Istruzione e merito, che fine fa l’inclusione?

Istruzione e merito, che fine fa l’inclusione?
Redattore Sociale del 25/10/2022

Una riflessione di Vincenzo Antonio Gallo (Ciis): “Se la scuola valorizza solo “gli alunni più capaci”, per gli alunni con disabilità, quali prospettive ci potranno essere? Il sistema meritocratico si orienta su alcuni e non su tutti. Inclusione e meritocrazia sono paradigmi educativi antitetici”

ROMA. Meritocrazia e inclusione possono andare insieme? Un ministero che associa Istruzione e Merito potrà garantire attenzione e valorizzazione agli studenti con disabilità che, sempre più numerosi, popolano le classi italiane di ogni ordine e grado? Abbiamo posto la domanda al Coordinamento degli insegnanti di sostegno, che da sempre monitora con attenzione critica le scelte delle istituzioni in materia d’inclusione. Ci ha risposto Vincenzo Antonio Gallo: “La meritocrazia associata all’istruzione rimanda a un principio in base al quale “ognuno deve essere valorizzato in funzione dei propri meriti personali” (Butera). E questo si traduce con voti più alti a chi raggiunge risultati ritenuti scolasticamente più alti’, insieme a ‘maggiori opportunità formative garantite a chi apprende più velocemente. Insomma, se uno non impara con lo stesso ritmo dei ‘più bravi’, è costretto all’insuccesso che, secondo i principi della meritocrazia, è da individuarsi in una mancanza di capacità e di impegno da parte dello studente. E così, la scuola del merito altro non fa che valorizzare solo quelli più capaci”.

Uno scenario particolarmente inquietante quando si pensa agli studenti con disabilità: “Se questo tipo di scuola valorizza solo gli alunni più capaci, per gli alunni con disabilità, quali prospettive ci potranno essere? È evidente che il sistema meritocratico sia ben distante dal prendere in considerazione la variabilità degli studenti, proprio perché si orienta su alcuni e non su tutti. Va poi aggiunto che coniugare merito, neuro-diversità e successo formativo non è in alcun modo possibile, in quanto inclusione e meritocrazia sono paradigmi educativi antitetici. La questione non è dunque riducibile ad un termine – osserva Gallo – ma richiede di andare oltre. Come Cisis peraltro, ci stiamo interrogando sul senso di questa adozione, perché gli orientamenti potrebbero condurre verso scenari che più si avvicinano non solo e non tanto all’allontanamento dell’alunno con disabilità, quanto al valutare se insistere su forme di investimento nei confronti di chi potrebbe essere definito, secondo i parametri standard, non capace e quindi non meritevole. Ma può essere che si tratti di una lettura eccessiva – riflette – Forse con questa aggiunta, ‘e merito’, si vuole evidenziare che il nostro sistema di istruzione abbia avuto, e continui ad avere, il grande merito di garantire a tutti, compresi gli alunni con disabilità, un’istruzione di qualità nelle classi comuni? Forse. Il fatto è che più approfondiamo, più sorgono domande”.

Per questo, il Ciis confida che “il neoministro Valditara saprà chiarire e sciogliere ogni perplessità, illustrando quanto prima la visione soggiacente alla rivisitazione lessicale del dicastero di viale Trastevere, divenuto dell’Istruzione e del Merito, onde evitare incomprensioni e fraintendimenti”.

di Chiara Ludovisi

La dislessia è scritta anche nei geni

La dislessia è scritta anche nei geni
Focus del 25/10/2022

C’è un nuovo importante studio sulla genetica della dislessia. Individuate 42 varianti genetiche che sembrano influire sul rischio di soffrire di dislessia (ma che non bastano, da sole, a spiegarla).

Rappresentare mentalmente parole e suoni: una delle fatiche di chi soffre di dislessia. Shutterstock.

EDINBURGO. Il più ampio studio mai condotto finora sulle basi genetiche della dislessia ha individuato 42 varianti nei geni che potrebbero influenzare il rischio di soffrire di questo disturbo.

La dislessia, un’inattesa difficoltà nella lettura in bambini di intelligenza normale, è il più frequente tra i disturbi specifici dell’apprendimento e il più presente tra gli alunni delle scuole italiane. Si stima in Italia, la dislessia interessi tra il 2 e il 4% della popolazione, ma i numeri non sono precisi, perché in età scolare, questo disturbo sfugge spesso alle diagnosi (per approfondire: quello che sappiamo, finora, sulla dislessia). Da tempo si ipotizza che questo disturbo si basi – anche – su una predisposizione genetica e il nuovo studio, pubblicato su Nature Genetics, ha voluto indagare più a fondo.

In cerca di risposte. Gli scienziati guidati da Michelle Luciano, psicologa dell’Università di Edimburgo, hanno condotto uno studio di associazione sull’intero genoma su 1,1 milioni di adulti principalmente di origine europea, 51.000 dei quali avevano ricevuto una diagnosi ufficiale di dislessia. Questo metodo di indagine consiste nel cercare le varianti genetiche associate a una determinata malattia nell’intero genoma di molti individui, mettendo a confronto il DNA di persone sane con quello di persone che ne sono affette.

Ecco che cosa vede un dislessico quando legge. Daniel Britton, un designer inglese cui da adulto è stata diagnosticata la dislessia, ha disegnato questo font per far capire quello che vede un dislessico quando legge. Ecco invece (dal libro di Francesca Magni Il bambino che disegnava parole) la descrizione che fa Beatrice, dislessica, della sua percezione: «Quando leggo le parole mi rotolano davanti, come pietre durante una frana. Non saprei come spiegarmi meglio. Oggi le so acchiappare al volo e metterle in ordine dando un senso, ma da bambina è stata durissima». © Daniel Britton

Alterazioni significative. L’analisi ha permesso di trovare 42 varianti genetiche che tendono a differenziare chi soffre di dislessia da chi non ne è affetto. Maggiore è il numero di varianti di questo gruppetto presenti nel proprio corredo genetico, più alto è il rischio di avere la dislessia. Nessuna di esse è determinante perché, come ha spiegato al New Scientist Michelle Luciano, la dislessia «è una condizione complessa che come tale è influenzata da molti geni, ognuno dei quali da solo ha un effetto molto piccolo sull’aumento della predisposizione genetica alla malattia».
Non è neanche corretto dire che queste alterazioni causano la dislessia. Piuttosto, nelle persone che le recano nel DNA, possono rendere più probabile che si presenti, per esempio in determinate condizioni di apprendimento. Chiarisce Luciano: «Quando si pensa alla genetica, la prima cosa che si potrebbe credere è che sia qualcosa di immutabile, di fisso, mentre sappiamo che non è così. I geni operano all’interno dell’ambiente, e quindi l’ambiente è un fattore molto importante da considerare».

Punti di contatto. Un terzo delle varianti trovate era già noto ai ricercatori, perché legato all’ADHD, il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività che comporta problemi di attenzione e concentrazione, di controllo degli impulsi e del livello di attività.
Le altre varianti sono meno conosciute, anche se alcune sono state associate a una più bassa soglia del dolore o all’ambidestria.
Un’ipotesi è che queste varianti genetiche comportino un’alterazione del neuro-sviluppo, che potrebbe influenzare la connettività neurale e dar luogo alla dislessia e alle altre condizioni citate. La ricerca sui fondamenti genetici della dislessia è comunque ancora all’inizio: un giorno, scoperte come questa potrebbero condurre a test genetici che identifichino le persone più predisposte a svilupparla, e consentire interventi di supporto precoci.

di Elisabetta Intini

A scuola nel paesaggio. A scuola di paesaggio

PAESAGGIO? UNA SCUOLA
A scuola nel paesaggio. A scuola di paesaggio

Martedì 25 ottobre. Presentato oggi il programma FAI per la Scuola 2022-2023, che riprende il tema dell’ultimo Convegno Nazionale dei Delegati e Volontari del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, intitolato al paesaggio del prossimo futuro, per estendere a studenti e docenti le riflessioni da lì scaturite, che hanno offerto nuovi spunti alle attività del FAI.

Il paesaggio non è solo una bella cartolina: se impariamo a osservarlo con attenzione, a riconoscerne le parti e le trasformazioni nel tempo, ha molto da insegnare sulla natura e sulla storia del nostro Paese, e sulla nostra cultura.

È il prodotto, infatti, dell’opera collettiva delle generazioni passate e presenti, che lo hanno modellato, abitandolo, coltivandolo, modificandolo per il proprio benessere, in base alla propria cultura, in una relazione proficua con la natura. Questo equilibrio oggi si è perso, e i paesaggi sono troppo spesso abbandonati, degradati, banalizzati, sacrificati allo sviluppo industriale o all’urbanizzazione, oltre che minacciati dagli effetti della crisi ambientale. Ecco perché il FAI ritiene fondamentale promuovere un’educazione al paesaggio, nell’ambito dell’educazione civica, e si rivolge agli studenti, giovani cittadini, perché starà a loro preservare il paesaggio di oggi e costruire il paesaggio di domani.

Il programma si articola in quattro progetti:

*PAESAGGIO? CULTURA Nuovo progetto di educazione al paesaggio

Il FAI, accreditato dal MIUR per la formazione, mette gratuitamente a disposizione dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado e degli studenti delle scuole secondarie di II grado una piattaforma e-learning con contenuti multimediali originali che, insieme a un ciclo di webinar affidati a esperti, permette di indagare il paesaggio quale riflesso dell’identità e della cultura di una civiltà, per riconoscere in esso le componenti della Natura, le tracce della Storia e i segni dei mutamenti avvenuti nei secoli. Parallelamente alle attività di formazione le classi possono partecipare al concorso «Paesaggio in movimento», che consente ai docenti di mettere in pratica con gli studenti quanto appreso durante la formazione teorica.

*APPRENDISTI CICERONICittadini di Domani

Torna come ogni anno il progetto ®Apprendisti Ciceroni, con cui la Fondazione offre agli studenti l’opportunità di seguire un percorso di studio che li prepari a una memorabile esperienza di cittadinanza attiva, grazie al supporto dei loro docenti e dei volontari FAI. In occasione delle grandi manifestazioni annuali delle Giornate FAI di Primavera e d’Autunno, infatti, gli studenti possono misurarsi con l’accoglienza del pubblico, accompagnandolo personalmente in visita nei luoghi aperti dalle Delegazioni, raccontando così quel che hanno imparato nel corso dell’anno. Dal suo debutto nel 1996, il progetto «Apprendisti Ciceroni» registra sempre maggiori adesioni, e la grande soddisfazione dei partecipanti.

*LE GIORNATE FAI PER LE SCUOLEdal 21 al 26 novembre 2022

Modellate sulle Giornate FAI di Primavera e di Autunno, i più diffusi e partecipati eventi nazionali dedicati dal FAI alla promozione del patrimonio di natura e storia dell’Italia, tornano nella settimana dal 21 al 26 novembre le Giornate FAI per le Scuole. Le Delegazioni di volontari FAI organizzeranno in tutte le regioni visite speciali riservate alle classi “Amiche FAI” e gestite interamente dagli Apprendisti Ciceroni: i Beni saranno aperti e raccontati agli studenti dagli studenti, in un progetto di educazione tra pari che è anche un’occasione per valorizzare il proprio territorio, mettendosi al servizio della comunità.

Il progetto sarà sostenuto anche quest’anno da AGN ENERGIA, per il settimo anno consecutivo sponsor principale dell’evento, sempre sensibile al rispetto per l’ambiente e alle iniziative che coinvolgono la scuola. In occasione dell’evento verrà infatti lanciata una nuova edizione del contest online #LATUAIDEAGREEN: gli studenti potranno scegliere l’opera di street art che ritengono più significativa per riflettere sul tema del paesaggio e la sua salvaguardia.

*PASSEGGIATE NEL PAESAGGIOOfferta didattica nei Beni FAI

Le proposte didattiche per conoscere e vivere i Beni del FAI sono un’esperienza coinvolgente che rende i ragazzi protagonisti, suscitando curiosità e spirito critico nei confronti del patrimonio culturale e naturalistico italiano, affinché in futuro loro stessi possano essere cittadini attivi della sua tutela e valorizzazione. Per l’anno scolastico 2022-23 le opportunità di studio e approfondimento del paesaggio proseguiranno anche all’interno dei Beni, dove i servizi educativi propongono alle scuole, oltre ai classici percorsi di visita calibrati in base all’età, le “Passeggiate nel paesaggio”, una serie di itinerari speciali per scoprire quanto e come siano cambiati i territori che circondano i Beni FAI.

Per informazioni www.faiscuola.it

Mail scuola@fondoambiente.it

Legittimo il licenziamento dell’insegnante che ha una storia con un’alunna

da Il Sole 24 Ore

Per i giudici non conta neanche la circostanza che la madre della ragazza fosse a conoscenza della relazione può giustificare il docente

di Pietro Alessio Palumbo

Con la recente sentenza n. 30955/2022 la Corte di Cassazione ha chiarito che l’aver intrattenuto una relazione sentimentale e sessuale con una alunna minorenne giustifica il provvedimento di licenziamento del docente da parte del ministero. E a nulla rileva il fatto che l’alunna abbia compiuto la maggiore età nello stesso anno scolastico, che la madre sia stata consapevole della relazione, che la relazione sia scaturita da un iniziale interessamento della minore e che quest’ultima sia stata consenziente ricambiando i sentimenti del suo professore.

Il disvalore della condotta

Emerge in tutta la sua gravità considerando, da un lato, il ruolo di responsabilità e la funzione educativa assegnati al docente e, dall’altro il fatto che gli studenti attraversavano un’età obiettivamente critica sotto il profilo dello sviluppo della personalità e delle modalità di interazione sociale. In questo contesto il docente è tenuto a relazionarsi con gli studenti con la maturità di un soggetto adulto ed a svolgere un fondamentale ruolo educativo.
Instaurare una storia sentimentale e sessuale con un’alunna — tanto più se minorenne — significa venir meno in modo radicale ai doveri ed alle responsabilità insiti nel ruolo docente e disvela la totale incapacità di discernere la sfera professionale da quella personale nonché la sfera etica da quella sentimentale. Giungendo il docente sostanzialmente a uniformarsi nei comportamenti a un coetaneo dei propri allievi.Ciò si riverberava sul rapporto fiduciario con l’amministrazione scolastica pregiudicandolo in modo irreparabile.

La considerazione ulteriore

Ragionevolmente neppure può sostenersi che tali fatti siano qualificabili come estranei alla sfera scolastica poiché avvenuti al di fuori degli edifici della scuola e quindi privi di ricadute in ambito scolastico senza pregiudizio per il rendimento dell’alunna e i suoi rapporti con i compagni di classe e gli altri docenti: sono in gioco la funzione docente e il rapporto educativo gravemente compromessi in tali situazioni.

Anagrafe Nazionale degli Studenti 2022/23, le funzioni aggiornamento sono disponibili fino al 30 ottobre

da OrizzonteScuola

Di redazione

Fino al 30 ottobre sul SIDI nell’area “Alunni” – “Gestione alunni” – “Avvio anno scolastico” sono disponibili le funzioni per l’aggiornamento dell’Anagrafe Nazionale Studenti delle scuole di ogni ordine e grado, statali e paritarie, compresi i percorsi di primo e secondo livello disponibili.

Come indica la nota del MI del 13 settembre, le due fasi del processo relative all’inserimento e alla comunicazione dei dati:

  • Fase A – inserimento dati, da effettuare esclusivamente sul SIDI. In questa fase vanno inserite le informazioni che definiscono la struttura di base: sedi, sezioni/classi, tempo scuola/piani di studio (per le scuole secondarie di I grado), indirizzi e quadri orari per le scuole secondarie di II grado.
    Per le scuole secondarie di II grado gli indirizzi e i quadri orari vanno gestiti tramite l’apposita funzione presente nell’area “Gestione anno scolastico”.
  • Fase B – comunicazione dei dati dei frequentanti (dati anagrafici e posizione scolastica). Per procedere alla fase B è necessario effettuare prima la “Scelta operativa” nella sezione Utilità con il fine di individuare la modalità di trasmissione dei dati. Le due modalità disponibili, esclusive tra loro, sono:
    1) inserimento diretto sul SIDI:
    Le scuole che operano direttamente sul SIDI utilizzano le funzioni di “Passaggio da a.s. precedente” per spostare i singoli alunni dall’a.s.2021/2022 all’a.s.2022/2023, nonché gli iscritti alle classi prime (passaggio da “iscritti” a “frequentanti”).
    2) invio flusso da pacchetto locale di fornitore certificato.
    Le scuole che utilizzano un pacchetto locale, prima dell’invio del flusso, devono utilizzare gli appositi servizi di sincronizzazione messi a disposizione dal proprio fornitore ed assicurarsi che le informazioni su sedi, classi, indirizzi/tempo scuola, piani di studio (per le scuole secondarie di I grado) e quadri orari (per le scuole secondarie di II grado), inserite al SIDI nella “Fase A”, siano state correttamente recepite sul pacchetto locale.
    Affinché la trasmissione del flusso di frequenza avvenga senza errori è importante che la base dati del proprio pacchetto sia sempre allineata con quella presente sul SIDI; pertanto, qualsiasi modifica della struttura di base (sedi, classi, indirizzi…) effettuata sul SIDI deve essere sempre seguita dalla sincronizzazione con il pacchetto locale.

L’accesso al servizio hot-spot a scuola, al WI-FI pubblico e alla rete ospiti. Esempio di regolamentazione

da OrizzonteScuola

Di Antonio Fundarò

Gli utenti che accedono a Internet attraverso i sistemi messi a disposizione dagli istituti scolastici, qualunque essi siano, sono tenuti ad usare questa risorsa in modo corretto e responsabile, in accordo con gli scopi educativi, informativi e ricreativi per i quali è fornita. L’utente si impegna, di conseguenza, ad utilizzare il servizio Hot-spot WI-FI pubblico erogato dall’Istituto nel quale ci si trova (per lavoro o perché studente) nel pieno rispetto della legislazione vigente.

Il corretto utilizzo dell’Hot Spot WI-FI pubblico

L’uso responsabile e corretto di internet – come si legge nel brillante regolamento dell’Istituto Comprensivo Statale “G. Ponti” di Trebaseleghe (PD) diretto con grande competenza dal Dirigente Scolastico Dott.ssa Alessandra Fusaro – comporta il formale impegno a:

  • riconoscere che il servizio Hot-spot Wi-Fi non è responsabile in alcun modo per il contenuto, la qualità, la validità di qualsiasi informazione reperita in rete;
  • astenersi da un uso di Internet per scopi vietati dalla legislazione vigente nonché dal Regolamento Interno eventualmente sottoscritto e comunque sempre con la diligenza del buon padre di famiglia;
  • non recare disturbo o danno agli altri utilizzatori della Rete tramite l’invio di messaggi di posta elettronica commerciali, propagandistici o pubblicitari;
  • non compiere azioni di mail indiscriminate (spamming);
  • non effettuare operazioni di condivisione di file (peer to peer) in quantità e per dimensioni tali da compromettere il buon uso, agli altri utenti, della rete;
  • assumersi la totale responsabilità per il contenuto dei messaggi trasmessi e, più in generale, per l’uso del servizio;
  • assumersi la totale responsabilità per eventuali minacce relative a virus e malware, che possano, in tutto e/o in parte, compromettere il normale uso della rete, dovuti alla propria navigazione in internet o ai propri apparecchi connessi alla rete;
  • osservare le leggi vigenti in materia di diritto d’autore e tutela della privacy, nonché le specifiche norme penali relative al settore informatico e della comunicazione elettronica, oltre ad ogni altra disposizione generale di Legge;
  • non accedere a siti che per contenuti ed immagini siano in contrasto con le finalità scolastiche del servizio;
  • sollevare l’Istituto da qualsiasi responsabilità per qualsiasi evento subito o arrecato a terzi con l’uso del servizio Hot-spot e del Wi-Fi.

Alcuni divieti per gli utenti che utilizzano il servizio di hot Spot

Gli utenti sono tenuti a non ricercare, scaricare o caricare informazioni, applicazioni, file multimediali o documenti che possano, in un qualche modo, recare danno a cose, persone, aziende private o Enti pubblici, inclusa la scrivente, ai sensi della normativa vigente. Qualora dovesse essere rilevato un uso difforme dal regolamento che ciascuna scuola farebbe bene a prevedere e ad adottare, e da quanto previsto dalle vigenti norme dell’ordinamento giuridico italiano, gli utenti che risulteranno responsabili di tali accessi verranno immediatamente disabilitati all’accesso, e verranno applicate le eventuali sanzioni previste in tali casi, oltre alla comunicazione, in modo riservato, dei reati presso le competenti sedi civili e penali, unitamente ai log dei transiti, ai siti collegati, alle immagini richiamate con il nominativo dell’utente e quant’altro venisse richiesto dalle Autorità competenti.

Trattamento dati ai fini dell’iscrizione e delle comunicazioni previste dalla Legge

I dati saranno – come si legge nel brillante regolamento dell’Istituto Comprensivo Statale “G. Ponti” di Trebaseleghe (PD) – trattati esclusivamente ai fini dell’iscrizione e delle comunicazioni previste dalla Legge. Resta salvo per l’utente il diritto di conoscenza, cancellazione, rettifica, integrazione e opposizione al trattamento dei dati, secondo quanto previsto dagli artt. 15-22 del GDPR 2016/679. Titolare del trattamento è l’Istituto, in persona del suo Legale Rappresentante pro tempore il Dirigente scolastico.

Limitazioni e le responsabilità relative all’utilizzo del servizio

L’Istituto scolastico, in forza della gratuità dell’iniziativa, pur impegnandosi a fornire un servizio, non si può assumere responsabilità per la qualità del segnale e la piena copertura delle zone indicate. Gli strumenti per l’accesso al servizio (portatili, smartphone, tablet, ecc.) dall’Istituto e il loro utilizzo per l’accesso alla rete attraverso gli Hot-spot della scuola deve avvenire sotto l’esclusiva responsabilità del proprietario e dell’utilizzatore. L’utente non può cedere a terzi la connettività o fare un qualsiasi uso commerciale del servizio.

REGOLAMENTO PER L’ACCESSO AL SERVIZIOHOT SPOT – WI-FI PUBBLICO

Piano didattico personalizzato (PDP), che cos’è e quando si attua. FAQ Ministero

da OrizzonteScuola

Di redazione

Il piano didattico personalizzato va redatto entro i primi tre mesi dell’anno scolastico (dunque entro dicembre). Il piano è obbligatorio.  La stesura del PDP può richiedere anche il contributo esterno di esperti, mentre fondamentale è la partecipazione della famiglia dell’alunno (che consegna alla scuola i certificati, le diagnosi e le relazioni cliniche, di cui il PDP deve tenere conto); dell’alunno (solo nei casi che lo richiedono e di solito si tratta di studenti della scuola secondaria di secondo grado); del Dirigente Scolastico (che firmerà il documento del PDP finale).

Cosa sono i DSA?

La legge 8 ottobre 2010, n. 170, riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia come Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), assegnando al sistema nazionale di istruzione e agli atenei il compito di individuare le forme didattiche e le modalità di valutazione più adeguate affinché alunni e studenti con DSA possano raggiungere il successo formativo.

Disturbi Specifici di Apprendimento interessano alcune specifiche abilità dell’apprendimento scolastico, in un contesto di funzionamento intellettivo adeguato all’età anagrafica.

Sono coinvolte in tali disturbi: l’abilità di lettura, di scrittura, di fare calcoli. Sulla base dell’abilità interessata dal disturbo, i DSA assumono una denominazione specifica: dislessia (lettura), disgrafia e disortografia (scrittura), discalculia (calcolo).

Secondo le ricerche attualmente più accreditate, i DSA sono di origine neurobiologica; allo stesso tempo hanno matrice evolutiva e si mostrano come un’atipia dello sviluppo, modificabili attraverso interventi mirati.

Cos’è il PDP – piano didattico personalizzato? Quando si attua?

È chiamato in questo modo il documento di programmazione con il quale la scuola definisce gli interventi che intende mettere in atto nei confronti degli alunni con esigenze didattiche particolari ma non riconducibili alla disabilità (in caso di disabilità, come è noto, il documento di programmazione si chiama PEI, Piano Didattico Individualizzato, ben diverso per contenuti e modalità di definizione).

Per gli alunni con DSA, Disturbi Specifici di Apprendimento, un documento di programmazione personalizzato (il PDP, appunto) è di fatto obbligatorio; contenuti minimi sono indicati nelle Linee Guida del 2011, come pure i tempi massimi di definizione (entro il primo trimestre scolastico).

La scuola può elaborare un documento di programmazione di questo tipo per tutti gli alunni con Bisogni Educativi Speciali qualora lo ritenga necessario. Per gli alunni con DSA, il consiglio di classe predispone il Piano Didattico Personalizzato, nelle forme ritenute più idonee e nei tempi che non superino il primo trimestre scolastico, articolato per le discipline coinvolte nel disturbo, che dovrà contenere:

  1. Dati anagrafici
  2. Tipologia del disturbo
  3. Attività didattiche individualizzate
  4. Attività didattiche personalizzate
  5. Strumenti compensativi
  6. Misure dispensative
  7. Forme di verifica e valutazione personalizzata

Il Decreto Ministeriale 5669 del 2011 stabilisce che la scuola garantisce gli interventi per gli studenti con DSA “anche attraverso la redazione di un Piano didattico personalizzato, con l’indicazione degli strumenti compensativi e delle misure dispensative adottate”.

Le Linee Guida 2011 (parte del Decreto Ministeriale 5669) “per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento” forniscono le indicazioni fondamentali “per realizzare interventi didattici individualizzati e personalizzati, nonché per utilizzare gli strumenti compensativi e per applicare le misure dispensative” che vanno quindi indicati nel PDP.

Cosa sono gli strumenti compensativi per gli alunni con DSA?

Gli strumenti compensativi sono strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria. Fra i più noti indichiamo:

  1. la sintesi vocale, che trasforma un compito di lettura in un compito di ascolto;
  2. il registratore, che consente all’alunno o allo studente di non scrivere gli appunti della lezione;
  3. i programmi di video scrittura con correttore ortografico, che permettono la produzione di testi sufficientemente corretti senza l’affaticamento della rilettura e della contestuale correzione degli errori;
  4. la calcolatrice, che facilita le operazioni di calcolo;
  5. altri strumenti tecnologicamente meno evoluti quali tabelle, formulari, mappe concettuali, etc.

Tali strumenti sollevano l’alunno o lo studente con DSA da una prestazione resa difficoltosa dal disturbo, senza peraltro facilitargli il compito dal punto di vista cognitivo. L’utilizzo di tali strumenti non è immediato e i docenti – anche sulla base delle indicazioni del referente di istituto – avranno cura di sostenerne l’uso da parte di alunni e studenti con DSA.

Quali sono le misure dispensative per gli alunni con DSA?

Le misure dispensative sono invece interventi che consentono all’alunno o allo studente di non svolgere alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e che non migliorano l’apprendimento. Per esempio, non è utile far leggere a un alunno con dislessia un lungo brano, in quanto l’esercizio, per via del disturbo, non migliora la sua prestazione nella lettura.

Rientrano tra le misure dispensative altresì le interrogazioni programmate, l’uso del vocabolario, poter svolgere una prova su un contenuto comunque disciplinarmente significativo, ma ridotto o tempi più lunghi per le verifiche. L’adozione delle misure dispensative, dovrà essere sempre valutata sulla base dell’effettiva incidenza del disturbo sulle prestazioni richieste, in modo tale da non differenziare, in ordine agli obiettivi, il percorso di apprendimento dell’alunno o dello studente in questione.

Cosa sono i centri territoriali di supporto per la consulenza alle scuole?

Rete territoriale, pubblica di Centri per gli ausili permanente con il compito di accumulare, conservare e diffondere le conoscenze (buone pratiche, corsi di formazione) e le risorse (hardware e software) a favore dell’integrazione didattica dei disabili attraverso le Nuove Tecnologie.

La rete è in grado di sostenere concretamente le scuole nell’acquisto e nell’uso efficiente delle nuove tecnologie per l’integrazione scolastica. Nata con il progetto NTD (Nuove Tecnologie e Disabilità), distribuita uniformemente su tutto il territorio italiano, offre consulenze e formazione a insegnanti, genitori e alunni sul tema delle tecnologie applicate a favore degli alunni disabili.

Sul territorio nazionale sono funzionanti al momento 100 Centri Territoriali di Supporto. Per sostenere i CTS, il Ministero prevede incontri di formazione e di discussione con i referenti regionali per la disabilità e con gli operatori dei singoli Centri. Il referente dei CTS può essere contattato sia dal Dirigente Scolastico sia dalla famiglia, sia dai docenti stessi.

Chi tratta i dati personali a scuola? Perché i dirigenti scolastici devono conoscere la normativa sulla privacy

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Ogni ambito della nostra vita è fatto di dati. Non fa eccezione il mondo della scuola, tra dati relativi alla salute degli studenti, le comunicazioni degli esiti, i dati personali del corpo docente e le problematiche connesse all’uso dei social in classe. Ogni dirigente scolastico, in qualità di titolare del trattamento dei dati, non può esimersi dal conoscere le indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali.

La scuola, in qualità di pubblica amministrazione, è tenuta a rispettare due interessi primari, entrambi meritevoli di tutela da parte dell’ordinamento giuridico, che possono entrare in conflitto tra di loro: il diritto alla riservatezza e il principio di trasparenza amministrativa.

Si partirà dai principi fondamentali e dai principali riferimenti normativi che hanno ispirato le legislazioni nazionali in materia di tutela della riservatezza, con riferimento al “Codice della privacy“, e di obbligo alla trasparenza degli atti, cui ogni scuola, come ogni ente pubblico, deve porre massima attenzione.

Due interessi in conflitto

Si tratta di un tema molto complesso con cui i dirigenti scolastici e gli aspiranti tali sono destinati a confrontarsi. La scuola, infatti, in qualità di pubblica amministrazione, deve rispettare due interessi primari, entrambi meritevoli di tutela da parte dell’ordinamento giuridico, che possono entrare in conflitto tra di loro: il diritto alla riservatezza e il principio di trasparenza amministrativa. 

Le scuole, come tutti gli enti pubblici, devono quindi porre la massima attenzione nella scelta dei dati personali da utilizzare, nella redazione di atti e documenti soggetti a pubblicazione, ma nello stesso tempo consentire il rispetto della trasparenza, come peraltro contemplato nei Piani triennali per la prevenzione della corruzione e la trasparenza.

Quali basi giuridiche?

Le norme giuridiche di riferimento sono tante, dalla L. 241/1990 alle continue e aggiornate indicazioni del Garante della privacy.

Oltre a conoscere i principi fondamentali che hanno ispirato le legislazioni nazionali in materia di tutela della riservatezza sui quali basare le attività e il trattamento dei dati a scuola è utile riflettere sulle tematiche connesse ad essi e, soprattutto, i rischi.

I dirigenti sono così chiamati a gestire il bilanciamento tra diritto alla trasparenza ed il diritto alla protezione dei dati personali. Tra i benefici della conoscenza approfondita di questi temi c’è senza dubbio il miglioramento dei processi organizzativi e dei servizi erogati, il consolidamento della consapevolezza del proprio ruolo per il personale con incarichi di responsabilità e l’introiezione di valori etici, che si traducono in comportamenti eticamente e giuridicamente adeguati.

Cercansi personale amministrativo nelle scuole

da La Tecnica della Scuola

Di Pasquale Almirante

Non ci sarebbe personale per mandare avanti le segreterie delle scuole e per tamponare le falle i presidi starebbero spostando i collaboratori negli uffici. Lo scrive Il Messaggero, aggiungendo che la causa di tanta mancanza sarebbe ancora il famigerato algoritmo del ministero e le graduatorie non ancora aggiornate.

Un algoritmo che, come è noto, ha già messo in crisi le nomine dei docenti.

Solamente a Roma, ha dichiarato Mario Rusconi al giornale, mancherebbero 200 amministrativi: ”Al momento sono 200 gli amministrativi che mancano. Abbiamo quindi spostato tutto il personale a disposizione in attesa che si risolva, definitivamente, il problema delle assegnazioni che quest’anno ha riguardato l’intero sistema”.

Secondo la stima fatta dall’Anp del Lazio, “la scorsa settimana erano ancora 800 le cattedre vuote negli istituti. Pari al 30% delle scuole romane: una situazione che si allarga a mappa di leopardo in tutti i quadranti della Capitale”, costringendo quindi a uscite anticipate o ad accorciare le ore di lezione.

Dice ancora Rusconi: “Dopo due anni di pandemia, Dad e lezioni a singhiozzo questo doveva essere l’anno della continuità, invece ancora una volta la scuola è rimasta un passo indietro. Eppure noi abbiamo allertato subito gli uffici competenti quando ci siamo accorti che la lista delle assegnazioni non scorreva. Stiamo facendo del nostro meglio perché la situazione venga risolta quanto prima”.

Decreto Direttoriale 25 ottobre 2022, AOODPIT 2457

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione
e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione
Ufficio II

Accreditamento ai fini della partecipazione al Sistema coordinato per la promozione dei temi della creatività a.s. 2023-2024

Avviso ANAC 25 ottobre 2022

Avviso ANAC 25 ottobre 2022

In prossimità della scadenza del 10 novembre 2022 di cui alla delibera 201/2022, si comunica che l’invio della griglia di monitoraggio – predisposta nei soli formati consentiti (Excel o Open Document Sheet)  – è dovuto esclusivamente nei casi in cui gli OIV e gli altri organismi con funzioni analoghe, ovvero in mancanza gli RPCT, avevano rilevato nella griglia di rilevazione predisposta al 31 maggio 2022 carenze di pubblicazione, attribuendo nella colonna “completezza di contenuto” un valore inferiore a 3 ad almeno un obbligo di pubblicazione.
Esclusivamente, in questi casi, era stato richiesto nella delibera 201/2022 di monitorare le misure di adeguamento agli obblighi di pubblicazione adottate dalle amministrazioni/enti, società, verificando il permanere o il superamento delle sole criticità esposte nella citata griglia di rilevazione, utilizzando a questo fine la griglia di monitoraggio – allegata alla delibera – con rilevazione al 31 ottobre 2022.
La suddetta griglia – compilata in ogni suo campo – anche ove già era presente il valore massimo attribuibile (3) – dovrà essere trasmessa all’Autorità – entro il 10 novembre 2022 (successivamente al 31/10/2022) – esclusivamente all’indirizzo di posta elettronica attestazioni.oiv@anticorruzione.it  da posta elettronica ordinaria (PEO).
L’invio della griglia di monitoraggio ad indirizzi diversi da quello fornito – ossia  attestazioni.oiv@anticorruzione.it  – e/o mediante formati differenti da quelli indicati non verrà considerato valida trasmissione.

Conseguentemente, con il presente avviso si ritiene utile precisare che non devono essere inviate griglie di monitoraggio nei casi in cui gli OIV e gli altri organismi con funzioni analoghe, ovvero in mancanza gli RPCT, non avevano rilevato criticità nella griglia di rilevazione predisposta al 31 maggio 2022, attribuendo alla colonna “completezza di contenuto” valore 3 a tutti gli obblighi di pubblicazione monitorati. 

Delibera ANAC 13 aprile 2022, n. 201
Attestazioni OIV, o strutture con funzioni analoghe, sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione al 31 maggio 2022 e attività di vigilanza dell’Autorità

All-6.1.-Griglia-monitoraggio-al-31.10.2022-per-amministrazioni-par.-1.1

La Geografia del nuovo mondo

“Ciclo di conferenze su “La Geografia del mondo nuovo” Invito alle scuole secondarie”

SOS Geografia informa tutti gli istituti scolastici che il Prof. Riccardo Canesi, curatore dell’omonimo sito ed organizzatore dei Campionati Italiani della Geografia, terrà un ciclo di 3 lezioni di Geografia dal titolo “La Geografia del nuovo mondo” presso Cubo, il Museo d’impresa del Gruppo Unipol.

Gli incontri saranno on line e si svolgeranno dalle 10 alle 12 dell’11, 18 e 25 ottobre.

Per iscriversi, si può andare su questo sito

https://www.cubounipol.it/it/education/la-geografia-del-nuovo-mondo-autunno-2022

I tre incontri avranno come temi, rispettivamente, l’Unione Europea, il Mediterraneo (da un punto di vista storico-geografico, economico e ambientale) e l’invenzione dei confini.  

Le lezioni sono consigliate alle scuole secondarie di primo grado ma nulla osta alla partecipazione di quelle di secondo grado.

Per ulteriori informazioni si può scrivere a  laboratori@cubounipol.it

La biblioteca scolastica si presenta

”La biblioteca scolastica si presenta” è l’iniziativa formativa gratuita in programma da aprile a ottobre 2022 che intende presentare le biblioteche scolastiche attraverso il racconto (anche multimediale) di chi nella scuola le progetta, organizza, promuove, anima e coordina, o di chi collabora al loro sviluppo e alla loro promozione.

Il ciclo di incontri pomeridiani (17.30-18.30) si aprirà in concomitanza con la Giornata mondiale del libro con un evento programmato per martedì 26 aprile, e si conclude alla fine di ottobre, che è tradizionalmente il mese internazionale della biblioteca scolastica, in occasione della Unesco Global MIL Week (24-31), passando per il “Maggio dei Libri” e il “Bibliopride” di settembre.

All’incontro di presentazione dell’iniziativa prenderà parte anche la ricercatrice INDIRE Giuseppina Rita Jose Mangione, referente della ricerca sulle Piccole Scuole, insieme a Patrizia Lùperi (AIB Cen-OF), Elisa Callegari (AIB FVG), Lucia Di Palo (AIB Puglia), Katy Manck (IASL), Valérie Glass (IFLA School Libraries Section), Giuseppe Pierro (Ministero dell’istruzione – Cabina di regia Biblioteche Scolastiche Innovative e Piano Nazionale Lettura), Maurizio Caminito (Forum del Libro), Franco Francavilla e Tiziana Cerrato (CRBS), Angelo Bardini (Biblòh!). L’evento sarà introdotto e coordinato da Luisa Marquardt (AIB CNBS) e le conclusioni saranno a cura di Giannina Degano (AIB GdS BS).

Il ciclo di incontri proseguirà, poi, nelle seguenti date:

  • 4 maggio (funzione educativa e didattica)
  • 25 maggio (cooperazione)
  • 28 maggio (mattina – formazione e aggiornamento professionale)
  • 30 maggio (reti)
  • 27 settembre (accessibilità)
  • 11 ottobre (spazi)
  • 25 ottobre (media and information literacy).

Gli incontri, che si svolgeranno online sulla piattaforma Zoom, intendono far emergere una fotografia reale delle biblioteche scolastiche, delle reti cui afferiscono – senza distinzioni tra quelle ben avviate, quelle che si stanno consolidando oppure che sono in via di sviluppo o di ideazione -, della loro progettualità, di come si vive la biblioteca scolastica e di come è percepita dalla comunità scolastica e da quella territoriale.

Per seguire i webinar e partecipare agli incontri è necessario iscriversi compilando questo modulo online.

Visita la pagina dedicata all’iniziativa >>