Insegnante di sostegno, con alunni con disabilità grave lo specializzato va assegnato alla classe a orario intero

Insegnante di sostegno, con alunni con disabilità grave lo specializzato va assegnato alla classe a orario intero
La Tecnica della Scuola del 17/11/2022

CAMPANIA. In presenza di un alunno con disabilità grave, l’insegnante di sostegno specializzato deve essere assegnato alla classe per l’intero orario settimanale. A ribadirlo una sentenza del Tar Campania.

“I genitori del bambino – ci riferisce il sindacato Flc Cgil – si sono rivolti al Tribunale Amministrativo Regionale della Campania che, con la sentenza n. 06986/2022 pubblicata lo scorso 11 novembre, ha accolto il ricorso disponendo l’integrazione del PEI con la specifica indicazione del numero di ore di sostegno aggiuntive e l’attribuzione di un insegnante per l’intera frequenza scolastica”.

“Di fatto – aggiunge il sindacato – la sentenza afferma la necessità di riconoscere il diritto al sostegno didattico sulla base delle effettive esigenze e del tempo scuola fruito, anche al di là dell’orario di servizio settimanale di un singolo docente”.

Ricordiamo che il numero degli alunni con disabilità cresce di anno in anno. Oggi, dei nostri 7.286.151 studenti complessivi, 290.089 sono ragazzi o ragazze con disabilità (distribuiti in 366.310 classi), stando al focus del Ministero.

Specializzazione sì o specializzazione no?
Peraltro l’aggravante, come spesso abbiamo argomentato, riguarda il fatto che oltre al numero di ore ridotto di affiancamento dell’insegnante di sostegno agli alunni con disabilità, un secondo ordine di problemi riguarda la frequente mancanza di specializzazione degli insegnanti. Insomma, alle criticità legate alla quantità si sommano criticità legate alla qualità. Lo chiarisce anche il dossier della Fondazione Agnelli, secondo il quale la stragrande maggioranza degli insegnanti di sostegno oggi non è in possesso della specializzazione. Per essere più chiari, dieci anni fa per il sostegno venivano impiegati nel 40% dei casi supplenti non specializzati e nel restante 60% dei casi insegnanti di ruolo con specializzazione sul sostegno. Oggi le percentuali sono invertite: in 6 casi su 10 ad affiancare un alunno con disabilità è un insegnante senza preparazione specifica.

Di Carla Virzì 

Accordo MIM con le Province

COMUNICATO CONGIUNTO MINISTERO DELL’ISTRUZIONE E DEL MERITO / UPI

(Roma, 17 novembre 2022) Si è svolto oggi presso la sede del Ministero un proficuo incontro tra il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e il Presidente dell’UPI Michele de Pascale. Il Ministro ha recepito le richieste delle Province, annunciando la prossima emanazione di provvedimenti che daranno risposte positive, a partire dallo slittamento del termine di aggiudicazione lavori per i progetti legati al PNRR di messa in sicurezza delle scuole superiori, che dal 31 dicembre 2022 passerà al 15 settembre 2023. Il Ministro ha poi annunciato una proposta normativa per utilizzare i ribassi di asta dei progetti in essere, richiesta avanzata da tempo da UPI, anche per far fronte agli aumenti dei costi dei materiali.

“Sono molto soddisfatto del dialogo costruttivo col presidente de Pascale e con le Province italiane, un altro fondamentale tassello di quella Grande Alleanza per la Scuola e per il Merito che vogliamo costruire anche con gli attori istituzionali. Le scuole secondarie superiori sono centrali – dichiara il Ministro Valditara – dovranno diventare sempre più luoghi fulcro della comunità e della socialità dei territori. Per questo credo che la Scuola Amica che vogliamo costruire debba essere anche una Scuola Intelligente, una scuola che renda piacevole la permanenza del ragazzo e ne stimoli l’intelligenza, attraverso un’edilizia riqualificata, l’attenzione agli ambienti adibiti sia alla didattica che alla condivisione con gli altri, un luogo in grado di accompagnare quotidianamente la crescita degli studenti”.

“Abbiamo in mente un piano ambizioso per le scuole secondarie superiori – prosegue il Ministro – per questo stiamo valutando con grande favore la richiesta avanzata dall’UPI di finanziare tutti i progetti per la costruzione e la messa in sicurezza delle palestre delle scuole superiori – 134 progetti per un finanziamento di almeno 200 milioni – che sono stati presentati ai bandi PNRR ammessi ma non finanziati”.

“Dopo questa prima e già produttiva interlocuzione con Anci, con le Regioni, con UPI, ho intenzione di costituire un Tavolo di Lavoro comune, che sia di confronto permanente e di operatività immediata per affrontare le priorità strategiche condivise. In questo spirito di dialogo e di aggiornamento reciproco, la Segreteria tecnica del Ministero sarà individuata come referente immediato dei rapporti istituzionali, per permettere ai lavori di essere il più spediti possibile e di concentrarsi sul raggiungimento dei risultati” conclude il Ministro. 

Molto soddisfatto dell’incontro il Presidente dell’UPI Michele de Pascale: “La scuola superiore – ha detto – è stata molto colpita dalla mancanza di risorse negli ultimi anni. Questo approccio di grande collaborazione del Ministro riporta al centro delle priorità del Paese i bisogni degli oltre 2 milioni e mezzo di studenti medi che ci chiedono risposte e che pretendono impegno. Il finanziamento del Piano palestre che abbiamo proposto al Ministro sarebbe una svolta importante, perché permetterebbe di creare dei poli sportivi innovativi, accoglienti, al servizio di tutta la comunità. Così come sono essenziali le risposte positive che ci sono state date sulle nostre richieste rispetto alle tante sfide che stanno emergendo nella messa in opera dei progetti del PNRR”.

Recupero apprendimenti studenti ucraini, indicazioni elaborazione PAI e modelli

da OrizzonteScuola

Di redazione

L’Ufficio scolastico di Milano ha pubblicato due modelli di PAI, Piano di apprendimento individualizzato, per la primaria e per la secondaria di I e II grado, in base alle indicazioni fornite dal Ministero con l’ordinanza 156 del 4 giugno e la nota 14473 del 6 giugno 2022 riguardanti la valutazione degli apprendimenti degli alunni e degli studenti ucraini.

Il recupero degli apprendimenti non pienamente raggiunti dagli alunni ucraini delle classi non terminali avviene attraverso la stesura del PAI, dove vengono indicati per ciascuna disciplina, gli obiettivi di lingua e di contenuto da conseguire e le strategie utilizzate in raccordo con PDP stilato dal Consiglio di Classe nell’anno scolastico 2021/2022.

Nell’OM viene precisato che la realizzazione degli interventi didattico-educativi previsti dal PAI per l’anno 2022/2023 costituisce attività ordinaria a decorrere dal 1° settembre 2022.

A tal fine l’AT di Milano propone i modelli PAI realizzati in collaborazione con i referenti della rete dei quattro Poli Start e con i referenti della rete dei sei CTI.

Il modello si compone di due parti:

  • la prima rileva gli aspetti relazionali, sociali e linguistici di partenza;
  • la seconda prende in considerazione gli obiettivi di apprendimento da conseguire, i contenuti da sviluppare, gli strumenti e le strategie da utilizzare per ciascuna delle discipline interessate.

Indicazioni e modelli


Alunni non ammessi per troppe assenze, 80mila l’anno: record

da La Tecnica della Scuola

Di Alessandro Giuliani

Il Covid non è bastato a 80mila alunni e studenti per giustificare le troppe assenze ed evitare la mancata ammissione all’anno successivo o agli esami di fine ciclo: nell’ultimo anno scolastico sono davvero tanti gli allievi a non avere maturato una frequenza a scuola sufficiente (almeno i tre quarti delle ore di lezione) per poter essere scrutinati. È stata quindi applicata, senza “sconti”, la normativa introdotta col D.P.R. 22/6/2009, n. 122, all’art. 14, che introduce anche nella scuola secondaria di secondo grado un tetto massimo delle assenze (il 25% rispetto alle lezioni), ai fini della partecipazione allo scrutinio finale, con le eventuali possibili deroghe limitate ai casi di assenze documentate e continuative.

Si tratta di un numero altissimo di minori “fermati” a livello didattico, con una parte di loro destinata ad allargare il numero di coloro che abbandonano precocemente i banchi e quasi sempre diventano Neet: se si riunissero, sarebbero pari alla città di Como. L’ipotesi è che sarebbero molti meno se la scuola non li avessi bocciati.

La stima è scaturita dall’indagine “Gli italiani e la povertà educativa minorile ‘Quanto futuro perdiamo?’”, promossa dall’impresa sociale “Con i Bambini”, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, realizzata dall’Istituto Demopolis in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che si celebra il 20 novembre.

Nel rapporto finale si legge che l’alto numero di alunni non ammessi all’anno successivo è “un nefasto primato del nostro Paese”: il 67% dei partecipanti alla rilevazione ha detto che è un fenomeno “allarmante” da affrontare con “urgenza”, mentre per il 61% è invece giusto bocciare per eccesso di assenze anche durante l’anno del Covid. Di sicuro, lo scarso apprendimento scolastico preoccupa il 62% di coloro che hanno partecipato all’indagine, quasi il 10% in più rispetto alla rilevazione del 2019.

“Sono emerse le criticità del sistema scolastico, ma anche le potenzialità che una comunità può esprimere – ha detto Marco Rossi Doria, ex sottosegretario all’Istruzione ed oggi presidente di ‘Con i Bambini’ -: cresce tantissimo la consapevolezza del ruolo delle comunità educanti, ovvero di una responsabilità diffusa e condivisa della crescita dei nostri bambini e bambine, ragazzi e ragazze e che non possiamo lasciare indietro i ragazzi e i bambini delle troppe aree povere d’Italia”.

Rossi Doria sottolinea che per la maggior parte degli interpellati “vanno supportate équipe stabili di docenti capaci di favorire didattiche innovative specialmente nelle aree più fragili, mentre per meno del 30% vanno premiati i singoli docenti capaci di favorire didattiche vincenti indipendentemente dai diversi contesti”.

È pacifico, invece, che sostenere indistintamente tutte le scuole, quindi senza differenziazioni territoriali o di genere di corso scolastico, riduca i divari e “le disuguaglianze tra studenti (72%) rispetto alla scelta di sostenere con più risorse le scuole con un alto tasso di risultati buoni o ottimi degli studenti per trainare il sistema di istruzione (20%)”, ha detto ancora Doria, che è anche ‘maestro di strada’.

In base a quanto emerso ancora dalla rilevazione dell’associazione, secondo gli interpellati i problemi della scuola riguarderebbero soprattutto le strutture scolastiche troppo vecchie (64%). Per il 58% i problemi sono relativi alla carenza di attività di recupero per i ragazzi in difficoltà, per il 56% dipendono dalla motivazione degli insegnanti.

Ma anche per il 53% a preoccupate sono pure i fenomeni di abbandono e dispersione scolastica. Questi ultimi, anzi, per circa 6 italiani su 10 sono fenomeni peggiorati nell’ultimo biennio, con una lieve differenza di percezione tra genitori (55%) e insegnanti (67%).

Per tre partecipanti su quattro (74%), i giovani lasciano i banchi soprattutto per la fragilità del contesto familiare di origine e per l’inadeguatezza della scuola rispetto a serie strategie di recupero (63%) e delle istituzioni locali nel prevenire o trattare il fenomeno (58%), ma anche per la vacuità del sistema di relazioni famiglia-scuola-istituzioni (57%).

Preoccupa, con un trend in crescita dal 2019, anche la dipendenza di bambini e ragazzi da smartphone e tablet (73%), come pure delle baby gang.

Molto alta è la percentuale (75%) di chi pensa che servirebbe un maggiore controllo dei genitori sulle vite dei figli.

Più del 50% del campione sollecita un più efficace presidio delle forze dell’ordine (53%) e maggiore sorveglianza delle comunicazioni sui social e sulle chat da parte della Polizia Postale (52%).

Flc-Cgil Sicilia: L’autonomia differenziata è un attentato alla Costituzione

da La Tecnica della Scuola

Di Pasquale Almirante

Adriano Rizza, segretario della Flc Cgil Sicilia, attraverso un comunicato stampa fa sapere che la riforma sull’autonomia differenziata, su cui starebbe lavorando il ministro Calderoli, “è un attentato al sistema scolastico unitario voluto dalla Costituzione, che garantisce a tutti i cittadini italiani il diritto all’istruzione, indipendentemente dal fatto di vivere in una regione ricca o in una regione povera”.

“Se la riforma dovesse passare avremo tanti sistemi scolastici quante sono le regioni e le province autonome e ognuno di questi sistemi potrebbe contare su una quantità di risorse maggiore o minore in relazione al gettito fiscale prodotto a livello regionale. È evidente che tutto questo va a vantaggio delle regioni ricche e a svantaggio di quelle povere. Una vera e propria beffa per il Sud e la Sicilia che al contrario avrebbero bisogno di più investimenti per recuperare i gap infrastrutturali, della dispersione e dell’abbandono”.
E Rizza continua: “Noi diciamo no a questa idea di regionalizzazione dell’istruzione e siamo pronti a dare battaglia in tutte le sedi istituzionali e civili. Vogliamo rilanciare la scuola della Costituzione, una scuola che sia un’opportunità di crescita per tutti i cittadini”.
“Per scongiurare questa iniziativa il Coordinamento per la democrazia costituzionale, insieme ad altre forze sindacali di categoria, ha avviato una raccolta di firme per una Proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare di modifica di parte degli articoli 116 e 117 della Costituzione, contenuti nel titolo V della Carta, che ripartiscono le diverse competenze tra Stato e Regioni tra esclusive e concorrenti”.

Pnrr, Bonetti contesta Valditara: “Quali ritardi? Il governo Draghi ha rispettato tempi e obiettivi”

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Ministro, quali ritardi? Il governo Draghi ha rispettato tempi e obiettivi e tutti i milestone sono stati raggiunti. Lo sa anche lei, altrimenti l’Europa non avrebbe pagato tutte le rate all’Italia. Al suo governo spetta fare lo stesso per ottenere la prossima rata. Vedremo“.

Queste le parole di Elena Bonetti, ex ministra per le pari opportunità e la famiglia nei governi Conte II e Draghi, in risposta alle recenti affermazioni del Ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara, sull’avanzamento dei lavori nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

Nel corso della Cabina di regia sullo stato di avanzamento del PNRR, il neo ministro ha infatti affermato: “Da parte mia ho anzitutto garantito che, nonostante le criticità pregresse e i ritardi accumulati dal precedente Governo, rispetteremo le scadenze imminenti, quelle del 31 dicembre, che coinvolgono snodi fondamentali per il nostro sistema dell’istruzione. Mi riferisco anzitutto al tema del dimensionamento, dove si agirà attraverso norma primaria; e a quello dell’orientamento, rispetto a cui appena entrato in carica ho costituito un gruppo di lavoro con la missione di mettere concretamente a terra le linee-guida che saranno alla base del decreto, con particolare attenzione al contrasto alla dispersione scolastica e alla prevenzione del fenomeno dei Neet; a quello dell’incentivazione delle competenze Stem, dove si procederà sempre con norma primaria”.

Anche con un tweet lo stesso ministro ha sottolineato i presunti ritardi del governo Draghi. Da qui, la risposta di Elena Bonetti.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e il seguente testo "Giuseppe Valditara @G_Valditara L'incontro di coordinamento della cabina di regia del #PNRR con il #Ministro @RaffaeleFitto è stato positivo. Ho garantito che nonostante i ritardi del precedente #governo, rispetteremo le scadenze, che coinvolgono snodi fondamentali per il nostro sistema dell' #istruzione. 09:36・ 16/11/22 Twitter for Android"

Giornata degli Studenti

“Oggi è la Giornata internazionale degli studenti, una ricorrenza molto significativa perché ci ricorda che libertà e diritto allo studio sono due valori indissolubilmente legati. Il 17 novembre 1939, al culmine della repressione violenta contro le proteste studentesche diffuse in tutta Praga, gli occupanti nazisti, dopo aver chiuso tutti gli istituti di istruzione superiore e arrestato e deportato nei campi di concentramento 1200 giovani, giustiziarono senza processo nove tra studenti e professori cecoslovacchi. Le tirannie, da sempre, hanno paura della scuola libera, del sistema di istruzione come luogo in cui la persona si afferma e si autodetermina, della cultura come ineguagliabile vettore di libertà. Per questo è importante ricordare quegli studenti che non vollero rinunciare ad essere se stessi, a costo del sacrifico supremo. Per questo è importante difendere ogni giorno il diritto allo studio e costruire tutti insieme una scuola sempre più attenta alle esigenze, alle inclinazioni e ai progetti di vita di ciascuno studente, perché la scuola sia sempre di più il luogo per eccellenza di realizzazione della persona umana”.

È quanto dichiara Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito.

Legge 17 novembre 2022, n. 175

Ripubblicazione del testo del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, coordinato con la legge di conversione 17 novembre 2022, n. 175, recante: «Ulteriori misure urgenti in materia di politica energetica nazionale, produttivita’ delle imprese, politiche sociali e per la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).», corredato delle relative note. (Testo coordinato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 269 del 17 novembre 2022). (22A06658)

(GU Serie Generale n.282 del 02-12-2022 – Suppl. Ordinario n. 42)


Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, recante ulteriori misure urgenti in materia di politica energetica nazionale, produttivita’ delle imprese, politiche sociali e per la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). (22G00187)

(GU Serie Generale n.269 del 17-11-2022)


Ulteriori misure urgenti in materia di politica energetica nazionale, produttività delle imprese, politiche sociali e per la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). (22G00154)

(GU Serie Generale n.223 del 23-09-2022)