetti sperimentali di residenzialità e per l’abitare supportato finalizzato alla promozione del benessere e alla qualità della vita delle persone con disturbi dello spettro autistico.

Progetti riguardanti anche le scuole

  • progetti volti a prestare assistenza agli enti locali, anche associati tra loro, per sostenere l’attività scolastica delle persone con disturbi dello spettro autistico nell’ambito del progetto terapeutico individualizzato e del PEI;
  • progetti sperimentali volti alla formazione e all’inclusione.

SCARICA IL DECRETO

Anno di prova e formazione, i docenti che passano di ruolo sono tenuti a farlo?

da La Tecnica della Scuola

Di Carla Virzì

I docenti per i quali sia stato disposto il passaggio di ruolo sono tenuti a fare l’anno di formazione e prova? Sì, secondo quanto stabilisce il Decreto Ministeriale n. 226 del 16 agosto scorso. L’unica eccezione riguarda quanto disposto dalla nota ministeriale n.39533 del 4 settembre 2019 che precisa quanto segue: non devono svolgere l’anno di prova i docenti che abbiano ottenuto il passaggio di ruolo e abbiano già svolto il periodo di formazione e prova nel medesimo ordine e grado.

Altri soggetti tenuti a svolgere l’anno di prova:

  • i docenti che si trovano al primo anno di servizio con incarico a tempo indeterminato, a qualunque titolo conferito, che aspirino alla conferma nel ruolo;
  • i docenti per i quali sia stata richiesta la proroga del periodo di formazione e periodo annuale di prova in servizio o che non abbiano potuto completarlo negli anni precedenti. In ogni caso la ripetizione del periodo comporta la partecipazione alle connesse attività di formazione, che sono da considerarsi parte integrante del servizio in anno di prova;
  • docenti vincitori di concorso, che abbiano l’abilitazione all’insegnamento o che l’acquisiscano ai sensi dell’articolo 13, comma 2 del Decreto Legislativo, che si trovano al primo anno di servizio con incarico a tempo indeterminato.

DM-226_2022

Come abbiamo anticipato, il superamento del percorso di formazione e periodo annuale di prova è subordinato allo svolgimento del servizio effettivamente prestato per almeno 180 giorni nel corso dell’anno scolastico, di cui almeno 120 per le attività didattiche, durante le quali il docente in prova verrà guidato da un tutor dello stesso istituto.

La formazione

Oltre alle ore spese in classe come servizio il docente neoassunto dovrà anche formarsi per un totale di 50 ore, così organizzate:

  • incontri propedeutici e di restituzione finale, 6 ore;
  • laboratori formativi, 12 ore;
  • attività di osservazione in classe, 12 ore;
  • formazione on-line, 20 ore.

Il colloquio del Comitato di valutazione

A conclusione dell’anno scolastico, il Comitato di valutazione dovrà esprimere un parere sul candidato nell’ambito di un colloquio relativo alle attività svolte e al portfolio professionale, la cui documentazione dovrà essere preventivamente consegnata al preside e al Comitato stesso, almeno cinque giorni prima del colloquio.

Test finale

Il Comitato, durante il colloquio, verifica le competenze pedagogico-didattiche del docente attraverso un test finale che consiste nella discussione e valutazione delle risultanze della documentazione contenuta nell’istruttoria formulata dal tutor e nella relazione del dirigente scolastico. In altre parole, la valutazione è effettuata da parte del dirigente scolastico, sentito il comitato per la valutazione dei docenti, sulla base dell’istruttoria di un docente al quale sono affidate le funzioni di tutor.

Il percorso di formazione e periodo di prova annuale in servizio è finalizzato oltre che ad accertare la traduzione in competenze didattiche pratiche delle conoscenze teoriche, disciplinari e metodologiche del docente, anche a verificare la padronanza degli standard professionali con riferimento ai seguenti ambiti, propri della professione docente:

a. possesso ed esercizio delle competenze culturali, disciplinari, informatiche, linguistiche, pedagogico – didattiche e metodologiche, con riferimento ai nuclei fondanti dei saperi e ai traguardi di competenza e agli obiettivi di apprendimento previsti dagli ordinamenti vigenti;

b. possesso ed esercizio delle competenze relazionali, organizzative e gestionali;

c. possesso ed esercizio delle competenze di orientamento e di ricerca, documentazione e
valutazione;

d. osservanza dei doveri connessi con lo status di dipendente pubblico e inerenti la funzione
docente;

e. partecipazione alle attività formative e raggiungimento degli obiettivi dalle stesse previsti.

Ad esempio, durante il colloquio è valutata la capacità collaborativa nei contesti didattici, progettuali, collegiali, l’abilità di affrontare situazioni relazionali complesse e dinamiche interculturali, nonché la partecipazione attiva e il sostegno ai piani di miglioramento dell’istituzione scolastica.

Valutazione positiva

In caso di superamento del test finale e di valutazione positiva del percorso di formazione e periodo di prova in servizio, il dirigente scolastico emette provvedimento motivato di conferma in ruolo per il docente in percorso di formazione e periodo annuale di prova in servizio. I docenti che ottengono una valutazione positiva del percorso annuale di formazione e prova e un giudizio positivo nella prova disciplinare vengono assunti con contratto a tempo indeterminato, con decorrenza giuridica dal 1° settembre 2022 o, se successiva, dalla data di inizio del servizio e confermati in ruolo nella medesima istituzione scolastica presso cui hanno prestato servizio a tempo determinato

Valutazione negativa

In caso di mancato superamento del test finale e di valutazione negativa del percorso di formazione e periodo annuale di prova in servizio, il dirigente scolastico emette provvedimento motivato di ripetizione del periodo di formazione e di prova. Il provvedimento indicherà altresì gli elementi di criticità emersi. In sintesi, in caso di valutazione negativa del percorso formazione e prova, il percorso stesso si ripete; in caso di valutazione negativa della prova disciplinare è prevista la decadenza dalla procedura e l’impossibilità di trasformazione del contratto a TI.

Decreto Ministeriale 13 ottobre 2022, n. 194

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE

Regolamento concernente la definizione delle modalita’ di svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso ai ruoli della dirigenza scolastica, ai sensi dell’articolo 29 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. (22G00204)

(GU Serie Generale n.298 del 22-12-2022)

Nota 13 ottobre 2022, AOODGSIP 3310

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per lo studente, l’inclusione e l’orientamento scolastico

Ai Direttori Generali e ai Dirigenti degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI
Al Sovrintendente Scolastico per la scuola in lingua italiana della Provincia di BOLZANO
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione della Provincia di TRENTO
All’Intendente Scolastico per la scuola in lingua tedesca BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la scuola delle località ladine BOLZANO
Al Sovrintendente agli Studi della Regione Autonoma della Valle d’Aosta AOSTA

Oggetto: Bando di Concorso “Adotta un giusto a.s. 2022/2023”.

Nota 13 ottobre 2022, AOODGSIP 3330

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Direzione Generale per lo studente, l’inclusione e l’orientamento scolastico

Ai Direttori Generali e ai Dirigenti degli Uffici Scolastici Generali
Al Sovrintendente Scolastico per la Scuola in lingua italiana di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine di Bolzano
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione per la Provincia di Trento
Al Sovrintendente Scolastico per la Regione Valle D’Aosta LORO SEDI
e p.c. Al Direttore generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione
Al Direttore generale per il personale scolastico Al Direttore generale per i sistemi informativi e la statistica SEDE

Oggetto: Sentenza Consiglio di Stato n. 3196/2022. Redazione dei PEI per l’a.s.2022/2023.

Il Consiglio di Stato, Sezione VII, con Sentenza n. 3196 del 15 marzo 2022, pubblicata il 26 aprile 2022, accogliendo il ricorso del Ministero dell’istruzione, ha riformato la Sentenza del TAR Lazio n. 9795 del 19 luglio 2021 che annullava il decreto interministeriale 29 dicembre 2020, n. 182, e i relativi allegati. Con la Sentenza del marzo scorso, dunque, riacquistano piena efficacia il decreto interministeriale 29 dicembre 2020, n. 182, e i documenti ad esso allegati:

– le Linee Guida concernenti la definizione delle modalità, anche tenuto conto dell’accertamento di cui all’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, per l’assegnazione delle misure di sostegno di cui all’articolo 7, decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66 e il modello di PEI, da adottare da parte delle istituzioni scolastiche;

– i modelli di PEI per Scuola dell’infanzia, Scuola primaria, Scuola secondaria di primo e secondo grado;

– la Scheda C, “Scheda per l’individuazione del debito di funzionamento” e la Tabella C1, “Tabella per l’individuazione dei fabbisogni di risorse professionali per il sostegno didattico”.

Nelle more della definizione del giudizio d’appello, con nota 17 settembre 2021, n. 2044, questo Ministero aveva fornito indicazioni operative per la redazione dei PEI nell’a.s. 2021/2022, comunque richiamando la centralità delle previsioni di cui al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, in ordine alle prestazioni per l’inclusione scolastica.

Tanto ciò premesso, si informano le SS.LL. che è in corso di definizione il decreto interministeriale, Ministero dell’Istruzione e Ministero dell’Economia e delle Finanze, emendativo del richiamato decreto 29 dicembre 2020, n. 182. Nelle more dell’adozione del predetto decreto, le istituzioni scolastiche, dalle SS.LL. medesime opportunamente sensibilizzate, è necessario provvedano ad adottare i modelli nazionali PEI vigenti (allegati al decreto interministeriale n. 182/2020 e, ad ogni buon conto, uniti alla presente nota) per la progettazione educativo didattica.

Successivamente al perfezionamento del decreto interministeriale di che trattasi, sarà cura di questo Ministero fornire indicazioni in ordine alle principali novità normative e alla modalità telematica di compilazione dei PEI medesimi.

Considerato che in questo momento dell’anno scolastico i Gruppi di lavoro operativi per l’inclusione (GLO) sono impegnati nella redazione del PEI per l’a.s. 2022/2023, si rappresenta l’esigenza che l’attività in corso abbia a riferimento la progettualità educativo-didattica. Solo a partire dal mese di maggio 2023, infatti, sarà necessario predisporre le Sezioni del modello nazionale PEI relative al fabbisogno di risorse professionali per l’inclusione (Sezioni 11 e 12). A quest’ultimo fine, saranno fornite specifiche indicazioni relative ai raccordi tra la documentazione clinica e la redazione del PEI.

Si pregano le SS.LL. di dare la massima diffusione dei contenuti della presente nota alle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione del territorio di competenza.

IL CAPO DIPARTIMENTO
Stefano Versari


Nota 13 ottobre 2022, AOODGOSV 26295

Ministero dell’istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione

MAECI
Scuole italiane all’estero, statali e paritarie Sezioni italiane presso le scuole straniere e internazionali, comprese le Scuole Europee
Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI
Al Sovrintendente agli Studi della Valle d’Aosta AOSTA
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione per la Provincia Autonoma di TRENTO
All’Intendente Scolastico per le scuole delle località ladine di BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la scuola in lingua tedesca di BOLZANO
Al Sovrintendente Scolastico della Provincia di BOLZANO
Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie del secondo ciclo di istruzione LORO SEDI
e.p.c. Al Capo Dipartimento SEDE
Al Capo Ufficio Stampa SEDE

OGGETTO: X Giornata ProGrammatica RADIO3 – LA LINGUA BATTE 17 ottobre 2022

RiGenerazione Scuola: Incontri del Mare

Due giornate di attività e di approfondimento, a Lipari (ME), dedicate alle scuole e allo studio del mare, nell’ambito del Piano ministeriale RiGenerazione Scuola.

Sono gli “Incontri del Mare”, l’iniziativa, organizzata dal Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con diversi partner istituzionali, che prenderà il via giovedì 13 ottobre, alle ore 9.30, in piazza Marina Corta, con laboratori multidisciplinari realizzati dal MI, dalla Guardia Costiera, da ARPA Sicilia (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente), dalla Rete Nautici, dall’Istituto Comprensivo “Isole Eolie”, dalla Onlus Marevivo. Seguiranno collegamenti in diretta con la nave “G. Magliano” della Guardia Costiera, per attività di campionamento, vigilanza ambientale e tutela delle risorse ittiche, e con operatori subacquei dal sito archeologico “Capistello”.

Saranno 300, fra studentesse e studenti, i ragazzi coinvolti, alcuni dei quali, quelli iscritti a istituti nautici, arriveranno a Lipari direttamente a vela, partendo dalle coste della Sicilia.

Venerdì 14 ottobre, poi, dalle ore 9.30, presso la sala conferenze dell’hotel Carasco, alla presenza della Sottosegretaria Barbara Floridia, si svolgerà il convegno conclusivo del progetto “IO PROPONGO”, “Arcipelago di Arcipelaghi”. Nel corso della mattinata, le scuole della Rete SIMI (Scuole Isole Minori Italiane), aderenti al progetto, presenteranno le produzioni realizzate nell’ambito dei laboratori di storytelling, realtà aumentata, radio, sport e molti altri.