Educazione&Scuola Newsletter n. 1185

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Maggio 2026 – XXXI Anno

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Notizie

Valutazione dei Dirigenti scolastici

Entro la fine di maggio sarà possibile visionare i punteggi riferiti agli indicatori connessi al PTOF/RAV/PdM per l’anno scolastico 2025/2026

Le nuove Indicazioni Nazionali per i Licei

Sino al 31 maggio 2026 la consultazione nazionale sul testo

Conto consuntivo 2025

Entro il 30 maggio 2026, le istituzioni scolastiche provvedono all’approvazione del conto consuntivo

Mobilità 2026/2027

La diffusione dei risultati delle domande di mobilità del personale Docente è prevista per il 29 maggio 2026

AscoltaMi

Dal 28 maggio 2026 attivo il servizio per il supporto psicologico agli studenti dell’ultimo anno della Scuola secondaria di I grado e del primo biennio della Secondaria di II gradoEsami di Maturità 2025/2026

Pubblicata la XXVIII edizione del Diario d’Esame (A.S. 2025-2026)

Adozione Libri di Testo A.S. 2026/2027

Le adozioni dei testi scolastici sono deliberate dal Collegio dei docenti non oltre la seconda decade di maggio

Bandi formazione personale ed acquisto dispositivi digitali

Fino al 12 maggio per l’adesione al bando per l’acquisto di dispositivi digitali e fino al 15 maggio 2026 per aderire ai percorsi formativi

Prove INVALSI 2026

Dall’11 al 29 maggio si svolgono le prove nelle classi II secondarie di secondo grado

Ipotesi CCNL 2022-2024 Area istruzione e ricerca

ARAN, 11 maggio 2026

Piano Estate 2026

Attività ricreative, di potenziamento delle competenze e di socialità per il periodo di sospensione estiva delle lezioni

Norme

Nota 29 maggio 2026, AOODGSIS 3684

Esame di maturità anno scolastico 2025/2026 – Attività a supporto della procedura e adempimenti sulla comunicazione dei dati

Nota 28 maggio 2026, AOODPIT 3286

Tutela della continuità didattica sui posti di sostegno ai sensi dell’articolo 13 dell’Ordinanza ministeriale 16 febbraio 2026 n. 27

Nota 28 maggio 2026,_AOODGTVET 1477

Indicazioni per l’apertura delle funzioni per i questionari relativi al monitoraggio dei percorsi di formazione scuola lavoro (ex PCTO) e indicazioni per la loro somministrazione ai docenti tutor interni …

Decreto Ministeriale 27 maggio 2026, AOOGABMI 97

Disposizioni per lo svolgimento dell’esame di maturità nelle classi sperimentali autorizzate – a.s. 2025/2026

Decreto Ministeriale 27 maggio 2026, AOOGABMI 96

Disposizioni per lo svolgimento dell’esame di maturità nelle sezioni con opzione internazionale tedesca – a.s. 2025/2026

Decreto Ministeriale 27 maggio 2026, AOOGABMI 95

Disposizioni per lo svolgimento dell’esame di maturità nelle sezioni con opzione internazionale spagnola – a.s. 2025/2026

Decreto Ministeriale 27 maggio 2026, AOOGABMI 94

Disposizioni per lo svolgimento dell’esame di maturità nelle sezioni con opzione internazionale cinese – a.s. 2025/2026

Decreto Ministeriale 27 maggio 2026, AOOGABMI 93

Disposizioni per lo svolgimento dell’esame di maturità nelle sezioni di liceo classico europeo – a.s. 2025/2026

Decreto Ministeriale 27 maggio 2026, AOOGABMI 92

Disposizioni per lo svolgimento dell’esame di maturità nelle istituzioni scolastiche con progetti EsaBac ed EsaBac techno – a.s. 2025/2026

Nota 27 maggio 2026, AOODGOSV 125831

Sesta scuola estiva di Statistica per la formazione docenti. Anno scolastico 2025/26

Nota 27 maggio 2026, AOODGSIP 2278

“AscoltaMI” – Servizio per il benessere delle studentesse e degli studenti. Indicazioni operative per studenti, famiglie e Istituzioni scolastiche

Nota 26 maggio 2026, AOODGCASIS 3561

Osservatorio scuola digitale. Avvio rilevazione anno scolastico 2025-2026

Nota 20 maggio 2026, AOODGSIP 2142

Nuova sezione del sito istituzionale del Ministero dell’istruzione e del merito “Bullismo e Cyberbullismo – Cosa sono, come riconoscerli, cosa fare”

Decreto Direttoriale 19 maggio 2026, AOOGABMI 34

Avviso pubblico prot. n 73226 del 2026 – Assegnazione delle risorse sulla base dell’ordine cronologico di presentazione e di inoltro delle proposte progettuali

Nota 15 maggio 2026, AOODGSIP 2083

A.s. 2025/2026 – E-Portfolio – Compilazione della Sezione “Capolavoro”. Nota informativa

Nota 13 maggio 2026, AOODGTVET 1171

Premio delle Camere di Commercio “Storie di alternanza e competenze” – IX edizione – anno 2026”

Nota 13 maggio 2026, AOODGTVET 1169

I edizione del Premio “SINERGIE 4+2. Sei passi verso il futuro – Anno 2026”

Nota 13 maggio 2026, AOODGOSV. 120331

Seminario “Liceo 5.0 – le opportunità della cultura classica nella società contemporanea”

Nota 13 maggio 2026, AOODGOSV 120085

Nota 11 maggio 2026, AOODGOSV 118508

Indicazioni per la visualizzazione degli obiettivi 2025/2026 sulla piattaforma informatica dedicata al procedimento di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici

Lettera 11 maggio 2026, AOOGABMI 112874

Piano estate 2026Avviso 11 maggio 2026, AOOGABMI 112894

Percorsi per il potenziamento delle competenze, l’inclusione e la socialità nel periodo di sospensione estiva delle lezioni. Fondi Strutturali Europei – Programma Nazionale “Scuola e competenze” …

Comunicato 9 maggio 2026

Proroga del termine di conclusione e di rendicontazione degli interventi di ripristino delle condizioni di agibilità’ degli edifici scolastici mediante utilizzo risorse della quota a gestione statale …

Nota 8 maggio 2026, AOODGTVET 1127

Manifestazione “Maker Faire Rome – The European Edition 2026” – Call for Schools 2026 – Invito alle scuole per la presentazione di progetti innovativi

Nota 7 maggio 2026, AOODGPER 12049

Personale ATA – Contratti di supplenza – Proroghe a.s. 2025/2026

Rubriche

in Bacheca della Didattica

Leggere i Promessi Sposi a scuola

di Giovanni Fioravanti

Magnifica Humanitas

Avv. Gianfranco Nunziata

Oltre la lezione frontale

di Bruno Lorenzo Castrovinci

Contratto Dirigenti Scolastici

Avv. Gianfranco Nunziata

Il Docente Accompagnatore

Avv. Gianfranco Nunziata

Le nuove Indicazioni nazionali per Infanzia e Primo Ciclo

di Giuseppe Farruggia

Piano Casa

Avv. Gianfranco Nunziata

Reclutamento Docenti: i nuovi elenchi regionali

Avv. Gianfranco Nunziata

Cattedra e Coltelli

di Gabriele Boselli

Istruire educando

di Giovanni Fioravanti


in Esami

Punteggio integrativo e lode nell’esame di maturità 2026

di Gennaro Palmisciano

Quale maturità all’esame di Maturità?

di Mario Maviglia

Diario d’Esame 2025-2026

di Dario Cillo

Esami di Maturità 2025/2026

Pubblicata la XXVIII edizione del Diario d’Esame (A.S. 2025-2026)


in Psicologia

Valutare per incoraggiare

di Bruno Lorenzo Castrovinci

La ripetizione distribuita

di Bruno Lorenzo Castrovinci

Oltre la lezione frontale

di Bruno Lorenzo Castrovinci

Quando le emozioni si incontrano

di Bruno Lorenzo Castrovinci

Learning by doing

di Bruno Lorenzo Castrovinci


in Recensioni

Banana Yoshimoto, Che significa diventare adulti?

di Antonio Stanca

L. Lafranceschina, Alla controra…

di Carlo De Nitti

G. Sapienza, L’università di Rebibbia

di Antonio Stanca

D. Malini, Manuale di sopravvivenza nel multiverso della scuola

Illustrazioni di R. Malini

C. Ruta, Galileo e l’inquisitore

Una rilettura delle tensioni tra scienza e fede tra il XVI e il XVII secolo

P. Cognetti, Giù nella valle

di Antonio Stanca

A. Lattanzio, Le fedi religiose al tempo della complessità

di Carlo De Nitti


in Riforme On Line di Giancarlo Cerini

In ricordo di Giancarlo Cerini: il sistema integrato 0 – 6

Ragusa, 15 maggio 2026


in Software

Internet, Reti, Nuove tecnologie

Bandi formazione personale ed acquisto dispositivi digitali

Fino al 12 maggio per l’adesione al bando per l’acquisto di dispositivi digitali e fino al 15 maggio …

Capire l’Informatica di Paolo Rocchi


in Statististiche

eTwinning 2025

Rapporto Erasmus+ INDIRE 2025


in Stranieri

eTwinning 2025

Rapporto Erasmus+ INDIRE 2025

Formazione ed Eventi

Giochi della Gioventù

Roma, 26 – 29 maggio 2026

Musei di vetro

Roma, 28 maggio 2026

Il Valore della Conoscenza

Camera dei deputati, 27 maggio 2026

XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro

Torino, 14 – 18 maggio 2026

Concerto Orchestra Nazionale Licei Musicali – 80° Anniversario dell’Autonomia Siciliana

Taormina, 15 maggio 2026

Bandi formazione personale ed acquisto dispositivi digitali

Fino al 12 maggio per l’adesione al bando per l’acquisto di dispositivi digitali e fino al 15 maggio 2026 per aderire ai percorsi formativi

In ricordo di Giancarlo Cerini: il sistema integrato 0 – 6

Ragusa, 15 maggio 2026

Rapporto CENSIS: Essere genitori oggi

Roma, 7 maggio 2026

50° anniversario del terremoto in Friuli

Friuli Venezia Giulia, 2 – 5 maggio 2026

Mostra Internazionale dell’Artigianato MIDA

Firenze, 25 aprile – 3 maggio 2026

Rassegne

Stampa

Finanziamento dei percorsi degli ITS Academy

Ministero dell’Istruzione e del Merito

La Scuola incontra la Corte a Palazzo della Consulta

MIM – Corte costituzionale

Dispersione scolastica sotto la media europea

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Riforma degli Istituti tecnici: incontro con i sindacati

Ministero dell’Istruzione e del Merito


Diritto – Politica – Sindacato

Sentenza TAR LAZIO 26 maggio 2026, n. 9685

Avv. Maurizio Danza

Corte di Cassazione e ferie precari

Avv. Gianfranco Nunziata

Sciopero 29 maggio 2026

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Magnifica Humanitas

Avv. Gianfranco Nunziata

Dati adesione sciopero 18 maggio 2026

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Sentenza C-155/25 della Corte Europea

Avv. Gianfranco Nunziata

Contratto Dirigenti Scolastici

Avv. Gianfranco Nunziata

Adesione Sciopero 6 e 7 maggio 2026

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Sciopero con astensione dalle prestazioni orarie aggiuntive dal 22 maggio al 21 giugno 2026

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Sciopero 18 maggio 2026

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Adesione Sciopero 20 aprile 2026

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Il Docente Accompagnatore

Avv. Gianfranco Nunziata

Piano Casa

Avv. Gianfranco Nunziata

Reclutamento Docenti: i nuovi elenchi regionali

Avv. Gianfranco Nunziata

Riforma degli Istituti tecnici: incontro con i sindacati

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Riforma percorsi Istruzione tecnica

CISL SCUOLA, UIL SCUOLA RUA, SNALS CONFSAL, GILDA UNAMS, ANIEF


Gazzetta Ufficiale

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 124

del 30-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 123

del 29-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 122

del 28-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 121

del 27-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 120

del 26-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 119

del 25-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 118

del 23-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 117

del 22-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 116

del 21-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 115

del 20-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 114

del 19-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 113

del 18-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 112

del 16-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 111

del 15-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 110

del 14-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 109

del 13-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 108

del 12-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 107

del 11-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 106

del 09-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 105

del 08-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 104

del 07-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 103

del 06-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 102

del 05-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 101

del 04-05-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 100

del 02-05-2026

Valutare per incoraggiare

Valutare per incoraggiare

La pagella come racconto educativo

 di Bruno Lorenzo Castrovinci

Per molti bambini la pagella non è semplicemente un documento scolastico, ma uno specchio attraverso cui imparano a guardarsi. Dentro quei numeri, quei giudizi e quelle osservazioni, spesso i più piccoli cercano conferme sul proprio valore, sulla propria intelligenza, persino sulla possibilità di sentirsi adeguati rispetto agli altri. Anche le famiglie, inevitabilmente, finiscono per attribuire alla valutazione un significato emotivo che va oltre il rendimento scolastico.

Eppure, la scuola primaria dovrebbe essere il luogo in cui l’errore non umilia, ma diventa occasione di crescita; uno spazio educativo capace di rispettare i tempi dell’apprendimento e di far sentire ogni bambino visto, compreso e valorizzato nella sua irripetibile unicità. Valutare non dovrebbe significare misurare quanto un alunno si avvicini a uno standard rigido, ma comprendere come sta crescendo, quali strategie utilizza, quali ostacoli incontra e quali potenzialità possiede ancora inesplorate.

Negli ultimi anni la riflessione pedagogica e neuroscientifica ha mostrato con sempre maggiore chiarezza quanto le modalità valutative influenzino profondamente la motivazione, l’autostima e il rapporto con l’apprendimento. Un bambino incoraggiato sviluppa curiosità e fiducia. Un bambino continuamente giudicato rischia invece di associare la scuola alla paura di sbagliare.

Per questo motivo parlare oggi di valutazione significa interrogarsi sul significato autentico dell’educare.

Il peso invisibile dei voti

Anche nella scuola primaria i bambini imparano molto presto a classificarsi. Comprendono chi è considerato “bravo”, chi viene lodato più spesso, chi riceve osservazioni negative o chi sembra sempre in ritardo rispetto agli altri. A volte basta uno sguardo dell’adulto, un confronto involontario o una frase pronunciata senza cattive intenzioni per costruire etichette che finiscono per sedimentarsi nella mente dei più piccoli.

Le neuroscienze ci ricordano che le emozioni influenzano direttamente i processi cognitivi. Un bambino che vive l’esperienza scolastica con ansia o paura attiva sistemi di allerta che ostacolano attenzione, memoria e capacità di ragionamento. Al contrario, sentirsi accolti e sostenuti favorisce la plasticità cerebrale e rende l’apprendimento più stabile e significativo.

Quando la valutazione diventa esclusivamente un giudizio finale, il rischio è quello di ridurre l’apprendimento a una prestazione. Il bambino non studia più per capire, esplorare o crescere, ma per evitare una delusione o ottenere approvazione. In questo modo la scuola smette lentamente di essere uno spazio di scoperta e diventa un luogo di continua verifica di sé.

Molti adulti conservano ancora oggi ricordi dolorosi legati ai voti ricevuti durante l’infanzia. Questo dovrebbe far riflettere sul fatto che la valutazione non lascia tracce soltanto nei registri scolastici, ma nella costruzione dell’identità personale.

L’errore come possibilità

Una delle trasformazioni educative più importanti riguarda il modo in cui la scuola guarda all’errore. Per molto tempo sbagliare è stato interpretato come segno di mancanza, impreparazione o insufficienza. Oggi sappiamo, invece, che l’errore rappresenta una fase naturale e indispensabile dell’apprendimento.

Il cervello impara attraverso tentativi, aggiustamenti, revisioni continue. Ogni volta che un bambino prova, sbaglia e riprova, costruisce connessioni neurali più solide e sviluppa strategie cognitive più efficaci. Questo significa che l’errore non è il contrario dell’apprendimento, ma uno dei suoi motori principali.

Quando un insegnante accoglie l’errore senza mortificare, trasmette un messaggio educativo potentissimo. Dice implicitamente al bambino che il valore personale non coincide con la prestazione e che ogni difficoltà può essere affrontata con il tempo, l’impegno e il supporto adeguato.

Anche le famiglie svolgono un ruolo decisivo. Spesso, senza rendersene conto, genitori molto premurosi finiscono per enfatizzare eccessivamente il risultato finale. Domande come “Che voto hai preso?” rischiano di diventare più frequenti di domande come “Hai capito?”, “Ti sei sentito sicuro?” oppure “Cosa hai imparato di nuovo oggi?”. Cambiare linguaggio significa cambiare prospettiva educativa.

La valutazione che accompagna la crescita

Una valutazione davvero educativa osserva il percorso e non soltanto il traguardo. Tiene conto dei progressi, delle difficoltà iniziali superate, dell’impegno, delle strategie adottate e della capacità di chiedere aiuto. Non cerca bambini perfetti ma bambini in evoluzione.

Nella scuola primaria questo approccio assume un valore ancora più profondo perché ogni alunno attraversa tempi di maturazione differenti. Alcuni apprendono rapidamente la letto scrittura, altri necessitano di maggiore gradualità. Alcuni mostrano sicurezza nelle attività logico matematiche, altri possiedono sensibilità narrative, artistiche o relazionali straordinarie che rischiano però di rimanere invisibili dentro una valutazione troppo standardizzata.

Valutare per incoraggiare significa allora riconoscere i talenti molteplici presenti in ogni bambino. Significa usare parole che orientano e non che feriscono. Un’osservazione educativa efficace non chiude mai la possibilità di miglioramento, ma apre prospettive e restituisce fiducia.

Anche il feedback quotidiano assume una funzione centrale. Un incoraggiamento sincero, una restituzione chiara, la valorizzazione di un piccolo progresso possono incidere profondamente sulla percezione che il bambino costruisce di sé come studente e come persona.

La relazione educativa prima della valutazione

Ogni valutazione nasce dentro una relazione. Prima ancora dei documenti ufficiali, i bambini leggono il modo in cui vengono guardati dagli adulti. Per questo motivo nessuna modalità valutativa può essere davvero efficace se manca un clima di fiducia reciproca.

Un insegnante che conosce i propri alunni sa distinguere la distrazione occasionale dalla fatica emotiva, la svogliatezza apparente dall’insicurezza nascosta. Riesce a comprendere quando dietro una difficoltà scolastica si nascondano timori, fragilità familiari o semplicemente tempi diversi di crescita.

Anche le famiglie hanno bisogno di sentirsi coinvolte non come giudici dei risultati, ma come alleate educative. La pagella dovrebbe diventare occasione di dialogo e non di tensione. Dovrebbe aiutare a comprendere il percorso del bambino, evitando confronti continui con fratelli, compagni o aspettative irrealistiche.

Nella scuola primaria il rapporto tra scuola e famiglia assume un valore decisivo perché il bambino costruisce la propria immagine attraverso gli sguardi degli adulti significativi. Quando scuola e famiglia comunicano in modo equilibrato e incoraggiante, il bambino sviluppa maggiore sicurezza e motivazione.

Educare alla fiducia

Forse la funzione più importante della valutazione nella scuola dell’infanzia e primaria non è selezionare ma coltivare fiducia. Fiducia nelle possibilità di crescita, nella capacità di migliorare, nella bellezza dell’imparare.

Ogni bambino dovrebbe poter uscire dalla scuola sentendo di essere più competente rispetto al giorno precedente, ma anche più sereno nel proprio rapporto con l’errore e con sé stesso. Questo richiede una cultura educativa capace di rallentare, osservare e valorizzare i percorsi individuali.

La pagella, allora, può davvero trasformarsi in uno strumento di crescita. Non più semplice sintesi di risultati, ma racconto di un cammino fatto di conquiste, tentativi, fragilità e possibilità ancora aperte. Una scuola che valuta per incoraggiare non abbassa le aspettative. Al contrario, aiuta ogni bambino a raggiungere il meglio di sé senza paura di non essere abbastanza.

Ed è forse proprio questa la sfida educativa più importante del nostro tempo. Insegnare ai bambini che il loro valore non dipende da un numero scritto su un foglio, ma dalla possibilità di continuare a crescere, imparare e credere nelle proprie capacità.

Sciopero breve degli scrutini

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Ufficio di Gabinetto

AVVISO DI SCIOPERO

Si comunica che l’USB P.I. Scuola ha proclamato “lo sciopero breve degli scrutini (comprese le attività di scrutinio finale, esclusi quelli propedeutici allo svolgimento degli esami conclusivi dei cicli di istruzione) di tutto il personale docente in servizio presso le scuole secondarie di secondo grado, per la durata così come predeterminata in fase di programmazione dai piani delle attività di ogni singola istituzione scolastica, con data a partire, secondo l’articolazione regionale prevista ad oggi dalle singole regioni:

– 6 giugno: Campania, Emilia-Romagna, Marche, Veneto;

– 8 giugno: Calabria, Lazio, Lombardia, Sardegna;

– 9 giugno: Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Puglia, Sicilia, Umbria;

– 10 giugno: Basilicata, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige (Trento);

– 11 giugno: Liguria

– 16 giugno: Trentino-Alto Adige (Trento)”.

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 124

124 del 30-05-2026

Conto consuntivo 2025

La Nota 13 marzo 2026, AOODGFIESD 24617, in riferimento alla predisposizione ed approvazione del conto consuntivo 2025, tenuto conto dell’aumento dei carichi di lavoro delle segreterie scolastiche impegnate nelle rendicontazioni dei progetti realizzati nonché nelle connesse attività per l’attuazione delle azioni del PNRR, con la presente, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, dispone la proroga di 30 giorni di tutti i termini previsti all’art. 23, commi 1-5 del Decreto Interministeriale 28 agosto 2018, n. 129.

Le istituzioni scolastiche provvedono alla predisposizione del conto consuntivo 2025 secondo le tempistiche di seguito indicate:

entro il 14 aprile 2026, le istituzioni scolastiche predispongono il conto consuntivo e la relazione illustrativa da sottoporre all’esame dei revisori dei conti;
entro il 15 maggio 2026, i revisori dei conti esprimono il parere di regolarità amministrativo- contabile sul conto consuntivo con apposita relazione;
entro il 30 maggio 2026, le istituzioni scolastiche provvedono all’approvazione del conto consuntivo.

Punteggio integrativo e lode nell’esame di maturità 2026

Punteggio integrativo e lode nell’esame di maturità 2026

di Gennaro Palmisciano (*)

Con l’Ordinanza Ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026 si è riordinato l’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo, riadottando la denominazione di Esame di Maturità. Le prove iniziano giovedì 18 giugno 2026 alle ore 8:30 con la prima prova scritta di italiano. L’impianto prevede due prove scritte e un colloquio orale. 

Da un lato è stata ridotta la composizione della commissione da 7 a 5 membri, con  1) un risparmio il quale viene investito per garantire la copertura sanitaria integrativa a tutto il personale scolastico e per la formazione dei componenti le commissioni dell’esame di maturità ai sensi dell’art. 1, co. 7, del d.l. 127/2025, e con 2) una compressione degli ambiti disciplinari di riferimento. Per ciascun indirizzo la commissione ha la stessa composizione in tutto l’ambito nazionale. 

Dall’altro lato è stato impedito che l’alunno che faccia volontariamente una poco edificante scena muta sia comunque dichiarato maturo e sono stati aperti degli spazi di partecipazione per il candidato che inizia il colloquio con la propria presentazione (e non più con l’analisi di uno spunto) e presenta la propria esperienza di Formazione scuola-lavoro.

Si è adottata una diversa griglia di valutazione per il colloquio e si è compresso il punteggio integrativo, fino a un massimo di tre punti per i candidati che abbiano ottenuto un punteggio complessivo di almeno novanta punti, tra credito scolastico e prove d’esame, ai sensi dell’articolo 18, comma 5, del d.lgs. 62/2017, come novellato dall’art. 1, co. 1, sub d), del d.l. 127/2025.

Si dà l’occasione per ribadire che nella riunione preliminare vanno definiti i criteri per l’attribuzione del punteggio integrativo e della lode. Detti criteri non possono limitarsi ai prerequisiti, ma devono definire quelle condizioni, al verificarsi delle quali vanno assegnati rispettivamente punteggio integrativo e lode.

Prerequisito del punteggio integrativo è un punteggio complessivo di almeno novanta punti.

I criteri possono essere formulati nei seguenti termini, per esempio.

La commissione concordemente decide di attribuire il punteggio integrativo, nella misura di un punto al verificarsi di ciascuno dei seguenti criteri, fino ad un massimo di tre punti, al verificarsi dei criteri:

1)        padronanza dei nuclei fondanti e dei metodi propri delle discipline;

2)        utilizzo dei concetti e dei fondamentali strumenti delle discipline per analizzare la realtà ed operare, con consapevolezza ed autonomia, nei campi applicativi del settore di riferimento;

3)        capacità di arricchire le conoscenze scolastiche con apporti personali;

4)        padronanza linguistica anche con riferimenti ai linguaggi settoriali e alla capacità di esposizione organica e coerente;

5) capacità di utilizzare strategie orientate al risultato e all’efficace risoluzione dei problemi.

Al candidato può essere attribuito un punteggio integrativo fino a tre punti nella misura massima utile ad ottenere cento punti. Pertanto se ha conseguito un punteggio complessivo di novantanove, il punteggio integrativo massimo è quello di un punto, anche se ricorrono tutti i criteri.

Ai criteri per l’attribuzione della lode fanno riferimento l’art. 16 co.9 lettera d e l’art. 28 co.6.

I prerequisiti della lode sono:

a) 60 punti nelle prove senza punteggio integrativo;

b) l’attribuzione del credito scolastico nella misura massima di 40 punti con voto unanime del consiglio di classe.

Si propone un esempio di criteri per la lode di seguito.

1)        Per la capacità di rielaborare gli argomenti in modo strutturato, originale e adeguatamente approfondito e di trasferire con sicurezza ed autonomia i saperi appresi in ambiti operativi, in particolare in riferimento allo specifico settore.

2)        Per aver dimostrato un’eccellente capacità nel cogliere i nessi trasversali delle discipline, nonché una capacità argomentativa rigorosa e approfondita.

3) Per aver dimostrato di possedere riferimenti culturali extrascolastici che denotano un atteggiamento di vivace curiosità, articolato desiderio di approfondimento, brillanti capacità di analisi e spirito critico.


(*) Dirigente Ispettore Tecnico – Ministero dell’Istruzione e del Merito

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 123

123 del 29-05-2026

Nota 29 maggio 2026, AOODGCASIS 3684

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale
Direzione Generale per l’innovazione digitale, la semplificazione e la statistica

Ai Dirigenti scolastici/Coordinatori didattici delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie del secondo ciclo di istruzione
e p.c. Al Capo Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale
Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Al Direttore Generale della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione
Ai Direttori generali degli Uffici scolastici regionali
Al Sovrintendente Scolastico per la Regione Valle d’Aosta
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione per la Provincia Autonoma di Trento
Al Sovrintendente Scolastico per la scuola in lingua italiana di Bolzano

OGGETTO: Esame di maturità anno scolastico 2025/2026 – Attività a supporto della procedura e adempimenti sulla comunicazione dei dati.

Giochi della Gioventù

Martedì 26 maggio, alle ore 17.00, in Piazza del Popolo a Roma, il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, parteciperanno alla cerimonia di apertura della Fase Nazionale dei Giochi della Gioventù.

Venerdì 29 maggio, alle ore 11.30, presso lo Stadio Olimpico, i due Ministri prenderanno parte alla cerimonia di premiazione conclusiva dei Giochi.

L’iniziativa è dedicata alla promozione dell’attività sportiva come strumento di formazione, inclusione, socializzazione e benessere psico-fisico per le giovani generazioni.

Sentenza TAR LAZIO 26 maggio 2026, n. 9685

SOSTEGNO ROMANIA. IL TAR LAZIO ANNULLA IL DECRETO DI DINIEGO DEL MINISTERO ILLEGITTIMO, POICHE’NON SUSSISTENDO DIVERGENZE SOSTANZIALI TRA IL TITOLO DELL’UNIVERSITA’ DI CANTEMIR E IL PERCORSO ITALIANO, COME RISULTA DALLA RELAZIONE DEL COMMISSARIO AD ACTA DESIGNATO DAL MINISTERO, DEVONO ESSERE PREVISTE LE MISURE COMPENSATIVE AI SENSI DELL’ART 14 DELLA DIR. UE N°36/20025.

Di particolare rilevanza la sentenza n°9685 del 26 maggio 2026 del TAR LAZIO Presieduta dalla Dott.ssa Biancofiore, Estensore Favaccio  con cui il Collegio della sezione IV Bis ha accolto il ricorso avverso il decreto di diniego espresso dal Ministero Istruzione dell’ istanza di riconoscimento del titolo di specializzazione sul sostegno, nel ricorso patrocinato dall’Avv. Maurizio Danza Prof. di Diritto dell’ Unione Europea Ecampus e di Diritto dell’Istruzione e Ricerca Internazionale Università  ISFOA, annullando il decreto per violazione del principio della comparazione dei percorsi imposto dalla Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, delle norme della Direttiva Europea n°36/2005 in tema di valutazione delle misure compensative previste dall’art.14, e per violazione della partecipazione al procedimento, per omesso invio del preavviso di diniego di cui all’art.10 bis della L.n°241/1990

Nello specifico, era stato adito il Tar Lazio per l’annullamento del decreto nella parte in cui recava il rigetto della istanza di riconoscimento del titolo di specializzazione sul sostegno conseguito presso l’Università di Cantemir sul presupposto di “carenze e lacune incolmabili” evincibili dalla struttura del percorso formativo conseguito all’estero.

Ad avviso dell’AVV. MAURIZIO DANZA ritiene la sentenza di notevole importanza nel panorama giurisprudenziale italiano, atteso che il Tar Lazio , nell’ accogliere il ricorso ha riconosciuto la palese illegittimità dell’attività del Ministero Istruzione, atteso che con riferimento al confronto tra i percorsi formativi in un caso identico sul titolo dell’Università di Cantemiril Commissario ad acta designato dal Ministero ha  rilevato la corrispondenza di alcuni insegnamenti (Psicologia dello sviluppo nr. 5 cfu – Psicologia dell’educazione nr. 5 cfu) con quelli previsti in Italia dal decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del 30 settembre 2011 (“Criteri e modalità per lo svolgimento dei corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno, ai sensi degli articoli 5 e 13 del decreto 10 settembre 2010, n. 249)”, mentre per altri insegnamenti ha comunque riconosciuto che determinano un accrescimento delle comuni competenze del docente in termini di capacità di utilizzare strumenti di didattica inclusiva e attenzione ai bisogni educativi speciali; è stato quindi escluso che la formazione svolta in Romania sia radicalmente diversa rispetto a quella richiesta per accedere all’insegnamento, in Italia, in qualità di insegnante specializzato sul sostegno ( cfr. 7.4 sentenza).

Il decreto è stato altresì annullato dal Tar atteso che il Collegio della Sezione ha stigmatizzato  l’omessa previsione di misure compensative , atteso che” il diritto europeo prevede l’assegnazione di misure compensative non solo nel caso di stretta attinenza dei programmi di formazione ma anche nel caso di divergenze sostanziali (art. 14 par. 1 Direttiva 2005/36/Ce: “se la formazione ricevuta riguarda materie sostanzialmente diverse da quelle coperte dal titolo di formazione richiesto nello Stato membro ospitante” ( cfr. 7.4 sentenza ).

Inoltre ha ritenuto in sentenza ( cfr.7.2.) che il Ministero è giunto alla conclusione di rigettare l’istanza in assenza di un corretto contraddittorio procedimentale, ed adottando il provvedimento sfavorevole,  non preceduto da una comunicazione di preavviso ex art. 10 bis L. 241/1990, comunicazione che avrebbe permesso all’istante di conoscere i motivi ostativi all’accoglimento della domanda e di rassegnare informazioni ulteriori inerenti alla qualità e la natura della formazione svolta ( cfr.7.3)

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Quarta Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento di diniego, con l’obbligo per l’Amministrazione di provvedere al riesame dell’istanza e all’eventuale assegnazione di misure compensative.

Corte di Cassazione e ferie precari

Corte di Cassazione e ferie precari: addio alla giurisprudenza selvaggia, ricorsi verso il minimo

Avv. Gianfranco Nunziata (Foro di Salerno)

La sentenza della Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, n. 883/2026, pronunciata a seguito di un rinvio pregiudiziale della Corte d’Appello di Torino (art. 363-bis c.p.c.), ha risolto un importante contrasto giurisprudenziale in materia di indennità sostitutiva per ferie non godute dai docenti con contratto a tempo determinato (supplenti brevi e saltuari o con contratto fino al termine delle lezioni/attività didattiche).

La Corte ha stabilito una distinzione fondamentale basata sui diversi periodi dell’anno scolastico, modulando di conseguenza l’obbligo informativo del datore di lavoro (il dirigente scolastico) e il diritto del docente alla monetizzazione delle ferie.

Il principio di diritto enunciato dalla Corte è il seguente:

Il comma 55 dell’art. 1 della legge n. 228 del 2012 si interpreta nel senso che al personale docente supplente breve e saltuario o docente con contratto fino al termine delle lezioni o delle attività didattiche spetta il trattamento economico sostitutivo per i giorni di ferie non goduti… nei limiti della differenza fra i giorni spettanti e quelli di sospensione delle lezioni definiti dai calendari scolastici regionali che ricadono nel periodo tra l’inizio e la fine delle stesse, in cui è consentito ex lege di fruirne, senza necessità di apposito avviso del dirigente scolastico.

La sentenza opera quindi una bipartizione:

  1. Periodi di sospensione delle lezioni durante l’anno scolastico (es. vacanze di Natale, Pasqua, ponti): In questi periodi, definiti dai calendari scolastici regionali, la legge stessa (art. 1, co. 54, L. 228/2012) individua i giorni in cui il personale docente “fruisce” delle ferie. La Cassazione interpreta questa disposizione come un’assegnazione automatica delle ferie. Di conseguenza, il docente non ha bisogno di un invito formale da parte del dirigente scolastico per goderne. Se il docente non chiede di prestare servizio o di utilizzare diversamente quel tempo, si presume che sia in ferie. La mancata fruizione in questi periodi, pertanto, non dà diritto all’indennità sostitutiva, in quanto il lavoratore è stato messo ex lege in condizione di goderne.
  2. Periodo tra il termine delle lezioni e il 30 giugno: In questo lasso di tempo, i docenti non sono automaticamente in ferie, poiché potrebbero essere impegnati in attività funzionali all’insegnamento (scrutini, esami, attività valutative). Per questo periodo, riprende piena vigenza il principio di derivazione europea: il docente ha diritto all’indennità sostitutiva per le ferie non godute, a meno che il datore di lavoro non dimostri di averlo formalmente invitato a fruirne, con l’espresso avvertimento che la mancata fruizione comporterà la perdita del diritto e della relativa indennità. L’onere della prova grava interamente sul datore di lavoro-

La stessa disciplina si applica, per analogia, alle giornate di riposo previste dalla Legge n. 937/1977 (ex festività soppresse).

Modalità di Calcolo dell’Indennità Sostitutiva

Alla luce della sentenza, il calcolo dell’indennità sostitutiva per ferie non godute per un docente a tempo determinato deve seguire questi passaggi:

  1. Determinare i giorni di ferie maturati: Le ferie maturano in proporzione al servizio prestato. Generalmente, si calcolano 2,5 giorni per ogni 30 giorni di. La durata complessiva annua è di 30 o 32 giorni a seconda dell’anzianità di servizio.
  2. Sottrarre i giorni di sospensione delle lezioni: Dal totale dei giorni di ferie maturati, devono essere sottratti tutti i giorni di sospensione delle attività didattiche previsti dal calendario scolastico regionale (es. vacanze natalizie, pasquali) che ricadono all’interno del contratto di lavoro. Questi giorni sono considerati come fruiti d’ufficio e non sono monetizzabili.
  3. Verificare il periodo post-lezioni: Per i giorni di ferie residui, che avrebbero potuto essere goduti tra la fine delle lezioni e il 30 giugno, l’indennità è dovuta, a meno che l’amministrazione scolastica non fornisca la prova di aver invitato il docente a fruirne con l’avviso della perdita del diritto in caso di mancato godimento.
  4. Calcolare l’importo: I giorni di ferie residui, calcolati come sopra, vengono moltiplicati per la retribuzione giornaliera lorda del docente, che include tutte le voci fisse e continuative.

In sintesi, la monetizzazione è limitata “alla differenza tra i giorni di ferie spettanti e quelli in cui è consentito al personale in questione di fruire delle ferie”, dove i giorni “consentiti” sono primariamente quelli di sospensione delle lezioni.

Conformità al CCNL, al Diritto Europeo e alla Costituzione

  • Conformità al CCNL: La sentenza è conforme al CCNL Comparto Istruzione e Ricerca. L’art. 38 del CCNL 2019-2021 (che sostituisce l’art. 13 del CCNL 2007) stabilisce che le ferie non godute sono monetizzabili alla cessazione del rapporto “nei limiti delle vigenti norme di legge”. La sentenza interpreta proprio tali norme di legge (in particolare l’art. 1, commi 54-56 della L. 228/2012, che peraltro sono inderogabili dalla contrattazione collettiva). Anche le dichiarazioni congiunte al CCNL, che limitano la monetizzazione ai casi di impossibilità non imputabile al dipendente, sono in linea con il quadro normativo e giurisprudenziale europeo recepito dalla Cassazione.
  • Conformità al Diritto dell’Unione Europea: La Cassazione ha esplicitamente inteso conformare la propria interpretazione alla normativa europea (Direttiva 2003/88/CE) e alla giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’UE (cause C-619/16, C-684/16, C-218/22). Il principio cardine della giurisprudenza europea è che un lavoratore può perdere il diritto all’indennità per ferie non godute solo se il datore di lavoro dimostra di averlo messo concretamente in condizione di esercitare tale diritto, informandolo adeguatamente. La Cassazione ritiene che, per i periodi di sospensione delle lezioni, la legge stessa funga da “informazione adeguata”, rendendo superfluo un ulteriore atto del dirigente. Per il periodo successivo, invece, applica pienamente l’onere probatorio a carico del datore di lavoro.
  • Conformità alla Costituzione: La sentenza appare conforme all’art. 36 della Costituzione, che sancisce l’irrinunciabilità del diritto alle ferie. La Corte Costituzionale (sent. n. 95/2016) ha già chiarito che il divieto di monetizzazione delle ferie non si applica se il mancato godimento non è imputabile al lavoratore. La Cassazione, ponendo l’onere della prova sul datore di lavoro (almeno per il periodo post-lezioni) e legando la perdita del diritto a un meccanismo di fruizione predeterminato dalla legge, si muove all’interno di questo solco interpretativo.

Criticità e Punti di Attenzione

La sentenza, pur risolvendo un contrasto, presenta alcune criticità e potenziali aree di futuro contenzioso:

  1. Presunzione di fruizione automatica: La principale criticità risiede nella presunzione che i periodi di sospensione delle lezioni (Natale, Pasqua, ecc.) equivalgano a ferie fruite d’ufficio, senza necessità di un invito esplicito del dirigente. Ciò potrebbe essere visto come in parziale attrito con la giurisprudenza della CGUE, che richiede una diligenza “concreta e in piena trasparenza” da parte del datore di lavoro per assicurarsi che il lavoratore possa esercitare il suo diritto. La mera previsione nel calendario scolastico potrebbe non essere ritenuta sufficiente a garantire tale concretezza in ogni situazione.
  2. Onere della prova sul docente: Sebbene la sentenza non lo affermi esplicitamente, di fatto il docente che sostenesse di aver lavorato durante i periodi di sospensione (es. per formazione, preparazione lezioni) si troverebbe a dover provare tale attività per superare la presunzione di ferie e ottenere la monetizzazione.
  3. Definizione di “attività didattiche” e “attività funzionali”: La distinzione tra il periodo di sospensione delle lezioni e il periodo post-lezioni fino al 30 giugno si basa sulla potenziale presenza di “attività funzionali”. Potrebbero sorgere controversie su quali attività (es. riunioni online, corsi di formazione obbligatori) svolte durante le sospensioni infrannuali siano sufficienti a escludere la presunzione di ferie automatiche.
  4. Impatto amministrativo: La sentenza richiede alle scuole di gestire in modo differenziato i vari periodi dell’anno e, per il periodo post-lezioni, di attivare una procedura formale di comunicazione e avviso per non dover corrispondere l’indennità, con un conseguente aggravio amministrativo.

Leggere i Promessi Sposi a scuola

Perché è sbagliato dire che gli studenti del secondo anno delle superiori non sono pronti per leggere I Promessi Sposi

di Giovanni Fioravanti

Secondo il pensiero pedagogico del nostro attuale ministro dell’Istruzione e del Merito gli studenti del secondo anno delle scuole superiori “non sarebbero pronti” per affrontare la lettura dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Il linguaggio è complesso, la struttura narrativa articolata e i riferimenti storici del romanzo rendono il testo troppo difficile per adolescenti di quattordici o quindici anni.

Tuttavia, tale convinzione appare pedagogicamente debole e persino contraddittoria rispetto alle principali teorie educative moderne. Conoscendo il pensiero di Comenio, Bruner e Vygotskij dovrebbe essere da tempo chiaramente assodato, almeno per chi esercita la professione docente (ma forse mi illudo), che la scuola non deve limitarsi a proporre ciò che gli studenti sanno già comprendere autonomamente, ma deve invece accompagnarli verso forme più elevate di pensiero e di interpretazione.

Jan Amos Komenský, Comenio, nella sua opera Didactica Magna, sostiene il principio del Omnes, omnia, omnino, cioè “insegnare tutto a tutti in modo completo”. L’educazione, secondo il pedagogista, non deve adattarsi passivamente ai limiti immediati dell’alunno, ma deve ampliare progressivamente le sue capacità. La scuola esiste proprio per rendere accessibili contenuti che inizialmente risultano difficili. Se si accettasse l’idea che uno studente debba leggere soltanto testi già perfettamente comprensibili, l’istruzione perderebbe la propria funzione formativa.

Comenio riteneva inoltre che la gradualità fosse il vero strumento della didattica: non eliminare le difficoltà, ma accompagnare gli studenti nel superarle. In quest’ottica, I Promessi Sposi rappresentano un’occasione preziosa di crescita linguistica, storica e morale. Il romanzo di Manzoni permette infatti di confrontarsi con registri linguistici differenti, con una sintassi più elaborata e con riflessioni etiche profonde. Rinunciare a proporlo significherebbe privare gli studenti di un’esperienza culturale fondamentale proprio nel momento in cui la loro capacità critica inizia a svilupparsi.

Anche la concezione dell’istruzione di Jerome Bruner contraddice l’idea che gli adolescenti non siano pronti per testi complessi. Bruner sostiene che qualunque argomento può essere insegnato in maniera intellettualmente onesta a qualsiasi età, purché venga presentato con modalità adeguate. Questa concezione è alla base del cosiddetto “curricolo a spirale”: gli studenti possono affrontare temi difficili fin da giovani, tornando poi sugli stessi contenuti con livelli crescenti di profondità.

Secondo Bruner, l’apprendimento non consiste nella semplice ricezione passiva di informazioni, ma nella costruzione attiva del significato. Lo studente comprende davvero quando viene stimolato a formulare ipotesi, interpretare simboli e collegare esperienze differenti. I Promessi Sposi si prestano perfettamente a questo tipo di apprendimento: il romanzo affronta temi universali come la giustizia, il potere, la paura, il coraggio, la fede e la responsabilità individuale. Anche se non tutti gli aspetti stilistici vengono colti immediatamente, gli studenti possono comunque costruire interpretazioni personali e significative.

Bruner parla inoltre dell’importanza dello “scaffolding”, cioè dell’impalcatura educativa fornita dall’insegnante. Un testo complesso non deve essere eliminato, ma mediato attraverso spiegazioni, contestualizzazioni, letture guidate e discussioni collettive. Dire che gli studenti “non sono pronti” equivale spesso a rinunciare a questo ruolo fondamentale della scuola e dell’insegnante.

La teoria forse più decisiva in questo contesto è però quella della “zona di sviluppo prossimale” elaborata da Lev Vygotskij. Vygotskij distingue tra ciò che uno studente può fare da solo e ciò che può fare con l’aiuto di una guida competente. L’apprendimento autentico avviene precisamente in questa zona intermedia, dove la difficoltà non è né troppo bassa né insuperabile.

Applicando questa teoria alla lettura dei Promessi Sposi, appare evidente che il romanzo non deve essere valutato sulla base della comprensione immediata e autonoma dello studente, ma sulla possibilità di comprenderlo attraverso il lavoro scolastico. Un adolescente potrebbe non cogliere da solo tutte le implicazioni storiche o linguistiche del testo, ma con il supporto dell’insegnante e del gruppo classe può sviluppare progressivamente competenze interpretative molto più avanzate.

Se la scuola proponesse esclusivamente testi già perfettamente accessibili, non esisterebbe alcuna crescita cognitiva significativa. Vygotskij insegna infatti che l’educazione deve anticipare lo sviluppo, non limitarsi a seguirlo. In altre parole, gli studenti diventano “pronti” proprio affrontando opere complesse.

Altre riflessioni pedagogiche che sostengono questa posizione potremmo elencare. John Dewey affermava che l’educazione non è preparazione alla vita, ma è vita stessa: gli studenti devono confrontarsi con esperienze culturali autentiche, non con versioni semplificate della realtà. Allo stesso modo Paulo Freire criticava l’idea di una scuola che tratta gli studenti come contenitori vuoti da riempire con nozioni facili e immediate. La cultura alta non deve essere riservata a pochi “pronti”, ma resa accessibile a tutti attraverso il dialogo educativo.

Inoltre, sostenere che i giovani non siano pronti per I Promessi Sposi significa spesso sottovalutare le loro capacità intellettuali ed emotive. Gli adolescenti affrontano quotidianamente temi complessi attraverso film, serie televisive, videogiochi e social network. Sono già immersi in narrazioni articolate, conflitti morali e dinamiche sociali sofisticate. Il problema non è la loro incapacità di comprendere la complessità, ma la necessità di fornire strumenti adeguati per interpretarla criticamente.

Infine, bisogna ricordare che I Promessi Sposi non sono soltanto un classico della letteratura italiana, ma anche un’opera profondamente formativa. Manzoni costruisce un romanzo che invita a riflettere sul rapporto tra individuo e potere, sulla giustizia sociale, sull’uso della violenza e sulla responsabilità morale. Privare gli studenti di questo confronto nel nome di una presunta “non preparazione” significa impoverire il loro percorso educativo.

La difficoltà di un testo non è un ostacolo da evitare, ma una possibilità educativa. Gli studenti non devono essere considerati pronti prima di affrontare i grandi classici: è proprio affrontandoli che diventano pronti.

Benjamin Bloom, universalmente noto per le sue “tassonomie”, ci ricorda che l’apprendimento non dipende dal livello di capacità intellettuale degli alunni, quanto da “errori” nell’insegnamento.

Nei Quaderni del carcere Antonio Gramsci insiste sul fatto che la scuola non debba limitarsi a semplificare il sapere, ma debba fornire agli studenti gli strumenti per accedere alla cultura alta e alla complessità del pensiero. Gramsci ci ricorda che “Lo studio è anch’esso un mestiere, e molto faticoso.”

Leggere, dunque, I Promessi Sposi non deve essere facile per definizione, perché la scuola ha proprio il compito di allenare gli studenti allo sforzo cognitivo e all’accesso graduale alla complessità culturale.

“Istruirsi perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza.” Questo l’appello, oggi sempre più attuale, di Antonio Gramsci.

Nota 28 maggio 2026, AOODPIT 3286

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione

Oggetto: Tutela della continuità didattica sui posti di sostegno ai sensi dell’articolo 13 dell’Ordinanza ministeriale 16 febbraio 2026 n. 27.

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 122

122 del 28-05-2026

Nota 28 maggio 2026,_AOODGTVET 1477

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione Generale per l’istruzione tecnica e professionale e per la formazione tecnica superiore
Ufficio II

Ai Direttori generali/Dirigenti titolari degli Uffici Scolastici Regionali
Al Sovrintendente agli Studi per la Valle d’Aosta
Ai Dirigenti scolastici/Coordinatori didattici delle scuole del secondo ciclo di istruzione statali e paritarie
LORO SEDI
p.c.
Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Al Capo Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale
Al Direttore generale per l’innovazione digitale, la semplificazione e la statistica
Al Capo di Gabinetto
Al Presidente INDIRE prof. Francesco Manfredi
Al Presidente dell’INVALSI dr. Roberto Ricci

OGGETTO: Indicazioni per l’apertura delle funzioni per i questionari relativi al monitoraggio dei percorsi di formazione scuola lavoro (ex PCTO) e indicazioni per la loro somministrazione ai docenti tutor interni e ai docenti coordinatore di progettazione.