Concorsi scuola fra proteste, ricorsi e sentenze: siamo arrivati al capolinea?

da La Tecnica della Scuola

Di Reginaldo Palermo

I concorsi della scuola stanno mostrando i loro limiti e ormai non passa giorno che non si senta parlare di proteste, ricorsi e sentenze che rallentano (e non poco) le procedure attivate dal Ministero per tentare di dare una risposta al complicatissimo problema del reclutamento.
Difficile fare una rassegna completa dei problemi e delle difficoltà che si incontrano.
Uno dei casi più clamorosi riguarda la copertura dei posti di sostegno nelle scuole primarie e dell’infanzia nelle regioni del nord: la complessa (e costosa) “macchina” ministeriale non servirà quasi a nulla perché alla fine il 90% delle cattedre disponibili resterà vacante perché i concorrenti sono di gran lunga inferiori ai posti.
C’è chi pensa che i corsi di specializzazione organizzati dall’Indire che dovrebbe prendere avvio a breve potranno dare una risposta al problema ma è chiaro che se i corsi potranno “sfornare” qualche decina di migliaia di specializzati non si potrà comunque costringere gli specializzati a presentarsi ai concorsi banditi nelle regioni del nord.
Anche per i concorsi per dirigenti scolastici i problemi sono tanti: i candidati di una regione del sud stanno protestando perché alla prova scritta c’è stata una selezione alta, altissima, tanto che anche in questo caso la graduatoria finale non basterà a coprire tutti i posti messi a concorso.
Ma ci sono anche storie opposte: negli ultimi concorsi PNRR in molte regioni il numero dei posti disponibili è ridottissimo rispetto ai partecipanti, tanto che per riuscire ad arrivare all’orale non bisogna scendere al di sotto dei 90/100 alla prova scritta; questo perché il regolamento prevede che all’orale possa accedere un numero di docenti non superiore al triplo dei posti a disposizione.
E così, anche in questo caso, ci sono già sindacati e movimenti che minacciano di andare in tribunale pensando persino di ricorrere alla Corte Costituzionale.
In tutto questo c’è anche chi pensa di fare concorsi a cadenza annuale (fino a pochi mesi fa ne parlava lo stesso ministro Valditara) ma è del tutto evidente che ricorsi, proteste e sentenze di tribunali non possono avere altra conseguenza se non quella di rallentare le procedure.
Senza considerare un’altra difficoltà pratica: molto spesso è difficile formare le commissioni d’esame perché i compensi previsti sono davvero modesti e non incentivano certo la partecipazione.

La situazione insomma è grave ed è davvero difficile individuare qualche proposta efficace, anche perché inevitabilmente qualsiasi soluzione accontenterebbe una parte e scontenterebbe tutti gli altri.
Il fatto è che ormai nel mondo della scuola ci sono troppi interessi contrapposti e questo rende sempre più difficile trovare una via d’uscita.

Eventi MIM, selezione di tre scuole che collaborino col Ministero per la loro promozione: scadenza 13 marzo

da La Tecnica della Scuola

Di Lara La Gatta

Il Ministero dell’Istruzione ha avviato una procedura per l’individuazione di 3 istituzioni scolastiche nell’ambito del territorio nazionale che intendano collaborare con la Direzione Generale per la comunicazione e le relazioni istituzionali, in attività finalizzate a favorire la partecipazione delle istituzioni scolastiche anche in Rete e della componente studentesca agli eventi con e per le scuole promossi dal Ministero.

Le scuole selezionate saranno chiamate a dare il loro supporto in attività di progettazione, organizzative, logistiche, di allestimento, di spostamento di studenti con gli annessi servizi (es. vitto e alloggio) di carattere tecnico-informatico e multimediale (partecipazione studenti da remoto) per la fruizione anche da remoto degli eventi al fine di garantire la massima partecipazione.

La procedura è volta ad individuare una istituzione scolastica del nord, una del centro e una del sud Italia, in particolare:

a) n. 1 Istituzione scolastica delle seguenti regioni: Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Veneto;
b) n. 1 Istituzione scolastica delle seguenti regioni: Lazio, Marche, Toscana e Umbria;
c) n. 1 Istituzione scolastica delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Molise e Puglia, Sardegna e Sicilia.

Sono ammesse a partecipare le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, in forma singola o in qualità di capofila di una rete di scuole costituita.

Ogni idea progettuale sarà sostenuta per un importo massimo di € 200.000.

La domanda di candidatura deve pervenire entro e non oltre le ore 18.00 del giorno 13 marzo 2025 al seguente indirizzo di posta certificata: dgpoc@postacert.istruzione.it, con oggetto “Avviso pubblico istituzioni scolastiche 2025”.

AVVISO E ALLEGATI

Carenza di docenti di sostegno? Nelle GPS potrebbero essere iscritti in 130mila!

da Tuttoscuola

Nelle notizie della settimana scorsa Tuttoscuola aveva avanzato alcuni dubbi sulla tesi del decreto-legge 71/2024, secondo cui era necessario attivare una specializzazione straordinaria di docenti di sostegno tramite INDIRE, per sopperire al fabbisogno del settore (Per sopperire all’attuale fabbisogno di docenti di sostegno, in via straordinaria e transitoria, in aggiunta ai percorsi di specializzazione sul sostegno, che in base alla normativa vigente rimangono affidati ordinariamente alle università, la specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità si consegue, fino al 31 dicembre 2025” (art. 6 del decreto-legge 71/2024).

Per confutare quanto affermato dal DL 71/24, Tuttoscuola aveva riportato il numero complessivo delle domande per posti di sostegno nei concorsi del PNRR/1 e PNRR/2, circa 99mila che, pur comprensive di doppia scelta da parte di alcuni candidati, rappresentavano una platea di docenti di sostegno ampiamente sufficiente per coprire complessivamente i posti di sostegno messi a concorso (poco meno di 21mila nei concorsi dei due anni).

Ma c’è anche un’altra strada per evidenziare la notevole quantità attuale, a livello nazionale, di docenti supplenti in possesso della specializzazione per il sostegno.

Ce l’ha fornita il Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati che ha riportato il numero di iscritti nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), aggiornato al 18 dicembre scorso per la classe di concorso ADSS (sostegno nella scuola secondaria di II grado).

Ebbene, soltanto in questo grado di scuola il numero è notevole: 66mila (esattamente 65.923).

Nel conteggio dei due concorsi il numero complessivo delle domande per la CdC ADSS era stata di 49.347 unità. Considerando la doppia opzione delle domande, nonché la replica della presentazione ai due concorsi da parte degli stessi candidati, quel numero di candidati che si sono presentati ad entrambi i concorsi si può stimare tra le 30-35mila unità, pari circa alla metà degli iscritti alle GPS per la ADSS.

Procedendo analogamente per gli altri tre gradi di scuola (ADAA per infanzia, ADEE per Primaria e ADMM per Secondaria di I grado), si può constatare preliminarmente che le domande presentate ai due concorsi per il sostegno sono state 49.714 e, conseguentemente, come per la ADSS, il numero effettivo dei candidati è stato di 30-35mila.

Gli iscritti alle GPS potrebbero essere, pertanto, circa 65mila che aggiunti ai 66mila della secondaria di II grado, porterebbero il numero complessivo dei docenti di sostegno iscritti nelle GPS oltre le 130mila unità. Si tratta di una stima che, comunque, conferma che non vi è carenza di docenti di sostegno, ma difformità di presenza territoriale e, soprattutto, necessità di procedere ad una loro significativa stabilizzazione che vada ben oltre i simbolici 2mila previsti in organico di diritto dalla legge finanziaria.

Per approfondimenti:

– Sostegno. Se la deroga da eccezione diventa regola

– Sostegno. Corsi INDIRE in arrivo, ma la ‘carenza’ di docenti è un equivoco

Le nuove Indicazioni nazionali sono il risultato di una previsione normativa?

da Tuttoscuola

Voci raccolte nel Palazzo della Minerva in viale Trastevere a Roma, danno per imminente l’uscita del testo delle nuove Indicazioni nazionali, non si sa se in forma completa o parziale.

Sarà interessante, innanzitutto, verificare se si tratta – come sostengono alcuni critici – di un ritorno sostanziale ai Programmi Ministeriali (definiti dal Ministero nel primo mezzo secolo di scuola repubblicana), oppure di una normale rivisitazione/integrazione delle Indicazioni Nazionali (previste dal decentramento e dall’autonomia scolastica quasi un quarto di secolo fa).

Un’altra curiosità tutta da chiarire riguarda l’eventuale disposizione normativa che giustificherebbe la revisione delle Indicazioni nazionali del 2012 la cui presentazione ufficiale, a suo tempo, aveva questa premessa introduttiva: “Le presenti Indicazioni nazionali sono state elaborate ai sensi dell’art. 1 del DPR 20 marzo 2009, n. 89, secondo i criteri indicati nella C.M. n. 31 del 18 aprile 2012…”.

L’art. 1 del DPR 89 prevedeva che, dopo il triennio 2009/10-2011/12, le Indicazioni nazionali di cui al d.lgs. 59/004, aggiornate dalle Indicazioni per il curricolo di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione in data 31 luglio 2007, fossero ridefinite, previo monitoraggio, con atto ministeriale.

La CM 31/2012 – Revisione delle Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione, sulla base del monitoraggio condotte al termine del triennio, prevedeva di:

  1. a) procedere alla revisione delle Indicazioni nazionali per pervenire, entro il termine del 31 agosto 2012, ad un testo definitivo;
  2. b) assumere il documento “Indicazioni per il curricolo” di cui al D.M. 31 luglio 2007 come base per un lavoro di revisione e consolidamento;
  3. c) imperniare il processo di revisione su un intenso, anche se necessariamente breve, processo di consultazione delle scuole.

Successivamente un lavoro di revisione e di manutenzione condotto dallo stesso Comitato scientifico nazionale ha redatto il documento Indicazioni nazionali e nuovi scenari del 2018, che recepiva gli orientamenti emergenti più significativi, soprattutto a proposito dei temi dell’ambiente e della sostenibilità (Agenda 2030 dell’ONU) e della sempre maggiore rilevanza che le tecnologie digitali andavano assumendo.

Per le nuove Indicazioni Nazionali il ministro Valditara ha fatto riferimento all’Atto di indirizzo per il triennio 2025-27. Ma l’Atto di indirizzo non è una norma cogente.

Il ministro troverà un’altra via normativa per validare le “sue” Indicazioni?

Valutazione dirigenti scolastici: adelante, con juicio

da Tuttoscuola

A firma del Capo Dipartimento per il Sistema educativo di istruzione e formazione, Carmela Palumbo, è stata emanata dal MIM la nota ministeriale n. 8369 con la quale vengono fornite indicazioni applicative del Decreto ministeriale n. 28 del 21 febbraio scorso per la valutazione dei dirigenti scolastici (qui la nostra notizia con il testo completo della nota).

Sembra così essere giunta a conclusione l’interminabile vicenda (qualcuno l’ha definita una “telenovela”) della valutazione degli ex presidi e direttori, che essendo diventati “dirigenti” – sia pure “scolastici” – in attuazione della legge n. 59/1997 (Bassanini) con decorrenza dall’anno scolastico 2000-2001, avrebbero dovuto essere valutati anche per la qualità del loro servizio, come tutti gli altri dirigenti della Pubblica Amministrazione. Cominciammo a parlarne già nel 2003 con una notizia che anche nel titolo – Adelante, con juicio – metteva in luce le difficoltà e la lentezza con la quale avanzava il progetto di valutazione, il “Sivadis”, allora messo in campo dal Ministero con la partecipazione dei sindacati e delle associazioni professionali, nel tentativo, poi naufragato, di risolvere il problema.

Vanificati tutti gli ulteriori tentativi succedutisi negli anni (decenni…), ora la questione della valutazione dei DS sembra risolta. Ma lo è davvero? O di nuovo è più realistico dire che sta andando avanti, ma ancora “con juicio” (prudenza, cautela, come consigliava il cancelliere manzoniano Antonio Ferrer…). Va ricordato che nel parere dato dal CNPI sul provvedimento si osservava che “aspetti rilevanti dell’operato della dirigenza scolastica, quali quelli più specificamente orientati alla dimensione pedagogica-didattica, non trovano ancora richiamo nel nuovo sistema”, e che anche un sindacato tra i più aperti al dialogo come la Cisl scuola ha avanzato riserve dello stesso genere.

Forse è per questo che nella parte finale della nota ministeriale si dice cautamente quanto segue: “Per favorire una graduale introduzione del Sistema, tenuto conto che lo stesso viene adottato in corso d’anno, per la valutazione dei risultati dei Dirigenti scolastici riferita all’anno scolastico 2024/2025 nel citato Decreto interdipartimentale verranno definiti in maniera significativamente ridotta obiettivi, indicatori e target del procedimento di valutazione, anche con esclusione dell’obiettivo a rilevanza regionale”. Vedremo se sarà davvero solo per il 2024-2025, o se anche dopo prevarrà il “juicio”…

Per approfondimenti:

Valutazione dei DS tra ritardi e perplessità. Pubblicata la nota

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 52

52 del 04-03-2025

Avviso 4 marzo 2025

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Oggetto: Percorso di formazione per docenti tutor e orientatori OrientaMenti ‘Livello base’ Secondaria di secondo grado

Si ricorda che è disponibile online il percorso di formazione “OrientaMenti – Livello base – Secondaria di secondo grado” con codice identificativo n. 296541, accessibile sempre sulla piattaforma “Scuola Futura”: https://scuolafutura.pubblica.istruzione.it/.

Il percorso formativo, promosso dal Ministero dell’istruzione e del merito e realizzato da INDIRE, ha l’obiettivo di sostenere lo sviluppo delle competenze necessarie per lo svolgimento dei compiti di tutor dell’orientamento e docente orientatore, come previsto dal decreto n. 328 del 22 dicembre 2022, relativo alle Linee guida per l’orientamento.

L’iscrizione e la frequenza del percorso “OrientaMenti – Livello base – Secondaria di secondo grado” è riservata esclusivamente ai docenti della scuola secondaria di secondo grado, di nuova nomina e che non abbiano già svolto tale attività nell’anno scolastico precedente, individuati dalle istituzioni scolastiche quali tutor o orientatori per l’anno scolastico 2024-2025.

Si ricorda che i docenti tutor e orientatori che hanno già frequentato il percorso formativo “Orientamenti” nell’anno scolastico 2023-2024, conseguendo il relativo attestato, non sono tenuti a frequentare nuovamente il corso in oggetto.

L’accesso alla piattaforma https://scuolafutura.pubblica.istruzione.it/ (tasto “Accedi”) avviene tramite SPID, CIE o Eidas. Dopo l’autenticazione, il docente visualizza il proprio cruscotto, clicca sulla voce di menu “Tutti i percorsi”, all’interno della quale è possibile trovare il corso inserendo nel campo “Cerca per” il titolo del corso “OrientaMenti – Livello base – Secondaria di secondo grado” oppure il numero identificativo del percorso “296541”.

Successivamente il docente dovrà cliccare sul pulsante “Segui il percorso” in corrispondenza del titolo e sottoscrivere una dichiarazione, con la quale attesta di essere stato individuato come tutor dell’orientamento/docente orientatore per la propria scuola nell’a.s. 2024/2025.

Il Ministero dell’istruzione e del merito ha istituito un apposito sito web “Docenti tutor”, https://docentitutor.istruzione.it/, contenente notizie, link utili, normativa di riferimento e domande frequenti. Si invita a consultarlo regolarmente per restare sempre aggiornati.