Piattaforma acquisti per il personale scolastico

È attiva la nuova piattaforma digitale dedicata al personale scolastico e ai dipendenti del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che consente di accedere a numerose offerte commerciali per l’acquisto di beni e servizi a prezzi vantaggiosi.

A seguito della manifestazione d’interesse pubblicata dal MIM a ottobre scorso, è stata sottoscritta la convenzione con Poste Welfare Servizi S.p.A., Società del Gruppo Poste Italiane, che permette ai destinatari della misura, compresi i nuclei familiari, di accedere alla piattaforma di Poste Welfare attraverso la rete intranet del Ministero. In questo modo sarà possibile fruire del servizio in numerosi settori, tra cui cultura e intrattenimento, cura della persona, prodotti per la casa, elettronica, elettrodomestici, servizi per la famiglia, centri estivi, mobilità, moda e articoli sportivi.

In particolare, sarà possibile scaricare un buono sconto di entità variabile per ogni categoria commerciale.

Il Piano Welfare, avviato a ottobre 2023, già prevede agevolazioni nei settori del trasporto aereo, ferroviario, agroalimentare, bancario e, a breve, sanitario, con l’attivazione di una polizza assicurativa per la quale, il 29 gennaio scorso, è stata pubblicata la gara europea.

“Con l’operatività del Marketplace continua il nostro impegno per la costruzione di un Piano Welfare sempre più ampio, con l’obiettivo di migliorare concretamente il benessere e la qualità della vita di coloro che operano nel mondo della scuola, tramite una fruttuosa sinergia tra Istituzioni pubbliche e privati. Anche grazie a queste misure concrete, riconosciamo il valore di quanti svolgono un ruolo indispensabile per la formazione e l’educazione dei nostri giovani”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Diritti dell’infanzia e tutela dei minori

Diritti dell’infanzia come base degli interventi di tutela e di protezione dei minorenni

Nel 2024 circa 16 mila minorenni in affido familiare e 30.237 accolti nei servizi residenziali

SOS Villaggi dei Bambini: “Il superiore interesse del bambino al centro di ogni provvedimento” 

Milano, 12 Febbraio 2026 – Ogni bambino ha diritto a crescere in un ambiente sicuro, stabile e capace di prendersi cura di lui. Quando questo diritto viene meno, la comunità ha il dovere di intervenire. È da qui che nascono i provvedimenti di allontanamento: non come atti punitivi, ma come misure di protezione basate sul superiore interesse del bambino, principio cardine della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e riferimento imprescindibile di ogni intervento di tutela. 

A fine 2024 sono stati 345.083 i minorenni presi in carico al servizio sociale professionale. I Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) incidono in misura limitata sul totale dei minorenni seguiti, che a fine anno sono stati 330.884. Sempre nello stesso anno circa 16 mila minorenni erano in affido familiare (15.870), inclusi i MSNA, a conferma di un utilizzo strutturale e non emergenziale dello strumento. A fine anno sono stati 30.237 i minorenni accolti nei servizi residenziali. Al netto dei MSNA, i minorenni accolti scendono a 20.592[1].

Secondo questi dati, quindi, l’Italia si colloca tra i Paesi più bassi in Europa per quanto riguarda l’allontanamento dei minorenni dal nucleo familiare[2].  Dato invece allarmante, è quello dei minorenni in carico ai Servizi Sociali perché vittime di forme di maltrattamenti: nel 2023 sono 113.892 i minorenni in carico[3] e le cifre sono purtroppo sottostimate. 

I diritti dell’infanzia non sono principi astratti, ma diritti umani concreti, che riconoscono bambini e bambine come soggetti titolari di diritti e gli adulti, le istituzioni e la società come responsabili della loro piena attuazione. Sono sanciti dalla Convenzione ONU: il diritto alla protezione, alla cura, alla salute, all’educazione, alla vita familiare e il diritto a essere ascoltati e coinvolti, in modo adeguato all’età e alla maturità, nelle decisioni che li riguardano.

Da anni, SOS Villaggi dei Bambini si prende cura dei bambini privi di un adeguato sostegno familiare, attraverso programmi di protezione, educazione e inclusione, e ricorda che l’allontanamento non è mai una scelta facile né automatica

«Avevo sette anni quando sono arrivata al Villaggio, e a sette anni avevo già visto un bel pezzo di mondo» -così racconta un’ex beneficiaria dei programmi SOS Villaggi dei Bambini. «Avevo visto righe bianche sopra alla tavola e cannucce con cui tirare su, bilancini, siringhe per terra, perquisizioni con i cani e la mamma uscire e mancare per lunghe ore del giorno e della notte. Avevo tanta paura a stare a casa da sola. Quando sono arrivata al Villaggio SOS finalmente la mia vita ha raggiunto un po’ di stabilità: andavo a scuola, facevo i compiti, stavo con gli amici, ascoltavo la musica, guardavo i programmi per adolescenti e avevo a fianco a me degli adulti che rompevano, ma che sapevano quello che dovevano fare. Quando vedevo la mamma invece mi sentivo sempre come se fossi io l’adulta e lei la bambina, come se dovessi sempre occuparmi di lei. Sono andata in una famiglia affidataria, ma non mi hanno tenuta. Poi mi hanno portato al Villaggio. Qui ho trascorso gli anni più belli della mia infanzia. C’era mami, la mia seconda madre, c’erano Gianluca e le altre operatrici. C’erano i ragazzi, ognuno con la sua storia, con le sue ferite. Litigavamo tanto, ma ci capivamo al volo ed eravamo uguali, come fratelli. Poi a quindici anni sono tornata a casa. Mia mamma aveva fatto un percorso per disintossicarsi e gli operatori SOS, che prima avevano aiutato me, ora stavano aiutando lei a prendersi cura di me. Ci stavano aiutando a ricostruire il nostro rapporto, la mia famiglia».

La misura della protezione, in Italia regolamentata dalla legge 149/2001, è una misura eccezionale e temporanea, adottata solo quando la permanenza nel nucleo familiare espone il bambino a un grave pregiudizio, come violenza, abuso, trascuratezza o mancanza di cure adeguate. Ogni decisione deve essere proporzionata, motivata e orientata esclusivamente al benessere del minorenne, valutando la sua storia, i suoi legami affettivi, le sue fragilità e le sue potenzialità.

«Ogni volta che un bambino viene allontanato, è perché restare significherebbe esporsi a un danno ancora più grande», dichiara Samantha TedescoPedagogista e Responsabile dell’Accademia di SOS Villaggi dei Bambini. «Il nostro dovere è ascoltare i bambini, proteggerli e garantire loro un ambiente in cui possano crescere senza paura. Ascoltare un bambino significa riconoscerlo come persona, con emozioni, paure e bisogni reali. Ogni provvedimento di tutela deve partire dalla sua voce. Il superiore interesse del minorenne significa garantire oggi la sua sicurezza e domani il suo futuro».

Tutela e protezione non possono prescindere da un lavoro costante di prevenzione e sostegno alle famiglieL’allontanamento, infatti, non è mai un fine, ma uno strumento. Quando possibile, è fondamentale intervenire prima che la separazione diventi necessaria, rafforzando le competenze genitoriali e le reti di supporto, affinché il bambino possa crescere nel proprio contesto familiare in condizioni adeguate. Il diritto a vivere in famiglia resta centrale, ma non può mai prevalere sul diritto alla protezione e alla sicurezza.

«Dietro ogni allontanamento c’è una storia di fragilità, ma anche la possibilità di un futuro diverso, se la comunità sceglie di assumersi la propria responsabilità. C’è sempre un bambino che chiede di essere ascoltato, protetto e accompagnato nella crescita. Mettere l’interesse di ogni minorenne al primo posto significa avere il coraggio di proteggerlo, anche quando è difficile. È una responsabilità collettiva. Ed è un impegno quotidiano che SOS Villaggi dei Bambini porta avanti da sempre, al fianco dei minorenni più vulnerabili» sottolinea Samantha Tedesco.

SOS Villaggi dei Bambini ETS è parte della Federazione SOS Children’s Villages, presente in 137 tra Paesi e territori dove aiuta oltre 7 milioni di persone, portando avanti il suo impegno dal 1949, affinché i bambini e i ragazzi, che non possono beneficiare di adeguate cure genitoriali crescano in una situazione di parità con i propri coetanei, realizzando appieno il proprio potenziale e la possibilità di vivere una vita indipendente. 

In Italia opera da oltre 60 anni ed è capofila della Rete SOS Villaggi dei Bambini che riunisce le Cooperative responsabili della gestione dei Villaggi SOS e si attiva attraverso 8 Programmi e Villaggi SOS, a Trento, Ostuni, Vicenza, Saronno, Mantova, Torino, Crotone e Milano. SOS Villaggi dei Bambini si prende cura di oltre 3.100 persone, tra bambini, ragazzi e famiglie che vivono gravi situazioni di disagio, e sostiene i diritti di oltre 51.000bambini e giovani, attraverso attività di Advocacy e di sensibilizzazione.

SOS Villaggi dei Bambini ETS ospita l’Hub sulla Salute Mentale e Supporto Psicosociale di SOS Children’s Villages. 


[1] Fonte: https://www.lavoro.gov.it/notizie/pagine/dati-sui-bambini-e-gli-adolescenti-in-carico-ai-servizi-sociali-e-fuori-dalla-famiglia-di-origine

[2] Fonte:https://www.aibi.it/ita/affido-familiare-italia-bambini-allontanati-famiglie-origine/

[3] Fonte: III Indagine sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia, CISMAI, Fondazione Terre des Hommes Italia

e ISTAT:

S. Schäfer, Ancora venticinque estati

Stephan Schäfer cerca la vita

di Antonio Stanca

   Nel 2024, quando aveva cinquant’anni, lo scrittore tedesco Stephan Schäfer ha pubblicato il suo primo romanzo 25 la scorsa estate. Dopo pochi mesi è comparso in Italia per conto di Einaudi, Stile Libero, col titolo Ancora venticinque estati e la traduzione di Laura Bortot. Un altro romanzo di Schäfer, Al momento va tutto bene, sarebbe uscito nel 2025 e intanto tra il ’24 e il ’25 ci sarebbero stati i quattro libri-inchiesta della serie 100 Domande. Ancora venticinque estati è stato per molto tempo un bestseller in Germania, ha avuto molte traduzioni, molti riconoscimenti e si sta pensando ad una riduzione cinematografica. Un successo senza precedenti, senza limiti nonostante si sia trattato di un’opera venuta ad un’età piuttosto avanzata per il suo autore. Altri impegni aveva assunto Schäfer, altre attività aveva svolto sempre in ambito intellettuale, editoriale, pubblicitario. Aveva cominciato prestissimo, a poco più di ventanni, quando non si era ancora laureato presso la Scuola di Giornalismo di Axel Shringer a Berlino dove studiava. I giornali, le riviste erano stati i suoi primi interessi, quelli che si sarebbero prolungati per molto tempo e lo avrebbero fatto vedere in posizioni, in funzioni diverse, da redattore a caporedattore, da vicedirettore a direttore di testate quali Brigitte, Schönen Wohnen e altre di altrettanta importanza. Decisiva è stata la sua presenza, la sua attività nell’ambito dei mezzi di comunicazione di massa, molto ha contribuito agli orientamenti, ai programmi di tanta stampa giornalistica, al raggiungimento dei fini perseguiti. Da giornalista a manager è passato Schäfer senza rinunciare a nessuna delle due funzioni e procedendo in entrambe con successo. Una vita fatta di impegni continui, di sempre nuovi compiti, di orari da rispettare era diventata la sua. Il suo un tempo occupato quasi per intero da appuntamenti, incontri, convegni in posti diversi, da momenti essenziali, conoscenze improvvise, comunicazioni necessarie, riflessioni immediate. Era la vita, il tempo di un personaggio ormai famoso, giunto a non avere molto da dedicare alla famiglia, moglie e figli, ai loro bisogni, alle loro attese, alle cose sue proprie, pensieri, sentimenti, affetti, intimità, alla sua libertà perché sacrificata alla carriera, alla fama.

    Verrà da qui, da questa situazione, da questi problemi vissuti personalmente, realmente l’idea di scrivere, a cinquant’anni, Ancora venticinque estati e di trasferirsi, immedesimarsi nel protagonista, in quel distinto uomo di genio, di successo che s’imbatte casualmente in un contadino, in una persona così semplice, così naturale da aiutarlo a capire l’origine dei suoi problemi, a risolverli. Anche questo motivo dell’incontro, del rapporto, dello scambio tra chi è incolto e la persona di genio rientra tra i temi di una certa tradizione letteraria ma merito dello Schäfer è averlo reso tanto attuale da farne un aspetto della modernità più recente, da ricavarne un messaggio valido per tutti e per sempre, da fare arte di ciò che era stato solo un caso.

    Il tempo del romanzo è piuttosto ridotto, un sabato e appena la domenica successiva. Era stato quel sabato che quel distinto signore, nel quale è riconoscibile l’autore, aveva deciso di fare la solita passeggiata intorno alla casa di campagna dove si era recato con la moglie e i due figli ancora piccoli. I suoi erano andati in città e lui si era incamminato tra i prati, i boschi di quella campagna così estesa. Nonostante la sensazione benefica che la situazione gli procurava si sentiva occupato dai pensieri, dai ricordi, dagli impegni che erano propri della sua vita, quella, cioè, di un uomo di successo continuamente esposto alle richieste del suo ufficio, sempre diviso tra i compiti, gli obblighi che lo attendevano. Così viveva, così si sentiva quando, giunto al laghetto poco distante, si era imbattuto in Karl, un contadino che possedeva una fattoria nelle vicinanze e che in quel lago aveva fatto il bagno. Avrebbe convinto anche lui a bagnarsi nel lago come non aveva mai fatto. Dopo si sarebbero fermati a parlare, si sarebbero conosciuti, dalle sue parole Karl avrebbe capito i suoi problemi. Erano quelli di un uomo che le aspirazioni, le aspettative, gli impegni avevano privato di ogni altra possibilità, che aveva ridotto la sua vita alla sua carriera. Lo inviterà, quindi, a trascorrere qualche tempo di quella giornata nella fattoria e i modi di parlare, di fare saranno tanto cordiali, tanto vicini da fargli accettare l’invito e trascorrere lì tutto il tempo rimasto lontano da casa. Nella fattoria di Karl rimarrà fino a sera e vi tornerà il giorno dopo per la sola mattina: molto impressionato, molto convinto era ormai da quanto il nuovo amico gli diceva, gli confidava una volta venuto a conoscenza della particolare situazione che stava attraversando. Soddisfatto era poiché da Karl si sentiva capito, compreso, da lui si sentiva dire che la vita condotta fino a quel momento era da intendere come una sopravvivenza giacché aveva obbedito solo a richiami, doveri esterni alla sua persona, lontani, diversi dai bisogni del suo spirito, dalle esigenze della sua anima, da tutto quanto avveniva nella sua interiorità. Era questa che adesso esigeva di essere ascoltata. Per molto tempo era rimasta inappagata ed ora voleva avere un suo posto, una sua voce tra le altre che l’avevano oscurata. Solo se glielo avesse concesso avrebbe potuto dire di vivere nel vero senso della parola, solo se avesse pensato anche a se stesso, alle sue cose, avrebbe potuto considerarsi una persona completa, capace di saper scegliere, di saper cambiare, di saper stare come, dove gli piaceva e non solo tra situazioni, ambienti sempre uguali. Una persona diversa da quella che era stata finora avrebbe dovuto essere, una persona libera. Erano state le parole di Karl a fargli capire verità tanto importanti. Karl non aveva mai perso l’occasione di tornare su argomenti che riteneva fondamentali come quello di una vita da vivere nella sua complessità, nella sua totalità e non soltanto in una sua parte. Solo partecipando dell’ampiezza, dell’estensione che la caratterizza si poteva dire di vivere in maniera completa, solo liberandosi dai vincoli, dagli impedimenti di una condizione unica si poteva accedere a quella libertà necessaria per l’essere umano.

    Convinto, rinfrancato, incoraggiato perché liberato da quello che era diventato un peso insostenibile, si sentiva ora quel distinto signore che quel sabato aveva incontrato un contadino. Questi conduceva una vita ispirata ai principi dei quali aveva parlato. La sua fattoria, la sua famiglia, la sua attività campestre erano state delle scelte da lui compiute poiché utili a farlo sentire libero, vero, autentico le aveva ritenute. Per esse aveva messo da parte altre ed ora consigliava l’amico di fare altrettanto.

   In un’opera di formazione, di iniziazione alla vita, di ricerca del suo senso, del suo significato, in un’indagine rivolta a chiarire quelli che sono sempre stati i problemi che l’hanno contraddistinta, gli interrogativi che l’hanno segnata, si è trasformata l’opera di Schäfer. A quegli interrogativi ha saputo rispondere con la semplicità, la saggezza proprie di chi ha scelto di vivere al naturale, lontano dalle complicazioni del sistema. Di chi ne ha fatto un principio, un comandamento al punto da sentirsi un suo interprete, da volerlo diffondere, da vedersi dedicata un’intera narrazione e assicurarne il successo come in verità è avvenuto con Ancora venticinque estati.

Posizioni economiche ATA

Nota 28 gennaio 2026, AOODGPER 2151
Prova finale di valutazione della procedura selettiva per l’attribuzione delle posizioni economiche finalizzate alla valorizzazione professionale del personale A.T.A. all’interno delle Aree, di cui al decreto ministeriale n. 140 del 12 luglio 2024 – ISTRUZIONI PER I CANDIDATI

Con Avviso 23 gennaio 2026, AOODGPER 1744, viene reso noto il nuovo calendario della prova finale di valutazione della procedura selettiva per l’attribuzione delle posizioni economiche finalizzate alla valorizzazione professionale del personale A.T.A. all’interno delle Aree, di cui al decreto ministeriale n. 140 del 12 luglio 2024

Calendario della prova scritta

  •  23 febbraio 2026, ore 09:00
    profilo professionale di Operatore dei servizi agrari.
  • 23 febbraio 2026, ore 14:30
    profilo professionale di Collaboratore scolastico (primo turno).
  • 24 febbraio 2026, ore 14:30
    profilo professionale di Collaboratore scolastico (secondo turno).
  • 25 febbraio 2026, ore 14:30
    profilo professionale di Assistente tecnico (prima posizione economica).
  • 26 febbraio 2026, ore 14:30
    profilo professionale di Assistente tecnico (seconda posizione economica).
  • 27 febbraio 2026, ore 09:00
    profili professionali di Cuoco, Guardarobiere, Infermiere e Assistente amministrativo (prima posizione economica).
  • 27 febbraio 2026, ore 14:30
    profilo professionale di Assistente amministrativo (seconda posizione economica).

Con Avviso 29 novembre 2025, AOODGPER 215456, la procedura per l’attribuzione delle posizioni economiche per la valorizzazione professionale del personale A.T.A. all’interno delle aree ai sensi del decreto ministeriale 12 luglio 2024, n. 140, è rinviata a data da destinarsi.


Con Avviso 12 novembre 2025, AOODGPER 213920, viene reso noto il calendario della prova finale di valutazione della procedura selettiva per l’attribuzione delle posizioni economiche finalizzate alla valorizzazione professionale del personale A.T.A. all’interno delle Aree, di cui al decreto ministeriale n. 140 del 12 luglio 2024

Calendario della prova scritta

  • 15 dicembre 2025 ore 9:00
    profilo professionale di Operatore dei servizi agrari.
  • 15 dicembre 2025 ore 14:30
    profilo professionale di Collaboratore scolastico (primo turno).
  • 16 dicembre 2025 ore 14:30
    profilo professionale di Collaboratore scolastico (secondo turno).
  • 17 dicembre 2025 ore 14:30
    profilo professionale di Assistente tecnico (I posizione economica).
  • 18 dicembre 2025 ore 14:30
    profilo professionale di Assistente tecnico (II posizione economica).
  • 19 dicembre 2025 ore 09:00
    profili professionali di Assistente amministrativo (I posizione economica), Cuoco, Infermiere e Guardarobiere.
  • 19 dicembre 2025 ore 14:30
    profilo professionale di Assistente amministrativo (II posizione economica).

Giornata nazionale del Braille

Con la legge 3 agosto 2007, n. 126 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 189 del 16 agosto 2007) il Parlamento italiano ha istituito la ‘Giornata nazionale del Braille‘, da celebrarsi annualmente il giorno 21 del mese di febbraio, quale momento di sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti delle persone non vedenti.

Programma annuale 2026

Nota 18 novembre 2025, AOODGFIESD 24599
Predisposizione e approvazione del programma annuale 2026 ai sensi dell’art. 5 del D.I. 28/08/2018, n. 129 “Regolamento recante istruzioni generali sulla gestione amministrativo contabile delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’articolo 1, comma 143, della legge 13 luglio 2015, n. 107” (di seguito, anche “DI n. 129/2018”). PROROGA


Con Nota 18 novembre 2025, AOODGFIESD 24599, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, sono stati prorogati di 45 giorni tutti i termini previsti dall’art. 5, commi 8 e 9, del Decreto Interministeriale 28 agosto 2018, n. 129, tenuto conto del sovraccarico di adempimenti nelle scuole in questo momento dell’anno, dovuto anche a tutte le procedure connesse alla realizzazione delle attività progettuali (azioni del PNRR) .

In particolare, le tempistiche per la predisposizione ed approvazione del programma annuale 2026 sono le seguenti:

  • entro il 15 gennaio 2026, le istituzioni scolastiche predispongono il programma annuale e la relazione illustrativa; entro la medesima data, il programma annuale e la relazione illustrativa, sono sottoposti all’esame dei revisori dei conti per il parere di regolarità;
  • entro il 15 febbraio 2026, i revisori dei conti rendono il suddetto parere. Tale parere può essere acquisito anche con modalità telematiche;
  • entro il 15 febbraio 2026, il Consiglio d’Istituto delibera in merito all’approvazione del programma annuale. La delibera di approvazione del programma annuale è adottata entro il 15 febbraio 2026, anche nel caso di mancata acquisizione del parere dei revisori dei conti entro la data fissata per la deliberazione stessa.

Iscrizioni A.S. 2026/2027

Nota 18 dicembre 2025, AOODGCASIS 8069
Iscrizioni on line anno scolastico 2026/2027 – Attività propedeutiche


Nota 17 dicembre 2025, AOODGOSV 100847
Iscrizioni alle scuole dell’infanzia e alle scuole del primo e del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2026/2027

Dal 13 gennaio al 14 febbraio 2026 saranno aperte le iscrizioni alle prime classi per l’anno scolastico 2026/2027.

Le domande per il I e il II ciclo di istruzione potranno essere presentate online, attraverso la piattaforma Unica, all’indirizzo: https://unica.istruzione.gov.it/it/orientamento/iscrizioni.
La modalità online è prevista anche per le iscrizioni ai percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) e alle scuole paritarie che, su base volontaria, aderiscono alla modalità telematica.

L’accesso alla piattaforma Unica avviene tramite credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta di Identità Elettronica), CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature).

Restano invece cartacee, e devono pertanto essere presentate direttamente presso le segreterie delle istituzioni scolastiche, le domande di iscrizione alla Scuola dell’infanzia, alle scuole della Valle d’Aosta, di Trento e di Bolzano, nonché quelle relative a specifici percorsi indicati annualmente nella nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

All’interno della piattaforma Unica sono disponibili informazioni dettagliate sugli istituti (“Cerca la tua scuola”) e specifiche sezioni dedicate all’orientamento, pensate per accompagnare le famiglie e gli studenti della Scuola secondaria di I grado nella scelta del percorso formativo e professionale successivo. Tra queste: “Il tuo percorso”, “E-Portfolio”, “Docente tutor”, “Guida alla scelta”, “Statistiche su istruzione e lavoro” e, a partire da quest’anno, “What’s Next: l’orientamento nel Metaverso”, un innovativo servizio digitale.

Per l’anno scolastico 2026/2027 è possibile accedere alle importanti opportunità offerte dalla filiera formativa tecnologico-professionale presentando domanda d’iscrizione alle prime classi dei percorsi di 4 anni degli istituti tecnici e professionali e ai percorsi innovativi del Liceo del Made in Italy.

Le iscrizioni alle prime classi per l’anno scolastico 2026-2027 interessano 1.342.504 studenti e le relative famiglie e tutte le informazioni sono disponibili su https://www.istruzione.it/iscrizionionline/ e su https://unica.istruzione.gov.it/it/orientamento/iscrizioni.

Darwin Day

Il 12 febbraio è il Darwin Day

DARWIN DAY, WWF: MENTRE IL MONDO CELEBRA LA SCIENZA, IN ITALIA SCELTE POLITICHE ANTI-SCIENTIFICHE MINACCIANO IL FUTURO DELLA FAUNA SELVATICA

Dal declassamento del lupo al ddl “caccia selvaggia”, l’Italia continua a ignorare evidenze scientifiche fondamentali

Nel 60° anniversario del WWF Italia, un nuovo report fotografa lo stato delle specie

Il Darwin Day, giornata dedicata al padre della teoria dell’evoluzione, è ogni anno un’occasione preziosa per riflettere sul valore della vita sulla Terra e, allo stesso tempo, sulla responsabilità dell’umanità nel custodirne il futuro. L’evoluzione insegna che la diversità biologica è il frutto di ere geologiche, adattamenti delicati e relazioni complesse. In questa occasione, il WWF Italia ricorda come crisi climatica e perdita di natura, causate dall’uomo, stiano interrompendo questi processi a una velocità senza precedenti. Lo fa attraverso un nuovo report, che fotografa lo stato di salute di alcune delle specie più iconiche del pianeta, evidenziando risultati importanti e le tante sfide ancora aperte, anche nel nostro Paese.

Quest’anno il Darwin day assume un valore speciale, intrecciandosi con il 60° anniversario della fondazione del WWF in Italia: sei decenni di battaglie per la natura e per la tutela degli ecosistemi da cui dipende la sopravvivenza di tutte le specie, compresa quella umana.

Il nuovo report WWF, oltre a raccontare specie iconiche  come tigre, leopardo delle nevi, gorilla di montagna ed elefante, si focalizza su specie prioritarie  della nostra biodiversità  come il lupo, vittima di continui attacchi e strumentalizzazioni che hanno portato al recente declassamento del suo status di protezione: una misura antiscientifica che espone la specie – già colpita da diffuso bracconaggio – a minacce che speravamo appartenessero al passato. Nel report si parla anche di orso bruno marsicano, una delle popolazioni più minacciate d’Europa e di specie animali protagoniste di un lento ma costante recupero, come la foca monaca e l’aquila di Bonelli. 

 “I successi raggiunti in questi 60 anni di attività del WWF in Italia mostrano che le azioni di conservazione funzionano, ma non possiamo rallentare- afferma Isabella Pratesi, direttrice Programma di Conservazione del WWF ItaliaIn un momento in cui pressioni sociali e politiche rischiano di indebolire la tutela della fauna, chiediamo di rafforzare – e non ridurre – gli strumenti di protezione delle specie protette, investire nella prevenzione dei conflitti, e sostenere progetti scientifici che possano guidare strategie di conservazione efficaci. Difendere la biodiversità non è solo una scelta etica, ma una necessità per la resilienza degli ecosistemi e per il nostro futuro”.

LUPO, UNA STORIA DI SUCCESSO, MA….

Il lupo (Canis lupus), oggi presente in Italia con oltre 3.500 individui, è uno dei maggiori successi di conservazione del nostro Paese, passato dai 100–150 individui degli anni ’70 a una popolazione stabile e in espansione. Nonostante questo recupero, la specie è ancora vulnerabile per cause di origine umana, dalle uccisioni illegali e accidentali all’ibridazione con il cane. Il declassamento del suo stato di protezione a livello europeo, approvato nell’ultimo anno, rappresenta un passo indietro molto pericoloso. Secondo il WWF, questa scelta non è una soluzione efficace per affrontare i conflitti con l’allevamento e rischia di compromettere il recupero delle popolazioni di lupo che non hanno ancora raggiunto condizioni di conservazione favorevole. Si tratta inoltre di una misura in aperta contraddizione con i dati scientifici disponibili, che indicano minacce ancora gravi e non adeguatamente monitorate, come tassi di mortalità antropica stimati tra il 20% e il 30% annuo e il rischio di perdita di identità genetica ed ecologica causata dall’ibridazione con il cane.

Il WWF Italia, che dal 1972 ha fatto del lupo un simbolo delle sue battaglie – a partire dall’Operazione San Francesco – continua a lavorare per ridurre i conflitti con la zootecnia, contrastare il bracconaggio e promuovere la convivenza attraverso prevenzione, informazione e sensibilizzazione. Oggi più che mai, con una popolazione in crescita ma ancora vulnerabile, sono proprio prevenzione, scienza e conoscenza gli strumenti necessari per garantire la coesistenza, non l’indebolimento delle tutele.

ORSO BRUNO MARSICANO, UNA POPOLAZIONE UNICA A RISCHIO CRITICO 

L’orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus), sottospecie unica ed endemica dell’Appennino centrale, conta oggi poco più di 50 individui ed è classificato “In pericolo critico”. Le principali minacce sono di origine antropica: investimenti stradali, bracconaggio e frammentazione dell’habitat, che ostacola gli spostamenti e la crescita della popolazione. Per aumentarne le possibilità di sopravvivenza, la comunità scientifica e le associazioni lavorano sulla riduzione della mortalità antropica, sul potenziamento dei controlli e sul miglioramento della connettività ecologica tramite corridoi naturali.


Il WWF Italia è impegnato da anni in progetti di conservazione, tra questi il LIFE Arcprom, appena conclusosi, che ha mirato a migliorare la coesistenza tra uomo e orso attraverso misure di prevenzione del conflitto, interventi di sensibilizzazione sul territorio e iniziative di educazione ambientale volte a favorire una percezione positiva della presenza del plantigrado.  Da alcuni anni il WWF porta avanti il progetto Orso 2×50, con l’obiettivo di raddoppiare entro il 2050 sia il numero di individui che l’areale occupato dalla sottospecie nell’Appennino centro-meridionale. Gli obiettivi sono su più fronti: ridurre la mortalità causata dalle attività umane, migliorare la connettività tra habitat e adottare strumenti di prevenzione dei conflitti (come recinzioni elettrificate per bestiame e apiari). Il WWF interviene anche in sede giudiziaria per la tutela della specie: per l’orsa Amarena, barbaramente uccisa nel 2023, l’organizzazione è stata riconosciuta persona offesa e ora attende il decreto di rinvio a giudizio per potesi costituire parte civile e chiedere giustizia.

FOCA MONACA, UNA PRESENZA ELUSIVA NEL MEDITERRANEO

La foca monaca, tra le specie di pinnipedi più minacciate al mondo e l’unica endemica del Mediterraneo, sopravvive oggi con meno di 1.000 individui, concentrati soprattutto nel Mediterraneo orientale e in poche altre zone circoscritte dell’Atlantico. Minacciata dall’inquinamento da plastica e dalla presenza di “reti fantasma”, dalla persecuzione diretta da parte di pescatori, oltre che dal turismo e dal traffico marittimo illimitato, la foca monaca è classificata nella lista rossa IUCN come “Vulnerabile” a livello mondiale, mentre, proprio a causa delle scarse segnalazioni, come “Data Deficient” per l’Italia. Nel nostro Paese gli avvistamenti sono storicamente rari, ma negli ultimi anni i rilevamenti sono in forte aumento, anche grazie all’uso del DNA ambientale che ha permesso di mappare meglio la sua presenza.Il WWF lavora per la specie fin dal 1976 con il Gruppo Foca Monaca, dedicato a monitoraggio e sensibilizzazione. Oggi la specie è al centro anche del progetto internazionale LIFE ADAPTS, nel quale il WWF Italia e altri 8 partners valutano la resilienza di tre specie simbolo del Mediterraneo agli effetti del cambiamento climatico e intervengono sul restauro dei loro habitat sia in mare che lungo le coste.

AQUILA DI BONELLI, IL RAPACE SIMBOLO DEL MEDITERRANEO A RISCHIO

L’aquila di Bonelli, rapace simbolo del Mediterraneo, in Italia sopravvive con due  piccoli popolazioni, una in Sardegna e l’altra in Sicilia, unica area di nidificazione. Dopo un declino iniziato negli anni ’50 dovuto a pesticidi, perdita di prede, elettrocuzione e bracconaggio (anche tramite furto di uova e pulli), fino agli inizi degli anni 2000 la popolazione italiana era stimata intorno ai 44 individui maturi, circa 20-25 coppie ed è classificata dall’IUCN in Italia come “In pericolo critico”. Grazie al progetto europeo LIFE ConRaSi (Conservazione dei Rapaci Siciliani) portato avanti dal WWF, al monitoraggio GPS di circa 40 individui, alla collaborazione con Carabinieri Forestali e volontari WWF, e alla lotta al prelievo illegale, la popolazione siciliana è raddoppiata, mostrando segnali di ripresa significativi. Concluso il progetto europeo, il WWF continua a garantire sorveglianza dei nidi e monitoraggio dei siti riproduttivi, rafforzando le prospettive di conservazione a lungo termine.