David Foster Wallace, un esempio della sua maniera
di Antonio Stanca
A Marzo, nel corso di due settimane, dal 9 all’11 e dal 16 al 18, la Repubblica ha effettuato il progetto “Voci d’America”, ha offerto ai suoi lettori in tali giorni un romanzo o racconto di un autore americano contemporaneo. Il primo è stato il racconto Da una parte e dall’altra di David Foster Wallace. L’opera fa parte della raccolta di racconti La ragazza con i capelli strani, pubblicata nel 1989 e considerata comprensiva dei temi propri e dei modi espressivi dello scrittore.
Nato ad Ithaca nel 1962, Wallace è morto suicida a Claremont, California, nel 2008. Aveva quarantasei anni e, nonostante le molte affermazioni che era riuscito ad ottenere, non si era liberato dallo stato di depressione che lo aveva perseguitato. Anche gli effetti collaterali delle cure gli erano stati nocivi.
Visse a Champaign, Illinois, fino alle scuole elementari ma poi si trasferì ad Urbana dove frequenterà la scuola superiore e l’Università. Si laureerà in Letteratura Inglese e Filosofia con una specializzazione in Logica Modale e Matematica. Vengono subito notate le sue qualità di studioso diligente e le sue tesi di laurea ottengono importanti riconoscimenti. Compaiono, però, già dal 1989, a ventisette anni, i primi segnali della grave depressione che avrebbe resistito a tante cure. Lo avrebbe portato alla morte ma non gli avrebbe impedito di produrre opere che sarebbero state premiate, che ne avrebbero fatto un autore di culto, conosciuto e apprezzato anche fuori dai confini della sua nazione. Celebri diventeranno la raccolta di racconti La ragazza con i capelli strani e il secondo romanzo Infinite Jest del 1996. Sarà più volte premiato e come nei racconti anche nei romanzi i temi principali saranno la complicata società contemporanea, i difficili rapporti individuali, l’uso di allucinogeni, la funzione determinante assunta dai mass-media, il clima di competizione che si è diffuso a livello sociale. E non solo di opere così critiche, così polemiche, così ben riuscite sarà autore Wallace ma anche di molta saggistica ugualmente impegnata a contestare i problemi che con i tempi moderni sono sopravvenuti in ambito individuale e sociale, privato e pubblico. Anche docente universitario sarebbe stato durante gli anni ‘90 e non si può che rimanere meravigliati di fronte ad un caso come il suo, capace, cioè, di raggiungere tante altezze nonostante sia stato esposto a seri disturbi di carattere nervoso. Vivrà tra quelle e questi e il racconto Da una parte e dall’altra, che è stato scelto per esemplificarlo in questo progetto, è una delle prove migliori del suo modo di procedere. Lo è per il contenuto e per la forma: nel dialogo che avviene tra Bruce, appena laureato, la sua vecchia fidanzata e un anonimo terapista che tenta di introdursi, di indagare sul loro rapporto, su quanto può essere successo, emergono quelli che sono gli aspetti ricorrenti della narrativa di Wallace, delle sue opere maggiori. Si assiste ad una comunicazione che diventa difficile, a volte incomprensibile, ad un linguaggio che perde la sua validità, la sua efficacia, alla volontà di proteggersi dai rapporti umani, di difendersi creando delle barriere, di evidenziare la differenza tra il rigore della tecnica, della scienza e la fragilità dei sentimenti. Quello che emerge dalla situazione rappresentata è uno stato di disagio, di confusione, di fallimento dove è difficile stabilire come orientarsi, cosa pensare, cosa fare. Pure altre volte, in altre opere, succederà che in Wallace si giunga a tanto, che si perda ogni possibilità di salvezza, si finisca col non sapere come procedere.
È questa l’assurdità, è questo il dramma che lo scrittore vuole rappresentare e vi riesce ogni volta, riesce non solo in quanto lo costituisce, negli elementi, nei motivi che lo formano ma anche nella maniera che lo esprime, lo mostra. Non solo il problema trattato finisce col non sapersi più risolvere ma anche il linguaggio usato giunge a non sapersi più chiarire.
Sono stati questi aspetti delle sue opere a fare di Wallace uno scrittore ammirato e celebrato nonostante ne abbia lasciate alcune incompiute e di altre soltanto notizie. È stata la sua maniera di dire, naturale, spontanea anche quando si tratta di assurdità, a procurargli tanto ascolto.
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