ComUnica, l’area di scambio digitale tra scuole e famiglie su Unica. Il 12 luglio webinar del Ministero. NOTA

da OrizzonteScuola

Di redazione

In merito al nuovo servizio ComUnica il Ministero ha pubblicato un’altra nota elencando le nuove funzionalità, disponibili dal 27 giugno sulla Piattaforma Unica, dedicate al servizio digitale di scambio di documenti tra scuola e famiglie e annunciando un webinar il 12 luglio.

L’utilizzo di ComUnica da parte delle scuole è facoltativo.

Le funzionalità disponibili:

  • Funzionalità di compilazione del modulo “Anagrafiche”;
  • Funzionalità di visualizzazione della “Certificazione delle competenze”;
  • Funzionalità di accettazione dell’informativa dedicata al trattamento dei dati personali.

Per agevolare l’utilizzo delle funzioni e per fornire indicazioni di carattere generale sul servizio ComUnica, il Ministero ha organizzato un webinar il 12 luglio, dedicato alle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.

NOTA

Cos’è ComUnica

ComUnica è un’area di scambio digitale che semplifica il rapporto tra scuole e famiglie, velocizzando la condivisione di dati e documenti durante tutto il percorso scolastico.

I documenti e dati che si possono trovare su ComUnica:

  • Anagrafiche: dati anagrafici dei genitori o altre figure titolari della responsabilità genitoriale;
  • Privacy: informativa sul trattamento dei dati personali e altri documenti in materia di privacy richiesti dalla scuola;
  • Attestazioni: documenti rilasciati nel corso della carriera scolastica dalle scuole frequentate (es. certificazioni delle competenze, superamento degli esami di Stato, documenti di valutazione, consiglio orientativo);
  • Autorizzazioni e deleghe: autorizzazioni per l’uscita autonoma degli studenti, deleghe per prelevare gli alunni, autorizzazioni richieste dalla scuola (es. autorizzazioni per uscite didattiche, viaggi di istruzione, progetti scolastici e iniziative di mobilità studentesca);
  • Didattica: patto educativo di corresponsabilità, se proposto dalla scuola di attuale frequenza in quest’area di scambio, e informazioni sui pagamenti effettuati su Pago In Rete relativamente all’anno scolastico in corso.

La pagina Mim dedicata

Precari scuola, conviene richiedere la NASpI entro 8 giorni dalla scadenza del contratto

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

I docenti e ATA con contratto scaduto il 30 giugno possono presentare domanda di NASpI, acronimo che sta per Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego. Si tratta dell’indennità mensile di disoccupazione, erogata in relazione agli eventi di disoccupazione involontaria.

Per ottenerla, è necessario inoltrare apposita istanza all’INPS.

Chi può richiederla

La NASpI spetta ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perduto involontariamente l’occupazione, compresi:

  • apprendisti;
  • soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative;
  • personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.

Possono dunque richiederla anche i precari della scuola, al cessare del loro contratto di supplenza.

Chi non può richiederla

Non possono invece accedere alla prestazione:

  • dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
  • operai agricoli a tempo determinato;
  • lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta confermata la specifica normativa;
  • lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, qualora non optino per la NASpI.

La prima settimana non è pagata

L’indennità di disoccupazione spetta a partire dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro, se la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno.

Dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se presentata dopo l’ottavo giorno successivo alla cessazione, ma entro i termini di legge, vale a dire entro 68 giorni dalla conclusione del contratto di lavoro.

La prima settimana di disoccupazione, per chi ha presentato domanda nei primi 8 giorni, non è dunque indennizzata e neanche coperta da contribuzione figurativa. Si tratta del “periodo di carenza”, previsto dall’articolo 6, comma 2, della legge 22 del 2015.

Come richiederla

Con messaggio n. 3388 del 28 settembre 2023 l’INPS ha comunicato che, in ottica di semplificazione e proattività, nell’ambito degli interventi finanziati con il PNRR, è stata realizzata e resa disponibile la nuova domanda di disoccupazione online per il cittadino.

Il servizio, dotato di un’interfaccia molto semplice, indirizza il lavoratore alla prestazione della NASpI ovvero della DIS-COLL, in base alla tipologia della sua ultima attività lavorativa.

Il servizio è accessibile direttamente dal sito internet www.inps.it attraverso il seguente percorso: “Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Per disoccupati” > “NASpI e DIS-COLL: indennità mensile di disoccupazione” > “Utilizza il servizio” > “NASpI e DIS-COLL – Domanda” > “Utilizza il servizio” > “NUOVA DOMANDA”, autenticandosi con la propria identità digitale di tipo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2, CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o CIE (Carta di Identità Elettronica).

Sostegno, Valditara: ‘Non togliamo posti di ruolo a nessuno, vogliamo garantire la continuità didattica agli studenti più fragili’

da Tuttoscuola

“Penso al problema della continuità didattica per gli studenti con disabilità. Nella Costituzione c’è un articolo fondamentale, il 30, che attribuisce ai genitori il diritto e il dovere di educare i propri figli. Il genitore conserva la possibilità di scegliere il percorso educativo e questa scelta deve essere tenuta in grande considerazione”. Così il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, sul dl 71/2024, decreto recante disposizioni urgenti in materia di sport, di sostegno didattico agli alunni con disabilità, per il regolare avvio dell’anno scolastico 2024/25 e in materia di università e ricerca nel corso dell’audizione presso la Commissione Cultura della Camera che si è tenuta oggi, 2 luglio.

“Le famiglie non sono i privati – ha spiegato il ministro rispondendo alle domande che gli sono state poste nel corso dell’audizione -, auspico una grande alleanza tra famiglie e scuola, non una contrapposizione. Ci troviamo di fronte a soggetti fragili, a soggetti per cui la continuità didattica diventa fondamentale. La scuola deve valorizzare i talenti di ogni studente, non è fatta per altre finalità, ma per valorizzare i talenti e le opportunità di ogni studente. Deve promuovere la personalità e le abilità degli studenti. Se la continuità didattica è importante per tutti gli studenti, dobbiamo prendere atto che laddove lo studente con disabilità si sia trovato particolarmente bene con un docente di sostegno, la famiglia si è detta soddisfatta e il preside non ha nulla in contrario – qui non si tocca il posto di ruolo, si tratta di docenti precari – si accoglie una richiesta che le associazioni delle persone con disabilità fanno da tempo. La nostra Costituzione deve essere considerata anche laddove tutela i soggetti più fragili. Non si toglie il posto di ruolo a nessuno, si garantisce per la prima volta la continuità didattica a studenti che avrebbero grossi problemi di fronte a un cambiamento continuo del loro riferimento didattico, ossia del docente di sostegno”.

Se la famiglia e il DS reputano che il docente debba essere confermato, cosa c’è di più meritevole? – continua ancora Valditara – Le università hanno migliorato le loro performance, ma riescono a malapena ad abilitare 30mila docenti sul sostegno ogni anno. Si tratta di soggetti che si sono laureati, che non sono precari in senso proprio, che hanno fatto un percorso universitario. Ma le università non riescono ad abilitare gli 85mila docenti precari che ci sono. Ci sono allora due possibilità: o lasciamo che 85mila ragazzi vengano seguiti da docenti senza specializzazione o facciamo così che ci sia un canale parallelo, alternativo”.

E proprio sul canale alternativo il ministro spiega: “Quello che noi offriamo è un percorso di alta qualità fatto da un ente che ha per finalità la formazione dei docenti, che si va ad aggiungere per colmare quel gap, per far sì che ci siano quelle 85mila specializzazioni sul sostegno che oggi mancano. Insomma, è una misura a favore dei giovani con disabilità e non vedo quale sia il problema. Un vero primo intervento per garantire quella specializzazione chele università non sono in grado di offrire”.

Cellulari a scuola, Valditara: ‘Valutiamo di inserire divieto per elementari e medie’

da Tuttoscuola

L’importanza del collegamento tra la scuola e le imprese, le stem, con le misure per la personalizzazione della didattica e il superamento dei divari di genere, la questione dell’Intelligenza artificiale e l’Ocse che ha ricordato come l’uso dei cellulari e dei social in età troppo precoce penalizzi l’apprendimento di certe materie, come la Matematica. Questi sono stati solo alcuni dei temi emersi con maggiore forza al G7 Istruzione che si è svolto nei giorni scorsi a Trieste e a cui ha preso parte il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, insieme ai ministri di Usa, Giappone, Canada, Francia, Germania, Regno Unito. E proprio parlando del G7 Istruzione in un’intervista a Il Messaggero, il ministro ha dichiarato di voler intervenire in maniera più ferma sul tema smartphone a scuola.
L’idea sarebbe quella di vietarli anche alla primaria e alle medie. “Nelle linee guida del Ministero per il prossimo anno scolastico, con riferimento all’Educazione civica, che verranno emanate entro due settimane, verrà fortemente sconsigliato l’uso del cellulare in classe“, ha infatti dichiarato il ministro.
E più nello specifico: “Siamo valutando di inserire un vero e proprio divieto per Elementari e Medie. Parliamo sempre dell’uso del cellulare – precisa infine Valditara -, non dei tablet, in classe e non a scuola”.

Concorso docenti in affanno, a rischio l’avvio regolare del nuovo anno scolastico

da Tuttoscuola

Sul concorso docenti previsti dal PNRR, tuttora in piena fase di svolgimento, Tuttoscuola è stata tra i primi a rilevare e quantificare due preoccupanti criticità: l’abnorme numero di rinunce di commissari con difficoltà per sostituirli, e la mancata costituzione di molte commissioni nonostante siano trascorsi oltre tre mesi dagli esiti delle prove scritte, tenutesi nel marzo scorso. Di questa situazione critica si è fatto carico, in particolare, un parlamentare del M5S che ha rivolto un’interrogazione al ministro Valditara per denunciare il rischio concreto della mancata nomina al prossimo 1° settembre dei vincitori su circa 5mila cattedre.

Il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, ha spiegato che il numero di domande molto elevato ha rallentato la procedura concorsuale, ma che il concorso docenti si concluderà entro dicembre 2024, come da timeline concordata in Europa.

A dire il vero, il numero di domande presentate era stato meno del previsto, mentre era stato molto elevato, invece, il numero dei candidati che avevano superato la prova scritta: 80% (ammessi 44.615 su 55.676 presenti) per il concorso di infanzia e primaria; 87% (ammessi 113.543 su 130.252 presenti) per la scuola secondaria.

Un’ammissione di massa (ricordate la polemica sull’asticella troppo bassa?) che il ministro aveva allora salutato con compiacimento “L’alta percentuale di ammessi all’orale testimonia la preparazione dei futuri componenti di una classe docente che verrà selezionata anche in base all’attitudine all’insegnamento”.

Forse il ministro aveva sottovalutato che, in particolare per il concorso docenti della secondaria, quegli oltre 113mila candidati ammessi all’orale, distribuiti su 139 classi di concorso presenti in molte regioni e accorpate il più possibile per contenere il numero delle commissioni, avrebbero determinato un pesante problema organizzativo per gli USR nel reperimento dei commissari. Il ministro Valditara ha concluso la risposta all’interrogazione del parlamentare pentastellato, precisando che “Il termine temporale previsto dal Pnrr è quello del 31 dicembre 2024. Termine entro il quale saranno certamente completate le procedure assunzionali”.

Il 31 dicembre 2024? Ma il bando prevede le nomine per il 2024-25 al 1° settembre. Come sarà possibile?

Un emendamento di salvataggio predisposto dalla Lega (probabilmente già condiviso dal MIM) potrebbe essere inserito nel testo del decreto-legge 71/24 in fase di conversione da definire entro il 31 luglio, grazie al quale, in deroga a quanto previsto normalmente, le graduatorie di merito utilizzate per le nomine dei vincitori saranno valide anche se pubblicate entro il 10 dicembre 2024, consentendo le nomine dei vincitori entro il 31 dicembre 2024.

In questo modo, però, le cattedre che verranno coperte dai vincitori a tutto il 31 dicembre, nel frattempo saranno assegnate da settembre ad altrettanti supplenti, con nomina fino all’avente titolo.

Sarà, pertanto, un inizio delle lezioni caratterizzato da un’ulteriore provvisorietà con balletti continui dei supplenti in cattedra. Balletti che potrebbero durare fino a Natale, perché i primi supplenti in graduatoria potrebbero cercare di non rimanere bloccati su supplenze di breve durata.

Nota 3 luglio 2024, AOODGOSV 29990

Ministero dell’Istruzione e del Merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici , la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione
Ufficio I

Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
Al Sovrintendente Scolastico per la Scuola in lingua italiana di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
All’Intendente Scolastico per le Scuole delle località ladine di Bolzano
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione e cultura per la Provincia di Trento
Al Sovrintendente Scolastico per la Regione Valle D’Aosta
Ai Dirigenti/Coordinatori scolastici delle scuole del primo e secondo ciclo, statali e paritarie, dei CPIA
Alla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO
LORO SEDI
e, p.c.: Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Al Capo Ufficio Stampa
All’Ufficio del Consigliere Diplomatico

Oggetto: Scuola estiva La pratica filosofica per lo sviluppo sostenibile. Il clima, tra natura e cultura VII edizione A.S. 2023-2024 – Modalità virtuale Piattaforma Zoom 15-16-17 luglio 2024

Filiera formativa tecnologico-professionale

Il 3 luglio all’esame dell’Assemblea della Camera dei deputati l’AC 1691, già approvato dal Senato, recante istituzione della filiera formativa tecnologico professionale

Il 26, 27 marzo, 3, 4, 10, 11, 23, 24 aprile, 8, 9, 15, 23 maggio, 13 giugno 2024 la 7a Commissione della Camera esamina in sede referente il DdL A.C. 1691 del Governo, giò approvato dal Senato, Istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale.

Il termine per la presentazione, in modalità digitale, di proposte emendative riferite al disegno di legge C. 1691​ Governo, approvato dal Senato, recante istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale, è fissato alle ore 15del 22 marzo 2024.

Il 13 febbraio ed il 4 marzo 2024 la 7a Commissione della Camera esamina in sede referente il DdL A.C. 1691​ del Governo, giò approvato dal Senato, Istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale.

L’Aula del Senato, il 31 gennaio 2024, con 101 voti favorevoli, 41 contrari e cinque astensioni ha licenziato per la Camera il ddl d’iniziativa governativa, collegato alla manovra, sull’istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale (A.S. 924).

Il Senato ha approvato in prima lettura il disegno di legge governativo che riforma l’istruzione tecnico-professionale con l’introduzione del nuovo modello 4+2. “Il via libera di oggi segna una tappa fondamentale di una riforma che serve ai nostri giovani e al Paese. Ringrazio il Presidente della Commissione Istruzione, Roberto Marti, la relatrice, Ella Bucalo, il Sottosegretario Paola Frassinetti e tutta la maggioranza parlamentare per aver sostenuto il disegno di legge, apportando integrazioni certamente migliorative. Ringrazio anche le Regioni per l’importante contributo dato”, dichiara il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

“Si tratta di una riforma molto attesa dalle scuole e dal mondo produttivo e in cui questo governo crede fortemente”, prosegue il Ministro. “Avremo una filiera della formazione tecnica e professionale di serie A, che potrà contare sul potenziamento delle discipline di base e sull’incremento di quelle laboratoriali e professionalizzanti; sul maggior raccordo fra scuola e impresa, ma anche sulla maggiore internazionalizzazione e ricerca. Non si tratta dunque di ridurre di un anno i programmi alle superiori ma di avere programmi rivisti e potenziati su 4 anni, mantenendo inalterato il numero dei docenti e dunque avendo più insegnanti per classe. Il nostro obiettivo è che i giovani abbiano la preparazione adeguata per trovare più rapidamente un impiego qualificato e che le imprese abbiano le professionalità necessarie per essere competitive”.


La 7a Commissione del Senato il 21 dicembre ha approvato il disegno di legge governativo che riforma l’istruzione tecnico-professionale con l’introduzione del nuovo modello 4+2. La Commissione ha conferito mandato alla relatrice a riferire favorelmente all’Assemblea sul disegno di legge come modificato dalla Commissione.


Ringrazio il Presidente della Commissione Istruzione, Roberto Marti, la relatrice, Ella Bucalo, la Sottosegretaria Paola Frassinetti, tutta la maggioranza parlamentare e le Regioni per l’importante lavoro che è stato fatto in questa tappa fondamentale dell’iter di approvazione del ddl. Un ringraziamento anche a quelle forze di opposizione che hanno collaborato in modo costruttivo alla riforma”, dichiara il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. “Si tratta di una riforma ambiziosa”, prosegue Valditara, “molto attesa dalle scuole e dal mondo produttivo e in cui questo governo crede fortemente. Avremo una filiera della formazione tecnica e professionale di serie A, grazie al potenziamento delle discipline di base e all’incremento di quelle laboratoriali e professionalizzanti; sarà più forte il raccordo fra scuola e impresa, si punterà molto anche sull’internazionalizzazione e sulla ricerca. Il nostro obiettivo è che i giovani abbiano la preparazione adeguata per trovare più rapidamente un impiego qualificato e che le imprese abbiano le professionalità necessarie per essere competitive. Valorizziamo lo straordinario capitale umano rappresentato dai nostri giovani, diamo al sistema Paese la possibilità di correre”.

Istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale

Revisione della disciplina in materia di valutazione del comportamento
delle studentesse e degli studenti


Il DdL è stato presentato al Senato il 27 ottobre 2023, dal 30 novembre 2023 è in corso l’esame in 7a Commissione Senato.


Il Consiglio dei ministri, nel corso della riunione di lunedì 18 settembre 2023, ha approvato, con procedura d’urgenza, un disegno di legge volto all’istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale e di revisione della disciplina in materia di valutazione del comportamento delle studentesse e degli studenti.

Il testo, tra l’altro:

  • istituisce, a decorrere dall’anno scolastico 2024/2025, la filiera formativa tecnologico-professionale costituita dai percorsi sperimentali del secondo ciclo di istruzione, dai percorsi formativi degli ITS Academy, dai percorsi di istruzione e formazione professionale e da quelli di istruzione e formazione tecnica superiore; anche le regioni potranno aderire alla filiera formativa tecnologica;
  • prevede la creazione di un’unica offerta di istruzione e formazione, anche mediante la possibilità di costituire le reti (campus), a cui potranno aderire, oltre alle istituzioni formative sopra citate, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, le Università, gli istituti AFAM, e anche altri soggetti pubblici o privati: all’interno delle reti sono assicurati passaggi orizzontali e verticali tra i percorsi;
  • prevede, quale principale novità, che la filiera formativa consenta il completamento del percorso di studi tecnico-professionali in quattro anni. Gli studenti in possesso di un diploma professionale conseguito a seguito di un percorso di durata almeno quadriennale potranno iscriversi direttamente ai percorsi ITS Academy, a seguito di validazione INVALSI;
  • prevede, per gli studenti in possesso del diploma professionale conseguito a conclusione di un percorso di durata quadriennale, la possibilità di sostenere l’esame di Stato senza esame preliminare.

Inoltre, in merito alla disciplina relativa alla valutazione del comportamento degli studenti, si prevede che nella scuola secondaria di primo grado la valutazione sia espressa in decimi e, nel caso di valutazione del comportamento inferiore a sei decimi, che il consiglio di classe deliberi la non ammissione alla classe successiva o all’esame di Stato conclusivo del percorso di studi. Per la scuola secondaria di secondo grado, in caso di giudizio pari a sei decimi, il Consiglio di classe assegnerà allo studente un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale da trattare in sede di colloquio dell’esame di Stato. Analogamente a quanto avviene per il primo ciclo, nel caso di valutazione del comportamento inferiore a sei decimi, il Consiglio di classe dovrà deliberare la non ammissione all’esame di Stato conclusivo del percorso di studi. Infine, il punteggio più alto nell’ambito della fascia di attribuzione del credito scolastico spettante sulla base della media dei voti dello scrutinio finale sarà attribuito soltanto se il voto di comportamento sia pari o superiore a nove decimi.


Inoltre, su proposta del Ministro dell’istruzione e del merito, è stato approvato, in esame preliminare, un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri relativo alla riorganizzazione dei due ministeri, che risponde alla necessità di razionalizzarne l’assetto organizzativo e di garantire un efficace svolgimento delle funzioni di direzione attribuite all’autorità politica.


Il Consiglio dei Ministri di oggi ha approvato il disegno di legge per l’istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale e per la revisione della valutazione del comportamento delle studentesse e degli studenti.

“Oggi l’istruzione tecnica e professionale diventa finalmente un canale di serie A, in grado di garantire agli studenti una formazione che valorizzi i talenti e le potenzialità di ognuno e sia spendibile nel mondo del lavoro, garantendo competitività al nostro sistema produttivo”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. “L’Italia è il secondo Paese manifatturiero in Europa: secondo i dati Unioncamere Excelsior, dalla meccatronica all’informatica serviranno da qui al 2027 almeno 508mila addetti, ma Confindustria calcola che il 48% di questi sarà di difficile reperimento. A settembre 2023 questo dato ha già raggiunto quota 48% (+ 5 punti rispetto al 43% di un anno fa, nel 2019 era il 33%). ll disegno di legge approvato oggi ha l’obiettivo di trasformare questi numeri allarmanti in una grande opportunità per i nostri giovani”.

“Inoltre, la riforma del voto in condotta responsabilizza i ragazzi e restituisce autorevolezza ai docenti. Prosegue con atti concreti il nostro percorso di ricostruzione di una scuola che dia valide opportunità ai nostri giovani, valorizzi i territori e offra competenze di qualità alle imprese. Nel contempo, una scuola che sia anche capace di affermare la cultura del rispetto”, ha concluso il Ministro.