Nuovo consenso informato

Nuovo consenso informato: la check-list in 8 punti per le scuole medie dopo la nuova legge del 4 giugno

Avv. Gianfranco Nunziata (Foro di Salerno)

Con l’approvazione definitiva al Senato del disegno di legge n. 735 il 4 giugno 2026, entra nel sistema scolastico una disciplina specifica sul consenso informato preventivo per le attività che riguardino temi attinenti all’ambito della sessualità. Per la scuola secondaria di primo grado la regola non è un divieto assoluto, ma l’obbligo di acquisire il consenso scritto dei genitori degli studenti minorenni; per infanzia e primaria, invece, il testo esclude in ogni caso attività didattiche e progettuali su tali temi.

Il nuovo quadro normativo per la scuola media

La disposizione centrale stabilisce che le istituzioni scolastiche devono richiedere il consenso informato preventivo dei genitori, o dello studente se maggiorenne, per la partecipazione ad attività riguardanti temi attinenti all’ambito della sessualità. Nella scuola media, dunque, la partecipazione non è libera né automatica: è subordinata a una manifestazione di volontà preventiva e scritta della famiglia.

La richiesta di consenso deve contenere un’informazione dettagliata su:

  • finalità;
  • obiettivi educativi e formativi;
  • contenuti;
  • argomenti;
  • temi;
  • modalità di svolgimento;
  • eventuale presenza di esperti esterni o rappresentanti di enti o associazioni.

La legge richiede inoltre che:

  • il consenso sia chiesto entro il settimo giorno antecedente l’attività;
  • il materiale didattico sia messo a disposizione per preventiva visione;
  • durante lo svolgimento delle attività che coinvolgono minori sia garantita la presenza di un docente.

A chi si applica e quali attività coinvolge

Il nuovo assetto riguarda direttamente:

  • le istituzioni scolastiche;
  • genitori degli alunni minorenni;
  • gli studenti maggiorenni;
  • gli organi collegiali;
  • gli eventuali soggetti esterni coinvolti nei percorsi formativi.

Sul piano oggettivo, il testo distingue tra:

1. Attività extracurricolari

Per le attività extracurricolari previste dal PTOF che riguardino temi attinenti all’ambito della sessualità, la partecipazione richiede il consenso scritto; in caso di mancata adesione, lo studente si astiene dalla frequenza.

2. Attività di ampliamento dell’offerta formativa

Anche qui il consenso è obbligatorio, ma la mancata adesione non può tradursi in una mera esclusione: la scuola deve garantire attività formative alternative, comprese nel PTOF e organizzate mediante gli strumenti di flessibilità e autonomia didattica e organizzativa.

Cosa dovranno fare concretamente le scuole

Per le scuole secondarie di primo grado il provvedimento produce una serie di adempimenti immediati. Gli istituti dovranno:

  1. predisporre una procedura formale di raccolta del consenso informato;
  2. trasmettere alle famiglie la richiesta con un anticipo di almeno sette giorni;
  3. rendere disponibili i materiali didattici per la visione preventiva;
  4. specificare in modo puntuale contenuti, obiettivi, modalità ed eventuali esperti coinvolti;
  5. organizzare, nei casi previsti, attività formative alternative;
  6. adeguare il Patto educativo di corresponsabilità alla nuova disciplina;
  7. garantire la presenza di un docente negli incontri con minori;
  8. seguire la procedura collegiale per il coinvolgimento di soggetti esterni.

Il nodo degli esperti esterni

Un secondo asse della riforma riguarda il coinvolgimento di soggetti esterni nelle attività scolastiche. La legge stabilisce che tale coinvolgimento, sia per attività curricolari sia extracurricolari, è subordinato alla deliberazione del collegio dei docenti e all’approvazione del consiglio di istituto.

Il collegio dei docenti deve inoltre definire criteri di selezione basati su:

  • titoli;
  • comprovata esperienza professionale, scientifica o accademica;
  • coerenza con la finalità educativa;
  • adeguatezza rispetto all’età e al livello di maturazione degli studenti.

Le principali criticità applicative

La prima riguarda la distinzione tra attività curricolari ed extracurricolari. Nel sistema italiano le attività curricolari normalmente non richiedono autorizzazione, mentre quelle extracurricolari sì; il nuovo impianto rischia quindi di generare incertezza sulla qualificazione dei percorsi di educazione sessuo-affettiva.

La seconda criticità riguarda le attività alternative obbligatorie, che richiedono tempo, spazi, personale e organizzazione dedicata.

La terza è di ordine finanziario: la legge contiene una clausola di invarianza finanziaria, disponendo che dall’attuazione non derivino nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Ciò significa che gli istituti dovranno assorbire i nuovi adempimenti con le risorse già disponibili.

I profili di criticità costituzionale

Sul piano strettamente giuridico, ci sono rilievi di costituzionalità formulati nel dibattito parlamentare e scolastico.

Articolo 3 Costituzione

È stato richiamato l’art. 3 Cost., che sancisce l’eguaglianza formale e sostanziale. In questa prospettiva, alcune critiche evidenziano il rischio che il meccanismo autorizzativo finisca per escludere proprio gli studenti provenienti da contesti familiari più fragili o più chiusi rispetto a tali temi.

Articolo 117 Costituzione e autonomia scolastica

È stato inoltre evocato l’art. 117 Cost., sia per il riferimento alle norme generali sull’istruzione, sia per il rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento europeo e dagli obblighi internazionali. Emerge anche il tema del possibile impatto sull’autonomia delle istituzioni scolastiche, in quanto la disciplina legislativa incide in modo diretto sull’organizzazione delle attività educative e sul rapporto tra PTOF, progettazione didattica e consenso familiare.

I profili europei: diritto all’istruzione e ruolo dei genitori

Sul versante europeo, il parametro più diretto richiamabile è l’art. 14 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che riconosce il diritto all’istruzione e il diritto dei genitori di provvedere all’educazione e all’istruzione dei figli secondo le loro convinzioni religiose, filosofiche e pedagogiche.

Quindi è possibile individuare una possibile tensione tra due poli:

  • da un lato, il diritto all’istruzione e la funzione pubblica della scuola;
  • dall’altro, il ruolo educativo dei genitori nelle scelte formative sensibili.

È stata inoltre richiamata una pronuncia CEDU del 18 marzo 2011, utilizzabile soltanto come riferimento generale in tema di ambiente scolastico obbligatorio e di limiti all’ingerenza stataleTuttavia, non emerge alcuna violazione europea già accertatacon riferimento a questa specifica legge.

L’iter applicativo da qui in avanti

Il Senato ha approvato definitivamente il testo il 4 giugno 2026. In base al contenuto disponibile, la legge presenta disposizioni già strutturate in forma precettiva per le scuole.

In concreto, l’attuazione passerà attraverso:

  • adeguamento del Patto educativo di corresponsabilità;
  • aggiornamento del PTOF e della programmazione delle attività alternative;
  • predisposizione di modulistica e procedure per il consenso informato;
  • definizione dei criteri di selezione degli esperti esternida parte del collegio dei docenti;
  • approvazione da parte del consiglio di istituto per il loro coinvolgimento.

In sintesi

Per la scuola media, la nuova legge non introduce un divieto assoluto di trattazione dei temi legati alla sessualità, ma un sistema di autorizzazione preventiva e scritta delle famiglie, corredato da obblighi informativi, accesso ai materiali, attività alternative e controllo sugli esperti esterni.

Restano aperti, sul piano giuridico, tre fronti principali:

  • il coordinamento con l’autonomia scolastica e con la distinzione tra curricolo ed extracurricolo;
  • il possibile impatto sul principio di eguaglianza sostanziale;
  • la compatibilità sistematica con il diritto all’istruzione e con i principi europei sul ruolo dei genitori e della scuola.

Nota 5 giugno 2026, AOODGRUF 11253

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale
Direzione generale per le risorse umane e finanziarie
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per il personale scolastico

Alle Istituzioni scolastiche ed educative statali
Agli Uffici Scolastici Regionali
e, p.c. Al Dipartimento per le risorse l’organizzazione e l’innovazione digitale
Al Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Alla Direzione generale per l’innovazione digitale, la semplificazione e la statistica

Oggetto: Attivazione della piattaforma “Gestione fasce di Complessità” per l’individuazione della graduazione delle istituzioni scolastiche – determinazione per l’a.s. 2026/2027


Facendo seguito alla nota prot. n. 11253 del 5 giugno 2026, a firma congiunta della Direzione generale per il personale scolastico e della Direzione generale per le risorse umane e finanziarie,  relativa all’attivazione della piattaforma “Gestione fasce di Complessità” per l’anno scolastico 2026/2027, si comunica che il termine per l’inserimento e la validazione dei dati da parte delle Istituzioni scolastiche è prorogato alle ore 23:59 del 15 giugno 2026.
Conseguentemente, per gli UU.SS.RR. le funzionalità della piattaforma saranno rese disponibili nel periodo compreso tra il 16 giugno 2026 e il 22 giugno 2026, in sostituzione delle date precedentemente comunicate.

Si invitano le SS.LL. a completare le operazioni richieste sulla piattaforma SIDI entro i nuovi termini indicati, al fine di consentire la corretta definizione della graduazione delle istituzioni scolastiche.
Nel ringraziare per la consueta e fattiva collaborazione, si porgono cordiali saluti.

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 128

128 del 05-06-2026

Sciopero breve 13 – 21 giugno 2026

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Ufficio di Gabinetto

AVVISO DI SCIOPERO

Si comunica che la FLC CGIL ha proclamato uno “sciopero breve nazionale di un’ora del personale docente, limitatamente agli Istituti di scuola secondaria di secondo grado comprendente gli Istituti di istruzione tecnica, in occasione delle operazioni di scrutinio finale, dal 13 al 21 giugno 2026”. Lo sciopero riguarderà “il personale docente impegnato negli scrutini finali secondo la disciplina vigente per tale forma di astensione con esclusione degli scrutini propedeutici allo svolgimento degli esami conclusivi dei cicli di istruzione per la durata così come predeterminata in fase di programmazione dai piani delle attività di ogni singola istituzione scolastica interessata dalla suddetta astensione”.

Giornata Mondiale dell’Ambiente

UNICEF Italia richiama l’attenzione sull’impatto dell’inquinamento e promuove consigli e informazioni per proteggere la salute dei più piccoli

Attivo anche per il 2026 il concorso fotografico rivolto ai giovani fra i 14 e i 19 anni “Uno scatto per il clima: ambiente e futuro visti da me”

5 giugno 2026 – In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente (oggi), l’UNICEF Italia richiama l’attenzione sulle conseguenze dell’inquinamento atmosferico sul benessere di bambine, bambini e adolescenti e promuove alcuni consigli per proteggere la salute dei bambini.

“Il legame tra crisi ambientale e tutela dei diritti dell’infanzia è sempre più evidente: ogni giorno nel mondo circa 2.000 bambini sotto i cinque anni muoiono per cause legate all’inquinamento atmosferico, pari al 15% dei decessi infantili globali[1]Respirare aria pulita non può essere un privilegio di pochi, ma è un diritto di ogni bambina e di ogni bambino” – ha dichiarato Nicola Graziano, Presidente dell’UNICEF Italia. “Sono necessari scelte coraggiose e investimenti concreti in politiche ambientali, mobilità sostenibile e tutela degli spazi urbani. Proteggere l’ambiente significa proteggere il futuro dei bambini e degli adolescenti: una responsabilità collettiva che non possiamo più rimandare”.

Anche in Italia la qualità dell’aria rappresenta una sfida importanteoltre l’85% della popolazione residente nei Comuni capoluogo vive in aree in cui i livelli di polveri sottili superano le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità[2], con possibili conseguenze soprattutto per i più piccoli, particolarmente vulnerabili perché polmoni, cervello e sistema immunitario sono ancora in fase di sviluppo.

Per aiutare famiglie e adulti di riferimento a proteggere bambine, bambini e adolescenti dagli effetti dell’inquinamento atmosferico, l’UNICEF Italia ha elaborato una serie di informazioni e consigli pratici. Le raccomandazioni riguardano principalmente:

  • Protezione dei bambini dall’inquinamento dell’aria all’aperto: monitorare la qualità dell’aria prima di programmare attività all’aperto; ridurre il tempo trascorso in aree ad alta concentrazione di inquinamento preferire percorsi meno trafficati; Quando l’inquinamento dell’aria è particolarmente grave, è meglio che i bambini evitino attività fisiche intense.
  • Proteggere i bambini dall’inquinamento dell’aria in casa: arieggiare gli ambienti domestici negli orari più favorevoli, utilizzare carburanti e tecnologie più pulite per cucinare, riscaldare e illuminare la tua casa; non fumare in casa o vicino ai bambini o alle donne in gravidanza per evitare che siano esposti ai danni del fumo passivo.
  • Impegnarsi per un’aria più pulita Incoraggiare, sostenere e partecipare a attività ambientali; favorire modalità di spostamento sostenibili; promuovere e attuare quei comportamenti quotidiani che, nel loro insieme, possono contribuire a creare ambienti più sani e sicuri per la crescita e il benessere delle nuove generazioni.

Anche quest’anno l’UNICEF Italia ha lanciato il concorso fotografico dedicato ai giovani fra i 14 e i 19 anni  “Uno scatto per il clima: ambiente e futuro visti da me”. L’iniziativa promuove il valore della partecipazione attiva delle nuove generazioni e invita i giovani tra a raccontare, attraverso le immagini, gli effetti della crisi climatica e ambientale sui territori, sulle comunità e sulla vita quotidiana. È possibile iscriversi tramite il form online e rispondere alla mail ricevuta inviando a fino a 3 fotografie originali aggiungendo un titolo e una breve didascalia. La partecipazione è gratuita. Per approfondire, consultare il regolamento e partecipare al concorso entro il 30 novembre 2026, è possibile visitare il sito ufficiale: https://www.unicef.it/scatto-clima .

Nell’edizione 2025, sono stati diversi gli scatti dedicati al tema dell’inquinamento, in particolare la fotografia vincitrice, realizzata da Davide M., ritrae in maniera suggestiva tre ciminiere che si stagliano sullo sfondo di un campo arato.

L’UNICEF Italia per riflettere anche sulla nostra responsabilità individuale rispetto all’ambiente promuove la campagna Cambiamo ARIA: sulla piattaforma misurailtuoimpatto.unicef.it è possibile partecipare a un quiz per riflettere sulla sostenibilità delle nostre abitudini.

Nella foto lo scatto vincitore della prima edizione del contest fotografico “Uno scatto per il clima” di Davide M.


[1] State of Global Air Report 2024

[2] Fonte ISTAT: https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/07/Ambiente-urbano_Anno-2023.pdf