Educazione&Scuola Newsletter n. 1180

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Dicembre 2025 – XXX Anno

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Notizie

Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica

Quirinale, 31 dicembre 2025

Concorsi personale non dirigenziale

Per il reclutamento di 294 e di 1.340 unità di personale non dirigenziale

Legge di Bilancio 2026

Pubblicata nel SO n. 42 alla GU Serie Generale n.301 del 30-12-2025, la Legge 30 dicembre 2025, n. 199

CCNL 2022-2024 Comparto istruzione e ricerca

ARAN, 23 dicembre 2025

Concorso Area assistenti

23 dicembre 2025

Concorso Dirigenti tecnici

Pubblicato il calendario e le sedi di svolgimento delle prove scritte

Fascicolo digitale del personale scolastico

Dal 19 dicembre disponibile il “Fascicolo digitale del personale scolastico”

Orientamento

Disponibile, su Unica, “What’s Next”, servizio per l’orientamento immersivo verso la scuola secondaria di secondo grado

PNRR e Istruzione

Prorogato al 31 marzo 2026 il termine ultimo per la rendicontazione dei progetti con risorse PNRR

Esami di Maturità 2025/2026

Termine di presentazione delle domande di ammissione agli esami di maturità 2025/2026 per i candidati interni

Contributo previsto per la promozione della lettura in classe

Dal 10 dicembre 2025 al 16 marzo 2026

Viaggi d’istruzione A.S. 2025/2026

Forniti chiarimenti riguardo alle risorse finanziarie destinate al Welfare gite

Concorsi Docenti

Le prove scritte dei concorsi DM 205/23 si svolgono dall’1 al 5 dicembre 2025

Consenso informato

Camera, 3 dicembre 2025

Elezioni Consigli di Circolo/Istituto

Entro il termine del 30 novembre e del 1° dicembre 2025 si svolgono le elezioni per il rinnovo dei consigli di circolo/istituto

Norme

Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica

Quirinale, 31 dicembre 2025

Decreto-Legge 31 dicembre 2025, n. 200

Disposizioni urgenti in materia di termini normativi

Legge 30 dicembre 2025, n. 199

Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028

Decreto Dirigenziale 30 dicembre 2025, AOODGRUF 1980

Procedura comparativa bandita ai sensi dell’articolo 28, comma 1-ter, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per la copertura di 10 posti di dirigente di II fascia presenti nella dotazione organica dirigenziale del Ministero dell’istruzione e del merito

Legge 29 dicembre 2025, n. 198

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159, recante misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile

Nota 29 dicembre 2025, AOODGFIESD 89555

Anagrafe Regionale dell’Edilizia scolastica (ARES) – Aggiornamento Schede P.E.S.

Decreto-Legge 27 dicembre 2025, n. 196

Disposizioni urgenti per le consultazioni elettorali e referendarie dell’anno 2026

Nota 23 dicembre 2025, AOODGFIESD 83754

Rettifica alla comunicazione relativa alla riapertura della contrattazione integrativa d’istituto per l’utilizzo delle ulteriori risorse MOF.

CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024

ARAN, 23 dicembre 2025

Nota 22 dicembre 2025, AOODGFIESD 81753

A.F.2025 Cedolino Unico – Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa – CCNI integrazione MOF – Assegnazione risorse finanziarie. CHIARIMENTI

Nota 18 dicembre 2025, AOODGSIP 4317

Seconda edizione del Concorso nazionale “San Francesco d’Assisi: il pensiero, l’opera, la cultura e la sua eredità” – A.S.2025/2026 in preparazione delle celebrazioni dell’ottavo centenario …

Nota 18 dicembre 2025, AOODGCASIS 8069

Iscrizioni on line anno scolastico 2026/2027 – Attività propedeutiche

Nota 17 dicembre 2025, AOODGSIP 4298

Progetto didattico sperimentale Studente-atleta di alto livello anno scolastico 2025/2026. Decreto ministeriale 3 marzo 2023, n. 43 – Nuovo termine per la presentazione delle domande di adesione –

Nota 17 dicembre 2025, AOODGOSV 100847

Iscrizioni alle scuole dell’infanzia e alle scuole del primo e del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2026/2027

Nota 16 dicembre 2025, AOODGCASIS 7998

What’s Next – Il nuovo servizio per l’orientamento immersivo verso la scuola secondaria di secondo grado disponibile su Unica

Nota 15 dicembre 2025, AOOGABMI 217613

Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Aggiornamento dei termini per la rendicontazione dei progetti delle istituzioni scolastiche finanziati con risorse PNRR

Nota 15 dicembre 2025, AOODGSIP 4246

A.S. 2025/2026 – IX edizione del Progetto-Concorso “Diffusione della cultura della legalità e promozione del merito”

Nota 12 dicembre 2025, AOODGOSV 97171

XXVI Settimana nazionale dell’Astronomia – Concorso nazionale ” Accendiamo le stelle” – Concorso nazionale “Giovanni Virginio Schiaparelli” – “Premio Cosmos degli Studenti” – “Fase Nazionale …

Nota 12 dicembre 2025, AOODPIT 6545

Manifestazioni ed eventi pubblici all’interno delle istituzioni scolastiche. Nota n.5836 del 7/11/2025

Nota 12 dicembre 2025, AOODGOSV. 97167

Sperimentazione dei percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado – anno scolastico 2026/2027. Decreto ministeriale 5 dicembre 2025, n. 246

Nota 12 dicembre 2025, AOODPIT 6548

Linee guida per l’orientamento (D.M. n. 328/2022): valorizzazione docenti tutor e orientatori e attività di formazione – a.s. 2025/26

Nota 11 dicembre 2025, AOODGOSV 95371

Periodo di formazione e prova per i docenti neoassunti e per i docenti che hanno ottenuto il passaggio di ruolo. Attività formative per l’anno scolastico 2025-2026

Decreto Ministeriale 11 novembre 2025, AOOGABMI 218

Esami di idoneità nei percorsi del sistema nazionale di istruzione

Nota 10 dicembre 2025, AOODGTVET 2406

Avviso 9 dicembre 2025,AOODGPER 216088

DDG 2938/25 – DDG 2939/25: Apertura funzioni per la presentazione telematica delle istanze di scioglimento della riserva

Nota 5 dicembre 2025, AOODGSIP 4103

Seconda edizione del Concorso nazionale “No alla droga, no ad ogni forma di dipendenza” Anno scolastico 2025-2026

Nota 5 dicembre 2025, AOODGFIESD 41136

E.F. 2025 – Risorse finanziarie destinate al cd. Welfare gite – INDICAZIONI PER L’A.S. 2025/26

Nota 2 dicembre 2025, AOODGTVET 2361

Nota 2 dicembre 2025, AOODGFIESD 40819

Convegno “Intelligenza artificiale e semplificazione amministrativa”, 21 gennaio 2026, 10.00-13.00, presso l’Università Europea di Roma

Nota 2 dicembre 2025, AOODGFIESD 40817

“Intelligenza artificiale e fake news” presso l’Università Europea di Roma

Nota 1 dicembre 2025, AOODGOSV 87124

XXIV Edizione dei Campionati Italiani di Astronomia a.s. 2025/2026

Rubriche

in Bacheca della Didattica

Il pluralismo scolastico

di Gianluca Dradi

Copertura assicurativa per responsabilità amministrativa del personale scolastico

di Anna Armone

L’alta funzione dell’insegnamento

di Margherita Marzario

Novità giuridiche nel campo dell’educazione fisica

di Gennaro Palmisciano

Valutare per Educare: i DPR 134 e 135 del 2025

di Bruno Lorenzo Castrovinci


in InformagiovaniLa Rete di Vincenzo Andraous

Arriva Natale

di Vincenzo Andraous


in Psicologia

Le parole che restano

di Bruno Lorenzo Castrovinci

Propensioni genetiche e libertà di scelta

di Bruno Lorenzo Castrovinci

Sull’educazione affettiva e sessuale

di Agostina Melucci

La mente che danza

di Bruno Lorenzo Castrovinci

Didattica a sei zampe

di Bruno Lorenzo Castrovinci


in Recensioni

G. Capurso, Prodigiosa giovinezza

di Carlo De Nitti

M. de Kerangal, Riparare i viventi

di Antonio Stanca

G. Carofiglio, Della gentilezza e del coraggio

di Antonio Stanca

M. Corona, Le altalene

di Antonio Stanca

E. De Luca, Montedidio

di Antonio Stanca


in Software

Internet, Reti, Nuove tecnologie

Scuola Futura

Sanremo, 12 – 15 dicembre 2025

Capire l’Informatica di Paolo Rocchi


in Statististiche

Violenza verso il personale scolastico

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Rapporto Censis 2025

Roma, 5 dicembre 2025


Formazione ed Eventi

Salone dello Studente 2025

16 ottobre – 18 dicembre 2025

Scuola Futura

Sanremo, 12 – 15 dicembre 2025

Next Gen Art

Roma, 9 – 11 dicembre 2025

Rapporto Censis 2025

Roma, 5 dicembre 2025

Giornata internazionale delle persone con disabilità

3 dicembre 2025

Rassegne
Stampa
Adeguamento normativa antincendio Ministero dell’Istruzione e del Merito
Realizzazione e messa in sicurezza mense scolastiche Ministero dell’Istruzione e del Merito
Divari territoriali e contrasto alla dispersione scolastica Oltre 32,2 milioni per le aree periferiche e a rischio
Violenza verso il personale scolastico Ministero dell’Istruzione e del Merito
Concorso nazionale “San Francesco d’Assisi: il pensiero, l’opera, la cultura e la sua eredità” – A.S.2025/2026 Ministero dell’Istruzione e del Merito
ITS Academy, orientamento e formazione Firmato il decreto per ulteriori 136 milioni
Nuove Indicazioni nazionali Scuola Infanzia e I ciclo 9 dicembre 2025
Giornata internazionale delle persone con disabilità 3 dicembre 2025
Protocollo d’Intesa ANA – MIM 2 dicembre 2025

Sindacato
Tutela della sicurezza del personale scolastico Avv. Gianfranco Nunziata
Novità CCNL sottoscritto il 23 dicembre 2025 Avv. Gianfranco Nunziata
Retribuzioni insufficienti, non firmiamo FLC CGIL
Bozza Legge Bilancio 2026 e Istruzione Avv. Gianfranco Nunziata
Dati adesione Sciopero 12 dicembre 2025 Ministero dell’Istruzione e del Merito
Iscrizioni a.s. 2026/2027 ANP
Dati adesione Sciopero 28 novembre 2025 Ministero dell’Istruzione e del Merito
Sentenza Corte di Giustizia Europea 20 novembre 2025 Avv. Maurizio Danza
Sciopero 12 dicembre 2025 Ministero dell’Istruzione e del Merito

Gazzetta Ufficiale
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 302 del 31-12-2025
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 301 del 30-12-2025
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 300 del 29-12-2025
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 299 del 27-12-2025
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 298 del 24-12-2025
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 297 del 23-12-2025
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 296 del 22-12-2025
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 295 del 20-12-2025
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 294 del 19-12-2025
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 293 del 18-12-2025
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 292 del 17-12-2025
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 291 del 16-12-2025
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 290 del 15-12-2025
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 289 del 13-12-2025
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 288 del 12-12-2025
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 287 del 11-12-2025
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 286 del 10-12-2025
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 285 del 9-12-2025
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 284 del 6-12-2025
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 283 del 5-12-2025
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 282 del 4-12-2025
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 281 del 3-12-2025
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 280 del 2-12-2025
Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 279 del 1-12-2025

Concorsi personale non dirigenziale

Il Concorso pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento di un contingente complessivo di n. 294 unità di personale non dirigenziale, a tempo indeterminato, con competenze in materia di analisi, valutazione delle politiche pubbliche e revisione della spesa, di cui n. 33 unità da inquadrare nell’Area delle elevate professionalità e n. 261 unità da inquadrare nell’Area dei funzionari è stato pubblicato in data 23 dicembre 2025 sul portale InPA all’indirizzo:

https://www.inpa.gov.it/bandi-e-avvisi/dettaglio-bando-avviso/?concorso_id=618c6be11cd34afd8ddc7f89dec85248.


Concorso pubblico su base territoriale, per titoli ed esami, per il reclutamento di un contingente complessivo di n. 1.340 unità di personale non dirigenziale, a tempo pieno e indeterminato, di cui n. 2 unità da inquadrare nell’Area delle elevate professionalità e n. 1.338 unità da inquadrare nell’Area dei funzionari dei ruoli di diverse Amministrazioni è stato pubblicato in data 23 dicembre 2025 sul portale InPA all’indirizzo:

https://www.inpa.gov.it/bandi-e-avvisi/dettaglio-bando-avviso/?concorso_id=054e2ea57835433bad131fcae791b810

nonché all’indirizzo

https://www.inpa.gov.it/bandi-e-avvisi/dettaglio-bando-avviso/?concorso_id=66c4b6e7db1e4cf89525b6da8b8fb04c.

Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica

Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Palazzo del Quirinale, 31/12/2025 (II mandato)

Care concittadine e cari concittadini,

si chiude un anno non facile. Tutti ne abbiamo ben presenti le ragioni e, come sempre, speriamo di incontrare un tempo migliore.

La nostra aspettativa è anzitutto rivolta alla pace.

Di fronte alle case, alle abitazioni devastate dai bombardamenti nelle città ucraine, di fronte alla distruzione delle centrali di energia per lasciare bambini, anziani, donne, uomini al freddo del gelido inverno di quei territori, di fronte alla devastazione di Gaza, dove neonati al freddo muoiono assiderati, il desiderio di pace è sempre più alto e diviene sempre più incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte.

La pace, in realtà, è un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli, senza pretendere di imporre loro la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio.

Il modo di pensare, la mentalità, iniziano dalla vita quotidiana. Riguardano qualunque ambito: quello internazionale, quello interno ai singoli Stati, a ogni comunità, piccola o grande. Per ogni popolo inizia dalla sua dimensione nazionale.

Leone XIV – cui rivolgo gli auguri più affettuosi del popolo italiano – nei giorni di Natale, in prossimità della conclusione del Giubileo della Speranza, ha esortato a “respingere l’odio, la violenza, la contrapposizione e praticare il dialogo, la pace, la riconciliazione”. Ha richiamato alla necessità di disarmare le parole.

Raccogliamo questo invito. Se ogni circostanza diviene pretesto per violenti scontri verbali, per accuse reciproche, di cui non conta il fondamento ma soltanto la forza polemica, non si esprime una mentalità di pace, non se ne costruiscono le basi.

Di fronte all’interrogativo: “cosa posso fare io?” dobbiamo rimuovere il senso fatalistico di impotenza che rischia di opprimere ciascuno.

L’affermazione della libertà, la costruzione della pace sono nell’atto fondativo della nostra Repubblica, che esprime la volontà di realizzare il futuro insieme, attraverso il dialogo. Raffigura la responsabilità di essere cittadini.

Nell’anno che si presenta ricorderemo gli ottant’anni della Repubblica.

Ottant’anni sono pochi se guardati con gli occhi della grande storia ma sono stati decenni di alto significato.

Sfogliamo velocemente un album immaginario della storia della Repubblica, come talvolta si fa quando ci si ritrova in famiglia.

Il primo fotogramma del nostro viaggio è rappresentato dalle donne. Il segno dell’unità di popolo, infatti, fu simbolicamente impresso dal voto delle donne, per la prima volta chiamate finalmente alle urne.

Quel segno diede alla Repubblica un carattere democratico indelebile, avviando un percorso, ancora in atto, verso la piena parità.

L’Assemblea costituente, eletta contestualmente al referendum che sancì la scelta repubblicana, fu capace di trovare una sintesi di alto valore mentre la dialettica politica si sviluppava tra convergenze e contrasti, anche molto forti.

Di mattina i costituenti discutevano – e si contrapponevano – sulle misure concrete di governo, nel pomeriggio, insieme, componevano i tasselli della nostra Carta costituzionale. La Costituzione italiana, che ha ispirato e guidato il Paese per tutti questi decenni.

La Repubblica è uno spartiacque nella nostra storia.

Non uno Stato che sovrasta i cittadini ma uno Stato che riconosce i diritti inviolabili, la libertà delle persone, le autonomie della comunità.

La democrazia italiana che muove i suoi primi passi nel dopoguerra è giovane, dinamica, mette radici, dialoga nel mondo.

Le immagini della firma dei Trattati di Roma, nel 1957, consegnano un successo e un altro momento decisivo, con l’Italia in prima linea nella costruzione della nuova Europa.

Proprio l’Europa e le relazioni transatlantiche, con il piano Marshall, sono i due pilastri della ricostruzione. L’Unione Europea e l’Alleanza Atlantica hanno coerentemente rappresentato – e costituiscono – le coordinate della nostra azione internazionale.

Una grande stagione di riforme cambia il profilo dell’Italia. La riforma agraria, il Piano casa, il cui ricordo richiama le difficoltà delle giovani coppie a trovare casa oggi nelle nostre città.

Gli anni del miracolo economico ci presentano in primo piano i volti degli operai delle fabbriche e di quelli impegnati a realizzare le grandi infrastrutture che modernizzano il Paese.

Il lavoro come leva fondamentale dello sviluppo. Lo statuto dei lavoratori è stato lo strumento che riconosce e sancisce diritti, dignità e libertà sindacale. Valori che richiamano al pieno rispetto della irrinunziabile sicurezza sul lavoro e all’equità delle retribuzioni.

Così come l’istituzione del servizio sanitario nazionale, che garantisce universalità e gratuità delle cure, rappresentando un’altra decisiva conquista dello stato sociale, che pone al centro la dignità della persona e l’idea di una piena uguaglianza. Accanto ad esso il sistema previdenziale esteso a tutti. Condizioni da preservare di fronte ai cambiamenti di ogni tempo.

Fondamentale alla crescita della identità nazionale è stato – e rimane -il contributo della cultura, dell’arte, del cinema, della letteratura, della musica. Il ruolo del servizio pubblico affidato alla Rai, a garanzia del pluralismo, presupposto essenziale di un largo coinvolgimento popolare attorno alle istituzioni della Repubblica.

Altre immagini, questa volta drammatiche. Le stragi. Il terrorismo. Ricordiamo i volti e i nomi delle vittime. Magistrati, giornalisti, uomini delle istituzioni, esponenti delle forze dell’ordine. E poi tanti, troppi giovani che cadono per mano di ideologie che fanno della violenza il loro unico strumento. Verrà definita la notte della Repubblica.

Ma l’Italia prevale. Le istituzioni si dimostrano più forti del terrore. E lo sono grazie all’unità delle forze politiche e sociali, capaci di difendere i principi fondativi della Repubblica.

Anche lo sport ha un posto di grande rilievo nel nostro album. Storie e atleti indimenticabili. I protagonisti delle Olimpiadi di Roma del ‘60, nelle quali l’Italia, per prima, introduce la partecipazione paralimpica. Lo sport, dunque, ha contribuito alla crescita del Paese, a regalarci momenti di gioia, di orgoglio, di appartenenza. Così come accade sempre ascoltando risuonare l’inno italiano in una premiazione. Tutto questo si rinnoverà ancora una volta con i giochi di Milano – Cortina.

La diffusione dello sport, oltre al messaggio di pace, amicizia, inclusione che esprime, è un potente antidoto alla violenza giovanile e alle droghe.

Il film della memoria scorre. Due volti che non possiamo dimenticare: quelli di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli della legalità e della lunga lotta contro la mafia. Protagonisti anche dopo il loro assassinio: il loro esempio continua a ispirare – non soltanto in Italia – le nuove generazioni e tutti coloro che non si rassegnano alla prepotenza della criminalità.

Anni di tensioni, di grandi mutamenti che ci hanno accompagnato nel passaggio al nuovo secolo. Al nuovo millennio. I cambiamenti sono profondi: dal linguaggio, agli stili di vita, alla moneta.

Questi ottanta anni sono come un grande mosaico, il cui significato compiuto riusciamo a cogliere soltanto allontanandoci dalle singole tessere che lo compongono.

Non vanno ignorate, ovviamente, lacune e contraddizioni ma eravamo una società con un basso livello di istruzione, con alti tassi di emigrazione. Siamo diventati uno dei Paesi più forti nella manifattura e nell’esportazione, capace di esaltare il genio della creatività in tantissimi settori. Siamo apprezzati in tutto il mondo per i nostri stili di vita, per la bellezza dei nostri territori, per i tesori artistici che custodiamo. Per la cultura del cibo e del vino, che diventa patrimonio internazionale.

L’Italia è un attore di grande rilievo sulla scena internazionale, anche grazie al contributo che i nostri militari hanno dato e danno alla costruzione della sicurezza e della pace. Anche qui un cammino con alti prezzi, a partire dal sacrificio dei nostri aviatori in missione umanitaria a Kindu, in Congo, nel 1961.

L’Italia della Repubblica è una storia di successo nel mondo. Possiamo e dobbiamo esserne orgogliosi.

Possiamo perché questa storia è frutto del sacrificio, dell’impegno, della partecipazione di tante generazioni di italiane e italiani. Ognuno ha messo la sua tessera in quel mosaico. In ogni casa, in ogni famiglia c’è una storia da raccontare.

Spesso diciamo che i principi e i valori che le madri e i padri costituenti ottanta anni fa incisero nella Costituzione vanno vissuti, testimoniati ogni giorno: è questo che li ha fatti diventare realtà nelle scelte quotidiane di ognuno di noi.

La nostra vera forza, la coesione sociale nella libertà e democrazia, ci ha consentito di fare dell’Italia il grande Paese che è oggi. Le legittime dialettiche tra le varie posizioni hanno contribuito a concrete realizzazioni che hanno cambiato in meglio la vita delle persone. Diritti e doveri sono diventati progressivamente fatti e non sono rimasti astratte affermazioni.

Riflettere su ciò che insieme abbiamo conquistato è la premessa per poter guardare al futuro con fiducia e con rinnovato impegno comune. La consapevolezza di questa storia può conferirci forza per affrontare con serenità le sfide e le insidie del nostro tempo.

Vecchie e nuove povertà – che ci sono e vanno contrastate con urgenza – diseguaglianze, ingiustizie, comportamenti che feriscono il bene collettivo come corruzione, infedeltà fiscale, reati ambientali: crepe che rischiano di compromettere proprio quella coesione sociale che consideriamo un bene prezioso di cui disponiamo.

Un bene che, tuttavia, non è mai acquisito definitivamente. Un bene per cui siamo chiamati a impegnarci, ognuno secondo il suo livello di responsabilità, senza che nessuno possa sentirsi esentato. Perché la Repubblica siamo noi. Ciascuno di noi.

Abbiamo di fronte problemi vecchi e nuovi, accresciuti dall’incertezza del contesto internazionale che attraversiamo. Entriamo, inoltre, oggi, in un tempo in cui tutto diventa globale e interdipendente, dall’economia, all’ambiente, al clima, alle rivoluzioni tecnologiche che investono le nostre vite, ai rischi delle pandemie, alle reti del terrorismo integralista.

Ma nessun ostacolo è più forte della nostra democrazia.

Desidero ricordarlo a tutti noi e rivolgermi, particolarmente, ai più giovani.

Qualcuno – che vi giudica senza conoscervi davvero – vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi.

Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro.

Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna.

Auguri!

Buon 2026!

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 302

Newsletter 2025

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G. Capurso, Prodigiosa giovinezza

LA “PRODIGIOSA GIOVINEZZA” DI UN ANTIFASCISTA: PIERO GOBETTI (1901 – 1926)

di Carlo De Nitti

Ancora una volta Giovanni Capurso – docente liceale, storico e meridionalista – non delude i suoi affezionati lettori (e chi scrive tra loro). Dopo i suoi due volumi su Giuseppe Di Vagno, La ghianda e la spiga. Giuseppe Di Vagno e le origini del fascismo (2021), La passione e le idee. La Puglia antifascista da Giuseppe Di Vagno a Giacomo Matteotti (2023) – quello su Gioacchino Gesmundo – Libertà a caro prezzo. Gioacchino Gesmundo e le Fosse Ardeatine (2025) – quello su Gaetano Salvemini e Giovanni Modugno, Due maestri per il Sud (202) vede la luce, in questa fine d’anno 2025, Prodigiosa giovinezza. Biografia politica di Piero Gobetti – che esce a Bari per i tipi di Progedit, nella collana “Storia e memoria” – l’orizzonte della ricerca storico-politica di Giovanni Capurso si allarga dalla Puglia all’Italia antifascista. In particolare, a Piero Gobetti (Torino, 19 giugno 1901 – Neully-sur-Seine, 15 febbraio 1926), piemontese, giornalista, antifascista, è studiato ed analizzato in questa originale monografia attraverso lo studio analitico di fonti documentali ed archivistiche. La citazione che dà il titolo al volume di cui qui si parla è di Norberto Bobbio collocata da Giovanni Capurso in un esergo.

Realizza il volume di Giovanni Capurso un ‘medaglione’ incentrato sulla figura di Piero Gobetti, che viene contestualizzata nel tempo culturale, politico e storico che egli ha vissuto: la Torino in cui Piero Gobetti è uno dei protagonisti della vita politica e culturale è la stessa città in cui ha studiato e fa politica Antonio Gramsci ed il gruppo che intorno a lui si riuniva, in primis Palmiro Togliatti; vive Carlo Levi (suo coetaneo), ebreo, medico ed artista che lo mette in contatto con Felice Casorati; vive ed insegna un grande economista liberale quale Luigi Einaudi, in seguito governatore della Banca d’Italia, fondatore, insieme al figlio Giulio, di una delle più importanti case editrici del nostro Paese, e Presidente della Repubblica italiana; studia, giovanissimo, il filosofo Norberto Bobbio; ha influenza, attraverso i suoi allievi ed i suoi scritti, lo storico molfettese Gaetano Salvemini, la cui figura molto affascinò il giovane Gobetti.

La vicenda politica ed intellettuale di Piero Gobetti, sebbene sviluppatasi in appena sette anni, caratterizza il tempo dalla fine della prima guerra mondiale alla sua uccisione in Francia nel febbraio 1926, e lo scandisce, in primo luogo, attraverso i giornali – “Energie nuove”, “La rivoluzione liberale”, “Il Baretti” – e la casa editrice che egli ha fondato, strumenti principe della sua battaglia politica antifascista, ed, in secondo luogo, anche attraverso le sue collaborazioni sia con “L’Ordine nuovo” gramsciano (scrive recensioni di spettacoli) sia con “L’Unità” salveminiana. Piero Gobetti ammira Antonio Gramsci ed è da lui stimato e si dichiara entusiasticamente discepolo di Gaetano Salvemini. “L’intellettuale pugliese era un uomo poco, o per nulla, incline alle mediazioni […] Piero così ne divenne da subito un fervente ammiratore […] L’intesa tra i due fu immediata e perfetta, quasi come quella tra un maestro e un allievo: il noto concretismo del Salvemini ben si sposava con il pragmatismo del giovane virgulto torinese. In quel periodo Piero fu sino in fondo salveminiano” (p. 25 passim). Al punto che Salvemini offre al giovane giornalista di diventare direttore de ”L’Unità”: offerta che, invero, Gobetti declina, ritenendosi inadeguato.

Nel novembre 1918, Gobetti fonda la rivista “Energie nuove”: ” a settembre 1918, appena uscito dal liceo e ormai immatricolato, carico di determinazione e di spirito di iniziativa, scrisse all’amica Ada Prospero, da alcune settimane la sua confidente” (p. 13) la sua idea di fondare periodico di cultura nello spirito del giornale salveminiano. Tra i collaboratori della rivista alcuni suoi compagni di scuola, ma anche Francesco Ruffini, illustre giurista e docente universitario, ed il suo coetaneo Natalino Sapegno, futuro grande critico letterario.

Nella Torino del “biennio rosso”, le occupazioni delle fabbriche, gli scioperi e l’esperienza dei Consigli misero capo ad una sconfitta storica del movimento operaio: la “comune lezione appresa dall’ondata di scioperi operai fu il motivo fondamentale dell’intesa tra Gobetti e Gramsci” (p. 39). “Piero fu immediatamente conquistato dalla statura morale di Gramsci, dalla sua severità, dal suo ascetismo […] La stima era sicuramente ricambiata da Gramsci. I due si confrontavano spesso. E quando non si vedevano da molto tempo l’intellettuale sardo lo mandava a cercare” (p. 39). L’attività politica e giornalistica di Piero Gobetti era febbrile in quel tempo così concitato della politica: “L’opposizione al fascismo di Piero divenne in breve tempo più intensa, intransigente. Il suo impegno antifascista si caratterizzò per un netto rifiuto delle posizioni collaborazioniste e la sua voce si levò contro coloro che pur disponendo delle capacità e dei mezzi ideologici per comprendere la natura del fascismo, si erano prudentemente astenuti dal formulare una loro valutazione” (p. 45).

Nel febbraio 1922, Gobetti fonda “La rivoluzione liberale”, in spirito di continuità con “L’Unità” salveminiana, cui collaborano personalità anche molto diverse tra loro come, tra gli altri, Giustino Fortunato, Antonio Gramsci e don Luigi Sturzo. Egli è un liberale di tipo nuovo, che rivoluziona il modello ottocentesco – per certi versi, lo stesso Benedetto Croce era anche egli tra coloro i quali, all’avvento di Mussolini, non ne avevano preso immediatamente le distanze – che vive la sua esperienza di vita e di cultura all’interno delle classi dirigenti con i loro privilegi di censo: “Quello di Piero era un liberalismo inedito, del tutto estraneo a quello tradizionale, arroccato su una difesa retriva degli interessi borghesi. L’intellettuale piemontese immaginava un incontro tra liberalismo e socialismo: non c’è libertà senza giustizia e viceversa. La nuova forza propulsiva capace di portare un nuovo cambiamento non poteva che essere il proletariato, animato da una spinta redentrice” (p. 48).

Attraverso i quattordici (non numerati) capitoli che compongono il volume, Giovanni Capurso ricostruisce la biografia di Gobetti dall’infanzia alla sua tragica fine: “A differenza di tanti altri uomini di cultura, Piero non aveva avuto una storia, se non quella, come vedremo, delle sue letture, dei suoi maestri, degli amici che stimolava e da cui veniva stimolato, delle riviste che creerà dal nulla, dei progetti che inventerà senza dar tregua ai suoi collaboratori. L’essere partito da una vecchia enciclopedia divenne quasi un vanto” (p. 4).

Mi piace concludere questo breve testo ricordando il legame di Gobetti con la Puglia attraverso il rapporto, non casuale né effimero, che egli intrattiene con un altro grande antifascista: il meridionalista altamurano Tommaso Fiore, che collabora con ‘La rivoluzione liberale’ e di cui Gobetti pubblica i due volumi Eroe svegliato asceta perfetto e Uccidi! Taccuino di una recluta nel 1924. E’ appena il caso di rammemorare che il volume di Fiore, Un popolo di formiche raccoglie le lettere che lo stesso Fiore indirizza in momenti diversi a Gobetti. Scrive Capurso nel capitolo Gobetti meridionalista (pp. 56 – 62): “L’intellettuale pugliese rivolse a ‘La rivoluzione liberale’ l’invito a riprendere in esame il problema dell’autonomia amministrativa di fronte alle difficoltà del momento politico e al periodico riproporsi della concezione reazionaria dello Stato da parte dei nazionalisti e dei fascisti” (p. 56).

Rileggendo contestualmente Fiore e Gobetti, emerge prepotente l’attualità del pensiero gobettiano sul meridione d’Italia; essa pare giustificare il presente ‘storico’ utilizzato in queste righe da chi scrive ma sicuramente è legittimata dall’explicit di questo bel volume di Giovanni Capurso tutto da leggere: “E’ sepolto nel cimitero parigino di Père-Lachaise. Il suo spirito invece continua a vivere” (p. 103).

Decreto Dirigenziale 30 dicembre 2025, AOODGRUF 1980

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale
Direzione generale per le risorse umane e finanziarie

Procedura comparativa bandita ai sensi dell’articolo 28, comma 1-ter, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per la copertura di 10 posti di dirigente di II fascia presenti nella dotazione organica dirigenziale del Ministero dell’istruzione e del merito


È indetta, ai sensi dell’articolo 28, comma 1-ter, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, una procedura comparativa, per la copertura di n. 10 posti della dotazione organica del personale dirigenziale di seconda fascia del Ministero dell’istruzione e del merito.

La procedura è destinata al personale in servizio a tempo indeterminato che abbia maturato almeno cinque anni di servizio presso il Ministero dell’istruzione e del merito nell’area o categoria apicale e in possesso dei titoli di studio previsti a legislazione vigente per l’accesso alla dirigenza.
Il relativo avviso è pubblicato sul portale “InPA”, raggiungibile al link: https://www.inpa.gov.it/.

Le domande di partecipazione possono essere presentate dal giorno 14 gennaio 2026, alle ore 11:00, al giorno 13 febbraio 2026, alle ore 23:59, esclusivamente per via telematica, autenticandosi con SPID/CIE e compilando il format di candidatura disponibile sulla piattaforma di cui all’indirizzo https://reclutamento.istruzione.it.

Legge 30 dicembre 2025, n. 199

TESTO AGGIORNATO DELLA LEGGE

Ripubblicazione del testo della legge 30 dicembre 2025, n. 199, recante: «Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028», corredato delle relative note. (Legge pubblicata nel Supplemento ordinario n. 42/L alla Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 301 del 30 dicembre 2025). (26A00149) 

(GU Serie Generale n.16 del 21-01-2026 – Suppl. Ordinario n. 2)


Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028. (25G00212)

(GU Serie Generale n.301 del 30-12-2025 – Suppl. Ordinario n. 42)

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 301

Legge di Bilancio 2026

Pubblicata nel Supplemento Ordinario n. 42 alla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.301 del 30-12-2025, la Legge 30 dicembre 2025, n. 199, Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028


Martedì 30 dicembre, l’Assemblea della Camera, con 216 voti a favore e 126 contrari, approva in via definitiva il disegno di legge Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (già pprovato dal Senato). (C. 2750) e la Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028. (C. 2750/I).

Martedì 23 dicembre, l’Assemblea del Senato approva il ddl Bilancio 2026 (A.S. 1689), che passa all’esame della Camera, dopo il via libera alla Nota di variazioni e al rinnovo della fiducia al Governo con l’approvazione dell’emendamento interamente sostitutivo degli articoli della prima sezione del ddl.

La Commissione Bilancio del Senato è convocata mercoledì 29 ottobre alle 9 in sede consultiva sul Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (A.S. 1689)


Il Consiglio dei ministri, nel corso della seduta di venerdì 17 ottobre 2025, ha approvato il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028.

Il disegno di legge prevede un intervento di circa 18 miliardi medi annui. La manovra, che non comporta un aumento del disavanzo pubblico, è responsabile e sostenibile, conferma il percorso di risanamento dei conti dello Stato con la priorità verso i redditi più bassi, il lavoro dipendente, il ceto medio, la famiglia, le imprese attraverso misure mirate. Sostiene il potere d’acquisto delle famiglie, rafforza il sistema sanitario e favorisce la competitività delle imprese. 

Misure fiscali e sostegno al reddito

Riduzione della seconda aliquota dell’IRPEF – scaglione tra 28 e 50mila euro – che passa dal 35% al 33%. La riduzione sarà sterilizzata per i redditi superiori a 200.000 euro.

Regime fiscale agevolato sui rinnovi contrattuali, premi di produttività e trattamento accessorio.

Confermata per il 2026 la disciplina in merito al bonus ristrutturazione sulla prima casa al 50%.

Confermata la cosiddetta flat tax al 15 per cento per i redditi da lavoro dipendente o da pensione fino a 35mila euro.

Famiglie, lavoro e politiche sociali

Stanziati nel triennio circa 3,5 miliardi per la famiglia, il contrasto alla povertà e revisione ISEE. 

Al fine di favorire l’accesso a determinate prestazioni agevolate si introduce infatti una revisione della disciplina per il calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, che interviene sul valore della casa e sulle scale di equivalenza con effetti complessivi annui di quasi 500 milioni di euro. 

Finanziati in via permanente per 60 milioni di euro annui i cosiddetti “centri estivi”.

Rifinanziata per gli anni 2026 e 2027 la “Carta dedicata a te”, un contributo di 500 euro per le famiglie con ISEE non superiore a 15.000 euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità.
Sterilizzato l’aumento di tre mesi dell’età pensionabile, a partire dal 2027, per i lavoratori impegnati in attività usuranti e gravose. Per le restanti categorie di lavoratori l’aumento sarà di un solo mese nel 2027 e di due mesi nel 2028. 

Previsto l’incremento di 260 euro all’anno per le pensioni dei soggetti in condizioni disagiate.

Per il 2026 rispetto al 2025 è rafforzato il bonus mamme, che passa da 40 a 60 euro mensili a favore delle lavoratrici con almeno due figli e reddito fino a 40.000 euro. Potenziati anche il congedo parentale e il congedo per malattia dei figli minori.
 

Sanità

Ai rifinanziamenti previsti l’anno scorso dalla legge di bilancio, pari a oltre 5 miliardi per il 2026, a 5,7 miliardi per il 2027 e a quasi 7 miliardi per il 2028, si aggiungono 2,4 miliardi di euro per il 2026 e 2,65 miliardi a decorrere dal 2027. Una parte di tali risorse sarà destinata a nuove assunzioni e al miglioramento dei trattamenti in favore del personale sanitario. Al fine di garantire la riduzione delle liste di attesa e il rispetto dei tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie e per far fronte alla carenza di personale sanitario, nel 2026 si autorizza quindi l’assunzione di personale sanitario.

Imprese

Ai fini delle imposte sui redditi, le imprese che acquistano beni strumentali nuovi potranno beneficiare della maggiorazione del costo di acquisizione per calcolare ammortamenti e canoni di leasing nella misura del 180% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro e del 50% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro. Nel caso di investimenti green si applica nella misura del 220% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 140% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro e del 90% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro.

La soglia esentasse dei buoni pasto elettronici per i dipendenti passa da 8 euro a 10 euro. 

Saranno presenti nel triennio il credito d’imposta per le imprese ubicate nelle zone economiche speciali (ZES) e, nella misura di 100 milioni di euro nel triennio 2026-2028, per le zone logistiche semplificate (ZLS). È prorogata al 31 dicembre 2026 la sterilizzazione della plastic e sugar tax. Viene rifinanziata anche la misura agevolativa “Nuova Sabatini”.

Banche

Confermato il contributo del settore finanziario con il coinvolgimento di banche e assicurazioni. Tra le misure è prevista la proroga del rinvio delle deduzioni relative alle svalutazioni e perdite su crediti, nonché del costo dell’avviamento, connesse alla rilevazione delle imposte differite attive (DTA). Sugli utili accantonati a patrimonio che vengono liberati e distribuiti prevista una imposta agevolata. Modificata aliquota IRAP e confermata parziale deducibilità di perdite ed eccedenze ACE.)

Pace fiscale

Vengono introdotti interventi di pacificazione fiscale rivolti ai contribuenti per i carichi affidati all’agente della riscossione fino al 31 dicembre 2023. Questi ultimi potranno essere definiti in una unica soluzione oppure pagati in 9 anni, in 54 rate bimestrali uguali. La misura è rivolta ai contribuenti che hanno presentato la dichiarazione ma hanno omesso il pagamento. Vi è la possibilità di aderire alla misura anche per gli enti locali.

Tutela della sicurezza del personale scolastico

Ad un anno dall’entrata in vigore della Legge 4 marzo 2024, n. 25 – disposizioni per la tutela della sicurezza del personale scolastico – quale è stata la sua efficacia e impatto?

Avv. Gianfranco Nunziata (Foro di Salerno)

La Legge n. 25 del 2024, intitolata “Modifiche agli articoli 61, 336 e 341-bis del codice penale e altre disposizioni per la tutela della sicurezza del personale scolastico”, è stata concepita per rispondere al crescente numero di aggressioni nei confronti di docenti e personale scolastico.

L’intervento legislativo si fonda su tre pilastri principali:

ü    Istituzione dell’Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza del Personale Scolastico: Previsto dall’art. 1 della legge, questo organismo ha sede presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito. I suoi compiti sono ampi e non si limitano alla repressione, includendo il monitoraggio dei casi di violenza, la promozione di studi per migliorare la legislazione, la diffusione di buone pratiche per prevenire la dispersione scolastica e il bullismo, e la proposta di corsi di formazione per la gestione dei conflitti e la valorizzazione dell’alleanza scuola-famiglia.

–    Misure di Sensibilizzazione: La legge ha istituito, all’art. 3, la “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti del personale scolastico”, da celebrarsi ogni anno il 15 dicembre. Questa ricorrenza ha lo scopo di promuovere una cultura del rispetto e condannare ogni forma di aggressione.

–    Inasprimento del Trattamento Sanzionatorio: Il cuore dell’intervento normativo risiede nella modifica di alcuni articoli del codice penale per aggravare le pene per reati commessi contro il personale scolastico.

Art. 4 (Modifica all’art. 61 c.p.): Introduce una nuova circostanza aggravante comune (n. 11-novies) per i delitti commessi con violenza o minaccia in danno di un dirigente scolastico o di un membro del personale scolastico, a causa o nell’esercizio delle loro funzioni.

Art. 5 (Modifica all’art. 336 c.p.): Per il reato di violenza o minaccia a un pubblico ufficiale, introduce un’aggravante speciale che aumenta la pena fino alla metà se il fatto è commesso dal genitore o dal tutore dell’alunno nei confronti del personale scolastico.

Art. 6 (Modifica all’art. 341-bis c.p.): Per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, prevede un analogo aumento di pena fino alla metà se l’offesa all’onore e al prestigio del personale scolastico è commessa dal genitore o dal tutore dell’alunno.

2. Valutazione dell’Efficacia della Legge: Dati e Criticità – Risultati Positivi Dichiarati

A dicembre 2025, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha diffuso dati che indicano un’apparente efficacia della legge.

Secondo un comunicato stampa del Ministero, si è registrato un “significativo calo degli episodi di violenza contro il personale scolastico”. I dati mostrano una netta diminuzione:

–    Da settembre al 16 dicembre 2025 sono state segnalate 4 aggressioni.

–    Nello stesso periodo dell’anno scolastico 2024/2025, i casi erano stati 21.

–    Nello stesso periodo dell’anno scolastico 2023/2024, i casi erano stati 19.

Anche il dato complessivo annuale mostra una tendenza positiva, passando da 71 casi nell’anno scolastico 2023/2024 a 51 casi nel 2024/2025. Il Ministro Giuseppe Valditara ha attribuito questo calo all’effetto deterrente delle nuove sanzioni, affermando:

Un ruolo significativo lo ha giocato l’introduzione di sanzioni più severe nei confronti di chi usa violenza contro il personale scolastico e nessuna tolleranza verso ogni forma di aggressione nei loro confronti”.

La legge sembra quindi aver raggiunto, almeno parzialmente, l’obiettivo di restituire autorevolezza ai docenti e rimettere al centro la cultura del rispetto.

Limiti e Criticità Giuridiche – Nonostante i dati incoraggianti, un’analisi più approfondita rivela alcune criticità.

In primo luogo, lo stesso Ministero riconosce che il monitoraggio sistematico è stato avviato solo nel 2023, rendendo difficile una valutazione su un arco temporale più lungo. Lo stesso Ministro ha ammesso che “occorre attendere il consolidamento di questa linea di tendenza”.

In secondo luogo, dal punto di vista strettamente giuridico, l’efficacia dell’inasprimento sanzionatorio potrebbe essere meno incisiva di quanto appaia. Un commento legale successivo all’approvazione della legge sottolineava come le nuove circostanze aggravanti non siano “blindate”. Ciò significa che esse sono soggette al giudizio di bilanciamento previsto dall’art. 69 del codice penale. In presenza di circostanze attenuanti concorrenti, il giudice potrebbe ritenerle equivalenti o addirittura subvalenti, neutralizzando di fatto l’aumento di pena previsto dalla legge.

3. Necessità di Ulteriori Rimedi: Un Contesto più Ampio – L’Emergenza della Violenza tra i Giovani

Se da un lato la violenza contro il personale scolastico sembra in calo, altre fonti indicano un allarmante aumento di altre forme di violenza all’interno del mondo giovanile e scolastico. Questo suggerisce che un approccio puramente punitivo e focalizzato solo sulle aggressioni al personale sia insufficiente.

Un report Istat del 2025 evidenzia un quadro preoccupante per la fascia d’età 16-24 anni [Allarme rosso tra i banchi_ la violenza sessuale sulle studentesse è quasi raddoppiata arrivando al 29,1%, mentre crolla la fiducia nella tutela pubblica.pdf]. I dati mostrano che:

La percentuale di ragazze che hanno subito violenza è aumentata dal 28,4% del 2014 al 37,6% del 2025.

La violenza sessuale tra le studentesse è quasi raddoppiata, passando dal 16,9% al 29,1%.

Questi dati indicano che, mentre si interviene su un fronte, un’altra emergenza educativa e sociale si sta aggravando. Ciò dimostra che la violenza è un fenomeno complesso che non può essere risolto solo con misure repressive mirate a una singola categoria di vittime.

4. L’Importanza degli Interventi Preventivi e Culturali

Quindi, la soluzione non risiede unicamente nelle sanzioni.

Il ruolo dell’Osservatorio: Come evidenziato, i compiti dell’Osservatorio istituito dalla stessa Legge 25/2024 vanno ben oltre la repressione, mirando a promuovere un clima di collaborazione, buone pratiche e formazione. L’efficacia a lungo termine dipenderà molto dall’attuazione di queste funzioni preventive.

La “Rivoluzione Culturale”: In una lettera del novembre 2025, il Ministro Valditara ha parlato della necessità di una “autentica rivoluzione culturale che insegni il rispetto verso ogni persona” e di percorsi educativi per sviluppare “un’affettività sana e consapevole”. Questo approccio è coerente con le Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica.

Iniziative già in atto: Un’indagine del Ministero dell’Istruzione e del Merito per l’anno scolastico 2024/2025 ha rilevato che il 96,9% delle scuole secondarie di secondo grado ha già avviato attività specifiche per il contrasto alla violenza, prevalentemente in orario curricolare. Ciò indica una forte sensibilità del mondo scolastico verso la prevenzione, che va sostenuta e potenziata.

Strumenti contrattuali: Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del comparto Istruzione e Ricerca prevede, tra le materie di confronto sindacale a livello di istituzione scolastica, la “promozione della legalità, della qualità del lavoro e del benessere organizzativo e individuazione delle misure di prevenzione dello stress lavoro-correlato e di fenomeni di burn-out”. Anche a livello nazionale e regionale, il confronto riguarda le “linee generali di indirizzo per l’adozione di misure finalizzate alla prevenzione delle aggressioni sul lavoro”. Questi strumenti, interni al rapporto di lavoro, rappresentano un ulteriore canale per affrontare il problema in modo proattivo e non solo reattivo.

Conclusioni

In sintesi, la Legge n. 25/2024 può essere giudicata come uno strumento che, a un anno dalla sua applicazione, ha prodotto risultati apparentemente positivi e misurabili nel suo specifico campo d’azione: la riduzione delle aggressioni al personale scolastico. L’effetto deterrente delle sanzioni, enfatizzato dal Ministero, sembra aver contribuito a questo calo.

Tuttavia, la sua efficacia non può essere considerata assoluta né risolutiva. Le criticità giuridiche legate al bilanciamento delle aggravanti e, soprattutto, il drammatico aumento di altre forme di violenza nel contesto giovanile dimostrano che la legge, da sola, non è sufficiente.

Appare quindi necessario un approccio integrato che affianchi alla deterrenza penale un robusto investimento sugli strumenti preventivi, culturali ed educativi, molti dei quali già previsti dalla stessa Legge 25/2024 (attraverso l’Osservatorio) e da altri strumenti normativi e contrattuali. La vera sfida consiste nel passare da una logica di sola reazione a una di prevenzione strutturale, promuovendo quella “rivoluzione culturale” del rispetto che è l’unica vera garanzia per la sicurezza di tutta la comunità scolastica, non solo del personale.

Adeguamento normativa antincendio

“Ho firmato oggi un importante decreto che stanzia ulteriori 206,8 milioni di euro per l’adeguamento alla normativa antincendio e per interventi urgenti di messa in sicurezza degli edifici scolastici. Solo un mese fa ho firmato un primo decreto da 223,7 milioni che ha consentito il finanziamento di 1.155 interventi. Queste ulteriori risorse si aggiungono alle precedenti e consentiranno lo scorrimento delle graduatorie ampliando la platea degli istituti coinvolti. La sicurezza delle scuole resta una priorità strategica sulla quale continueremo a investire per garantire agli studenti e al personale scolastico spazi e ambienti sicuri”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

Oltre il 43,4% delle risorse è destinato agli enti locali delle regioni del Mezzogiorno, le graduatorie sono pubblicate sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

La misura si aggiunge all’investimento complessivo in edilizia scolastica (che ricomprende messa in sicurezza, scuole nuove, asili e scuole dell’infanzia, mense e palestre) di circa 12 miliardi complessivi che utilizza sia fondi PNRR sia, per circa un terzo degli interventi di messa in sicurezza, fondi ministeriali, intervenendo su circa 10.000 edifici scolastici, oltre un quarto del totale.

Realizzazione e messa in sicurezza mense scolastiche

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato un decreto da 23,1 milioni di euro che autorizza lo scorrimento delle graduatorie per la realizzazione e messa in sicurezza di ulteriori mense scolastiche, nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). L’intervento consente di finanziare 59 nuovi progetti per potenziare l’offerta scolastica a tempo pieno in tutto il territorio nazionale.

“Il tempo pieno favorisce un migliore equilibrio tra vita privata e impegni lavorativi delle famiglie, sostiene il successo formativo degli studenti, contrasta le disuguaglianze educative. Con questo provvedimento proseguiamo con decisione il nostro impegno, rafforzando quanto già avviato con i programmi Agenda Sud e Agenda Nord, per colmare i divari territoriali, soprattutto nel Mezzogiorno. Vogliamo che ogni studente trovi nella scuola un luogo di crescita e socialità”, ha dichiarato il Ministro Valditara.

Il decreto prevede che oltre il 43% delle risorse sia destinato agli enti locali del Mezzogiorno.

Questa misura si aggiunge all’investimento pregresso di 960 milioni complessivi e ai 1.850 interventi già autorizzati.

Nota 29 dicembre 2025, AOODGFIESD 89555

Ministero dell’ i struzione e del merito
Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale
Direzione generale per l’edilizia scolastica , le risorse e il supporto alle istituzioni scolastiche

Ai Dirigenti Scolastici delle Istituzioni Scolastiche di ogni ordine e grado
e, p.c. Ai Direttori Generali/Dirigenti titolari degli Uffici Scolastici Regionali
Al Coordinamento tecnico delle Regioni Edilizia scolastica

OGGETTO: Anagrafe Regionale dell’Edilizia scolastica (ARES) – Aggiornamento Schede P.E.S.

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 300

300 del 29-12-2025