Il caregiver non è un volontario

Il caregiver non è un volontario. E ha bisogno di tutele…
Redattore Sociale del 18/11/2022

Approvato dalla commissione Sanità e Politiche sociali, il disegno di legge dovrà essere approvato in consiglio regionale il 22 novembre. “Il testo è irricevibile. Torniamo a chiedere di essere ascoltati. Niente su di noi senza di noi”.

MILANO. Non va affatto bene, il disegno di legge sul caregiver familiare che il consiglio regionale della Lombardia si accinge ad approvare: di più, è “irricevibile”. Lo affermano con forza il comitato Confad (Coordinamento nazionale famiglie con disabilita), insieme ad altre associazioni di familiari (Nessuno è escluso, Mondo Charge, First, Famiglie disabili lombarde, Abilità diverse, Coordinamento genitori Cdd milanesi, associazione In cerchio, Sotto lo stesso cielo, Mondo Abaut, Il Balzo Milano). Il testo approvato a fine ottobre dalla commissione Sanità e Politiche sociali presenta infatti, secondo le associazioni, delle criticità che, di fatto, impedirebbero alla legge di centrare il bersaglio, ovvero la tutela del caregiver familiare. Per questo, “chiediamo di essere auditi prima dell’approvazione, dopo che è stata rifiutata la richiesta di audizione da noi presentata durante la discussione del provvedimento”, è l’appello delle associazioni”.

Ma vediamo le principali criticità, che le associazioni hanno indicato nel dettaglio in una lettera recapitata ai consiglieri regionali.

Il primo punto riguarda la definizione di “volontario”, come viene definito il caregiver fin dai primi articoli del ddl. Ma “il caregiver familiare non svolge un’attività di cura volontaria: si prende cura responsabilmente del proprio congiunto al fine di non istituzionalizzarlo! Non viene peraltro chiarito, nell’articolo 2, come e con quali strumenti il caregiver familiare debba essere supportato dai servizi sociali, con ciò lasciando tutto in un’area del tutto incerta sotto il profilo degli obblighi dei servizi sociali”.

Per quanto riguarda il riconoscimento del caregiver, “non si parla integrazione e supporto sociale ed economico ma solo di riconoscimento formale e sostegno generico. Né si fa cenno al supporto e la facilitazione nelle pratiche burocratiche e alla sostituzione appropriata in caso di malattia del caregiver familiare: tutti aspetti che riteniamo fondamentali”, spiega CONFAD.

Nel testo si prevedono invece “percorsi psicologici e altri interventi non meglio definiti a proposito di sollievo ed emergenza . Avevamo invece proposto di istituire il sostituto caregiver familiare, scelto dalla persona con disabilità e dal suo caregiver familiare”.

Il testo del decreto contiene poi diversi riferimenti alla formazione del caregiver e al suo reinserimento lavorativo, specialmente nel campo dell’assistenza. “Dubitiamo fortemente che un caregiver familiare possa accettare di essere reintegrato con queste modalità, dopo anni passati ad assistere il proprio congiunto – afferma Confad – Peraltro noi non chiediamo formazione, in quanto siamo spesso più competenti noi delle varie figure assistenziali che ci vengono proposte. E per il supporto psicologico, difficilmente troviamo energie e tempo da dedicare”. In sintesi, “non abbiamo bisogno di formazione o gruppi di mutuo aiuto – afferma CONFAD – ma di tutele e sostegni concreti in termini di sollievo, sostituzione in emergenza, sostegno economico, accessi prioritari, semplificazione burocratica, inclusività, riconoscimento dei nostri diritti umani”.

CONFAD indica quindi alcuni “principi fondamentali da rispettare per una proposta di legge coerente, realistica e realmente tutelante: primo, “il caregiver familiare è colui che accudisce un parente con disabilità grave non autosufficiente in convivenza con il congiunto”; secondo, “il lavoro di cura, che logora e che deve essere sostenuto con opportune tutele, è esclusivamente quello di chi si fa carico del familiare in convivenza, senza soluzione di continuità, non potendo godere nemmeno dei diritti umani fondamentali. Così non è per chi si prende cura non in convivenza, a distanza e saltuariamente, avvalendosi di aiuti come le badanti per i genitori anziani”.

La terza puntualizzazione riguarda la sostanziale differenza tra caregiver e badante: “Il caregiver familiare non ha alcuna relazione di somiglianza con la figura del badante o assistente alla persona, personale inquadrato contrattualmente e che gode del diritto al riposo e alle ferie, diritto inesistente per i caregiver familiari”.

CONFAD ricorda infine che “l’Onu, accogliendo il ricorso che abbiamo presentato nel 2017, ha ribadito il 3 ottobre u.s. come le misure in favore del caregiver familiare siano insufficienti e largamente inadeguate a garantire una qualità di vita accettabile fondata sui diritti umani fondamentali. Il comitato si è infatti pronunciato anche in termini di sostegni economici, pensionistici, flessibilità del lavoro, regime fiscale agevolato, cure accessibili. L’Italia ha aderito nel 2006 alla convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, che è diventata legge dello Stato Italiano, essendo stata recepita con procedimento legislativo specifico. Per questo, chiediamo di modificare la proposta di legge regionale e restiamo a disposizione per qualsiasi approfondimento, nell’ottica di una proficua e costruttiva collaborazione. Nulla di noi, senza di noi”.

di Chiara Ludovisi

Adunanza Plenaria Consiglio di Stato 16 novembre 2022

ADUNANZA PLENARIA CONSIGLIO DI STATO 16 NOVEMBRE 2022 SULLE ABILITAZIONI IN ROMANIA :LE POSIZIONI DELLE PARTI NELL’UDIENZA DI DISCUSSIONE.

Discussa innanzi alla Adunanza Plenaria la questione relativa alla validità del titolo abilitante all’insegnamento conseguito in Romania, c.d. NIVEL   a seguito di deferimento della VII° sezione del Consiglio di Stato che aveva posto in dubbio con due quesiti, “ la necessità del riconoscimento in modo sostanzialmente automatico”, e la “ doverosità del riconoscimento”, tenendo conto del sistema formativo evincibile dalla legge nazionale romena n°1/2011 . La Avvocatura Generale dello Stato nella sua relazione introduttiva, ha ribadito la propria posizione sostenendo che la Adeverinta (certificazione finale), non abbia valore abilitante con la conseguente inapplicabilità della Dir. UE n°36/2005 riservata solo alla mobilità di professioni già esercitate in Romania ; inoltre ha argomentato che, secondo la legge nazionale romena n°1/2011, occorrerebbe sostenere sia gli studi secondari che il percorso di laurea in Romania per conseguire la abilitazione all’insegnamento. L’Avv. Maurizio Danza Prof. di Diritto della Comunità Europea, unitamente alle altre difese degli appellati, ha contestato la tesi della Avvocatura Generale confermando la piena validità del titolo abilitante all’insegnamento così come risulta  dagli stessi certificati, nonchè da numerosi documenti ufficiali del Ministero della Educazione Nazionale Romeno  prodotti già nei giudizi del 2019 innanzi al TAR Lazio e alla Sesta sezione del Consiglio di Stato che ha emanato le sentenze n°4825 e n° 5175 del 2020 di riconoscimento del titolo , cui sono seguiti tantissimi decreti di riconoscimento del Ministero Istruzione ; ha argomentato inoltre, che coerentemente alla Giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea, la Sesta sezione ha applicato correttamente le norme di diritto romeno con particolare riferimento alla Ordinanza n 5414 del 2016 nella parte in cui prevede per i cittadini europei una specifica metodologia ( ANEXA 2), differente da quella adottata per i cittadini romeni ( ANEXA1), utilizzabile ai fini del conseguimento della abilitazione finale ( c.d. adeverinta), con il solo titolo di Laurea, senza alcuna necessità di dovere conseguire in Romania, studi secondari e Laurea. Si resta dunque in attesa, di una decisione che contribuisca a fare chiarezza sulla questione, garantendo il rispetto del diritto alla mobilità dei titoli professionali garantito dalla Dir n°36/2005 e da numerose sentenze della Corte di Giustizia Europea ( C-166/2021), che confermano l’obbligo del paese ospitante di valutare i titoli conseguiti e l’intera esperienza professionale nel rispetto della libertà di circolazione dei lavoratori e di stabilimento , tutelati rispettivamente dall’art 45 e 49 del TFUE.

Cessazioni d’ufficio docenti e ATA 65enni, nuovo sollecito del Ministero: ancora da esaminare 19.681 unità

da OrizzonteScuola

Di redazione

Dopo due solleciti e una proroga, il Ministero dell’Istruzione e del Merito, con nota del 16 novembre, sollecita ancora le segreterie a concludere le operazioni relative alla rilevazione delle cessazioni d’ufficio del personale 65enne. La scadenza dell’adempimento è fissato a domani 18 novembre.

Da un ulteriore monitoraggio effettuato in data 16/11/2022, è emerso che il personale oggetto della rilevazione ancora da esaminare ammonta a n. 19.681 unità, pari ad uno scostamento del 46,49% rispetto alla platea del personale individuato al
Sistema Informativo” scrive il Ministero.

Il rispetto della tempistica è presupposto – conclude la nota- per recepire, in sede di determinazione delle dotazioni organiche del personale scolastico, le novità introdotte dall’art. 1, commi 335 e ss., della legge 30 dicembre 2021. n. 234.

Può essere destinatario di collocamento d’ufficio solo il personale che avrà raggiunto un’anzianità contributiva di:

41 anni e 10 mesi al 31 agosto 2023, se donna;
42 anni e 10 mesi al 31 agosto 2022, se uomo.

Il percorso SIDI: “Comunicazioni servizi INPS” – “Rilevazione Pensionamenti D’ufficio Sessantacinquenni”.

NOTA


Valditara: il “merito” riguarda pure i docenti, gli ho rinnovato il contratto con aumenti maggiori del passato

da La Tecnica della Scuola

Di Alessandro Giuliani

Ad un mese dalla nomina di ministro dell’Istruzione, il professore Giuseppe Valditara continua a mandare conferme sulla paternità della parola ‘merito’ aggiunta appositamente nel nome del dicastero per rimarcarne l’importanza. “Aver coniugato Istruzione e merito è un messaggio politico chiaro”, aveva detto a caldo il neo numero uno del dicastero di Viale Trastevere Giuseppe Valditara. Qualche settimana dopo, il 17 novembre, il ministro è tornato sull’argomento parlando a Roma durante il convegno ‘Scuola, i numeri da cambiare’.

“Dobbiamo realizzare una grande alleanza per il merito: senza non riusciremo a far fare passi importanti al nostro sistema formativo. Una alleanza che coinvolga le famiglie, i ragazzi, insegnanti e le parti sociali. Io ho iniziato col contratto, che ha portato al più importante aumento degli ultimi rinnovi”, ha tenuto a dire il ministro. Il riferimento è al 4,22% di incrementi rispetto al 3,48% del 2018, anche se si tratta di aumenti tutti derivanti dalle ultime Leggi di Bilancio, quindi non certo dall’attuale Esecutivo.

Dalle parole di Valditara, quindi, si evince che il ‘merito’, per il quale si sta battendo in questa nuova legislatura, non riguarda solo gli allievi, ma anche il personale scolastico.

Il ministro del dicastero bianco ha parlato espressamente di “valorizzazione dei docenti. La scuola sconta la crisi di autorevolezza del docente. Io ricordo la scuola del maestro con la ‘M’ maiuscola. Bisogna ridare loro autorevolezza e pretendere che siano consapevoli della loro straordinaria dignità”.

Sulla questione, comunque, si capirà molto di più quando il Governo attuale scoprirà le carte sul DL 36 che con il ministro Patrizio Bianchi ha prodotto incentivi per pochissimi docenti da pagare tra dieci anni.

Certo, con il nuovo contratto 2029-21 non c’era molto da discutere. I soldi erano già stanziati. E anche la strada era praticamente tutta tracciata e non c’era nulla di eclatante da definire: l’unico elemento da definire, oltre i 340 milioni del Mof, per il momento “congelati”, era la tempistica. Sulla quale, però, a quanto risulta alla Tecnica della Scuola e mai negato nemmeno dai sindacati, c’è stata l’accelerazione del ministero dell’Economia e delle Finanze per non rischiare di presentarsi nel 2023 con oltre 3 miliardi di euro “in cassa”.

Valditara ha anche argomentato i motivi della sua posizione favorevole al ‘merito’: “Non sono d’accordo – ha spiegato – con chi dice che noi vogliamo creare la scuola della selezione sociale. Noi vogliamo creare la scuola della valorizzazione dei talenti, che non penalizzi chi ha una intelligenza pratica e non astratta”.

Il ministro ha voluto ricordare un suo amico che, spesso bocciato in italiano e matematica, aveva un talento particolare per realizzare oggetti utilizzando degli pneumatici da camion: “Se quel ragazzo avesse avuto ai tempi una scuola professionale adeguata – ha sottolineato – si sarebbe realizzato nella vita e invece non ha avuto questa opportunità”.

Valditara ha poi sostenuto che “le materie scolastiche devono essere adeguate alle propensioni dei ragazzi”.

Quindi, ha voluto rispondere a chi sostiene che con la politica del ‘merito’ si abbandonano gli studenti con problemi di apprendimento o poco inclini a studiare: “Per me ha fondamentale importanza la formazione sempre più personalizzata con il docente che sappia farsi carico dei ragazzi che hanno difficoltà oppure dei talenti da far emergere. E quindi: personalizzazione e flessibilità dei piani di studio”.

Periodo di prova per circa 60 mila docenti neo-assunti: come si svolgeranno le attività formative nell’a.s. 2022/23

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Le attività dell’anno di formazione e prova, per i circa 60.000 docenti neoassunti coinvolti, sono iniziate con l’avvio dell’anno scolastico 2022/23 e a breve sarà anche aperto l’ambiente online Indire in supporto alla formazione, che avverrà nelle prossime settimane.

Intanto, è stata pubblicata la nota 39972, recante “Periodo di formazione e prova per i docenti neoassunti e per i docenti che hanno ottenuto il passaggio di ruolo. Attività formative per l’a.s. 2022-2023”.

Le regole per quest’anno scolastico sono contenute nel Decreto del Ministro dell’Istruzione del 16 agosto 2022, n. 226, che disciplina anche le modalità di svolgimento del test finale, le procedure e i criteri di valutazione del personale docente in periodo di prova.

Le quattro fasi

Il percorso formativo è articolato in 4 distinte fasi:

  1. incontri propedeutici e di restituzione finale;
  2. laboratori formativi incentrati su tematiche considerate prioritarie;
  3. peer to peer ed osservazione in classe;
  4. formazione on line.

Durata del percorso

Il percorso ha una durata di 50 ore di impegno complessivo, che si espletano attraverso le attività formative sincrone volte alla valorizzazione di una didattica laboratoriale; l’osservazione reciproca dell’azione docente, supportata anche da mirata strumentazione operativa; la rielaborazione delle competenze professionali guidata da specifiche sezioni di contenuti e strumenti che saranno forniti da INDIRE nell’ambiente on line.

La piattaforma Indire

Importanti sono le attività che i neoassunti sono chiamati a svolgere sulla piattaforma INDIRE, fra le quali si richiamano: l’elaborazione di un proprio bilancio di competenze iniziale e conclusivo, l’analisi e la riflessione sulle fasi esperienziali dell’attività metodologico-didattica confluenti nel portfolio professionale finale, la realizzazione di un bilancio conclusivo e la previsione di un Piano di sviluppo professionale.

Monte ore complessivo per le attività di formazione

  • incontri propedeutici e di restituzione finale 6 ore complessive massime
  • laboratori formativi/visite a scuole innovative 12 ore
  • peer to peer 12 ore
  • formazione on line 20 ore

Valutazione del percorso

Il test finale, elemento di novità rispetto alle scorse procedure di valutazione dei percorsi formativi dei periodi di prova in servizio, concorre, insieme con il colloquio, alla valutazione del percorso di formazione.

Il test verterà sulle risultanze della documentazione contenuta nell’istruttoria compiuta dal tutor accogliente e nella relazione del Dirigente scolastico, e riguarderà espressamente la verifica dell’acquisizione delle relative competenze, a seguito di osservazione effettuata durante il percorso formativo.

Il colloquio prende avvio dalla presentazione delle attività di insegnamento e formazione e della relativa documentazione contenuta nel portfolio professionale e nelle schede di cui all’Allegato A del DM, già in possesso del Dirigente scolastico e trasmessi preliminarmente (almeno cinque giorni prima della data fissata per il colloquio) al Comitato di valutazione.

LA NOTA

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Valditara: “Data subito dignità ai docenti con un aumento consistente degli stipendi. Ancora non basta, ma segnale importante”

da La Tecnica della Scuola

Di Laura Bombaci

Sono cominciati oggi, 17 novembre, alla Farnesina, i lavori delle Giornate della Formazione Italiana Nel Mondo 2022, con gli interventi del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani e del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

L’intervento del capo del dicastero di Viale Trastevere si è concentrato inizialmente sulla questione delle scuole italiane all’estero: “Saluto tutti gli studenti e i docenti delle scuole italiane all’estero. Ci vuole una strategia unitaria per sviluppare al meglio il tema della formazione. Da molti anni il Mim collabora col Ministero degli Affari Esteri. Il modello educativo italiano si è dimostrato formidabile per diffondere il nostro patrimonio e i nostri valori come finestra delle eccellenze italiane. Le scuole italiane all’estero sono fortemente attrattive ma anche per la comunità locale internazionale”, ha esordito Valditara.

Quest’ultimo si è poi soffermato sul ruolo dell’istruzione in generale: “L’istruzione ha un ruolo trasformativo per la crescita sociale, per l’innovazione e la sostenibilità. Fondamentale è rimettere l’istruzione al centro dell’azione politica anche per la promozione del nostro paese all’estero”.

Il riferimento al contratto scuola

Immancabile il riferimento alla recente chiusura della parte economica del contratto docenti dopo mesi e mesi di stallo: “Attraverso le riforme in atto e i fondi del Pnrr stiamo innalzando la maggiore qualità dell’offerta e dando maggiore sostegno e dignità alla professione docente. Che ha avuto un concreto riconoscimento in una delle prime azioni del corrente Governo con un incremento consistente delle retribuzioni nell’ambito del recente rinnovo del contratto, il più consistente aumento degli ultimi rinnovi. Ancora troppo poco; ma in un contesto difficile come quello attuale è certamente stato un segnale importante”, ha detto il ministro.

Il leghista si dice ancora soddisfatto del risultato raggiunto a poco tempo dal suo insediamento, riconoscendo tuttavia che ancora gli stipendi dei docenti rimangono bassi.

L’importanza degli Its per Valditara

Il ministro ha sottolineato l’importanza degli Its Academy per il futuro produttivo del Paese: “Inoltre attraverso le riforme degli Its Academy stiamo dando un forte contributo all’innovazione e allo sviluppo sostenibile dei distretti industriali ed economici. Gli Its possono avere uno straordinario futuro anche in relazione con la cooperazione con altri paesi. Queste riforme potranno avere un’importante ricaduta anche nell’azione congiunta per l’internazionalizzazione del sistema di istruzione italiano. Ritengo sia importante agire per avere un sempre maggiore coordinamento tramite una regia congiunta tra ministeri e coinvolgimento attivo di tutti gli attori interessati. Necessario è fare rete soprattutto per innalzare la qualità del sistema costruendo comunità di studenti e docenti”.

“Il sistema educativo italiano è unico ed è quindi fondamentale mantenere vivo il dialogo tra le scuole italiane e estere. Ritengo opportuno intervenire nell’insegnamento della lingua italiana nei paesi del Magreb, con cui da tempo c’è cooperazione. Importante anche approfittare dei programmi europei come Erasmus. In questo periodo di incertezza rimane la certezza dell’Istruzione come potente investimento per superare le grandi crisi che dobbiamo affrontare. L’istruzione può dare forza e prospettive per il futuro. L’internazionalizzazione del nostro sistema di istruzione può anche contribuire al sostegno del sistema economico e produttivo attraverso la formazione di figure altamente qualificate”, ha concluso.

Pnrr, slitta termine di aggiudicazione dei lavori di messa in sicurezza delle scuole superiori: accordo tra Valditara e province

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Si è svolto oggi presso la sede del Ministero un proficuo incontro tra il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e il Presidente dell’UPI Michele de Pascale. Il Ministro ha ben accolto le richieste delle Province, annunciando la prossima emanazione di provvedimenti che daranno risposte positive, a partire dallo slittamento del termine di aggiudicazione lavori per i progetti legati al PNRR di messa in sicurezza delle scuole superiori, che dal 31 dicembre 2022 passerà al 15 settembre 2023. Ciò è stato riferito da un comunicato congiunto del Mim e dell’Upi.

Il termine si riferisce all’aggiudicazione per gli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici finanziati con risorse nazionali e rientranti tra i c.d. “progetti in essere” del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il Ministro ha poi annunciato una proposta normativa per utilizzare i ribassi di asta dei progetti in essere, richiesta avanzata da tempo da UPI, anche per far fronte agli aumenti dei costi dei materiali.

“Sono molto soddisfatto del dialogo costruttivo col presidente de Pascale e con le Province italiane, un altro fondamentale tassello di quella Grande Alleanza per la Scuola e per il Merito che vogliamo costruire anche con gli attori istituzionali. Le scuole secondarie superiori sono centrali – dichiara il Ministro Valditara – dovranno diventare sempre più luoghi fulcro della comunità e della socialità dei territori. Per questo credo che la Scuola Amica che vogliamo costruire debba essere anche una Scuola Intelligente, una scuola che renda piacevole la permanenza del ragazzo e ne stimoli l’intelligenza, attraverso un’edilizia riqualificata, l’attenzione agli ambienti adibiti sia alla didattica che alla condivisione con gli altri, un luogo in grado di accompagnare quotidianamente la crescita degli studenti”.

“Abbiamo in mente un piano ambizioso per le scuole secondarie superiori – prosegue Valditara – per questo stiamo valutando con grande favore la richiesta avanzata dall’UPI di finanziare tutti i progetti per la costruzione e la messa in sicurezza delle palestre delle scuole superiori – 134 progetti per un finanziamento di almeno 200 milioni – che sono stati presentati ai bandi PNRR ammessi ma non finanziati”.

“Dopo questa prima e già produttiva interlocuzione con Anci, con le Regioni, con UPI, ho intenzione di costituire un Tavolo di Lavoro comune, che sia di confronto permanente e di operatività immediata per affrontare le priorità strategiche condivise. In questo spirito di dialogo e di aggiornamento reciproco, la Segreteria tecnica del Ministero sarà individuata come referente immediato dei rapporti istituzionali, per permettere ai lavori di essere il più spediti possibile e di concentrarsi sul raggiungimento dei risultati” conclude il Ministro.

Il commento di de Pascale

Molto soddisfatto dell’incontro il Presidente dell’UPI Michele de Pascale: “La scuola superiore è stata molto colpita dalla mancanza di risorse negli ultimi anni. Questo approccio di grande collaborazione del Ministro riporta al centro delle priorità del Paese i bisogni degli oltre 2 milioni e mezzo di studenti medi che ci chiedono risposte e che pretendono impegno. Il finanziamento del Piano palestre che abbiamo proposto al Ministro sarebbe una svolta importante, perché permetterebbe di creare dei poli sportivi innovativi, accoglienti, al servizio di tutta la comunità. Così come sono essenziali le risposte positive che ci sono state date sulle nostre richieste rispetto alle tante sfide che stanno emergendo nella messa in opera dei progetti del PNRR”, ha detto.

Giornata degli studenti, il messaggio del ministro Valditara ai ragazzi

da Tuttoscuola

Oggi è la Giornata internazionale degli studenti, una ricorrenza molto significativa perché ci ricorda che libertà e diritto allo studio sono due valori indissolubilmente legati“. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in un messaggio rivolto proprio agli studenti.

Il 17 novembre 1939, al culmine della repressione violenta contro le proteste studentesche diffuse in tutta Praga, gli occupanti nazisti, dopo aver chiuso tutti gli istituti di istruzione superiore e arrestato e deportato nei campi di concentramento 1200 giovani, giustiziarono senza processo nove tra studenti e professori cecoslovacchi. Le tirannie, da sempre, hanno paura della scuola libera, del sistema di istruzione come luogo in cui la persona si afferma e si autodetermina, della cultura come ineguagliabile vettore di libertà – continua il ministro -. Per questo è importante ricordare quegli studenti che non vollero rinunciare ad essere se stessi, a costo del sacrifico supremo. Per questo è importante difendere ogni giorno il diritto allo studio e costruire tutti insieme una scuola sempre più attenta alle esigenze, alle inclinazioni e ai progetti di vita di ciascuno studente, perché la scuola sia sempre di più il luogo per eccellenza di realizzazione della persona umana”.

Abusi sui minori, nel 2022 aumento del 54% nelle scuole

da Tuttoscuola

E’ allarme nelle scuole per quanto riguarda gli abusi sui minori. L’incremento maggiore riguarda l’abuso dei mezzi di correzione, la violenza sessuale e la violenza sessuale aggravata perché commessa presso istituti di istruzione: per quest’ultimo l’incremento è del 54% (con un aumento del 58% delle vittime). E’ quanto emerge dall’elaborato sull’andamento dei reati riconducibili alla violenza nei confronti dei minori, realizzato dal Servizio analisi criminale coordinato dalla Direzione centrale della polizia criminale.

In generale, per quanto riguarda i reati contro i minori, tra le vittime prevale quasi sempre il genere femminile. La fascia anagrafica con il più alto numero di vittime è quella sotto i 14 anni e tra gli autori dei reati prevalgono gli uomini di età compresa tra i 35 ed i 64 anni (62%).

Lo stesso rapporto rivela che sono raddoppiate le vittime minorenni colpite dal reato di “sextortion”, ossia il ricatto a sfondo sessuale per estorcere denaro: la variazione percentuale sul totale dei casi trattati nel 2021 (101) è stata del +94% rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge da un report della Direzione centrale della polizia criminale. Secondo il documento, “la sextortion impatta su vittime minorenni, con effetti lesivi potenziati: la vergogna che i ragazzi provano impedisce loro di chiedere aiuto ai genitori o ai coetanei“. Nel 2021 su 101 casi, 77 hanno riguardato la fascia 14-17 anni e 23 quella 10-13.

Nota 18 novembre 2022, AOODPIT 2653

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione

Ai Direttori generali e ai Dirigenti preposti gli Uffici Scolastici Regionali
All’Ufficio speciale di lingua slovena presso l’Ufficio scolastico regionale per il Friuli-Venezia Giulia
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine di Bolzano
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione della Provincia di Trento
Al Sovrintendente agli studi della Regione Autonoma della Valle d’Aosta
Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie per il tramite dei rispettivi UU.SS.RR.

Oggetto: Le vicende del Confine orientale e il mondo della scuola. Seminario nazionale online “Amate sponde adriatiche!” – 2 dicembre 2022

Nota 18 novembre 2022, AOODGOSV 31872

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI
per il successivo inoltro Alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e agli Istituti tecnologici superiori del territorio- ITS Academy LORO SEDI
Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Al Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali
Ai Direttori degli Uffici centrali
Al Direttore dell’Unità di missione per il PNRR Loro indirizzi e-mail
Al Capo dell’Ufficio Stampa
e, p.c. Al Capo di Gabinetto dell’On. le Ministro SEDE

OGGETTO: 31^ edizione Job&Orienta 2022 – “Accogliere, Accompagnare, Apprendere in un mondo che cambia” – Fiera di Verona 24 – 26 novembre 2022. Invito alla partecipazione a studenti, docenti, dirigenti scolastici, referenti del sistema ITS, Direzioni generali del Ministero dell’istruzione e del merito.