Guida alla Carta del Docente 2025/26

Guida alla Carta del Docente 2025/26: nuovi importi, scadenze e categorie di spesa

Avv. Gianfranco Nunziata (Foro di Salerno)

Dall’incontro del 5 marzo 2026 tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) e le organizzazioni sindacali, sono state definite le novità relative alla Carta del Docente per l’anno scolastico 2025/2026. Tali novità sono state formalizzate in un comunicato del Ministero e in uno schema di decreto.

Importo, Attivazione e Durata

La principale novità riguarda l’importo del bonus, che per l’anno scolastico 2025/2026 subisce una riduzione.

  • Nuovo Importo: L’importo nominale della Carta del Docente per l’a.s. 2025/2026 è stato ridotto dai precedenti 500 euro a 383 euro. Questa riduzione è stata disposta per coprire finanziariamente l’ampliamento della platea dei beneficiari.
  • Data di Attivazione: La Carta sarà attivabile a partire da lunedì 9 marzo 2026.
  • Durata e Scadenza: Viene confermata la validità biennale delle somme, con scadenza al 31 agostodell’anno successivo a quello di erogazione. Le somme non spese nell’anno scolastico 2024/2025 verranno riaccreditate insieme al nuovo importo.

Estensione della Platea dei Beneficiari

In recepimento delle sentenze della Corte di Giustizia Europea e dei tribunali nazionali, la platea dei beneficiari è stata ampliata. Il beneficio è ora esteso a:

  • Docenti con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile, con scadenza al 31 agosto.
  • Docenti con contratto di supplenza fino al termine delle attività didattiche, con scadenza al 30 giugno.
  • Personale educativo dei convitti e degli educandati.

Categorie di Spesa e Limitazioni

Il ventaglio delle spese ammissibili è stato ampliato, ma con l’introduzione di una nuova importante limitazione.

  • Nuove Categorie di Spesa: Oltre alle finalità già previste (libri, riviste, corsi di formazione, musei, teatri, ecc.), la Carta potrà essere utilizzata anche per l’acquisto di strumenti musicali e per servizi di trasporto di persone.
  • Limitazione su Hardware e Software: L’acquisto di hardware e software (come PC e tablet) sarà consentito solo in occasione della prima erogazione del bonus e, successivamente, con una cadenza quadriennale. Per i docenti che hanno già beneficiato della Carta prima dell’a.s. 2025/2026, sarà comunque possibile effettuare un acquisto di hardware e software in questo anno scolastico, dopodiché si applicherà la nuova cadenza quadriennale.

Fondi Aggiuntivi per le Istituzioni Scolastiche

Il Ministero ha disposto un investimento aggiuntivo di 281 milioni di euro destinato direttamente alle istituzioni scolastiche. Questi fondi, provenienti da risorse europee, saranno utilizzati per:

  • Acquisto di dotazioni digitali: Le scuole potranno acquistare tablet, PC, dispositivi digitali e sussidi didattici da concedere in comodato d’uso ai docenti.
  • Attività di formazione: Finanziare ulteriori attività di aggiornamento e formazione per il personale docente, individuate dal Collegio dei Docenti.

Gestione degli Arretrati

Per i docenti che hanno ottenuto il riconoscimento della Carta per annualità pregresse tramite sentenze giudiziarie, le somme accreditate si cumulano con il nuovo bonus previsto dal sistema aggiornato.

Il Paese dei cipressi ammutoliti

Il Paese dei cipressi ammutoliti

di Vincenzo Andraous

C’è una Italia che soccombe alle parole usate come clave, che arretra dove il dolore non è solo un’emozione che sale alta al cuore, ma un perenne disfacimento che non consente sguardo dietro le spalle, un perimetro dove non c’è più  spazio per una riflessione capace di suscitare un brivido al basso della schiena.

Figuriamoci una risposta condivisa, partecipata per tentare di sostituire il vuoto costruito a misura, che però non rimane indifferente, non s’arrende alle intemperie umane che il tempo preso a gomitate fa diventare disumane.

Un paese in cui un giorno si e l’altro pure agonizza tra gli echi delle assenze ingiustificate, dei morti ammazzati, dai silenzi protratti degli innocenti, così pure dei colpevoli spesso portati in trionfo dalle solite parole elargite in fretta proprio per non dire niente. 

Sembra tutto così insopportabile, sbalorditivo, quanto la resistenza ostinata a un dolore che non consente tregua. Una Italia intontita dalle ingiustizie, dalle illegalità, dalle prepotenze, dall’uso inusitato della violenza.

Oppressa dagli abusi e dai soprusi non soltanto da chi si sente un ribelle inconcludente, ma pure da chi si sente al di sopra della legge, delle regole, di qualsiasi ordinamento.

Pellerossa e giubbe blu, delinquenti e tutori della legge,  guardie e ladri, ma nonostante i tanti luoghi comuni rimane quell’impronta che così non si “va avanti” davvero. 

La rincorsa a difendere, a giustificare, a neutralizzare ad ogni costo i  giorni che scorrono pesanti rendendo vani quelli più leggeri, perché giusti nella loro essenza, nel significato profondo della propria dignità.

Ci si ammazza non soltanto ai bordi delle strade, anche in carcere, quest’anno siamo già a nove detenuti che non hanno retto l’urto dell’appropriazione indebita della loro dignità, non gli è stato concesso neppure di onorare il proprio desiderio di riparazione.

Cè una Italia che richiama ognuno e ciascuno al rispetto delle regole, ognuno e ciascuno, affinchè quelle regole costituiscano costitutivamente l’autorevolezza insita in ogni esempio di comunità, di società, di vita.

A fronte di accadimenti tanto inquietanti sarà bene sottolineare ulteriormente che il rispetto per noi stessi e per gli altri non lo si apprende attraverso una formuletta disegnata alla lavagna per quanto bravo il maestro di turno, ma solo e unicamente attraverso l’esempio, quello davvero autorevole, che ci deve accompagnare e accogliere.

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 53

53 del 05-03-2026