PNRR, il 15 novembre cabina di regia con cronoprogramma aggiornato. Cosa c’è da fare per l’Istruzione

da OrizzonteScuola

Di redazione

Il governo Meloni vuole accelerare sull’attuazione del PNRR. Così come segnala il Sole 24 Ore, il ministro agli Affari Europei (con delega al PNRR), Raffaele Fitto, sta avviando un monitoraggio dettagliato degli investimenti previsti dal piano nazionale di ripresa e resilienza. e martedì 15 novembre dedicherà l’intera giornata al confronto con i ministeri proprio sullo stato del cronoprogramma.

Una sorta di cabina di regia informale che il ministro intende tenere con periodicità costante una volta a settimana. Non si accontenterà di ricevere dai ministri giustificazioni formali o fotografie sfocate della situazione. Anche perché il suo obiettivo è illustrare alla commissione tutti i ritardi del Piano, soprattutto quelli ereditati.

A dicembre delegazione tecnici Ue in Italia

Una delegazione di tecnici della Commissione europea ha in programma di svolgere una missione in Italia, presumibilmente all’inizio di dicembre, per uno scambio di vedute con il nuovo governo sulle possibili richieste di integrazione del Pnrr che potrebbero pervenire dall’esecutivo. La priorità dell’esecutivo europeo – a quanto si apprende – sarebbe comunque quella di ottenere entro fine anno la comunicazione da parte dell’Italia dei passaggi che porteranno al rispetto delle scadenze previste per la terza rata.

Istruzione

Con il decreto-legge n. 36 del 2022 è stata realizzata la riforma della carriera dei docenti, che ha l’obiettivo di introdurre nuovi criteri di reclutamento per attrarre e motivare insegnanti altamente qualificati.

Gli obiettivi del traguardo riguardano, in particolare:

– la previsione di un’elevata specializzazione nel campo della didattica ai fini dell’accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado;
– la regolamentazione della mobilità degli insegnanti nel primario interesse della continuità dell’insegnamento;
– la previsione di una progressione di carriera collegata alla valutazione delle prestazioni e allo sviluppo professionale continuo.

Il Ministero dell’istruzione ha anche adottato il piano Scuola 4.0, al fine di favorire la transizione digitale del sistema scolastico italiano. Il Piano è articolato in due sezioni e prevede in primo luogo, la trasformazione di 100.000 classi delle scuole primarie e secondarie in ambienti di apprendimento innovativi, adattabili e flessibili, connessi e integrati con tecnologie digitali, fisiche e virtuali.

In secondo luogo, si prevede la creazione di laboratori per le nuove professioni digitali in tutte le scuole del secondo ciclo di istruzione, con laboratori interconnessi con imprese e start-up innovative per la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore delle nuove professioni digitali.

Nell’ambito del secondo semestre del 2022 dovranno realizzarsi numerosi adempimenti riferiti alle riforme che interessano il sistema di istruzione primaria e secondaria.

In particolare, la normativa primaria, che dovrà contenere scadenze precise anche per l’emanazione degli atti di normazione secondaria, si pone l’obiettivo di migliorare i risultati scolastici con interventi di:

− riforma dell’organizzazione del sistema di istruzione al fine di adeguarlo agli sviluppi demografici (numero di scuole e rapporto studenti/docenti);
− riforma del sistema di orientamento al fine di ridurre al minimo il tasso di abbandono scolastico nell’istruzione terziaria;
− rafforzamento del sistema dell’istruzione tecnica e professionale, anche tramite l’adozione di nuovi curricula e il loro orientamento verso l’innovazione introdotta dal piano nazionale Industria 4.0;
− integrazione di attività, metodologie e contenuti volti a sviluppare e rafforzare le competenze STEM, digitali e di innovazione in tutti i cicli scolastici, dall’asilo nido alla scuola secondaria di secondo grado, con l’obiettivo di incentivare le iscrizioni ai curricula STEM terziari, in particolare per le donne.

In relazione a tale traguardo, con la legge di bilancio per il 2022 si è intervenuti sulla riduzione del numero di alunni per classi ed è stata approvata la legge che ha previsto l’istituzione del Sistema terziario di istruzione tecnologica superiore.

Con il recente decreto-legge n. 144 del 2022 è stata completata l’adozione delle norme primarie necessarie alla riforma del sistema degli istituti di istruzione secondaria tecnica e professionale. È in corso di definizione l’iter per l’adozione del decreto ministeriale che definirà le linee guida per la riforma del sistema di orientamento.

Devono, infine, essere ancora adottate le norme relative al dimensionamento della rete scolastica.

L’adozione di tutte le norme di rango secondario necessarie per l’attuazione di queste riforme dovrà intervenire entro la fine del 2023.

È stato poi già raggiunto il traguardo relativo alla costruzione di un sistema di formazione di qualità per le scuole e alla istituzione della Scuola di alta formazione.

Il traguardo è conseguito con le disposizioni del decreto-legge n. 36 del 2022 in materia di formazione del personale docente e di istituzione della Scuola di alta formazione dell’istruzione.

Le riforme

Riforma degli istituti tecnici professionali

La riforma mira ad allineare i curricula degli istituti tecnici e professionali alla domanda di competenze che proviene dal tessuto produttivo del Paese, in particolare verso l’output di innovazione del piano nazionale Industria 4.0 e la profonda innovazione digitale in atto in tutti i settori del mercato del lavoro.

L’elevata qualità del curriculum offerto incoraggerà l’occupabilità, grazie anche all’armonizzazione dei programmi di formazione in base alle esigenze di ciascun territorio.

La riforma investe sul capitale umano in un approccio mirato e adeguato alle condizioni geografiche, economiche e sociali di ogni contesto locale, con benefici diretti di breve e lungo termine sulle potenzialità di crescita del Paese.

Riforma dell’orientamento

La riforma introdurrà moduli di orientamento nelle scuole secondarie di I e II grado (non meno di 30 ore per le studentesse e gli studenti del IV e V anno) e verrà realizzata una piattaforma digitale di orientamento relativa all’offerta formativa terziaria degli Atenei e degli ITS. Mettere in sinergia il sistema di istruzione, quello universitario e il mondo del lavoro favorisce una scelta consapevole di prosecuzione del percorso di studi o di ulteriore formazione professionalizzante e contrasta dispersione scolastica e crescita dei neet.

Nella riforma è previsto anche l’ampliamento della sperimentazione dei licei e tecnici quadriennali, con ulteriori 1.000 classi in altrettante scuole (in aggiunta rispetto alle 100 attuali).

La riforma sarà adottata entro il 2022.

Riorganizzazione del sistema scolastico

La riforma intende intervenire su due aspetti strategici: il numero delle studentesse e degli studenti per classe e il dimensionamento della rete scolastica.

Il numero degli iscritti alle scuole diminuirà nei prossimi anni a causa della denatalità, comportando una riduzione della necessità di personale scolastico: uno scenario che offre l’occasione per ripensare l’organizzazione del sistema scolastico.

Il risultato finale sarà una riduzione del numero medio di studentesse e studenti per classe, a vantaggio della qualità dell’insegnamento.

Riforma del sistema ITS

La riforma mira a semplificare il modello organizzativo e didattico, aumentare il numero degli istituti e degli iscritti, migliorare la qualità del collegamento con la rete degli imprenditori nei territori, al fine di colmare il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro.

Gli ITS, grazie anche a partnership con imprese, università, centri di ricerca ed Enti Locali, potranno offrire così corsi terziari job-oriented sempre più avanzati per la formazione di tecnici che gestiscono sistemi e processi ad alta complessità in sei aree: efficienza energetica; mobilità sostenibile; nuove tecnologie della vita; nuove tecnologie per il Made in Italy; tecnologie innovative per il patrimonio culturale e attività connesse; tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

La piena attuazione della riforma, che sarà adottata entro il primo semestre del 2022, è prevista nel 2025.

Asilo nido e Scuola dell’Infanzia

3 miliardi di euro per il Piano per gli asili nido e le Scuole dell’infanzia: l’obiettivo è ridurre il divario esistente nei servizi educativi per la prima infanzia e potenziarli su tutto il territorio nella fascia di età 0-6 anni. I 3 miliardi saranno così divisi: 2,4 miliardi per la fascia 0-2 anni (il 55,29% di queste risorse andrà al Mezzogiorno) e 600 mln per la fascia 3-5 (40% al Mezzogiorno). Si tratta della seconda tranche di uno stanziamento complessivo di 4,6 miliardi previsti nel PNRR per questo capitolo, grazie ai quali si realizzeranno complessivamente 1.800 interventi di edilizia scolastica e saranno creati 264.480 nuovi posti per accogliere bambine e bambini, migliorando il servizio offerto alle famiglie a supporto, anche, dell’occupazione femminile.

Scuole innovative

800 milioni di euro per il Piano di costruzione di 195 nuove scuole che sostituiranno vecchi edifici (il 40% delle risorse andrà al Mezzogiorno). Si tratterà di scuole innovative dal punto di vista architettonico e strutturale, altamente sostenibili e con il massimo dell’efficienza energetica, inclusive e in grado di garantire una didattica basata su metodologie innovative e su una piena fruibilità degli ambienti didattici. Una volta individuate le aree per la costruzione delle scuole, il Ministero dell’Istruzione bandirà un concorso di progettazione.

Mense scolastiche

400 milioni di euro per il potenziamento del tempo pieno attraverso l’incremento delle mense scolastiche (il 57,68% delle risorse andrà al Mezzogiorno). Lo stanziamento consentirà di realizzare circa mille interventi, costruendo nuovi spazi o riqualificando quelli esistenti.

Palestre

300 milioni di euro (il 54,29% delle risorse andrà al Mezzogiorno) per aumentare l’offerta di attività sportive attraverso la costruzione di palestre o la riqualificazione di quelle esistenti, per un totale di 230.400 metri quadrati da realizzare o riqualificare.

Messa in sicurezza delle scuole

710 milioni di euro per il Piano di messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole (il 40% delle risorse andrà al Mezzogiorno): le Regioni individuano gli Enti da ammettere a finanziamento sulla base delle programmazioni regionali per garantire la messa in sicurezza e la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico esistente.

Ecco il sito del Pnrr per l’istruzione con un portale unico che consentirà al mondo scuola di trovare dati, avvisi pubblici, informazioni.

Istruzione e Ricerca: stanzia complessivamente 31,9 miliardi di euro, di cui 17 per la scuola (30,9 miliardi dal Dispositivo RRF e 1 dal Fondo) con l’obiettivo di rafforzare il sistema educativo, le competenze digitali e tecnico-scientifiche, la ricerca e il trasferimento tecnologico.

PNNR [PDF]

Nuovi percorsi a indirizzo musicale scuola media: i Dirigenti scolastici, anche degli istituti con opzione già presente, devono fare richiesta

da OrizzonteScuola

Di Antonio Marchetta

L’USR PIEMONTE ha emanato una nota contenente gli adempimenti delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie in riferimento all’attivazione dei percorsi a indirizzo musicale delle scuole secondarie di primo grado come da Decreto Interministeriale 1° luglio 2022, n. 176 e nota prot. 22536 del 5 settembre 2022. Tali percorsi, a partire dal 1° settembre 2023, sostituiranno gli attuali corsi a indirizzo musicale disciplinati dal Decreto Ministeriale 6 agosto 1999, n. 201. Oltre a quanto già evidenziato nel titolo in oggetto, è importante ricordare alle scuole di predisporre-aggiornare il nuovo regolamento per l’organizzazione dei percorsi a indirizzo musicale già in queste settimane in modo da aggiornare il PTOF/allegati e presentare in tempo utile l’offerta formativa alle famiglie per le iscrizioni all’anno scolastico 2023/24 . Tutti i dettagli.

Disciplina dei percorsi a indirizzo musicale delle scuole secondarie di primo grado – La nuova Normativa

Il Ministero dell’Istruzione, con la nota n.22536 del 5 settembre 2022, a firma del direttore generale, Fabrizio Manca, ha dato ulteriori indicazioni in merito alla disciplina dei percorsi a indirizzo musicale delle scuole medie.

Come è noto, l’articolo 12 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 60 ha previsto interventi sui percorsi a indirizzo musicale delle scuole secondarie di primo grado, la cui disciplina è stata definita con l’allegato decreto ministeriale 1° luglio 2022, n. 176, emanato di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, registrato dagli organi di controllo.

Il citato decreto n. 176/2022 prevede una nuova e organica disciplina sui suddetti percorsi che, a partire dal 1° settembre 2023, andranno a sostituire gli attuali corsi delle scuole secondarie di primo grado a indirizzo musicale [cd. SMIM—>Scuole medie ad indirizzo musicale] di cui al decreto ministeriale 6 agosto 1999, n. 201.

NOTA 5 settembre 2022
DECRETO n. 176/2022

Scuole medie ad indirizzo musicale, cambia il monte ore obbligatorio: 3 ore a settimana

In base alla normativa precedente:

  • Decreto Ministeriale 6 agosto 1999, n. 201 – “Riconduzione ad ordinamento dei corsi sperimentali ad indirizzo musicale nella scuola media…”
  • Decreto Ministeriale 37 del 26 marzo 2009 – “Nuove classi di abilitazione e cattedre scuola secondaria di I grado”
  • Prassi nelle Istituzioni scolastiche

…il monte orario settimanale per gli alunni frequentanti le scuole medie ad indirizzo musicale corrisponde a 32 ore a settimana: 30 ore come da DPR 89/2009 più ulteriori due ore: lezione individuale di strumento e lezione di musica d’insieme/orchestra/teoria e lettura della musica.

Le istituzioni scolastiche, nell’esercizio dell’autonomia didattica e organizzativa prevista dal DPR 275/99, organizzano le attività educative e didattiche e decidono, ogni anno, sulla base delle apposite analisi dei bisogni formativi, l’integrazione, la distribuzione e i tempi delle discipline e delle attività. Quindi può succedere che alcune scuole prediligano la musica d’insieme per piccoli gruppi, altre l’orchestra. E naturalmente ciò anche in base al periodo didattico: in prossimità del Saggio di Natale o di fine anno viene organizzato un orario di lavoro improntato allo sviluppo dell’orchestra o dei gruppi di musica d’insieme mentre nel restante periodo dell’anno vengono approfondite le lezioni individuali e la teoria musicale.

In base alla Normativa recente, quindi l’art. 4 del Decreto Interministeriale 1° luglio 2022, n. 176, viene messo nero su bianco che le ore destinate allo strumento musicale debbano essere 3 a settimana o 99 ore annue:

Nell’ambito della loro autonomia le istituzioni scolastiche possono modulare nel triennio l’orario aggiuntivo a condizione di rispettare comunque la media delle TRE ORE SETTIMANALI*, ovvero novantanove ore annuali

Sottolineiamo che trattasi di tre ore aggiuntive all’orario standard. E che quindi le ore dedicate alla Musica in generale sono in tutto 5: due ore di educazione musicale [svolte la mattina] più appunto tre ore di strumento musicale [svolte il pomeriggio].

*Ci risulta che alcune scuole ad indirizzo musicale nel pieno esercizio dell’autonomia svolgano già da anni le 3 ore di media settimanali riferite allo strumento musicale/teoria/musica d’insieme ed orchestra

Nota USR PIEMONTE – Procedura per l’attivazione o conferma dei nuovi percorsi ad indirizzo musicale nella scuola secondaria di primo grado

Nota USR PIEMONTE – Adempimenti nuovi percorsi musicali 2023/24 per le scuole secondarie di primo grado

Viene precisato:

“Come è noto, il Decreto Interministeriale 1° luglio 2022, n. 176, emanato dal Ministero dell’Istruzione di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze, trasmesso con nota prot. 22536 del 5 settembre 2022, prevede che a partire dal 1° settembre 2023 i percorsi a indirizzo musicale delle scuole secondarie di primo grado sostituiscano gli attuali corsi a indirizzo musicale disciplinati dal Decreto Ministeriale 6 agosto 1999, n. 201.

Come più avanti meglio specificato, le classi seconde e terze a indirizzo musicale, già funzionanti ai sensi del Decreto Ministeriale n. 201/1999, completano il percorso fino ad esaurimento. Poiché non è prevista una confluenza automatica dei vecchi corsi nei nuovi percorsi, le scuole statali che intendano attivare, dall’A.S. 2023/24, i nuovi percorsi in parola, devono pertanto richiederne formalmente ed espressamente l’attivazione, con le modalità che saranno più avanti illustrate.

I Dirigenti Scolastici delle istituzioni statali del I ciclo dovranno far pervenire le loro richieste di attivazione dei percorsi a indirizzo musicale, per il tramite degli appositi modelli allegati alla presente, agli Uffici di Ambito Territoriale di riferimento.

Si ribadisce che tale incombenza spetta anche ai Dirigenti Scolastici delle istituzioni scolastiche in cui sono già attivi percorsi a indirizzo musicale attivati ai sensi del DM 201/1999

Quale documentazione allegare alla richiesta di attivazione/conferma**

  • Delibera approvazione progetto “Nuovi percorsi a indirizzo musicale […]” del Collegio docenti e Consiglio di Istituto;
  • apposito Regolamento deliberato [contenente i requisiti previsti dall’art. 6 del Decreto M.I. n. 176/2022; da predisporre prima dell’avvio delle procedure di iscrizione relative all’anno scolastico 2023/2024];
  • eventuali accordi di rete, protocolli, convenzioni con realtà che operano in campo musicale in collaborazione con l’Istituzione scolastica richiedente;
  • sintetica relazione di accompagnamento del Dirigente scolastico contenente riferimenti all’anno scolastico di attivazione del/dei percorso/percorsi ex D.M. n. 201/1999; al plesso/plessi nel quale/nei quali è attivo il/i percorso/percorsi; se il corso/i corsi è/sono completo/completi; il numero di iscritti e frequentanti nell’anno in corso e nei due anni scolastici precedenti; eventuali attività di ampliamento dell’offerta formativa dell’ultimo triennio volte alla valorizzazione della pratica musicale, anche per le classi della scuola primaria e della scuola secondaria di secondo grado non SMIM;
  • stralcio del PTOF con i riferimenti alle modalità di valorizzazione del/dei percorso/percorsi;
  • eventuali monitoraggi o rilevazioni sugli studenti e/o sulle famiglie quali/quantitativi.

**La richiesta, effettuata nel rispetto delle procedure e dei criteri, non comporta l’automatica attivazione del percorso. L’effettiva autorizzazione all’attivazione dei corsi, infatti, potrà essere resa esecutiva solo in relazione alla verifica, da parte degli Uffici di Ambito territoriale, della sostenibilità in relazione alle complessive dotazioni organiche che saranno loro assegnate. I Dirigenti scolastici e i Coordinatori didattici avranno cura di fornire alle famiglie degli alunni interessati informazioni chiare e dettagliate sul punto, al fine di evitare l’insorgere di indebite aspettative

Modelli richiesta autorizzazione-attivazione

Richiesta di autorizzazione dei nuovi percorsi a indirizzo musicale – Scuola secondaria di primo in cui sono già attivi percorsi ex SMIM

Richiesta di autorizzazione dei nuovi percorsi a indirizzo musicale – Scuola secondaria di primo grado in cui non sono attivi percorsi ex SMIM

Ulteriori approfondimenti

Scuole medie ad indirizzo musicale: il monte ore obbligatorio settimanale cambierà dal 2023/24 – Orizzonte Scuola Notizie

Nuovi percorsi a indirizzo musicale nella scuola media: come organizzarli. Vademecum per le scuole dell’USR Toscana – Orizzonte Scuola Notizie

Strumento musicale, D’Aprile (Uil Scuola): la programmazione delle scuole va pensata oggi, per domani – Orizzonte Scuola Notizie

Concorso Ed. motoria alla primaria, sarà valutato il servizio nella specifica classe di concorso

da OrizzonteScuola

Di Nino Sabella

Il concorso per l’accesso ai ruoli del personale docente relativi all’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria prevede la valutazione dei titoli di servizio?

Concorso

Il concorso, per titoli ed esami, abilitante per l’accesso ai ruoli relativi all’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria si articola in:

  • prova scritta;
  • prova orale;
  • valutazione titoli.

La graduatoria di merito regionale:

  • è predisposta graduando ciascun candidato secondo il punteggio conseguito nelle prove e nella valutazione dei titoli;
  • comprende i soli vincitori di concorso, ossia coloro i quali rientrano nel numero dei posti banditi.

Così leggiamo nella bozza del DM, che disciplinerà il concorso e che ha già ottenuto il parere del CSPI. Concorso educazione motoria alla primaria, via libera del CSPI, ma arriva la bacchettata: “Non rispetta impianto formativo e didattico”

Titoli valutabili

I titoli valutabili nell’ambito della procedura concorsuale, come leggiamo nella Tabella B allegata al DM, sono i seguenti:

  • titolo d’accesso;
  • titoli accademici e scientifici;
  • titoli di servizio.

Il punteggio complessivamente attribuibile è pari a 50 punti.

Titoli di servizio

I titoli di servizio valutabili sono indicati nella sezione C della succitata tabella di valutazione:

  • Servizio di insegnamento prestato sulla specifica classe di concorso P. 1,25 per ciascun anno di servizio

Si precisa che:

  • è valutato anche il servizio prestato nei percorsi di istruzione dei Paesi UE, a condizione che lo stesso (servizio) sia riconducibile alla specificità del posto o della classe di concorso;
  • il servizio prestato a tempo determinato è valutato ai sensi dell’articolo 11/14 della legge n. 124/1999 (in base al quale per annualità di servizio si intende il servizio prestato per almeno 180 giorni anche non continuativi  oppure un servizio prestato ininterrottamente dal 1° febbraio sino al termine delle operazioni di scrutinio finale o sino al termine della attività educative per la scuola dell’infanzia).

Chi può avere valutato il servizio

Il servizio valutabile, alla luce di quanto detto sopra, è quello prestato nella specifica classe di concorso. Considerato che si tratta di un nuovo insegnamento introdotto dall’a.s. 2022/23 il punteggio di servizio potrà essere attribuito solo  a coloro che sono rientrati in questa prima tornata di supplenze

La nuova e specifica classe di concorso è introdotta (come anche il relativo insegnamento) dalla legge n. 234/2021:

[…] è introdotto, gradualmente e subordinatamente all’adozione del decreto di cui al comma 335, l’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria, nelle classi quarte e quinte, da parte di docenti forniti di idoneo titolo di studio e dell’iscrizione nella correlata classe di concorso « Scienze motorie e sportive nella scuola primaria »

NB: trattandosi di una bozza, potrebbero esserci delle variazioni che segnaleremo prontamente.

Per l’articolazione del concorso e le prove clicca qui

Pensioni: Quota 41 ma anche incentivi per chi rinvia l’uscita

da La Tecnica della Scuola

Di Pasquale Almirante

Il governo discute sulle pensioni e sugli anticipi di uscita dal lavoro, per dare soprattutto credito a quanto promesso da Matteo Salvini nel corso della campagna elettorale, il quale ha sempre parlatro di abolire la legge Fornero.

Ora si parla di uscita anticipata mettendo in capo alcune ipotesi come quella di potere abbandonare il lavoro a 62 o 63 anni ma con un congruo numero minimo di anni di contributi, e pure di dare incentivi a chi decide di restare con un aumento in busta paga che potrebbe essere anche del 10%.

Secondo il Corriere della Sera: “un lavoratore che abbia maturato i requisiti potrebbe scegliere di restare sulla base di incentivi ben precisi: se continua a lavorare, il dipendente e il datore smettono di versare i contributi e una parte di quelle somme entrerebbe in busta paga come aumento netto di stipendio (per esempio, di circa il 10%)”.

“L’azienda potrebbe godere di un calo del costo lordo del lavoro, il dipendente di una busta paga più alta. Poi il pensionamento avverrebbe sulla base dei contributi accumulati fino al momento in cui il lavoratore ha scelto questa opzione, senza contare l’anzianità degli ultimi anni di lavoro incentivato”.

In ogni caso sembrerebbe che Quota 41 sia ritenuta un possibile punto di partenza, in attesa di una revisione complessiva del sistema pensionistico, anche se molti dubbi gravano come il cosiddetto inverno demografico e il combinato tra inflazione e indicizzazione che avranno un impatto di oltre 50 miliardi sulla spesa pensionistica al 2025.

Inclusione scolastica: al via le linee guida

da La Tecnica della Scuola

Di Pasquale Almirante

Il  Ministero della Salute ha pubblicato le “Linee guida per la redazione della certificazione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica e del Profilo di funzionamento, tenuto conto della classificazione ICF dell’OMS”

Con le linee guida in sostanza si concretizza pure il nuovo modello di Pei scolastico, il tassello mancante per mettere le scuole nelle condizioni di sviluppare percorsi di inclusione scolastica coerenti con le ultime indicazioni normative.

Si legge nel documento: “Il Profilo di funzionamento descrive con maggiore dettaglio, rispetto a quanto già presente nel Certificato medico diagnostico-funzionale e nel Verbale di accertamento, l’interazione del soggetto con i fattori ambientali, in riferimento allo svolgimento di una selezione di attività nei domini considerati, in termini di performance. Il documento mette in luce se e quanto i fattori ambientali a disposizione del soggetto sono sufficienti e adatti per superare le eventuali difficoltà nelle attività o se, al contrario, le peggiorano. Nel documento sono inoltre presi in esame i punti di forza del soggetto in età evolutiva insieme ad altre informazioni utili alla definizione del Piano educativo individualizzato (PEI) e del Progetto individuale”.

“Il Profilo di funzionamento è redatto da una unità di valutazione multidisciplinare nell’ambito del SSN, composta da: a) uno specialista in neuropsichiatria infantile o un medico specialista, esperto nella patologia che connota lo stato di salute del minore; b) almeno due delle seguenti figure: un esercente di professione sanitaria nell’area della riabilitazione, uno psicologo dell’età evolutiva, un assistente sociale o un pedagogista o un altro delegato, in possesso di specifica qualificazione professionale, in rappresentanza dell’Ente territoriale di competenza. Il Profilo di funzionamento è redatto con la collaborazione dei genitori della bambina o del bambino, dell’alunna o dell’alunno, nonché, nel rispetto del diritto di autodeterminazione nella massima misura possibile, della studentessa o dello studente con disabilità, con la partecipazione del dirigente scolastico e/o coordinatore della scuola paritaria ovvero di un docente specializzato sul sostegno didattico, dell’istituzione scolastica ove è iscritto la bambina o il bambino, l’alunna o l’alunno, la studentessa o lo studente. Il Profilo di funzionamento ai fini dell’inclusione scolastica è aggiornato al passaggio di ogni grado di istruzione, a partire dalla scuola dell’infanzia, nonché in presenza di nuove e sopravvenute condizioni di funzionamento della persona”.

Il Rappresentante di classe, tra genitori e scuola

IL RAPPRESENTANTE DI CLASSE, TRA GENITORI E SCUOLA

Centinaia e centinaia di Rappresentanti di classe di ogni parte d’Italia si sono dichiarati interessati e parteciperanno al corso “Il Rappresentante di classe, tra genitori e scuola” che si terrà in diretta sulla pagina Facebook AGeToscana martedì 15 novembre 22 dalle ore 21:00 alle 22:00 (https://www.facebook.com/events/1583877482082621).

L’invito è stato diffuso a una buona metà degli istituti scolastici italiani e le reazioni sono state alquanto interessanti: in meno di una settimana, 274 rappresentanti di classe si sono anche iscritti al gruppo Facebook di consulenza gratuita “Genitori nella scuola” per poter scaricare le slides e i materiali, moltissimi hanno rilanciato l’evento ai propri amici e c’è stato chi candidamente ha dichiarato: “State scherzando? Un corso per rappresentanti di classe?!?” e poi “Cioè un corso dove si spiega cosa il rappresentante di classe non dovrebbe assolutamente fare e invece fa?”.

Intanto nel Gruppo sono state postate domande che danno da pensare sullo stato di consapevolezza della scuola italiana e raffermano la necessità di una formazione diffusa: “la nostra preside ha integrato i posti rimasti scoperti sorteggiando i rappresentanti fra i genitori della classe: si può fare?”; “una famiglia ha chiesto le dimissioni del rappresentante; chi provvede? il dirigente? le insegnanti non hanno saputo dirci”; “è vero che i genitori di due gemelli nella stessa classe votano due volte? a noi del seggio la preside ha detto di fare così, altrimenti non torna il numero dei votanti” e infine “si può chiedere il rinvio del Consiglio di classe se la convocazione non è arrivata a tutti?”.

Partecipando sarà possibile postare le domande e ottenere risposta dai relatori. Sarà anche l’occasione per ricevere un ringraziamento e un augurio di buon lavoro dalla Presidente Nazionale A.Ge. Rosaria D’Anna, che introdurrà l’incontro.
Durante la diretta questo link resterà accessibile anche a chi non ha un profilo Facebook.

Il corso -checontinua in versione on line la ventennale tradizione A.Ge. di eventi offerti gratuitamente ai genitori impegnati nella scuola- partendo dalla normativa e dalle domande che saranno poste in diretta dai Rappresentanti di classe approfondirà in cosa consiste questo ruolocome viverlo in modo gratificante e le molte iniziative che è possibile realizzare; saranno poi sviscerate tutte le questioni relative al contributo volontario dei genitori (e ovviamente l’assicurazione e la cassa scolastica) e quella condizione di assoluto benessere per i nostri figli che si chiama Comunità educante.

L’evento, organizzato dalle Associazioni Genitori A.Ge. di ogni parte d’Italia, dal Piemonte alla Sicilia ed aperto anche agli studentirimarrà disponibile sulla pagina Facebook di AGe Toscana (https://www.facebook.com/profile.php?id=100067592130026e successivamente sarà pubblicato sul canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UC5iyUU0HUFyCBx9dM8uUo9A.

Per ricevere le slides o per chi desidera una consulenza è possibile iscriversi gratuitamente al gruppo Facebook Genitori nella Scuola (https://www.facebook.com/groups/571694774691003/). Un’opportunità che solo nell’ultima settimana è stata colta già da oltre 270 rappresentanti di classe di tutta Italia e che si prevede si estenderà a macchia d’olio.

Giornata Mondiale della Gentilezza, la scuola renda gli studenti più altruisti: l’auspicio di Giannelli (Anp) si scontra con la realtà

da La Tecnica della Scuola

Di Alessandro Giuliani

Diffondere la gentilezza per rendere il mondo un luogo migliore: è lo spirito con cui è stata istituita 24 anni fa la Giornata Mondiale della Gentilezza. L’iniziativa è del World Kindness Movement, un’organizzazione no-profit che ha scelto il 13 novembre come ricorrenza, dopo che nel 1997 si era svolta la prima conferenza a Tokyo, con società di solidarietà provenienti da tutto il mondo. La mission della Giornata è quella di “ispirare gli individui verso una maggiore gentilezza e collegare le nazioni per creare un mondo più gentile”. In Italia sono quattro i progetti attivi, tutti con giovani coinvolti.

La scuola sia vicina ai fragili

Anche la scuola, quindi, deve fare la sua parte. “L’odierna ricorrenza della Giornata della Gentilezza ci invita a riflettere sul nostro modo di porci, sui nostri atteggiamenti e sulle nostre relazioni con le altre persone”, ha detto Antonello Giannelli, presidente nazionale Anp.

“È una riflessione di cui noi, gente di scuola, non possiamo mai dimenticarci perché lavoriamo con bambini e ragazzi in crescita che, negli anni che trascorrono con noi, devono affrontare e superare molte fragilità”.

Giannelli ritiene che l’istituzione scolastica abbia “il preciso compito” verso i giovani “di accompagnarli in questo percorso di vita e di aiutarli a strutturarsi come persone”.

“Se riusciremo a rendere i nostri studenti più gentili e più attenti al prossimo potremo dire di aver fatto la nostra parte per rendere il mondo migliore”, ha concluso il leader del primo sindacato dei presidi.

Un auspicio, quello di Giannelli, che non sempre trova corrispondenza nella realtà: anzi, negli ultimi anni da parte di un numero crescente di alunni e studenti si è ravvisato un rispetto minimale nei confronti dei compagni e dei docenti, con l’individualismo (e non di rado la maleducazione) invece sempre più prevalente.

Volontari della Croce Rossa in tutta Italia

Sulla Giornata della gentilezza si è soffermata anche la Croce rossa italiana, sostenendo che “è una voce amica, un sostegno concreto e un aiuto sicuro che” noi garantiamo “ogni giorno attraverso il numero di pubblica utilità 1520 e l’impegno dei volontari in tutta Italia“.

Con l’occasione, è stato rilanciato il progetto “CRI per le Persone – Il tempo della gentilezza”, realizzato con il contributo del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il progetto prevede una serie di attività a favore delle persone più vulnerabili per contrastare le solitudini involontarie, le fragilità e favorire percorsi di inclusione sociale attraverso piccole e quotidiane pratiche di gentilezza.

Per questo scopo sono stati attivati supporto psicologico telefonico, telemedicina e telecompagnia, un desk medico in grado di fornire informazioni e orientamento ai servizi sul territorio e un servizio di assistenza per non udenti.

Rocca: ‘Il Tempo della gentilezza’ non si ferma

“Nel 2020 il mondo intero si è fermato. Distanziamento sociale, solitudine. Eppure, c’è chi ha affrontato tutto questo – ha detto Francesco Rocca, presidente della Croce Rossa Italiana – ora dopo ora, giorno dopo giorno, dedicandosi agli altri, sempre con gentilezza: parlo dei nostri operatori sanitari e dei volontari in prima linea nella lotta al Covid-19. Hanno tenuto la mano dei pazienti nelle ambulanze in biocontenimento. Hanno sostenuto i malati nelle strutture sanitarie e bussato alle porte di chi era solo. Hanno fatto in modo che nessuno fosse abbandonato alle proprie paure. Ed è tutto quello che continuano a fare, quotidianamente.

“‘Il Tempo della gentilezza’ nato durante la pandemia, non si ferma”, ha puntualizzato il presidente.

“Oggi più che mai è necessario dare risposte concrete alle nuove povertà e a tutte quelle fragilità frutto delle conseguenze socio-economiche del virus”, ha concluso Rocca.

La squadra bipartisan di Valditara

da Tuttoscuola

Se si considera la qualità della scelta dei consiglieri che accompagneranno Valditara nel suo incarico, si può ritenere che il ministro voglia fare le cose in grande e che non intenda accontentarsi di una mera attività gestionale e amministrativa.

Peraltro, a differenza di molti altri ministri che lo hanno preceduto, ha davanti a sé un quinquennio di tempo che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) dargli tranquillità e continuità di azione per le riforme che vorrà affrontare.

Il ministro ha scelto come suoi consiglieri, tra gli altri, quattro “pezzi da 90”: Giuseppe Bertagna, Max Bruschi, Marco Campione e Luciano Chiappetta.

Professionisti che vengono da storie professionali diverse e che hanno collaborato con ministri con appartenenze politiche anche contrapposte. Del resto in linea con l’idea del ministro Valditara di perseguire “una grande alleanza per la Scuola e per il Merito. Quando l’ho lanciata – ha dichiarato Valditara – non intendevo fare della retorica, ma indicare la strada che oggi iniziamo a percorrere con questo accordo: una grande collaborazione tra istituzioni, parti sociali, docenti, studenti, famiglie, ognuno nel suo ruolo, per prenderci cura di quella straordinaria comunità che è la scuola italiana”.

I consiglieri incaricati non hanno bisogno di grandi presentazioni.

Giuseppe Bertagna è stato professore universitario a Bergamo fino al suo recente pensionamento. Al ministero dell’istruzione è noto per essere stato ascoltato consigliere del ministro Moratti e del sottosegretario Aprea nelle riforme della scuola nei primi anni del 2000. Riforme il cui impianto è sostanzialmente tuttora in atto.

Max Bruschi è stato capo dipartimento al ministero dell’istruzione con il ministro Azzolina. Prima di tale incarico è stato per diversi anni dirigente tecnico incaricato in Lombardia.

Marco Campione, libero professionista, è un esperto di politica scolastica. Per diversi anni è stato al ministero dell’istruzione a fianco di responsabili politici del PD: nella segreteria tecnica del ministro Fedeli e capo segreteria del sottosegretario Faraone (poi passato a Italia Viva).

Luciano Chiappetta, dirigente di lungo corso al ministero dell’istruzione, dove è stato anche capo dipartimento, ha una rara e riconosciuta conoscenza delle norme e degli ordinamenti.

Non ha una definita collocazione politica ma, dopo il pensionamento, ha svolto attività di consulenza per il sen. Mario Pittoni (responsabile del dipartimento Istruzione della Lega, nonché estensore principale del programma elettorale sulla scuola).

Tutti per uno, uno per tutti? Difficile da immaginare. Considerata la forte personalità e la variegata esperienza dei quattro consiglieri, il ministro Valditara dovrà gestirne i rapporti interni per farne una squadra coesa. E non sarà facile.

Completano la squadra del ministro Valditara il Capo di Gabinetto Giuseppe Recinto, già capo di gabinetto al Ministero dell’Università e il Capo dell’Ufficio legislativo Giuseppe Cerrone, già capo ufficio legislativo al Ministero dell’Università.

Terremoto/1: quanto sono sicure le nostre scuole?

da Tuttoscuola

Scosse telluriche continue e scuole chiuse per precauzione nelle Marche. Bene hanno fatto i sindaci a disporre la chiusura delle scuole, perché la sicurezza e la prevenzione in quei casi sono assolutamente necessarie.

Il prossimo 22 novembre sarà celebrata in Italia la VII Giornata Nazionale per la sicurezza nelle scuole. Il pensiero corre alla tragedia di San Giuliano di Puglia, quando vent’anni fa la scuola elementare crollò, unico edificio colpito dal sisma, provocando la morte di 27 alunni e di una maestra. Si accertò che l’edificio, pur essendo stato interessato da modifiche strutturali, non aveva ricevuto il dovuto collaudo statico che avrebbe evitato la tragedia.

Da allora i controlli sulla sicurezza degli edifici scolastici sono andati aumentando, rendendo le scuole più sicure, o forse – è il caso di dire – meno insicure.

Dal portale dati del ministero dell’istruzione la situazione dell’edilizia scolastica, rilevata per l’anno scolastico 2021-22, consente di conoscere la condizione dei 40.079 edifici scolastici in ordine al collaudo statico, obbligatorio per le nuove costruzioni e per quelle esistenti interessate a sopravvenute modifiche strutturali. Per gli altri edifici esistenti, pur non essendovi l’obbligo di collaudo statico delle strutture, sarebbe prudente comunque provvedervi, soprattutto per quelli che si trovano in aree ad elevato rischio sismico. In proposito, anche i 40.079 edifici scolastici sono individuati con il codice di classificazione sismica (da 1 a 4) in base all’area in cui sono ubicati. 2.901 edifici sono in codice 1 (maggior rischio sismico), 15.160 in codice 2, 15.910 in codice 3 e 6.108 in codice 4.

Insomma il 45% delle scuole italiane si trova in zone dove la probabilità che capiti un forte terremoto è alta o dove forti terremoti sono possibili.

Prima di addentrarci nei numeri, spieghiamo meglio il concetto di collaudo statico.

Il collaudo statico viene eseguito soprattutto in funzione della prevenzione dei fenomeni sismici, in particolare per gli edifici che si trovano nelle aree considerate a forte rischio sismico.

Per poter eseguire una corretta progettazione strutturale degli edifici è pertanto necessario conoscere il livello di pericolosità sismica della zona dove già si trova o si edificherà la struttura.

Ad ognuno dei 40.079 edifici scolastici rilevati nel 2021-22 è stato attribuito il valore del codice, a seconda dell’area in cui si trova classificata nella mappa della pericolosità sismica.

Vediamo quante scuole dispongono del certificato per ogni categoria di rischio.