Organico Covid, le scuole dovranno chiudere tutti i contratti entro il 26 novembre

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

A partire dal corrente anno scolastico non è stata prevista alcuna dotazione organica aggiuntiva per le misure di contenimento da COVID-19, per cui i pertinenti capitoli e piani gestionali dell’organico Covid e relative sostituzioni non saranno più alimentati in quanto tali tipologie contrattuali non sono più contemplate dalla normativa vigente.

Lo ha fatto sapere il MIM, con nota del 21 novembre.

La nota spiega nel dettaglio cosa dovranno fare le scuole per concludere tutte le operazioni riguardanti questa tipologia di contratto.

In particolare, dovranno autorizzare tutte le rate (anni scolastici 2020/21 e 2021/22), comprese quelle relative a contratti di supplenza stipulati a copertura delle assenze di personale su organico Covid. E inoltre dovranno concludere l’iter su contratti già presenti (esclusivamente per l’a.s. 21/22).

Tutte le operazioni dovranno concludersi entro e non oltre il 26 novembre 2022. Pertanto, oltre tale data non sarà più possibile operare sui contratti in questione.

LA NOTA

m_pi.AOODGRUF.REGISTRO-UFFICIALEU.0053485.21-11-2022Download

Concorso dirigenti scolastici truccato, indagati tredici funzionari del Ministero dell’Istruzione per falso ideologico

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Avrebbero inserito dati nel sistema Cineca ancora prima che le prove concorsuali venissero consegnate dai partecipanti. Questo è ciò di cui sono indagati ben tredici funzionari del Ministero dell’Istruzione, così come riporta Il Corriere della Sera.

Gli eventi sono collegati all’ultimo concorso per dirigenti scolastici, che ha interessato migliaia di aspiranti presidi in tutta Italia. La procura di Roma, tramite la pm Laura Condemi, ha appena notificato gli avvisi di garanzia. Ecco il commento degli avvocati che stanno fornendo assistenza legale ai molti candidati che hanno partecipato al concorso che hanno deciso di segnalare delle incongruenze di cui, a quanto pare, sarebbero venuti a conoscenza, Giuseppe Murone Pierpaolo Dell’Anno.

“Una vicenda inquietante”

“Salutiamo con soddisfazione la prima risposta di legalità ad una vicenda che appare inquietante nei suoi aspetti di pervasiva illiceità e dispregio delle regole”, hanno detto.

A quanto pare il fattaccio avrebbe coinvolto un gran numero di commissioni: “La provvisoria incolpazione riguarda un numero abnorme di commissioni giudicatrici del Lazio (6 su 9) e verbali di correzione delle prove (64). Grazie al certosino lavoro dei magistrati della Procura della Repubblica potranno avere presto risposte concrete le centinaia di onesti candidati da noi patrocinati. Alla fine, perseveranza e lavoro pagano: gli stessi partecipanti al concorso aspettano ora una pronta risposta dell’autorità amministrativa”, hanno concluso gli avvocati.

Il MIM e il mondo della scuola insieme contro la violenza sulle donne. Venerdì 25 novembre flash-mob al Ministero

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Si aprono oggi le attività del Ministero dell’Istruzione e del Merito dedicate alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Oggi e domani pomeriggio il Ministero tornerà a illuminarsi di rosso, per rappresentare l’adesione alla ricorrenza istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1999. Il MIM testimonia così la propria determinazione a contribuire concretamente alla diffusione dell’educazione al rispetto e alla lotta contro ogni violenza e discriminazione.

Domani verrà distribuito all’ingresso del Ministero il fiocco rosso, simbolo della Giornata, con allegato un messaggio scritto del Ministro Giuseppe Valditara.

Sempre nella mattinata del 25 novembre, al Ministero, dalle ore 10.30, le studentesse dell’Istituto Superiore Statale Cine-TV “Roberto Rossellini” di Roma animeranno un flash-mob nel quale verranno ricordate tutte le vittime di femminicidio del 2022.

Il racconto della Giornata potrà essere seguito sui canali social del Ministero, anche attraverso gli hashtag: #25novembre, #giornatacontrolaviolenzasulledonne, #stopallaviolenzasulledonne.

Erasmus+ 2023, on-line il bando con tutte le scadenze per mobilità all’estero e partenariati

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

La Commissione europea ha pubblicato l’Invito a presentare proposte per il Programma Erasmus+ per l’anno 2023.

L’invito comprende le seguenti azioni:

Azione chiave 1 – Mobilità individuale ai fini dell’apprendimento

  • Mobilità individuale nei settori dell’istruzione, della formazione e della gioventù
  • Attività di partecipazione dei giovani
  • DiscoverEU – Azione a favore dell’inclusione
  • Scambi virtuali nel settore dell’istruzione superiore e della gioventù
  • Mobilità del personale nel settore dello sport

Azione chiave 2 – Cooperazione tra organizzazioni e istituzioni

  • Partenariati per la cooperazione
  • Partenariati per la cooperazione
  • Partenariati di piccola scala
  • Partenariati per l’eccellenza
  • Centri di eccellenza professionale
  • Azione Erasmus Mundus
  • Partenariati per l’innovazione
  • Alleanze per l’innovazione
  • Progetti orientati al futuro
  • sviluppo di capacità nei settori dell’istruzione superiore, dell’istruzione e formazione professionale, della gioventù e dello sport
  • Eventi sportivi europei senza scopo di lucro

Azione chiave 3 – Sostegno allo sviluppo delle politiche e alla cooperazione

  • European Youth Together

Azioni Jean Monnet

  • Jean Monnet nel settore dell’istruzione superiore
  • Jean Monnet in altri ambiti dell’istruzione e della formazione.

Il bilancio totale destinato è stimato in 3.393,17 milioni di euro, di cui 2.980,70 milioni per l’istruzione e formazione.

Termine per la presentazione delle domande

La scadenza di tutti i termini per la presentazione delle domande riportati di seguito è fissata in relazione all’ora di Bruxelles.

Documenti per Erasmus+ 2023

Invito a presentare proposte Erasmus+ 2023

Guida al Programma 2023

Programma di lavoro annuale 2023

Factsheet sul nuovo Programma Erasmus+ 2021- 2027

Lavori socialmente utili per gli studenti violenti: ha senso delegare a terzi l’azione educativa?

da Tuttoscuola

Lavori socialmente utili per gli studenti violenti. E’ questa la proposta del neo ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che in questi giorni sta facendo discutere. In effetti il problema della tenuta scolastica dei cosiddetti “comportamenti problema”, soprattutto per quanto riguarda le scuole secondarie, è sempre più complessa.

Nel corso degli anni si sono moltiplicate le attività e le iniziative nei territori volte a coinvolgere esperti, psicologici, esponenti delle forze dell’ordine, avvocati, magistrati e, più in generale, la rete intorno alla scuola per dare risposte educative al fenomeno dilagante di atti violenti e di bullismo nelle scuole. Certo, attività di questo tipo richiedono impegno e soprattutto tempo e a volte sembra proprio non essercene di tempo per i problemi scolastici. E allora, il neo Ministro propone il pugno duro verso gli studenti più violenti, e pensa ai lavori socialmente utili. Ma potrebbe davvero funzionare come idea?

In ambito educativo le risposte ai problemi seguono logiche a sé stanti e si caratterizzano, lo sappiamo bene, per il fatto che gli esiti sono incerti e i tempi difficili da prevedere. Qualcuno potrebbe pensare che, in fondo, non sia più possibile attendere e che sia giunto il momento di agire. Il problema è che, nonostante tutto, si stia già agendo e le scuole hanno capito che non possono risolvere problemi così complessi da sole. La proposta del Ministro invece, oltre a cecare risposte rapide e problemi complessi, tende a delegare il ruolo educativo a soggetti esterni alla scuola. Chi seguirebbe i ragazzi nella messa alla prova? Quali ricadute avrebbe il lavoro socialmente utile nella carriera scolastica? Ci sarebbe una valutazione del percorso? Di quale genere?

La proposta sembra più una presa di posizione ideologica, che strutturale. Per alcuni versi sembra rimandare alla misura della messa alla prova che nel processo penale minorile, è uno degli epiloghi speciali previsti dal D.P.R. 448/1988 che prevede la sospensione del processo e l’affidamento del minore al servizio sociale. Insomma una delega che, in questo caso, sospende un processo di natura penale. Veramente vogliamo che la scuola abdichi al suo compito di educare ed istruire in favore di soggetti terzi? Sembra più una sconfitta.

Se vogliamo che la scuola torni al centro del villaggio dobbiamo agire in fretta e su molti fronti, ma forse non conviene cedere alle lusinghe dell’autoritarismo e della delega. Forse potrebbe essere più opportuno investire sulla formazione dei docenti, prevedere figure strutturali nell’organico scolastico, ad esempio psicologi ed educatori, incentivare la costruzione di reti e percorsi comunitari, uscire dalla logica del programma per entrare in una dimensione più complessa delle indicazioni nazionali, che, recitano testualmente: “

Le finalità della scuola devono essere definite a partire dalla persona che apprende, con l’originalità del suo percorso individuale e le aperture offerte dalla rete di relazioni che la legano alla famiglia e agli ambiti sociali. La definizione e la realizzazione delle strategie educative e didattiche devono sempre tener conto della singolarità e complessità di ogni persona, della sua articolata identità, delle sue aspirazioni, capacità e delle sue fragilità, nelle varie fasi di sviluppo e di formazione. Lo studente è posto al centro dell’azione educativa in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali, corporei, estetici, etici, spirituali, religiosi. In questa prospettiva, i docenti dovranno pensare e realizzare i loro progetti educativi e didattici non per individui astratti, ma per persone che vivono qui e ora, che sollevano precise domande esistenziali, che vanno alla ricerca di orizzonti di significato”.[1]

Porre lo studente al centro dell’azione educativa è faticoso, complesso, e a volte sembra essere quasi inutile. Ma, forse forse, potrebbe funzionare.

[1] Indicazioni Nazionali per il Curricolo per la scuola dell’Infanzia e del primo ciclo d’istruzione, p. 5 https://www.miur.gov.it/documents/20182/51310/DM+254_2012.pdf/1f967360-0ca6-48fb-95e9-c15d49f18831?version=1.0&t=1480418494262

Iscrizioni online 2023: al via dal 9 gennaio. Procedura interamente online (ma non per la scuola dell’Infanzia). Le novità

da Tuttoscuola

Sarebbe in arrivo la circolare del ministero dell’Istruzione con tutti gli adempimenti operativi per dare il via ufficiale alle iscrizioni online 2023/24. Ci sarà tempo dalle ore 8.00 del 9 gennaio alle ore 20.00 del 30 gennaio 2023 per iscrivere i propri figli alle prime classi di primaria, medie e superiori. Tra le novità di quest’anno la possibilità per le famiglie di seguire tramite l’App IO l’iter dell’istanza di iscrizione. Per le iscrizioni alla scuola dell’Infanzia le domande continueranno a restare cartacee.

È possibile iscrivere alle classi prime della primaria i bambini che compiono 6 anni di età entro il 31 dicembre 2023 (o entro il 30 aprile 2024).  Al momento dell’iscrizione online, oltre alla scuola prescelta si potranno inserire, in subordine, altri due istituti. Per gestire le eventuali eccedenze, le regole restano le stesse: ciascuna scuola individua specifici criteri di precedenza, mediante delibera del Consiglio di istituto da rendere pubblica prima dell’acquisizione delle iscrizioni stesse. I criteri vanno essere definiti in base a principi di ragionevolezza come, ad esempio, la vicinanza della residenza dell’alunno o particolari impegni lavorativi delle famiglie.

Anche per il prossimo anno scolastico rimangono esclusi dalla procedura online la scuola dell’infanzia, le istituzioni scolastiche delle province di Trento e Bolzano, i percorsi di istruzione per adulti e altri istituti a norma speciale. Critica in questo sento l’Associazione nazionale presidi: “La modalità online, infatti, avrebbe consentito di snellire il lavoro delle segreterie, di assecondare il processo di dematerializzazione e di favorire una gestione coordinata delle iscrizioni tra i vari soggetti preposti, in coerenza con la governance disegnata dalle Linee pedagogiche per il sistema integrato ‘zerosei’”.

Le novità della nota sulle iscrizioni online consistono nel richiamo ad alcune riforme recenti, che incidono anche nella fase delle iscrizioni, e in particolare:

– l’introduzione dell’attività motoria in IV e V della scuola primaria, per cui si prevede che le scuole forniscano tempestivo riscontro alle famiglie degli alunni delle future classi prime circa il potenziamento dell’orario curricolare;
– l’attivazione dei percorsi a indirizzo musicale.

Le novità che interessano, invece, la procedura di iscrizioni online nel suo complesso riguardano:

– la previsione di un supporto che le scuole saranno tenute a dare alle famiglie che non riescono a trovare una scuola in cui iscrivere i propri figli, o perché non sono stati accolti nella scuola prescelta, o perché non sono in grado autonomamente di verificare la disponibilità di ulteriori sedi;
– l’ampliamento delle informazioni sull’istruzione parentale;
– la possibilità per le famiglie di seguire tramite l’App IO l’iter dell’istanza di iscrizione;
– la facoltà per le famiglie degli studenti della scuola secondaria di secondo grado di fare richiesta di “Io Studio – la carta dello studente”.

Riguardo la previsione che le scuole debbano supportare le famiglie che non avessero trovato posto grazie alla procedura di iscrizioni online, l’ANP ritiene “essenziale il coinvolgimento dell’ambito territoriale in quanto l’unico soggetto a conoscenza dello stato delle iscrizioni sul territorio e in grado, così, di valutarne le possibilità e i vincoli. Solo con tale approccio sinergico è possibile garantire agli studenti il godimento del diritto allo studio e vigilare sull’assolvimento dell’obbligo di istruzione. Non possono, infatti, essere solo le scuole gli enti su cui far ricadere la responsabilità di tali operazioni”.

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999, ha designato il 25 novembre come “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”


Si aprono il 24 novembre le attività del Ministero dell’Istruzione e del Merito dedicate alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Oggi e domani pomeriggio il Ministero tornerà a illuminarsi di rosso, per rappresentare l’adesione alla ricorrenza istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1999. Il MIM testimonia così la propria determinazione a contribuire concretamente alla diffusione dell’educazione al rispetto e alla lotta contro ogni violenza e discriminazione.

Il 25 novembre verrà distribuito all’ingresso del Ministero il fiocco rosso, simbolo della Giornata, con allegato un messaggio scritto del Ministro Giuseppe Valditara.

Sempre nella mattinata del 25 novembre, al Ministero, dalle ore 10.30, le studentesse dell’Istituto Superiore Statale Cine-TV “Roberto Rossellini” di Roma animeranno un flash-mob nel quale verranno ricordate tutte le vittime di femminicidio del 2022.   

Il racconto della Giornata potrà essere seguito sui canali social del Ministero, anche attraverso gli hashtag: #25novembre, #giornatacontrolaviolenzasulledonne, #stopallaviolenzasulledonne.

“Oggi e domani la facciata del Ministero dell’Istruzione e del Merito sarà dipinta di rosso. Domani è infatti la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Perché abbiamo deciso di dipingere di rosso questa facciata? Perché rappresenta il sangue, rappresenta la violenza, rappresenta le umiliazioni che tante donne hanno subito e continuano a subire. Noi dobbiamo essere consapevoli che occorre difendere la dignità della persona umana, di ogni persona umana. E dobbiamo iniziare dalle scuole. Dobbiamo educare i ragazzi alla cultura del rispetto. Perché questa violenza, questa violenza contro le donne non è soltanto quella che va sui giornali, che ci indigna quotidianamente, non è quella che si manifesta nemmeno nelle aule dei tribunali, ma è anche quella violenza subdola, quella violenza silenziosa che in tante case, in tanti luoghi di lavoro si continua a perpetrare. E allora dobbiamo dare un segnale forte ai nostri giovani, dobbiamo educarli all’amicizia, al volersi bene, a rispettarsi, alla cultura del rispetto perché non ci sia discriminazione. Non ci sia discriminazione di genere e soprattutto si bandisca la cultura della violenza. Perché ogni atto che discrimina una donna manifesta violenza e prepotenza. Ripartiamo dalle scuole per costruire una vera, grande civiltà della solidarietà, del rispetto e dell’amicizia”.

È quanto dichiara il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara nel videomessaggio pubblicato sul sito e sui canali social del Ministero, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che viene celebrata domani, 25 novembre.

Il Video


UNICEF Italia: nel prossimo decennio, nel mondo, si potrebbero verificare 2 milioni in più di Mutilazioni Genitali Femminili e 10 milioni in più di Matrimoni Precoci.

Presentati i risultati di un sondaggio U-Report Italia sulla violenza contro le donne e le ragazze: il 75% dei rispondenti ne ha sentito parlare e pensa che sia un problema fra le proprie coetanee.

24 novembre 2022 – L’UNICEF Italia in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (domani 25/11) e dell’inizio della campagna dei 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere presenta i risultati del sondaggio sulla piattaforma digitale indipendente U-Report Italia, sostenuta dall’UNICEF, sulla violenza contro le donne e le ragazze e ricorda che nel mondo l’aumento della povertà, dell’insicurezza, degli spostamenti, dei cambiamenti climatici e dei conflitti, in aggiunta alla persistenza di discriminazioni di genere in ogni societa’, amplificano le cause dei matrimoni precoci e delle mutilazioni genitali femminili e rendono le bambine ancora più vulnerabili. Inoltre, a causa della pandemia da COVID-19 è probabile che nel prossimo decennio si verifichino 2 milioni di casi in più di mutilazioni genitali femminili e 10 milioni di matrimoni precoci in più.

Lo scorso 16 novembre l’UNICEF Italia ha lanciato un sondaggio sulla violenza sulle donne e sulle ragazze rivolto ai giovani tra i 14 e i 30 anni, iscritti alla piattaforma U-Report Italia, per capire le loro opinioni a riguardo. Al sondaggio hanno risposto 293 persone.

IL SONDAGGIOil 75% dei rispondenti ha dichiarato di aver sentito parlare di violenza contro le donne e le ragazze e di pensare che sia un problema fra le proprie coetaneeIn caso di violenza il 65% dei rispondenti crede che sia più utile chiedere un supporto specializzato, il 10% crede che sia più giusto confidarsi con familiari e/o adulti, il 7% ritiene che sia più utile ignorare il problema; Qualora un’ amica confidasse di aver subito violenza, il 24% dei rispondenti l’accompagnerebbe a sporgere denuncia, l’11% le consiglierebbe di parlare con un adulto fidato, il 7% le direbbe che non è sola, il 5% le consiglierebbe di rivolgersi a uno psicologo, il 4% le direbbe che non è colpa sua, l’1% le consiglierebbe di recarsi da un medico, il 47% le darebbe tutti i consigli precedenti;  il 95% dei rispondenti sarebbe d’accordo o molto d’accordo sull’inserimento dell’educazione alla parità di genere e alla prevenzione della violenza di genere nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole.

Tuttavia, ancora oggi nel mondo 600 milioni di ragazze adolescenti continuano ad affrontare sfide senza precedenti per la loro istruzione, il benessere fisico e mentale, e la protezione necessaria per una vita senza violenza. Le ragazze hanno dimostrato più volte che, se viene loro garantito accesso a tutte le opportunità, possono essere le artefici del cambiamento e guidare il progresso nelle loro società, costruendo un futuro più solido per tutti, compresi donne, ragazzi e uomini.

L’UNICEF Italia rilancia la petizione “No alla Violenza di genere: insegniamolo tra i banchi”, per chiedere al Ministero dell’Istruzione e del Merito di consolidare la promozione della parità di genere e la prevenzione della violenza di genere nell’ambito dell’insegnamento dell’Educazione Civica nelle scuole, in sinergia con quanto previsto sia nel nuovo Piano Nazionale d’Azione per l’Infanzia e l’Adolescenza sia nel Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne, di cui anche l’UNICEF ha promosso l’adozione. Per aderire alla petizione: www.unicef.it/firma