Proposte contro il precariato

Scuola, proposte contro il precariato

di Franco Buccino

da La Repubblica, ed. Napoli 05 Febbraio 2026

L’intervento

Sabato pomeriggio, mentre Rai1 annuncia per lunedì l’ultima puntata de “La Preside”, Rai3 sta replicando Report di Sigfrido Ranucci e in particolare “Dietro la cattedra”, l’inchiesta dedicata alla scuola. Centinaia di persone si avviano alla stazione di Aversa verso le cinque del mattino, destinazione Roma, per una breve supplenza, forse. Succedeva già trentacinque, quaranta anni fa. Oggi magari con le Frecce, per chi può permetterselo. Racimolare giorni di supplenza per anni; prendersi una seconda laurea; fare, a pagamento, corsi di perfezionamento, di specializzazione; servizio militare o quello civile, numero dei figli, partecipare più volte a tutti i concorsi, ecc. Non è cambiato quasi niente, o meglio sono arrivati i titoli di sostegno. E con questo titolo è uscito fuori, per tanti episodi, quello che è un vero e proprio mercato: sia quello clandestino, sia quello legale con intraprendenti università private e pubbliche.

Ma per la disperazione di tanti precari e, soprattutto, per quanti lucrano sulla loro pelle, si sono messi in tanti, nel corso di tutti questi anni e oggi ancora di più, il codice penale sotto i piedi. Falsificato documenti, titoli di studio, certificati di servizio, certificati invalidità per usufruire della “riserva”. Sarebbero arrivati a volte a modificare posizioni e punteggi nelle varie graduatorie. Nonostante tutto, alla fine si passa di ruolo. Nonostante le immissioni in ruolo nel corso degli anni, il precariato è più “florido” che mai. I trecentomila, e più, supplenti annuali, tra docenti e Ata, alimentano questo esercito. Certo, se precari con tanti sacrifici maturano anni di servizio, devono avere quello che gli spetta, ma bisogna forse spezzare questa catena. Allora, ecco alcune possibili soluzioni: si è titolari in una scuola, non si ripetono tutti gli anni le snervanti operazioni di trasferimenti e assegnazioni, che svuotano le scuole del Nord col rischio di creare soprannumero al Sud. Si crea un organico d’istituto, in cui si è titolari per classe di concorso e/o per ambito disciplinare. Di norma la scuola con il suo organico potenziato deve far fronte a tutte le sostituzioni e attività integrative. Il Contratto di lavoro deve permettere a tutte le figure di fare la loro parte.

L’Educazione finanziaria a scuola

L’Educazione finanziaria a scuola

 di Rita Manzara

Negli ultimi anni l’educazione finanziaria è diventata un tema ricorrente nei documenti del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Non si tratta più di un’idea episodica o di un progetto pilota: i testi ministeriali la individuano come competenza trasversale, da intrecciare con l’educazione civica, l’orientamento e i percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento.

Questo spostamento di prospettiva è importante perché cambia l’ottica della scuola in relazione ai percorsi di preparazione dei giovani a gestire scelte economiche quotidiane e a muoversi in un mondo finanziario sempre più complesso e digitale.

Che cosa intendere per educazione finanziaria

Per “educazione finanziaria” si intende molto più che spiegare il funzionamento di un conto corrente o come si calcola un interesse. I documenti ministeriali sottolineano la necessità di sviluppare competenze che vanno dal bilancio personale alla comprensione del credito, dalla previdenza alla gestione del rischio, fino alla capacità di riconoscere truffe e prodotti finanziari complessi. L’obiettivo dichiarato è quello di formare cittadini in grado di prendere decisioni informate, evitando il rischio di diventare consumatori passivi di prodotti finanziari.

I punti di forza delle proposte ministeriali

La connotazione principale dei documenti ministeriali è la visione sistemica: l’educazione finanziaria non è confinata a un’ora isolata di lezione, ma viene proposta come filo trasversale che può attraversare diverse discipline. Questo approccio favorisce attività pratiche — simulazioni di bilancio, laboratori su risparmio e investimento, PCTO con enti e imprese — che rendono concreto l’apprendimento. Inoltre, il richiamo a partnership istituzionali e alla produzione di materiali didattici specifici può offrire risorse utili alle scuole, soprattutto dove la competenza specialistica dei docenti è ancora limitata.

Criticità pedagogiche e organizzative

I documenti ministeriali lasciano, tuttavia, irrisolti alcuni importanti nodi.

Il primo riguarda la formazione dei docenti: insegnare educazione finanziaria richiede non solo conoscenze tecniche, ma anche competenze didattiche per trasformare concetti astratti in esperienze significative per gli studenti. Se la formazione rimane superficiale o troppo teorica, il rischio è che i moduli diventino nozioni isolate, poco utili nella vita reale.

Un secondo problema è la sovrapposizione con altri impegni curricolari.

Le scuole già affrontano vincoli di orario e numerosi obiettivi, perciò inserire nuovi contenuti senza ripensare all’organizzazione del tempo scuola può tradursi in un sovraccarico per docenti e studenti. Per essere efficace, l’educazione finanziaria dovrebbe essere integrata nei percorsi esistenti con scelte chiare su priorità e valutazione.

Alcuni rischi significativi sono inoltre collegabili alle collaborazioni esterne – promosse dai documenti ministeriali – con istituzioni finanziarie e organismi di vigilanza, che sono utili per garantire competenze aggiornate, ma aprono anche una questione di neutralità.

Le scuole, infatti, devono tutelare l’autonomia educativa evitando che i contenuti diventino veicolo di marketing o di interessi di parte. È quindi essenziale che ogni partnership sia regolata da criteri di trasparenza, che i materiali siano valutati da esperti indipendenti e che si favorisca la pluralità delle fonti.

Un altro tema critico è la disomogeneità territoriale. Le scuole situate in contesti socio-economici svantaggiati rischiano di non avere le stesse opportunità di accesso a risorse, formazione e partnership.

L’educazione finanziaria contemporanea passa, infine, anche attraverso strumenti digitali: app per il bilancio personale, piattaforme di simulazione, risorse online.  Il digital divide, pertanto, può ampliare le disuguaglianze se non si interviene con politiche mirate per dotare tutte le scuole degli strumenti necessari.

Contenuti da privilegiare e approcci didattici efficaci

Le indicazioni del MIM suggeriscono una serie di contenuti chiaveda privilegiare: gestione del bilancio familiare, concetti base di risparmio e investimento, funzionamento del credito e dei prestiti, nozioni di previdenza e assicurazione, riconoscimento delle frodi e alfabetizzazione digitale finanziaria.

Sul piano metodologico, le esperienze più promettenti sono quelle basate sull’ apprendimento attivo: casi reali, role play, simulazioni di mercato, laboratori con dati concreti.

Anche il collegamento con l’educazione civica è strategico: le scelte economiche hanno sempre una dimensione sociale e politica che vale la pena esplorare in classe.

Un ambito spesso trascurato riguarda la valutazione e la misurazione dell’efficacia degli interventi: senza una valutazione rigorosa, diventa difficile capire cosa funziona e cosa va corretto.

I documenti ministeriali propongono indicatori qualitativi e quantitativi, ma la pratica richiede strumenti validati: test di alfabetizzazione finanziaria, osservazione delle competenze in attività pratiche, monitoraggio a medio termine delle scelte economiche degli studenti.

Va sottolineato, infine, che l’educazione finanziaria, se ben impostata, contribuisce a formare cittadini più consapevoli. Comprendere il funzionamento del sistema finanziario aiuta a leggere le politiche pubbliche, a valutare proposte economiche e a partecipare al dibattito civile con strumenti critici. È quindi importante ribadire che i percorsi non devono limitarsi a nozioni tecniche ma devono sviluppare anche capacità critiche e senso etico.

Per trasformare le buone intenzioni in risultati concreti servono alcune scelte operative.

Prima di tutto, è indispensabile investire in una formazione docente strutturata e certificata, con percorsi che combinino competenze tecniche e metodologie didattiche.

Va, poi, predisposta una serie di pacchetti di materiali validati da esperti indipendenti e facilmente adattabili ai diversi ordini di scuola.

È utile anche prevedere finanziamenti mirati per le scuole in aree svantaggiate e creare reti territoriali che favoriscano lo scambio di buone pratiche.

Infine, è necessario stabilire un sistema di monitoraggio nazionale che raccolga dati comparabili e restituisca feedback utili per migliorare i percorsi.

In conclusione, i recenti documenti ministeriali rappresentano un passo avanti: riconoscono che l’educazione finanziaria è una competenza essenziale per la vita adulta e propongono strumenti per inserirla stabilmente nella scuola.

La sfida, ora, è trasformare le linee guida in pratiche diffuse, neutre e sostenibili attraverso  investimenti mirati, formazione di qualità, regole chiare per le collaborazioni esterne e un’attenzione costante alle disuguaglianze territoriali.

Se questi elementi saranno curati, la scuola potrà davvero offrire ai giovani gli strumenti per orientarsi con consapevolezza in un mondo economico sempre più complesso.

AscoltaMI

Con l’intesa raggiunta il 5 febbraio 2026 in Conferenza Unificata, si avvicina la data di operatività del Servizio di sostegno psicologico dedicato agli studenti, attraverso un’apposita “app”.

Mediante UNICA, la piattaforma del MIM che riunisce in un unico “luogo” tutti i servizi e le iniziative utili per la vita scolastica, sarà possibile accedere all’app e richiedere l’erogazione del servizio da parte di esperti psicologi. 

Il servizio è volto a individuare tempestivamente situazioni di disagio personale, a favorire il superamento delle fragilità dell’età evolutiva nei contesti scolastici, anche con riferimento a situazioni di svantaggio socioculturale che ostacolano i processi e la partecipazione alla vita della comunità scolastica.

Uno strumento accessibile, flessibile, capillare e sostenibile, diretto a supportare i giovani iscritti all’ultimo anno della Scuola Secondaria di primo grado e al primo biennio della Scuola Secondaria di secondo grado.

Il servizio, che consiste in un’attività di ascolto e consulenza, sarà reso in maniera individuale mediante la fruizione, per una sola volta nel corso dell’anno scolastico, di un voucher che garantirà cinque incontri della durata di 60 minuti ciascuno.  

Gli psicologi che offriranno il servizio saranno individuati dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) tra professionisti iscritti all’albo da almeno tre anni e con esperienza in ambito scolastico e in progetti per l’età evolutiva di almeno tre anni.

“Con il parere della Conferenza Stato-Regioni, si avvia a operatività una misura fortemente innovativa, destinata ad offrire agli studenti un supporto psicologico importante. Ringrazio anche l’Ordine degli psicologi per la preziosa collaborazione. La misura si va ad aggiungere alle altre già avviate dal Ministero dell’istruzione e del Merito per favorire la crescita delle studentesse e degli studenti in un ambiente sano, in cui possano esprimersi al meglio i talenti di ciascuno. 

Con l’app per il sostegno psicologico rafforziamo ulteriormente la scuola costituzionale, che ha al centro la persona dello studente”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Si tratta di un’iniziativa sperimentale finanziata con uno stanziamento da parte del MIM di 18,5 milioni di euro a partire dal 2026. 

L’operatività dell’applicazione è prevista entro i primi giorni di marzo, una volta ottenuto il via libera del Garante della Privacy.

Nota 5 febbraio 2026, AOODGSIP 344

Il Ministro dellistruzione e del merito

Ai Dirigenti Scolastici delle Istituzioni scolastiche del primo e secondo ciclo di istruzione statali e paritarie
Ai Direttori generali degli Uffici scolastici regionali
Alla Sovrintendenza Scolastica per la Provincia di Bolzano
All’Intendenza Scolastica per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
All’Intendenza Scolastica per le Località Ladine di Bolzano
Al Dipartimento Istruzione e Cultura della Provincia Autonoma di Trento
Alla Sovrintendenza agli studi per la Regione Valle d’Aosta

Oggetto: Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo, 7 febbraio 2026.

Nota 5 febbraio 2026, AOODGOSV 28534

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale
Direzione generale per l’innovazione digitale, la semplificazione e la statistica
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado
e, p.c. Ai Direttori generali degli Uffici Scolastici Regionali

Oggetto: Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei Dirigenti scolastici a.s. 2024/2025 – Piattaforma di valutazione dei risultati – Rilascio nuove funzionalità

Sicurezza e prevenzione disagio giovanile in CdM

Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione del 5 febbraio 2026, ha approvato

  • un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività di indagine dell’autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle Forze di polizia e del Ministero dell’interno, nonché di immigrazione e protezione internazionale;
  • un disegno di legge che introduce disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle forze di polizia e del Ministero dell’interno.

SICUREZZA E PREVENZIONE DEL DISAGIO GIOVANILE

1. Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività di indagine dell’autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle Forze di polizia e del Ministero dell’interno, nonché di immigrazione e protezione internazionale (decreto-legge)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni, del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, del Ministro della giustizia Carlo Nordio, del Ministro della difesa Guido Crosetto, del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani e del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività di indagine dell’autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle Forze di polizia e del Ministero dell’interno, nonché di immigrazione e protezione internazionale.

L’intervento normativo mira, innanzitutto, a contrastare i crescenti fenomeni di violenza giovanile e l’uso di armi proprie o improprie. In ambito di sicurezza urbana e tutela dell’ordine pubblico, si potenziano i poteri di prevenzione e controllo per le manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico e si introducono norme per la sicurezza stradale e ferroviaria.

– Coltelli e altri strumenti atti a offendere

Viene ampliato il catalogo degli strumenti atti a offendere per i quali è vietato il porto senza giustificato motivo, includendo quelli con lama affilata o appuntita superiore a otto centimetri e inasprendo le sanzioni, che passano da natura contravvenzionale a delitto punito con la reclusione fino a tre anni. Si estende inoltre il divieto di porto alle armi per cui non è ammessa licenza, come coltelli a scatto, a farfalla, strumenti con lama superiore a cinque centimetri muniti di blocco o apribili con una sola mano, oggetti camuffati o occultati.

Viene introdotto il divieto di vendita ai minori, anche tramite piattaforme elettroniche, di strumenti da punta e taglio (armi improprie) che possono occasionalmente servire all’offesa della persona. In caso di violazione del divieto, sono previste sanzioni pecuniarie aggravate in caso di reiterazione.

Inoltre, si prevede una sanzione amministrativa pecuniaria, da 200 a 1.000 euro, a carico di chi esercita la responsabilità genitoriale sul minore autore di reati legati al porto abusivo di armi o di strumenti atti ad offendere. La sanzione è applicata dal Prefetto.

– Perquisizione in loco e cosiddetto “fermo preventivo”

Gli agenti di pubblica sicurezza possono procedere all’immediata perquisizione sul posto per accertare il possesso di armi, esplosivi o strumenti di effrazione.

Inoltre, si prevede che, nel corso di specifiche operazioni di polizia svolte nell’ambito dei servizi di ordine е sicurezza pubblica disposti in occasione di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, in presenza di un pericolo attuale per l’ordine е la sicurezza pubblica, gli ufficiali е gli agenti di polizia possono accompagnare nei propri uffici persone rispetto alle quali, in relazione a specifiche e concrete circostanze di tempo e di luogo e sulla base di elementi di fatto (il possesso di armi od oggetti atti ad offendere o di armi per cui non è ammessa licenza; l’utilizzo di mezzi atti a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona; il lancio o l’utilizzo illegittimo di fuochi artificiali, petardi o strumenti per l’emissione di fumo o di gas contenenti principi attivi urticanti, o di oggetti contundenti o, comunque, atti a offendere), о dalla rilevanza di precedenti penali o di segnalazioni di polizia per reati commessi con violenza sulle persone o sulle cose in occasione di pubbliche manifestazioni nel corso degli ultimi cinque anni, sussista un fondato motivo di ritenere che pongano in essere condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione, e trattenerle per il tempo strettamente necessario ai fini del compimento dei conseguenti accertamenti di polizia е comunque non oltre le 12 ore. Dell’ora in cui è stato compiuto l’accompagnamento e delle condizioni per le quali è avvenuto è data immediata notizia al pubblico ministero il quale, se riconosce che queste non ricorrono, ordina il rilascio della persona accompagnata. Al pubblico ministero è data altresì immediata notizia del rilascio della persona accompagnata e dell’ora in cui è avvenuto.

– Arresto in flagranza differita

L’arresto in flagranza differita, che consente di procedere entro le 48 ore dal fatto sulla base di documentazione video-fotografica certa, viene esteso dal decreto-legge a nuove fattispecie per garantire una risposta penale efficace anche senza intervento immediato sul posto. La misura si applica al danneggiamento aggravato in occasione di manifestazioni pubbliche, alla fuga pericolosa di chi non si ferma all’alt delle forze di polizia e ai reati di lesioni, violenza o resistenza commessi ai danni di docenti, dirigenti scolastici e addetti alla rete ferroviaria nell’esercizio delle loro funzioni oltre che, come già avviene, ai danni delle forze dell’ordine o del personale sanitario.

– Zone a vigilanza rafforzata

Il Prefetto può individuare zone urbane colpite da gravi e ripetuti episodi di criminalità. In queste aree è disposto l’allontanamento (Daspo urbano) di soggetti denunciati negli ultimi cinque anni per specifici delitti, se tengono condotte che minacciano la sicurezza o la fruizione degli spazi pubblici. Tali aree hanno una durata massima di 6 mesi, rinnovabili fino a 18. Il Daspo urbano viene esteso alle aree interne e pertinenze di stazioni ferroviarie, aeroporti, porti e mezzi di trasporto pubblico locale per chi assume comportamenti violenti, minacciosi o molesti. Il divieto di accesso alle aree sopra citate si applica anche ai minori (sopra i 14 anni) che siano stati denunciati o condannati negli ultimi cinque anni per reati commessi durante manifestazioni pubbliche o per reati inerenti all’ordine pubblico e alle armi.

– Manifestazioni pubbliche

Si inaspriscono le sanzioni per l’omesso preavviso delle manifestazioni al Questore e si introduce una specifica sanzione penale per l’utilizzo di caschi protettivi o altri mezzi che rendano difficoltoso il riconoscimento dei partecipanti durante le pubbliche riunioni. Per tali condotte è previsto l’arresto in flagranza, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza e la trasparenza durante le manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico.

– Divieto giudiziario di partecipazione

In caso di condanna per reati gravi (terrorismo, strage, omicidio, devastazione e saccheggio commessi durante assembramenti), il giudice può disporre il divieto di partecipare a pubbliche riunioni per un periodo da 1 a 3 anni (o pari alla pena se superiore a 3 anni). Può essere previsto l’obbligo di firma presso la polizia durante lo svolgimento di tali riunioni.

– Registro degli indagati e cause di giustificazione

Il decreto-legge introduce una rilevante novità nelle indagini che coinvolgono l’uso legittimo delle armi o altre cause di giustificazione (legittima difesa, adempimento di un dovere, stato di necessità). Qualora appaia evidente che il fatto è stato compiuto in presenza di una di queste cause, il pubblico ministero non iscrive il soggetto nel registro delle notizie di reato, ma effettua un’annotazione preliminare in un modello separato. Il soggetto gode comunque dei diritti e delle garanzie dell’indagato. Il p.m. ha 120 giorni per svolgere gli accertamenti necessari (più 30 giorni per l’eventuale richiesta di archiviazione) e l’iscrizione nel registro degli indagati scatta obbligatoriamente solo se si deve procedere a un incidente probatorio. Inoltre, è garantita la tutela legale per il personale delle Forze di polizia, delle Forze armate e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, con l’anticipazione delle spese di difesa per i fatti compiuti in presenza di cause di giustificazione.

– Procedibilità d’ufficio per il furto con destrezza

È introdotta una nuova fattispecie di furto con destrezza che prevede la procedibilità d’ufficio e un inasprimento delle pene quando il reato ha per oggetto mezzi di pagamento (anche elettronici); documenti di identità; strumenti informatici, telematici o telefoni cellulari; denaro o beni di valore tale da determinare un danno patrimoniale di rilevante gravità.

– Croce Rossa Italiana

Si autorizza la Croce Rossa Italiana per attività umanitarie urgenti legate al nuovo Patto europeo sulla migrazione.

– Procedure assunzionali

Per garantire l’operatività delle nuove misure, il decreto semplifica le procedure di accesso ai ruoli della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di finanza e del Corpo della polizia penitenziaria. Si prevede inoltre l’estensione dei programmi di assunzione nelle pubbliche amministrazioni per le vittime del dovere, del terrorismo e della criminalità organizzata (o soggetti con invalidità superiore all’80%) e i loro familiari.

2. Disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle forze di polizia e del Ministero dell’interno (disegno di legge)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, del Ministro della giustizia Carlo Nordio, del Ministro della difesa Guido Crosetto, del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti e del Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella, ha approvato un disegno di legge che introduce disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle forze di polizia e del Ministero dell’interno.

Il disegno di legge punta a rafforzare il ruolo educativo di famiglie e scuole, specialmente in contesti vulnerabili, attraverso l’istituzione di una “rete territoriale per l’alleanza educativa” dotata di specifica governance, finanziamenti e progetti dedicati. La rete promuove percorsi formativi e di supporto sociale per prevenire il disagio e la violenza giovanile e punta a ricostruire i legami comunitari, offrendo ai genitori strumenti concreti per contrastare i fenomeni di devianza precoce. Integra le azioni di sicurezza con interventi strutturali di inclusione, mettendo l’educazione al centro della strategia di prevenzione. Costituisce un modello di coordinamento tra istituzioni e agenzie educative per garantire la presenza dello Stato nelle periferie.

Il provvedimento interviene poi in modo incisivo per contrastare l’occupazione arbitraria di immobili, semplificando le procedure per la reintegrazione nel possesso da parte dei legittimi proprietari. La novità principale è l’eliminazione del requisito che limitava la procedura di restituzione d’urgenza ai soli casi in cui l’immobile occupato rappresentasse l’unica abitazione effettiva del denunciante. Grazie a questa modifica, la tutela viene estesa anche alle seconde case e ad altre tipologie di immobili. Le forze di polizia, previa autorizzazione del pubblico ministero, potranno così intervenire con maggiore tempestività per lo sgombero e la restituzione dell’immobile, garantendo il ripristino della legalità indipendentemente dal fatto che l’abitazione occupata sia la residenza principale del proprietario.

Infine, il testo introduce una specifica circostanza aggravante per i delitti contro la vita, l’incolumità individuale e la libertà morale commessi ai danni di iscritti all’albo dei giornalisti o direttori di testata nell’atto o a causa della propria attività.

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 29

29 del 05-02-2026

Premio Tesi di Laurea dedicato ai beni culturali privati vincolati

ADSI lancia l’VIIIa edizione del Premio Tesi di Laurea sui beni culturali privati vincolati

Un’iniziativa nazionale per sostenere la ricerca e il ruolo attivo delle nuove generazioni nella tutela e valorizzazione del patrimonio storico privato.

Roma, 05 febbraio 2026 – L’Associazione Dimore Storiche Italiane annuncia l’VIIIa edizione del Premio Tesi di Laurea dedicato ai beni culturali privati vincolati, un’iniziativa che sostiene la ricerca e valorizza il contributo delle nuove generazioni allo studio, alla tutela e alla gestione del patrimonio storico italiano.

Il Premio, dal valore complessivo per i tre finalisti pari a 3.000 euro, è rivolto ai laureati che abbiano conseguito una Laurea Magistrale o ottenuto il Diploma di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio discutendo una tesi che riguardi i beni culturali privati vincolati e affronti temi legati alla conservazione, valorizzazione e utilizzo produttivo dei beni stessi, con particolare attenzione all’innovazione, alla sostenibilità e alle ricadute economiche e territoriali.

«Con questo Premio ADSI intende ribadire l’importanza della ricerca come strumento fondamentale di conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale privato del nostro Paese», dichiara la Presidente di ADSI, Maria Pace Odescalchi. «Sostenere i giovani studiosi significa investire nella qualità della tutela di domani, promuovendo un approccio consapevole e multidisciplinare alle dimore storiche, intese non solo come testimonianze del passato, ma come risorse vive per i territori e per le comunità».

In questa prospettiva di sostegno alla ricerca e alla formazione, l’Associazione favorisce un dialogo diretto tra mondo accademico e patrimonio culturale vincolato. In dettaglio, in occasione di questo concorso circa 100 soci ADSI hanno dato la propria disponibilità ad aprire le proprie dimore allo studio di giovani universitari e ricercatori, offrendo casi concreti di analisi e contribuendo alla produzione di nuova conoscenza scientifica su patrimoni storici privati talvolta ancora poco indagati.

Le opportunità di ricerca messe a disposizione dai soci riguardano diversi ambiti, tra cui architettura e restauro di esterni e interni, parchi e giardini storici, decorazioni interne, archivi e biblioteche, raccolte d’arte e collezioni, aziende agricole legate alla dimora storica e modelli di gestione economica del bene come casi di studio per la sua valorizzazione.

Il Premio Tesi di Laurea ADSI si inserisce così in un impegno più ampio dell’Associazione nello stimolare la collaborazione fra mondo accademico, beni culturali e ricerca applicata con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza del valore culturale, sociale ed economico del patrimonio storico-architettonico unico del nostro Paese.

Il bando completo, con tutte le informazioni relative ai requisiti di partecipazione, modalità di candidatura e scadenze, è disponibile sul sito dell’Associazione Dimore Storiche Italiane: https://www.associazionedimorestoricheitaliane.it/article/470712/viii-premio-tesi-di-laurea-a-d-s-i-ets-2026

Associazione Dimore Storiche Italiane ETS

L’Associazione Dimore Storiche Italiane, Ente morale riconosciuto senza fini di lucro, è l’associazione che riunisce i titolari di dimore storiche presenti in tutta Italia. Nata nel 1977, l’Associazione conta attualmente circa 4500 soci e rappresenta una componente significativa del patrimonio storico e artistico del nostro Paese. L’Associazione promuove attività di sensibilizzazione per favorire la conservazione, la valorizzazione e la gestione delle dimore storiche, affinché tali immobili, di valore storico-artistico e di interesse per la collettività, possano essere tutelati e tramandati alle generazioni future nelle condizioni migliori. Questo impegno è rivolto in tre direzioni: verso i soci stessi, proprietari dei beni; verso le Istituzioni centrali e territoriali, competenti sui diversi aspetti della conservazione; verso la pubblica opinione, interessata alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale del Paese.

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