A. Bennett, Nudi e crudi

Alan Bennett tra i segreti della vita

di Antonio Stanca

   Sulla soglia dei novantadue anni è giunto lo scrittore inglese Alan Bennett ed ancora continuano a comparire nuove edizioni di sue opere. La più recente è quella del romanzo breve Nudi e crudi comparsa presso Adelphi. La traduzione è di Giulia Arborio Mella e Claudia Valeria Letizia. Bennett lo aveva pubblicato la prima volta nel 1996 quando aveva sessantadue anni.

   Nato a Leeds, Yorkshire Occidentale, nel 1934, ha seguito un corso di studi regolare laureandosi in Storia presso l’Università di Oxford. Qui ha iniziato a lavorare quale ricercatore e sarebbe stato docente se non avesse deciso di abbandonare l’attività accademica e dedicarsi al teatro. Aveva iniziato come attore, commediografo, aveva collaborato alla riduzione cinematografica di alcune sue commedie e intanto aveva cominciato a scrivere di narrativa. Saranno queste, il teatro e la narrativa, le attività che attireranno maggiormente i suoi interessi, che faranno di Bennett un autore noto in patria e all’estero. A distinguerlo sarà fin dalle prime opere, fossero state di un genere o dell’altro, quella sottile ironia che le percorre quasi in continuazione e che è rivolta a mettere in evidenza, a portare alla luce, a far scoprire quanto si nasconde dietro le apparenze, cosa c’è, cosa avviene oltre quel che si vede. Di carattere umoristico, comico sono spesso tali rivelazioni ma questo non riduce il loro valore, non annulla la loro funzione che è quella di chiarire, di spiegare meglio una situazione, una circostanza, di comprenderla tutta. Un’operazione di completamento compie Bennett nelle sue opere, alla ricerca si mette di quanto non si vede, non si dice eppure avviene, si fa. E non solo di ironia può essere causa quanto rimane nascosto ma anche di tensione, di inquietudine. Intera vuole che sia Bennett la vita da lui rappresentata, da qualunque parte proceda, si metta in moto la sua scrittura. Così anche in Nudi e crudi dove nella Londra del secolo scorso i coniugi Ransome, tornati a casa dopo aver assistito, all’opera, a Così fan tutte di Mozart, la trovano derubata di ogni cosa compresa la carta igienica. Il loro appartamento si trova in un condominio del centro, vicino al parco, lui è un avvocato con uno studio abbastanza avviato, lei si divide tra brevi uscite, brevi letture e quel che la casa e la loro vita richiedono. Non hanno figli, sono piuttosto avanti negli anni e scarsamente interessati a compiacersi. La musica, in particolare Mozart, rappresenta un motivo, un luogo d’incontro, d’intesa. Per il resto la loro sembra un’esperienza conclusa, finita già da tempo e basterà quanto successo in casa quella sera dell’opera perché si assista ad una serie di rivelazioni, si sappia di quanti retroscena si è composta e si compone la loro esperienza, di come si sia esaurito o almeno ridotto ai minimi termini quel rapporto, quello scambio che li aveva fatti avvicinare e stare insieme in un passato non molto lontano.

    Il furto compiuto in casa loro è stato insolito, i ladri hanno portato via tutto, compresi gli oggetti più piccoli, quelli meno importanti, di pochissimo valore e con molta probabilità sarà stato questo strano furto a sollecitare, a far riapparire tanti precedenti, tanti aspetti, tanti frangenti della vita dei due. Non si finirà mai di sapere quanto abbia fatto e faccia parte di essa: non solo quanto di comico ma anche di sensuale, di osceno, non solo quanto di vero ma anche di immaginario. Molta altra vita era entrata ed entrava in quella che era stata ed era la loro. Non si sarebbe mai saputo niente se non ci fosse stato quel furto né si sarebbe assistito alla morte per disperazione, una crisi cardiaca, di quel marito avvocato al quale la moglie finisce col promettere, se rimarrà in vita, quella cura, quell’affetto che da tanto tempo ha smesso di prestargli.

   Si conclude così, con la morte di lui e il recupero di tutto quanto era stato rubato, il loro caso dopo che tanto ampio era diventato, tanti posti, tante persone vi aveva fatto rientrare, tanti risvolti, tanti segreti aveva mostrato di aver avuto. Un’altra volta Bennett ha voluto far vedere di quanto si può comporre la vita, come può succedere, perché. È nello spiegamento di tanti segreti il segreto del suo successo!

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 6

6 del 09-01-2026

Nota 9 gennaio 2026, AOODGOSV 4200

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali
Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie del secondo ciclo di istruzione
Al Sovrintendente agli Studi della Valle d’Aosta
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione per la Provincia Autonoma di TRENTO
All’Intendente Scolastico per le scuole delle località ladine di BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la scuola in lingua tedesca di BOLZANO
Al Sovrintendente Scolastico della Provincia di BOLZANO
e.p.c. Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione – Sede

OGGETTO: CONVEGNO DI APERTURA DEL PROGETTO LICEO CLASSICO 5.0 Scenari e approdi: verso un curricolo 5.0 per il liceo classico