Uno studio scientifico, presentato oggi all’Università di Milano Bicocca, evidenzia come l’utilizzo precoce di cellulari e social da parte dei ragazzi sin dalla tenera età influenzi negativamente il loro rendimento scolastico.
“I risultati della ricerca rappresentano un’ulteriore conferma della bontà e necessità della nostra decisione, coerente con le nuove Linee guida per l’Educazione civica e formalizzata in una circolare dello scorso luglio, di vietare l’uso dei telefonini in classe, anche per fini educativi, nelle scuole del primo ciclo”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Resta confermata la facoltà di utilizzare, per fini didattici e sotto la guida dei docenti, altri dispositivi digitali come tablet e pc, per i quali non è stata riscontrata un’influenza negativa significativa sull’apprendimento. Inoltre, al G7 Istruzione di Trieste anche l’OCSE aveva evidenziato il collegamento tra il calo della capacità di apprendimento e l’utilizzo precoce di cellulari e social. Una tesi condivisa dall’UNESCO.
“Ribadiamo il nostro impegno”, prosegue Valditara, “nel promuovere un uso responsabile delle tecnologie digitali, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’insegnamento e garantire un ambiente educativo che favorisca l’apprendimento e il benessere degli studenti”.
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2024, n. 208, recante misure organizzative urgenti per fronteggiare situazioni di particolare emergenza, nonche’ per l’attuazione …
Progetto nazionale per la visione gratuita dei film per il Premio David Giovani e Leoncino d’oro (Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia). Costituzione delle Giurie territoriali
Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2025, a seguito delle disposizioni introdotte dall’art. 1, commi da 161 a 164, della legge 30 dicembre 2024 n. 207. Ulteriori indicazioni …
Manifestazione PiGreco – day – 14 marzo 2025. Quiz in presenza e on line di matematica per tutti gli studenti delle scuole di ogni ordine, grado e indirizzo di studi
Introduzione dello sviluppo di competenze non cognitive e trasversali nei percorsi delle istituzioni scolastiche e dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti nonché nei percorsi di istruzione e formazione professionale
Modifica all’articolo 3 della legge 20 agosto 2019, n. 92, concernente l’introduzione delle conoscenze di base in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione civica
Concorso nazionale A.S. 2024/2025 dal titolo: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli. La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino” – art. …
Protocollo d’Intesa Ministero dell’istruzione e del merito e Fondazione Uto Ughi. 1°evento del Progetto “Uto Ughi per i giovani” – Assisi 19 febbraio 2025. Evento in diretta streaming
21 MARZO – Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, legge 8 marzo 2017, n. 20. Comunicazione evento “Il vento della memoria semina giustizia” – Trapani …
XXI Premio annuale delle professioni Turistiche-Alberghiere “Pandolfo-Roscioli”. Bando di concorso per l’edizione dell’anno scolastico 2024-2025 per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale …
XXV Settimana nazionale dell’Astronomia – Concorso nazionale ” Accendiamo le stelle” – Concorso nazionale “Giovanni Virginio Schiaparelli” – “Premio Cosmos degli Studenti”- “Fase Internazionale …
Safer Internet Day “Together for a Better Internet” – 11 febbraio 2025. Giornata Mondiale per la Sicurezza in Rete: evento in diretta streaming per tutte le Istituzioni scolastiche
Mémorial de la Shoah di Parigi. Seminario “The Holocaust as a Starting Point – 8th edition” Rijeka (Croazia) dal 10 al 12 marzo 2025. Selezione di 14 docenti delle Istituzioni scolastiche secondarie …
Manifestazione “Fare Turismo” – XXIV^ — Roma, 19-20-21- marzo 2025. Invito per gli Istituti tecnici, gli Istituti professionali e gli Istituti Tecnologici Superiori
A.F. 2025 – Comunicazione dei nuovi codici IBAN da utilizzare per la restituzione delle somme all’entrata del bilancio dello Stato, validi dal 1° gennaio 2025
Candidature a Presidente e Componente di designazione governativa del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa
Ministero dell’istruzione e del merito Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale Direzione Generale per la comunicazione e le relazioni istituzionali
AVVISO DI PROROGA della scadenza della Procedura di individuazione di n. 3 istituzioni scolastiche nell’ambito del territorio nazionale che intendano collaborare con la Direzione Generale per la comunicazione e le relazioni istituzionali in attività finalizzate a favorire la partecipazione delle istituzioni scolastiche anche in Rete e della componente studentesca agli eventi con e per le scuole promossi dal Ministero.
Ministero dell’istruzione e del merito Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale Direzione Generale per la comunicazione e le relazioni istituzionali
Procedura di individuazione di n. 3 istituzioni scolastiche nell’ambito del territorio nazionale che intendano collaborare con la Direzione Generale per la comunicazione e le relazioni istituzionali in attività finalizzate a favorire la partecipazione delle istituzioni scolastiche anche in Rete e della componente studentesca agli eventi con e per le scuole promossi dal Ministero
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2024, n. 208, recante misure organizzative urgenti per fronteggiare situazioni di particolare emergenza, nonche’ per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. (25G00028)
Ordinanza sulla mobilità degli insegnanti religione cattolica anno scolastico 2025/2026
Ipotesi CCNI (MIM, 29 gennaio 2025) Ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Integrativo concernente la mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. per gli anni scolastici relativi al triennio 2025/26, 2026/27, 2027/28
Nota 21 febbraio 2025, AOODGPER 45357 Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2025, a seguito delle disposizioni introdotte dall’art. 1, commi da 161 a 164, della legge 30 dicembre 2024 n. 207. Ulteriori indicazioni operative
Avviso 7 febbraio 2025, AOODGPER 31619 Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2025. Avviso apertura funzioni per la presentazione telematica delle istanze di Pensione anticipata flessibile 2025 ed Opzione donna 2025
Nota 31 gennaio 2025, AOODGPER 25316 Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2025, a seguito delle disposizioni introdotte dall’art. 1, commi da 161 a 184, della legge 30 dicembre 2024 n. 207. Indicazioni operative
Direttiva PA 20 gennaio 2025 Indicazioni applicative del ricorso al trattenimento in servizio di cui all’articolo 1, comma 165, della legge 30 dicembre 2024, n. 207
Legge 30 dicembre 2024, n. 207 Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027
Nota 25 settembre 2024, AOODGPER 150796 Decreto ministeriale 25 settembre 2024, n. 188. Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2025. Trattamento di quiescenza e di previdenza. Indicazioni operative
Con Nota 31 gennaio 2025, AOODGPER 25316, sono fornite indicazioni operative per la cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2025, a seguito delle disposizioni introdotte dall’art. 1, commi da 161 a 184, della Legge 30 dicembre 2024, n. 207. Il termine ultimo per la presentazione delle istanze di cessazione dal servizio, con effetti dall’inizio dell’anno scolastico 2025/26, è fissato al 28 febbraio 2025.
Come precisato con Avviso 7 febbraio 2025, AOODGPER 31619, le funzioni per la presentazione telematica delle istanze di Pensione anticipata flessibile 2025 ed Opzione donna 2025 saranno disponibili nel periodo compreso tra il 10 febbraio 2025 (h. 9,00) e il 28 febbraio 2025 (ore 23,59)
Il documento prevede che il ricorso all’istituto possa essere applicato “non oltre il compimento del settantesimo anno di età e nel limite massimo del 10 per cento delle facoltà assunzionali disponibili a legislazione vigente”.
La disposizione, la cui attuazione è ad esclusiva valutazione dell’amministrazione, esclude il personale delle magistrature (ordinaria, amministrativa, contabile e tributaria) e quello delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Il testo introduce alcune novità rispetto alle precedenti ipotesi di trattenimento in servizio, che restano disciplinate dal rispettivo quadro regolatorio e che non sono da intendersi cumulabili con quella introdotta dalla disposizione in oggetto.
In particolare, la misura:
non attribuisce al lavoratore alcun diritto o automatismo al trattenimento in servizio e non ipotizza, in alcun modo, la presentazione, da parte sua, di richieste/istanze in tal senso;
attribuisce esclusivamente alla parte “datoriale” il potere di individuare il personale di cui ritiene necessario il trattenimento in servizio;
stabilisce che le esigenze organizzative possono essere quelle di attività di tutoraggio e di affiancamento ai neoassunti e quelle riconducibili ad esigenze funzionali non diversamente assolvibili, da intendersi come espletabili solamente dal personale individuato;
condiziona la possibilità di trattenimento alla valutazione del merito. Nel senso che non potranno essere trattenuti in servizio dipendenti che non abbiano conseguito una valutazione della performance ottima o eccellente (o giudizio corrispondente secondo il rispettivo ordinamento);
condiziona il trattenimento al consenso dell’interessato.
Tra le azioni previste, è opportuno precisare che le amministrazioni non dovranno compiere alcuna procedura di interpello. Dovranno invece valutare, nell’esercizio della propria discrezionalità amministrativa, attraverso gli atti di programmazione annuale e pluriennali (PIAO): la sussistenza e la “dimensione” delle proprie esigenze funzionali, ma sempre nel limite di cui sopra; la durata di tale esigenza.
Solo all’esito di tale valutazione il Vertice amministrativo potrà individuare il personale a cui chiedere la disponibilità per il trattenimento in servizio.
In ordine al profilo della durata, la disposizione non prevede un periodo di tempo minimo, che dovrà quindi essere commisurato caso per caso.
Si evidenzia, infine, che è esclusa qualsiasi ipotesi di richiamo in servizio per il personale che abbia comunque cessato il servizio.
L’art. 1 del Decreto Ministeriale 25 settembre 2024, AOOGABMI 188, fissa al 21 ottobre 2024, ovvero al 28 febbraio 2025 limitatamente ai dirigenti scolastici, il termine finale per la presentazione, da parte del personale a tempo indeterminato docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola, delle domande di cessazione per raggiungimento del massimo di servizio, di dimissioni volontarie, di trattenimento in servizio per il raggiungimento del minimo contributivo, con effetti dal 1° settembre 2025.
PROFILO DEI DIPLOMATI E LORO Esiti a Distanza dal diploma
Percorsi di orientamento e scelte nella scuola secondaria di I e II grado
STUDENTI SODDISFATTI DELLA SCUOLA, ANCHE SE OLTRE IL 50% DEI DIPLOMATI DEL 2024 DICHIARA CHE LO STATO D’ANIMO PIÙ DIFFUSO TRA I BANCHI È L’ANSIA E VORREBBE IL TEMA DEL BENESSERE PSICOLOGICO NEL PROGRAMMA
La rilevazione sul Profilo ha riguardato i diplomati del 2024 mentre quella sugli Esiti a distanza del percorso formativo e lavorativo quelli del 2023 e del 2021, contattati rispettivamente a un anno e a tre anni dal conseguimento del titolo. Si notano le differenze di genere nella percezione dei diversi stati d’animo, dove le ragazze sono più spaventate e interessate al tema del benessere psicologico rispetto ai ragazzi. In primo piano emergono le valutazioni positive del percorso di studi, delle attività di orientamento e di PCTO e stage. Per quanto riguarda poi l’inquadramento nel mondo del lavoro, nel periodo 2019-2024 emerge una sostanziale stabilità nella diffusione dei contratti alle dipendenze a tempo indeterminato e un forte aumento dei contratti a termine, anche a chiamata e stagionali
[Bologna, 27 febbraio 2025] Si è svolto oggi giovedì 27 febbraio 2025 a Bologna il XXII Convegno di AlmaDiploma, organizzato per presentare il Profilo dei diplomati e loro Esiti a distanza, percorsi di orientamento e scelte nella scuola secondaria di I e II grado.
Esponenti delle Istituzioni, esperti del mondo universitario e della scuola, partendo dalla lettura dei dati AlmaDiploma sul Profilo dei diplomati e sugli Esiti a distanza, hanno posto l’attenzione su alcuni temi di importanza strategica per la crescita del sistema formativo di istruzione secondaria.
Il Convegno, ospitato nell’Oratorio San Filippo Neri di Bologna è stato trasmesso anche diretta streaming ed è stato promosso da AlmaDiploma ETS, l’Associazione a servizio delle scuole nata nel 2000 che, oltre a fornire alle scuole strumenti di orientamento per gli studenti, ha tra i propri principali obiettivi quello di fotografare sia gli indici di soddisfazione dei diplomati sia quelli sugli esiti occupazionali e formativi attraverso l’analisi delle risposte ai questionari somministrati agli studenti.
I lavori sono stati aperti con i saluti del direttore AlmaDiplomaRenato Salsone e per l’USR Emilia-Romagna dal Dirigente Ufficio IV Giovanni Desco; il Convegno è stato moderato da Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net (programma completo www.almadiploma.it/info/convegni/convegno2025/programma.aspx).
La rilevazione sul Profilo ha riguardato oltre 26.000 diplomati del 2024 che hanno espresso le loro valutazioni e indicazioni in merito al loro percorso quinquennale di scuola secondaria di secondo grado, in base a quanto da loro percepito e ricordato al momento della compilazione del questionario, avvenuta poco prima del diploma.
La rilevazione sugli Esiti a distanza del percorso formativo e lavorativo compiuto dai diplomati dopo il conseguimento del titolo, svolta nell’autunno del 2024, ha riguardato quasi 29.000 diplomati del 2023 contattati a un anno dal termine degli studi e 38.000 diplomati del 2021 contattati a tre anni dal conseguimento del titolo.
In primo pianoè emersa la soddisfazione per il percorso di studi intrapreso, anche se una parte dei diplomati cambierebbe, almeno parzialmente, la scelta fatta. Le principali motivazioni alla base di tali ripensamenti, espresse a un anno dal diploma, riguardano il desiderio di studiare materie diverse e avere una maggiore preparazione per gli studi universitari o per il mondo del lavoro, a conferma dell’importanza delle attività di orientamento per i ragazzi nella scelta della scuola secondaria di secondo grado.
Un altro dato interessante riguarda le scelte post-diploma: oltre due terzi dei diplomati è iscritto all’università, in parte svolgendo contemporaneamente un’attività lavorativa. Rilevanti per la scelta post-diploma sono risultate le attività di orientamento, che hanno riguardato oltre l’80% dei diplomati e che sono state valutate positivamente sia per quanto riguarda i percorsi di studio dopo il diploma sia per quelli occupazionali. Inoltre, i dati evidenziano il ruolo di tali attività nel prevenire i ripensamenti e rendere le carriere universitarie più brillanti.
A proposito, poi, del lavoro, nel periodo 2019-2024 emerge una sostanziale stabilità della diffusione dei contratti alle dipendenze a tempo indeterminato e un forte aumento dei contratti a tempo determinato, ma anche del lavoro intermittente o a chiamata.
Valutazione dell’esperienza scolastica per i diplomati
La soddisfazione per l’esperienza generale, che nel complesso dei diplomati del 2024 si attesta al 73,1%, riguarda il 72,8% per i liceali, il 73,0% per i tecnici e il 74,6% per i professionali, mentre la soddisfazione per la disponibilità al dialogo dei docenti (64,1% nel complesso dei diplomati) si attesta al 61,2% per i liceali, al 65,5% per i tecnici e al 74,4% per i professionali.
Per quanto riguarda le strutture scolastiche, la soddisfazione per i laboratori, nel 2024 si attesta al 52,8%, con differenze rilevanti per tipo di diploma (45,7% per i liceali, 61,0% per i tecnici, 58,7% per i professionali). Se tornassero ai tempi dell’iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado oltre la metà dei diplomati confermerebbe la propria scelta: nel 2024 la quota di chi si riscriverebbe allo stesso indirizzo della stessa scuola si attesta al 51,6%. In particolare, nei liceali è pari al 51,8%, nei tecnici al 52,2% e nei professionali al 47,7%.
L’analisi dei diplomati del 2023 permette di effettuare un confronto tra il giudizio espresso alla vigilia del diploma e dopo un anno. Al momento del conseguimento del titolo il 55,0% dei diplomati ha dichiarato che, potendo tornare indietro, sceglierebbe lo stesso indirizzo/corso nella stessa scuola; il restante 44,7% compierebbe, invece, una scelta diversa, ripetendo il medesimo indirizzo/corso ma in un’altra scuola (13,5%), scegliendo un diverso indirizzo nella stessa scuola (8,9%) o, addirittura, cambiando sia scuola sia indirizzo (22,4%).
A un anno dal diploma il quadro si modifica parzialmente: la quota di intervistati che replicherebbe esattamenteil percorso scolastico sale al 59,6%; scende invece la quota di diplomati che cambierebbe parzialmente la scelta fatta, optando per un’altra scuola (9,5%) o un altro indirizzo/corso (7,2%), mentre si confermaconsistente la quota di diplomati che cambierebbe sia scuola sia indirizzo (23,5%). Le principali motivazioni del desiderio di cambiare, almeno parzialmente, il proprio percorso scolastico, espresse dai diplomati a un anno dal titolo sono: studiare materie diverse (29,8%), compiere studi più adatti alla preparazione universitaria (20,4%), fare studi che preparino meglio al mondo del lavoro (17,7%). I professionali, più di altri, cambierebbero percorso scolastico per avere una migliore preparazione per gli studi universitari (31,2%; è il 20,5% per i liceali e 16,8% per i tecnici) ma anche per il mondo del lavoro (27,2%; 15,7% e 18,0%, rispettivamente). Tra i diplomati tecnici, invece, un’elevata quota cambierebbe le proprie scelte per studiare materie diverse (37,2%; è pari al 27,5% per i liceali e al 17,8% per i professionali). Questi risultati confermano l’importanza delle attività di orientamento per i giovani, a partire anche dalla scuola secondaria inferiore, al fine di fare una scelta consapevole fin dalla scuola secondaria di secondo grado.
Valutazione delle attività di orientamento in ingresso e in uscita dalla scuola secondaria di secondo grado
Tra i diplomati del 2024 il 90,6% ha dichiarato di aver svolto attività di orientamento organizzate dalla scuola secondaria di primo grado verso la scuola secondaria di secondo grado, senza particolari differenze per tipo di diploma. Queste attività vengono valutate rilevanti dal 45,4% dei diplomati che le hanno svolte, con evidenti differenze per tipo di diploma: tra professionali si rileva la valutazione più elevata (54,2%), seguiti dai tecnici (48,3%) e dai liceali (41,5%). Per quanto riguarda l’orientamento in uscita, l’84,8% dei diplomati 2024 ha svolto attività di orientamento organizzate dalla scuola per la scelta post-diploma: il dato oscilla tra l’87,5% per i liceali, 83,0% per i tecnici e il 76,7% per i professionali.
I diplomati che hanno svolto tali attività hanno valutato positivamente sia le informazioni ricevute sui percorsi successivi di istruzione e formazione (74,1%) sia le informazioni sul mondo del lavoro (60,0%); i più soddisfatti dei risultati dell’orientamento sono i diplomati professionali (78,4% per l’orientamento ai successivi percorsi di studio e il 78,0% per l’orientamento al lavoro), seguono i tecnici (rispettivamente 80,0% e 75,6%) e i liceali (rispettivamente 69,3% e 46,4%). Per il 51,6% dei diplomati tali attività di orientamento sono risultate rilevanti nella scelta post-diploma: 43,1% per i liceali, 60,9% per i tecnici e 64,8% per i professionali.
A partire dal 2024, ai diplomati che non hanno ritenuto rilevanti nella scelta post-diploma le attività di orientamento organizzate dalla scuola, è stata chiesta la motivazione di tale opinione. Le motivazioni per cui non ritengono rilevanti queste attività nella scelta post-diploma sono, in ordine di importanza, l’avere le idee già chiare (41,1%), il fatto che le informazioni ricevute non siano state sufficienti (27,3%) o fossero già in loro possesso (12,9%). A seguire altre motivazioni: il fatto che la loro scelta rifletterà la presenza di fattori esterni come il contesto familiare, territoriale (7,0%), “le informazioni ricevute non sono state chiare” (5,8%) e “le attività di orientamento sono state svolte da personale non sufficientemente qualificato” (2,9%). Per molte delle motivazioni indicate si registra una forte differenza per tipo di diploma: i professionali, più degli altri, hanno dichiarato di avere le idee chiare sulla loro scelta futura (49,7% rispetto al 46,6% dei tecnici e al 37,8% dei liceali) e ritengono più degli altri diplomati che la scelta post-diploma rifletterà la presenza di fattori esterni (10,5%, si attesta al 9,0% tra i tecnici e scende al 5,8% tra i liceali). Di converso, sono i liceali che in misura maggiore hanno dichiarato che le informazioni ricevute durante le attività di orientamento non sono state sufficienti (30,9%, rispetto al 21,0% dei tecnici e al 19,8% dei professionali) e che le informazioni erano già in loro possesso (13,8% liceali, 11,9% tecnici, 8,2% professionali).
Nella scelta sono maggiormente influenti i genitori, i cui pareri sono rilevanti per il 64,8% dei diplomati per la scelta scolastica e per il 58,8% per la scelta post-diploma. L’importanza attribuita ai pareri dei genitori, in entrambi i momenti di scelta, è più elevata quando i genitori sono laureati. L’orientamento diventa cruciale proprio laddove il contesto familiare non riesce a svolgere pienamente questa funzione. In una scala di rilevanza, i pareri dei genitori sono seguiti da quelli degli insegnanti nella scelta della scuola secondaria di secondo grado (41,5%), mentre nella scelta di orientamento post-diploma i diplomati attribuiscono più rilevanza all’opinione di compagni o amici (34,2%) rispetto a quella degli insegnanti (31,3%).
Oltre l’80% dei diplomati ha dichiarato di conoscere la piattaforma digitale UNICA del Ministero dell’Istruzione e del Merito: in particolare il 60,2% ha utilizzato la piattaforma, mentre il 22,4% non l’ha utilizzata anche se la conosce. A conoscere di più la piattaforma UNICA sono gli studenti degli indirizzi liceali e tecnici (rispettivamente 83,4% e 83,2%), mentre nei professionali il dato scende a 76,2%.
Valutazione delle attività di PCTO e opportunità occupazionali
Nell’ambito dei PCTO, le attività maggiormente svolte dai diplomati, oltre alle attività di orientamento, sono state le attività di formazione sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro (61,8%) e le attività di stage (58,6%, soprattutto nei percorsi professionali e tecnici, rispettivamente 88,3% e 84,8%), seguite a distanza da Impresa in Azione (11,9%), Impresa Formativa Simulata (9,6%) e Service Learning (6,1%).
Il 68,8% dei diplomati del 2024 si dichiara complessivamente soddisfatto delle attività di PCTO svolte: una maggiore soddisfazione si rileva tra i diplomati professionali, seguiti dai tecnici e dai liceali (rispettivamente 81,4%, 76,9% e 60,7%). Il 66,2% le ritiene utili e anche in questo caso si rilevano differenze evidenti per tipo di diploma: 82,6% tra i diplomati professionali, 76,2% tra i tecnici e 55,9% tra i liceali.
Il 75,8% di chi ha seguito le attività di formazione sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro le ritiene utili e il 67,1% le ritiene interessanti, ma i giudizi positivi sono particolarmente concentrati tra i professionali (rispettivamente l’88,7% e l’83,1%). Tra i diplomati tecnici l’attività di formazione è ritenuta utile dall’84,5% e interessante dal 77,0%, mentre i liceali sono più critici: il 66,6% di loro ne riconosce l’utilità e il 56,4% la ritiene interessante.
Entrando nel merito dell’attività di stage, nella grande maggioranza dei casi, gli studenti che hanno svolto uno stage hanno dichiarato che i compiti sono stati assegnati in modo chiaro (87,5%), l’attività è stata organizzata efficacemente (85,2%) ed è risultata utile per la formazione (80,8%). Per quanto riguarda l’efficacia dell’attività di tutoraggio, si registra una differenza rilevante tra il tutoraggio aziendale (79,8%) e quello scolastico (72,0%); inoltre, il 76,2% si dichiara soddisfatto per la coerenza dell’attività di stage con una o più discipline scolastiche. La valutazione delle attività di stage è risultata più positiva proprio dove questa esperienza formativa è più diffusa, cioè negli indirizzi professionali e tecnici.
L’indagine sugli Esiti a distanza permette di analizzare l’efficacia di tali esperienze, in termini di opportunità occupazionali, evidenziando come, in alcuni casi, esse si traducano in un rapporto di lavoro con l’azienda presso cui lo studente ha svolto tali periodi lavorativi. Tra i diplomati del 2023 a un anno dal titolo di studio, il 16,2% di quanti hanno svolto attività di PCTO è stato successivamente richiamato dall’azienda presso cui ha svolto tale esperienza: sono soprattutto i diplomati tecnici (26,6%) e ancor di più i professionali (30,1%) ad aver ricevuto una successiva proposta di collaborazione dall’azienda. Inoltre, tra quanti hanno svolto PCTO durante gli studi e a un anno dal diploma dichiarano di essere occupati, il 24,9% lavora nell’azienda presso cui ha svolto tale esperienza.
Stato d’animo alla vigilia della scelta post-diploma
Nel descrivere con un solo aggettivo il proprio stato d’animo alla vigilia della scelta post-diploma, il 21,5% dei diplomati del 2024 ha scelto l’aggettivo “determinato”, il 14,9% “interessato”, il 14,1% si è dichiarato “entusiasta”, il 13,6% “agitato”, il 10,8% si sente “spaventato”; seguono “intimorito” con il 7,3%, “attento” con il 6,4%, “attivo” con il 4,2%, “afflitto” con il 3,7% e infine “irritabile” con il 3,2%. Per tutti e tre i percorsi di studio lo stato d’animo prevalente è stato “determinato” (valore più elevato tra i tecnici, 23,4%). Il secondo stato d’animo dichiarato dai diplomati professionali e tecnici è stato “interessato”, mentre tra i liceali è “entusiasta”.
Le femmine si sentono più “spaventate” e “agitate” (rispettivamente +9,9 e +6,6 punti percentuali rispetto ai maschi); al contrario, i maschi si dichiarano più “determinati”, “interessati” e “attenti” (rispettivamente +6,2, +5,5 e +5,4 punti percentuali rispetto alle femmine).
Gli stati d’animo più diffusi tra gli amici e i propri compagni di classe
I diplomati del 2024 hanno indicato quelli che per loro sono i tre stati d’animo più diffusi tra i loro amici e compagni di classe tra una lista di 18 stati d’animo: il 51,0% ha dichiarato “ansia” come stato d’animo più diffuso. Seguono “insicurezza” (29,6%), “felicità” (25,4%), “egoismo” (21,4%), “tranquillità”, “solidarietà” (entrambi 15,6%) e “spensieratezza” (15,1%).
Il terzo stato d’animo più diffuso, dopo ansia e insicurezza, varia in base al genere: le femmine hanno indicato “egoismo” (25,4%, + 8,7 punti percentuali rispetto ai maschi), mentre i maschi “felicità” (32,1%, +12,4 punti percentuali rispetto alle femmine).
Temi che gli studenti vorrebbero affrontare o approfondire in aula.
Nel questionario del 2024 è stato chiesto agli studenti quali temi vorrebbero affrontare o approfondire in aula. Almeno la metà dei diplomati 2024 ha dichiarato di essere interessato a tematiche come il benessere psicologico (55,9%) e lagestione dello stress e dei cambiamenti (50,8%). Seguono l’educazione finanziaria (46,8%), l’educazione sessuale (43,4%), la situazione geopolitica attuale (33,8%), l’educazione alle relazioni (32,7%) e l’educazione alimentare e patologie associate (27,8%). Meno di un quinto dei diplomati ha dichiarato di essere interessato alle differenze culturali, etiche e religiose (17,2%), la sostenibilità ambientale (15,5%), la discriminazione di genere (15,2%) e il bullismo (11,1%), a chiudere identità di genere (8,3%) e disabilità (6,5%).
Le femmine hanno mostrato maggior interesse rispetto ai maschi per le tematiche riguardanti il benessere psicologico (+18,8 punti percentuali), la gestione dello stress e dei cambiamenti (+17,2 punti), l’educazione alimentare e le patologie associate (+10,9), le discriminazioni di genere (+10,7), l’educazione sessuale e l’educazione alle relazioni (entrambe +8,8 punti percentuali), le differenze culturali etniche e religiose (+6,1) e l’identità di genere (+5,5 punti percentuali). Meno diffuso tra le femmine l’interesse, invece, per l’educazione finanziaria (-18,5 punti percentuali rispetto ai maschi), la situazione geopolitica attuale (-7,1) e la sostenibilità ambientale (-7,0). Le differenze di genere si confermano in tutti e tre i percorsi scolastici.
Conoscenza e interesse per gli ITS (Istituti Tecnici Superiori)
Per i diplomati del 2024 che hanno intenzione di continuare gli studi e che vogliono approfondire le tematiche tecnico-scientifiche sono previste, oltre ai corsi universitari, altre opportunità come gli ITS (Istituti Tecnici Superiori), percorsi biennali e triennali di formazione terziaria professionalizzante che si articolano in nove ambiti disciplinari e sono programmati a livello regionale. Il 10,0% li conosce bene e un altro 34,5% sa di cosa si tratta, in particolare nei percorsi tecnici (rispettivamente 19,5% e 47,8%). A non conoscerli affatto, invece, sono il 28,6% dei diplomati, quota che però varia dal 14,2% dei tecnici al 35,0% dei liceali.
Il 20,6% dei diplomati è interessato a conoscere meglio l’offerta degli ITS, soprattutto i professionali (32,0%) e i tecnici (29,3%) rispetto ai liceali (15,8%). Tra coloro che conoscono bene gli ITS o sanno di cosa si tratta, il 14,9% sta considerando l’opportunità di iscriversi a tale tipo di corso per completare la formazione dopo il diploma, è il 28,6% tra i professionali, il 21,5% tra i tecnici e il 7,6% tra i liceali.
Lo sguardo sugli esiti a distanza di un anno (diplomati del 2023) e tre anni (diplomati del 2021) dal conseguimento del titolo
Il monitoraggio, condotto nel corso del 2024, degli esiti formativi e occupazionali dei diplomati, ovvero del loro approccio agli studi post-secondari e all’ingresso nel mercato del lavoro, deve necessariamente tener conto delle peculiarità che il nostro Paese ha vissuto negli anni più recenti, a causa soprattutto della situazione sanitaria legata alla diffusione del Covid-19, ma anche dell’inasprimento della situazione geopolitica. L’analisi temporale relativa alle indagini svolte da AlmaDiploma nel periodo 2019-2024, dunque, risente degli effetti della pandemia. Nel 2020 l’emergenza pandemica, infatti, ha duramente colpito il mercato del lavoro, limitando le opportunità occupazionali dei neo diplomati che, di fronte alle difficoltà di trovare lavoro, hanno spesso modificato le proprie scelte decidendo di proseguire gli studi universitari in misura maggiore rispetto a quanto osservato negli anni precedenti. Le progressive riaperture e l’allentamento delle misure di contenimento della pandemia hanno portato a un lento miglioramento del mercato del lavoro, tanto che come già rilevato nel 2023 anche nel 2024 si conferma il graduale miglioramento e ritorno ai livelli pre-pandemici, sia in termini di scelte post-diploma, sia in termini di caratteristiche occupazionali.
Scelte post-diploma ed esiti occupazionali
A un anno dal conseguimento del titolo, il 71,4% dei diplomati del 2023 prosegue la propria formazione ed è iscritto a un corso di laurea (il 49,6% si dedica esclusivamente agli studi universitari, il 21,8% ha scelto di coniugare studio e lavoro); invece il 18,2% ha preferito inserirsi esclusivamente, nel mercato del lavoro. Come è naturale attendersi, la quota di diplomati iscritti all’università è nettamente più elevata tra i liceali. Nel periodo 2019-2024 aumenta sia la quota di iscritti all’università (+5,8 punti rispetto al 2019) sia la quota di occupati (+2,6 punti rispetto al 2019). Tuttavia, l’analisi delle due componenti dell’occupazione mostra andamenti differenziati: nel periodo in esame, infatti, la quota di diplomati dediti esclusivamente al lavoro risulta in tendenziale calo, soprattutto tra i professionali, mentre la quota di chi coniuga studio e lavoro figura in aumento, per tutti i tipi di diploma. L’aumento, nel periodo in esame, della prosecuzione degli studi universitari e dell’occupazione si accompagnano a un tendenziale calo della quota di diplomati che cercano lavoro, non essendo impegnati né negli studi universitari né in un’occupazione (–0,8 punti percentuali rispetto al 2019). Tale calo è particolarmente forte per i tecnici e i professionali.
A tre anni dal titolo è dedito esclusivamente al lavoro il 24,0% dei diplomati, il 44,5% si dedica esclusivamente agli studi universitari, mentre il 22,8 % concilia studio e lavoro.
La principale motivazione alla base della scelta di proseguire gli studi universitari è legata a componenti di natura lavorativa (61,6%), mentre il 36,7% dei diplomati è stato spinto dal desiderio di migliorare la propria formazione culturale. Tra i professionali e i tecnici è relativamente più diffuso il desiderio di migliorare la propria formazione culturale, anche se tra i diplomati tecnici è relativamente maggiore il desiderio di migliorare le possibilità di trovare un lavoro. Per i liceali, più di altri, l’iscrizione all’università viene vissuta invece come una necessità per accedere al mercato del lavoro.
Al contrario, tra coloro che hanno terminato con il diploma la propria formazione, il 24,4% indica, come motivo principale, la difficoltà di conciliare studio e lavoro, il 28,0% dichiara di non essere interessato a proseguire ulteriormente la formazione mentre il 17,0% è interessato ad altra formazione post-diploma.
Performance universitarie e ruolo dell’orientamento: ripensamenti e crediti formativi maturati
Per la scelta post-diploma sono risultate rilevanti le attività di orientamento, in particolare nel ridurre i ripensamenti e rendere le carriere universitarie più brillanti. Per una parte di diplomati, infatti, la scelta di proseguire la propria formazione iscrivendosi all’università non è risultata vincente, portandoli a interrompere gli studi universitari (5,7% a un anno e 8,8% a tre anni) o a cambiare il proprio percorso di studio (9,2% a un anno e 14,0% a tre anni). La principale motivazione alla base di tali ripensamenti è legata a una insoddisfazione, rispetto alle aspettative iniziali, per le discipline insegnate, che sono risultate spesso poco interessanti, o per la difficoltà del corso; a questa, si aggiungono motivazioni legate alla insoddisfazione per l’ateneo (organizzazione, strutture, etc.) o alla difficoltà ad accedere al corso desiderato. È pur vero che nell’ultimo anno si registra una complessiva diminuzione dei ripensamenti rispetto alla scelta universitaria, riportando a valori prossimi a quelli osservati nel 2019, dopo l’aumento registrato nel 2022.
Inoltre, i diplomati iscritti all’università hanno dichiarato di aver ottenuto, in media, 37,0 CFU dopo un anno e 118,9 CFU dopo tre anni dal conseguimento del titolo. I liceali si dimostrano mediamente i più brillanti, rispetto ai tecnici e ai professionali.
In particolare, i diplomati che durante la scuola secondaria di secondo grado hanno svolto il percorso AlmaOrièntati presentano una minore quota di abbandoni (5,5% rispetto al 6,3% di quanti hanno dichiarato di non averlo svolto) e un maggior numero di crediti universitari maturati nel primo anno post-diploma (37,7 CFU rispetto a 35,4 CFU). È evidente, dunque, che l’orientamento gioca un ruolo fondamentale e determinante, soprattutto se ben strutturato, anche nel prevenire gli abbandoni oltre che a rendere le carriere universitarie più brillanti.
A conferma dell’importanza delle attività di orientamento alla scelta post-diploma, è interessante analizzare i ripensamenti in base allo stato d’animo dichiarato dai diplomati alla vigilia del diploma. La quota di ripensamenti si attesta al 12,3% tra chi ha scelto l’aggettivo “interessato” e al 13,1% tra chi si è definito “entusiasta” o “determinato”; tale quota supera invece il 20% tra coloro che alla vigilia del diploma hanno dichiarato uno stato d’animo “afflitto” (20,2%) o “irritabile” (25,5%).
Caratteristiche del lavoro svolto a un anno dal diploma
Nel periodo 2019-2024, pur se con andamenti differenziati, si osserva una sostanziale stabilità della diffusione dei contratti alle dipendenze a tempo indeterminato e un forte aumento dei contratti a tempo determinato. I contratti formativi e il lavoro non regolamentato, invece, risultano in calo rispetto al 2019 (-5,9 e -3,8 punti percentuali, rispettivamente). Il lavoro part-time risulta in aumento in tutto il periodo in esame (+7,1 punti rispetto al 2023 e +9,1 punti rispetto al 2019). Anche le retribuzioni mensili nette, dopo il calo registrato negli anni più colpiti dall’emergenza sanitaria, figurano in aumento, tanto che nel 2024 raggiungono i valori massimi osservati nel periodo in esame, per tutti i tipi di diploma. Tuttavia, tenendo conto del mutato potere d’acquisto, in termini reali le retribuzioni risultano in diminuzione, del 4,2% rispetto al 2023 e del 6,9% rispetto al 2019, pur se con andamenti differenziati nel periodo in esame. L’analisi per tipo di diploma conferma sostanzialmente tali risultati, tranne per i tecnici che, al contrario, dichiarano retribuzioni in aumento del 3,0% nell’ultimo anno, raggiungendo valori sostanzialmente in linea con quelli osservati nel 2019; tali risultati sono confermati anche limitando l’analisi solo a coloro che lavorano a tempo pieno e non sono iscritti all’università.
*AlmaDiploma ETS è un’associazione al servizio delle Scuole (www.almadiploma.it). Ente senza scopo di lucro, costituito nel 2000, ha la finalità di supportare gli Istituti Scolastici – attualmente ne associa oltre 240 – nelle attività di orientamento degli studenti allo studio e al lavoro, nella valutazione dell’Offerta Formativa e nella programmazione delle attività didattiche. AlmaDiploma ETS si avvale di due partner tecnici e scientifici: il Consorzio InteruniversitarioAlmaLaurea, per creare un collegamento tra la scuola secondaria superiore, l’università e il mondo del lavoro, e il Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” dell’Università di Bologna, con cui predispone e revisiona le attività di orientamento, anche in collaborazione con il Centro per le Transizioni al Lavoro e nel Lavoro.
AlmaDiploma ETS sviluppa strumenti e attività funzionali all’orientamento e al monitoraggio dei percorsi di studio e dei loro esiti a distanza: attività che concorrono anche al monte ore dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento.
Le scuole aderenti ad AlmaDiploma ETS – con quasi 30.000 studenti – hanno accesso a diversi servizi, quali: La Mia Scelta, strumento di educazione e formazione alla scelta e all’orientamento basato sulla conoscenza di sé e dell’attivazione delle competenze trasversali; AlmaOrièntati, strumento operativo e formativo di orientamento basato sulle caratteristiche dello studente, sulle sue aspettative rispetto alle professioni e all’offerta formativa post-diploma; questionario AlmaDiploma, dedicato agli studenti delle classi quinte per valutare la propria esperienza scolastica,elementi di valutazione utilizzabili, da parte delle scuole, per monitorare la propria Offerta Formativa; curriculum vitae, strumento didattico e orientativo, utile per maturare e rielaborare le esperienze e competenze in relazione alle richieste del mondo del lavoro, pensato per accrescere le opportunità di occupazione.
Grazie alla piattaforma software per l’intermediazione per l’impiego, infatti, le aziende possono selezionare i curriculum e proporre direttamente offerte di lavoro.
A favore degli studenti che ne hanno fatto richiesta i curriculum sono posti a disposizione delle aziende, tramite uno specifico servizio di intermediazione per l’impiego, per l’inserimento lavorativo.
AlmaDiploma ETS, inoltre, svolge annualmente delle indagini sugli esiti a distanza dei diplomati che generano rapporti utili a valutare l’efficacia esterna dell’istruzione secondaria di secondo grado. Analizza le scelte dei diplomati a 1, 3, 5 anni dal conseguimento del titolo di studio. Nell’area pubblica del sito sono consultabili i dati aggregati dell’universo AlmaDiploma mentre i Report dei singoli Istituti Scolastici sono visibili solo dagli stessi nella propria area riservata.
AlmaDiploma ETS al fine di promuovere l’autonomia degli studenti rispetto al processo di scelta della scuola secondaria di secondo grado fornisce lo strumento almamedie, percorso di educazione alla scelta che coinvolge contemporaneamente studenti, genitori e docenti nel corso del secondo e del terzo anno di scuola secondaria di primo grado sviluppando un metodo utile anche nella futura gestione dei percorsi formativi e lavorativi.
Libertà va cercando”: Gioacchino Gesmundo da Terlizzi alle Fosse Ardeatine
di Carlo De Nitti
Meritoria e tutta da leggere, ancora una volta, è la feconda ricerca storiografica di Giovanni Capurso, storico e meridionalista, cui si debbono già molte pubblicazioni sull’antifascismo pugliese: La ghianda e la spiga. Giuseppe Di Vagno e le origini del fascismo (Bari, 2021), Due maestri per il Sud: Gaetano Salvemini e Giovanni Modugno (Corato, 2022), La passione e le idee. La Puglia antifascista da Giuseppe Di Vagno a Giacomo Matteotti (Bari, 2023), per citare a memoria d’uomo alcuni tra i suoi titoli più recenti.
In questa sua ultima fatica storiografica, Libertà a caro prezzo. Gioacchino Gesmundo e le Fosse Ardeatine, pubblicata a Bari, per i tipi di Edizione Radici Future nella collana “Storia e memoria”, Giovanni Capurso ricostruisce la storia di vita e la biografia intellettuale e politica di Gioacchino Gesmundo (1908 – 1944) fino alla sua tragica scomparsa ed, in contestuale controluce, anche quella del suo amico e compaesano don Pietro Pappagallo (1888 – 1944).
Gioacchino Gesmundo, terlizzese, nato in una umile famiglia contadina, ultimo di sei fratelli, diviene orfano dei genitori in tenerissima età. Studia a Bari nel neonato (con la riforma Gentile che aveva trasformato la vecchia Scuola Normale) Istituto Magistrale Statale “Giordano Bianchi – Dottula”, in cui gli è Maestro una grande figura dell’antifascismo pugliese (e non solo), il pedagogista bitontino Giovanni Modugno (1880 – 1957), che, in quella scuola, svolgeva il suo “apostolato” pedagogico e politico. “Egli per primo intravide in Gioacchino delle qualità importanti e iniziò a incoraggiarlo nel suo percorso di studi filosofici” (p. 21).
E’ proprio lui – cattolico, socialista umanitario, salveminiano, proclamato Servo di Dio – il primo maestro di filosofia, di etica e di politica, la prima “guida” di Gioacchino Gesmundo, il quale, diplomatosi del 1928, segue il consiglio del Maestro, iscrivendosi all’Istituto Superiore di Magistero di Roma, dove incontra alcuni grandi studiosi, tutti accomunati da sentimenti antifascisti, come il pedagogista Giuseppe Lombardo-Radice (1879 – 1938), lo storico Pietro Silva (1887 – 1954), lo storico della filosofia Guido De Ruggiero (1888 – 1948) con cui si laurea nel 1932, “discutendo con lui la tesi su ‘Mito e realtà’, un’appassionata e intelligente difesa dell’utopia del mito nel senso tradizionale del termine contro il mito di stampo soreliano” (p. 28).
A Roma, stringe profonda amicizia con un sacerdote suo compaesano, don Pietro Pappagallo, membro del Collegio dei Beneficiati e vice parroco della Basilica di San Giovanni in Laterano (la Cattedrale di Roma), anch’egli rinchiuso e torturato e trucidato nelle Fosse Ardeatine: alla sua figura ed alle sue vicende, Giovanni Capurso dedica il capitolo L’arresto e la prigionia di don Pietro alle pp. 95 – 102. Don Pietro – attivo, come molti altri sacerdoti, nella collaborazione con la Resistenza antinazifascista (nella Roma città aperta, come in tutta Italia) – fu arrestato e tradotto nel carcere di via Tasso, dove subì torture, senza mai cedere. “Comprendetemi: la mia coscienza mi vieta di rovinare un altro uomo. Ve ne prego: Non chiedetemelo” (p. 99).
Gioacchino Gesmundo, per mantenersi a Roma, insegna nelle scuole elementari; una volta conseguita la laurea, passa ad insegnare filosofia e storia, prima al liceo classico “Vitruvio Pollione” di Formia e poi al primo e più antico liceo scientifico di Roma, il “Cavour”, di cui divenne anche vicepreside. Uno dei suoi alunni di quegli anni formiani, divenuto un importante uomo politico dell’Italia Repubblicana e Presidente della Camera dei Deputati (1976 – 1979), Pietro Ingrao (1915 – 2015), lo ricorderà sempre, anche in pubblici discorsi, come un maestro di libertà e come una persona aperta e coerente, che faceva leggere in classe Benedetto Croce e Gaetano Salvemini, benché invisi al regime, e le cui lezioni non finivano con il suono della campanella, ma proseguivano con lunghe passeggiate o a casa del professore.
Da un iniziale, ingenuo idealismo di matrice gentiliana Gioacchino Gesmundo si avvicina al marxismo che studia per lunghi anni prima iscriversi, nel luglio del 1943, al partito comunista clandestino. “Questo sistema di pensiero ebbe presa nella sua vita, non tanto, o non solo, per l’impianto teorico in sé, quanto perché in quel momento storico rispondeva meglio alle vicessitudini che si andavano profilando da un punto di vista politico. Come egli ebbe a dire era arrivato al comunismo <per la via del cuore e non per quella della ragione> che in grandi linee ricorda il socialismo umanitario sostenuto da Giovanni Modugno negli anni in cui fu suo insegnante al Magistrale di Bari” (p. 58).
La sua militanza attiva – e spesso imprudente da un punto di vista cospirativo – nell’antifascismo comunista romano lo portò ad essere una figura di riferimento; vedasi, a tal proposito, il capitolo Il peggio deve ancora arrivare (pp. 67 – 79) dl volume. Sulla centralità dell’attività politica antinazifascista di Gesmundo è molto interessante leggere le parole che gli dedica uno dei massimi dirigenti del Partito Comunista Italiano, Giorgio Amendola (1907 – 1980), nel suo volumedel 1973 Lettere a Milano: ricordi e documenti (1939 – 1945), riprese da Giovanni Capurso (cfr. pp. 77 – 78).
Il 29 gennaio 1944 – lo stesso giorno di don Pietro Pappagallo – Gioacchino Gesmundo fu arrestato, tradotto in carcere e ripetutamente torturato: in quel contesto, i due amici si incontrano per l’ultima volta: “I due uomini finsero di non conoscersi, ma si rivolsero uno sguardo lungo, commovente, che fu il loro ultimo addio” (p. 89). Dotato di una forza morale eccezionale, Gesmundo affronta con serenità e forza d’animo il martirio. Il suo silenzio di fronte alle torture consente la salvezza di molti altri antinazifascisti.
A casa sua, Andrea Marchini, suo compagno di lotta, trova, dopo la sua morte, un biglietto da lui scritto. “Andrea lesse quelle righe, scritte in una grafia chiara, pulita: <Sono un sacerdote della verità e se per essa dovrò dare la vita non avrò fatto altro che il mio dovere> “ (p. 92).
Impreziosisce quest’ultimo volume di Giovanni Capurso l’Introduzione di Ferdinando Pappalardo – già noto italianista dell’Università degli studi di Bari ed attualmente Vice Presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – riconoscendone i meriti: “sottrarre Gesmundo alla limitativa definizione di ‘martire’ della ferocia nazifascista e mettere in luce il ruolo protagonistico da lui svolto nell’attività cospirativa dei comunisti romani […] ravvivare il ricordo di una figura ormai nota ad una cerchia di persone […] fornire un esempio di virtù etiche e civili drammaticamente inattuali […] espressioni tra le più alte della libertà e della dignità dell’uomo” (p. 13).
Del resto, la celeberrima citazione dantesca (Purg, I, 71) del titolo di queste righe, rappresenta in modo eccellente l’itinerario ideologico-politico di Gioacchino Gesmundo: la ricerca della libertà che è, in primo luogo, libertà interiore, della coscienza, che non può mai essere disgiunta da quella politica.
Gioacchino Gesmundo è – in questo nostro tempo così <liquido> che spesso disconosce i valori fondanti della società – un testimone eccellente di una politica mai disgiunta dall’etica e dalla dignità della persona.
Piccolo post scriptum personale: nell’arco del trentennio dal 1918 al 1948, lo storico della filosofia Guido de Ruggiero pubblicò, per la casa editrice Laterza, una monumentale Storia della filosofia in tredici volumi che, qualche lettore diversamente giovane che si sia avvicinato alla filosofia negli anni ’70 del secolo scorso, al pari di chi ha scritto queste righe, ha incrociato nel suo percorso di studi medio-superiori, attraverso un altro testo laterziano (quando la Casa editrice barese non pubblicava ancora “scolastico”) che non era un comune manuale, ancorché si chiamasse Breve storia della filosofia, dovuto a Guido de Ruggiero – lo storico della filosofia partenopeo con cui si era laureato Gesmundo – e Fabrizio Canfora.
Una fase fondamentale del percorso di formazione, riservato ai docenti neoassunti e con passaggio di ruolo, è quella dedicata all’osservazione reciproca che rappresenta un esempio di cooperazione professionale tra pari.
Lo sottolinea una recente circolare dell’USR Campania, che si occupa della fase del peer to peer nell’ambito dell’anno di formazione e prova dei docenti neoassunti nell’anno scolastico 2024/2025.
Le fasi della formazione
Il percorso formativo, così come indicato nella nota 202382 del 26 novembre 2024, è articolato in 4 distinte fasi:
incontri in presenza
laboratori formativi
peer to peer ed osservazione in classe
formazione on line
La fase peer to peer
A questa fase devono essere dedicate 12 ore.
Ad ogni docente in periodo di formazione e prova è affiancato un tutor di riferimento, individuato dal Dirigente scolastico attraverso un opportuno coinvolgimento del Collegio dei docenti e che dovrà seguire il docente nel percorso di formazione fin dal suo inizio.
La nota dell’USR Campania spiega che il peer to peer è strutturato in 4 fasi:
La nota poi si sofferma su ogni fase, fornendo indicazioni utili per svolgerle al meglio.
Modulistica
Infine, la nota dell’USR Campania trasmette alcuni modelli adattabili dalle singole scuole:
– MODULO 1_scheda di programmazione peer to peer
– MODULO 2_ protocollo osservativo
– MODULO 3_ scheda osservazione a cura del neoassunto
Ancora pochi giorni per partecipare alla XIX edizione del Premio Buone pratiche sicurezza e salute a scuola “Vito Scafidi”, promosso da Cittadinanzattiva, dedicato alle scuole di ogni ordine e grado che abbiano realizzato progetti, nell’anno scolastico in corso o in quello precedente, dedicati ai seguenti temi: Sicurezza a scuola, sul territorio, in rete, salute globale; cittadinanza attiva; sostenibilità ambientale, sociale, economica.
Per i vincitori, oltre al premio, è prevista una visita presso la struttura della Fondazione Enpam e del museo Ninfeo.
Chi può partecipare
Potranno concorrere le scuole/le classi che invieranno progetti già realizzati in precedenza (a.s. 2023-2024) o ancora in corso, insieme ad allegati, esclusivamente multimediali, riguardanti una delle seguenti aree:
1. SICUREZZA A SCUOLA, SUL TERRITORIO, IN RETE: conoscenza e adozione di comportamenti corretti per fronteggiare emergenze all’interno dell’edificio scolastico e all’esterno determinate da rischi naturali e non; prevenzione di episodi di bullismo, cyberbullismo, violenza di genere e vandalismo; sicurezza stradale; conoscenza delle criticità e potenzialità di tecnologie, social network, intelligenza artificiale.
L’area Sicurezza, quest’anno prevede una “sezione speciale” dedicata al concorso fotografico “Scatti di Sicurezza”.
2. SALUTE GLOBALE: educazione alla cura di sé e degli altri; educazione alimentare; promozione di corretti stili di vita e ben-essere, attività motorie e sportive; prevenzione e/o gestione dei disturbi del comportamento alimentare; sovrappeso patologico e obesità.
3. CITTADINANZA ATTIVA: promozione della cittadinanza attiva, di percorsi di educazione civica, di esperienze solidali nei confronti dei soggetti più deboli; di convivenza civile, legalità, inclusione sociale; di cura, recupero, gestione di spazi interni ed esterni alle scuole/comunità, ecc.
4. SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE, SOCIALE, ECONOMICA: conoscenza e adozione di comportamenti corretti rivolti alla tutela dell’ambiente e alle problematiche sociali ed economiche derivanti dal cambiamento climatico.; conoscenza degli obiettivi di sviluppo e adozione di stili di consumo sostenibili.
Scadenza
I progetti dovranno essere trasmessi entro e non oltre il 3 marzo 2025.
Misure finalizzate a garantire la continuità dei docenti a tempo determinato su posto di sostegno per l’anno scolastico 2025/2026, a norma dell’articolo 8, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2024, n. 71, convertito con modificazioni dalla legge 29 luglio 2024, n. 106.
Ministero dell’Istruzione e del Merito Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale Direzione Generale per la comunicazione e le relazioni istituzionali
Ai Dirigenti scolastici degli Istituti scolastici secondari di II grado statali e paritari LORO SEDI
Oggetto: Progetto nazionale per la visione gratuita dei film per il Premio David Giovani e Leoncino d’oro (Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia). Costituzione delle Giurie territoriali.
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