Accordo Mim-Regioni

È stato raggiunto un accordo tra il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e la Commissione Istruzione, Università e Ricerca della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sulla ripartizione immediata di 500 milioni destinati al potenziamento dei laboratori degli Istituti Tecnici Superiori. Questi fondi si inseriscono nell’ambito della misura 1.5 della Missione Istruzione e Ricerca del PNRR, che prevede un investimento complessivo di 1,5 miliardi a favore degli ITS per favorire la crescita del sistema di formazione terziaria e per lo sviluppo e il potenziamento delle dotazioni laboratoriali.
Al momento dell’insediamento del nuovo governo questa misura risultava inattuata, il confronto costruttivo tenuto in questi giorni tra Ministero e Regioni ha permesso questa prima accelerazione. Il principio condiviso è stato quello di promuovere, nel dialogo costante e nel rispetto reciproco delle competenze, una programmazione coordinata degli interventi, proprio a partire dagli ITS Academy. Il Ministro ha quindi accolto la proposta delle Regioni e assicurato che già nei prossimi giorni verrà adottato il decreto di riparto.
Il riparto delle risorse destinerà 450 milioni agli istituti esistenti, dei quali il 60% destinato agli ITS del Centro-Nord e il 40% destinato agli ITS del Sud. I criteri di riparto si baseranno sulla valorizzazione del numero di iscritti ai percorsi ITS per 60% e sull’assegnazione di una quota fissa del 40%. Inoltre, i rimanenti 50 milioni saranno accantonati per le nuove Fondazioni, con la clausola che qualora i corsi non venissero attivati entro il 2023, i fondi verranno restituiti e spalmati su tutte le Regioni.

“Sono molto soddisfatto dell’accordo ottenuto con le Regioni” dichiara il Ministro Valditara “sia per ragioni di metodo che di merito. Dal punto di vista del metodo, segniamo una svolta nel rapporto tra Ministero, Regioni e territorio, all’insegna del confronto continuo e della valorizzazione delle autonomie, in nome di obiettivi virtuosi comuni”.
“Quanto al merito” prosegue il Ministro “c’è sicuramente soddisfazione perché, dopo l’inerzia del governo precedente, si è riusciti a sbloccare un altro dossier fondamentale per il comparto e per la messa a terra effettiva delle opportunità del PNRR. Inoltre, il potenziamento della filiera degli ITS permetterà di connettere più profondamente il sistema di istruzione e formazione con le esigenze concrete dei territori e del tessuto produttivo. Il pragmatismo che guarda alla realizzazione dei fatti piuttosto che alle parole generiche è il cambio di passo che da subito ho voluto trasmettere”.

“Bene lo sblocco delle risorse per gli ITS, una soluzione trovata grazie alla collaborazione istituzionale tra le Regioni e il Ministero dell’Istruzione per una corretta ripartizione delle risorse che permette di avere un equilibrio tra le diverse aree geografiche del nostro Paese e rivolgere lo sguardo anche alle nuove Fondazioni”, dichiara Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro e Nuovi Diritti, Formazione, Scuola della Regione Lazio e Coordinatore della Commissione Istruzione, Università e Ricerca della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. “In questo modo si rafforza il ruolo degli Istituti tecnici superiori” prosegue Di Berardino “che è bene ricordare offrono una formazione totalmente gratuita alle studentesse e agli studenti, e sono un esempio di eccellenza nella formazione e nello sblocco occupazionale”.

Come parlare di disabilità

Come parlare di disabilità. Un libro mette in guardia sugli errori più comuni
Redattore Sociale del 16/11/2022

In un volume per le Edizioni Erickson l’attivista Iacopo Melio spiega il linguaggio, le parole, il tono da usare quando si parla delle persone disabili: “Usare parole sbagliate significa alzare muri, usare parole giuste significa costruire ponti”

ROMA. Le parole non sono pietre, bensì mattoncini che, uno dopo l’altro, costruiscono atteggiamenti che poi possono determinare a fatti concreti. Ne è sicuro Iacopo Melio, giornalista, scrittore e, soprattutto, attivista per i diritti delle persone disabili, e per i diritti umani più in generale.  Fin dal titolo di questo agile, e in verità assai godibile, libretto, “È facile parlare di disabilità (se sai davvero come farlo)”, Melio, che di comunicazione se ne intende, dichiara l’intento: partire dalle parole per realizzare una società davvero a misura di tutti e di tutte. E a proposito delle parole e del loro potere di trasformazione del reale scrive la sociolinguista Vera Gheno nella prefazione del volume pubblicato per le Edizioni Erickson: “Perché se è pur vero che esse non possono cambiare la realtà, contribuiscono senz’altro a rendere più evidenti ai nostri occhi determinati aspetti di essa che, finché non venivano nominati, rimanevano cognitivamente in secondo piano. Quando una cosa, una caratteristica umana, un evento, un disagio hanno un nome, diventa decisamente più difficile fare finta che non esistano”.

Le parole da evitare
Le parole, tuttavia, sono scivolose, e Melio ci avverte fin dalle prime battute: non importa quanti anni abbiate e quale sia la vostra esperienza in merito, quasi sicuramente leggendo scoprirete di aver commesso qualche errore al riguardo. Ma non vi scoraggiate – rassicura – la consapevolezza potrà aiutarvi a non commettere errori in futuro. Peraltro tra i peggiori nemici delle persone con disabilità e delle parole che servono per raccontare le loro vite ci sono proprio i giornalisti che con titoli sensazionalistici, trafiletti pieni di compassione, pietismo e approfondimenti “medicalizzanti” non rendono un buon servizio alla collettività. Per combattere la visione della disabilità compassionevole, infantilistica e, talvolta, enfaticamente positiva occorre, allora, controllare il linguaggio e scegliere le parole una per una. Facciamo qualche esempio, lasciando ai lettori il piacere di scoprirne di nuovi all’interno del volume. No a “diversamente abile”, anche nella forma più fantasiosa di “diversabile” perché discriminatorio e paternalistico. No a “portatore” o “portatrice di handicap”, perché la disabilità non è un peso che soffoca chi ne è coinvolto. E no anche a “costretto” o “costretta in carrozzina” perché, lungi dal costringere alcuno, la carrozzina rappresenta libertà, indipendenza e socialità per chi ne fa uso. Ma attenzione anche al tono, ammonisce l’autore: attirare i lettori facendo leva sull’emotività non raggiunge l’obiettivo di sensibilizzare o di informare, ma abitua chi legge a una visione distorta della disabilità nel suo complesso.

Uno strumento utile per chi si occupa di comunicazione
Insomma, chiunque si occupa di comunicazione potrebbe trovare in questo volume spunti utili non solo per mettersi al riparo da possibili errori e cadute, ma anche per riflettere sull’importanza del linguaggio. Perché come Melio non si stanca di ripetere: “Usare parole sbagliate significa alzare muri, usare parole giuste significa costruire ponti. Cambiare le parole, invece, significa cambiare le informazioni, i concetti e le idee, e quindi cambiare la realtà”.

PNRR, Valditara: “Nonostante i ritardi del governo precedente, rispetteremo le scadenze del 31 dicembre”

da OrizzonteScuola

Di redazione

Giornata dedicata al PNRR per il governo Meloni. Due incontri per il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, il primo con il Presidente dell’Anci Antonio Decaro.

La discussione è stata incentrata sulle esigenze poste dall’Anci rispetto alle scadenze e allo stato di aggiornamento del PNRR, e ha prodotto una piena intesa sui seguenti punti:

– Sul piano per gli asili nido e scuole dell’infanzia, preso atto dei ritardi accumulati in precedenza, il Ministro ha recepito le istanze di ANCI e si è concordato di posticipare la scadenza interna dal 31 marzo 2023 al 31 maggio 2023. Si è condiviso comunque l’impegno a valutare l’opportunità di una proroga della milestone europea del 30 giugno, sempre in raccordo con le istituzioni europee.

– Sul piano per la messa in sicurezza, il Ministro ha recepito le istanze di ANCI e si è impegnato a fissare per decreto la definizione dei termini entro il 15 settembre 2023.

– In riferimento ai ribassi d’asta, raccolte le richieste di ANCI, il Ministro si impegna a valutare una proposta normativa che consenta la loro applicazione anche ai progetti in essere.

– Per quanto riguarda la messa in sicurezza e riqualificazione degli impianti scolastici, il Ministro ha preannunciato la possibilità di implementare a breve un piano ambizioso e significativo sull’edilizia scolastica.

“Sono molto soddisfatto del dialogo costruttivo con il Presidente Decaro e con i Comuni italiani” – dichiara il Ministro Valditara –.“La grande Alleanza per la Scuola e per il Merito che ho lanciato, e in cui credo fortemente, non può che avere tra i suoi interlocutori privilegiati le istituzioni più di prossimità, più vicine alle esigenze quotidiane dei territori e delle famiglie. Da questo punto di vista, oggi facciamo il primo passo significativo e concreto di un percorso che intende colmare i ritardi accumulati da esperienze precedenti e ottimizzare al massimo le possibilità di sviluppo offerte dal PNRR”.

“Abbiamo avuto con il ministro Valditara un incontro positivo– ha commentato Antonio Decaro – nel corso del quale abbiamo esaminato lo stato di avanzamento dei progetti del PNRR per asili nido e scuole dell’infanzia affidati alla realizzazione dei Comuni. Alla luce dell’incontro, come ANCI siamo fiduciosi che si sia intrapresa la strada giusta per la realizzazione di opere così importanti per i nostri concittadini. Sarà importante proseguire nel percorso di piena collaborazione tra le istituzioni per verificare l’attuazione dei progetti e per affrontare di volta in volta le questioni che si porranno”.

Cabina di regia sul PNRR con gli altri membri del governo

“È stato un positivo e propositivo incontro di coordinamento, figlio anzitutto dell’intenzione del governo di ottimizzare nel miglior modo possibile tutte le opportunità di sviluppo offerte dal PNRR” dichiara il Ministro Valditara“Da parte mia” prosegue il Ministro “ho anzitutto garantito che, nonostante le criticità pregresse e i ritardi accumulati dal precedente governo, rispetteremo le scadenze imminenti, quelle del 31 dicembre, che coinvolgono snodi fondamentali per il nostro sistema dell’istruzione. Mi riferisco anzitutto al tema del dimensionamento, dove si agirà attraverso norma primaria; a quello dell’orientamento, rispetto a cui appena entrato in carica ho costituito un Gruppo di lavoro con la missione di mettere concretamente a terra le linee-guida che saranno alla base del decreto, con particolare attenzione al contrasto alla dispersione scolastica e alla prevenzione del fenomeno dei Neet; a quello dell’incentivazione delle competenze Stem, dove si procederà sempre con norma primaria”. “Inoltre” conclude il Ministro “abbiamo condiviso la necessità di sviluppare in prospettiva un confronto più ampio sulle questioni rilevanti per il PNRR Istruzione, che potranno dare vita a interventi ulteriori e anche correttivi, nel costante dialogo con la Commissione Europea”.

Istruzione

Con il decreto-legge n. 36 del 2022 è stata realizzata la riforma della carriera dei docenti, che ha l’obiettivo di introdurre nuovi criteri di reclutamento per attrarre e motivare insegnanti altamente qualificati.

Gli obiettivi del traguardo riguardano, in particolare:

– la previsione di un’elevata specializzazione nel campo della didattica ai fini dell’accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado;
– la regolamentazione della mobilità degli insegnanti nel primario interesse della continuità dell’insegnamento;
– la previsione di una progressione di carriera collegata alla valutazione delle prestazioni e allo sviluppo professionale continuo.

Il Ministero dell’istruzione ha anche adottato il piano Scuola 4.0, al fine di favorire la transizione digitale del sistema scolastico italiano. Il Piano è articolato in due sezioni e prevede in primo luogo, la trasformazione di 100.000 classi delle scuole primarie e secondarie in ambienti di apprendimento innovativi, adattabili e flessibili, connessi e integrati con tecnologie digitali, fisiche e virtuali.

In secondo luogo, si prevede la creazione di laboratori per le nuove professioni digitali in tutte le scuole del secondo ciclo di istruzione, con laboratori interconnessi con imprese e start-up innovative per la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore delle nuove professioni digitali.

Nell’ambito del secondo semestre del 2022 dovranno realizzarsi numerosi adempimenti riferiti alle riforme che interessano il sistema di istruzione primaria e secondaria.

In particolare, la normativa primaria, che dovrà contenere scadenze precise anche per l’emanazione degli atti di normazione secondaria, si pone l’obiettivo di migliorare i risultati scolastici con interventi di:

− riforma dell’organizzazione del sistema di istruzione al fine di adeguarlo agli sviluppi demografici (numero di scuole e rapporto studenti/docenti);
− riforma del sistema di orientamento al fine di ridurre al minimo il tasso di abbandono scolastico nell’istruzione terziaria;
− rafforzamento del sistema dell’istruzione tecnica e professionale, anche tramite l’adozione di nuovi curricula e il loro orientamento verso l’innovazione introdotta dal piano nazionale Industria 4.0;
− integrazione di attività, metodologie e contenuti volti a sviluppare e rafforzare le competenze STEM, digitali e di innovazione in tutti i cicli scolastici, dall’asilo nido alla scuola secondaria di secondo grado, con l’obiettivo di incentivare le iscrizioni ai curricula STEM terziari, in particolare per le donne.

In relazione a tale traguardo, con la legge di bilancio per il 2022 si è intervenuti sulla riduzione del numero di alunni per classi ed è stata approvata la legge che ha previsto l’istituzione del Sistema terziario di istruzione tecnologica superiore.

Con il recente decreto-legge n. 144 del 2022 è stata completata l’adozione delle norme primarie necessarie alla riforma del sistema degli istituti di istruzione secondaria tecnica e professionale. È in corso di definizione l’iter per l’adozione del decreto ministeriale che definirà le linee guida per la riforma del sistema di orientamento.

Devono, infine, essere ancora adottate le norme relative al dimensionamento della rete scolastica.

L’adozione di tutte le norme di rango secondario necessarie per l’attuazione di queste riforme dovrà intervenire entro la fine del 2023.

È stato poi già raggiunto il traguardo relativo alla costruzione di un sistema di formazione di qualità per le scuole e alla istituzione della Scuola di alta formazione.

Il traguardo è conseguito con le disposizioni del decreto-legge n. 36 del 2022 in materia di formazione del personale docente e di istituzione della Scuola di alta formazione dell’istruzione.

Le riforme

Riforma degli istituti tecnici professionali

La riforma mira ad allineare i curricula degli istituti tecnici e professionali alla domanda di competenze che proviene dal tessuto produttivo del Paese, in particolare verso l’output di innovazione del piano nazionale Industria 4.0 e la profonda innovazione digitale in atto in tutti i settori del mercato del lavoro.

L’elevata qualità del curriculum offerto incoraggerà l’occupabilità, grazie anche all’armonizzazione dei programmi di formazione in base alle esigenze di ciascun territorio.

La riforma investe sul capitale umano in un approccio mirato e adeguato alle condizioni geografiche, economiche e sociali di ogni contesto locale, con benefici diretti di breve e lungo termine sulle potenzialità di crescita del Paese.

Riforma dell’orientamento

La riforma introdurrà moduli di orientamento nelle scuole secondarie di I e II grado (non meno di 30 ore per le studentesse e gli studenti del IV e V anno) e verrà realizzata una piattaforma digitale di orientamento relativa all’offerta formativa terziaria degli Atenei e degli ITS. Mettere in sinergia il sistema di istruzione, quello universitario e il mondo del lavoro favorisce una scelta consapevole di prosecuzione del percorso di studi o di ulteriore formazione professionalizzante e contrasta dispersione scolastica e crescita dei neet.

Nella riforma è previsto anche l’ampliamento della sperimentazione dei licei e tecnici quadriennali, con ulteriori 1.000 classi in altrettante scuole (in aggiunta rispetto alle 100 attuali).

La riforma sarà adottata entro il 2022.

Riorganizzazione del sistema scolastico

La riforma intende intervenire su due aspetti strategici: il numero delle studentesse e degli studenti per classe e il dimensionamento della rete scolastica.

Il numero degli iscritti alle scuole diminuirà nei prossimi anni a causa della denatalità, comportando una riduzione della necessità di personale scolastico: uno scenario che offre l’occasione per ripensare l’organizzazione del sistema scolastico.

Il risultato finale sarà una riduzione del numero medio di studentesse e studenti per classe, a vantaggio della qualità dell’insegnamento.

Riforma del sistema ITS

La riforma mira a semplificare il modello organizzativo e didattico, aumentare il numero degli istituti e degli iscritti, migliorare la qualità del collegamento con la rete degli imprenditori nei territori, al fine di colmare il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro.

Gli ITS, grazie anche a partnership con imprese, università, centri di ricerca ed Enti Locali, potranno offrire così corsi terziari job-oriented sempre più avanzati per la formazione di tecnici che gestiscono sistemi e processi ad alta complessità in sei aree: efficienza energetica; mobilità sostenibile; nuove tecnologie della vita; nuove tecnologie per il Made in Italy; tecnologie innovative per il patrimonio culturale e attività connesse; tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

La piena attuazione della riforma, che sarà adottata entro il primo semestre del 2022, è prevista nel 2025.

Asilo nido e Scuola dell’Infanzia

3 miliardi di euro per il Piano per gli asili nido e le Scuole dell’infanzia: l’obiettivo è ridurre il divario esistente nei servizi educativi per la prima infanzia e potenziarli su tutto il territorio nella fascia di età 0-6 anni. I 3 miliardi saranno così divisi: 2,4 miliardi per la fascia 0-2 anni (il 55,29% di queste risorse andrà al Mezzogiorno) e 600 mln per la fascia 3-5 (40% al Mezzogiorno). Si tratta della seconda tranche di uno stanziamento complessivo di 4,6 miliardi previsti nel PNRR per questo capitolo, grazie ai quali si realizzeranno complessivamente 1.800 interventi di edilizia scolastica e saranno creati 264.480 nuovi posti per accogliere bambine e bambini, migliorando il servizio offerto alle famiglie a supporto, anche, dell’occupazione femminile.

Scuole innovative

800 milioni di euro per il Piano di costruzione di 195 nuove scuole che sostituiranno vecchi edifici (il 40% delle risorse andrà al Mezzogiorno). Si tratterà di scuole innovative dal punto di vista architettonico e strutturale, altamente sostenibili e con il massimo dell’efficienza energetica, inclusive e in grado di garantire una didattica basata su metodologie innovative e su una piena fruibilità degli ambienti didattici. Una volta individuate le aree per la costruzione delle scuole, il Ministero dell’Istruzione bandirà un concorso di progettazione.

Mense scolastiche

400 milioni di euro per il potenziamento del tempo pieno attraverso l’incremento delle mense scolastiche (il 57,68% delle risorse andrà al Mezzogiorno). Lo stanziamento consentirà di realizzare circa mille interventi, costruendo nuovi spazi o riqualificando quelli esistenti.

Palestre

300 milioni di euro (il 54,29% delle risorse andrà al Mezzogiorno) per aumentare l’offerta di attività sportive attraverso la costruzione di palestre o la riqualificazione di quelle esistenti, per un totale di 230.400 metri quadrati da realizzare o riqualificare.

Messa in sicurezza delle scuole

710 milioni di euro per il Piano di messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole (il 40% delle risorse andrà al Mezzogiorno): le Regioni individuano gli Enti da ammettere a finanziamento sulla base delle programmazioni regionali per garantire la messa in sicurezza e la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico esistente.

Ecco il sito del Pnrr per l’istruzione con un portale unico che consentirà al mondo scuola di trovare dati, avvisi pubblici, informazioni.

Istruzione e Ricerca: stanzia complessivamente 31,9 miliardi di euro, di cui 17 per la scuola (30,9 miliardi dal Dispositivo RRF e 1 dal Fondo) con l’obiettivo di rafforzare il sistema educativo, le competenze digitali e tecnico-scientifiche, la ricerca e il trasferimento tecnologico.

PNNR [PDF]


Mail docenti e ATA, la casella @posta.istruzione.it si richiede solo se necessario. Quando viene disattivata. NOTA

da OrizzonteScuola

Di redazione

Precisazioni in merito all’utilizzo della casella @posta.istruzione.it arrivano con la nota ministeriale del 7 novembre. Il personale docente, educativo, ATA può chiedere l’attivazione della casella se ha un contratto di minimo 60 giorni. La casella di posta istituzionale deve essere tenuta attiva solo se strettamente necessaria all’attività lavorativa, scrive il MI.

Il Ministero precisa che per tutti i servizi del portale ministeriale, non è indispensabile avere una casella istituzionale “@posta.istruzione.it”, ma è sufficiente avere un indirizzo email personale ed eventualmente un indirizzo PEC, registrati sulla propria area riservata.

Per ottimizzare le risorse finanziarie impegnate, il MI invita il personale docente, educativo, tecnico e ausiliario, a richiedere la casella di posta ministeriale solo quando strettamente necessario e a revocarla non appena cessi l’esigenza di utilizzarla.

Il Ministero ha attivato procedure periodiche di revisione, che disattivano automaticamente le caselle istituzionali nei seguenti casi:

  • Caselle di posta assegnate a personale cessato da almeno 3 mesi;
  • Caselle di posta non utilizzate da almeno 6 mesi

NOTA

Osamu Dazai, Lo squalificato

Osamu Dazai, nell’opera la vita

di Antonio Stanca

   Quest’anno Feltrinelli, nella serie “Universale Economica” e con la traduzione di Marcella Bonsanti, ha ristampato Lo squalificato, secondo e ultimo romanzo dello scrittore giapponese Osamu Dazai. Lo pubblicò nel 1948, un anno dopo Il sole si spegne e lo superò quanto a successo.

    Dazai è nato a Kanagi nel 1909 ed è morto suicida a Tokyo nel 1948. Aveva trentanove anni, proveniva da una ricca e numerosa famiglia del Giappone settentrionale. Già nel periodo delle scuole superiori si era rivelato uno spirito ribelle, rivoluzionario e lo sarebbe stato ancor più durante l’Università perché attirato dalle ideologie di sinistra che si andavano diffondendo nel Giappone di quegli anni. Insofferente, inquieto, contraddittorio, Dazai aveva lasciato la famiglia, l’Università, si era sposato, aveva tentato il suicidio, aveva cominciato con quella vita dissoluta, con quella condizione sregolata, esposta all’alcol se non alla droga, che sarebbe stata sua per sempre. Influenzato da letture giovanili, intorno agli anni ‘30 aveva iniziato a scrivere, prima racconti, poi poesie. Durante la seconda guerra mondiale aveva continuato. Esentato dal servizio militare per problemi di salute, si era sposato di nuovo, aveva avuto il primo figlio ma non aveva smesso con la sua maniera di vivere sbandata, errabonda. Altre residenze, altre ristrettezze economiche, altre mogli, altre concessioni all’alcol, altri figli, altri tentati suicidi erano venuti finché nel 1948 c’era stato quello riuscito per lui e per l’ultima sua compagna, l’estetista Tomie Yamazaki, per la quale aveva abbandonato anche i figli.

    Riguardo all’attività letteraria di questi periodi Dazai vi si era dedicato con scarso interesse. Aveva, tuttavia, raggiunto una certa notorietà anche se vi aveva contribuito la sua fama di inguaribile bevitore, di irreparabile donnaiolo. Dopo la guerra si concentrerà sulla scrittura narrativa, con racconti e soprattutto col primo romanzo Il sole si spegne diventerà noto. L’anno successivo con Lo squalificato la sua fama verrà confermata. Più riuscito dell’altro sarà questo romanzo. E’ l’ultimo della sua breve vita dal momento che un terzo è rimasto incompiuto.

   Ne Lo squalificato avviene un processo d’identificazione tra la vita e l’opera dell’autore. Nel protagonista Yozo, che giovanissimo lascia la famiglia, gli studi e comincia una vita disordinata, facilmente si può riconoscere il giovane Dazai. Ed è possibile farlo in tutta la narrazione: le strane, avventurose, pericolose vicende, la povertà, l’alcol, le donne, le buone e le cattive amicizie, i tentati suicidi, lo stato di disperazione, i propositi di superarlo compresi quelli rivolti all’attività artistica, sono tutti elementi, aspetti della vita dello scrittore e li ha fatti impersonare da Yozo. Simile a quella di Yozo è stata la strada percorsa dal Dazai, entrambi sono stati vinti, sconfitti, “squalificati” dalla vita, entrambi hanno avuto paura dei problemi, degli altri, sono fuggiti dal mondo, hanno cercato una vita propria, non hanno capito che sarebbe valsa solo per loro, che li avrebbe fatti rimanere indietro, li avrebbe portati alla deriva. Dotati, tuttavia, di genio avrebbero conosciuto anche il successo ma sommerso sarebbe stato da quell’inclinazione, da quella tendenza verso la rovina che in loro era ben più radicata di qualunque altra.

   Con Dazai sembra essersi ripetuto il caso dei “poeti maledetti” propri del Decadentismo europeo, in particolare francese, di quegli artisti che negavano ogni regola, rifiutavano la storia, non distinguevano tra la vita e la morte fino al punto da non sapere quale preferire. Non si può nascondere che Dazai abbia risentito di simili influenze. La letteratura occidentale del primo Novecento esercitava da tempo il suo fascino negli ambienti culturali e artistici di oltreoceano. Un chiaro riflesso ne è il soggettivismo al quale Lo squalificato è improntato, il senso del dramma inevitabile che pervade l’intera opera. Non completamente liberata è, però, da ascendenti letterari orientali quali le anticipazioni, le brevi enunciazioni di quanto deve ancora avvenire.    Bene è riuscito Dazai a combinare tanti elementi, il suo è diventato un caso letterario, un riferimento essenziale nel contesto della letteratura orientale. E’ stato tra la vita e l’opera ed è riuscito a passare da quella a questa.

Atto d’indirizzo. Lavoro agile e da remoto per il personale ATA

da La Tecnica della Scuola

Di Salvatore Pappalardo

Dopo la sottoscrizione della parte economica del contratto riguardante il triennio 2019/2021, si aspetta l’incontro tra l’ARAN e le parti sociali al fine di portare a termine anche la parte normativa che con molta probabilità, dovrebbe proseguire e finire quanto prima, se non entro il 2022 comunque entro il mese di gennaio del 2023.

Lavoro agile e da remoto

Il lavoro agile e da remoto, che nel periodo della pandemia era diventato una situazione emergenziale, oggi si vuole disciplinare non solo per i docenti, ma soprattutto per il personale ATA; tale modalità lavorativa, dovrebbe rappresentare un’alternativa al lavoro in presenza, qualificandosi come una delle possibili modalità di effettuazione della prestazione lavorativa da parte dei dipendenti.

Criteri generali per il lavoro agile

Il contratto intende definire l’esercizio di tale modalità di lavoro che dovrà essere realizzato in alternanza con il lavoro in presenza, anche al fine di migliorare l’equilibrio tra tempi di vita e di lavoro e la condizione lavorativa, per migliorare l’innovazione organizzativa e la qualità del servizio fermo restante che la sua organizzazione è possibile solo dove sussistano i necessari requisiti organizzativi e tecnologici per operare con tale modalità.

 Diritti del lavoratore

In merito al lavoro agile e a distanza il contratto deve disciplinare le modalità della prestazione con particolare riguardo:

  • ai diritti e alle relazioni sindacali,
  • alla formazione specifica,
  • alla predisposizione e utilizzo:
  • dei dispositivi,
  • della salute e sicurezza,
  • del tempo di lavoro e di reperibilità,
  • del diritto alla disconnessione,
  • dei rientri,
  • di tutti gli altri aspetti del rapporto di lavoro che esigono adattamenti in caso di lavoro eseguito non in presenza.

Sciopero di studenti, docenti e Ata il 18 novembre. Cortei e manifestazioni in tutta Italia

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

In attesa dello sciopero generale proclamato dai sindacati di base per il 2 dicembre, venerdì 18 novembre ci sarà un primo “assaggio” con una iniziativa nazionale degli studenti che in molte città promuoveranno cortei e manifestazioni.
Più di una le ragioni della protesta: la più ovvia riguarda la scuola (gli studenti rivendicano edifici scolastici sicuri e adeguati, classi meno numerose, niente PCTO da sostituirsi con un vero è proprio “salario di formazione”); ma ci sono anche questioni politiche diverse, a partire dalla richiesta di abrogazione del decreto anti-rave: gli studenti temono infatti che la legge possa servire anche a sanzionare pesantemente le occupazioni delle scuole.
L’Unione degli studenti riassume in 5 punti tutta la protesta: una legge nazionale sul diritto allo studio, riforma della rappresentanza e partecipazione studentesca, riforma dello statuto dei diritti, eliminazione dei PCTO e scuole più inclusive.
A sostenere gli studenti è sceso in campo il SISA (Sindacato indipendente scuola ambiente) che ha proclamato un sciopero di tutto il personale della scuola con un’ampia piattaforma che fa riferimento ai tanti problemi del momento (edilizia, organici, stipendi, classi numerose e così via)

La formazione nell’atto d’indirizzo. Elemento ricorrente

da La Tecnica della Scuola

Di Salvatore Pappalardo

La parte comune dell’atto d’indirizzo prevede una serie di punti volti non solo a rafforzare gli strumenti di dialogo e di partecipazione tra l’Amministrazione e le rappresentanze sindacali, ma soprattutto volti a:
• disciplinare un sistema strutturato di formazione per tutto il personale;
• valorizzare il personale, anche attraverso forme d’incentivazione alla formazione e all’impegno nelle attività di sostegno all’autonomia scolastica;
• valorizzare il merito e valutare il personale in attuazione alle vigenti norme, evitando forme di corresponsione generalizzata dei trattamenti accessori definiti in sede integrativa.

Formazione continua e in orario di servizio

Uno dei principali argomenti messi sul tavolo dall’atto d’indirizzo, relativamente la comparto scuola, è la formazione continua del personale docente quale diritto/dovere che si esplica all’interno dell’orario di servizio.

Trasformazione digitale e formazione obbligatoria

Il contratto, fermo restante le forme di partecipazione sindacale individuate, e nel rispetto delle prerogative degli organi collegiali della scuola, potrà prevedere un numero di ore di formazione obbligatorie, che saranno finalizzate alla formazione dei docenti:
• sulle metodologie didattiche innovative
• sulle competenze linguistiche e digitali
• sulla preparazione degli allievi alla cittadinanza,
• al miglioramento delle competenze informatiche e digitali per l’utilizzo degli strumenti informatici collegati al lavoro amministrativo (transizione digitale.)

Formazione senza oneri

Allo scopo di evitare oneri di sostituzione di personale e di garantire al contempo la continuità didattica, il contratto, pur riconoscendo le ore di formazione come orario di lavoro, dovrà comunque confermare le previsioni negoziali vigenti secondo cui le stesse devono fruirsi fuori dell’orario di lezione, mediante una flessibilità dell’orario d’obbligo d’insegnamento anche con riferimento al personale che svolge la funzione di docenza nell’ambito delle attività formative.

Valorizzazione professionale

Il contratto, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, valorizzando l’impegno ulteriore previsto per tutto il personale e fermo restando il principio della remunerazione delle attività di formazione, potrà altresì prevedere le modalità attraverso le quali l’impegno in attività di formazione in servizio certificate, valutate e coerenti con l’attività svolta, potranno collegarsi al riconoscimento delle competenze maturate nell’ambito degli sviluppi di
valorizzazione professionale, anche in relazione a quanto previsto dall’art. 24 del CCNL 2006-2009.

Inclusione scolastica. Le linee guida per il riconoscimento della disabilità e per la stesura del profilo di funzionamento

da La Tecnica della Scuola

Di Salvatore Pappalardo

In attuazione a quanto disposto dal decreto 66/2017 e dalle modifiche apportate dal decreto 96/2019, il gruppo di lavoro istituito nel 2018, ha emanato le linee d’indirizzo al fine di consolidare la prassi inclusiva dell’istituzione scolastica in tutti gli ordini di scuola per i soggetti con disabilità

Riconoscimento della disabilità

Alfine di riconoscere la disabilità dei soggetti in età evolutiva, le linee guida definiscono i criteri, i contenuti e le modalità di redazione:
• della certificazione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica, tenuto conto della Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD) e della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) dell’OMS;
• del Profilo di Funzionamento (PF), tenuto conto di ICF dell’OMS.

Criteri certificazione di disabilità

La certificazione di disabilità in età evolutiva, deve avere un valore integrativo del percorso di accertamento propedeutico alla redazione del profilo di funzionamento e deve essere un continuum valutativo tra l’accertamento della generica condizione di svantaggio e i concreti “accomodamenti ragionevoli”.

Contenuti certificazione di disabilità

La certificazione deve accertare se l’interazione tra la situazione di handicap e fattori ambientali di diversa natura ponga il soggetto in una situazione di potenziale restrizione di partecipazione in ambito scolastico tale da richiedere una significativa modificazione e personalizzazione della programmazione didattica e/o degli strumenti che devono essere utilizzati per accedere ai contenuti didattici attraverso la predisposizione di un Piano educativo individualizzato.

Modalità accertamento della condizione di disabilità

Al fine di promuovere l’inclusione scolastica di tutti gli alunni con disabilità nella scuola di ogni ordine e grado, la modalità per accertare la condizione di disabilità prevede i seguenti passaggi:

• i genitori presentano la domanda all’inps accompagnata dal “certificato medico diagnostico funzionale” contenente la diagnosi clinica e gli elementi attinenti alla valutazione del funzionamento;
• l’accertamento delle condizioni di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica, è eseguito dalle competenti Commissioni, con le modalità telematiche INPS o in cooperazione applicativa ASL-INPS;
• il verbale di condizione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica deve esprimere un giudizio sull’entità della potenziale restrizione di partecipazione (assente, lieve, media, elevata, molto elevata) per ciascun dominio e fornire le relative raccomandazioni;
• il verbale sarà reso disponibile al richiedente in duplice versione: una completa e l’altra con omissis dei dati sensibili di natura sanitaria relativi all’anamnesi, all’esame obiettivo, agli accertamenti specialistici esibiti o richiesti e alla diagnosi;
• il verbale costituirà il presupposto necessario per la redazione del profilo di funzionamento secondo i criteri del modello biopsicosociale alla base di ICF ai fini della successiva formulazione del Piano educativo individualizzato (PEI).

Profilo di funzionamento

Il profilo di funzionamento risulta costituito da quattro sezioni:
• la prima individua i dati anagrafici del soggetto;
• la seconda indica: l’anamnesi essenziale, le osservazioni cliniche, la diagnosi e la prognosi;
• la terza rende evidente i punti di forza del soggetto,
• la quarta rende evidente i punti deboli del soggetto riguardo all’apprendimento, alla comunicazione, alle relazioni e socializzazione e all’autonomia personale.

Chi redige il profilo di funzionamento

Il Profilo di funzionamento è redatto da un’unità di valutazione multidisciplinare nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), in collaborazione con i genitori del soggetto disabile e ove le condizioni lo consentissero dal soggetto stesso. L’unità di valutazione multidisciplinare è composta da:
• uno specialista in neuropsichiatria infantile o un medico specialista, esperto nella patologia che connota lo stato di salute del minore;
• almeno due delle seguenti figure:

  • un esercente di professione sanitaria nell’area della riabilitazione,
  • uno psicologo dell’età evolutiva,
  • un assistente sociale o un pedagogista o un altro delegato, in possesso di specifica qualificazione professionale, in rappresentanza dell’Ente territoriale di competenza.
    • il dirigente scolastico ovvero un docente specializzato sul sostegno didattico, operante nell’istituzione scolastica ove è iscritto il soggetto disabile.

Aggiornamento del profilo di funzionamento

Il Profilo di funzionamento, al fine dell’inclusione scolastica, è aggiornato al passaggio di ogni grado d’istruzione, a partire dalla scuola dell’infanzia, e in presenza di nuove e sopravvenute condizioni di funzionamento della persona.

Arretrati del contratto: i veri importi netti. Le tabelle di Tuttoscuola

da Tuttoscuola

A metà dicembre gli arretrati netti del contratto scuola saranno corrisposti a parte, rispetto allo stipendio del mese e alla tredicesima mensilità. In queste ultime ore alcuni siti hanno pubblicato tabelle con gli importi degli arretrati ritenuti netti ma non esatti; altri siti hanno riportato gli importi degli arretrati calcolati probabilmente con difetti di impostazione. Tuttoscuola, grazie anche alla interlocuzione con la Cisl-scuola, ha verificato la corretta interpretazione contrattuale e ha accertato questi dati fondamentali:

  • I valori mensili lordi da utilizzare per calcolare gli arretrati 2019, 2020 e 2021 sono esattamente quelli riportati nelle tabelle dell’ipotesi contrattuale, e non altri, ottenuti, invece, per differenza da quelli dell’anno precedente.
  • La somma degli importi annuali per il 2019, il 2020, il 2021 e il 2022, comprensivi della 13.a mensilità, non viene utilizzata integralmente per definire l’arretrato tabellare, ma soltanto al 95%, come concordato all’ARAN come elemento precauzionale in vista del completamento della contrattazione a gennaio.
  • A questo arretrato tabellare calcolato al 95% va aggiunto per il 2022 l’arretrato (12 mensilità) per l’aumento della Retribuzione Professionale Docenti (RPD) e il Compenso Individuale Accessorio (CIA) per il personale ATA.

Dopo avere ottenuto in modo corretto per ogni figura professionale l’importo lordo complessivo dell’arretrato, si è proceduto a calcolare il netto previdenziale che si ottiene detraendo dal lordo l’importo dell’11,1% (somma di tutti i contributi previdenziali e assistenziali); per i docenti di infanzia e primaria l’importo va maggiorato del contributo ENAM (0,80%) portandolo complessivamente a 11,9%.

Sul netto previdenziale va infine applicata la ritenuta erariale (IRPEF), determinata per ciascuna posizione in base allo stipendio annuo. La maggior parte del personale scolastico ha una retribuzione annuale compresa tra i 15mila e i 28 mila che comporta l’applicazione del 25% di IRPEF; per retribuzioni superiori e comunque entro il limite di 50 mila euro l’IRPEF è del 35%.

Di seguito vengono riportate le tabelle con gli arretrati lordi e netti (clicca sulla tabella per ingrandirla).

 

Avviso 16 novembre 2022, AOODGOSV 31583

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione
Ufficio IV

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI
Al Sovrintendente Scolastico per la Scuola in lingua italiana della Provincia Autonoma di BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca della Provincia Autonoma di BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine della Provincia Autonoma di BOLZANO
Al Dirigente Generale del Dipartimento della Conoscenza della Provincia Autonoma di TRENTO
Al Sovrintendente Scolastico per la Regione Autonoma VALLE D’AOSTA
LORO SEDI

Oggetto: V Edizione Campionato nazionale di Pasticceria – Istituti alberghieri d’Italia. Bando di concorso per l’edizione dell’anno scolastico 2022-2023. IISS “Piera Cillario Ferrero” Arte Bianca di Neive (CN) dal 28 al 30 marzo 2023.

Infoday Erasmus+ sulle novità 2023

Università: a Roma un infoday Erasmus+ sulle novità 2023

Il 15 e 16 novembre l’incontro con gli Istituti di istruzione superiore che partecipano al Programma

Roma, 15 novembre 2022 – Il 15 ed il 16 novembre 2022 l’Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE organizza un Infoday nazionale dedicato alla Call Erasmus+ 2023. L’incontro si terrà a Roma, presso il Centro Congressi Roma Eventi – Fontana di Trevi (Piazza della Pilotta, 4) con la partecipazione della Commissione Europea, Direzione Generale per l’Istruzione, gioventù, sport e cultura (DG EAC), con un contributo sulle priorità della politica esterna dell’Unione e sulle opportunità di cooperazione in materia di istruzione. Nell’occasione, interverrà anche l’Ambasciata italiana a Dakar, per un approfondimento sugli ambiti di cooperazione universitaria con il Senegal, in collaborazione con l’Erasmus+ National Focal Point in Senegal.

A tal proposito, il Direttore Generale dell’Agenzia Erasmus+ Indire, Flaminio Galli, dichiara: “La nuova Call 2023, di prossima pubblicazione, si inserisce in un contesto molto positivo rispetto alla partecipazione degli studenti italiani alle mobilità di studio e tirocinio in Erasmus+. I dati 2022 mostrano come ci siamo ormai lasciati alle spalle i mesi della pandemia, che avevano rallentato i flussi di mobilità. Oggi più che mai il Programma è al centro di un forte rilancio che si inserisce nel quadro strategico più ampio della internazionalizzazione dei nostri Istituti”.

Nel corso della due giorni, prenderanno parte ai lavori i rappresentanti degli Istituti di istruzione superiore italiani in possesso di ECHE (Erasmus Charter for Higher Education), che partecipano al Programma. Oggetto dell’evento: le azioni Erasmus+ a gestione indiretta da parte delle Agenzie Nazionali, quali le azioni di mobilità verso l’Europa, nonché le mobilità da e verso i paesi terzi non associati al Programma ed anche le opportunità dei partenariati di cooperazione nel settore dell’Istruzione Superiore.

Un focus particolare alle azioni a gestione diretta da parte della Commissione Europea sarà dedicato dai gruppi di lavoro che si terranno nella mattina del 16 novembre con il contributo da remoto del personale dell’Agenzia esecutiva per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura di Bruxelles (EACEA) per approfondimenti sulle opportunità Erasmus Mundus, Jean Monnet e Capacity Building.

IL PROGRAMMA IN ITALIA

L’Italia partecipa con successo alle opportunità del Programma dal 1987. Il Paese si classifica al terzo posto in Europa per la popolazione studentesca in uscita e in entrata. Gli istituti italiani sono inoltre molto competitivi anche nelle azioni centralizzate, Jean Monnet e Capacity Building.

Dall’avvio di questa programmazione, 2021-2027, la sfida posta dal Programma è incentrata su 4 priorità: Inclusione, Trasformazione digitale, Sostenibilità ambientale e Partecipazione attiva alla vita civile.

Durante i lavori, sono previste delle specifiche sessioni di Q&A durante le quali i partecipanti potranno rivolgere quesiti all’Agenzia Nazionale e alla EACEA.

Allegati: scheda dati della partecipazione italiana Erasmus Istruzione Superiore, infografiche Istruzione superiore.