Siglato all’Aran il contratto scuola per la parte economica

Siglato all’Aran il contratto scuola per la parte economica

Le dichiarazioni a caldo dei segretari del comparto Istruzione e Ricerca.

FRANCESCO SINOPOLI, FLC CGIL

Abbiamo acquisito la gran parte delle risorse a favore dello stipendio tabellare a fronte di un’inflazione che ha raggiunto livelli insostenibili per i salari delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto, soprattutto in considerazione di un contratto scaduto ormai da tre anni. Il testo sottoscritto prevede chiaramente che il negoziato continui nei prossimi giorni. Le questioni sul tappeto sono tante, andremo avanti a tappe forzate sia sui restanti aspetti economici sia su tutta la parte normativa per firmarla entro dicembre.

IVANA BARBACCI, CISL SCUOLA UNIVERSITÀ RICERCA

Questo accordo è stato a lungo atteso ed è il frutto di un lavoro costante di negoziazione. Finalmente abbiamo trovato un punto di intesa soddisfacente e questo ha permesso di accelerare i tempi. Siamo soddisfatti, ma sappiamo che rimane molto da fare: questo è il primo passo di un percorso che continua, per riconoscere in modo giusto il valore del lavoro nella scuola, nell’università e nella ricerca, colmando distanze che non hanno ragion d’essere anche rispetto ad altri settori del lavoro pubblico.

GIUSEPPE D’APRILE, FEDERAZIONE UIL SCUOLA RUA

“È un punto di partenza, continueremo a valutare nel merito – commenta Giuseppe D’Aprile, segretario generale Uil Scuola Rua. Nei prossimi giorni partirà la trattativa per la parte normativa del Contratto Istruzione e Ricerca. Non possiamo dire quanto ci vorrà con esattezza per concluderla, ma l’urgenza è massima. Le cose da fare sono ancora molte – aggiunge – la riforma degli ordinamenti del personale Ata, la valorizzazione dei Dsga, la mobilità le relazioni sindacali e la formazione, tutti istituti giuridici che fino ad oggi non erano regolamentati dal contratto nazionale ma che lo saranno in futuro attraverso una sequenza contrattuale specifica”.

ELVIRA SERAFINI, SNALS CONFALS

L’attuale congiuntura economica fa sì che quest’accordo vada incontro alle immediate esigenze dei lavoratori interessati. L’anticipo del mese di dicembre del 95% della parte economica del contratto va proprio in questa direzione.
Per quanto ci riguarda è altrettanto importante garantire la continuità della discussione sugli aspetti normativi del contratto riferiti ai vari settori oltre che naturalmente la residua parte degli aspetti economici anche riferiti alle ulteriori risorse disponibili per i singoli settori.

RINO DI MEGLIO, FEDERAZIONE GILDA-UNAMS

È positivo che tutti coloro che lavorano nel comparto ricevano un sostanzioso acconto sulla parte economica. Adesso continuiamo a trattare sulla parte normativa dove tra le varie questioni bisogna intervenire sui vincoli alla mobilità e sui diritti dei lavoratori precari. Sono già tantissime le sentenze che stabiliscono un’equiparazione di trattamento con il personale assunto a tempo indeterminato e quindi dal contratto devono essere eliminate tutte le norme discriminatorie.

Q Hack 4.0/Call 4 Earth – L’azione dei giovani per COP27

COP27, UNICEF Italia, Earth Day Italia e IAIA Italia lanciano la pubblicazione Q Hack 4.0/Call 4 Earth – L’azione dei giovani per COP27 

La pubblicazione realizzata per promuovere le idee e le soluzioni dei giovani sui cambiamenti climatici. 

11 novembre 2022- In occasione della COP-27, UNICEF Italia, Earth Day Italia e IAIA Italia hanno realizzato la pubblicazione “Q Hack 4.0/Call 4 Earth – L’azione dei giovani per COP27” – in doppia versione, in italiano e in inglese – con l’obiettivo di ispirare i rappresentanti e decisori politici riuniti a Sharm-el-Sheik per i negoziati sul clima. 

Negli ultimi anni bambine, bambini e giovani hanno svolto un ruolo rinnovativo nel favorire un nuovo pensiero globale e nel chiedere giustizia climatica attraverso proteste, attivismo e impegno nella lotta al cambiamento climatico. Tuttavia, le loro voci non sono ancora prese nella dovuta considerazione nella normativa, nelle politiche e nei programmi per contrastare i cambiamenti climatici. È importante ascoltarli  perché saranno proprio i giovani di oggi a ereditare il mondo che sapremo lasciargli domani. 

La pubblicazione propone 6 idee elaborate dai gruppi formati dai 100 giovani riuniti gli scorsi 15 e 16 ottobre all’Hackathon “Q Hack4.0 Call for Earth” realizzato dall’UNICEF Italia, in collaborazione con Earth Day Italia e IAIA Italia. Nel corso dell’evento una serie di esperti e i giovani del gruppo YOUNICEF (il movimento dei giovani volontari dell’UNICEF Italia) hanno guidato le ragazze e i ragazzi nell’utilizzo di dati e strumenti per elaborare soluzioni sostenibili ai problemi legati ai cambiamenti climatici. La pubblicazione documenta il lavoro di queste due giornate. 

I 6 progetti elaborati dai gruppi di ragazzi riguardano: 

  • Le geo-cronache di Narni – La transizione energetica attraverso l’installazione di impianti geotermici. 
  • Mantua Green – L’incentivazione del sistema geotermico e della mobilità sostenibile. 
  • E-boats “Salpiamo Mantova” – Un sistema di trasporti alternativo. 
  • Verde sospeso – Messa in posa del verde pubblico. 
  • Depuriamo il Mare – Dal metano libero all’energia da biogas per alimentare la depurazione. 
  • Medicus curat, natura sanat – Monitoraggio e riduzione delle emissioni di metano da allevamenti intensivi. 

Nella pubblicazione vengono presentati anche altri progetti inviati in vista di COP27 in una sessione di Call4Earth realizzata in collaborazione con la rivista Donna Moderna. Tra questi: il pannello fotovoltaico pieghevole e portatile della startup green tech Levante, il contenitore di rifiuti intelligente della startup Ganiga, la piattaforma creativa per la circolarità tessile di Resrcle, la turbina eolica verticale e intelligente della startup GEVI, il superfood nato dagli scarti dell’uva di Vitigna, l’app Conoscere la zona della città con l’aria pulita di CleanxCast, il dispositivo NANDO di ReLearn per monitorare e misurare la differenziata in ufficio, la piattaforma per la gestione forestale condivisa di Bluebiloba.  

LINK PER DOWNLOAD ALLA PUBBLICAZIONE IN ITALIANO:

https://www.unicef.it/pubblicazioni/q-hack-4-0-call-4-earth-l-azione-dei-giovani-per-la-cop27/

LINK PER DOWNLOAD ALLA PUBBLICAZIONE IN INGLESE:

https://www.datocms-assets.com/30196/1668001121-q_hack_4-0_call_4_earth_inglese.pdf

UNICEF Italia – Per sensibilizzare bambini, giovani e famiglie sui temi del cambiamento climatico e della sostenibilità ambientale, l’UNICEF Italia ha lanciato la campagna “Cambiamo Aria: la crisi climatica è una crisi dei diritti delle bambine e dei bambini”. Accedendo al link  https://misurailtuoimpatto.unicef.it/  sarà possibile partecipare a un breve quiz sulle proprie abitudini di consumo e reperire informazioni utili per un eventuale miglioramento.  

IAIA Italia – IAIA Italia ha sviluppato e messo a disposizione di istituzioni e organizzazioni la piattaforma Q-Cumber per la misurazione e valutazione degli impatti ambientali. La piattaforma impiega dati e strumenti basati sull’intelligenza artificiale e una metodologia operativa di supporto alle decisioni grazie alla quale i giovani possono partecipare in modo attivo e informato alla governance territoriale. 

Earth Day Italia – Per stimolare i giovani ad essere protagonisti nella lotta al cambiamento climatico, Earth Day Italia ha lanciato l’iniziativa “Call4Earth – Produci il cambiamento”. I ragazzi, dagli studenti ai giovani startupper, sono stati invitati a presentare idee e progetti in grado di contribuire al raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 che Earth Day Italia analizza per selezionare i migliori e accompagnarli nella fase di sviluppo.  

Bonus 150 euro, riforma tecnici e professionali: Decreto aiuti Ter, ok dalla Camera

da OrizzonteScuola

Di redazione

La Camera dei Deputati approva il decreto Aiuti Ter con 182 favorevoli, 10 contrari e 85 astenuti. Il testo passa ora al Senato. Ecco le novità per la scuola.

Cosa è previsto per la scuola nel decreto Aiuti Ter

Riforma degli istituti tecnici e professionali

Sono definiti i criteri a cui dovranno attenersi uno o più regolamenti finalizzati alla riforma degli istituti tecnici, nella prospettiva, tra l’altro, di adeguare costantemente l’offerta formativa alle esigenze di competenze richieste dal mercato del lavoro.

Sono definite misure finalizzate al potenziamento degli istituti professionali e alla realizzazione dello Spazio europeo dell’istruzione mediante il supporto allo sviluppo dei processi di internazionalizzazione della filiera tecnica e professionale.

In coerenza con tali obiettivi, è istituito l’Osservatorio nazionale per l’istruzione tecnica e professionale che svolge funzioni consultive e di proposta.

Bonus 150 euro

Arriva il bonus da 150 euro per i lavoratori dipendenti (compresi quelli dell’ambito scolastico): devono avere una retribuzione imponibile a novembre fino a 1.538 euro, in tal caso l’indennità arriverà in via automatica nella busta paga di novembre. L’indennità spetta una sola volta, non è cedibile, né sequestrabile, né pignorabile e non costituisce reddito ai fini fiscali e previdenziali.

Per quanto riguarda il bonus da 150 euro per i pensionati, l’indennità viene corrisposta automaticamente dall’Inps a novembre. Per averla bisogna essere residenti in Italia, titolari di uno o più trattamenti pensionistici, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione, e di reddito personale assoggettabile ad Irpef, al netto dei contributi, non superiore per il 2021 a 20.000 euro.

L’Inps erogherà il contributo di 150 euro anche ai lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti che, nel 2021, abbiano svolto la prestazione per almeno 50 giornate: dunque potrebbero rientrare anche i precari (compresi quelli della scuola), così come già è stato per il bonus 200 euro. Il bonus spetterebbe anche ai percettori di NASpI o DIS-COLL che siano titolari di questi trattamenti a novembre.

DECRETO AIUTI TER [PDF]


Contratto scuola: Valditara convince tutti i sindacati a chiudere con le risorse già stanziate (o poco più). Testo dell’accordo

da La Tecnica della Scuola

Di Reginaldo Palermo

Risultato storico per il Ministro dell’Istruzione e del Merito che, in serata ha siglato con le organizzazioni sindacali un accordo politico che nella giornata dell’11 novembre dovrebbe consentire la firma del contratto nazionale di lavoro.
“L’accordo – si legge nel comunicato del Ministero – consiste anzitutto in un’anticipazione relativa alla parte economica, che permetterà al personale scolastico di vedersi riconosciute già nel cedolino di dicembre le somme relative agli arretrati maturati, per una voce media di 2000 euro, i quali andranno ad aggiungersi allo stipendio e alla tredicesima”.

Altro aspetto di non poco conto è quello che prevede una disponibilità finanziaria pari a 100 milioni di euro, deliberata nel Consiglio dei Ministri di questa sera, da destinare alla componente fissa della retribuzione accessoria per l’anno 2022, nella misura di 85,8 milioni per i docenti e 14,2 milioni per il personale Ata.

Senza trascurare il fatto che “è stato assunto l’impegno a reperire ulteriori risorse finanziarie, anche nell’ambito della manovra di bilancio 2023, da destinare alla retribuzione tabellare del personale scolastico”.

Con toni quasi entusiastici, il Ministro dichiara: “Siamo consapevoli che si tratta di un primo passo, un primo passo atteso da tanto tempo e ottenuto in un contesto peraltro difficile a causa della crisi energetica: abbiamo voluto dare subito un chiaro segnale politico di svolta rispetto al passato. Quando ho annunciato una Grande Alleanza per la Scuola e per il Merito non intendevo fare della retorica, ma indicare la strada che oggi iniziamo a percorrere con questo accordo: una grande collaborazione tra istituzioni, parti sociali, docenti, studenti, famiglie, ognuno nel suo ruolo, per prenderci cura di quella straordinaria comunità che è la scuola italiana”.

Al di là dei toni enfatici del Ministro va detto che, a conti fatti, l’accordo si chiude più o meno con le stesse cifre che si conoscono da tempo (l’unica novità sono i 100 milioni del decreto odierno che incideranno nella misura di pochi euro mensili per ciascun dipendente).
Va però riconosciuta al Ministro la capacità politica di essere riuscito ad ottenere la firma di tutti i sindacati, comprese un paio di sigle che, ancora nella mattinata del 10 novembre, non sembravano del tutto convinte a sottoscrivere l’accordo.
Si tratta ora di vedere se gli impegni scritti nell’intesa saranno pienamente mantenuti: non dimentichiamo che di aumenti a tre cifre si era parlato già nella primavera del 2019 con un accordo firmato dai sindacati, dal ministro Bussetti e dal Presidente del Consiglio Conte, accordo mai andato a buon fine.
Questa volta i soldi ci sono (si parla dei tre miliardi e mezzo già stanziati dai Governi precedenti) ma non c’è nessuna certezza di su quello che capiterà da gennaio in avanti. In altre parole la sequenza contrattuale prevista dall’intesa di queste ore è scritta solamente sulla carta e per trasformarsi in un contratto necessità di moneta sonante.

SCARICA IL TESTO DELL’ACCORDO

Programma annuale 2023, arriva la proroga di 45 giorni

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Anche quest’anno, giunge la proroga dei termini per predisposizione e approvazione del programma annuale.

In seguito alle numerose segnalazioni pervenute sulla gestione delle risorse finanziate con il PNRR) e del conseguente impatto sul carico di lavoro delle segreterie amministrative, in via del tutto eccezionale e d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’Amministrazione comunica alle istituzioni scolastiche la possibilità di usufruire di una proroga di tutti i termini previsti dall’art. 5, commi 8 e 9, del D.I. n. 129/2018, di 45 giorni.

Di conseguenza, le tempistiche per la predisposizione ed approvazione del programma annuale 2023 diventano le seguenti:

  • entro il 15 gennaio 2023, le istituzioni scolastiche predispongono il programma annuale e la relazione illustrativa; entro la medesima data, il programma annuale e la relazione illustrativa, sono sottoposti all’esame dei revisori dei conti per il parere di regolarità;
  • entro il 15 febbraio 2023, i revisori dei conti rendono il suddetto parere. Tale parere può essere acquisito anche con modalità telematiche;
  • entro il 15 febbraio 2023, il Consiglio d’Istituto delibera in merito all’approvazione del programma annuale. La delibera di approvazione del programma annuale è adottata entro il 15 febbraio 2023, anche nel caso di mancata acquisizione del parere dei revisori dei conti entro la data fissata per la deliberazione stessa.

LA NOTA

Rinnovo contratto scaduto. A chi spettano gli arretrati?

da La Tecnica della Scuola

Di Salvatore Pappalardo

Con l’incontro di oggi, 10 novembre 2022, tra ministro e sindacati sembrerebbe essere arrivati al traguardo finale per il rinnovo del contratto che si trascina da ben 4 anni.

Effetti degli aumenti stipendiali

Secondo l’intesa sottoscritta quasi un anno fa, precisamente il 21 dicembre del 2021 tra l’ARAN e le Organizzazioni sindacali, in attesa dell’approvazione della legge di bilancio per l’anno 2022 che prevedeva ulteriori risorse utili alla definizione del CCNL relativo al triennio 2019/2021, era stato disposto all’art. 48 che le misure economiche devono avere effetto non solo sugli stipendi, ma anche:
• sulla tredicesima mensilità;
• sul compenso per lavoro straordinario;
• sul trattamento di quiescenza;
• sull’indennità di buonuscita o di anzianità;
• sul trattamento di fine rapporto;
• sull’indennità corrisposta in caso di sospensione dal servizio ai sensi dell’art. 64 (sospensione cautelare in caso di procedimento penale), comma 7, del CCNL 12 febbraio 2018;
• sull’indennità in caso di decesso di cui all’art. 2122 c.c.;
• sull’indennità sostitutiva del preavviso;
• sulle ritenute assistenziali e previdenziali e relativi contributi, compresi i contributi di riscatto.

Benefici economici per cessati dal servizio

I benefici economici, risultanti dagli incrementi tabellari degli stipendi, fermo restante che si considerano solo gli aumenti maturati alla data di cessazione del rapporto di lavoro, sono computati:
• ai fini previdenzialinei confronti del personale comunque cessato dal servizio, con diritto a pensione, nel periodo di vigenza del presente contratto;
• agli effetti:

  • dell’indennità di buonuscita di anzianità,
  • del trattamento di fine rapporto,
  • dell’indennità sostitutiva del preavviso,
    • nonché dell’indennità in caso di decesso di cui all’art. 2122 c.c.,

I benefici economici arretrati, alla luce di quanto su esposto spettano oltre al personale in servizio, ai pensionati per il periodo in cui errano in servizio, al personale supplente in relazione al tempo della supplenza e all’importo spettane.

non produrre domanda

Il tutto dovrebbe avvenire in modo automatico, senza bisogno di presentare alcuna domanda o rivolgesi a intermediari.

L’Italia è il paese d’Europa con più giorni di scuola, ma il rendimento è il più basso: il rapporto Eurydice

da La Tecnica della Scuola

Di Sara Adorno

Con la pubblicazione del rapporto EurydiceThe organisation of school time in Europe. Primary and general secondary education – 2022/2023, diversi sono i dati su cui poter fare una riflessione. Ci siamo occupati in precedenza di Com’è organizzato l’anno scolastico nell’UE, di Stipendi Docenti e dell’Inizio scuola nei vari paesi europei.

Adesso focalizzeremo l’attenzione sulla durata dell’anno scolastico in Italia e il confronto con gli altri paesi EU. Da una prima analisi, gli studenti italiani frequentano il numero maggiore di giorni a scuola (circa 200) rispetto al resto del continente. Tuttavia, il dossier analizza una discordanza: infatti, nonostante la quantità di giorni scolastici, nei test internazionali sulle competenze in Lettura, Matematica e Scienze l’Italia rimane indietro.

I dati europei sui giorni di scuola

Secondo il dossier The Organisation of School Time in Europe (L’organizzazione del tempo scuola in Europa), mentre in Italia gli studenti (e il personale scolastico) stanno a scuola 200 giorni, insieme alla Danimarca, nella metà dei paesi europei l’anno scolastico va dai 170 ai 180 giorni e in 13 paesi tra i 181 e i 190 giorni. Nello specifico, Estonia, Irlanda, Finlandia e Polonia svolgono rispettivamente 175, 183, 188 e 187 giorni di lezione. E sono proprio queste nazioni che primeggiano nei test internazionali sulle competenze in Lettura, Matematica e Scienze (Ocse-Pisa).

Secondo i dati raccolti dalla Repubblica, nelle prove Ocse Pisa 2018 il punteggio dell’Italia è sotto la media (487), con 476 punti, lontanissima dai primi posti in classifica. Il dato è ancora inferiore rispetto a quello del 2009, del 2012 e del 2015.

Stipendi insegnanti, Valditara: ‘Mio obiettivo sono aumenti e arretrati per Natale’

da Tuttoscuola

“Per Natale il mio impegno è a far avere gli aumenti e gli arretrati contrattuali“. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara nel corso di un’intervista rilasciata a Repubblica. Sembrerebbe che la proposta sia quella di firmare subito l’ipotesi di contratto per garantire immediatamente l’aumento di stipendio busta paga e gli arretrati ma apporre una nota sul contratto che preveda entro il 2023 rimpinguare i fondi con nuove risorse aggiuntive.

Intanto oggi, 10 novembre, pare che i sindacati siano stati convocati a Viale Trastevere con lo scopo di trovare una soluzione risolutiva per il rinnovo del CCNL scuola 2019-2021. Un incontro che sembrerebbe essere politico, voluto da Valditara per sbloccare e accelerare l’accordo contrattuale per il rinnovo del CCNL 2019-2021 entro il prossimo dicembre.

Non si conoscono le proposte che avanzerà il neo ministro dell’Istruzione e del Merito, anche se quasi sicuramente in ballo ci sarà la questione del cambio di destinazione di 340 milioni di euro per la valorizzazione professionale dei docenti e del personale scolastico da passare sugli aumenti stipendiali, già avallata dal Governo Draghi ma soggetta ad un via libera del MEF.

Bullismo: analisi del fenomeno per prevenirlo a scuola

da Tuttoscuola

Come è noto il termine bullismo deriva dall’inglese “bullying” e viene usato nella letteratura internazionale per connotare il fenomeno delle prepotenze tra pari in un contesto di gruppo. Tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi degli anni Settanta i lavori pionieristici di Heinemann (1969) e Olweus (1973) rilevarono un’elevata presenza di comportamenti bullistici in molte scuole scandinave catalizzando l’attenzione anche della stampa (Zanetti, 2007). È proprio Olweus (1996) che, per primo, formula una definizione del feenomeno, affermando che: “uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato e vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, ad azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni”.

Le definizioni che si sono succedute negli anni hanno aggiunto ulteriori particolari, ad esempio Björkqvist e collaboratori (1982) hanno enfatizzato la disparità di potere e la natura sociale del bullismo; Besag (1989) ha sottolineato la sistematicità e la durata nel tempo dell’azione aggressiva e l’intenzionalità nel causare il danno alla vittima; Sullivan (2000) ha parlato di abuso di potere premeditato e diretto verso uno o più soggetti. Il bullismo fa parte della più ampia classe dei comportamenti aggressivi, può essere presente durante tutto l’arco di vita dell’individuo e assumere forme diverse a seconda dell’età (Pepler & Craig, 2000; Pepler et al., 2004), è però sempre caratterizzato da intenzionalità, persistenza e squilibrio di potere.

In linea generale sono identificabili tre tipologie di comportamento aggressivo nel bullismo: violenza fisica diretta, aggressività verbale e relazionale – anche indiretta – caratterizzata spesso da violenza psicologica come diffamare, escludere, ghettizzare o isolare la vittima (Menesini, 2000, 2003).

In genere le vittime di bullismo di genere femminile reagiscono al sopruso con tristezza e depressione, i soggetti di genere maschile invece esprimono più spesso la rabbia (Fedeli, 2007). Inoltre, mentre le ragazze tendenzialmente denunciano le prepotenze subite e, se spettatrici di episodi di bullismo perpetuati ai danni di altri, reagiscono cercando di difendere la vittima, i ragazzi adottano più spesso un comportamento omertoso e complice (Sullivan, 2000).

Le differenze di comportamento tra i generi si acutizzano con l’età: meno evidenti nei primi anni di scuola, emblematiche del genere di appartenenza durante il periodo adolescenziale (Genta, 2002). Molteplici sono i modelli teorici che hanno cercato di spiegare l’aggressività e il bullismo e di comprendere i fattori del disagio o della devianza. Dalla teoria dell’interazione sociale alla teoria del controllo sociale vengono tenuti in debito conto i principali fattori della devianza (Patterson et al., 1992). Entrambe le teorie postulano che la personalità del bambino si struttura a partire dalla relazione con i genitori, i quali diventano agenti di facilitazione dei valori sociali e delle funzioni di controllo (sviluppo morale). È la teoria dell’attaccamento (Bolwby, 1989) che chiarifica la funzione protettiva che una relazione sana con il caregiver può assumere nello sviluppo del bambino, o, al contrario, quanto un rapporto conflittuale possa divenire sinonimo di difficoltà nel processo di crescita. Inoltre, non bisogna dimenticare un’ampia parte di letteratura che evidenzia come episodi di bullismo, subiti e perpetrati, nell’infanzia e nell’adolescenza abbiano forti probabilità di sfociare in gravi disturbi della condotta in tarda adolescenza e nell’età adulta (Menesini, 2000, 2008; Menesini et al., 2012).

Rilevante è stato il contributo di Oliverio Ferraris (2008) nel sintetizzare le cause originarie degli atti persecutori: il bullismo appare fondarsi su un disagio familiare che spinge l’individuo a mettere in atto comportamenti vessatori essenzialmente per due differenti ragioni quali l’apprendimento pregresso e il vissuto di rivalsa. Nel primo caso il soggetto ripropone in classe il modello di comportamento violento appreso in famiglia. Nel secondo, riattualizza ciò che ha vissuto come vittima di aggressioni, invertendo però il proprio ruolo (identificandosi così con l’aggressore).

Una variabile importante per la descrizione e l’interpretazione del fenomeno è il periodo di insorgenza dei comportamenti bullistici. Le azioni aggressive che insorgono in età adolescenziale assumono una valenza prioritariamente relazionale con lo scopo di far assumere al singolo un’identità all’interno del gruppo. La condivisione diventa la condizione identificativa e definitoria del gruppo, in una costante interazione tra il dentro (da salvaguardare) e il fuori (il nemico), l’azione diviene l’espressione della frustrazione interna che deve essere scaricata, allontanata da sé e diretta verso una vittima esterna (Ingrascì & Picozzi, 2002).

Con i suoi primi lavori condotti su oltre 130.000 ragazzi norvegesi tra gli 8 e i 16 anni, Olweus (1983) trovò che il 15% degli studenti era coinvolto, come attore o vittima, in episodi di prepotenza a scuola. Successivi studi hanno poi confermato l’incidenza e la diffusione di questo fenomeno nelle scuole. Nella nostra realtà nazionale, già i primi dati raccolti negli anni ’90, con un campione di 1.379 alunni tra gli 8 e i 14 anni, indicarono come il 42% di alunni nelle scuole primarie e il 28% nelle scuole secondarie di primo grado riferissero di aver subito prepotenze (Menesini, 2003). Questi studi mettono in evidenzia come la scuola possa diventare possibile luogo di persecuzione e violenza (Petrone & Troiano, 2008) a carico di tre specifiche categorie: il bullo, la vittima, il gruppo.

Il bullismo non è un fenomeno di nuova generazione, ma è innegabile che presenti oggi dei caratteri di novità, uno dei quali è ascrivibile nelle potenzialità offerte dalle strumentazioni tecnologiche. Una nuova manifestazione di atti di bullismo, è infatti, il cyberbullismo, frutto dell’attuale cultura globale in cui le macchine e le nuove tecnologie sono sempre più spesso vissute come delle vere e proprie estensioni del sé.

Gli sms, le e-mail, i social network, le chat sono i nuovi mezzi della comunicazione, della relazione, ma soprattutto sono luoghi “protetti”, anonimi, deresponsabilizzanti e di facile accesso, quindi perversamente “adatti” a fini prevaricatori come minacciare, deridere e offendere. Tra le definizioni di cyberbullismo maggiormente accreditate sono rintracciabili quelle di Smith et al. (2008) che parlano di un atto aggressivo attuato tramite l’ausilio di mezzi di comunicazione elettroni- ci, individuale o di gruppo, ripetitivo e duraturo nel tempo, contro una vittima che non può facilmente difendersi.

Come accade per il bullismo inteso in senso classico anche il cyberbullismo può assumere diverse manifestazioni a seconda dei mezzi e delle modalità con cui si esplica. Willard (2004) categorizza il cyberbullismo in otto specifiche tipologie di comportamento: il flaming, ovvero, inviare messaggi volgari e aggressivi ad una persona tramite gruppi on-line, e-mail o messaggi; l’on-line harassment, inviare messaggi offensivi in maniera ripetitiva sempre utilizzando la messaggistica istantanea; il cyber- stalking, persecuzione attraverso l’invio ripetitivo di minacce; la denigration, pubblicare pettegolezzi, dicerie sulla vittima per danneggiarne la reputazione e isolarla socialmente; il masquerade, ovvero l’appropriarsi dell’identità della vittima creando danni alla sua reputazione; l’outing, rivelare informazioni personali e riservate riguardanti una persona; l’exclusion, escludere intenzionalmente una persona da un gruppo on-line; e infine, il trickery, ingannare o frodare intenzionalmente una persona.

Bullismo e cyberbullismo si differenziano in particolare nella dimensione contestuale: nel cyberbullismo gli attacchi non si limitano esclusivamente al contesto scolastico, ma la vittima può ricevere messaggi o e-mail dovunque si trovi, e questo rende la sua posizione molto più difficile da gestire e tollerare (Tokunaga, 2010). Nel bullismo digitale la responsabilità può essere condivisa anche da chi visiona un video, un’immagine e decide di inoltrarla ad altri, il gruppo, quindi, acquisisce un ruolo, un’importanza, una responsabilità diversa (Brighi, 2009), e – in particolare – la portata del gesto aggressivo assume una gravità spesso superiore, con conseguenze estremamente gravi (Slonje & Smith, 2008).

Nota 11 novembre 2022, AOODGRUF 52009

Ministero dell’Istruzione,
Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali
Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie – Ufficio III

Agli Uffici di diretta collaborazione del Ministro
Al Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali
Al Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Alle Direzioni generali dell’Amministrazione Centrale
Agli Uffici scolastici regionali
LORO INDIRIZZI PEC

Oggetto: Procedura relativa alle progressioni economiche tra le fasce retributive all’interno delle aree I, II e III del personale del Comparto funzioni centrali del Ministero dell’istruzione, con decorrenza giuridica ed economica 1° gennaio 2022. CCNI 20 ottobre 2022

Nota 11 novembre 2022, AOODGOSV 30975

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI
Al Capo dell’Ufficio V della DGDP del MAECI ROMA
Al Sovrintendente agli Studi della Valle d’Aosta AOSTA
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione per la Provincia Autonoma di TRENTO
All’Intendente Scolastico per le scuole delle località ladine di BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la scuola in lingua tedesca di BOLZANO
Al Sovrintendente Scolastico della Provincia di BOLZANO
Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie del primo e secondo ciclo di istruzione e LORO SEDI
Ai Dirigenti scolastici degli Istituti Tecnici Superiori-ITS LORO SEDI
Ai Dirigenti scolastici dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti LORO SEDI
e.p.c. All’Ufficio del Consigliere Diplomatico SEDE
Al Capo Ufficio Stampa SEDE
Al Capo Dipartimento SEDE
Alla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO ROMA

OGGETTO: 23 novembre 2022 – Celebrazione della Giornata Mondiale della Filosofia, “Metamorfosi dell’Umanesimo”.