D. Del Giudice, Staccando l’ombra da terra

Del Giudice, l’opera come la vita

di Antonio Stanca

   Allegato al Corriere della Sera è uscito Staccando l’ombra da terra, una raccolta di racconti di Daniele Del Giudice, giornalista e scrittore italiano nato a Roma nel 1949 e morto a Venezia nel 2021. L’opera risale al 1994. Del Giudice aveva cominciato a scrivere su Paese Sera e nel 1983 aveva esordito nella narrativa col romanzo Lo stadio di Wimbledon, pubblicato da Einaudi come gli altri suoi romanzi. Ha scritto pure per il Corriere della Sera e non solo di critica, di saggistica ma anche di narrativa nelle rubriche a questa riservate. Erano gli anni ’80, ’90, collaboravano col “Corriere” scrittori quali Enzo Siciliano, Gillo Dorfles, Raffaele La Capria, Claudio Magris ed altri con i quali Del Giudice era in contatto. Si pensava, si voleva una nuova letteratura, una nuova narrativa che facesse superare quello che era diventato un momento di crisi per le nostre lettere. Non si sarebbe riusciti completamente, non si sarebbe creata una vera e propria corrente e a livello di tentativi isolati si sarebbe rimasti. Quello di Del Giudice consisterà nella tendenza a far rientrare nella narrazione anche l’esterno, anche le cose della vita, a non limitarla all’interiorità, all’azione dei pensieri, dei sentimenti come generalmente si faceva.

   Più volte è stato premiato lo scrittore, molto tradotto è stato. Pure filmati sono stati ricavati da sue opere. Ha promosso e organizzato eventi culturali di ampio respiro. È vissuto tra Roma, Milano e Venezia.

     Riguardo alla sua produzione non è facile individuare dei temi ai quali poterla riportare poiché diverso è il modo, l’argomento di ogni opera. Si potrebbe dire che in Del Giudice forme e contenuti cambiano perché suo intento è aderire alla vita, rappresentarla nella sua verità, nella sua varietà, essere come quella, sempre nuovo, sempre diverso. Così succede che anche l’esterno abbia per lo scrittore la sua importanza, che anche le cose valgano, che anch’esse entrino a far parte di quell’interiorità che era sempre stata della letteratura, dell’arte. Il pensiero, il ricordo di una cosa la fa partecipare della vita dell’anima, dello spirito.

    Nuovo, originale è Del Giudice in questo atteggiamento e ad esso, più che a dei temi ben precisi, si potrebbe riportare l’intera sua produzione. Nei racconti di Staccando l’ombra da terra andrebbe intravisto nell’elemento che li tiene uniti, che tutti li attraversa e che è la storia del rapporto tra l’autore, ancora molto giovane, e Bruno, un maturo e bravo istruttore di volo, al quale si è rivolto perché lo inizi, lo istruisca in questa attività. L’ambiente è quello di un vecchio aeroporto in parte dismesso nei pressi di Venezia dove guidato da Bruno il giovane, tra errori e prove riuscite, imparerà ad andare con gli aerei. Correrà i suoi rischi, a volte si troverà in seri pericoli ma faranno parte dell’esperienza alla quale ha voluto sottoporsi. Nell’opera la sua storia sarà il filo conduttore, sarà attraversata da altre storie, quelle di famosi aviatori del passato più remoto o più prossimo, italiani o stranieri, di memorabili imprese aeree. Sarà da esse sottintesa ma sempre emergerà, sempre il giovane e il suo istruttore torneranno a farsi vedere, ricompariranno mentre stanno parlando, discutendo, camminando, provando. Li si vedrà a volte per breve tempo come le altre persone, le altre storie. Come queste appariranno e scompariranno. Un movimento continuo, senza soste, si creerà. Sono i pensieri, i ricordi, i sogni che agitano la mente del giovane, che prendono forma, che lo fanno sentire partecipe di quella vastità propria della vita, di quella alternanza che la costituisce e la fa valere in ogni suo elemento.

      Una scrittura, quella di Del Giudice, che tutto questo vuole contenere, tra tutto questo vuole muoversi, di tutto questo vuole essere fatta, d’idea ma anche di realtà.

L’educazione finanziaria e l’intelligenza emotiva

L’educazione finanziaria e l’intelligenza emotiva

di Rita Manzara

Com’è noto, ottobre è il mese dell’educazione finanziaria: un percorso che può sembrare riferibile esclusivamente all’età adulta, considerando la complessità dei contenuti e delle competenze che lo stesso comporta.

In effetti, tale interpretazione potrebbe essere in linea con la definizione dell’OCSE, secondo la quale l’educazione finanziaria «è un processo attraverso il quale i consumatori, i risparmiatori e gli investitori migliorano le loro capacità di comprensione dei prodotti finanziari e dei concetti che ne sono alla base e attraverso istruzioni, informazioni, consigli sviluppano attitudini e conoscenze atte a comprendere i rischi e le opportunità di fare scelte informate, dove ricevere supporto o aiuto per realizzare tali scelte e per le azioni da intraprendere per migliorare il proprio stato e il livello di protezione».

In tale prospettiva nel 2017 il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria ha realizzato – in collaborazione tra il Ministero l’Istruzione e quello di Economia e Finanze – il portale “Quello che conta” che offre ai cittadini una fonte informativa autorevole, semplice, rigorosa e indipendente per sostenere decisioni consapevoli nel campo della finanza personale e familiare, dell’assicurazione e della previdenza.

In realtà, però, è compito della scuola fornire le basisulle quali costruire la financial literacy, cioè l’alfabetizzazione finanziaria, che ha acquisito nel tempo una crescente importanza fino a divenire, a partire dal 2012, oggetto di misurazione all’interno dell’Indagine internazionale “PISA” riguardante le competenze dei quindicenni.

In relazione ai risultati ottenuti dagli studenti italiani (che si sono rivelati, in materia, i meno preparati tra i coetanei dei paesi o economie OCSE partecipanti alla rilevazione) è emersa l’esigenza di adeguare la normativa inerente la definizione dei livelli essenziali di prestazione nelle scuole italiane di ogni ordine e grado.

In questo contesto si collocano le iniziative promosse dal MIUR, che, peraltro, già nel 2007 aveva promosso il progetto “Educazione finanziaria nelle scuole” elaborato sulla scorta del Memorandum d’intesa stipulato tra il Ministero stesso e la Banca d’Italia e finalizzato a introdurre la financial education nei programmi scolastici.

La collaborazione tra i due soggetti istituzionali sopra indicati è proseguita negli anni, portando alla sottoscrizione – nel 2021 – di un nuovo Protocollo d’Intesa “per il potenziamento dell’educazione finanziaria e la promozione della cittadinanza sociale nelle istituzioni scolastiche, al fine di rafforzare le competenze dei giovani, il loro orientamento formativo e la loro futura occupabilità”.

Come si può evincere da questa citazione, l’educazione finanziaria è chiamata a rivestire un ruolo di crescente importanza nell’elaborazione del “Progetto di vita” di tutti i discenti, compresi coloro che si trovano a fronteggiare situazioni familiari critiche dal punto di vista socio-economico.

In generale, tuttavia, le proposte ministeriali non hanno ancora prodotto una risposta significativa da parte delle Istituzioni scolastiche.

Probabilmente, anche se è opinione diffusa che i giovani siano i soggetti più esposti ai rischi della crisi, non viene comunque adeguatamente avvertita l’importanza di accrescere l’alfabetizzazione finanziaria delle nuove generazioni, poiché le tematiche da affrontare (risparmi, moneta, banche, finanziamenti, investimenti) sembrano complicate, difficili, distanti.

In realtà, la capacità di assumere decisioni finanziarie deve essere considerata la risultante di un processo destinato a svilupparsi lungo tutto l’arco della vita, le cui radici dovrebbero essere rintracciate nell’ambito dell’educazione scolastica.

È infatti possibile realizzare attività in questo ambito a partire dalla scuola primaria, come si può dedurre accedendo al sito della Banca d’Italia (www.tuttiperunoeconomiapertutti.it ).

Sicuramente, per dare avvio all’alfabetizzazione finanziaria è indispensabile che il soggetto a cui si rivolge l’intervento formativo abbia la padronanza delle abilità di base: saper leggere, saper scrivere, saper utilizzare gli strumenti concettuali di spazio e di tempo, ecc.

Va peraltro ribadito che l’obiettivo dell’educazione finanziaria – come dovrebbe essere per qualsiasi attività scolastica – non è l’apprendimento di contenuti astratti ma l’acquisizione di competenze.

In altre parole, le conoscenze fondamentali di economia e finanza (che debbono comunque essere fornite vagliando opportunamente linguaggi e contenuti in relazione all’età degli studenti) vanno sempre considerate come strumenti per operare future “scelte consapevoli” che coinvolgano l’autonomia e la responsabilità delle persone.

Per attivare tale processo è indispensabile che i docenti prendano in considerazione non soltanto gli aspetti cognitivi ma anche quelli emotivi che vengono messi in gioco nelle scelte economiche.

Oltre a fornire conoscenze, si tratta di costruire atteggiamenti che consentano, a tempo debito, di amministrare efficacemente denaro e risorse a disposizione: ad esempio, insegnare ad affrontare gli errori ed a porvi rimedio, anziché indurre ad evitarli sempre e comunque per prevenire una “punizione” (un voto negativo, un giudizio che pregiudichi l’autostima, ecc.).

Nella società contemporanea, infatti, è fondamentale saper gestire in modo competente le emozioni derivanti dal contrasto tra l’assunzione di rischi e l’apparente tranquillità derivante dalla “sicurezza”. In tal senso, per un ragazzo potrebbe risultare maggiormente “pericoloso” limitarsi a perseguire esclusivamente l’obiettivo di un “lavoro sicuro”, escludendo a priori la possibilità di avviare un’attività in proprio anche per mancanza di esperienze atte a sviluppare la cosiddetta “intelligenza finanziaria”.

È evidente il legame tra l’educazione finanziaria e l’orientamento, che deve condurre a scelte consapevoli, condotte considerando tutti i fattori in gioco: le opportunità e gli sbocchi occupazionali, nonché la consapevolezza delle possibilità di valorizzazione delle proprie conoscenze e competenze.

In tal modo, la doverosa “cautela” con la quale va affrontata ogni esperienza di vita non rischia di diventare un ostacolo allo sviluppo dell’indipendenza personale.

Pensioni docenti e ATA 2023, ultimi giorni per presentare domanda o revocarla. Scadenza 21 ottobre

da OrizzonteScuola

Di redazione

Scadono il 21 ottobre le domande di pensionamento per il personale docente e ATA. Il 28 febbraio scadono le domande per i dirigenti scolastici. Entro il 21 ottobre è possibile revocare la domanda, ritirando, tramite POLIS, la domanda di cessazione precedentemente inoltrata. Le domande avranno effetto dal 1° settembre 2023.

Il termine del 21 ottobre 2022 deve essere osservato anche da coloro che, avendo i requisiti per la pensione anticipata (41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini) e non avendo ancora compiuto il 65° anno di età, chiedono la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale con contestuale attribuzione del trattamento pensionistico, purché ricorrano le condizioni previste dal decreto 29 luglio 1997, n. 331 del Ministro per la Funzione Pubblica.

Requisiti

I requisiti contributivi e anagrafici sono indicati nella tabella ministeriale, ovvero:

  • pensione di vecchiaia (Art. 24, commi 6 e 7 della Legge n.214/2011): d’ufficio 67 anni al 31 agosto 2023, a domanda
    67 anni al 31 dicembre 2023. Anzianità contributiva minima di 20 anni;
  • pensione di vecchiaia – Art. 1, commi da 147 a 153 della legge 27 dicembre 2017, n. 205: a domanda 66 anni e 7 mesi al 31 dicembre 2023. Anzianità contributiva minima di 30 anni al 31 agosto 2023
  • pensione anticipata: entro il 31 dicembre 2023 per le donne anzianità contributiva minima di 41 anni e 10 mesi, per gli uomini 42 anni e 10 mesi
  • opzione donna: al 31 dicembre 2021 anzianità contributiva di 35 anni + 58 anni maturati
  • quota 100 e 102: entro il 31 dicembre 2021 anzianità contributiva minima di 38 anni  +62 anni; entro il 31 dicembre
    2022 anzianità contributiva minima di 38 anni + 64 anni.

Domande su Istanze online

Le domande si presentano sul sito ministeriale Polis Istanze online.

Le finestre compilabili sono tre con più opzioni.

La prima per le cessazioni ordinarie contiene 4 opzioni:

– Domanda di cessazione con riconoscimento dei requisiti maturati entro il 31 dicembre 2023 (Art. 24 commi 6, 7 e 10 del D.L. 6 dicembre 2011, n.201, convertito in L. 22 dicembre 2011, n.214 – Art.15, D.L. 28 gennaio 2019, n.4 convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n.26 – Art.1 commi da 147 a 153 della L. 27 dicembre 2017 n. 205); ovvero per pensione di vecchiaia e pensione anticipata.

– Domanda di cessazione con riconoscimento dei requisiti maturati entro il 31 dicembre 2021 (art.16 Decreto-Legge 28 gennaio 2019 n. 4 convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n. 26 – art. 1, comma 94 Legge 30 dicembre 2021, n. 234) (opzione donna);

– Domanda di cessazione dal servizio in assenza delle condizioni per la maturazione del diritto a pensione;
– Domanda di cessazione dal servizio del personale già trattenuto in servizio negli anni precedenti.

La seconda:

-Domanda di cessazione dal servizio per raggiungimento dei requisiti previsti dall’art. 14, comma 1, D.L. 28 gennaio 2019, n. 4 convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n.26 – (quota 100 maturata entro il 31 dicembre 2021)

La terza:

– Domanda di cessazione dal servizio per raggiungimento dei requisiti previsti dall’art. 1 comma 87 Legge 30 dicembre 2021, n. 234 (quota 102, da maturare entro il 31 dicembre 2022).

Giuseppe Valditara potrebbe essere il prossimo Ministro dell’Istruzione

da La Tecnica della Scuola

Di Reginaldo Palermo

Secondo le ultime indiscrezioni diffuse attraverso La7 da Enrico Mentana nel corso del TG delle ore 20 la squadra di Governo sarebbe quasi pronta.
Buona parte dei problemi in sospeso sono stati affrontati (e forse risolti) durante l’incontro svoltosi nel tardo pomeriggio fra Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi.
All’Istruzione potrebbe andare Giuseppe Valditara anche se per la verità sul suo nome sono state spese pochissime parole, praticamente in coda al lungo servizio di apertura.
Pressoché sicuri, al contrario, Ministeri considerati di “serie A”: Salvini alle infrastrutture, Tajani agli Esteri, il prefetto Piantedosi agli Interni, Giorgetti all’Economia e Crosetto allo Sviluppo Economico.

Il Ministero della Giustizia, che Berlusconi avrebbe voluto per FI, andrà l’ex magistrato Nordio, mentre a Calderoli potrebbe essere assegnato il dicastero delle Regioni.
L’ex presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci potrebbe diventare Ministro del Sud e Alessandro Cattaneo sarebbe destinato alla Funzione Pubblica.
pichetto fratin

Per la Cultura si parla dello scrittore Giordano Bruno Guerri e per l’Università di Anna Maria Bernini.
Maurizio Lupi (il suo nome era stato fatto anche per l’Istruzione) dovrebbe essere il titolare dei Rapporti con il Parlamento.

Ovviamente tutti si affrettano a dire che molte cose possono ancora cambiare.
Per ora non è neppure certa la data in cui Giorgia Meloni riceverà l’incarico ufficiale di formare il Governo (si parla di giovedì). Sembra però probabile che entro sabato la leader di Fratelli d’Italia potrebbe già salire al Colle per presentare al presidente Mattarella la lista dei Ministri.

Avviamento alla pratica sportiva e Campionati studenteschi, adesioni dal 20 ottobre al 21 novembre 2022

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Anche quest’anno il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato la consueta nota concernente le attività di avviamento alla pratica sportica e i Campionati studenteschi.

Le adesioni dovranno essere registrate al link www.campionatistudenteschi.it a partire dal giorno 20 ottobre al 21 novembre 2022.

L’attività di avviamento alla pratica sportiva può essere svolta anche dalle Istituzioni scolastiche che non partecipino ai Campionati Studenteschi, purché aderiscano ad un progetto nazionale o a un progetto di attività motoria approvato dagli Organi Collegiali dell’Istituto scolastico e inserito nella piattaforma dedicata.

Nel progetto tecnico allegato alla nota sono contenute tutte le indicazioni per lo svolgimento dei Campionati.

Le manifestazioni si svolgeranno negli impianti scolastici e/o impianti comunque omologati dalle Federazioni Sportive e in conformità alla normativa vigente. Solo in casi eccezionali – dovuti dall’assenza di impianti omologati – potrà essere presa in considerazione l’utilizzazione di impianti che comunque rispondano alle norme di sicurezza e alle specifiche esigenze tecniche della disciplina.

In occasione di tutte le manifestazioni, gli Uffici Scolastici Regionali competenti possono richiedere l’esonero, per brevi periodi, dai normali obblighi di servizio del personale docente cui sono stati affidati compiti organizzativi, di giuria e arbitraggio. Per il personale impegnato nell’organizzazione delle fasi regionali e nazionali dei Campionati Studenteschi e delle manifestazioni internazionali I.S.F. sarà l’Ufficio Scolastico Regionale competente a stabilire le modalità e i periodi degli eventuali esoneri.

LA NOTA

IL PROGETTO TECNICO

Formazione docenti sul digitale: entro il 2024, 650mila unità di personale formato. Gli avvisi del Mi in scadenza il 26 ottobre

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Abbiamo già anticipato la notizia relativa ai due nuovi avvisi del ministero dell’Istruzione, l’Avviso 84750 e l’Avviso 84780 del 10 ottobre che nell’ambito delle risorse del Pnrr.

Avviso 84750 del 10 ottobre

Nel primo caso l’obiettivo è quello di mettere in piedi una rete di poli territoriali, integrata a livello nazionale, per la realizzazione di percorsi nazionali di formazione alla transizione digitale e alla didattica digitale integrata, erogati con modalità e strumenti innovativi in favore del personale scolastico.

Ciascuna scuola può presentare un solo progetto (per almeno 80 percorsi formativi, 1.600 ore erogate e 1.600 unità di personale scolastico formato) a livello nazionale, mediante candidature da presentare entro le ore 13:00 del 26 ottobre 2022, utilizzando esclusivamente la piattaforma “Futura PNRR Gestione Progetti”.

Entro il 31 dicembre 2024 il ministero intende formare 650.000 unità di personale scolastico (dirigenti scolastici, DSGA, docenti, personale ATA).

Finalità dell’avviso è quello di creare un sistema permanente:

  • per lo sviluppo della didattica digitale e delle competenze digitali e didattiche del personale scolastico
  • per la formazione continua dei docenti e del personale scolastico per la transizione digitale
  • per l’adozione di un quadro di riferimento nazionale per la didattica digitale integrata
  • per l’adozione di curricoli in materia di competenze digitali in tutte le scuole.

I progetti:

I progetti formativi dovranno ricomprendere i seguenti aspetti:
I. leadership dell’innovazione e della trasformazione digitale e didattica nelle istituzioni scolastiche (per dirigenti scolastici, DSGA, animatori digitali, collaboratori del dirigente scolastico, docenti titolari di funzioni strumentali, etc.);
II. digitalizzazione amministrativa delle segreterie scolastiche e competenze digitali del personale scolastico per la gestione delle procedure organizzative, documentali, contabili, finanziarie;
III. progettazione, organizzazione, gestione didattica e tecnica degli ambienti di apprendimento innovativi e dei relativi strumenti tecnologici, in coerenza con quanto previsto dalla linea di investimento 3.2 “Scuola 4.0” della Missione 4 – Componente 1 del PNRR;
IV. revisione e aggiornamento del curricolo scolastico per le competenze digitali;
V. metodologie didattiche innovative per l’insegnamento e l’apprendimento;
VI. pensiero computazionale, informatica e robotica nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo (docenti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado);
VII. insegnamento e apprendimento dell’intelligenza artificiale;
VIII. making, tinkering, realtà virtuale e aumentata, internet delle cose, nella didattica;
IX. insegnamento delle competenze specialistiche per la formazione alle professioni digitali del futuro (docenti delle scuole secondarie di secondo grado);
X. tecnologie digitali per l’inclusione (tutto il personale scolastico, anche con percorsi mirati e specifici).

Avviso 84780 del 10 ottobre

Quanto al secondo avviso, questo è volto allo sviluppo di modelli innovativi di didattica digitale e di curricoli per l’educazione digitale.

Anche in questo caso l’avviso contribuisce alla formazione entro il 31 dicembre 2024 di 650mila unità di personale scolastico (dirigenti scolastici, DSGA, docenti, personale ATA), con l’obiettivo di mettere in piedi un sistema permanente:

  • per lo sviluppo della didattica digitale e delle competenze digitali e didattiche del personale scolastico
  • per la formazione continua dei docenti e del personale scolastico per la transizione digitale
  • per l’adozione di un quadro di riferimento nazionale per la didattica digitale integrata
  • per l’adozione di curricoli in materia di competenze digitali in tutte le scuole.

Anche stavolta ogni scuola può presentare un solo progetto, per un minimo di mille unità di personale formato. Le candidature possono essere presentate entro le ore 13:00 del 26 ottobre 2022, utilizzando esclusivamente la piattaforma “Futura PNRR Gestione Progetti”.

I progetti:

I progetti dovranno riguardare le seguenti attività:

  • a) presentazione di esempi e buone pratiche di curricoli di educazione digitale innovativi, differenziati per ordine e grado di scuola, al fine di mettere a disposizione delle scuole un kit di risorse e contenuti didattici e digitali innovativi open source, on line e con licenza aperta;
  • b) organizzazione di iniziative formative e informative per docenti quali creatori e utilizzatori di contenuti e tecnologie per la didattica in coerenza con il Piano “Scuola 4.0” e con il quadro di riferimento europeo DigComp 2.2, gestite attraverso la piattaforma “Scuola Futura”.
  • c) organizzazione di iniziative nazionali sull’educazione digitale con l’utilizzo di metodologie didattiche innovative in favore delle studentesse e degli studenti, a livello nazionale ed europeo, sulla base dei modelli di curricolo digitale sperimentati;
  • d) community di docenti creatori di contenuti digitali (contenuti disciplinari e interdisciplinari in 3D, in realtà virtuale, con l’utilizzo di chatbot, serious game digitali per l’apprendimento, video tutorial per docenti e studenti, altri contenuti interattivi, etc.);

Campionati di Astronomia, adesioni delle scuole entro il 1° dicembre 2022

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

La SAIT – Società Astronomica Italiana, organizza la XXI edizione dei Campionati di Astronomia per studenti della Scuola secondaria Primo e Secondo grado, iniziativa promossa dal MI – D.G. Ordinamenti scolastici, Valutazione e internazionalizzazione sistema nazionale di istruzione.

Il Campionato si svolge in tre fasi:

  • Fase di Preselezione;
  • Gara Interregionale;
  • Finale Nazionale.

La competizione è finalizzata a stimolare l’interesse per lo studio delle discipline scientifiche in generale, dell’astronomia e dell’astrofisica in particolare, e a offrire agli studenti delle scuole italiane una proficua occasione d’incontro con il mondo della ricerca scientifica e di confronto fra le diverse realtà scolastiche.

Le scuole che intendono aderire devono iscriversi, gratuitamente, registrando i propri dati e quelli dei propri studenti sul sito dei Campionati Italiani di Astronomia (www.campionatiastronomia.it).

Le scuole che, per decisione adeguatamente motivata, non aderiscono ai XXI Campionati Italiani di Astronomia, ma hanno singoli studenti che chiedono di partecipare, possono segnalarne i nominativi entro il 30 novembre 2022 scrivendo a campionati.astronomia@sait.it. Questi studenti potranno essere assegnati come “aggregati” a una scuola partecipante vicina alla loro sede di residenza, se sarà possibile identificarne una disposta ad accettarli.

Queste le scadenze da rispettare:

  • Registrazione delle scuole: 28 ottobre – 1 dicembre 2022
  • Registrazione degli studenti: 28 ottobre – 5 dicembre 2022

Solo le scuole e gli studenti registrati potranno partecipare alla Fase di Preselezione.

SCARICA IL REGOLAMENTO

Educazione e metaverso: trasformazione e sostenibilità digitale

Modena, 14 ottobre 2022 In occasione del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2022, Fondazione S.O.S – Il Telefono Azzurro Onlus organizza un momento di confronto e discussione dal titolo “Educazione e metaverso: trasformazione e sostenibilità digitale”. L’incontro è previsto per martedì 18 ottobre alle ore 10.00 presso la sede romana di F&B Associati.

In un contesto in cui tecnologia e digitalizzazione sono in costante evoluzione, tali progressi continuano a influenzare le diverse dinamiche relazionali e sociali tra individui così come la società stessa. Tutto questo potrebbe diventare ancora più evidente nel momento in cui il Metaverso entrerà prepotentemente nella routine quotidiana modificando non solo abitudini quotidiane, ma anche l’erogazione di alcuni servizi essenziali influenzando le nuove generazioni e la loro quotidianità. 

Con queste premesse è stato pensato l’evento di Telefono Azzurro, per creare un momento di riflessione sugli obiettivi dell’Agenda 2030 che più coinvolgono il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza e per capire come tali obiettivi dovrebbero essere analizzati in una chiave di lettura in cui il Metaverso diventa parte integrante della loro realizzazione.

I temi trattati durante l’incontro, in particolare, saranno: 

  • le opportunità del Metaverso rispetto all’erogazione dei servizi
  • istruzione di qualità
  • educazione finanziaria
  • salute e benessere
  • telemedicina

All’incontro prenderanno parte diversi rappresentanti del mondo istituzionale, accademico, privato e del terzo settore per elaborare e condividere iniziative, idee, esperienze e best practices sulla tematica. 

L’evento sarà moderato dalla giornalista Diletta Parlangeli

Tra i relatori:

  • Ernesto Caffo, Presidente, Fondazione SOS – Il Telefono Azzurro Onlus
  • Daniele Barca, Preside, Istituto Comprensivo Mattarella, Modena insieme agli alunni dell’IC3 di Modena
  • Carla Collicelli, Sociologa del welfare e della salute, Associate Researcher presso Cnr – Cid Ethics e membro del Segretariato ASviS
  • Silvia Castagna, Responsabile Relazioni Istituzionali e Key Clients, BVA Doxa
  • Lorenzo Montagna, Presidente, VRAR Association in Italia
  • Enrico Panai, Professore alla EMlyon Business School Paris
  • Angelo Mazzetti, Responsabile Politiche Pubbliche per Italia, Grecia, Malta e Cipro, Meta
  • Guido Scorza, Componente, Autorità Garante per i Dati Personali 
  • Paola Pisano, Professoressa di Innovazione, Università di Torino – ex Ministro per l’Innovazione e la Digitalizzazione
  • Giuseppe Iacono, Coordinatore, Repubblica Digitale

Informazioni su Telefono Azzurro

Telefono Azzurro nasce nel 1987 a Bologna per poter dare una risposta concreta al “diritto all’ascolto” riconosciuto al bambino dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia firmata dalle Nazioni Unite. Da 35 anni, è punto di riferimento per bambini e adolescenti in difficoltà, in prima linea nella difesa e promozione di una cultura che rispetti e valorizzi le loro potenzialità. Al telefono, in chat e sul territorio, Telefono Azzurro è ascolto, intervento e prevenzione, e si evolve costantemente per rispondere ai nuovi bisogni di bambini e ragazzi. Oggi è anche una realtà di riferimento digital, che interagisce con bambini e ragazzi sui social e affronta con loro le tante e nuove situazioni critiche che vengono dal mondo online: prevaricazioni online, cyberbullismo, sexting e sextortion, adescamento online, violazioni della privacy, game e gambling online e furti di identità. Una vera e propria piattaforma integrata – telefono, web, social media, app, centri territoriali, gruppi locali di volontari – per rispondere all’esigenza delle nuove generazioni di essere pienamente cittadini digitali. Un approccio multi-canale per affrontare abusi e disagi, vecchi e nuovi.