Educazione&Scuola Newsletter n. 1183

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Marzo 2026 – XXXI Anno

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Notizie

Piano annuale dei flussi di cassa

Entro il 31 marzo 2026

Viaggi d’istruzione A.S. 2025/2026

Con Nota 23 marzo 2026, AOODPPR 2870, viene data notizia dell’aggiudicazione della Gara europea da parte di Consip S.p.a.

Referendum popolare confermativo

22 – 23 marzo 2026

Orientamento

Trasmesso il DM 2/2026

Iscrizioni A.S. 2026/2027

Gli adempimenti delle scuole sino al 16 marzo 2026

CCNI 2020-2023 Dirigenza scolastica

Riparto e impiego delle risorse integrative dei FF.UU.NN. per la dirigenza scolastica, per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023

Norme

Nota 31 marzo 2026, AOODGSIP 1154

2 aprile – Giornata Mondiale della consapevolezza sull’Autismo

Nota 31 marzo 2026, AOODGOSV 97152

Adozione dei libri di testo nelle scuole di ogni ordine e grado – anno scolastico 2026/2027

Avviso 30 marzo 2026, AOODPIT 537

Sperimentazione nazionale finalizzata allo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici di cui alla legge 19 febbraio 2025, n. 22

Avviso 27 marzo 2026, AOOGABMI 73226

Avviso pubblico per la presentazione di proposte progettuali per la costituzione di snodi formativi per la transizione digitale sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella scuola. Procedura a …

Nota 26 marzo 2026

Modello semplificato del Piano annuale dei flussi di cassa e adempimenti Delibera ANAC n .481/2025

Nota 26 marzo 2026, AOODGCASIS 2054

Scuola digitale 2022-2026 – Avviso 1.2 Migrazione al Cloud. Promemoria per scadenza completamento attività

Ordinanza Ministeriale 26 marzo 2026, AOOGABMI 54

Esame di maturità per l’anno scolastico 2025/2026

Nota 25 marzo 2026, AOODGOSV 90455

Formazione delle commissioni dell’esame di maturità per l’a.s. 2025/2026

Nota 25 marzo 2026, AOOGABMI 70841

Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Aggiornamento dei termini per la rendicontazione finale dei progetti delle istituzioni scolastiche finanziati con risorse PNRR

Nota 25 marzo 2026, AOODGOSV 90306

Concorso nazionale di scrittura per le scuole secondarie di secondo grado – 25 marzo 2026 – DANTEDÌSFIDA 2026 O insensata cura dei mortali… Dante, San Francesco e il nostro tempo

Avviso 24 marzo 2026, AOODGPER 7392

Procedura selettiva per l’attribuzione delle posizioni economiche finalizzate alla valorizzazione professionale del personale A.T.A. all’interno delle Aree, di cui al decreto ministeriale 12 luglio …

Nota 23 marzo 2026, AOODPPR 2870

Viaggi d’istruzione – Aggiudicazione della Gara europea da parte di Consip S.p.a.

Nota 20 marzo 2026, AOODGFIESD 25128

Delibera ANAC n. 481 del 3 dicembre 2025. Obblighi di pubblicazione dei dati sui pagamenti ex art. 4-bis, D. Lgs. n. 33/2013 – Implementazione di una nuova funzione nel Sistema Bilancio Integrato Scuole, …

Nota 20 marzo 2026, AOODGOSV 87120

Campionati di Imprenditorialità. Anno scolastico 2025-2026

Nota 20 marzo 2026, AOODGFIESD 25127

Compilazione automatica del Piano annuale dei flussi di cassa semplificato – Implementazione di una nuova funzione nel Sistema Bilancio Integrato Scuole, area SIDI

Decreto Ministeriale 20 marzo 2026, AOOGABMI 45

Modificazioni al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 5 marzo 2019, n. 183

Nota 17 marzo 2026, AOODGTVET 429

Decreto interdipartimentale 10 agosto 2023, n. 217, recante le “Linee guida per la formazione dei cuochi non pienamente qualificati e per il rilascio delle relative dispense” – Procedura di accreditamento …

Legge 17 marzo 2026, n. 37

Disposizioni in materia di tutela dei minori in affidamento

Nota 16 marzo 2026, AOODGTVET 417

BANDO BORSE STUDIO BASIC TRAINING & SECURITY DUTIES 2025/2026 DEL FONDO NAZIONALE MARITTIMI – Agevolazioni per l’accesso dei diplomati degli istituti tecnici, indirizzo Trasporti e logistica, alle …

Nota 16 marzo 2026, AOODGOSV 78340

Aggiornamento del “Curriculum della Studentessa e dello Studente”

Nota 13 marzo 2026, AOODGPER 6314

Mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. per l’a.s. 2026/27: trasmissione dell’Ordinanza Ministeriale relativa alla mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. e dell’Ordinanza Ministeriale …

Nota 13 marzo 2026, AOODGFIESD 24617

Proroga per la predisposizione ed approvazione del Conto consuntivo 2025

Nota 13 marzo 2026, AOODGSIP 944

“Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”, 17 marzo 2026 – Nota alle Istituzioni scolastiche.

Ordinanza Ministeriale 12 marzo 2026, AOOGABMI 43

Mobilità personale docente, educativo e ATA per l’anno scolastico 2026/27

Ordinanza Ministeriale 12 marzo 2026, AOOGABMI 44

Mobilità degli insegnanti religione cattolica anno scolastico 2026/2027

Nota 10 marzo 2026, AOODGCASIS 1585

Caselle di posta certificata per gli Istituti scolastici statali “@pec.istruzione.it”

CCNI Mobilità 2025-2028 (MIM, 10.03.26)

Mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. per gli anni scolastici relativi al triennio 2025/26, 2026/27, 2027/28

Nota 9 marzo 2026, AOODGSIP 872

XII Edizione del Concorso nazionale: “Tracce di memoria”. Anno scolastico 2025/2026

Nota 9 marzo 2026, AOODGSIP 862

EDUCAZIONE E SICUREZZA STRADALE – Offerta Formativa A.S.2025/2026. Progetto – Concorso ICARO 26 – “Un reel per la vita. Diventa anche tu un messaggero della Sicurezza Stradale”

Nota 6 marzo 2026, AOODPIT 1248

Settimana nazionale della musica a scuola – XXXVII Rassegna nazionale musicale delle Istituzioni scolastiche del primo e del secondo ciclo di istruzione – Regione Umbria, Città di Castello (Perugia) …

Nota 6 marzo 2026, AOODGSIP 847

8 marzo, Giornata internazionale della donna. Bando di concorso “STEA M: femminile plurale” – VII edizione

Raccomandazione Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità 5 marzo 2026, n. 2

Garanzia dell’assistenza igienico-personale agli alunni con disabilità non autosufficienti durante l’orario scolastico ed educativo

Nota 4 marzo 2026, AOODGSIP 790

A.S. 2025/2026 – Bando di concorso “Da uno sguardo: film di studentesse e studenti sulla violenza contro le donne”. Terza edizione

Nota 4 marzo 2026, AOODGSIP 801

IX edizione Progetto-Concorso “PretenDiamo Legalità” – A.S. 2025/2026.

Nota 2 marzo 2026, AOODGTVET 259

Esami di Stato di abilitazione all’esercizio delle libere professioni Geometra e Geometra laureato, Agrotecnico e Agrotecnico laureato, Perito Agrario e Perito Agrario laureato – Sessione 2026. Richiesta …

Rubriche

in Bacheca della Didattica

Una scuola identica a se stessa

di Giovanni Fioravanti

Evoluzione programmi Scuola elementare/primaria in Italia (1945–2025)

di Carmelo Salvatore Benfante Picogna


in InformagiovaniLa Rete di Vincenzo Andraous

A 13 anni…

di Vincenzo Andraous

Il Paese dei cipressi ammutoliti

di Vincenzo Andraous


in Psicologia

Il pharmakon educativo

di Bruno Lorenzo Castrovinci

Essenza ed essenzialità della scuola dell’infanzia

di Margherita Marzario

La Comunicazione Efficace

di Annalisa Filipponi

Educare nella crisi

di Bruno Lorenzo Castrovinci

Perchè abbiamo imparato a insegnare

di Giuseppe Guastini

Plasticità cerebrale e didattica

di Bruno Lorenzo Castrovinci

La mente che lavora nell’ombra

di Bruno Lorenzo Castrovinci

Neuroscienze e Fenomenologia

di Bruno Lorenzo Castrovinci


in Recensioni

Quale modernità?

di Antonio Stanca

AA.VV., Nuove Indicazioni nazionali per la scuola

Domande e risposte: cosa cambia alla scuola dell’infanzia e nel primo ciclo

Antonio Maria La Scala

di Carlo De Nitti

M. D’Ignazio, Felice e l’invenzione del mare

Illustratrazioni di Elisa Bonandin

T. Strasser, L’Onda

di Antonio Stanca

R. Dalle Grave e S. Calugi, Superare i disturbi dell’alimentazione

Percorso CBT-E per adolescenti e giovani adulti

In nome di Umberto Eco

di Antonio Stanca

in Software

>Internet, Reti, Nuove tecnologie

Bambini e schermi digitali nel 2026

Unicusano

Monitoraggio sull’uso del digitale negli istituti di istruzione secondaria di primo e secondo grado

Ministero dell’Istruzione e del Merito

IA nella scuola: la rete nazionale degli snodi formativi

Avv. Gianfranco Nunziata

Formazione ed Eventi

Global Money Week 2026

16 – 22 marzo 2026

Giornate di Primavera del FAI

21 – 22 marzo 2026

Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie

21 marzo 2026

PiGreco Day 2026

16 marzo 2026

Giornata dei disturbi del comportamento alimentare

15 marzo 2026

Didacta Italia

Firenze, 11 – 13 marzo 2026

Giornata internazionale della donna

8 marzo 2026

Rassegne

Stampa

Studenti italiani a Dubai

Ministero dell’Istruzione e del Merito


Diritto – Politica – Sindacato

IA nella scuola: la rete nazionale degli snodi formativi

Avv. Gianfranco Nunziata

Il caso di Novara e le responsabilità dell’amministrazione

Avv. Gianfranco Nunziata

Le nuove frontiere della carriera ATA

Avv. Gianfranco Nunziata

Nuova Riforma degli Istituti Tecnici

Avv. Gianfranco Nunziata

Sciopero 27 marzo 2026

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Percorsi ex Art. 6

Avv. Gianfranco Nunziata

Adesione sciopero 9 marzo 2026

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Mobilità 2026

Avv. Gianfranco Nunziata

Guida alla Carta del Docente 2025/26

Avv. Gianfranco Nunziata

Sciopero 9 marzo 2026

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Giornata Internazionale dei diritti delle donne: il 9 marzo sciopero

FLC CGIL

Neutralità della Scuola

Avv. Gianfranco Nunziata


Gazzetta Ufficiale

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 75 del 31-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 74 del 30-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 73 del 28-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 72 del 27-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 71 del 26-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 70 del 25-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 69 del 24-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 68 del 23-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 67 del 21-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 66 del 20-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 65 del 19-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 64 del 18-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 63 del 17-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 62 del 16-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 61 del 14-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 60 del 13-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 59 del 12-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 58 del 11-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 57 del 10-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 56 del 09-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 55 del 07-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 54 del 06-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 53 del 05-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 52 del 04-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 51 del 03-03-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 50 del 02-03-2026

Bambini e schermi digitali nel 2026

Isolati, esposti alla violenza, senza valori: così i giovani si rifugiano su Internet e ne restano intrappolati

La nuova infografica di Unicusano su ragazzi e piattaforme digitali nel 2026 mette in luce dati, cambiamenti nelle abitudini quotidiane, conseguenze sullo sviluppo e strumenti educativi per affrontare il tema con maggiore consapevolezza.

Non è più solo una questione di minuti trascorsi davanti a un tablet. Il rapporto tra bambini e schermi, nel 2026, ha assunto la forma di un ecosistema che entra sempre prima nella vita quotidiana e ne ridefinisce tempi, abitudini e relazioni. I numeri aiutano a capire la portata del cambiamento: in Italia il 13,9% dei bambini è già esposto a schermi tra i 2 e i 3 mesi; tra 2 e 15 mesi la quota sale al 39,2% e a 13-15 mesi arriva al 61,9%. Più avanti l’esposizione non si interrompe, si consolida: il 32,6% dei bambini tra 6 e 10 anni usa lo smartphone tutti i giorni, il 62,3% degli 11-13enni ha già almeno un account social e, nella fascia 8-16 anni, il 94% usa uno smartphone. Non si tratta più, quindi, di un singolo dispositivo acceso in un momento della giornata, ma di una presenza continua che entra nelle routine, nei tempi morti e perfino nelle relazioni familiari.

L’infanzia, in questo scenario, non è diventata soltanto più digitale: è diventata più piena, più occupata, più difficilmente attraversata da vuoti, attese e margini di autonomia. Tra il 2018-2019 e il 2025, il 28% dei minori ha ricevuto uno smartphone prima dei 10 anni e un altro 25% dopo gli 11. Intanto cresce anche la percezione di eccesso: la segnala 1 minore su 5, quota che sale al 28% tra i 14-15enni. Tra gli 8 e i 16 anni, il tempo online oscilla in genere tra 1 e 3 ore al giorno, ma 1 su 5 supera le 4 ore; 7 su 10 usano regolarmente social e piattaforme streaming. In questo contesto il nodo non è solo “quanto tempo” si trascorre davanti a uno schermo, ma quanti schermi entrano nella stessa giornata e che cosa finiscono per sostituire: sonno, movimento, gioco simbolico, lettura condivisa, conversazione, noia creativa.

È qui che emerge una distinzione decisiva: non tutti gli schermi pesano allo stesso modo. Una meta-analisi su 42 studi e 18.905 bambini mostra che più ore di schermo e persino la TV di sottofondo si associano a competenze linguistiche più deboli, mentre programmi educativi e visione condivisa con un adulto si associano a esiti migliori. Anche i contenuti contano: a parità di tempo totale, quelli educativi si associano a meno problemi di salute mentale, mentre i programmi non pensati per i bambini si associano a più criticità. Il problema, insomma, non è solo lo schermo in sé, ma il tipo di esperienza che costruisce. E i dati dei genitori confermano quanto il digitale sia ormai incorporato nelle routine: 1 famiglia su 5 dichiara di usare dispositivi mobili durante i pasti, nelle attese, negli spostamenti, prima di dormire e nei momenti di stanchezza, mentre l’uso di schermi a tavola si associa a tempi quotidiani di esposizione ancora più alti. Le conseguenze non si manifestano tutte insieme, ma alcuni segnali compaiono presto. Tra i 6 e i 12 anni, un uso scorretto o eccessivo dei media digitali si associa a sonno meno sano, attenzione più debole, peggior rendimento scolastico, difficoltà di linguaggio e cognizione, meno esercizio e meno tempo con amici e famiglia. Nei preschooler, oltre 1 ora al giorno di schermo si associa più spesso a esiti peggiori sul piano cognitivo, linguistico e socio-emotivo; negli adolescenti, oltre 3 ore al giorno sui social si associano a un rischio circa doppio di problemi di salute mentale, mentre una meta-analisi del 2026 su 153 studi longitudinali collega l’uso dei social a più depressione, più problemi comportamentali, più autolesionismo, più uso di sostanze e risultati scolastici peggiori. Per questo la sfida non può essere affrontata né con l’allarmismo né con la banalizzazione. Serve una lettura più matura del fenomeno, capace di unire educazione, psicologia, competenze sociali e cultura digitale. In questo quadro, la formazione universitaria può diventare uno strumento decisivo per preparare professionisti in grado di leggere i nuovi equilibri dell’infanzia connessa e intervenire nei contesti scolastici, familiari e sociali con strumenti adeguati.

Decreto Interministeriale 31 marzo 2026

IL MINISTERO DELL’INTERNO
DI CONCERTO CON
IL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE E DEL MERITO

Prescrizioni per l’attuazione, con scadenze differenziate, delle vigenti normative in materia di prevenzione degli incendi per gli edifici scolastici ed i locali adibiti a scuola. (26A01708)

(GU Serie Generale n.81 del 08-04-2026)

Nota 31 marzo 2026, AOODGOSV 97152

Ministero dell’i struzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

OGGETTO: Adozione dei libri di testo nelle scuole di ogni ordine e grado – anno scolastico 2026/2027.

Monitoraggio sull’uso del digitale negli istituti di istruzione secondaria di primo e secondo grado

Il monitoraggio promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito sull’uso del digitale nelle Scuole secondarie di primo e di secondo grado, realizzato nell’anno scolastico 2025/2026 anche al fine di definire misure di supporto e accompagnamento, evidenzia un quadro ampiamente positivo. Le scuole stanno rafforzando sia le regole sia le azioni educative per promuovere un uso consapevole delle tecnologie.

I dati mostrano un recepimento molto ampio delle misure sul divieto di utilizzo del cellulare in classe: oltre il 90% degli istituti lo ha già inserito nei propri atti e regolamenti. Accanto alle regole, emerge un forte investimento educativo: oltre due scuole su tre hanno attivato moduli di educazione civica dedicati e hanno organizzato seminari con esperti, mentre più della metà promuove progetti specifici su smartphone e social. Anche sul versante dei contenuti, oltre due terzi delle scuole lavorano sull’uso sicuro dei dispositivi digitali e oltre la metà affronta il tema delle fake news.

Molto significativo è anche l’impegno nel coinvolgimento e nell’informazione delle famiglie. Sul fronte dell’innovazione, quasi il 97% delle scuole ha già adottato o è in fase di adozione delle Linee guida sull’Intelligenza Artificiale. Inoltre, tra gli strumenti ritenuti più utili dalle scuole, circa l’80% indica percorsi didattici per gli studenti, oltre il 70% la formazione dei docenti e circa due scuole su tre materiali informativi per studenti e famiglie.

“Il monitoraggio restituisce risultati molto incoraggianti e conferma che il sistema scolastico sta affrontando con serietà e maturità la sfida del digitale”, dichiara il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. “Le scuole hanno recepito le nuove regole e al tempo stesso stanno costruendo percorsi educativi fondati su responsabilità, prevenzione e consapevolezza. È così che si realizza quella che sin dall’inizio dell’azione di Governo abbiamo definito scuola costituzionale: la scuola che ha al centro la persona dello studente”.

“Il monitoraggio testimonia il lavoro svolto e il conseguente impegno delle istituzioni scolastiche nel guidare studenti e famiglie verso un uso equilibrato, sicuro e responsabile delle nuove tecnologie. Molto positivo”, prosegue Valditara”, è anche il recepimento delle Linee guida sull’Intelligenza Artificiale, che mostra attenzione all’innovazione e capacità di governarne gli effetti, frutto anche dei tanti investimenti di risorse effettuati e dedicati all’innovazione e alla digitalizzazione. Basti ricordare l’investimento di 2,1 miliardi per la trasformazione delle aule didattiche in ambienti di apprendimento innovativi e il grande piano di formazione del personale scolastico sulla digitalizzazione da 800 milioni compreso l’ultimo avviso per la formazione specifica sull’Intelligenza Artificiale”, conclude il Ministro Valditara.

A breve partiranno con Indire anche specifici corsi di formazione per i docenti per meglio attuare le nuove Linee guida sulla educazione civica che prevedono l’insegnamento di una gestione corretta di smartphone e social. L’obiettivo è offrire agli studenti una maggiore consapevolezza di problematicità, rischi e opportunità degli strumenti digitali e della Intelligenza Artificiale.

Nota 31 marzo 2026, AOODGSIP 1154

Il Ministro dellistruzione e del merito

Ai Dirigenti Scolastici delle Istituzioni scolastiche del primo e secondo
ciclo di istruzione statali e paritarie
Ai Direttori generali degli Uffici scolastici regionali
Alla Sovrintendenza Scolastica per la Provincia autonoma di Bolzano
All’Intendenza Scolastica per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
All’Intendenza Scolastica per le località ladine di Bolzano
Al Dipartimento istruzione e cultura della Provincia autonoma di Trento
Alla Sovrintendenza agli studi per la Regione Valle d’Aosta
All’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità presso il Ministero dell’istruzione e del merito
All’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità
della Presidenza del Consiglio dei ministri
Al Presidente della Federazione tra le associazioni nazionali dei disabili (FAND)
Al Presidente della Federazione italiana per il superamento delle disabilità (FISH)
All’Associazione Nazionale Genitori persone con Autismo (ANGSA)
Al Forum nazionale delle Associazioni dei genitori della scuola (FONAGS)
Ai Coordinatori regionali dei Presidenti delle Consulte Provinciali degli studenti

Oggetto: 2 aprile – Giornata Mondiale della consapevolezza sull’Autismo

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 75

75 del 31-03-2026

Piano annuale dei flussi di cassa

Nota 26 marzo 2026
Modello semplificato del Piano annuale dei flussi di cassa e adempimenti Delibera ANAC n .481/2025

Nota 20 marzo 2026, AOODGFIESD 25128
Delibera ANAC n. 481 del 3 dicembre 2025. Obblighi di pubblicazione dei dati sui pagamenti ex art. 4-bis, D. Lgs. n. 33/2013 – Implementazione di una nuova funzione nel Sistema Bilancio Integrato Scuole, area SIDI

Nota 20 marzo 2026, AOODGFIESD 25127
Compilazione automatica del Piano annuale dei flussi di cassa semplificato – Implementazione di una nuova funzione nel Sistema Bilancio Integrato Scuole, area SIDI

Nota 26 febbraio 2026, AOODGFIESD 21133
Adozione del Piano annuale dei flussi di cassa, ai sensi dell’art. 6, comma 1, del D.L. 19 ottobre 2024, n. 155. Istruzioni operative

Nota 6 febbraio 2026, AOODGFIESD 2284
Flussi finanziari delle istituzioni scolastiche – Trasmissione dei dati gestionali e Piano annuale dei flussi finanziari


Con Nota 26 febbraio 2026, AOODGFIESD 21133, sono fornite istruzioni operative per l’adozione del Piano annuale dei flussi di cassa, ai sensi dell’art. 6, comma 1, del D.L. 19 ottobre 2024, n. 155.
In sede di prima applicazione le Istituzioni scolastiche potranno procedere all’adempimento entro e non oltre il mese di marzo 2026.

IA nella scuola: la rete nazionale degli snodi formativi

IA nella scuola: nasce la rete nazionale degli snodi formativi

Avv. Gianfranco Nunziata (Foro di Salerno)

La nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito n. 73226 del 27 marzo 2026, concerne l’Avviso Pubblico per la costituzione di snodi formativi per la transizione digitale sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale (IA) nella scuola.

Analisi dell’Avviso Pubblico n. 73226 del 27 marzo 2026

L’Avviso Pubblico in oggetto, emanato in attuazione del PNRR e di specifiche normative nazionali ed europee in materia di intelligenza artificiale, ha la finalità di selezionare istituzioni scolastiche per costituire una rete di “snodi formativi territoriali”. Tali snodi avranno il compito di erogare percorsi di formazione sull’IA a beneficio del personale scolastico.

1. Opportunità per i Docenti

L’iniziativa offre significative opportunità di sviluppo professionale per i docenti e per tutto il personale scolastico. Le attività previste si articolano principalmente in:

  • Partecipazione a percorsi formativi: I docenti potranno accedere a percorsi e workshop di formazione e approfondimento sull’IA. Tali corsi mirano a fornire competenze sui principi, le potenzialità, i rischi e la regolamentazione dell’IA, nonché sull’utilizzo di strumenti specifici per la didattica, la valutazione e la personalizzazione degli apprendimenti. È prevista anche la realizzazione di almeno un percorso finalizzato alla “formazione di formatori”.
  • Sperimentazione pratica: Sono previsti laboratori formativi “sul campo” che includono cicli di tutoraggio, mentoring e coaching. Queste attività permetteranno ai docenti di sperimentare concretamente l’utilizzo di dispositivi e applicazioni di IA in classe, anche con il coinvolgimento diretto degli studenti.
  • Ruolo di formatore o esperto: Il personale scolastico in possesso di competenze specifiche potrà essere individuato per ricoprire il ruolo di formatore o esperto nell’ambito dei progetti. L’Avviso specifica che tali incarichi, se svolti al di fuori dell’orario di servizio, possono essere retribuiti.

2. Soggetti Ammessi a Partecipare

È necessario distinguere tra i soggetti che possono presentare la candidatura per diventare “snodo formativo” e il personale che beneficerà della formazione.

  • Soggetti proponenti: Possono candidare proposte progettuali le istituzioni scolastiche statali e gli enti gestori di scuole paritarie non commerciali del primo e del secondo ciclo di istruzione. Ciascuna istituzione può presentare un solo progetto. La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata alle ore 15:00 del 17 aprile 2026.
  • Destinatari della formazione: I percorsi formativi sono rivolti a tutto il personale scolastico: docenti, personale ATA, Dirigenti Scolastici (DS) e Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA). I docenti, quindi, non aderiscono direttamente all’Avviso, ma parteciperanno ai corsi organizzati dalle scuole che verranno selezionate come snodi formativi.

3. Previsioni del CCNL

I Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) del comparto Istruzione e Ricerca stabiliscono il quadro normativo entro cui si inseriscono le iniziative di formazione e gli incarichi aggiuntivi per il personale.

  • Diritto e dovere di formazione: Il CCNL 2019-2021, all’art. 36, ribadisce che la formazione e l’aggiornamento costituiscono un diritto e un dovere per il personale docente, funzionale allo sviluppo della professionalità.
  • Rispetto della normativa contrattuale: L’Avviso Pubblico stesso stabilisce un vincolo di conformità al CCNL. L’articolo 7, comma 4, prevede espressamente che gli incarichi aggiuntivi conferiti al personale interno per attività di docenza, tutoraggio o coordinamento debbano essere assegnati “nel rispetto puntuale della parte normativa dei CCNL vigenti di riferimento per ciascuna figura operante nella scuola”. Ciò implica che la gestione di tali incarichi, inclusi gli aspetti retributivi, dovrà essere coerente con quanto disciplinato dalla contrattazione collettiva.
  • Attività funzionali all’insegnamento: Le attività di formazione rientrano a pieno titolo tra le attività funzionali all’insegnamento, che, come definito dall’art. 43 del CCNL 2019-2021, comprendono “attività di aggiornamento e formazione”.

4. Potenziali Criticità Legali

Dall’analisi dell’Avviso e del contesto normativo emergono diverse aree di potenziale criticità legale che le istituzioni scolastiche proponenti e l’Amministrazione dovranno attentamente presidiare.

  • Principio di non discriminazione: Sebbene l’Avviso si rivolga genericamente al “personale scolastico”, sarà cruciale garantire che l’accesso alla formazione non sia limitato al solo personale di ruolo. La giurisprudenza europea e nazionale è consolidata nel ritenere discriminatoria l’esclusione del personale a tempo determinato da benefici formativi, a meno che non sussistano ragioni oggettive. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che la clausola 4 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato osta a una normativa nazionale che riservi un vantaggio formativo (come la Carta del Docente) al solo personale a tempo indeterminato, poiché anche i docenti precari hanno il medesimo obbligo di formazione continua. Pertanto, un’eventuale esclusione dei docenti a tempo determinato dai percorsi formativi sull’IA potrebbe essere oggetto di contenzioso.
  • Procedure di selezione del personale: L’Avviso impone che la selezione di personale, sia interno che esterno (formatori, esperti, collaboratori), avvenga tramite “adeguata procedura pubblica nel rispetto dei principi di parità di trattamento, non discriminazione, libera concorrenza, trasparenza e proporzionalità”, in conformità al D.Lgs. 36/2023 (Codice dei Contratti Pubblici). La violazione di tali principi non solo espone l’istituzione a possibili ricorsi, ma rende i relativi costi non ammissibili a finanziamento.
  • Conformità alla normativa sull’IA: I progetti dovranno essere pienamente conformi al quadro normativo in rapida evoluzione sull’intelligenza artificiale, che include il Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), la Legge nazionale n. 132/2025 e le Linee guida ministeriali. Un aspetto centrale, evidenziato anche da fonti di analisi, è il rispetto del principio per cui “gli esseri umani devono mantenere il controllo sulle decisioni basate su sistemi informatici che impattano sulle persone”.
  • Rispetto dei vincoli finanziari: Le istituzioni beneficiarie dovranno assicurare una gestione finanziaria rigorosa, rispettando le norme su conflitti di interesse, frodi, corruzione e il divieto di doppio finanziamento. L’inosservanza di tali obblighi può comportare la revoca del finanziamento e l’obbligo di restituzione delle somme percepite.
  • Controversie: L’Avviso stesso predetermina la giurisdizione per eventuali controversie, attribuendola in via esclusiva al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio.

In conclusione, l’iniziativa rappresenta un’importante opportunità per l’aggiornamento del sistema scolastico, ma la sua attuazione richiede un’attenta navigazione del complesso quadro normativo e contrattuale, con particolare attenzione ai principi di non discriminazione e trasparenza nelle procedure.

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 74

74 del 30-03-2026

Avviso 30 marzo 2026, AOODPIT 537

Ministero dell’ istruzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione

AVVISO PUBBLICO

Sperimentazione nazionale finalizzata allo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici di cui alla legge 19 febbraio 2025, n. 22

Il caso di Novara e le responsabilità dell’amministrazione

Il caso di Novara e le responsabilità dell’amministrazione

Avv. Gianfranco Nunziata (Foro di Salerno)

Dalle ultime notizie di cronaca emerge che a un professore di un istituto superiore della provincia di Novara è stato contestato il reato di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di studenti e studentesse minorenni.

Le condotte illecite sarebbero consistite in: “palpeggiamenti, ammiccamenti e frasi equivoche”.

Questi atti sarebbero stati posti in essere durante le ore di lezione, con l’aggravante di aver agito “abusando del proprio ruolo e in violazione dei doveri connessi alla funzione d’insegnante e alla qualifica di pubblico ufficiale”.

La giurisprudenza distingue tra la contravvenzione di molestie (art. 660 c.p.), che si configura in presenza di espressioni verbali a sfondo sessuale o atti di corteggiamento invasivo non graditi, e il più grave delitto di violenza sessuale (art. 609-bis c.p.). Quest’ultimo si concretizza quando si passa ai “toccamenti a sfondo sessuale”, anche non casuali, di parti del corpo della persona offesa, non necessariamente zone erogene. Nel caso di specie, la contestazione di “palpeggiamenti” qualifica la condotta nell’alveo della violenza sessuale, come previsto dall’art. 609-bis del Codice Penale. L’abuso di autorità, connesso al ruolo di insegnante, costituisce un elemento costitutivo del reato.

Rischi per il Professore: Procedimento Penale e Disciplinare

Il professore indagato è esposto a conseguenze su due piani distinti ma interconnessi: quello penale e quello disciplinare.

1. Sul Piano Penale:

Il reato contestato è la violenza sessuale, punito dall’art. 609-bis c.p. con la reclusione da sei a dodici anni. La qualifica di insegnante e la minore età delle vittime costituiscono aggravanti che possono inasprire la pena.
Nei suoi confronti, il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha già emesso una misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio. Questa misura, prevista dall’art. 289 c.p.p., ha finalità processuali (es. prevenire la reiterazione del reato) e si distingue nettamente dalle sanzioni disciplinari.

2. Sul Piano Disciplinare:

Indipendentemente dall’esito del processo penale, l’amministrazione scolastica è tenuta ad avviare un procedimento disciplinare. I rischi per il professore sono significativi e possono culminare nella sanzione più grave.
Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del Comparto Istruzione e Ricerca 2019-2021, all’art. 48, stabilisce che per il personale docente si applica la disciplina del D.Lgs. 297/1994, ma introduce un’integrazione fondamentale. Prevede espressamente la sanzione del licenziamento per: “atti, comportamenti o molestie a carattere sessuale, riguardanti studentesse o studenti affidati alla vigilanza del personale, anche ove non sussista la gravità o la reiterazione, dei comportamenti”.

Anche il D.Lgs. 165/2001 prevede il licenziamento per gravi o reiterate violazioni dei codici di comportamento.
La giurisprudenza ha confermato che condotte di tale natura ledono irrimediabilmente il vincolo fiduciario con l’amministrazione e sono incompatibili con la prosecuzione del rapporto di lavoro, data la particolare odiosità della condotta posta in essere con abuso dell’autorità e in contrasto con le finalità educative.
Altre sanzioni disciplinari previste per il personale docente, a seconda della gravità della mancanza, includono la censura e la sospensione dall’insegnamento e/o dalla retribuzione per periodi variabili. 

Provvedimenti che la Scuola Deve Adottare

La scuola, in quanto pubblica amministrazione, ha precisi doveri procedurali e di tutela.

1. Avvio e Gestione del Procedimento Disciplinare:

  • Segnalazione: Il dirigente scolastico, una volta a conoscenza dei fatti, ha l’obbligo di segnalarli entro dieci giorni all’Ufficio competente per i procedimenti disciplinari (UPD).
  • Apertura del Procedimento: L’UPD deve avviare il procedimento disciplinare, che prosegue anche in pendenza del procedimento penale (principio di autonomia dei due procedimenti).
  • Sospensione Cautelare Disciplinare: L’amministrazione ha la facoltà di disporre la sospensione cautelare del dipendente dal servizio. Questa misura, a differenza di quella penale, ha lo scopo di tutelare l’immagine e il prestigio dell’amministrazione e impedire che la permanenza in servizio del dipendente possa pregiudicare la funzionalità dell’ente. Il CCNL prevede la sospensione cautelare sia in caso di accertamenti per fatti gravi, sia in caso di procedimento penale. La sospensione del procedimento disciplinare in attesa dell’esito di quello penale non preclude l’adozione della sospensione cautelare dal servizio.

2. Provvedimenti a Tutela degli Studenti:

La tutela della comunità studentesca è prioritaria. La scuola deve:

  • Garantire un Ambiente Sicuro: Le pubbliche amministrazioni devono assicurare “l’assenza di qualunque forma di discriminazione e di violenza morale o psichica” e promuovere un “ambiente di lavoro improntato al benessere organizzativo”.
  • Adottare Misure Cautelari: La sospensione cautelare del docente è il principale strumento per allontanarlo fisicamente dall’istituto, prevenendo ogni possibile contatto con gli studenti e garantendone la serenità.
  • Collaborare con l’Autorità Giudiziaria: Come avvenuto nel caso di specie, la piena e tempestiva collaborazione del dirigente scolastico con le forze dell’ordine è fondamentale per le indagini e per “garantire, fin dalle prime fasi, la tutela della comunità studentesca e il regolare svolgimento delle attività didattiche”.
  • Protezione del Minore Testimone: Qualora gli studenti siano chiamati a testimoniare, il sistema processuale offre strumenti di salvaguardia della loro personalità, come l’incidente probatorio con “modalità protette” (es. uso di vetro a specchio) per evitare il contatto visivo con l’imputato e ridurre l’impatto emotivo dell’esame.

Modalità di Difesa del Professore

Il professore ha diritto a difendersi sia nel procedimento penale sia in quello disciplinare, secondo i principi del giusto procedimento.

1. Nel Procedimento Penale:

L’indagato/imputato può avvalersi di tutte le garanzie previste dal codice di procedura penale, inclusa l’assistenza di un difensore di fiducia, il diritto di non rispondere, presentare memorie, chiedere l’ammissione di prove a discarico e impugnare i provvedimenti a lui sfavorevoli.

2. Nel Procedimento Disciplinare:

Il D.Lgs. 165/2001 e il CCNL garantiscono al dipendente specifici diritti difensivi:

  • Contestazione Scritta dell’Addebito: Il procedimento inizia con la notifica di una contestazione dettagliata dei fatti.
  • Diritto all’Audizione: Il professore deve essere convocato per essere sentito a sua difesa (contraddittorio) e può farsi assistere da un procuratore o da un rappresentante sindacale.
  • Accesso agli Atti: Ha diritto di prendere visione e estrarre copia degli atti del procedimento disciplinare.
  • Rapporto con il Processo Penale: Se il procedimento disciplinare viene sospeso in attesa della definizione di quello penale, e questo si conclude con una sentenza irrevocabile di assoluzione con formula piena (“il fatto non sussiste”, “l’imputato non lo ha commesso”), il procedimento disciplinare viene riaperto e l’amministrazione deve conformarsi al giudicato penale. In caso di licenziamento e successiva assoluzione, il dipendente ha diritto alla riammissione in servizio. Tuttavia, la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione non impedisce la prosecuzione e conclusione del procedimento disciplinare.
  • Principio di Proporzionalità: La difesa può contestare la proporzionalità della sanzione irrogata rispetto ai fatti commessi. La giurisprudenza richiede che l’amministrazione motivi adeguatamente le ragioni per cui ritiene di irrogare una sanzione piuttosto che un’altra, specie se si tratta della massima sanzione espulsiva.

Il pharmakon educativo

Il pharmakon educativo: la scuola tra cura e veleno

La natura ambivalente dell’istituzione scolastica, tra promessa emancipatrice e rischio di normalizzazione

 di Bruno Lorenzo Castrovinci

Veleno e cura. Bernard Stiegler riprendeva dal lessico greco una parola antica per descrivere la tecnica nel nostro tempo: pharmakon. Un termine che custodisce un paradosso radicale, perché indica insieme il rimedio e il veleno. Non è un’ambiguità accidentale, ma il riconoscimento che ogni strumento capace di potenziare l’uomo può anche impoverirlo. Tutto dipende dall’uso, dalla misura, dal contesto culturale in cui viene inscritto.

Platone, nel Fedro, applica questa categoria alla scrittura. Il dio Theuth la presenta come un dono che rafforzerà la memoria; il re Thamus risponde che, al contrario, rischia di indebolirla, perché gli uomini smetteranno di esercitare il ricordo vivo affidandosi ai segni esterni. La scrittura è tecnica, ed è pharmakon: estensione della mente e, insieme, possibile atrofia delle sue facoltà.

Se spostiamo lo sguardo al presente, comprendiamo che la scuola stessa è una forma di tecnica. Non nel senso riduttivo di apparato burocratico, ma nel senso originario di téchne: un’arte organizzata, un insieme strutturato di pratiche, regole, dispositivi simbolici attraverso cui una società trasmette sapere e forma le nuove generazioni. La scuola è una tecnologia culturale complessa, una protesi collettiva della memoria e del pensiero.

Come ogni tecnica, anche la scuola è pharmakon. È rimedio quando permette all’individuo di emanciparsi dall’immediatezza del desiderio, quando offre strumenti critici per orientarsi in un mondo dominato dal consumo e dall’accelerazione. È cura quando insegna a sospendere l’impulso, a riflettere, a trasformare l’informazione in conoscenza. In un’epoca in cui la tecnica digitale moltiplica stimoli e desideri, la scuola può diventare lo spazio in cui si apprende la misura.

Ma la scuola può diventare veleno quando si lascia assorbire dalla stessa logica tecnica che dovrebbe interrogare. Quando riduce l’apprendimento a performance misurabile, quando adotta la velocità come unico criterio di efficacia, quando trasforma il sapere in prodotto e lo studente in consumatore di crediti e voti. In quel momento, l’istituzione che dovrebbe educare alla libertà rischia di riprodurre meccanicamente il paradigma dominante.

Il legame tra scuola e tecnica non è dunque esterno, ma strutturale. La scuola è il luogo in cui la società decide come trasmettere le proprie tecniche, dalla scrittura all’Intelligenza Artificiale e come insegnare a usarle. È lo spazio in cui il pharmakon può essere compreso, governato, integrato criticamente.

In un tempo in cui la tecnica sembra guidare l’uomo più di quanto l’uomo guidi la tecnica, la scuola diventa il laboratorio decisivo per invertire questa dinamica. Non per opporsi alla tecnologia, ma per educare a un uso consapevole, capace di distinguere tra potenziamento e dipendenza, tra desiderio autentico e consumo indotto.

La differenza tra veleno e cura, allora, non sta nella tecnica in sé, né nella scuola come istituzione, ma nella qualità della coscienza che le abita. Ed è proprio qui che la scuola, come téchne educativa, può diventare il luogo in cui impariamo non solo a usare gli strumenti, ma a non esserne usati.

La promessa della cura

Nella sua forma più autentica, l’educazione scolastica è un atto di cura nel senso più ampio del termine. Non si tratta soltanto di trasmettere contenuti, ma di accompagnare un essere umano nel processo, sempre incompiuto, di diventare chi è. L’insegnante che davvero cura non riempie un contenitore vuoto, ma accende un fuoco e quel fuoco, quando prende, può illuminare una vita intera.

La scuola come pharmakon curativo è quella che sa accogliere la vulnerabilità dell’apprendimento. Imparare significa esporsi, ammettere di non sapere, accettare di essere trasformati. Pensiamo a quei momenti in cui un insegnante ha saputo vedere qualcosa in noi che noi stessi non vedevamo. Un talento nascosto, una passione ancora inconsapevole. In quei momenti la scuola funziona come il più potente dei rimedi, perché guarisce qualcosa di profondo, la sensazione di non essere visti, di non avere un posto nel mondo.

Il veleno nascosto nella medicina

Ma il pharmakon ha sempre un’altra faccia. La stessa istituzione che promette emancipazione può diventare, con i medesimi strumenti e talvolta con le migliori intenzioni, uno spazio di normalizzazione e violenza simbolica. Foucault lo ha mostrato con chiarezza. La scuola moderna nasce insieme al carcere, all’ospedale, alla caserma, e condivide con queste istituzioni la stessa logica di sorveglianza e classificazione.

Il voto, per esempio, per molti studenti non è uno strumento di crescita, ma una sentenza, un marchio che li definisce. Il sei meno diventa un’identità, l’insufficienza  si trasforma in inadeguatezza. Quando la competizione diventa il motore principale dell’apprendimento e lo studente smette di chiedersi cosa vuole sapere per iniziare a chiedersi solo come essere giudicato meglio, allora il pharmakon inverte il proprio segno.

Bourdieu ha mostrato come la scuola, pur proclamandosi luogo di meritocrazia, riproduca le disuguaglianze sociali. Il figlio dell’operaio e il figlio del professionista siedono nello stesso banco, ma non partono dallo stesso punto. La scuola finge di non vederlo e, valutando entrambi con gli stessi criteri, trasforma un’ingiustizia sociale in un fallimento individuale. Il veleno è tanto più pericoloso perché si presenta come cura.

Il corpo e il tempo dimenticati

C’è poi la questione del corpo. La scuola è storicamente un luogo in cui i corpi vengono disciplinati, contenuti, immobilizzati. I bambini, che per natura apprendono attraverso il movimento e l’esplorazione, vengono introdotti molto presto in un ambiente che chiede loro di rinunciare a tutto questo. Quando un bambino non riesce ad adattarsi a questa immobilità, la risposta del sistema è spesso una diagnosi. Il pharmakon educativo genera così la necessità di un altro pharmakon, questa volta di natura chimica.

Anche il rapporto con il tempo rivela la natura tossica della scuola. L’apprendimento autentico ha un ritmo proprio, che non coincide quasi mai con quello istituzionale. C’è chi ha bisogno di più tempo per capire, e questa lentezza non è un difetto. C’è chi arriva prima e si annoia, e la noia diventa disaffezione. La fretta con cui la scuola procede attraverso i programmi produce una violenza sottile che raramente viene riconosciuta. È la violenza di chi non viene aspettato, di chi sente che il proprio ritmo è un problema da risolvere piuttosto che una differenza da accogliere.

Insegnanti al centro del paradosso

Se la scuola è pharmakon, gli insegnanti ne sono i farmacisti. Sono loro a dosare la sostanza, a fare la differenza tra cura e avvelenamento. L’insegnante che cura è quello che non smette di interrogarsi, che sa che ogni studente è un mondo a sé, che quando la sua medicina non funziona non incolpa il paziente ma cambia la cura.

Ma anche l’insegnante è vittima del pharmakon. Il sistema lo costringe a valutare quando vorrebbe accompagnare, a selezionare quando vorrebbe includere, a correre quando vorrebbe soffermarsi. La burocrazia lo sommerge, i numeri delle classi lo sopraffanno. Un insegnante logorato e lasciato solo non può essere veicolo di cura per nessuno.

Per una scuola consapevole del proprio pharmakon

Sarebbe facile contrapporre una scuola buona a una cattiva. Ma la forza del concetto di pharmakon sta nel rifiuto di questa semplificazione. L’ambivalenza non è un difetto da correggere, ma la natura stessa dell’atto educativo. Persino credere nelle potenzialità di uno studente può trasformarsi in pressione insopportabile se il messaggio che arriva non è “puoi farcela” ma “devi farcela”.

Una scuola che sa di essere pharmakon è una scuola che si interroga costantemente sui propri effetti, che ascolta le voci di chi ne esce ferito e non solo di chi ne esce vincitore. Significa ripensare la valutazione come dialogo, restituire tempo alla lentezza, ricordare che il corpo non è nemico della mente, prendersi cura di chi cura.

La scuola perfetta non esiste e non esisterà mai. Il pharmakon educativo non ha una formula definitiva, ha solo la possibilità di essere dosato con più sapienza, somministrato con più amore, monitorato con più onestà. La scuola migliore non è quella che ha risolto il paradosso, ma quella che ha imparato a conviverci senza smettere di cercare, ogni giorno, la misura giusta tra il rimedio e il veleno.

La scuola resta il luogo in cui una società decide che tipo di futuro vuole costruire. Proprio perché è pharmakon, richiede la stessa delicatezza e la stessa umiltà che riserviamo alle cose più preziose e più pericolose che possediamo.

A 13 anni…

A 13 anni…

di Vincenzo Andraous

Nuovamente i coltelli, le lame, i pugnali fanno scempio dei luoghi del sapere, dell’incontro, delle relazioni che sono tali perché insegnano il valore del rispetto per l’altro.

Questa volta il ribelle inconcludente non ha l’età neppur per essere perseguito penalmente.

Un adolescente con il bicipite in bella mostra, con le mani in tasca e le gambe larghe, con l’arroganza della sfida, della scommessa, del rischio che rimarrà un rimorso che scava per ogni giorno a venire.

A 13 anni senza parole per chiamare le cose con il proprio nome, senza alcuna capacità di vedere e sentire l’emozione di una vita interpretata con il cuore, bensì percepita come una linea banale e sonnolenta. 

A scuola un giovanissimo leader del delirio di onnipotenza, tra violenza, illegalità, ingiustizia.

Un leader malconcio e straziato da ben altro delirio, forse ancora peggiore, quello della perenne commiserazione, tutto ciò che mi accade, che mi perseguita, che la vita mi riserva non è mai dovuto a mia incapacità o irresponsabilità,  la colpa è sempre di qualcun altro, dell’intorno che non risparmia e addita, la colpa è sempre di questo o di quello, io non sono il carnefice di me stesso e degli altri.

Io sono la vittima predestinata, innocente, ben intruppata tra le vittime che spesso sempre più spesso rimangono senza giustizia. 

Una scuola e una docente prese a coltellate, una scuola che insegna ai ragazzi lo strumento salvavita di alzare la mano per chiedere aiuto e una professoressa incolpevole della tragedia che incombe.

Quando accadono fatti così eclatanti diviene assai difficile immaginare un futuro in cui la rabbia e l’ira di un giovanissimo non siano la risultanza  prodotta dall’indifferenzadel mondo adulto e delle istituzioni che pensano supinamente di risolvere questa vergogna del sangue con la sola bacchetta calata con forza sulle dita.

Quando un adolescente non sente il bisogno di  avvicinare la libertà alla propria responsabilità, forse occorre avere più tempo e più occhi del cuore per accorgersi dei risultati dell’uso e abuso dell’agio, di quanto malessere esonda da un benessere privo di impegno e fatica.

Forse in questo presente così drammatico dove la sfida educativa appare soltanto uno slogan, sarà bene usare le parole con la dovuta onestà,  prendere atto che non esistono ragazzi “senza problemi” ma ragazzi a cui prestare cura e attenzione. Senza se e senza ma.

Una scuola identica a se stessa

Una scuola identica a se stessa

di Giovanni Fioravanti

La scuola resta sempre identica a se stessa e di fronte ai problemi ricorre alla medicalizzazione, ora anche alla criminalizzazione. I problemi per la scuola sono disturbi, disturbi dell’apprendimento, del comportamento, della sfera emotiva e via dicendo. Sono sempre il ragazzo o la ragazza, il bambino o la bambina, lo studente o la studentessa ad essere disturbati. La scuola non ha disturbi, procede imperturbabile nella sua normalità istituzionale e istituzionalizzata. Così si passa con estrema  naturalezza dall’insegnante di sostegno al metal detector. Dai bisogni educativi speciali alle comunità di recupero.

Potremmo chiamarla la didattica dello scarto, tutto ciò che non è standard va rubricato e classificato a parte. L’età non adulta come stato di minorità che ha bisogno di cure, c’è chi si ricorda quando gli asili nido erano gestiti dagli assessorati alla sanità? La sindrome è sempre quella, o meglio, è ancora quella, ahimè!

Essere minori è una malattia. Una volta era curata con l’educazione, ora manca anche questa, nel senso che nella scuola è sempre quella di una volta, immutata e quindi è come  un farmaco scaduto, in famiglia resta un oggetto misterioso, difficile da maneggiare, dalla società è scomparsa ceduta in appalto ai social.

Ma la colpa è sempre loro, di lui e di lei che devono crescere e non sanno che pesci pigliare perché non c’è nessuno che li aiuti, che sia in grado di farlo. Per gli adulti la parola magica è “psicologo”. Lo psicologo è diventato come il prezzemolo va messo dappertutto per cucinare il piatto della normalità. Lo chef della cucina mentale e comportamentale, a scuola, in famiglia, nello sport, sul lavoro, nei lutti e negli eventi inaspettati come l’epidemia di Covid.

Non si delega più la politica, si preferisce astenersi, ma lo psicologo e i social semmai sì.

Il problema è che a essere disturbati non sono solo i giovani out, ad essere disturbato è il mondo in cui viviamo, quello gestito, manipolato, confezionato dagli adulti, quelli stessi che dovrebbero crescere e educare le giovani generazioni, farsi carico di chi non ce la fa, di chi si sente altro dagli altri, di chi ha il diritto di avere i suoi problemi e di incontrare una mano che lo aiuti. Non pensando di curarlo, di farne un caso, una sindrome, ma di camminargli accanto, di ascoltarlo, di udire attentamente ciò che non si sente ma viene detto, sentire prestando orecchio ai segnali percettibili e impercettibili, accogliere e raccogliere.

È difficile, occorre tempo, sensibilità e disponibilità. Tutte cose per le quali non c’è posto in un’aula se mai affollata di alunne e alunni. Non si sente da dietro la cattedra, la voce che insegna la materia copre quel rumore di fondo che proviene da un banco e che è solo un disturbo, qualcuno che non è attento, un disturbo che impedisce di studiare e quindi condannato ad amplificarsi come disturbo sia per la classe, che per l’insegnante ma soprattutto per chi sta seduto al banco da cui il rumore di fondo proviene inascoltato, ignorato o enfatizzato.

“Mi umilia di fronte alla classe” scrive il tredicenne che accoltella la professoressa di francese di una scuola in cui il ministro ha teorizzato il valore educativo dell’umiliazione. È come fornire una cura iatrogena, a meno che non si creda che il mitridatismo possa rendere immuni.

Al ragazzo padre, madre e insegnate hanno fornito cure educative tossiche tanto da scatenare la sua follia omicida. Follia significa etimologicamente vuoto, il vuoto prodotto dagli adulti di riferimento: padre, madre, insegnanti che diventano gli obiettivi della sua follia. Perché da lui considerati cause di quel vuoto che gli si è prodotto dentro, facendo crescere e nutrendo il desiderio di vendetta. Vendetta non come punizione, ma vendetta come liberazione da quel vuoto trasformato in desiderio, in mancanza siderale.

Quando massima è la forza biologica, emotiva e intellettuale, i nostri ragazzi vivono parcheggiati in quella terra di nessuno dove la famiglia non svolge più alcuna funzione, la scuola non desta alcun interesse, la società alcun richiamo, dove il tempo è vuoto, l’identità non trova alcun riscontro, il senso di sé si smarrisce, l’autostima deperisce. Si rifugiano nelle pareti strette come quelle di un ascensore del solipsismo. Non esiste più una dimensione sociale dove potersi esprimere, in cui identificarti, in grado di accoglierti e raccoglierti con le tue incertezze, le tue domande, i tuoi errori.

Esiste solo un gioco di inganni di una società che ti seduce, che ti spinge in disparte con le sue trappole, con la sua reificazione, la tua identità non esiste, in famiglia e a scuola ti costringono ad essere l’avatar di te stesso, fintanto che non scatta il cortocircuito tra te e loro che non sono in grado di riconoscere la tua identità, di accettarla, di rafforzarla per sottrarti alla precarietà di ogni adolescenza. E allora sorge l’angoscia, l’ansia, la paura di perdere se stessi, che non tocca mai gli adulti che si sentono già padroni di loro stessi.

Come scrive Umberto Galimberti, nel suo L’ospite inquietante, per la formazione di un adeguato concetto di sé occorre quella considerazione positiva che siamo soliti chiamare autostima, e quell’accoglimento del negativo che è l’autoaccettazione, indispensabile per far fronte agli eventi avversi della vita.

Ma autostima e autoaccettazione sono tenute dalla scuola in minimo conto. L’autostima dello studente è scambiata spesso per presunzione, e l’autoaccettazione come un esplicito riconoscimento da parte dello studente di non valere un granché. Se poi è lo stesso studente a esser convinto di valere poco, il professore si sente assolutamente assolto nel suo ribadire, con voti e giudizi negativi, quel nulla che lo studente avverte già per suo conto dentro di sé. E così, “per non fare ingiustizie”, “per non usare due pesi e due misure”, per simili considerazioni che fioriscono sulle labbra apparentemente innocue di tanti professori, si allarga e si approfondisce quella dimensione del vuoto che talvolta porta a gesti irreversibili.

Prosegue Galimberti chiedendosi chi tra gli insegnanti accerta, oltre alle competenze culturali dei propri allievi, il grado di autostima che ciascuno di loro nutre per se stesso? Chi tra gli insegnanti è consapevole che gran parte dell’apprendimento dipende non tanto dalla buona volontà, quanto dall’autostima che innesca la buona volontà? Chi, con opportuni riconoscimenti, rafforza questa autostima, primo motore della formazione culturale, ed evita di distruggerla con epiteti e derisioni che, rivolti a persone adulte, porterebbero di corsa in tribunale? Chi si astiene dal mettere a confronto il comportamento di un allievo con quello di un altro, irrobustendo chi è già solido e distruggendo chi è già incerto e mal sicuro? Chi ascolta uno studente con interesse riconoscendogli un minimo di personalità, su cui egli possa continuare a edificare invece che a demolire? Pochi, pochissimi insegnanti nella scuola italiana, a cui si accede per competenze contenutistiche e non per formazione personale, in base al principio che l’educazione è una conseguenza diretta dell’istruzione.

La scuola non deve mai dimenticare di avere a che fare con individui ancora immaturi, ai quali non è lecito negare il diritto di indugiare in determinate fasi, seppur sgradevoli, dello sviluppo. Essa non si deve assumere la prerogativa di inesorabilità propria della vita; non deve essere più che un gioco di vita. (S. Freud, Contributi a una discussione sul suicidio (1910), pp. 301-302).