Video-guide per non udenti

MANn inclusivo in una App, 27 video-guide per non udenti

Agenzia ANSA del 25/01/2023

NAPOLI. Mann museo inclusivo in una App: sono ventisette le nuove video-guide destinate a visitatori sordi realizzate grazie al progetto “E.LIS.A- Enjoy Lis art.
Percorsi multimediali inclusivi sul patrimonio artistico e culturale della Campania”, promosso dall’Assessorato alla Scuola, alle Politiche Sociali e alle Politiche Giovanili della Regione Campania in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi, giunto alla conclusione dopo le tappe a Pompei e Capodimonte.
“Diversità è ricchezza, il museo inclusivo è un sogno che si corona. Sono tanti i pubblici che devono entrare in contatto con la bellezza. Oggi è la festa di tutti” ha detto il direttore del Mann Paolo Giulierini accogliendo nell’Auditorium gli speciali visitatori. A coordinare la rete è Ifel Campania con il contributo di consorzi territoriali dei servizi sociali.
“Dobbiamo andare oltre gli stereotipi. Molti rimangono ancorati a preconcetti. Condividere e includere non significa riferirsi solo ai bisogni essenziali, ma adottare una forma mentis comune”, ha sottolineato l’assessore Lucia Fortini.
Le video-guide partono dall’atrio e dalla statua di Ferdinando di Borbone, opera di Antonio Canova. In pillole di tre minuti, in Lis (lingua italiana dei segni) e in Is (lingua internazionale dei segni) con sottotitoli in italiano e inglese, il visitatore attraversa la collezione Farnese, la sezione Egizia, le sale di mosaici, affreschi e oggetti quotidiani dalle città vesuviane, la Villa dei Papiri e la Magna Grecia.
L’itinerario è disponibile per tutti i visitatori su app Caronte (gratuita su Google Play Sore e app store), realizzata da Artware.
Da remoto la video guida è disponibile sul canale YouTube del museo. L’itinerario è corredato da una mappa. Coordinatrici per il Mann – Servizi educativi Lucia Emilio ed Elisa Napolitano con Angela Rita Vocciante e Annamaria Di Noia. (ANSA).

Disabilità sensoriali, nella scuola le più diffuse sono ipovisione e ipoacusia

Disabilità sensoriali, nella scuola le più diffuse sono ipovisione e ipoacusia
Redattore Sociale del 25/01/2023

Il focus dell’Istat sui dati relativi all’anno scolastico 2018/2019. Quattro alunni su 10 con problemi legati a vista convivono con almeno altre due  difficoltà

ROMA. In occasione della presentazione del ‘Nuovo studio sulla popolazione di persone sordocieche, con disabilità sensoriali e plurime in condizioni di gravità’, commissionato dalla Fondazione Lega del Filo d’Oro Onlus e realizzato dall’Istat, presentato questa mattina a Roma, l’Istituto di statistica ha riproposto un focus sulla situazione delle scuole basato sui dati relativi all’anno scolastico 2018/2019. Il focus evidenzia come nelle scuole italiane gli alunni con disabilità ammontino a 245.723, ovvero il 3,2% della popolazione studentesca, con un incremento dal 2007 del 34% (nel 2007 il 2,1% degli studenti). Forti le differenze a livello territoriale, con una prevalenza che varia dal 2,4% in Basilicata al 3,9% in Abruzzo.

Prendendo in esame nello specifico gli alunni con disabilità sensoriale, questi nel 2018/2019 rappresentano il 3,6% del totale degli alunni con disabilità, poco meno di 9.000 alunni. La percentuale maggiore si ha nella scuola secondaria di secondo grado, con il 4,5%, mentre il valore minimo si registra nelle secondarie di primo grado, con il 3,1%. La quota più rilevante in tutti gli ordini scolastici è quella degli alunni con disabilità intellettiva, quasi 170.000, che rappresentano dal 60,3% degli alunni con disabilità della scuola d’infanzia al 70,2% di quelli della scuola secondaria di primo grado.

Le disabilità sensoriali rappresentano il tipo di disabilità meno frequente nella popolazione studentesca. La cecità è quella meno diffusa e colpisce lo 0,6% degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e lo 0,5% in quelle secondarie. Mentre l’ipovisione è la più frequente, interessando rispettivamente il 3,7% e il 3,8% degli alunni con disabilità dei due ordini scolastici. La sordità profonda o grave interessa l’1,9% degli alunni con disabilità della scuola primaria e l’1,2% di quelli della secondaria di primo grado, mentre l’ipoacusia interessa rispettivamente il 2,4% e il 2,8%.

L’analisi dell’Istat evidenzia anche la complessità di diverse tipologie di problemi determinata dalla compresenza di disabilità sensoriale in associazione con altre disabilità. Prendendo in considerazione gli alunni con disabilità visiva (collettivo in cui vengono accorpati i ragazzi con cecità e quelli con ipovisione), emerge che fra questi 4 su 10 (42,8%) hanno almeno altre due disabilità e vivono una condizione estremamente complessa, il 32,1% non ha altri deficit e il 25,1% ha associata un’altra difficoltà. I dati mostrano, inoltre, che nel 41,6% dei casi la disabilità visiva è associata a quella intellettiva e nel 36% con un disturbo specifico dell’apprendimento; frequente anche l’associazione con il disturbo del linguaggio (18,3%), con i disturbi evolutivi dello sviluppo (10,5%) o con un’altra disabilità sensoriale (sordità e ipoacusia; 10,1%).

Rispetto agli alunni con disabilità uditiva (collettivo in cui vengono accorpati i ragazzi con problemi di ipoacusia e con sordità profonda o grave), emerge invece che la metà di questi (52,2%) non presenta altre disabilità, il 25,4% si trova ad avere almeno altre due difficoltà, mentre il 22,3% ha associata un’altra tipologia di disabilità. Analizzando, in particolare, gli alunni con pluridisabilità, i dati mostrano che nel 21,2% dei casi il deficit dell’udito si associa più frequentemente con la disabilità intellettiva, seguito dal disturbo specifico del linguaggio, circa il 19,5%, che però può essere considerato diretta conseguenza della sordità o dell’ipoacusia. Per questo collettivo la combinazione con il disturbo specifico dell’apprendimento si attesta al 14,1%. I dati evidenziano dunque che la disabilità visiva è più frequentemente collegata, rispetto a quella uditiva, ad altri tipi di disabilità, rendendo il quadro clinico dell’alunno mediamente più complesso.

L’indagine Istat condotta nelle scuole descrive inoltre gli studenti con disabilità sensoriale attraverso l’approccio proposto dall’ICF al fine di analizzare le sue principali aree di funzionamento. In particolare, sono state analizzate le performance di sei macroaree: apprendimento, svolgimento di compiti generali, mobilità, comunicazione, cura della persona, interazione e tempo libero.

Per quanto riguarda l’apprendimento, dai dati emerge come gli alunni con disabilità visiva abbiano maggiori difficoltà, anche in presenza di una sola disabilità, rispetto a quest’area di funzionamento: oltre 4 studenti su 10 (44%) presentano, infatti, un problema grave di apprendimento, percentuale che scende al 29,2% per gli studenti con disabilità uditive e al 23,7% per quelli con altre disabilità non sensoriali. Condizione che si acuisce se si considera anche la multidisabilità: oltre la metà (58,5%) degli alunni con problemi visivi riscontra infatti problemi gravi nell’apprendimento, contro il 52,7% di coloro che hanno una disabilità uditiva1. Quando alla disabilità visiva si associa anche quella uditiva, le difficoltà di apprendimento aumentano considerevolmente e oltre 7 alunni su 10 (73,8%) riscontrano problemi gravi.

Nell’ambito dei compiti generali, tra gli alunni con deficit visivo, la quota di ragazzi con gravi difficoltà nell’intraprendere un compito si attesta al 10%, mentre scende al 4,9% per quelli con problemi uditivi e arriva al 19,2% per gli alunni con altre disabilità. Le differenze si fanno più marcate in presenza di pluridisabilità: gli alunni con disabilità visiva con almeno un altro tipo di problema hanno una maggiore difficoltà nell’eseguire compiti generali (36%), quota che scende al 27,7% tra la pluridisabilità associata a problemi di udito, e al 24,7% tra coloro con altre disabilità plurime. Anche in questo caso, la presenza di entrambe le disabilità sensoriali all’interno di un quadro di multidisabilità aumenta sensibilmente le difficoltà dei ragazzi: il 65,2% ha gravi problemi nell’intraprendere un compito.

Sul fronte della comunicazione gli studenti con disabilità uditiva e quelli con altre disabilità presentano più frequentemente un problema grave per questa attività, rispettivamente il 17,2% e il 20,9%, contro il 5,6% riscontrato per gli studenti con deficit visivo. Tra gli alunni con pluridisabilità sono gli alunni con disabilità uditiva coloro che presentano più frequentemente un grave problema nella comunicazione: il 45,1%, contro il 36,9% degli alunni con disabilità visiva e il 24,2% di quelli che hanno problemi diversi da quelli sensoriali. Tra i ragazzi con entrambe le disabilità sensoriali le difficoltà gravi nella comunicazione sono molto più frequenti (62,2%).

Sul piano della mobilità l’analisi evidenzia ancora una volta la complessità della disabilità visiva. Infatti, l’8,3% dei ragazzi mostra un problema grave nella mobilità, quota che sale al 41,8% quando il deficit visivo si accompagna ad altre tipologie di disabilità. Tali percentuali scendono sia per le disabilità non sensoriali (8,2% nel caso di una sola disabilità e 12,3% nel caso di multidisabilità), sia per le disabilità uditive (rispettivamente 2,3% e 21,2%). In caso di copresenza delle disabilità sensoriali, la quota di alunni con grave difficoltà aumenta sensibilmente (63,3%).

Nell’ambito della cura della persona le maggiori difficoltà si riscontrano per i ragazzi con disabilità visive nei casi in cui queste siano associate ad altre disabilità: infatti, tra gli alunni che hanno solo un problema visivo, la percentuale di chi ha gravi difficoltà si attesta al 6,1% (non distante dal 7,6% di chi ha una disabilità non sensoriale), mentre sale al 34,3% tra i ragazzi con pluridisabilità. Nel caso in cui la pluridisabilità sia associata alla disabilità uditiva o alla non sensoriale si riduce la frequenza di alunni che hanno gravi problemi nella cura della persona (rispettivamente al 14,4% e al 10,1%). Anche in questo caso la presenza di entrambe le disabilità sensoriali aumenta considerevolmente le complessità riscontrate per quest’area di funzionamento con il 61,7% dei ragazzi presenta infatti gravi problemi.

Infine, per quanto riguarda il tempo libero, per il gruppo che ha singole disabilità, come è emerso nell’area dei compiti generali, le dinamiche di interazione appaiono più difficili per i ragazzi con disabilità non sensoriali. Infatti, il 18,9% dei ragazzi con disabilità non sensoriali ha un problema grave contro il 3,9% di quelli con deficit visivo e il 2,8% degli alunni con disabilità uditive. In presenza di multidisabilità, lo svantaggio maggiore si riscontra per gli studenti con disabilità visive: ha infatti un problema grave il 28% di essi, mentre la percentuale si attesta al 23,4% per il deficit uditivo e al 21,3% per le non sensoriali. La partecipazione si complica molto per gli alunni con entrambe le disabilità sensoriali che riscontrano un grave problema nel 60,5% dei casi. (DIRE)

Valditara: «Studieremo azioni per arginare l’aumento delle aggressioni ai docenti»

da Il Sole 24 Ore

Il ministro ha incontrato incontrato la preside dell’IIS Viola-Marchesini in seguito all’episodio in cui alcuni studenti hanno sparato a un’insegnante con una pistola a pallini di gomma. «Rafforzare il dialogo tra famiglie e insegnanti»

di Redazione Scuola

Martedì 24 gennaio il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha incontrato la preside dell’istituto di istruzione superiore Viola-Marchesini di Rovigo, Isabella Sgarbi, che ha invitato a Roma per approfondire lo stato dei fatti dopo l’episodio in cui alcuni studenti hanno sparato a un’insegnante con una pistola pallini di gomma, colpendola al volto, e ne hanno poi pubblicato il video sui social. La preside ha consegnato tutta la documentazione relativa al caso e ha chiarito l’evoluzione della vicenda, in un clima molto costruttivo in cui il ministro ha voluto rafforzare il dialogo fra ministero e scuola per identificare insieme le criticità e studiare le possibili soluzioni, anche considerando il moltiplicarsi, in varie scuole italiane, degli episodi di violenza da parte di studenti nei confronti degli insegnanti.

Patto educativo

Valditara ha sottolineato, trovando il pieno consenso della preside Sgarbi, la necessità di affrontare questo problema attraverso l’unica strada efficace: ripristinare il patto educativo fra genitori e insegnanti per il bene dei ragazzi. «L’istituto Viola-Marchesini è una realtà formativa importante del territorio, e l’insegnante colpita dai suoi studenti ha 30 anni di esperienza e un curriculum di assoluta eccellenza», ha spiegato la preside, «questi fatti sono inaccettabili ma rappresentano anche un segnale: è urgente mantenere sempre attivo il dialogo fra gli studenti e le famiglie». Il ministro ha ribadito che «il messaggio educativo si diffonde prima di tutto all’interno della famiglia, che la scuola non può sostituire ma può affiancare e coadiuvare con efficacia: è questo il senso profondo dell’alleanza tra le istituzioni scolastiche, i genitori e gli studenti. È necessario che fra i nuclei familiari e il corpo insegnante il dialogo sia improntato sulla fiducia reciproca, perché è decisivo, per il buon esito del processo educativo, sostenere l’autorevolezza dei docenti a scuola».

Di fronte al moltiplicarsi di gravi fenomeni di aggressione fisica o verbale e di cyberbullismo nei confronti di insegnanti, il ministero intende studiare una serie di azioni per sollecitare la corresponsabilità educativa delle famiglie, in un patto attivo e costante con la scuola, e rendere al tempo stesso sempre più effettivo il rispetto dovuto agli insegnanti e a tutto il personale scolastico.


Concorso straordinario bis, assunzioni anche nel 2023/24 per coprire tutti i posti. Emendamento al Milleproghe

da OrizzonteScuola

Di redazione

Lo svolgimento e la conclusione del concorso straordinario bis indetto con DDG n. 1081 del 6 maggio 2022 sta creando notevoli difficoltà. Se da una parte potrebbe giungere a positiva conclusione la vicenda dei posti persi a causa della rinuncia dei vincitori, dall’altra bisogna ragionare su quali posti riservare ancora ai vincitori che non è stato possibile assumere in tempo nell’anno scolastico 2022/23.

Assunzione docenti non in tempo utile per lo svolgimento dell’anno di prova

Le assunzioni da graduatorie di merito del concorso straordinario bis sono proseguite fino a dicembre, cioè per quei posti che erano stati accantonati perché si faceva in tempo a garantire lo svolgimento dell’anno di prova e formazione già per il 2022/23.

Se le assunzioni proseguono oltre – e in effetti abbiamo già segnalato che in alcuni casi sono già stati assunti docenti che non potranno svolgere l’anno di prova nel 2022/23 – siamo al di fuori di quanto era stato individuato dal Ministero con la nota del 25 agosto 2022.

Ne abbiamo parlato in

Concorso straordinario bis: docenti neoassunti a dicembre: difficile e in alcuni casi impossibile raggiungere i 120 giorni di attività didattica

Ma i problemi sono due

  • coprire tutti i posti vacanti, recuperando docenti che per punteggio si erano collocati oltre il numero dei posti banditi ma che occupano i posti dei rinunciatari altrimenti persi

Concorso straordinario bis, scorrere le graduatorie per coprire i posti “persi”. Emendamento al Milleproroghe, ma per i precari non è la soluzione

  • quali posti utilizzare per le ulteriori assunzioni ancora non effettuate?

A questo pensa un ulteriore emendamento al Decreto Milleproroghe 2023, ammesso al voto

All’articolo 5, dopo il comma 11 aggiungere i seguenti:
“11-bis. All’articolo 59, comma 9-bis, del decreto legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito con modificazioni dalla legge 23 luglio 2021, n. 106,
l’ultimo periodo è sostituito con i seguenti: “Limitatamente alle classi di con-corso per le quali non sia possibile effettuare le nomine a tempo determinato in tempo utile per lo svolgimento del percorso annuale di formazione iniziale e prova di cui all’articolo 1, comma 116 della legge 13 luglio 2015, n. 107, le operazioni di assunzione a tempo determinato sono effettuate prorogate all’anno scolastico 2023/2024. A tal fine, i relativi posti sono resi indisponibili per le operazioni di mobilità e di immissione in ruolo riferite all’anno scolastico 2023/2024. I docenti che svolgono l’incarico a tempo determinato e la reltiva formazione nonché l’anno di formazione iniziale e prova nell’anno scolastico 2023/2024 sono assunti a tempo indeterminato e confermati in ruolo con decorrenza giuridica ed economica dal 1° settembre 2024 o, se successiva, dalla data di inizio servizio, nella medesima istituzione scolastica presso cui hanno prestato servizio con contratto a tempo determinato. Le graduatorie di cui al presente comma decadono con l’immissione in ruolo dei vincitori, fatto salvo lo scorrimento degli eventuali rinunciatari, da effettuarsi entro il limite
dei posti attribuiti alla procedura di cui al presente comma e, comunque, non oltre la pubblicazione delle graduatorie relative al concorso pubblico bandito ai sensi di cui all’articolo 46 del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36 convertito,
con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2022, n. 79.”

Pertanto verrebbero accantonati gli attuali posti e resi indisponibili per le operazioni di mobilità e assunzioni ordinarie.

Un “pasticcio” che, seppure non incide sui numeri (è indubbio che i posti del concorso straordinario bis debbano essere coperti per intero) incide sulla vita pratica e quotidiana dei docenti a seconda quali sono i posti riservati per una procedura o un’altra.

La votazione degli emendamenti al Milleproroghe dovrebbe iniziare domani 25 gennaio e concludersi entro il 27.

Altri emendamenti attesi

Mobilità straordinaria docenti assunti entro 31 dicembre 2022, compresa assegnazione provvisoria: emendamento al Milleproroghe al voto

Proroga Organico aggiuntivo al 30 giugno: l’emendamento al Milleproroghe passa al voto

Concorso dirigenti 2017, corso di 120 ore ma con prova selettiva e inserimento in coda graduatoria. M5s “è una sanatoria”. Risponde la Lega

Il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale per la scuola attualmente prevede:

  • PCTO non requisito esame di Maturità
  • Concorso per gli insegnanti di religione cattolica si svolgerà nel 2023
  • Il concorso per ex Lsu viene rimandato al 2023
  • Concorso Dsga facenti funzione con laurea
  • Supplenze infanzia paritarie negli anni 2021/22, 2022/23, 2023/24 a educatori
  • Pareri CSPI entro sette giorni.

Alternanza scuola lavoro, incontro sindacati-Ministero il 26 gennaio. Si parlerà delle modifiche ai PCTO

da OrizzonteScuola

Di redazione

Il 26 gennaio ore 10.30 i sindacati sono stati convocati dal Ministero dell’istruzione e del Merito per discutere della sicurezza nell’ambito delle attività previste dai Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO).

Si tratta di uno degli incontri tecnici previsti dal Tavolo di lavoro presso il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali in tema di sicurezza sul lavoro avviato il 12 marzo scorso.

La questione è diventata centrale alla luce degli incidenti avvenuti nel corso dell’ultimo periodo che hanno coinvolto, talvolta mortalmente, gli studenti in stage, tanto da spingere la Ministra del Lavoro, Calderone ad accelerare e promuovere i tavoli tecnici con i sindacati: “Sarà un tavolo che si riunirà per argomenti e temi a cadenza quindicinale per definire in tempi brevi una strategia più ampia. Credo che si debba fare tesoro delle buone prassi sviluppate durante la pandemia, sopratutto della logica collaborativa”, ha spiegato il ministro.

Abbiamo riferito nei giorni scorsi proprio dei numeri di morti avvenute nel corso dei percorsi di PCTO: in Italia dal 2017 al 2021 – tenendo presente che dal 2020 in poi, a causa del covid, vi è stata una contrazione di ragazzi nelle aziende per motivi legati alla pandemia,  sono stati denunciati all’INAIL 296.003 infortuni e 18 morti.

Per il Ministro dell’istruzione e del Merito Valditara non c’è dubbio: “L’alternanza scuola-lavoro va rivista: bisogna tutelare gli studenti e la loro vita”.

Per Valditara, infatti, “il ragazzo innanzitutto deve essere formato sui temi della sicurezza sul lavoro. – ha detto – E non può essere lasciato solo nel suo percorso di scuola-lavoro”, quindi, “un ruolo cruciale è l’adeguata formazione del tutor scolastico chiamato a gestire e valutare insieme al tutor aziendale“. Serve “un continuo accompagnamento” e un dialogo “sia ai fini della sicurezza che dell’efficacia educativa, professionale, umana e culturale della esperienza di alternanza“.

Modiche gradite anche ai sindacati, che puntano maggiormente su chiarezza e sicurezza dei percorsi, sottolineando comunque come i percorsi di PCTO restano formazione e non lavoro.

Ricordiamo le recenti linee guida elaborate dal Veneto per garantire maggiore sicurezza agli studenti. Modello che, in molti sono convinti, potrebbe anche rappresentare una base da applicare a livello nazionale.

Valditara: “Dobbiamo valorizzare i talenti e le abilità di ciascun ragazzo. Da qui l’idea del docente tutor”

da OrizzonteScuola

Di Fabrizio De Angelis

Intervento a Radio Vaticana del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, in cui si focalizza su alcuni punti centrali che riguardano l’istruzione, come la dispersione scolastica e il docente tutor.

Io penso alla scuola italiana come una grande comunità, non solo di insegnamento e di apprendimento ma anche di azione di vita. Penso ad una grande comunità che realizzi quella alleanza fra famiglie, studenti, docenti, parti sociali, proprio finalizzata alla valorizzazione della persona“, ha detto  il ministro dell’Istruzione e del Merito, che prosegue:  “Sono 75 anni dall’entrata in vigore della nostra Costituzione che mette al centro la persona – ha sottolineato, soffermatosi sulla figura del docente tutor, legata alla riforma dell’orientamento: “e da qui anche l’iniziativa mia, volta a valorizzare i talenti, volta a valorizzare dunque l’individualità di ciascuno studente, a tirar fuori le abilità, le predisposizioni, le capacità di ciascun ragazzo. Ecco da qui l’idea del docente tutor, la centralità dell’orientamento per essere vicini anche alle famiglie nel momento anche della scelta del percorso formativo dei propri ragazzi. Io penso che sia fondamentale costruire la scuola italiana all’insegna di questi principi”.

Poi il Ministro ha toccato il tema della dispersione scolastica: “Il tema della dispersione è fondamentale – ha detto Valditara -. E’ un tema nei cui confronti io voglio agire molto energicamente, molto efficacemente. Ho creato anche un gruppo di lavoro molto qualificato per studiare delle iniziative soprattutto in quelle aree del nostro paese dove più alta è la dispersione. Noi non possiamo perdere dei ragazzi. Noi non possiamo lasciare indietro qualcuno, e quindi dobbiamo aggredire il tema della dispersione“.

C’è anche un altro tipo di dispersione a cui si rivolge il numero uno di Viale Trastevere, ovvero quello dei Neet: “anche qua abbiamo stanziato delle risorse proprio per la formazione di quei ragazzi che magari addirittura percepiscono il reddito di cittadinanza, ma non studiano, non lavorano, non si formano“.

Ecco noi non possiamo accettare che un ragazzo rimanga inerte perché vuol dire che non ha fiducia nel proprio futuro. E quindi la grande sfida è proprio quella di focalizzare l’attenzione del Ministero, l’azione del governo, delle istituzioni sempre più sul recupero e sul coinvolgimento”.

Maturità 2023, entro il 31 gennaio le materie della seconda prova

da OrizzonteScuola

Di redazione

Conto alla rovescia per sapere quali saranno le materie della maturità 2023. L’Esame di Stato, come è noto, sarà a metà giugno, ma molto tempo prima saranno rese note le materie oggetto della seconda prova.

Nella nota del 30 dicembre 2022, il Ministero ha ricordato che entro il mese di gennaio, con apposito decreto ministeriale, saranno individuate le discipline oggetto della della seconda prova.

Negli anni scolastici 2019/20 e 2020/21, fortemente caratterizzati dal ricorso alla DAD come modalità di svolgimento delle lezioni e per evitare assembramenti di lunga durata, la seconda prova non si è svolta. Nell’anno scolastico 2021/22 si è svolta, ma la traccia è stata predisposta dai docenti di istituto sulla base dei programmi effettivamente svolti.

La vera novità – ossia il ritorno alla normalità – è rappresentata dunque dalla seconda prova scritta predisposta dal Ministero, con oggetto uno o più discipline caratterizzanti il corso di studio.

Le tracce saranno stabilite dal Ministero e riguarderanno le discipline caratterizzanti dei ogni indirizzo scolastico, e sarà proprio il decreto in uscita entro gennaio a definire quali saranno le materie di seconda prova, anche più di una.

La prima prova, invece, si snoderà attraverso tre tipologie: tema di letteratura (due tracce), tema argomentativo (tre tracce) e tema di attualità (tre tracce). I due temi di letteratura prenderanno spunto da brani di prosa o poesia del periodo dall’Unità d’Italia a oggi. La nota di dicembre del Ministero ricorda che le sette tracce potranno fare riferimento agli “ambiti artistico, letterario, filosofico, storico, scientifico, tecnologico, economico e sociale”.

L’esame delle V classi della scuola secondaria di II grado sarà quindi così caratterizzato (a meno di eventuali nuove modifiche)

  • prova scritta di Italiano comune per tutti gli indirizzi
  • prova scritta su disciplina/e caratterizzanti l’indirizzo
  • terza prova solo per gli indirizzi che la prevedono (sezioni ESABAC, ESABAC techno ad opzione internazionale, per le scuole della Valle d’Aosta, della Provincia autonoma di Bolzano e per le scuole con lingua d’insegnamento slovena)
  • colloquio per verificare  la capacità del candidato di collegare le conoscenze acquisite in una prospettiva pluridisciplinare

Puoi seguire gli aggiornamenti tramite il tag Esami di Stato II grado

Le prove

L’esame sarà costituito da due prove scritte a carattere nazionale e un colloquio.

La prima prova scritta accerterà la padronanza della lingua italiana o della diversa lingua nella quale si svolge l’insegnamento, nonché le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche degli studenti.

La prima prova sarà comune a tutti gli indirizzi di studio e si svolgerà con modalità identiche in tutti gli istituti, con durata massima di 6 ore.

I candidati potranno scegliere tra tipologie e tematiche diverse. Verranno proposte sette tracce, trasversali a tutti gli indirizzi di studio, che potranno fare riferimento agli ambiti artistico, letterario, storico, filosofico, scientifico, tecnologico, economico, sociale.

La seconda prova scritta avrà per oggetto una o più discipline caratterizzanti il corso di studio. Con apposito decreto ministeriale saranno individuate, entro il mese di gennaio 2023, le discipline oggetto della seconda prova scritta. Verranno inoltre fornite specifiche disposizioni circa la declinazione di tale prova relativamente ai percorsi dell’istruzione professionale interessati dal recente riordino.

La terza prova scritta è prevista in alcuni casi particolari (per le sezioni ESABAC, ESABAC techno ad opzione internazionale, per le scuole della Valle d’Aosta, della Provincia autonoma di Bolzano e per le scuole con lingua d’insegnamento slovena).

Il colloquio si svolgerà in chiave multi e interdisciplinare al fine di valutare la capacità dello studente di cogliere i nessi tra i diversi saperi collegandoli opportunamente tra loro e sarà finalizzato ad accertare il conseguimento del profilo culturale, educativo e professionale.

40 punti al percorso scolastico

La valutazione finale, secondo normativa vigente, si definirà con il riparto dei 100 punti a disposizione della commissione, come segue: credito scolastico massimo 40 punti; primo scritto massimo 20 punti; secondo scritto massimo 20 punti; colloquio massimo 20 punti. Il punteggio minimo complessivo per superare l’esame di Stato è di sessanta centesimi.

Commissioni

Le commissioni dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione torneranno ad assumere l’ordinario assetto e saranno composte da un presidente esterno all’istituzione scolastica, tre membri interni all’istituzione scolastica e tre membri esterni.

La nota riporta sinteticamente le informazioni sullo svolgimento dell’esame. Seguiranno ordinanze specifiche e decreti ministeriali

Psicologi: potenziare lo psicologo scolastico

da La Tecnica della Scuola

Di Pasquale Almirante

Il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi, David Lazzari, partecipando alla conferenza stampa di presentazione degli emendamenti bipartisan al dl Millleproroghe in materia di potenziamento dell’assistenza psicologica psicoterapica e per la promozione del benessere psicologico nella scuola. ha precisato: “E’ fondamentale che l’attenzione ai bisogni psicologici dei cittadini sia un impegno trasversale a tutte le forze politiche. Il potenziamento del benessere psicologico come investimento nelle persone non può essere una battaglia di parte: è una questione di civiltà e un investimento nel futuro del nostro Paese”.

“Il bonus psicologico è una misura dalla straordinaria portata innovativa e di giustizia sociale, che consente a molte persone, che oggi non hanno le possibilità, di accedere ad un aiuto. Inoltre, ha anche un forte valore preventivo perché intercetta situazioni che potrebbero aggravarsi e che non trovano risposta nel nostro SSN, dove in media abbiamo uno psicologo ogni trecento utenti e diecimila cittadini”.
L’istituzione di un servizio nazionale di psicologia scolastica, secondo Lazzari “è necessaria per una risposta immediata all’appello lanciato dal mondo della scuola, studenti e presidi sulla rapida crescita delle fragilità tra giovani e giovanissimi. E’ un servizio essenziale per i ragazzi, le famiglie, i docenti e il sistema scuola nel suo complesso, che può svolgere un lavoro prezioso su tanti temi, di prevenzione, di intercettazione precoce delle situazioni, di ponte con i servizi sanitari e sociali”.

“Abbiamo bisogno di un programma nazionale per il benessere psicologico e lo sviluppo della resilienza, le proposte presentate oggi sono un importante passo avanti in questa direzione”.

Il ministero dell’Istruzione precisa: fino al 2025 alla scuola più finanziamenti che tagli, sì a nuovi modi di finanziarla anche col contributo dei privati

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Riceviamo e pubblichiamo alcune precisazioni da parte dell’Ufficio Stampa del ministero dell’Istruzione e del Merito.

Gentile direttore, in relazione all’articolo comparso sul sito “Tecnica della Scuola” dal titolo “Valditara cerca soldi per la scuola: incontrerò il ministro del Mef Giorgetti. Il precedente infausto della tassa su merendine e bibite di Fioramonti”, da lei firmato, si precisa che:

  1. Ai fini della positiva chiusura del contratto del personale della scuola e su precisa richiesta del Ministro, il MEF ha stanziato ulteriori 100 milioni: non è dunque vero che, come scritto nell’articolo, il ministero dell’Istruzione e del Merito “avrebbe ricevuto più di un diniego”.
  2. La Legge di Bilancio, a fronte di tagli resi obbligatori dalla spending review di 28,3 milioni di euro nel 2023, e di 39,4 e 49,2 per i due anni seguenti, contiene aumenti dei finanziamenti pari a 623,9 milioni di euro per l’anno 2023, 632,3 milioni di euro per il 2024 e 598,7 milioni di euro per il 2025. Non è vero dunque che il Ministero “si è ritrovato con pochi finanziamenti, anzi pure incassando un mini-dimensionamento”.
  3. Come è evidente dalle dichiarazioni del Ministro, già rese in sede Ue e in sede Ocse, e recentemente al vertice di Davos, il Ministro ha proposto la programmazione di incontri periodici nelle sedi internazionali fra ministri delle Finanze e ministri dell’Istruzione, per sottolineare la centralità del tema del reperimento di maggiori risorse per l’istruzione e per individuare ulteriori e nuove forme di finanziamento della scuola, stimolando a questo scopo anche il contributo di soggetti privati.

Ufficio Stampa ministero dell’Istruzione e del Merito

A. Camilleri, Un filo di fumo

Camilleri scrive di storia

di Antonio Stanca

Allegato a la Repubblica è comparso di recente il romanzo Un filo di fumo di Andrea Camilleri. È il nonodi una serie di venti opere che il giornale sta dedicando al ricordo dello scrittore siciliano. Lo aveva pubblicato nel 1980 per conto di Garzanti, era stato ristampato da Sellerio nel 1997. È uno dei romanzi storici ai quali Camilleri si era dedicato intorno agli anni ’80, dopo una primissima fase di racconti e poesie ed una seconda che lo aveva visto regista televisivo e teatrale. Quella dei romanzi storici era stata la terza esperienza, aveva preceduto l’ultima, quella dei romanzi polizieschi,interpretati dal commissario Montalbano e trasmessi in televisione. Questi avevano fatto di Camilleri un autore molto noto e molto tradotto, lo avevano reso un caso internazionale. L’ambientazione siciliana, la lingua divisa tra l’italiano e il dialetto dell’isola, il procedimento così naturale da non far distinguere tra realtà e invenzione, l’umorismo sempre latente, erano risultati elementi importanti, capaci di procurare allo scrittore un successo senza precedenti.

Era nato a Porto Empedocle, Agrigento, nel 1925 ed è morto a Roma nel 2019. Era diventato molto vecchio e molto famoso, in molti sensi si era applicato, molta storia italiana, da prima del fascismo alla fine della seconda guerra mondiale, aveva vissuto, tra la Sicilia e Roma si era mosso in continuazione, tra avvenimenti, personaggi d’eccezione si era trovato, di una cultura, di un’arte, di una vita, di un mondo che dopo la guerra voleva rinascere, rinnovarsi, aveva fatto parte, vi aveva aderito, era stato uno degli interpreti, una delle voci. Aveva cominciato tra difficoltà e problemi di ogni genere ché da lontano, dalla periferia lui veniva e nuova, diversa, difficile gli era ogni cosa della capitale. Non si era scoraggiato, aveva proceduto in tanti modi fino a diventare uno scrittore ampiamente affermato e riconosciuto. Uno di quei modi era stato, appunto, ilromanzo storico. Aveva rappresentato una prova, un esercizio, una preparazione per il seguente, più riuscitoromanzo poliziesco. Come in questo l’ambientazione era stata tipicamente siciliana, la lingua aveva risentitomolto di quella dell’isola ed anche i personaggi, le vicende, i costumi, non era mancato l’umorismo. Così succede in Un filo di fumo dove si dice di un avvenimento verificatosi intorno agli ultimi anni ’80 del secolo scorso nella prediletta città di Vigàta, poco distante da Palermo. Molti erano in quei posti i commercianti di zolfo ed uno, don Totò Barbabianca, era venuto a trovarsi in difficoltà perché a causa di un raggiro perpetrato da suoi rivali aveva venduto la quantità di zolfo promessa ad un’azienda russa. Era, quindi, sprovvisto del materiale da consegnare mentre il vaporetto russo, partito da Odessa, stava per arrivare nel porto di Vigàta. Sarebbe stata una vergogna per Barbabianca, una vergogna che agli altri commerciantisarebbe piaciuta perché lo disprezzavano, non era stato mai disposto nei loro riguardi, a volte non era statoonesto. Pertanto al figlio, don Nené, che andrà a farsi prestare o a comprare la quantità di zolfo necessaria per i russi, diranno di non averla. Nessuno gliela darà perché tutti vogliono che i Barbabianca abbiano gravi problemi e possibilmente finiscano di esercitare quel lavoro. Non sarà così, il vaporetto avrà un incidente, affonderà poco prima di attraccare a Vigàta e i Barbabianca si salveranno dalla rovina che su di essi incombeva. Si tornerà a vivere nei modi di sempre.

Una storia vecchia, una storia vera che faceva parte dei racconti dei nonni ha ripreso e sviluppato Camilleri. Lo farà altre volte, riuscirà a rappresentare la Sicilia di prima in maniera autentica. Stavolta era stata la Sicilia dove si parlava dei Borboni, di Garibaldi, della Monarchia, della Repubblica, dove ci si aspettava di cambiare, di mettere fine alla povertà, alla miseria, e Camilleri si avviava a diventare uno dei migliori testimoni di storia passata e presente. Lo avrebbe fattopure con i romanzi polizieschi, si sarebbe identificato con la sua terra, la sua gente. Un attaccamento che sarebbe diventato letteratura, arte, che avrebbe raggiunto tanto valore.

Valditara: “Fare un grande sforzo per trovare nuove risorse per la scuola. Valorizzazione dei docenti? Tema centrale”

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è stato ospite, oggi pomeriggio, 24 gennaio, a Radio Vaticana. Le sue parole, riportate anche dall’agenzia Italpress, fanno capire gli ambiti sui quali il capo del dicastero di Viale Trastevere vuole intervenire con maggiore urgenza.

“Io penso alla scuola italiana come una grande comunità, non solo di insegnamento e di apprendimento ma anche di azione di vita. Penso ad una grande comunità che realizzi quella alleanza fra famiglie, studenti, docenti, parti sociali, proprio finalizzata alla valorizzazione della persona. Sono 75 anni dall’entrata in vigore della nostra Costituzione che mette al centro la persona e da qui anche l’iniziativa mia, volta a valorizzare i talenti, volta a valorizzare dunque l’individualità di ciascuno studente, a tirar fuori le abilità, le predisposizioni, le capacità di ciascun ragazzo”, ha esordito Valditara.

Il ministro non ha potuto non menzionare la futura introduzione, da lui voluta, del docente tutor: “Ecco da qui l’idea del docente tutor, la centralità dell’orientamento per essere vicini anche alle famiglie nel momento anche della scelta del percorso formativo dei propri ragazzi. Io penso che sia fondamentale costruire la scuola italiana all’insegna di questi principi”.

“Agire energicamente ed efficacemente contro la dispersione scolastica”

Valditara ha detto di essere al lavoro per combattere la dispersione scolastica, tallone d’Achille della scuola italiana: “Il tema della dispersione è fondamentale. E’ un tema nei cui confronti io voglio agire energicamente ed efficacemente. Ho creato anche un gruppo di lavoro molto qualificato per studiare delle iniziative soprattutto in quelle aree del nostro paese dove più alta è la dispersione. Noi non possiamo perdere dei ragazzi. Noi non possiamo lasciare indietro qualcuno, e quindi dobbiamo aggredire il tema della dispersione”.

“Poi c’è il tema dei neet, anche qua abbiamo stanziato delle risorse proprio per la formazione di quei ragazzi che magari addirittura percepiscono il reddito di cittadinanza, ma non studiano, non lavorano, non si formano. Ecco noi non possiamo accettare che un ragazzo rimanga inerte perché vuol dire che non ha fiducia nel proprio futuro. E quindi la grande sfida è proprio quella di focalizzare l’attenzione del Ministero, l’azione del governo, delle istituzioni sempre più sul recupero e sul coinvolgimento”, ha aggiunto.

Da dove ottenere risorse per la scuola?

Valditara è tornato sul tema del contratto scuola, siglato, nella sua parte economica, lo scorso dicembre: “Con l’ultimo contratto noi abbiamo realizzato il più importante aumento di risorse per il personale della scuola, sono a regime 124 euro al mese in più. Molto poche certamente ma indubbiamente è stato il più alto aumento, e a questo risultato ha contribuito il fatto che siamo riusciti a ottenere ulteriori 100 milioni dal MEF, che abbiamo destinato 350 milioni di euro destinati a progetti di valorizzazione invece a sostenere gli stipendi. E quindi è stato un primo passo”.

“Io ritengo che ci debba essere un grande sforzo anche di fantasia per trovare sempre più risorse, risorse pubbliche, ma anche risorse private, nuove modalità di finanziamento della scuola, perché quello della valorizzazione degli insegnanti è un tema centrale. Valorizzeremo, tra l’altro da subito gli insegnanti più formati che svolgeranno particolari funzioni. Penso per esempio alla funzione del tutor, cioè di quel docente che dovrà coordinare in una logica di squadra il lavoro di personalizzazione, della formazione dei ragazzi e che dovrà seguire quei ragazzi che fanno più fatica, che rischiano di rimanere indietro, oppure quei ragazzi che sono talmente bravi che in classe si annoiano. Quindi questo docente sarà pagato in più, abbiamo le risorse, sia per attività curricolari che per attività extracurricolari”, ha concluso il ministro dell’Istruzione e del Merito.

Per non dimenticare la Shoah: nasce “la rete italiana della Memoria”

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Una rete di Musei e Memoriali per testimoniare la Shoah in Italia: questa è “la rete italiana della Memoria”, il cui scopo è la creazione di un percorso attraverso i luoghi della memoria italiani rivolto alle scuole. L’obiettivo è quello di preservare il ricordo, prevenire i crimini contro l’umanità, approfondire i temi legati ai diritti umani e riflettere sui rischi
di intolleranza, razzismo e antisemitismo ancora presenti.

La rete è composta dalle seguenti istituzioni:

  • Civico Museo della Risiera di San Sabba-Monumento Nazionale
  • Memoriale della Shoah di Milano
  • Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – MEIS
  • Fondazione Fossoli
  • Fondazione Museo della Shoah di Roma
  • Museo Internazionale della Memoria
  • Ferramonti di Tarsia.

Le scuole che vogliono programmare un viaggio della memoria in Italia possono contattare i singoli luoghi per concordare progetti e accoglienza.

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Nelle schede tecniche di Trenitalia sono inoltre contenute le modalità di adesione e condizioni per fruire, fino al 31 dicembre 2023, delle agevolazioni sul prezzo del biglietto ferroviario.

Frassinetti: “Obiettivi di questo governo la lotta alla dispersione scolastica e progetti personalizzati per gli alunni bisognosi”

da La Tecnica della Scuola

Di Redazione

In occasione della celebrazione della Giornata internazionale dell’educazione proclamata dall’Onu nel 2018, la sottosegretaria all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti ha dichiarato:

“La scuola ha il compito di assicurare ai nostri giovani un’educazione di qualità, inclusiva ed equa, solo così si potrà garantire una maggiore coscienza civica. Tra i principali obiettivi di questo Governo c’è quello di contrastare la dispersione scolastica, di supportare gli alunni bisognosi e meritevoli mettendoli nella condizione di poter proseguire gli studi. Inoltre, a tre anni dal Covid, persistono ancora disagi in molti studenti causati dal lungo periodo trascorso senza vivere la normale socialità con professori e compagni.

Per invertire la rotta occorre potenziare orientamento e informazione, oltre a prevedere progetti personalizzati per gli studenti in difficoltà”.

Didacta Italia: dall’8 al 10 marzo, torna la scuola innovativa

da La Tecnica della Scuola

La scuola del futuro sarà visibile alla sesta edizione di Didacta Italia, dall’8 al 10 marzo 2023, alla Fortezza da Basso di Firenze. Nella tre giorni della fiera i docenti potranno partecipare a workshop che si svolgono in un’aula dedicata al metaverso, oppure scegliere quella immersiva, grazie alla realtà aumentata attraverso l’uso di monitor e visori 3d, per vivere delle interessanti esperienze didattiche virtuali.

I workshop immersivi verranno dislocati in 6 dipartimenti. I primi quattro sono rivolti alle scuole secondarie, suddivisi per umanisticoscientifico, artistico e biblioteche scolastiche innovative. Sono previsti due eventi al giorno, durante i quali i docenti potranno partecipare ad un percorso formativo partendo da una determinata tematica che verrà affrontata da diversi punti di vista, creando una sorta di “ibridazione disciplinare”, ovvero delle connessioni tra le varie discipline didattiche. A questi dipartimenti si aggiungono quelli riguardanti lo 0-6 e la primaria.

A Didacta Italia sono previsti anche laboratori sulle architetture scolastiche; verranno affrontati, tra gli altri, temi come il risparmio energetico, la qualità della luce, l’efficacia dei colori e l’uso del fotovoltaico. Le attività sono rivolte oltre che ai docenti, anche ad un pubblico nuovo per Didacta, ma connesso alla scuola, come enti locali, ingegneri e architetti.

Un’altra area riguarderà lo sport e l’attività motoria, con eventi dedicati allo sport e alla salute.

Cresce l’attenzione e la visibilità data alla transizione ecologica con un’area green curata dall’ecologista Rossella Muroni: uno spazio rinnovato che quest’anno accenderà i riflettori sulle competenze necessarie per fare dell’economia circolare e delle energie pulite gli strumenti per la lotta ai mutamenti climatici, ma anche un’occasione di nuova economia e posti di lavoro.

Infine, non mancheranno i workshop del settore alberghiero che si terranno in un’apposita cucina immersiva.

A fianco delle numerose attività formative sono previsti una serie convegni, tra cui uno dedicato agli ITS (Istituti Tecnici Superiori), che sono tra le novità del post secondario nel sistema scolastico italiano, e seminari con ospiti internazionali.

L’ultimo giorno della Fiera, il 10 marzo verrà celebrato, per il secondo anno consecutivo, il “Montessori day”, una giornata no stop in cui sarà possibile approfondire la sua storia, i suoi ideali e modernità di questa straordinaria donna innovatrice di un nuovo modello didattico.

Durante la tre giorni di fiera, oltre alle attività formative, i partecipanti potranno visitare una ricca sezione espositiva con le principali aziende della filiera della scuola e dell’istruzione: dal settore dell’editoria alle tecnologie informatiche di ultimissima generazione, dall’arredo alla refezione. Fra i partecipanti anche numerose istituzioni nazionali e internazionali, strutture scientifiche e culturali, università, scuole, associazioni, imprese, fondazioni e musei.

Didacta Italia è organizzata da Firenze Fiera con il coordinamento scientifico di INDIRE e di Giovanni Biondi, in partnership con Didacta International e con un Comitato organizzatore composto da Ministero dell’Istruzione e Merito, Ministero dell’Università e della Ricerca, Regione Toscana, Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Unioncamere, ITKAM e Destination Florence Convention & Visitors Bureau.

Nota 25 gennaio 2023, AOODGCASIS 473

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali
Direzione generale per i sistemi informativi e la statistica

Alle Istituzioni scolastiche ed educative statali LORO E-MAIL
e, p.c. Ai Direttori generali e Dirigenti responsabili degli Uffici Scolastici Regionali LORO E-MAIL
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione della Provincia Autonoma di Trento
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola località ladine di Bolzano
Al Sovrintendente agli studi della Regione Autonoma della Valle D’Aosta

Oggetto: Scuola digitale 2022-2026 – Migrazione al cloud e Siti web: Webinar 2 febbraio ore 10:00