Compiti di realtà nella scuola primaria

Compiti di realtà nella scuola primaria

Esempi concreti e strumenti operativi

di Bruno Lorenzo Castrovinci

Chi insegna nella scuola primaria sa bene quanto sia difficile far percepire ai bambini il senso profondo di ciò che si impara tra i banchi. Troppo spesso le attività didattiche restano confinate in un universo astratto, fatto di esercizi ripetitivi che i piccoli alunni completano senza comprendere davvero a cosa serviranno nella vita di tutti i giorni. I compiti di realtà, o compiti autentici, nascono proprio dalla volontà di colmare questa distanza, proponendo situazioni che rispecchiano problemi veri e che richiedono ai bambini di mobilitare saperi, abilità e atteggiamenti in modo integrato e consapevole.

Il quadro normativo italiano ha compiuto, su questo fronte, un percorso lungo e significativo. Le Indicazioni Nazionali del 2012 avevano già introdotto con forza il concetto di didattica orientata alle competenze, ma è con le nuove Indicazioni Nazionali del 2025, adottate con il Decreto Ministeriale n. 221 del 9 dicembre 2025 e pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 27 gennaio 2026, che il legislatore compie un ulteriore e decisivo passo avanti. Le Indicazioni 2025, entrate in vigore l’11 febbraio 2026, sostituiscono gradualmente le precedenti e saranno operative a partire dall’anno scolastico 2026/2027, partendo dalle classi prime della primaria e della secondaria di primo grado. Questo nuovo documento non si limita ad aggiornare i contenuti disciplinari, ma ridefinisce il senso stesso dell’insegnamento, ponendo al centro l’approccio laboratoriale, l’interdisciplinarità e la connessione tra saperi scolastici e realtà contemporanea. In questo scenario rinnovato, i compiti di realtà acquistano una centralità ancora maggiore.

Che cosa cambia con le Indicazioni Nazionali 2025

Le Indicazioni Nazionali 2025 rappresentano molto più di un semplice aggiornamento del documento del 2012. Si tratta di una revisione profonda che tiene conto di quattordici anni di trasformazioni sociali, culturali e tecnologiche, e che recepisce le più recenti raccomandazioni europee in materia di competenze chiave. Il nuovo testo insiste sulla complementarità tra conoscenze e competenze, superando la sterile contrapposizione che per anni ha diviso il dibattito pedagogico italiano: senza conoscenze solide non si possono sviluppare competenze autentiche, ma le conoscenze, da sole, restano inerti se non vengono attivate in contesti significativi. È proprio questa visione integrata a fare dei compiti di realtà uno strumento privilegiato, perché essi rappresentano il luogo naturale in cui sapere e saper fare si incontrano e si alimentano reciprocamente.

Un’altra delle novità più rilevanti è il rafforzamento dell’impianto STEM, che promuove un’istruzione matematico-scientifico-tecnologica integrata e interdisciplinare fin dalla scuola primaria. Il documento sottolinea con chiarezza la necessità di partire dalla realtà e dall’esperienza dell’alunno per giungere alla teoria, trasformando le discipline STEM in un vero e proprio laboratorio di idee dove i bambini sperimentano la conoscenza in modo concreto e attivo. L’alunno non è più concepito come un fruitore passivo di informazioni, ma come un soggetto che formula congetture, progetta, sperimenta, discute e argomenta le proprie scelte. Questa impostazione, che valorizza il problem solving e introduce con forza anche il problem posing, si sposa naturalmente con la metodologia dei compiti di realtà, poiché entrambi richiedono al bambino di confrontarsi con situazioni aperte, di proporre soluzioni originali e di motivare le proprie decisioni.

In queste nuove indicazioni si introducono per la prima volta obiettivi specifici di apprendimento legati alle competenze digitali nella scuola primaria, superando la visione meramente strumentale delle tecnologie che aveva caratterizzato i documenti precedenti. Il testo promuove lo sviluppo di una consapevolezza critica nell’uso del digitale e prevede una prima familiarizzazione con l’intelligenza artificiale, concepita non come semplice assistenza tecnica alla didattica, ma come un’integrazione critica e consapevole, guidata dalla competenza esperta degli insegnanti. Questa apertura al mondo digitale offre nuove possibilità per i compiti di realtà: i bambini possono, ad esempio, creare una versione digitale della guida turistica del quartiere, utilizzare strumenti di raccolta dati per il diario scientifico dell’orto o sperimentare software di geometria dinamica per risolvere problemi autentici.

Un altro cambiamento significativo riguarda la valutazione, che le nuove Indicazioni pongono al centro della didattica come processo continuo di accompagnamento e miglioramento, basato su osservazione, feedback e documentazione. Non si tratta più di un controllo finale, ma di un percorso formativo in cui la valutazione diventa collegiale e trasparente, con criteri condivisi all’interno dei team docenti. Questa visione si sposa perfettamente con gli strumenti valutativi tipici dei compiti di realtà, come le rubriche e i portfolio, che le Indicazioni 2025 legittimano e incoraggiano esplicitamente.

Che cosa sono i compiti di realtà

Un compito di realtà è un’attività complessa e significativa che pone l’alunno di fronte a un problema autentico, tratto dalla vita quotidiana o da un contesto plausibile, e lo invita a risolverlo utilizzando in modo creativo e autonomo le conoscenze e le abilità acquisite nelle diverse discipline. A differenza dell’esercizio tradizionale, che verifica un singolo contenuto in forma chiusa, il compito di realtà è aperto, ammette soluzioni diverse e chiede al bambino di giustificare le proprie scelte, di collaborare con i compagni e di produrre un risultato visibile e comunicabile.

Ciò che lo rende davvero diverso è la sua natura situata: il compito non vive nel vuoto, ma si radica in un contesto che il bambino percepisce come reale o almeno verosimile. È questa percezione di autenticità a generare motivazione intrinseca, perché il bambino avverte che il suo lavoro ha un destinatario, uno scopo, un impatto al di là del voto sul registro. Le Indicazioni 2025, con la loro enfasi sull’orientamento come funzione formativa ordinaria, rafforzano ulteriormente questo principio: ogni volta che uno studente riflette su come ha lavorato, confronta soluzioni, motiva una scelta o documenta il proprio percorso, sta esercitando competenze orientative che lo accompagneranno per tutta la vita.

Un buon compito di realtà possiede alcune caratteristiche che lo distinguono nettamente dalle prove scolastiche convenzionali. Innanzitutto è interdisciplinare, perché i problemi autentici non rispettano i confini tra le materie: progettare una festa di classe, ad esempio, coinvolge la matematica per il calcolo del budget, l’italiano per la stesura degli inviti, l’educazione civica per la gestione delle decisioni condivise e persino l’arte per la decorazione degli spazi. Inoltre è aperto e flessibile, nel senso che non esiste un’unica soluzione corretta, ma un ventaglio di risposte possibili, ciascuna valutabile per coerenza, efficacia e originalità. Infine è sociale, perché prevede quasi sempre una dimensione collaborativa che allena competenze trasversali come la comunicazione, la negoziazione e la responsabilità reciproca. Le Indicazioni 2025, con il loro richiamo alla prospettiva STEM e all’approccio laboratoriale come caratteristica comune a tutte le discipline dell’area, confermano e potenziano ciascuna di queste dimensioni.

Esempi concreti per la scuola primaria

Il mercatino solidale di classe

Si immagini di proporre a una classe quinta l’organizzazione di un piccolo mercatino solidale il cui ricavato sarà devoluto a un’associazione scelta dai bambini stessi. Il compito è ricco e stratificato: gli alunni devono decidere quali oggetti produrre, calcolarne il costo dei materiali, stabilire un prezzo di vendita che garantisca un margine di guadagno, progettare i cartelloni pubblicitari, scrivere una lettera al dirigente scolastico per ottenere l’autorizzazione, gestire la cassa il giorno dell’evento e, infine, redigere un resoconto dell’esperienza.

Un’attività come questa attiva simultaneamente competenze matematiche, linguistiche, sociali e imprenditoriali. I bambini si trovano a fare calcoli con numeri decimali in un contesto che dà senso alla virgola, a scrivere testi argomentativi per convincere il dirigente, a prendere decisioni democratiche per scegliere l’associazione destinataria e a gestire il rapporto con il pubblico durante la vendita. In linea con le Indicazioni 2025, che collegano esplicitamente la matematica all’educazione finanziaria e all’educazione civica, il mercatino diventa anche un’occasione per introdurre i primi rudimenti di gestione economica consapevole. L’insegnante non è più il detentore unico del sapere, ma un facilitatore che accompagna, orienta e rilancia le domande.

La guida turistica del quartiere

Un altro esempio particolarmente adatto alle classi quarte consiste nella realizzazione di una vera e propria guida turistica del quartiere in cui sorge la scuola. I bambini, suddivisi in piccoli gruppi, esplorano il territorio, intervistano abitanti e negozianti, fotografano monumenti e luoghi significativi, raccolgono dati storici e geografici e, infine, assemblano tutto il materiale in un libretto illustrato, che potrà essere distribuito alle famiglie o addirittura esposto nella biblioteca comunale.

In questo compito convergono la geografia, la storia locale, l’italiano nella sua dimensione descrittiva e informativa, la tecnologia per la composizione grafica e la competenza digitale se si sceglie di creare una versione online della guida. Le Indicazioni 2025 attribuiscono alla geografia un ruolo rinnovato, centrato sulla formazione del pensiero spaziale e sull’uso di un linguaggio cartografico ampliato che include anche rappresentazioni digitali e immagini satellitari. Il fatto che il prodotto finale abbia un pubblico reale, cioè le famiglie e i cittadini del quartiere, trasforma un semplice lavoro scolastico in un’esperienza di cittadinanza attiva, capace di generare orgoglio e senso di appartenenza, in piena coerenza con il nuovo profilo dello studente delineato dalle Indicazioni.

L’orto didattico e il diario scientifico

Per le classi terze un compito di realtà molto efficace è la cura di un piccolo orto nel cortile della scuola, accompagnata dalla tenuta di un diario scientifico in cui i bambini registrano osservazioni, misurazioni e disegni. La sfida consiste nel piantare semi diversi, osservarne la crescita in condizioni differenti, formulare ipotesi e verificarle nel tempo, imparando così i rudimenti del metodo scientifico in modo naturale e coinvolgente.

L’orto didattico integra le scienze naturali con la matematica delle misurazioni, l’italiano della scrittura diaristica, l’arte del disegno dal vero e l’educazione alla sostenibilità ambientale, un tema che le Indicazioni 2025 strutturano in modo molto più organico rispetto al passato. Il nuovo documento insiste sull’importanza dell’acquisizione del metodo scientifico attraverso l’osservazione sistematica della realtà, la formulazione di ipotesi e il confronto con i risultati sperimentali, riconoscendo esplicitamente il valore dell’errore come parte del processo di apprendimento e dell’evoluzione stessa della scienza. I bambini, che spesso faticano con attività esclusivamente cartacee, trovano nell’esperienza sensoriale dell’orto una porta d’accesso privilegiata all’apprendimento, perché toccano la terra, annaffiano, aspettano e scoprono con i propri occhi il miracolo della germinazione.

Strumenti operativi per l’insegnante

Per costruire un compito di realtà efficace, l’insegnante può adottare il metodo della progettazione a ritroso, teorizzato da Grant Wiggins e Jay McTighe. Si parte dal risultato atteso, cioè dalle competenze che si desidera osservare negli alunni, e si risale alle esperienze di apprendimento necessarie per raggiungerle. Le Indicazioni 2025 rendono questo lavoro più agevole e al tempo stesso più strutturato rispetto al passato, perché articolano con maggiore chiarezza le competenze attese e gli obiettivi specifici di apprendimento per ciascuna disciplina e per ciascun grado scolastico. La maggiore prescrittività dei contenuti, lungi dal rappresentare un ritorno al nozionismo, offre all’insegnante un quadro di riferimento più solido per progettare compiti autentici che siano al contempo creativi e curricolarmente fondati.

Per valutare i compiti di realtà lo strumento più adatto è la rubrica valutativa, una griglia articolata su più dimensioni, ciascuna delle quali viene descritta secondo livelli progressivi di padronanza: iniziale, base, intermedio e avanzato. Le Indicazioni 2025, ponendo la valutazione formativa al centro della didattica e promuovendo criteri collegiali e trasparenti condivisi all’interno dei team docenti, legittimano pienamente questo strumento. Una rubrica ben costruita non serve soltanto all’insegnante per esprimere un giudizio, ma diventa uno strumento formativo per l’alunno stesso, che può consultarla prima, durante e dopo il lavoro per orientare i propri sforzi e autovalutarsi con consapevolezza.

Ad esempio, per il compito del mercatino solidale, una dimensione della rubrica potrebbe riguardare la capacità di gestire il calcolo del budget: al livello iniziale l’alunno necessita di una guida costante per effettuare le operazioni; al livello avanzato elabora autonomamente un prospetto chiaro, individua eventuali errori e propone aggiustamenti motivandoli con argomentazioni logiche.

Un altro strumento prezioso è il diario di bordo, in cui l’insegnante e gli alunni annotano il percorso dell’attività giorno per giorno, registrando scoperte, difficoltà, soluzioni trovate e riflessioni personali. Il diario non è soltanto una memoria del lavoro svolto, ma un potente dispositivo metacognitivo: rileggendo le proprie annotazioni, il bambino prende coscienza del cammino compiuto, dei progressi fatti e delle strategie che si sono rivelate più efficaci. Le Indicazioni 2025 valorizzano esplicitamente questa dimensione orientativa della didattica, riconoscendo che ogni volta che uno studente riflette su come ha lavorato o documenta il proprio percorso, sta costruendo consapevolezza di sé e delle proprie risorse. La documentazione fotografica e video, infine, permette di condividere l’esperienza con le famiglie e con la comunità scolastica, conferendo al compito una dimensione pubblica che ne amplifica il significato educativo, anche in coerenza con il nuovo patto educativo tra scuola e famiglia promosso dalle Indicazioni.

Sarebbe poco onesto presentare i compiti di realtà come una ricetta miracolosa priva di controindicazioni. Nella pratica quotidiana, l’insegnante si scontra con ostacoli concreti: i tempi stretti imposti dalla programmazione, la necessità di coprire i contenuti disciplinari previsti, la resistenza di alcuni colleghi o genitori che percepiscono queste attività come una perdita di tempo rispetto allo studio tradizionale, e la difficoltà di valutare prestazioni complesse in modo equo e trasparente. A queste sfide si aggiunge, oggi, quella della transizione curricolare: le scuole dovranno gestire per alcuni anni la coesistenza tra le Indicazioni 2012 e le Indicazioni 2025, con classi diverse che seguono documenti diversi.

Il valore profondo di un’educazione autentica

In definitiva, i compiti di realtà non sono semplicemente un’innovazione metodologica fra le tante: sono un modo diverso di concepire il rapporto tra scuola e vita, tra sapere e fare, tra insegnante e alunno. Le Indicazioni Nazionali 2025, con la loro visione integrata di conoscenze e competenze, con il rilancio dell’approccio laboratoriale e con l’attenzione alla dimensione orientativa della didattica, offrono a questa metodologia una cornice istituzionale più robusta e coerente che mai. Quando un bambino calcola il resto al mercatino, scrive una lettera vera a un destinatario vero, o si prende cura di una piantina osservandone la crescita con gli occhi dello scienziato, non sta soltanto imparando la matematica, l’italiano o le scienze. Sta imparando a stare nel mondo con competenza, curiosità e responsabilità.

Questo è forse il dono più prezioso che la scuola primaria può fare ai suoi alunni: non un bagaglio di nozioni da portare a casa nello zaino, ma la certezza, maturata attraverso l’esperienza concreta, che ciò che si impara a scuola serve davvero, qui e ora, per affrontare le piccole e grandi sfide della vita quotidiana. Come le stesse Indicazioni 2025 ricordano, la scuola non è chiamata ad aggiungere qualcosa di nuovo, ma a guardare diversamente ciò che già fa, riconoscendo nel lavoro quotidiano il seme di un apprendimento che dura tutta la vita. E per un insegnante, vedere brillare negli occhi dei propri alunni la scintilla della scoperta e del significato resta, nonostante tutto, la più grande delle ricompense.

Sperimentazione sviluppo competenze non cognitive e trasversali

Avviso 30 marzo 2026, AOODPIT 537
Sperimentazione nazionale finalizzata allo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici di cui alla legge 19 febbraio 2025, n. 22

Legge 19 febbraio 2025, n. 22
Introduzione dello sviluppo di competenze non cognitive e trasversali nei percorsi delle istituzioni scolastiche e dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti nonché nei percorsi di istruzione e formazione professionale


Come previsto dall’Avviso 30 marzo 2026, AOODPIT 537, le candidature relative alla sperimentazione nazionale finalizzata allo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici di cui alla Legge 19 febbraio 2025, n. 22, devono essere presentate tassativamente entro e non oltre le ore 23.59 del 30 aprile 2026

Festa della Liberazione

Con la legge 269/49 il 25 aprile, giorno nel quale, nel 1945, ebbe inizio la ritirata dei soldati della Germania nazista e di quelli fascisti della repubblica di Salò da Torino e Milano, si celebra la “Festa della Liberazione”.

Posizioni economiche ATA

Con Avviso 24 marzo 2026, AOODGPER 7392, si rende noto che la prova suppletiva della procedura selettiva per l’attribuzione delle posizioni economiche finalizzate alla valorizzazione professionale del personale A.T.A. all’interno delle Aree, di cui al decreto ministeriale 12 luglio 2024, n. 140, si svolgerà in data 23 aprile 2026, in un unico turno pomeridiano. Le operazioni di identificazione avranno inizio alle ore 13:30, mentre lo svolgimento delle prove è previsto dalle ore 14:30 alle ore 15:00.

Nota 28 gennaio 2026, AOODGPER 2151
Prova finale di valutazione della procedura selettiva per l’attribuzione delle posizioni economiche finalizzate alla valorizzazione professionale del personale A.T.A. all’interno delle Aree, di cui al decreto ministeriale n. 140 del 12 luglio 2024 – ISTRUZIONI PER I CANDIDATI

Con Avviso 23 gennaio 2026, AOODGPER 1744, viene reso noto il nuovo calendario della prova finale di valutazione della procedura selettiva per l’attribuzione delle posizioni economiche finalizzate alla valorizzazione professionale del personale A.T.A. all’interno delle Aree, di cui al decreto ministeriale n. 140 del 12 luglio 2024

Calendario della prova scritta

  •  23 febbraio 2026, ore 09:00
    profilo professionale di Operatore dei servizi agrari.
  • 23 febbraio 2026, ore 14:30
    profilo professionale di Collaboratore scolastico (primo turno).
  • 24 febbraio 2026, ore 14:30
    profilo professionale di Collaboratore scolastico (secondo turno).
  • 25 febbraio 2026, ore 14:30
    profilo professionale di Assistente tecnico (prima posizione economica).
  • 26 febbraio 2026, ore 14:30
    profilo professionale di Assistente tecnico (seconda posizione economica).
  • 27 febbraio 2026, ore 09:00
    profili professionali di Cuoco, Guardarobiere, Infermiere e Assistente amministrativo (prima posizione economica).
  • 27 febbraio 2026, ore 14:30
    profilo professionale di Assistente amministrativo (seconda posizione economica).

Con Avviso 29 novembre 2025, AOODGPER 215456, la procedura per l’attribuzione delle posizioni economiche per la valorizzazione professionale del personale A.T.A. all’interno delle aree ai sensi del decreto ministeriale 12 luglio 2024, n. 140, è rinviata a data da destinarsi.


Con Avviso 12 novembre 2025, AOODGPER 213920, viene reso noto il calendario della prova finale di valutazione della procedura selettiva per l’attribuzione delle posizioni economiche finalizzate alla valorizzazione professionale del personale A.T.A. all’interno delle Aree, di cui al decreto ministeriale n. 140 del 12 luglio 2024

Calendario della prova scritta

  • 15 dicembre 2025 ore 9:00
    profilo professionale di Operatore dei servizi agrari.
  • 15 dicembre 2025 ore 14:30
    profilo professionale di Collaboratore scolastico (primo turno).
  • 16 dicembre 2025 ore 14:30
    profilo professionale di Collaboratore scolastico (secondo turno).
  • 17 dicembre 2025 ore 14:30
    profilo professionale di Assistente tecnico (I posizione economica).
  • 18 dicembre 2025 ore 14:30
    profilo professionale di Assistente tecnico (II posizione economica).
  • 19 dicembre 2025 ore 09:00
    profili professionali di Assistente amministrativo (I posizione economica), Cuoco, Infermiere e Guardarobiere.
  • 19 dicembre 2025 ore 14:30
    profilo professionale di Assistente amministrativo (II posizione economica).

Giornata Mondiale del Libro

Il 23 aprile si celebra l’annuale Giornata Mondiale UNESCO dedicata al Libro ed al Diritto d’Autore celebrata dall’UNESCO sin dal 1996, nel giorno dell’anniversario della morte di tre fra i più grandi autori della letteratura mondiale (Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garcilaso de la Vega) e in corrispondenza della festa di San Giorgio quando in Catalogna per ogni libro venduto si regala tradizionalmente una rosa.

Giornata della Terra

Il 22 aprile di ogni anno, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, si celebra l’Earth Day, la Giornata della Terra, dedicato all’ambiente ed alla salvaguardia del pianeta.

Insieme per l’Educazione Stradale

Si svolge lunedì 20 aprile l’iniziativa “Insieme per l’Educazione Stradale”, promossa dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dall’Automobile Club d’Italia, con l’obiettivo di sensibilizzare le giovani generazioni sui temi della sicurezza stradale e della mobilità consapevole.

L’evento, che si inserisce nell’ambito del Protocollo d’Intesa siglato tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’Automobile Club d’Italia (ACI), dal titolo “Per la promozione dell’educazione alla sicurezza stradale nelle istituzioni scolastiche”, coinvolgerà oltre 650 studenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado in un articolato programma di attività educative e formative, distribuite tra il Centro di Guida Sicura ACI SARA di Lainate e l’Autodromo Nazionale di Monza.

La giornata prevede attività ludico-educative, lezioni teoriche e dimostrazioni pratiche, con focus su rispetto delle regole, mobilità sostenibile e guida consapevole. Nel corso della mattinata sono previste anche attività presso gli stand istituzionali dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato, oltre a esperienze pratiche e simulate volte a rafforzare la consapevolezza dei comportamenti corretti alla guida.

All’incontro istituzionale, fissato per le ore 12.30, sono previsti i saluti del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e del Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Geronimo La Russa. Tra gli interventi, anche quello di Gabriella Saracino, rappresentante delle vittime della strada, e del pilota Kimi Antonelli.

L’educazione stradale è una delle priorità su cui il MIM lavora per favorire tra i giovani la cultura della sicurezza in strada. L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di educazione civica e formazione, finalizzata a promuovere tra i giovani responsabilità, rispetto delle regole e tutela della vita.

ile l’iniziativa “Insieme per l’Educazione Stradale”, promossa dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dall’Automobile Club d’Italia, con l’obiettivo di sensibilizzare le giovani generazioni sui temi della sicurezza stradale e della mobilità consapevole.

L’evento, che si inserisce nell’ambito del Protocollo d’Intesa siglato tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’Automobile Club d’Italia (ACI), dal titolo “Per la promozione dell’educazione alla sicurezza stradale nelle istituzioni scolastiche”, coinvolgerà oltre 650 studenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado in un articolato programma di attività educative e formative, distribuite tra il Centro di Guida Sicura ACI SARA di Lainate e l’Autodromo Nazionale di Monza.

La giornata prevede attività ludico-educative, lezioni teoriche e dimostrazioni pratiche, con focus su rispetto delle regole, mobilità sostenibile e guida consapevole. Nel corso della mattinata sono previste anche attività presso gli stand istituzionali dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato, oltre a esperienze pratiche e simulate volte a rafforzare la consapevolezza dei comportamenti corretti alla guida.

All’incontro istituzionale, fissato per le ore 12.30, sono previsti i saluti del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e del Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Geronimo La Russa. Tra gli interventi, anche quello di Gabriella Saracino, rappresentante delle vittime della strada, e del pilota Kimi Antonelli.

L’educazione stradale è una delle priorità su cui il MIM lavora per favorire tra i giovani la cultura della sicurezza in strada. L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di educazione civica e formazione, finalizzata a promuovere tra i giovani responsabilità, rispetto delle regole e tutela della vita.