Educazione&Scuola Newsletter n. 1184

Educazione&Scuola Newsletter n. 1184

Aprile 2026 – XXXI Anno

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Notizie

Sperimentazione sviluppo competenze non cognitive e trasversali

Le candidature devono essere presentate entro e non oltre il 30 aprile 2026

Posizioni economiche ATA

Il 23 aprile 2026 si svolgono le prove suppletive

Viaggi d’istruzione A.S. 2025/2026

Con Nota 7 aprile 2026, AOODPPR 3306, viene data notizia dell’attivazione di sessioni formative da parte di Consip S.p.a.

CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027

Firmata il 1° aprile 2026 la pre-intesa sul contratto Istruzione e Ricerca 2025–2027

Norme

Nota 29 aprile 2026, AOODGCASIS 2902

Nomina dei Referenti di sede delle istituzioni scolastiche e modalità di funzionamento del Plico Telematico per l’invio delle tracce delle prove scritte degli esami di Maturità della scuola secondaria di II grado a.s. 2025-2026

Nota 24 aprile 2026, AOODGSIP 1725

Anno scolastico 2025/2026. Monitoraggio dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo nelle Istituzioni scolastiche – Avvio della quinta edizione Piattaforma ELISA. Prima rilevazione: studenti e studentesse …

Avviso 24 aprile 2026, AOOGABMI 95165

Azioni rivolte alla formazione del personale docente ed educativo al fine di potenziare le competenze professionali, nell’ambito del Programma Nazionale “PN Scuola e competenze 2021-2027”, in attuazione …

Avviso 24 aprile 2026, AOOGABMI 95450

Acquisto di tablet, PC, dispositivi digitali, libri e sussidi didattici da concedere in comodato d’uso al personale della scuola, nell’ambito del Programma operativo complementare al Programma operativo …

Decreto Ministeriale 22 aprile 2026, AOOGABMI 68

Costituzione degli elenchi regionali di cui all’articolo 399, comma 3-ter, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, per l’anno scolastico 2026/2027

Nota 22 aprile 2026, AOODGOSV 112374

Indicazioni nazionali per i Licei. Consultazione delle scuole

Nota 22 aprile 2026, AOODGFIESD 27389

Prevenzione degli incendi per gli edifici scolastici ed i locali adibiti a scuola. Decreto interministeriale 31 marzo 2026

Legge 20 aprile 2026, n. 50

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, recante ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia …

Nota 16 aprile 2026, AOODGPER 10164

Dotazioni organiche del personale docente e educativoper l’anno scolastico 2026/2027

Nota 14 aprile 2026, AOODGSIP 1454

“LA SCUOLA FERMA I BULLI – Esempi di buone pratiche educative” Ministero dell’istruzione e del merito, 16 aprile 2026. Evento in diretta streaming, ore 11,00-12,00

Nota 14 aprile 2026, AOODPIT 1667

“Premio Abbado Far Musica Insieme”, “Premio Abbiati per la Scuola” e “Premio Luigi Berlinguer-Trinity College London” – Concorso musicale destinato agli allievi delle istituzioni scolastiche …

Nota 8 aprile 2026, AOODGTVET 723

FIERIDA 2026, 11ª edizione – “Intelligenza artificiale e apprendimento negli adulti: scenari, rischi, opportunità”, Termoli, 13, 14, 15 aprile 2026

Nota 7 aprile 2026, AOODPPR 3306

Viaggi d’istruzione – Comunicazione attivazione di sessioni formative da parte di Consip S.p.a.

Legge 7 aprile 2026, n. 53

Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, nonché al decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 38, in materia di utilizzazione degli impianti sportivi scolastici da …

Nota 3 aprile 2026, AOODGSIP 1223

Bando di concorso pubblico destinato agli alunni della scuola primaria, degli studenti della scuola secondaria di primo e di secondo grado per l’assegnazione di borse di studio in favore delle vittime …

Nota Valle d’Aosta 2 aprile 2026, prot.n. 5962-P

Esami di maturità nelle scuole secondarie di II grado a.s. 2025/2026 – richiesta di docenti interessati alla nomina in qualità di commissari esterni nelle commissioni degli esami di maturità in Valle …

Ipotesi CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 (ARAN, 1.4.26)

Principali aspetti del trattamento economico

Rubriche

in Bacheca della Didattica

Compiti di realtà nella scuola primaria

 di Bruno Lorenzo Castrovinci

Riconoscimento servizio militare nella ricostruzione della carriera

di D.A. Tumminelli e C.S. Benfante Picogna


in InformagiovaniLa Rete di Vincenzo Andraous

Cratere scavato a misura

di Vincenzo Andraous


in Psicologia

Iscrizioni e crisi economica

di Bruno Lorenzo Castrovinci

Educare all’infinito

di Margherita Marzario


in Recensioni

Jun’ichirō Tanizaki, La chiave

di Antonio Stanca

E. Fiorentino, L’amore oscuro

di Carlo De Nitti

M. Corona, Il soffio del gallo forcello

di Antonio Stanca

Satana e Le litanie di Baudelaire

di Antonietta Cataldi

Y. Reza, Felici i felici

di Antonio Stanca

D. Foster Wallace, Da una parte e dall’altra

di Antonio Stanca


in Riforme On Line di Giancarlo Cerini

Il mondo in una classe

Firenze, 17 aprile 2026


in Software

Internet, Reti, Nuove tecnologie

Scuola e tecnica

di Bruno Lorenzo Castrovinci

Studiare con l’intelligenza artificiale

di Bruno Lorenzo Castrovinci


in Statististiche

Rilevazione dispersione scolastica in Italia

ISTAT: Elet – Early Leavers from Education and Training

Formazione ed Eventi

La Scuola Italiana per il Made in Italy

Caserta, 27 – 29 aprile 2026

Giornata della Terra

22 aprile 2026

Insieme per l’Educazione Stradale

20 aprile 2026

EDUSTRADA

Iscrizioni alle proposte formative sino al 17 aprileIl mondo in una classe

Firenze, 17 aprile 2026

La scuola ferma i bulli. Esempi di buone pratiche educative

Roma, 16 aprile 2026

Vinitaly

Verona, 12 – 15 aprile 2026

Giornata nazionale del Made in Italy 2026

15 aprile 2026

Giornata Nazionale del Mare 2026

Gaeta, 8 – 11 aprile 2026

Supereroi Fragili

Bologna, 9 – 10 aprile 2026

Educazione al rispetto e alla parità di genere

Ministero dell’Istruzione e del Merito in collaborazione con INDIRE

Bambini e schermi digitali nel 2026

Unicusano

Rassegne

Stampa

Immissioni in ruolo fuori regione

Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Consiglio Nazionale dei Presidenti delle Consulte Provinciali (CNPC)

Roma, 23 aprile 2026

Incontro ministri Istruzione Spagna ed Italia

MIM, 23 aprile 2026

Giornata Nazionale del Mare 2026

Gaeta, 8 – 11 aprile 2026

Rilevazione dispersione scolastica in Italia

ISTAT: Elet – Early Leavers from Education and Training

Educazione al rispetto e alla parità di genere

Ministero dell’Istruzione e del Merito in collaborazione con INDIRE

Arredi didattici innovativi negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia

Ministero dell’Istruzione e del Merito


Diritto – Politica – Sindacato

Sciopero 6 – 7 maggio 2026

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Legge n. 50 del 20 aprile 2026 e personale scolastico

Avv. Gianfranco Nunziata

Il Tribunale di Salerno conferma il diritto al CIA

Avv. Gianfranco Nunziata

Scuola Sicura

Avv. Gianfranco Nunziata

Permessi formazione

Avv. Gianfranco Nunziata

Whistleblowing a scuola

Avv. Gianfranco Nunziata

Riconoscimento servizio militare nella ricostruzione della carriera

di D.A. Tumminelli e C.S. Benfante Picogna

Sciopero 20 aprile 2026

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Sanzioni disciplinari a scuola

Avv. Gianfranco Nunziata

Aggressioni del Personale in ambito scolastico

Avv. Gianfranco Nunziata

Guida agli adempimenti in caso di infortunio scolastico

Avv. Gianfranco Nunziata

La disciplina delle assenze per malattia

Avv. Gianfranco Nunziata

Adesioni Sciopero 27 marzo 2026

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Contratto Istruzione e Ricerca 2025-2027

CGIL e FLC CGIL

CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027

Firmata il 1° aprile 2026 la pre-intesa sul contratto Istruzione e Ricerca 2025–2027


Gazzetta Ufficiale

del 01-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 99

del 30-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 98

del 29-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 97

del 28-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 96

del 27-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 95

del 24-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 94

del 23-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 93

del 22-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 92

del 21-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 91

del 20-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 90

del 18-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 89

del 17-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 88

del 16-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 87

del 15-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 86

del 14-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 85

del 13-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 84

del 11-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 83

del 10-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 82

del 09-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 81

del 08-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 80

del 07-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 79

del 04-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 78

del 03-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 77

del 02-04-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 76

Legge 30 aprile 2026, n. 76

Legge 30 aprile 2026, n. 76

Istituzione della Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa dello svolgimento della loro professione. (26G00094) 

(GU Serie Generale n.110 del 14-05-2026)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:
Art. 1

1. La Repubblica riconosce il giorno 3 maggio di ciascun anno quale
Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa dello
svolgimento della loro professione, di seguito denominata «Giornata
nazionale».
2. La Giornata nazionale non determina gli effetti civili di cui
alla legge 27 maggio 1949, n. 260.
3. Al fine di celebrare la Giornata nazionale, lo Stato, le
regioni, le province, le citta’ metropolitane e i comuni possono
promuovere, nell’ambito della foro autonomia e delle rispettive
competenze, iniziative specifiche, cerimonie, convegni, incontri
pubblici e altre attivita’ finalizzati a valorizzare la liberta’ di
stampa e il ruolo svolto dall’informazione. Le iniziative e gli
eventi pubblici di cui al primo periodo sono organizzati informando
l’ordine dei giornalisti, le associazioni sindacali dei giornalisti e
i singoli professionisti e professioniste del giornalismo che operano
in contesti difficili e pericolosi come i teatri di guerra o che
svolgono inchieste sulla criminalita’ organizzata. Il Ministero della
cultura, d’intesa con la Presidenza del Consiglio dei ministri –
Dipartimento per l’informazione e l’editoria, in collaborazione con
le organizzazioni di categoria piu’ rappresentative a livello
nazionale, puo’ organizzare altresi’ specifiche campagne di
comunicazione e sensibilizzazione del pubblico, in particolare
attraverso i canali del servizio pubblico radiotelevisivo.
4. Nel sito internet istituzionale della Presidenza del Consiglio
dei ministri – Dipartimento per l’informazione e l’editoria e’
pubblicato l’elenco dei giornalisti uccisi a causa dello svolgimento
della loro professione. L’elenco e’ altresi’ pubblicato nel sito
internet istituzionale dell’Ordine dei giornalisti. All’elenco e’
data ampia diffusione nell’ambito delle attivita’ ordinarie di
comunicazione della Presidenza del Consiglio dei ministri.
5. Nella Giornata nazionale le universita’, le scuole di
giornalismo e gli istituti scolastici di ogni ordine e grado,
nell’ambito della loro autonomia, possono promuovere iniziative
didattiche volte a commemorare figure di giornalisti uccisi a seguito
della loro attivita’ e ad approfondire la conoscenza dell’attivita’
professionale di giornalista nonche’ dedicare una lezione specifica
all’articolo 21 della Costituzione.
6. Per la Giornata nazionale possono essere promosse campagne
istituzionali per contrastare il linguaggio d’odio e le minacce
rivolte contro le donne giornaliste, compresa ogni azione volta a far
vergognare una persona del suo aspetto fisico. Nelle stesse campagne
si sottolinea che la violenza on line e gli attacchi sono rivolti a
indebolire il giornalismo d’inchiesta, la liberta’ di espressione, la
critica e la fiducia che l’opinione pubblica ripone nella stampa;
7. Nell’ambito delle celebrazioni relative alla Giornata nazionale,
la societa’ concessionaria del servizio pubblico radiofonico,
televisivo e multimediale, secondo le disposizioni previste dal
contratto di servizio, puo’ dedicare adeguati spazi, nell’ambito
della programmazione televisiva pubblica nazionale e regionale, alla
divulgazione delle esperienze professionali dei giornalisti uccisi
nell’esercizio della loro professione.
8. Le amministrazioni competenti provvedono all’attuazione della
presente legge nell’ambito delle risorse umane, strumentali e
finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi’ 30 aprile 2026

MATTARELLA

Meloni, Presidente del Consiglio
dei ministri
Visto, il Guardasigilli: Nordio

NOTE

Avvertenza
Il testo della nota qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’articolo 10, comma 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

Note all’art. 1:
La legge 27 maggio 1949, n. 260, recante: «Disposizioni
in materia di ricorrenze festive», e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 124 del 31 maggio 1949.
– Si riporta il testo dell’articolo 21 della
Costituzione:
«Art. 21.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il
proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro
mezzo di diffusione). La stampa non puo’ essere soggetta ad
autorizzazioni o censure.
Si puo’ procedere a sequestro soltanto per atto
motivato dell’autorita’ giudiziaria nel caso di delitti,
per i quali la legge sulla stampa espressamente lo
autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la
legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non
sia possibile il tempestivo intervento dell’autorita’
giudiziaria, il sequestro della stampa periodica puo’
essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che
devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore,
fare denunzia all’autorita’ giudiziaria. Se questa non lo
convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro
s’intende revocato e privo d’ogni effetto.
La legge puo’ stabilire, con norme di carattere
generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento
della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli
spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al
buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a
prevenire e a reprimere le violazioni.».

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 99

99 del 30-04-2026

Sciopero 6 – 7 maggio 2026

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Ufficio di Gabinetto

AVVISO DI SCIOPERO

Si comunica che, per le giornate del 6 e 7 maggio 2026, sono state proclamate le seguenti azioni di sciopero nel Comparto e nell’Area Istruzione e Ricerca:

– sciopero per le intere giornate del 6 e 7 maggio 2026, proclamato da COBAS SCUOLA SARDEGNA, con adesione del FISI-Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali e Sindacato sociale di base, da COBAS SCUOLA, USB PI E SCUOLA, per tutto il personale e per le scuole di ogni ordine e grado;

– sciopero per l’intera giornata del 7 maggio 2026, proclamato da CUB SUR, SGB e FLC CGIL per il personale Dirigente, docente ed ATA degli Istituti tecnici;

– sciopero breve per il 6 maggio 2026, proclamato da CUB SUR e SGB per il personale docente della scuola primaria: “sciopero breve delle attività funzionali all’insegnamento relative alle prove INVALSI”, il quale si articolerà come segue:

– “Sciopero breve delle attività funzionali connesse alle sole prove INVALSI per le attività di somministrazione e per tutte le attività connesse alla gestione dei test INVALSI per il giorno 6 maggio 2026;

– sciopero delle attività funzionali connesse alle sole attività di correzione e tabulazione delle prove, per il periodo della correzione dei test, a partire dal 6 maggio 2026 e per tutta la durata delle attività di correzione e tabulazione delle prove, come calendarizzate da ogni singola istituzione scolastica”.

* Con nota prot. 134/2026 del 30 aprile 2026, l’O.S. FLC CGIL ha precisato che “lo sciopero del 7 maggio 2026 (proclamato con prot. n. 131/2026 GF-stm il 27/04/2026) deve intendersi esteso a tutto il personale degli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore – IIS, laddove sono presenti Istituti Tecnici” (v. Cruscotto Scioperi)


Immissioni in ruolo fuori regione

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato il decreto che, a partire dall’anno scolastico 2026/2027, consentirà ai vincitori e agli idonei non ancora assunti dei concorsi banditi a decorrere dal 2020 di inserirsi, su richiesta, anche in appositi elenchi regionali per l’immissione in ruolo in regioni diverse da quelle per le quali hanno svolto il concorso.

Tali elenchi verranno utilizzati per le immissioni in ruolo solo dopo e in caso di esaurimento delle graduatorie regionali.

Il provvedimento dà attuazione alla norma contenuta nel decreto-legge n. 45 del 2025, convertito nella legge n. 79 del 2025, che introduce un meccanismo di compensazione territoriale finalizzato alla copertura, con contratto a tempo indeterminato, dei posti vacanti nelle regioni in cui il numero degli aspiranti non sia sufficiente a soddisfare il fabbisogno.

Sarà così possibile favorire e accelerare ulteriormente il processo di stabilizzazione del personale scolastico, massimizzando le immissioni in ruolo e riducendo contestualmente l’incidenza del precariato e il ricorso ai contratti a tempo determinato.

“Un’altra promessa rispettata”, dichiara il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, “un altro passo avanti nella lotta contro il precariato e per garantire la continuità didattica”.

Così in una nota il Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Decreto Ministeriale 29 aprile 2026, AOOGABMI 71

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per l’istruzione tecnica e professionale e per la formazione tecnica superiore

Ai Direttori generali degli Uffici Scolastici Regionali
Al Sovrintendente scolastico per la Regione VALLE d’AOSTA
Al Sovrintendente scolastico per la scuola in lingua italiana BOLZANO
All’Intendente scolastico per la scuola in lingua tedesca BOLZANO
All’Intendente scolastico per la scuola delle località ladine BOLZANO
Al Dirigente del Dipartimento istruzione per la Provincia di TRENTO
e, p.c. Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione

Oggetto: Decreto ministeriale n. 71 del 29 aprile 2026 – registrazione

Si comunica che il decreto ministeriale n. 71 del 29 aprile 2026 recante “Individuazione delle classi di concorso da assegnare alle discipline dei percorsi di istruzione tecnica in relazione ai nuovi quadri orari definiti, per il primo biennio, secondo biennio e quinto anno, per gli indirizzi e articolazioni di cui agli Allegati B e da C1 a C11 e in relazione al quadro orario del percorso di specializzazione di Enotecnico di cui all’Allegato D1 del decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 19 febbraio 2026, n. 29, attuativo articoli 26 e 26-bis del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144” è stato registrato dagli organi di controllo.

Si trasmettono con la presente il suddetto decreto con i relativi allegati.

Cordiali saluti.

IL DIRETTORE GENERALE
Ettore Acerra


Avviso 29 aprile 2026, AOOGABMI 99122

Ministero dell’Istruzione e del Merito
Unità di missione del Piano nazionale di ripresa e resilienza

AVVISO DI CHIARIMENTI

Fondi Strutturali Europei – Programma Nazionale “Scuola e competenze” 2021-2027 – Fondo sociale europeo plus (FSE+) – Priorità 1 – Scuola e competenze (FSE+), Obiettivo specifico ESO4.5 – sotto-azione ESO4.5. A.2B.

Avviso Pubblico prot. n. AOOGABMI-95165 del 24/04/2026.

Si fa riferimento esclusivamente all’Avviso pubblico AOOGABMI-95165 del 24/04/2026 – “Formazione docenti” per precisare che le delibere degli Organi Collegiali potranno essere inserite nel sistema informativo SIF2127 anche successivamente all’adesione all’avviso pubblico, purché entro la data di avvio del progetto. A tal fine, il protocollo e la data di ammissibilità dei documenti dovranno essere precedenti alla data di iscrizione a bilancio e a quella di avvio del progetto.
Esclusivamente per l’avviso in oggetto, in fase di candidatura può essere inserita una dichiarazione a firma del Dirigente scolastico circa l’impossibilità di riunire gli Organi collegiali entro la data di scadenza dell’adesione e di impegno a inserirla come sopra indicato.

IL DIRETTORE GENERALE
Simona Montesarchio

Nota 29 aprile 2026, AOODGCASIS 2902

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale
Direzione Generale per l’innovazione digitale, la semplificazione e la statistica

Ai Dirigenti scolastici delle scuole secondarie di II grado statali
Ai Responsabili delle scuole secondarie di II grado paritarie
Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
Ai Dirigenti degli Uffici Scolastici Territoriali
Al Sovrintendente Scolastico per la scuola in lingua italiana di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la scuola in lingua tedesca di Bolzano
All’Intendente Scolastico per la scuola delle località ladine di Bolzano
Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Trento
Al Sovrintendente Scolastico per la Regione Valle d’Aosta
E p.c. All’Ufficio di Gabinetto
Al Capo del Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale
Al Capo del Dipartimento per il sistema educativo di Istruzione e Formazione
Al Direttore Generale per il Personale Scolastico
Al Direttore Generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

OGGETTO: Nomina dei Referenti di sede delle istituzioni scolastiche e modalità di funzionamento del Plico Telematico per l’invio delle tracce delle prove scritte degli esami di Maturità della scuola secondaria di II grado a.s. 2025-2026.

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 98

98 del 29-04-2026

La Scuola Italiana per il Made in Italy

“La Scuola Italiana per il Made in Italy” è in programma dal 27 al 29 aprile presso gli spazi del Real Setificio di San Leucio di Caserta.

La tre giorni, organizzata all’interno delle azioni previste per la Giornata nazionale del Made in Italy, coinvolge istituti scolastici provenienti da tutta Italia, con attività dedicate alla promozione e alla valorizzazione del Made in Italy, laboratori didattici innovativi, presentazione di buone pratiche, visite guidate al setificio.

Il 29 aprile costituisce il momento culminante delle tre giornate, con un’iniziativa istituzionale di presentazione del contributo della scuola italiana al Made in Italy e con la realizzazione di diverse attività didattico-esperienziali. Nel Secondo cortile del Complesso monumentale verranno allestiti spazi espositivo-laboratoriali per valorizzare le eccellenze e le buone pratiche sul Made in Italy, sviluppate dalle istituzioni scolastiche del territorio campano.

L’intervento del Ministro è previsto alle ore 12.00 nel corso della cerimonia di premiazione delle sei scuole vincitrici e delle tre menzionate della prima edizione del concorso “Il mio territorio, un patrimonio di eccellenze da rappresentare”, indetto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, in collaborazione con la Fondazione Imprese e Competenze del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Al concorso hanno aderito oltre 80 istituti scolastici, con percorsi liceali del Made in Italy e della filiera formativa tecnologico-professionale 4+2.

Il programma

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 97

97 del 28-04-2026

Legge n. 50 del 20 aprile 2026 e personale scolastico

Concorsi & Graduatorie: Tutto quello che i docenti devono sapere sulla riforma 2026 (Legge n. 50 del 2026)

Avv. Gianfranco Nunziata (Foro di Salerno)

La Legge n. 50 del 20 aprile 2026, che ha convertito con modificazioni il Decreto-Legge n. 19 del 19 febbraio 2026, introduce diverse e significative novità per il comparto scuola, in attuazione degli impegni assunti dall’Italia nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Di seguito si analizzano le principali disposizioni suddivise per categoria di personale e per gli alunni, nonché la questione relativa a eventuali profili di incostituzionalità.

Disposizioni per i Docenti

La legge interviene su tre aree principali per il personale docente: reclutamento, mobilità e formazione.

1. Reclutamento e Immissioni in Ruolo

Viene istituito un nuovo sistema di reclutamento basato su elenchi regionali per le immissioni in ruolo, con i seguenti criteri:

  • Formazione degli elenchi: Gli elenchi sono formati includendo i candidati che hanno superato le prove dei concorsi banditi a partire dal 2020. Viene esplicitamente incluso il concorso straordinario di cui al DD n. 510/2020.
  • Criteri di posizionamento: La posizione negli elenchi è determinata esclusivamente dal punteggio ottenuto nelle prove scritta e orale del concorso. In caso di parità di punteggio, prevale il criterio cronologico basato sulla data di pubblicazione del bando di concorso.
  • Precedenza territoriale: È riconosciuta una priorità ai candidati che richiedono l’inserimento nell’elenco della stessa regione in cui hanno sostenuto le prove del concorso.
  • Validità e scelta: Ogni docente può inserirsi in un solo elenco regionale e tale elenco ha validità annuale.

2. Mobilità

La principale novità riguarda una deroga al vincolo di permanenza triennale nella sede di titolarità. Viene reintrodotta la possibilità per i docenti, anche se soggetti al vincolo, di presentare domanda di assegnazione provvisoria (sia provinciale che interprovinciale) per motivi di ricongiungimento a un genitore che abbia compiuto 65 anni di età. Questa misura mira a rendere più flessibile l’avvicinamento al nucleo familiare, pur mantenendo la titolarità nella sede di ruolo.

3. Formazione

Vengono semplificate le procedure per l’accreditamento degli enti di formazione per il personale docente. In particolare, è stato eliminato il requisito che prevedeva un’esperienza minima quinquennale nelle attività di formazione, svolta in almeno tre regioni diverse.

La Legge n. 50/2026 non definisce nel dettaglio i nuovi criteri per l’accreditamento, ma demanda la disciplina operativa a un atto successivo. Si stabilisce, infatti, che l’accreditamento degli enti di formazione, così come la qualificazione delle associazioni professionali e disciplinari, sarà disposto tramite una specifica direttiva del Ministro dell’istruzione e del merito.

Sarà quindi questo futuro provvedimento a definire i nuovi requisiti di moralità, idoneità professionale, capacità economico-finanziaria e tecnico-professionale che gli enti dovranno possedere per ottenere l’accreditamento

Disposizioni per il Personale ATA

Per il personale Amministrativo, Tecnico e Ausiliario (ATA), la legge introduce le seguenti misure:

  • Rinvio del nuovo ordinamento professionale: L’entrata in vigore del nuovo sistema di classificazione del personale ATA, che articola il personale in quattro aree (Collaboratori, Operatori, Assistenti, Funzionari ed Elevata qualificazione), è posticipata dall’anno scolastico 2026/2027 all’anno scolastico 2027/2028.
  • Risorse per incarichi temporanei: Sono stati stanziati 19 milioni di euro per l’attivazione di incarichi temporanei di personale ATA fino al 30 giugno 2027. Tuttavia, tali risorse sono destinate esclusivamente alle regioni che hanno rispettato i piani di dimensionamento della rete scolastica per l’anno 2026/2027.
  • Supporto tecnico PNRR: Le attività di assistenza e supporto tecnico-amministrativo per la gestione dei fondi PNRR sono state prorogate. Tuttavia, il contingente del nucleo di supporto tecnico presso il Ministero è stato ridotto da 100 a 70 unità.

Disposizioni per gli Alunni e il Sistema Scolastico

Le novità che impattano indirettamente sugli alunni riguardano principalmente l’organizzazione degli istituti tecnici e degli ITS Academy.

  • Istituti Tecnici:

–  Vengono imposti nuovi limiti all’utilizzo della quota di autonomia nel primo biennio. Tale quota deve essere impiegata per garantire una distribuzione equilibrata delle discipline nel curricolo, al fine di prevenire la creazione di esuberi nell’organico dei docenti.

–  Viene aggiornato l’anno scolastico di riferimento per il calcolo del numero massimo di classi attivabili, passando dal 2023/2024 al 2024/2025.

  • ITS Academy (Istituti Tecnici Superiori):

–  Per rafforzare il legame con il mondo produttivo e raggiungere gli obiettivi del PNRR, viene consentito alle imprese del settore di utilizzare i laboratori tecnologici degli ITS al di fuori dell’orario didattico.

–  Le risorse economiche generate da tale utilizzo devono essere obbligatoriamente reinvestite nelle attività formative degli istituti, a beneficio degli studenti.

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 96

Scuola e tecnica

Scuola e tecnica: formare soggetti o consumatori di informazioni?

La tensione tra educazione critica e consumo digitale nella scuola contemporanea

 di Bruno Lorenzo Castrovinci

Quando i primi computer entrarono nelle aule scolastiche, tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio, sembrava che il futuro dell’educazione fosse finalmente arrivato. Si parlava di democratizzazione del sapere, di biblioteche infinite a portata di clic, di studenti capaci di navigare nel mare della conoscenza con una libertà che nessuna generazione precedente aveva conosciuto. Eppure, a distanza di quasi trent’anni, il bilancio è molto più ambiguo di quanto si fosse sperato.

La tecnologia ha effettivamente moltiplicato le fonti e le possibilità di accesso. Ma moltiplicare non significa necessariamente arricchire. L’abbondanza di informazioni non ha prodotto, di per sé, una generazione più consapevole. Ha prodotto, semmai, una generazione più esposta a contenuti frammentati, a narrazioni semplificate, a un flusso continuo di stimoli che raramente invita alla sosta e alla riflessione. La scuola si è trovata davanti a un paradosso che non aveva previsto e che, in molti casi, non ha ancora saputo affrontare con la dovuta lucidità.

Il punto non è se la tecnologia sia buona o cattiva, perché questa domanda è troppo generica per essere utile, ma  capire che tipo di relazione con il sapere la tecnica favorisca quando viene introdotta senza un progetto pedagogico solido. Senza una visione educativa, lo strumento digitale non emancipa, ma abitua.

Che cosa significa formare un soggetto

Prima ancora di chiedersi che cosa fare con la tecnologia in classe, bisognerebbe tornare a una domanda che la scuola italiana ha progressivamente smesso di porsi con sufficiente radicalità: che cosa significa formare un soggetto? Non un utente, non un operatore competente, non un consumatore aggiornato, ma un soggetto nel senso pieno del termine.

Formare un soggetto significa accompagnare una persona giovane nella costruzione della propria capacità di giudizio. Significa aiutarla a distinguere ciò che è rilevante da ciò che è semplicemente presente, ciò che merita attenzione da ciò che la cattura soltanto. La differenza è sottile ma decisiva: un’informazione può essere vera e insieme irrilevante, un contenuto può essere coinvolgente senza essere formativo, una notizia può circolare ovunque senza che nessuno l’abbia davvero compresa.

Il soggetto è colui che non si limita a ricevere, ma interpreta, seleziona, mette in discussione. È colui che sa anche sottrarsi al flusso, che sa dire “questo non mi serve” oppure “questo va approfondito altrove”. È una postura interiore che si costruisce nel tempo, con l’esercizio, la guida e, soprattutto, la pazienza.

La scuola che forma soggetti non ha fretta, non insegue l’ultima piattaforma, non celebra la velocità come valore. coltiva, piuttosto, la lentezza necessaria a capire davvero e questa lentezza, oggi, è un atto quasi sovversivo.

Il consumatore di informazioni e la sua comodità

All’opposto del soggetto critico si colloca una figura che la società contemporanea produce in quantità industriali e che spesso la scuola, suo malgrado, contribuisce a consolidare. È il consumatore di informazioni.

Il consumatore non sceglie, scorre, non approfondisce, accumula, non si interroga sulla fonte, sull’intenzione, sul contesto, prende ciò che arriva, nel formato in cui arriva, e passa oltre. La sua relazione con la conoscenza assomiglia a quella di chi cammina in un supermercato molto grande, afferrando prodotti dagli scaffali senza mai leggere le etichette.

Questa figura non nasce per caso, ma dentro un ecosistema tecnologico che premia l’interazione rapida, il coinvolgimento emotivo immediato, la condivisione istintiva. Gli algoritmi che governano le piattaforme più diffuse non sono progettati per favorire la comprensione, ma per trattenere l’attenzione, e l’attenzione trattenuta non è la stessa cosa dell’attenzione educata.

Quando la scuola introduce dispositivi e piattaforme senza accompagnarli con un lavoro serio sulla postura critica, rischia di assecondare esattamente questa dinamica. Non perché gli insegnanti lo vogliano, ma perché lo strumento, lasciato a sé stesso, tende naturalmente verso il consumo; come l’acqua che segue la pendenza del terreno, la tecnologia senza pedagogia scivola verso la strada più facile, che è sempre quella della passività.

Il mito della competenza digitale

Negli ultimi quindici anni si è parlato moltissimo di competenze digitali. Documenti ministeriali, linee guida europee, framework internazionali hanno tutti insistito sulla necessità di rendere gli studenti digitalmente competenti. L’intenzione era buona e il risultato, in molti contesti, è stato più modesto di quanto si sperava.

Il problema sta in un equivoco di fondo, in quanto si è spesso confusa la competenza d’uso con la competenza critica. Saper usare un foglio di calcolo, saper creare una presentazione, saper navigare in un ambiente digitale sono abilità utili, talvolta necessarie, ma non sufficienti in quanto un ragazzo può essere perfettamente capace di usare ogni strumento digitale e insieme del tutto incapace di valutare la qualità di ciò che trova online.

La competenza digitale autentica non riguarda i bottoni da premere ma le domande da porsi. Chi ha scritto questo contenuto, e perché? Quali interessi si nascondono dietro questa narrazione apparentemente neutrale? Che cosa manca in questa ricostruzione dei fatti? Queste domande non nascono spontaneamente dall’uso della tecnologia, ma dall’educazione, e cioè da un rapporto umano in cui qualcuno più esperto guida qualcuno meno esperto a vedere ciò che da solo non vedrebbe.

L’insegnante come figura di mediazione

Se la tecnologia non basta a formare soggetti critici, allora il ruolo dell’insegnante diventa non meno importante ma più importante che in passato. Ed è un ruolo che cambia natura, l’insegnante non è più colui che detiene il monopolio dell’informazione, perché quel monopolio è stato spezzato da tempo, ma è colui che può offrire qualcosa che nessun motore di ricerca offrirà mai.

L’insegnante può offrire un contesto, può collocare un’informazione dentro una storia, dentro una tradizione di pensiero, dentro un dibattito vivo. Può mostrare che dietro ogni conoscenza c’è un percorso fatto di tentativi, errori, revisioni e scoperte. Può restituire alla cultura quella dimensione di profondità temporale che il flusso digitale, per sua natura, tende ad appiattire.

C’è un gesto educativo fondamentale che solo un essere umano può compiere davanti a un altro essere umano. È il gesto di dire “fermati”, fermati e rileggi, fermati e pensa a quello che hai appena letto, fermati e chiediti se ci credi davvero o se ti fa comodo crederci. Questo gesto, che è insieme intellettuale e affettivo, non può essere delegato a nessuna piattaforma.

Naturalmente, perché questo avvenga, bisogna che l’insegnante stesso sia messo nelle condizioni di esercitare questa funzione. E qui il discorso si allarga inevitabilmente alla formazione dei docenti, alle condizioni materiali del loro lavoro, al riconoscimento sociale della loro professione. Una scuola che vuole formare soggetti ha bisogno di insegnanti che siano essi stessi soggetti, e non meri esecutori di protocolli.

La tentazione dell’efficienza

Una delle retoriche più insidiose che accompagnano l’introduzione della tecnologia nella scuola è quella dell’efficienza. La tecnologia, si dice, rende tutto più rapido, più misurabile, più oggettivo. Le piattaforme di apprendimento adattivo promettono percorsi personalizzati, i sistemi di valutazione automatizzata promettono feedback istantanei, l’intelligenza artificiale promette di alleggerire il carico di lavoro dei docenti.

Tutto questo può essere vero, ma la domanda da porsi è se l’efficienza sia il valore giusto con cui misurare un processo educativo. L’educazione non è un processo industriale e non si tratta di ottimizzare tempi e risultati come in una catena di montaggio, ma di far crescere persone, e le persone crescono in modi che sfuggono a ogni metrica, che resistono alla standardizzazione, che richiedono tempo apparentemente improduttivo.

Una lezione in cui un insegnante si ferma a parlare con uno studente del senso di un libro che lo ha colpito non è una lezione efficiente. È, però, una lezione profondamente educativa, un pomeriggio passato a discutere in classe su una questione etica senza arrivare a una conclusione condivisa non è tempo sprecato. È tempo in cui si impara a pensare insieme, a tollerare l’incertezza, a stare dentro la complessità senza pretendere di risolverla con un clic.

La scuola che cede alla tentazione dell’efficienza rischia di perdere esattamente ciò che la rende insostituibile, rischia di diventare un luogo di addestramento piuttosto che un luogo di formazione.

Pensiero critico e responsabilità collettiva

C’è un aspetto del problema che viene spesso trascurato e che merita, invece, un’attenzione particolare. La formazione del pensiero critico non è un fatto individuale, non riguarda soltanto il singolo studente e la sua capacità di navigare nel mare delle informazioni. Riguarda la qualità della convivenza democratica.

Una società composta in prevalenza da consumatori di informazioni è una società fragile, in cui la manipolazione prospera, in cui le narrazioni false trovano terreno fertile e in cui il dibattito pubblico si degrada in scontro tra fazioni che non si ascoltano. Una società composta da soggetti pensanti, anche se imperfetti e fallibili, è una società più capace di reggere le tensioni, di elaborare i conflitti, di trovare soluzioni condivise ai problemi comuni.

La scuola non può fare tutto, evidentemente, non può compensare da sola le storture di un ecosistema informativo dominato da logiche commerciali, ma può piantare semi, può far sperimentare agli studenti che esiste un altro modo di stare dentro il flusso delle informazioni, che si può scegliere di non farsi trascinare, che il sapere, quando è cercato con intenzione e costruito con fatica, ha un sapore diverso da quello che arriva già confezionato.

Verso una pedagogia della consapevolezza tecnologica

Non si tratta di rifiutare la tecnologia. Sarebbe una posizione nostalgica e, in ultima analisi, sterile. Si tratta piuttosto di integrarla dentro un progetto educativo che le assegni un posto preciso, né troppo grande né troppo piccolo.

Una scuola consapevole usa la tecnologia quando questa aggiunge qualcosa che altrimenti non ci sarebbe. Un laboratorio di coding, per esempio, può insegnare a ragionare in modo strutturato. Un progetto di fact-checking può mostrare concretamente come si smonta una notizia falsa. Un percorso di produzione multimediale può sviluppare competenze creative e collaborative. Ma in tutti questi casi, il valore non sta nello strumento, ma nel percorso che l’insegnante costruisce attorno ad esso e nel significato che quel percorso assume per gli studenti.

La pedagogia della consapevolezza tecnologica è una pedagogia che non ha paura di essere analogica quando serve. Che sa tornare al libro di carta, alla discussione orale, alla scrittura a mano, non per nostalgia ma perché riconosce che certi processi cognitivi hanno bisogno di tempi e modi che il digitale non sempre favorisce.

È anche una pedagogia che insegna a guardare la tecnologia dall’esterno, a capirne i meccanismi, a riconoscerne le intenzioni commerciali e ideologiche, in quanto non si può essere soggetti liberi dentro un ambiente che non si comprende e comprendere l’ambiente digitale significa anche sapere chi lo ha costruito, perché, e nell’interesse di chi.

La scelta che la scuola non può rimandare

La domanda formare soggetti o consumatori di informazioni non è retorica. È una domanda che ogni istituzione scolastica, ogni consiglio di classe, ogni singolo insegnante affronta quotidianamente, anche quando non se ne rende conto. Ogni volta che si decide come usare il tempo in classe, che peso dare a un certo strumento, che spazio riservare alla riflessione rispetto all’operatività, si sta implicitamente rispondendo a questa domanda.

La risposta non può essere unica né definitiva, ma può essere orientata da una consapevolezza di fondo, formare soggetti è più difficile, più lento e più faticoso che formare consumatori. Richiede insegnanti preparati e motivati, classi non sovraffollate, tempi distesi, risorse adeguate e soprattutto, una società che creda davvero nel valore dell’educazione e non la riduca a un servizio funzionale al mercato del lavoro.

Forse la vera sfida non è nemmeno tecnologica, ma culturale. È decidere se vogliamo che i nostri ragazzi siano capaci di pensare con la propria testa o se ci basta che sappiano usare con destrezza gli strumenti che qualcun altro ha pensato per loro. La risposta a questa domanda non la darà nessun algoritmo, ma le persone che ogni mattina entrano in un’aula e scelgono, consapevolmente o meno, che tipo di futuro costruire.

Jun’ichirō Tanizaki, La chiave

Jun’ichirō Tanizaki o dell’arte di scrivere

di Antonio Stanca

   L’anno scorso è uscita, nella serie Tascabili Bompiani su licenza Giunti Editore, la seconda edizione del romanzo La chiave dello scrittore giapponese Jun’ichirō Tanizaki. La traduzione è di Satoko Toguchi. L’edizione originale risale al 1956 quando l’autore, nato a Tokyo nel 1886, aveva settanta anni. Sarebbe morto a Yugawara nel 1965 a settantanove anni.

   Fin da giovanissimo, dai primi anni di scuola, aveva mostrato interesse per la scrittura, diversi sarebbero stati i generi nei quali si sarebbe applicato, dal racconto al romanzo al teatro, uno dei maggiori scrittori della sua epoca sarebbe diventato e nel 1964, un anno prima che morisse, era stato candidato al Premio Nobel per la Letteratura. Alcuni suoi romanzi hanno avuto una riduzione cinematografica.

   Aveva cominciato a pubblicare nel 1903, ancora adolescente. Diplomatosi, aveva frequentato la Facoltà di Letteratura presso l’Università Imperiale di Tokio. La dovrà abbandonare a causa di problemi economici e d’allora, dal 1911, suo interesse principale sarà l’attività letteraria. Ricorrerà nelle sue opere il tema della bellezza femminile, della perversione, della rovina, delle deviazioni mentali delle quali può essere causa. Ritornerà questo motivo in molti racconti e romanzi, diventerà il suo segno distintivo nel moderno contesto letterario.

   Con Il tatuaggio del 1910 cominciano le sue maggiori opere narrative dedicate a questo argomento. Seguiranno lavori di carattere autobiografico dove Tanizaki dirà delle difficili condizioni patite in famiglia e fuori, di quanto gli era costato nutrire, coltivare i suoi interessi per la scrittura, diventare scrittore. Negli anni tra il 1920 e il 1940 si mostrerà attirato, influenzato dalla cultura, dalla letteratura occidentale nonché dalle tradizioni classiche del suo paese. In quegli anni succederà pure che si trasferisca a Osaka, che qui scopra la cultura giapponese della vicina regione del Kansai e ne sia influenzato. Intanto ha divorziato due volte e si è sposato una terza volta. Sono pure gli anni del terremoto del Kantō, della guerra del Pacifico, del suo capolavoro Neve sottile, romanzo storico, e di altre opere di altri generi. Infine gli ultimi anni lo vedranno ammalato e ricoverato in ospedale dove morirà dopo essersi applicato in maniera incondizionata alla sua attività di scrittore, dopo aver mostrato attraverso le sue opere come sia possibile trasformare quanto proviene dall’esterno, rinnovare quanto giunge dalla tradizione più remota, nazionale o straniera, diventare l’interprete, la voce nuova, diversa di ogni cultura, fare arte di ciò che è vita, storia passata o presente.

     Aveva voluto imparare a scrivere, aveva fatto molto esercizio e ci era riuscito in ogni senso, in ogni modo. Di tutto aveva scritto e come tutto richiedeva. Maggiore evidenza avevano acquistato temi quali quelli della bellezza, della sessualità femminile e dei rischi, dei pericoli ad esse legati. E notevole era stato pure il risalto assunto dal suo modo espressivo, dal suo stile che impegnato si era sempre mostrato a rappresentare, far vedere quanto avviene, cosa pensano, cosa fanno, come parlano i suoi personaggi. È come se volesse ritrarre la realtà nella sua verità, la vita nella sua autenticità, come se volesse ridurre la presenza, l’azione dell’autore perché è convinto che il lettore deve diventare parte dell’opera, deve inserirsi in essa. Sono elementi, aspetti della scrittura di Tanizaki, sono serviti a farlo diventare un autore popolare non solo in Giappone, a fare di lui un grande scrittore poiché capace si mostra ogni volta, in ogni opera, di raggiungere quel livello di ascolto, di ammirazione che ne assicura il successo.

   Anche ne La chiave ritornano i caratteri propri delle opere di Tanizaki compreso quello che costituisce l’argomento principale, cioè la bellezza della donna, la sua ambizione a farsi apprezzare, a valere perché bella. Stavolta la donna volitiva è Ikuko, una cinquantenne ancora molto bella, molto seducente mentre il marito, quasi sessantenne e piuttosto rallentato nei movimenti, appesantito nel corpo, si mostra incapace di corrispondere l’accesa sessualità di lei, la sua maniera lussuriosa. Ikuko è più bella della figlia, Toshiko, più composta, più attraente e di lei s’innamora il giovane Kimura, fidanzato di Toshiko. Il marito avrà dei dubbi, dei sospetti sulla situazione che si sta creando, soffrirà al pensiero di doverla attribuire ai suoi ritardi, alle sue debolezze, alle sue difficoltà a soddisfare una donna così sensuale come la moglie. Sarà rapito, ossessionato, torturato da questi pensieri, non avrà altro da fare, ad essi si ridurrà il suo tempo, la sua vita. Diventerà una malattia grave perché lo devierà nei modi di pensare, di fare. Succederà, però, che immaginare la moglie amante del genero stimoli le sue fantasie erotiche, lo ecciti e lo faccia sentire attirato dalla bellezza di lei, gliela faccia desiderare. Di tutto questo crederà sia bene scrivere in un diario tenuto segreto, nascosto anche se in modo tale che la moglie lo scopra e lo legga. Saprebbe, così, che per il marito non è un problema il suo rapporto con Kimura e questo potrebbe farla sentire maggiormente attirata verso di lui e lui maggiormente attirato verso di lei. Per quanto strana si creerà una situazione simile ed entrambi, marito e moglie, ne usufruiranno, ne trarranno dei vantaggi. Si arriverà al punto che anche lei avrà un proprio diario e scriverà di sue intimità, di suoi segreti sperando che il marito lo legga ed esaudisca i suoi desideri. Quel che fino ad allora non era avvenuto nella vita lo sarebbe stato nel pensiero prima e nell’azione dopo. Non completo risulterà, però, questo giro poiché se la donna leggerà il diario del marito, lui non leggerà il suo pur sapendo che esiste e ne può disporre. Intanto quegli istinti sessuali che la particolare situazione aveva risvegliato nell’uomo lo condurranno ad uno stato di eccitazione che gli causerà gravi problemi cardiaci ed infine la morte. A vivere e a cercare il modo migliore per farlo rimanevano la moglie, la figlia e il genero amante di una e fidanzato dell’altra. Anche questa era una situazione strana, contorta, un’altra di quelle che Tanizaki si propone di rappresentare quando scrive poiché le più adatte gli sembrano a far vedere quel Giappone che pur se tanto lontano, tanto diverso non finisce mai di interessare, di affascinare, di farsi volere.