Dove sta bene un bambino autistico, stanno bene tutti

Autismo Dove sta bene un bambino autistico, stanno bene tutti
Vita del 24/11/2022

La Fondazione Fracta Limina, in collaborazione con la cooperativa sociale Fabula Onlus, ha realizzato il libriccino “Io sento vedo percepisco in modo diverso”, con l’obiettivo di comunicare ai più piccoli le specificità sensoriali dei compagni autistici, perché tutti possano stare meglio in classe.

Iosed è un bambino, che – come tutti i suoi amici – ha voglia di giocare, divertirsi e, soprattutto, di andare a scuola e imparare. I suoi sensi, però, funzionano in maniera differente rispetto a quelli della maggior parte dei suoi compagni; per questo motivo, in classe, può capitare che abbia delle difficoltà a seguire e a sentirsi a suo agio. Gli insegnanti e gli altri studenti non sempre si accorgono di quello che lo fa stare male, perché sentono in modo diverso rispetto a lui. C’è bisogno di dialogo e di comprensione reciproca, perché la scuola possa diventare un luogo davvero accogliente. E, così, maestri e alunni scoprono che in un ambiente attento alle esigenze di tutti si sta meglio. “Io così sto bene e sono più felice”, dice Iosed, “ma siamo tutti più felici e comprendiamo meglio”.

Questa è la storia raccontata nel libro Io sento vedo percepisco in modo diverso – il nome Iosed è proprio un acronimo derivato dal titolo –, realizzato dalla Fodazione Fracta Limina, nata nel 2018 da un gruppo di genitori di bambini e ragazzi autistici ad alto carico assistenziale, insieme alla cooperativa sociale Fabula Onlus. “Lo spettro è ampio e le persone al suo interno sono molto differenti tra loro, ma circa il 90% di esse ha in comune una iper o ipo sensibilità sensoriale”, afferma Mario Ciummei, presidente della Fondazione. “A noi non interessa quale sia il livello cognitivo di Iosed: la scuola è una parte importantissima della vita di un bimbo con autismo – come di quella dei coetanei – e renderla più accogliente è qualcosa che può far stare bene tutti”.

L’elaborazione delle informazioni che arrivano dai sensi, infatti, non sono le stesse tra chi è neurotipico e chi invece non lo è. Questo può generare dei fraintendimenti e sfociare, a volte, in vera e propria sofferenza. “Le persone con autismo percepiscono il mondo con un grado di intensità diverso”, dice Marilena Zacchini, educatrice professionale e analista del comportamento con una lunghissima esperienza nel campo della neurodivergenza, che ha collaborato insieme a Dafne Rigoldi alla realizzazione del libro, “per loro anche la cucitura di un calzino può essere insopportabile. Figuriamoci cosa succede nelle scuole, dove ci sono moltissimi stimoli di tutti i tipi. Conosco una ragazza, che ora è laureata, che non è riuscita a dare un esame perché sentiva i rumori delle penne di tutti i compagni che scrivevano; ha superato il test alla sessione successiva, quando le è stato permesso di indossare delle cuffie”. Una classe, per un bambino nello spettro, può comportare un sovraccarico davvero importante: tra l’insegnante che parla, i compagni che si muovono e i cartelloni attaccati alle pareti – solo per fare qualche esempio – seguire la lezione diventa difficilissimo per chi fatica a selezionare gli stimoli. “Mi è capitato che un’adolescente mi scrivesse una lettera per raccontarmi la sua disperazione nel non riuscire a rimanere in classe”, ricorda l’esperta, “e anche di parlare con un ragazzino che, facendo un lavoro sulla sensorialità, mi ha detto che si sentiva come l’acqua: aveva bisogno del contatto con una superficie per percepire il proprio corpo. È un tema sicuramente complesso, che tuttavia va approfondito, soprattutto da chi si occupa di educazione – ma non solo – perché, quando poi ci sono comportamenti bizzarri, quando scatta l’urlo o i saltelli, magari abbiamo paura o siamo infastiditi, senza pensare che queste reazioni sono suscitate da qualcosa”.

Rispettare la fisiologica diversità individuale nel modo di percepire il mondo, quindi, fa davvero la differenza nell’ambiente scolastico. Ma, perché questo succeda, tutti – insegnanti e allievi – devono essere consapevoli del fatto che la sensorialità può essere differente per alcune persone. Ed è proprio per supportare questo percorso di scoperta che è nato Iosed. “Abbiamo pensato di creare uno strumento per dare spunti di riflessione, soprattutto ai più piccoli, su cosa possa dare fastidio in una classe”, dice Ciummei. “Per esempio, il tono di voce che si usa nell’aula o la confusione a ricreazione”. Nel libriccino, sono proposte anche delle soluzioni, come il gioco in piccolo gruppo o l’ingresso in aula leggermente posticipato, per evitare la calca che accompagna il suono della campanella. Dal testo e dalle bellissime illustrazioni realizzate da Giuditta Bertoni è stata ricavata anche una breve animazione, che può essere utilizzata nei percorsi con gli studenti. “Siamo andati a parlare di sensorialità all’interno delle scuole primarie”, conclude Ciummei, “e distribuiamo il pdf del libro a chi ci contatta via mail o attraverso i social: è un’operazione che non ha alcun fine di lucro, è indirizzata solo ad aiutare nella comprensione del modo di sentire di chi si trova nella condizione dei nostri figli. Quando abbiamo presentato il libro a Milano, nel corso di Bookcity, hanno partecipato circa 130 persone, in gran parte insegnanti ed educatori: ne siamo felici, perché significa che su questo tema c’è voglia di informarsi e di capire come adattare meglio l’istruzione alle esigenze di tutti”.

di Veronica Rossi

No a misure sanzionatorie

Rdc, Sinopoli: no a misure sanzionatorie. Dispersione si combatte estendendo l’obbligo e investendo nella scuola

Roma, 24 novembre – “Ritengo del tutto sbagliata l’idea di utilizzare uno strumento sanzionatorio per recuperare le alte percentuali di dispersione scolastica nel Paese. E non condivido l’imposizione da parte del governo di ulteriori condizionalità al reddito di cittadinanza, che è invece una misura che va rafforzata e generalizzata” A dirlo è Francesco Sinopoli, segretario della Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil.

Per il sindacalista: “La dispersione non è un problema che riguarda solo ‘i dispersi’ per i quali si prospetta un futuro di lavoro povero e dequalificato se non di marginalità sociale, ma interroga soprattutto la scuola, le istituzioni, la società. Considero innanzitutto fondamentale l’estensione dell’obbligo scolastico dai 3 ai 18 anni: questo sarebbe un primo intervento utile e necessario per recuperare la dispersione. Alle ragazze a ai ragazzi bisogna poi garantire il successo scolastico e formativo investendo in risorse e professionalità per un’autentica innovazione strutturale, metodologica e didattica del sistema scolastico, che crei motivazione e percorsi di apprendimento significativi”.

“È sbagliato – aggiunge Sinopoli – stabilire una sorta di relazione intenzionale tra i due aspetti ‘lascio la scuola per accedere al reddito di cittadinanza’, come le dichiarazioni del Ministro lasciano intendere, quando in molte zone del Paese si fatica a garantire il diritto allo studio. Ed è fuorviante leggere il fenomeno della dispersione in termini di ‘costi’ connessi al reddito di cittadinanza, perché i costi degli abbandoni e dei bassi livelli di istruzione sono ben più alti e costituiscono il presupposto di un modello di società che inasprisce le disuguaglianze e compromette la prospettiva di uno sviluppo sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale”.

“Il Paese ha bisogno di un cambiamento profondo, perseguibile solo attraverso nuove generazioni più istruite e capaci di fare della conoscenza uno strumento di emancipazione e trasformazione”. Conclude Sinopoli.

Ripensare il sistema scolastico, denatalità e dimensionamento della rete scolastica: gli interventi del governo. BOZZA Legge di Bilancio

da OrizzonteScuola

Di redazione

All’articolo 89 della bozza di Legge di Bilancio approvata lo scorso lunedì dal governo si parla anche delle misure per la riforma della definizione e riorganizzazione del sistema della rete scolastica, misura prevista del PNRR.

Nella riforma si intende intervenire su due aspetti strategici: il numero delle studentesse e degli studenti per classe e il dimensionamento della rete scolastica. Il numero degli iscritti alle scuole diminuirà nei prossimi anni a causa della denatalità, comportando una riduzione della necessità di personale scolastico: uno scenario che offre l’occasione per ripensare l’organizzazione del sistema scolastico.

Al fine di dare attuazione alla riorganizzazione del sistema scolastico prevista nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, a decorrere dall’anno scolastico 2024/2025, “i criteri per la definizione del contingente organico dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi e la sua distribuzione tra le Regioni, anche prevedendo forme di compensazione interregionale, sono definiti, su base triennale con eventuali aggiornamenti annuali, con decreto, avente natura non regolamentare, del Ministro dell’istruzione e del merito, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previo accordo in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, da adottare entro il 30 giugno di ogni anno”.

E ancora: “Le Regioni, sulla base dei parametri individuati dal decreto di cui al primo periodo provvedono autonomamente al dimensionamento della rete scolastica entro il 30 novembre di ogni anno, nei limiti del contingente annuale individuato dal medesimo decreto, ferma restando la necessità di salvaguardare le specificità derivanti dalle istituzioni presenti nei comuni montani, nelle piccole isole e nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche. Con deliberazione motivata della Giunta regionale può essere determinato un differimento temporale, non superiore a 30 giorni. Gli Uffici scolastici regionali, sentite le Regioni, provvedono, alla ripartizione del contingente dei dirigenti scolastici assegnato”.

Si legge ancora:  “Al fine di garantire una riduzione graduale del numero delle istituzioni scolastiche, per i primi tre anni scolastici si applica un correttivo pari rispettivamente al 7%, al 5% e al 3%, anche prevedendo forme di compensazione interregionale. Gli Uffici scolastici regionali, sentite le Regioni, provvedono, ciascuno per il proprio ambito di competenza territoriale, alla ripartizione del contingente dei dirigenti scolastici assegnato. 5-quinquies. Fino alla data di adozione del decreto di cui al comma 5-ter, ovvero di quello di cui al comma 5- quater, si applicano le disposizioni di cui ai commi 5 e 5-bis”.


Mobilità, ancora nulla di fatto sui vincoli. Si pensa a modifiche sul sistema delle precedenze da 104

da OrizzonteScuola

Di redazione

Un altro incontro interlocutorio sulla mobilità. Tranne per la previsione di intervenire sul sistema delle precedenze relative alla legge 104.

È quanto emerge dall’ultima riunione sindacati-Ministero svolta nel pomeriggio del 23 novembre. Sostanzialmente il capitolo vincoli di mobilità non è stato nemmeno accennato nel corso dell’incontro odierno, con una questione che ormai, dovrà diventare prettamente politica.

Invece, si è parlato dell’abolizione del referente unico per l’assistenza dei genitori che si trovano in stato di gravità, ovvero l’art. 3, comma 3, della legge 104/92.

Bisogna ricordare che il decreto legislativo 105 del 30 giugno 2022, abolisce il principio del referente unico dell’assistenza.

Pertanto, ne consegue che più soggetti aventi diritto, potranno richiedere l’autorizzazione a fruire dei permessi mensili della legge 104/92, per l’assistenza alla stessa persona con disabilità.

Vincoli: il nodo

Il nuovo CCNI è sostanzialmente rallentato a causa della questione blocchi di mobilità: nella precedente riunione la situazione si era arenata sul punto dell’applicazione dell’obbligo triennale di permanenza per i docenti neoassunti, derivante dall’art.13 c.5 del D.Lgs. 59/2017 come sostituito dal DL 36/2022.

Non ci sono stati sviluppi sostanziali ma il confronto è diventato più serrato, facendo emergere l’intenzione di arrivare ad una conciliazione tra le parti.

In questo, l’amministrazione, pur determinata nella propria linea di far decorrere il DL 36/2022 ai docenti neoassunti già dall’a.s.2022/23 indipendentemente dal canale di reclutamento, ha accolto l’idea di portare avanti un dialogo costruttivo nella reciprocità delle posizioni.

Il nodo principale, dunque, resta quello dei vincoli di mobilità: la bozza presentata dall’amministrazione ai sindacati nelle settimane scorseha cancellato le parti che riguardavano la titolarità di sede dei docenti che si otteneva con il trasferimento; ha introdotto una durata biennale del contratto (a.s 2023/24 e 2024/25) e i nuovi blocchi di mobilità previsti dal Decreto-Legge 36/2022 per tutti i docenti neo immessi in ruolo a partire dall’anno scolastico 2022/23.

La bozza prevede anche un altro blocco, quello di 3 anni per tutti i docenti che per l’anno scolastico 2022/23 hanno ottenuto un trasferimento interprovinciale su qualunque sede espressa.

Ed è su questo punto che la trattativa è ferma: per le organizzazioni sindacali il DL 36/22, che prevede appunto il blocco dei trasferimenti per i neoassunti del 2022, non è applicabile perché è chiaramente riferito, come enunciato nell’art. 13 del decreto legislativo 59/2017, modificato dallo stesso dl 36/22, alle procedure concorsuali stabilite dallo stesso decreto che non sono state ancora avviate.

Legge di bilancio: 150 milioni in più per il contratto, riduzione del numero di istituzioni scolastiche

da La Tecnica della Scuola

Di Reginaldo Palermo

Alla fine il ministro Valditara non è riuscito ad ottenere tutto ciò che voleva ma non è neppure tornato a casa a mani vuote.
L’articolo 90 della bozza della legge di bilancio potrebbe darà il là alla firma definitiva del contratto nazionale; il comma 1 recita così: “Per il triennio 2019-2021 gli oneri posti a carico del bilancio statale per la contrattazione collettiva nazionale per i miglioramenti economici del personale scolastico, comparto istruzione e ricerca, sono incrementati di 150 milioni di euro per il 2023”.
Questo significa che dei 300 milioni che la legge di bilancio 2022 destinava alla valorizzazione del personale docente la metà potrebbe essere utilizzata per il contratto e la restante metà servire per il cosiddetto “salario accessorio”.
Per quanto riguarda la scuola è certamente questa la novità più importante.
Un intero articolo, il numero 89 intitolato “Misure per la riforma della definizione e riorganizzazione del sistema della rete scolastica”, è dedicato a ridefinire i criteri del dimensionamento scolastico, misura prevista dal PNRR.
Per la verità quando si era iniziato a parlare di questo tema pareva che la riforma dovesse avere un impatto importante sul sistema scolastico, in modo da garantire anche una corretta gestione dei problemi derivanti dal calo demografico e dalle classi troppo numerose.
Le disposizioni contenute nell’articolo 89 non sembrano invece rispondere a questa logica.
In pratica la norma contenuta nella legge di bilancio prevede che, a livello regionale, il numero medio di alunni per istituzione scolastica debba essere contenuto fra un minimo di 900 e un massimo di 1000, “ferma restando – si precisa – la necessità di salvaguardare le specificità derivanti dalle istituzioni presenti nei comuni montani, nelle piccole isole e nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche”.
Questo significa che in non poche regioni il numero complessivo delle istituzioni scolastiche potrebbe diminuire.
La disposizione introduce però una clausola importante: “Al fine di garantire una riduzione graduale del numero delle istituzioni scolastiche, per i primi tre anni scolastici si applica un correttivo pari rispettivamente al 7%, al 5% e al 3%, anche prevedendo forme di compensazione interregionale”.
Altre misure di minor peso riguardano l’aumento dei compensi per i revisori dei conti delle istituzioni scolastiche e dei membri delle commissioni di concorso.

Campionati studenteschi e avviamento alla pratica sportiva: proroga al 30 novembre 2022 per le adesioni

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Potranno essere registrate fino al 30 novembre le adesioni al portale www.campionatistudenteschi.it per lo svolgimento delle attività di avviamento per la pratica sportiva per l’anno scolastico 2022/2023 e ai Campionati Studenteschi

L’attività di avviamento alla pratica sportiva può essere svolta anche dalle Istituzioni scolastiche che non partecipino ai Campionati Studenteschi, purché aderiscano ad un progetto nazionale o a un progetto di attività motoria approvato dagli Organi Collegiali dell’Istituto scolastico e inserito nella piattaforma dedicata.

Nel progetto tecnico allegato alla nota del 17 ottobre sono contenute tutte le indicazioni per lo svolgimento dei Campionati.

Le manifestazioni si svolgeranno negli impianti scolastici e/o impianti comunque omologati dalle Federazioni Sportive e in conformità alla normativa vigente. Solo in casi eccezionali – dovuti dall’assenza di impianti omologati – potrà essere presa in considerazione l’utilizzazione di impianti che comunque rispondano alle norme di sicurezza e alle specifiche esigenze tecniche della disciplina.

In occasione di tutte le manifestazioni, gli Uffici Scolastici Regionali competenti possono richiedere l’esonero, per brevi periodi, dai normali obblighi di servizio del personale docente cui sono stati affidati compiti organizzativi, di giuria e arbitraggio. Per il personale impegnato nell’organizzazione delle fasi regionali e nazionali dei Campionati Studenteschi e delle manifestazioni internazionali I.S.F. sarà l’Ufficio Scolastico Regionale competente a stabilire le modalità e i periodi degli eventuali esoneri.

NOTA E PROGETTO TECNICO

Favole dal Mondo Nuovo

Favole dal Mondo Nuovo è una nuova serie breve composta da 5 cortometraggi animati, rivolti al pubblico dei più piccoli, prodotta da IK Produzioni per Slow News disponibile gratuitamente e in alta sul sito www.slow-news.com

Nelle puntate sono trattati temi come la complessità, la discriminazione, l’empatia, la sostenibilità e il bene pubblico, attraverso piccole storie fantastiche ambientate nel Bosco dei Mille Colori. Sono realizzate in stop motion, con una tecnica e una narrazione che riproducono l’immaginario infantile, tra il gioco libero e la lettura serale delle favole ai bambini.

Le Favole dal Mondo Nuovo sono ispirate dal lavoro della psicologa italiana Alba Marcoli e alle favole classiche di Esopo: mantengono quindi un intento educativo, attraverso la fantasia e l’intrattenimento, astraendo in forma fiabesca gli stessi temi politici, economici e sociali affrontati nelle serie giornalistiche di Slow News.

Le 5 favole sono indipendenti l’una dall’altra e autoconclusive, ma è nel loro insieme che acquistano un significato più completo, costruito sui rimandi interni tra le storie, i personaggi comuni e i temi condivisi. Tutta la serie è disponibile gratuitamente e pubblicata online su Slow News (www.slow-news.com), in alta definizione, proiettabile in classe e riproducibile su qualsiasi device.

Favole dal Mondo Nuovo è una serie animata in stop motion prodotta da IK Produzioni per Slow News, finanziata dallo “European Journalism COVID-19 Support Fund” dello European Journalism Centre. Scritta e prodotta da Fulvio Nebbia e Alberto Puliafito. Diretta da Fulvio Nebbia.

Slow News. è la prima rivista italiana di slow journalism, una testata online del tutto indipendente e senza pubblicità, sostenuta dalla comunità dei membri, che vengono attivamente coinvolti nella realizzazione della rivista.

https://www.slow-news.com/series/favole-dal-mondo-nuovo/

Reddito di cittadinanza, Valditara: ‘Molti dei percettori non hanno obbligo scolastico. Inaccettabile. O lo colmano o perdono il reddito’

da Tuttoscuola

Nell’ambito della modifica del reddito di cittadinanza per il 2023 e quindi della riforma nel 2024 annunciate nella legge di bilancio, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha fatto eseguire una ricerca alle strutture del Ministero a proposito dei giovani nella fascia compresa tra i 18 e i 29 anni percettori di reddito. La ricerca ha dato un esito che il Ministro definisce “sorprendente e inquietante”, rispetto a cui annuncia di avere elaborato “una proposta che mostra come la parola Merito nella visione mia e del governo non sia un orpello retorico, ma costituisca un preciso indirizzo politico”.

La proposta parte da un dato preciso. “In Italia ci sono 364.101 percettori di reddito di cittadinanza nella fascia compresa tra i 18 e i 29 anni spiega il Ministro Valditara “Di essi, abbiamo scoperto che ben 11.290 possiedono soltanto la licenza elementare o addirittura nessun titolo, e altri 128.710 soltanto il titolo di licenza media. Ebbene, noi riteniamo si debba prevedere l’obbligo di completare il percorso scolastico per chi lo abbia illegalmente interrotto o un percorso di formazione professionale nel caso di persone con titolo di studio superiore ma non occupate né impegnate in aggiornamenti formativi, pena in entrambi i casi la perdita del reddito, o dell’eventuale misura assistenziale che dal 2024 lo sostituirà. Questi ragazzi preferiscono percepire il reddito anziché studiare e formarsi per costruire un proprio dignitoso progetto di vita”.

Il reddito collegato all’illegalità tollerata del mancato assolvimento dell’obbligo scolastico” prosegue il Ministro. “È inaccettabile moralmente: significherebbe legittimare e addirittura premiare una violazione di legge”.

Anche la percezione del reddito da parte di un giovane che ha titoli di studi superiori, non ha impedimenti personali, o famigliari, ma non cerca un lavoro, né investe in formazione su se stesso, non è sostenibile economicamente e culturalmente”, continua il Ministro “Un ragazzo non può consapevolmente rinunciare a coltivare i suoi talenti in qualunque forma, ed essere contemporaneamente pagato dallo Stato, ovvero dai cittadini italiani. La Grande Alleanza per la Scuola e per il Merito che ho lanciato implica, come tutte le alleanze, il principio di responsabilità. Non c’è merito senza responsabilità”.

“Sento dire che tagliare il reddito sarebbe disumano”, conclude il Ministro “A me pare disumano convivere con l’illegalità, calpestare il diritto allo studio, educare i ragazzi al mantenimento a spese della società piuttosto che a credere in loro stessi e alla possibilità di migliorare le loro condizioni di vita”.

PNSD: consultazione pubblica prorogata al 30 novembre

da Tuttoscuola

La Direzione Generale per i Fondi strutturali per l’istruzione, l’Edilizia scolastica e la Scuola digitale ha avviato, nelle scorse settimane, una serie azioni volte ad attualizzare il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD). Tra queste, nell’ambito della campagna “PartiamoDaVoi”, è stata lanciata, il 27 ottobre scorso, una consultazione finalizzata a ricevere, attraverso la compilazione di un questionario, l’apporto di dirigenti e docenti che operano quotidianamente nella scuola. Per rispondere alla grande voglia di partecipazione emersa in queste prime settimane di consultazione, su sollecitazione anche delle scuole, è stato esteso il tempo per la compilazione del questionario destinato ai docenti.

Sarà quindi possibile accedere fino alle ore 23.59 del giorno 30 novembre 2022 al seguente indirizzo: https://questionari.pubblica.istruzione.it/questionariV3/index.php/519882?newtest=Y&lang=it.

Sono invece già state acquisite, e sono in corso di elaborazione, le risposte dei dirigenti scolastici. I primi dati verranno relativi alla consultazione saranno illustrati dal Direttore Generale Gianna Barbieri in occasione della manifestazione Job&Orienta, a Verona, il prossimo 24 novembre, in occasione dell’evento “In ascolto del futuro”.

La consultazione è stata mossa dalla forte volontà di ascoltare il mondo della scuola, rilevare le criticità del passato e raccogliere idee, punti di vista e proposte originali e costruttive per rinnovare e attualizzare il PNSD partendo da coloro che lavorano a e per la scuola quotidianamente.

Campionati Italiani di Astronomia: possibile iscriversi fino al 1° dicembre. Come partecipare

da Tuttoscuola

C’è tempo fino al 1° dicembre per iscriversi ai Campionati Italiani di Astronomia indetti dal Ministero dell’Istruzione. Tre le fasi: la preselezione, la gara interregionale e la finale nazionale. Obiettivo:  stimolare l’interesse per lo studio delle discipline scientifiche in generale, dell’astronomia e dell’astrofisica in particolare ed offrire agli studenti delle scuole italiane una proficua occasione d’incontro con il mondo della ricerca scientifica e di confronto fra le diverse realtà scolastiche. I Campionati Italiani di Astronomia sono, a pieno titolo, attività scolastica.

Per l’edizione 2023 l’Ente assegnatario è la Società Astronomica Italiana (SAIt). Possono partecipare ai campionati italiani di astronomia le studentesse e gli studenti di tutte le scuole, statali e paritarie. Quattro le categorie: Junior 1 fino al terzo anno delle scuole secondarie di primo grado; Junior 2 per i nati negli anni 2008 e 2009, frequentanti le scuole secondarie di secondo grado; Senior, per i nati negli anni 2006 e 2007, frequentanti le scuole secondarie di secondo grado; Master per i nati prima del 2006, frequentanti le scuole secondarie di secondo grado.

Come ci si iscrive? Gratuitamente – le scuole fino al 1 dicembre, gli studenti fino al 5 dicembre – registrandosi sul sito dei Campionati Italiani di Astronomia (www.campionatiastronomia.it). Ogni scuola nominerà un docente referente. La giuria, sia nelle dieci sedi interregionali che in fase di finale, è composta da astronomi, docenti universitari, docenti di scuola secondaria di primo e secondo grado, individuati dalla SAIt in collaborazione con l’INAF e con la Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale d’istruzione del MI – Ufficio 1.

La preselezione si svolgerà simultaneamente in tutte le scuole partecipanti e per tutte le categorie con inizio alle ore 11:00 del 6 dicembre 2022 (per una durata di 45 minuti). I ragazzi dovranno rispondere ad un questionario di 30 domande a risposta multipla, ciascuna con quattro possibili risposte. La correzione dei questionari sarà a cura del docente referente della scuola e dei suoi collaboratori.

Seconda fase: visti i risultati pervenuti dai docenti referenti, a insindacabile giudizio delle giurie delle sedi interregionali, per ciascuna scuola partecipante saranno ammessi alla Gara Interregionale un massimo di tre studenti per ogni categoria, purché la valutazione conseguita sia risultata almeno pari a 50/90 per la categoria Junior 1, 52/90 per la categoria Junior 2 e 58/90 per le categorie Senior e Master. Le scuole che in una data categoria avranno iscritto un numero di studenti pari almeno a 100 avranno diritto, in quella categoria e fermo restando il limite imposto dalla valutazione, a un numero di ammessi pari a cinque. Gli studenti “aggregati” eventualmente ammessi alla Gara Interregionale saranno considerati in “over quota” rispetto a quelli della scuola ospitante. I nomi degli ammessi alla Gara Interregionale saranno resi noti entro lunedì 9 gennaio 2023 sul sito dei Campionati di Astronomia (www.campionatiastronomia.it) e sul sito della Società Astronomica Italiana (www.sait.it).

La Gara Interregionale si svolgerà martedì 14 febbraio 2023 e mercoledì 15 febbraio 2023, alle ore 14:30 e avrà una durata di 2 ore e 30 minuti, mentre la Finale Nazionale – che si svolgerà in presenza presso l’Istituto Omnicomprensivo Statale “Valboite” di Cortina D’Ampezzo (BL), si terrà da martedì 18 a venerdì 21 aprile. Saranno ammessi (i nomi saranno resi noti entro mercoledì 8 marzo 2023) 90 studenti: 20 per la categoria Junior 1, 30 per la categoria Junior 2, 30 per la categoria Senior e 10 per la categoria Master. In cosa consisterà la prova finale? In una teorica di tre ore sulla risoluzione di problemi di astronomia, astrofisica o cosmologia elementare ed in una prova pratica di due ore e mezza che riguarderà l’elaborazione di dati astronomici e/o analisi di mappe o foto di oggetti celesti.

Alle scuole e agli studenti partecipanti verranno rilasciati attestati di partecipazione.
In ogni sede interregionale, il primo classificato di ciascuna categoria sarà designato vincitore della Gara Interregionale per la sede e la categoria di appartenenza.
I 18 studenti, cinque per le categorie Junior 1, Junior 2 e Senior e tre per la categoria Master, che a insindacabile giudizio della giuria nazionale avranno conseguito i punteggi migliori nella Finale Nazionale, saranno proclamati vincitori dei Campionati Italiani di Astronomia. Ai 18 vincitori così individuati saranno assegnati la medaglia “Margherita Hack” e un attestato. I partecipanti che si piazzeranno dal sesto al decimo posto nelle  categorie Junior 1, Junior 2 e Senior  e dal quarto al sesto posto nella categoria Master avranno un diploma di merito. Una targa speciale sarà assegnata agli studenti che avranno partecipato, inclusa quella in corso, ad almeno quattro Finali Nazionali.

I primi tre classificati della categoria Junior 2 e i primi 2 classificati della categoria Senior nella Finale Nazionale formeranno la Squadra Italiana che rappresenterà l’Italia ai Campionati Internazionali di Astronomia (IAO) 2023. Per gli allievi frequentanti il secondo biennio la partecipazione ai Campionati Italiani di Astronomia dà diritto all’accesso al credito formativo. Le spese di soggiorno degli studenti partecipanti alla Finale Nazionale e dei docenti accompagnatori sono a carico della Società Astronomica Italiana.

I cinque vincitori per la categoria Junior 2 e i cinque vincitori per la categoria Senior saranno invitati ad uno stage estivo di formazione (SEF) per comporre la Squadra Italiana che parteciperà alle  IAO 2023.

Sarà organizzato uno stage formativo presso il Telescopio Nazionale Galileo (La Palma, Isole Canarie – Spagna) per i rappresentanti della squadra italiana alla fase internazionale 2023.  Gli ammessi alla Finale Nazionale, scorrendo la graduatoria di merito, potranno essere invitati a partecipare ad altri stage di formazione presso strutture INAF o SAIt e alla Scuola Estiva di Astronomia di Orientamento ed Eccellenza “A Scuola di Stelle” organizzata in una località che verrà successivamente individuata.

Contratto Scuola, D’Aprile (Uil Scuola): ‘Ok a passaggio in CdM, consente arrivo degli arretrati a dicembre’

da Tuttoscuola

“E’ un fatto positivo che il contratto scuola abbia fatto un passaggio in Consiglio dei ministri”, commenta il Segretario generale della Uil Scuola Rua, Giuseppe D’Aprile. “Una approvazione che consentirà di avere arretrati e adeguamenti nel cedolino di dicembre”.

“Un passaggio autorizzativo, di natura tecnica, che rende operativa l’intesa sottoscritta alla vigilia della firma del contratto all’Aran. Arretrati degli anni 2018-2022 e aumenti, quelli definiti anche nelle precedenti Finanziarie per il rinnovo contrattuale. Inutile nascondere la gravità della congiuntura internazionale – aggiunge D’Aprile – va però detto che in tutte le democrazie moderne è proprio nei momenti di crisi che si investe sulla scuola e sul sapere. Tema non ideologico ma sostanziale”.

Stabilità del lavoro, definizione degli istituti contrattuali nella parte normativa del negoziato, ulteriori risorse (a partire dai 300 milioni destinati alla valorizzazione professionale ed esclusi dall’attuale rinnovo) da destinare a tutto il personale: sono questi gli ulteriori passaggi che andranno messi a punto nel rispetto dell’accordo politico precontrattuale. Intendiamo proseguire nella strada intrapresa – conclude il segretario Uil Scuola -, quella di un dialogo aperto e rigoroso, attento alle soluzioni e rispettoso dei diritti del personale”.

Nota 24 novembre 2022, AOODGOSV 32359

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione
e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI
Al Capo dell’Ufficio V della DGDP del MAECI ROMA
Al Sovrintendente agli Studi della Valle DGSP del MAECI d’Aosta AOSTA
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione per la Provincia Autonoma di TRENTO
All’Intendente Scolastico per le scuole delle località ladine di BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la scuola in lingua tedesca di BOLZANO
Al Sovrintendente Scolastico della Provincia di BOLZANO
Ai Dirigenti Scolastici degli Istituti di Istruzione Secondaria di secondo grado, statali e paritari LORO SEDI
e.p.c. All’Ufficio del Consigliere diplomatico SEDE
Al Capo Ufficio Stampa SEDE
Al Capo Dipartimento SEDE

OGGETTO: Campionati di Filosofia XXXI edizione A.S. 2022-2023