Valutazione dei Dirigenti scolastici

Sistema nazionale di valutazione
dei risultati dei dirigenti scolastici

A.S. 2025-2026

Nota 1 luglio 2026, AOODGCASIS 4279
Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei Dirigenti scolastici – Piattaforma di valutazione dei risultati – Rilascio funzionalità

Nota 11 maggio 2026, AOODGOSV 118508
Indicazioni per la visualizzazione degli obiettivi 2025/2026 sulla piattaforma informatica dedicata al procedimento di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici

Decreto Interdipartimentale 6 agosto 2025, AOODPIT 2276
Definizione degli obiettivi dei Dirigenti scolastici per l’a.s. 2025/2026


La Nota 1 luglio 2026, AOODGCASIS 4279, comunica che, dal 2 luglio al 7 settembre 2026, sono disponibili le funzionalità relative alla fase di “Misurazione e valutazione dei risultati in base al conseguimento degli obiettivi” relativi all’anno scolastico 2025/2026


Con Nota 11 maggio 2026, AOODGOSV 118508, vengono fornite indicazioni per la visualizzazione degli obiettivi 2025/2026 sulla piattaforma informatica dedicata al procedimento di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici secondo la seguente tempistica:

  • dal 11 al 18 maggio: i Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali provvederanno all’assegnazione in piattaforma degli obiettivi già assegnati nel mese di agosto 2025, in applicazione del Decreto Interdipartimentale 6 agosto 2025, AOODPIT 2276 e sulla base dei quali saranno valutati i risultati conseguiti dai dirigenti scolastici nell’anno scolastico 2025/2026.
  • entro la fine di maggio: punteggi riferiti agli indicatori connessi al PTOF/RAV/PdM;
  • metà giugno: punteggi riferiti all’ indicatore connesso all’autorizzazione dei contratti di supplenza breve e saltuaria;
  • fine luglio: punteggi riferiti agli indicatori connessi all’obiettivo di rilevanza regionale;
  • inizio agosto: punteggi riferiti agli indicatori connessi all’assolvimento degli obblighi di trasparenza e al pagamento delle fatture commerciali.

A.S. 2024-2025

Nota 5 febbraio 2026, AOODGOSV 28534
Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei Dirigenti scolastici a.s. 2024/2025 – Piattaforma di valutazione dei risultati – Rilascio nuove funzionalità

Nota 31 luglio 2025, AOODGCASIS 4929
Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei Dirigenti scolastici – Piattaforma di valutazione dei risultati a.s. 2024/2025 – Rilascio nuove funzionalità

Nota 28 maggio 2025, AOODGSIS 3651
Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei Dirigenti scolastici – Messa a disposizione della piattaforma ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali e ai Dirigenti scolastici

Decreto Interdipartimentale 26 marzo 2025, AOODPIT 616
Definizione degli obiettivi dei dirigenti scolastici per l’a.s. 2024/2025 ai sensi del D.M. 12 marzo 2025, n. 47 recante l’adozione del sistema nazionale di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici

Decreto Ministeriale 12 marzo 2025, AOOGABMI 47
Adozione del Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei Dirigenti scolastici

Nota 26 febbraio 2025, AOODGOSV 8369
Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei Dirigenti scolastici – Adozione del D.M. del 21.02.2025 n. 28

Decreto Ministeriale 21 febbraio 2025, AOOGABMI 28
Adozione del Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici


Con Nota 5 febbraio 2026, AOODGOSV 28534, viene comunicato ai Dirigenti scolastici che, a partire dal 6 febbraio 2026, la scheda di valutazione relativa all’anno scolastico 2024/2025, sottoscritta dal Direttore dell’USR, verrà notificata tramite e-mail al proprio indirizzo istituzionale. Accedendo alla piattaforma, sarà possibile prendere visione della valutazione ricevuta e, selezionare una delle opzioni disponibili di seguito descritte:

  • Controfirma della scheda di valutazione per accettazione;
  • Richiesta avvio del contraddittorio entro 10 giorni lavorativi dalla notifica. La funzionalità di avvio del contraddittorio è prevista solo nel caso in cui la valutazione sia superiore a 30, in quanto la valutazione negativa comporta automaticamente la convocazione del Dirigente scolastico da parte del Direttore dell’USR per l’avvio dello stesso.

A partire dal 6 febbraio 2026 è disponibile – nella Piattaforma dedicata – anche la valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici relativa all’a.s. 2024/2025. Il personale dirigente scolastico in quiescenza che ha partecipato al procedimento di valutazione per l’a.s. 2024/25 può accedere alla piattaforma di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici, con le modalità già conosciute, selezionando l’apposita voce presente nel menù SIDI, in quanto le rispettive utenze di accesso sono state all’uopo riabilitate.


Con Nota 31 luglio 2025, AOODGCASIS 4929, il Ministero comunica che dal 1° agosto al 20 settembre 2025 saranno disponibili le funzioni della piattaforma dedicata al procedimento di valutazione, riferite alle attività previste dalla fase di “Misurazione e valutazione dei risultati in base al conseguimento degli obiettivi” nell’anno scolastico 2024-2025, di competenza dei Dirigenti scolastici.



Con Nota 28 maggio 2025, AOODGSIS 3651, il Ministero segnal che a piattaforma del Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei Dirigenti scolastici è accessibile ai Dirigenti scolastici a partire dal 3 giugno 2025, previa autenticazione al sistema SIDI, al seguente percorso “Personale Amministrativo e Dirigenti scolastici” → “Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei Dirigenti scolastici”.
La piattaforma invià una mail automatica a tutti i dirigenti scolastici per comunicare l’assegnazione degli obiettivi.
Un video – tutorial è disponibile al seguente link: https://youtu.be/PF-jdBfQizQ


Dal 16 aprile attivo e consultabile nel portale istituzionale Mim lo spazio dedicato al Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici. La nuova sezione offre un punto di riferimento chiaro e aggiornato sulla procedura, i tempi, i casi particolari e il piano di accompagnamento.


Emanato il Decreto Interdipartimentale 26 marzo 2025, AOODPIT 616 concernente la definizione degli obiettivi dei dirigenti scolastici per l’a.s. 2024/2025 ai sensi del D.M. 12 marzo 2025, n. 47 recante l’adozione del sistema nazionale di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici

Scheda definizione obiettivi, indicatori e target a.s. 2024/25


Emanato il Decreto Ministeriale 12 marzo 2025, AOOGABMI 47 di adozione del Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici, in attuazione delle recenti disposizioni legislative promosse dallo stesso Ministro.

Con questo provvedimento, a decorrere già da questo anno scolastico 2024/2025, la valutazione dei dirigenti scolastici avverrà tenuto conto della specificità delle funzioni e sulla base degli strumenti e dei dati a disposizione del sistema informativo del Ministero e del Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici. Il procedimento sarà articolato in una fase di assegnazione degli obiettivi, anche di rilevanza regionale, e in una di valutazione, a cura dei direttori degli Uffici Scolastici Regionali, garantendo altresì un eventuale momento di contraddittorio con gli interessati e il ruolo di un organismo di garanzia. Agli esiti della valutazione sarà collegata la retribuzione di risultato.


A.S. 2018-2019

Nota esplicativa 2 aprile 2019, n. 4
Il procedimento di valutazione dei Dirigenti scolastici per l’a.s. 2018/19

Cronoprogramma 2018/2019

Struttrura Portfolio


Firmato il 4 marzo 2019 l’Accordo MIUR-OO.SS. relativo al procedimento di valutazione dei Dirigenti Scolastici per l’a.s. 2018/2019


A.S. 2017-2018

Con Nota 16 luglio 2018, AOODGOSV 12106, la scadenza per la chiusura delle funzioni per la compilazione online del Portfolio del Dirigente scolastico è stata prorogata dal 31 luglio al 31 agosto 2018.


A partire dal 20 aprile 2018 sul Portale del Sistema nazionale Area Dirigenti – Portfolio DS – Accedi ai servizi di valutazione (raggiungibile all indirizzo https://snv.pubblica.istruzione.it/snv-portale-web/) sono aperte le funzioni per procedere alla compilazione online del Portfolio del Dirigente scolastico.

Cronoprogramma procedimento di valutazione DS – A.S. 2017/18



A.S. 2016-2017

Come previsto dalla Nota 27 aprile 2017, AOODGOSV 4555, a partire dal giorno 27 aprile 2017 e fino al 30 giugno 2017 (prorogato al 31 luglio 2017 dalla Nota 8 giugno 2017, AOODPIT 1182) sul Portale del Sistema nazionale di valutazione (Area Dirigenti – Portfolio DS) sono aperte le funzioni per procedere alla compilazione online del Portfolio del Dirigente scolastico, strumento alla base del procedimento di valutazione, previsto dalle Linee guida di attuazione della Direttiva 18 agosto 2016, AOOUFGAB 36 (vd. Nota esplicativa n. 2).

Non saranno svolte visite da parte dei Nuclei nell’a.s. 2016/17; la valutazione di prima istanza da parte del Nucleo di valutazione e la valutazione finale da parte del Direttore dell’USR avverranno, rispettivamente, entro novembre ed entro dicembre 2017.

La Direttiva ministeriale n. 239, firmata il 21 aprile 2017, avente ad oggetto “Modifiche alla Direttiva 18 agosto 2016 n. 36 sulla valutazione dei dirigenti scolastici“,  prevede che il procedimento di valutazione dei Dirigenti scolastici non avrà effetto sulla determinazione della retribuzione di risultato per l’anno scolastico 2016/17, ma a partire dall’anno scolastico 2017/18.
I riscontri e le osservazioni degli Uffici scolastici regionali sulla procedura di valutazione  saranno inviati ad un Osservatorio (previsto dall’art. 12 della Direttiva), in via di definizione con specifico decreto ministeriale.


Come previsto dalla Nota 11 luglio 2017, AOODGOSV 8603, dal 14 luglio al 31 agosto 2017, sul Portale del Sistema nazionale di valutazione, sono aperte le funzioni per procedere alla compilazione online del Portfolio per i Dirigenti scolastici con incarichi presso l’Amministrazione centrale e periferica del MIUR, altra amministrazione dello Stato, enti pubblici o privati, con retribuzione a carico dell’Amministrazione scolastica.




Faq – Domande Frequenti

IL PORTFOLIO E LA SUA COMPILAZIONE

Parte prima del Portfolio – Anagrafe professionale

  1. Che rilievo assume la parte prima del Portfolio nel procedimento di valutazione?

La prima parte del Portfolio ha l’obiettivo specifico di illustrare e descrivere la “storia” professionale del Dirigente adottando un modello unico di riferimento a livello nazionale e perciò comparabile. L’anagrafe professionale intende raccogliere tutte le informazioni professionali più rilevanti e sarà aggiornabile annualmente. Ogni Dirigente avrà la possibilità di integrare l’anagrafe allegando il proprio curriculum vitae e alcuni documenti che attestino aspetti particolarmente significativi della propria professionalità. Il contenuto dell’anagrafe professionale non influisce sulla compilazione delle rubriche di valutazione da parte dei componenti dei Nuclei di valutazione, ma permette ad essi di poter focalizzare con immediatezza gli elementi informativi più rilevanti sul Dirigente da valutare.

Parte seconda del Portfolio – Autovalutazione e bilancio delle competenze

  1. Che scopo ha la parte seconda del Portfolio?

L’autovalutazione intende tracciare un profilo professionale organico del Dirigente scolastico ed è strutturata prendendo in considerazione le cinque dimensioni professionali riprese dai criteri del comma 93 (citate sotto ogni definizione delle cinque sezioni), dall’esperienza professionale e dalla letteratura nazionale e internazionale sulla leadership. L’obiettivo della compilazione della parte relativa all’autovalutazione è “consentire al Dirigente scolastico una riflessione sul suo ruolo e sui suoi punti di forza/debolezza, nell’ottica dello sviluppo e del miglioramento della professionalità” (Portfolio, p. 8). L’autovalutazione è dunque uno strumento di utile riflessione sul proprio lavoro e sulla coerenza tra le azioni dirigenziali “quotidiane” e gli obiettivi strategici. Non è necessario che il Dirigente scolastico alleghi documentazione a conforto dei livelli che egli stesso si attribuisce, avendo comunque la possibilità di motivare la scelta nell’apposito campo libero.

  1. Che rilievo assume l’autovalutazione nel procedimento di valutazione?

L’autovalutazione non è elemento di valutazione e non influisce sulla compilazione delle rubriche di valutazione da parte dei componenti dei Nuclei di valutazione. Il procedimento di valutazione non prevede che i Nuclei debbano procedere ad una conferma o meno dell’autovalutazione del Dirigente scolastico. Ciò dovrebbe essere ancora più chiaro se si riflette sul fatto che la compilazione della parte seconda del Portfolio è facoltativa. Sia nelle rubriche di autovalutazione sia nelle rubriche di valutazione vengono utilizzati i medesimi descrittori, quantunque raggruppati diversamente, con lo scopo di permettere al Dirigente di compiere un’autovalutazione che prenda in considerazione tutti gli aspetti oggetto di valutazione della sua azione professionale complessiva.

  1. È opportuno compilare il campo “Elementi di contesto”?

La descrizione del livello di complessità del contesto in cui il Dirigente scolastico opera può risultare sicuramente utile per comprendere vincoli e opportunità che impattano sulla sua azione professionale. Molte scelte strategiche del Dirigente scolastico sono orientate, e a volte condizionate, dal contesto nel quale si trova ad operare. Una sintetica ma significativa descrizione del contesto può perciò servire al Dirigente scolastico per meglio motivare le scelte concernenti gli obiettivi e le azioni professionali, e sarà anche di fondamentale importanza per il Nucleo di valutazione, al fine di poter comprendere meglio il contributo del Dirigente scolastico al processo di miglioramento.

Parte terza del Portfolio – Obiettivi e azioni professionali

  1. Che rilievo assume la parte terza del Portfolio nel procedimento di valutazione?

La parte terza del Portfolio assume un rilievo fondamentale tra le fonti da cui il Nucleo di valutazione trae elementi utili per la formulazione del giudizio complessivo per ognuna delle tre aree, in quanto grazie ad essa si può evincere specificatamente “il contributo del dirigente al perseguimento dei risultati per il miglioramento del servizio scolastico previsti nel rapporto di autovalutazione” (Portfolio, p. 22).

  1. È opportuno che il Dirigente scolastico nella parte terza del Portfolio indichi tutte le azioni professionali svolte per la realizzazione degli obiettivi di processo indicati nel RAV?

È opportuno che il Dirigente scolastico si concentri, a propria scelta, sulla base delle risultanze del RAV e degli obiettivi inseriti nella lettera di incarico, su alcune azioni professionali significative (indicativamente due o tre) e descriva brevemente le azioni realizzate, documentando anche i processi più significativi avviati per il perseguimento degli obiettivi di miglioramento della scuola, con la possibilità di allegare file con dati ed evidenze, se non già contenuti nella documentazione inserita in piattaforma. In particolare il Dirigente scolastico, nella parte terza, dovrebbe riportare quelle azioni che evidenziano il valore aggiunto del proprio specifico professionale nella scuola.

  1. Perché la parte terza del Portfolio è strutturata su otto aree?

Le prime sette aree di processo non sono altro che le “le aree di miglioramento organizzativo e gestionale delle istituzioni scolastiche e formative direttamente riconducibili al dirigente scolastico, ai fini della valutazione dei risultati della sua azione dirigenziale, secondo quanto previsto dall’articolo 25 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, e dal contratto collettivo nazionale di lavoro”, ai sensi dell’art. 6 comma 2, punto 2 del D.P.R. 80/2013. Inoltre, sono le aree all’interno delle quali si riconducono gli obiettivi di processo del RAV, interni al Piano di miglioramento, cui si collegano le più significative azioni professionali messe in atto dal Dirigente scolastico per il perseguimento degli obiettivi di miglioramento della scuola inseriti nella lettera di incarico (Portfolio, p. 15). Ad ogni modo il Dirigente scolastico nella compilazione della parte terza del Portfolio può decidere di non riferirsi esclusivamente alle azioni collegate con le sette aree degli obiettivi di processo, ma può inserire anche le azioni per il perseguimento degli obiettivi nazionali e regionali (tutti gli obiettivi presenti nella lettera di incarico saranno infatti riportati proprio all’inizio della parte terza). A tale scopo è presente l’area di processo “Altro”. In sostanza ciò che si chiede al Dirigente scolastico è di fare una selezione mirata delle azioni più significative che permettano al Nucleo di rilevare lo specifico della sua azione professionale.

  1. Quale è la funzione della parte terza del Portfolio rispetto alla compilazione delle rubriche di valutazione da parte del Nucleo di valutazione?

La parte terza del Portfolio è ineludibile nel processo di valutazione: in essa il Dirigente scolastico deve riportare e documentare cosa secondo lui è significativo e specifico della sua professionalità. Al Nucleo spetta valutare il contributo al perseguimento dei risultati di miglioramento previsti nel RAV (così come previsto dal comma 93 dell’art. 1 della L. 107/2015), facendo riferimento a diverse fonti ed evidenze, fra cui sicuramente la parte terza del Portfolio, ma anche ad altri documenti e la stessa visita e/o interlocuzione diretta (Portfolio, p. 23). La valutazione del Nucleo, quindi, deve tener opportunamente conto delle azioni professionali indicate dal Dirigente scolastico nella parte terza, ma deve anche rilevare tutti gli aspetti interni ai criteri del comma 93.

  1. Non sussiste il rischio che l’esplicita connessione delle azioni del Dirigente scolastico soltanto con gli obiettivi desunti dal RAV porti a sottovalutare aspetti rilevanti dell’azione del Dirigente scolastico non contemplate nel RAV?

Tale rischio potenzialmente non sussiste, in quanto il procedimento di valutazione del Dirigente scolastico è rivolto a tutta la sua azione professionale, che deve essere letta in modo globale e unitario, e il Nucleo di valutazione, proprio per valutare gli aspetti più generali dell’azione dirigenziale collegati con i criteri del comma 93 dell’art. 1 della Legge 107/2015, deve prendere in considerazione tutta una serie di documenti specificamente indicati nel Portfolio. È ovvio che nella sua quotidianità professionale il Dirigente scolastico svolge molte azioni, ma all’interno del procedimento di valutazione i passaggi ineludibili in cui si può riscontrare la pertinenza e la coerenza dell’azione dirigenziale volta al perseguimento dei risultati per il miglioramento del servizio scolastico sono le azioni legate agli obiettivi di processo interni al Piano di miglioramento.

  1. Considerato che ad oggi non è stato definito un modello specifico di RAV per i CPIA e pertanto per i Dirigenti scolastici dei Centri non è stato possibile definire degli obiettivi da inserire all’interno del nuovo incarico o ad integrazione dell’incarico in essere a partire dal RAV, il perseguimento di quali obiettivi il Dirigente è tenuto a documentare?

Tutti i CPIA hanno definito all’interno del proprio PTOF le priorità di miglioramento per il prossimo triennio. Il MIUR ha chiesto ai CPIA la trasmissione del PTOF e lo stralcio degli obiettivi di miglioramento ove inseriti nel Piano Triennale deliberato. Tali obiettivi, a seguito di verifica da parte del Direttore USR, sono stati utilizzati per la definizione dell’incarico dei Dirigenti scolastici in quanto a tutti gli effetti obiettivi di miglioramento della scuola.

  1. Che funzione svolge il Repertorio del Dirigente scolastico? È obbligatorio che il Dirigente scolastico vi faccia riferimento?

Il Repertorio è da intendersi come puro e semplice strumento di orientamento professionale, messo a disposizione del Dirigente scolastico esclusivamente al fine di supportarlo nella compilazione della parte terza del Portfolio: di conseguenza, non è obbligatorio che vi si faccia riferimento.

Parte terza del Portfolio – Sezione di caricamento dei documenti

  1. Quali documenti devono essere caricati obbligatoriamente nella sezione riservata presente nella parte terza del Portfolio?

Il Dirigente scolastico avrà cura di provvedere al caricamento dei documenti indicati nell’Allegato n. 1, la cui consultazione è ineludibile da parte del Nucleo di valutazione. Il Dirigente scolastico potrà nella stessa sezione caricare pochi e significativi altri documenti che riterrà strettamente necessari per fornire al Nucleo elementi particolarmente utili per la valutazione relativamente ai criteri generali indicati dalla L. 107/2015.

IL PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE DEI DIRIGENTI SCOLASTICI PER L’A.S. 2016/17

  1. Cosa determinano le modifiche alla Direttiva 36 sul procedimento di valutazione dei Ds?

La Direttiva ministeriale n. 239 del 21/04/2017, avente ad oggetto “Modifiche alla Direttiva 18 agosto 2016 n. 36 sulla valutazione dei dirigenti scolastici” ed in corso di registrazione, ha stabilito che il procedimento di valutazione dei Dirigenti scolastici avrà effetto sulla determinazione della retribuzione di risultato a partire dall’anno scolastico 2017/2018. Di conseguenza nel corrente anno scolastico, 2016/2017, il procedimento verrà attuato ma senza produrre effetti sulla retribuzione di risultato, che sarà determinata, come negli anni precedenti, in relazione alla fascia di complessità dell’istituzione scolastica per la quale è stato conferito l’incarico dirigenziale

  1. I Dirigenti scolastici che andranno in quiescenza a partire dall’a.s. 2017/2018 saranno oggetto di valutazione?

Le modifiche apportate dalla Direttiva ministeriale 239 del 21/04/2017 comportano di fatto l’esclusione dal procedimento di valutazione dei Dirigenti scolastici che andranno in quiescenza a partire dall’a.s. 2017/2018, in quanto la loro retribuzione di risultato non sarà determinata dalla valutazione e gli stessi consigli di miglioramento interni al procedimento di valutazione non saranno ovviamente attuabili nei prossimi anni. I Direttori degli USR comunicheranno ai Dirigenti scolastici che saranno posti in quiescenza a partire dall’a.s. 2017/2018 l’esclusione dal procedimento di valutazione e dalla richiesta di compilazione del Portfolio.

  1. Per il corrente anno scolastico sono previste le visite presso le istituzioni scolastiche?

In considerazione del fatto che quest’anno i Nuclei di valutazione potranno iniziare a operare con l’inizio di giugno e che i mesi di giugno-luglio-agosto sono densi di impegni, è diventato inevitabile, per questo anno scolastico, sospendere le visite. Sono confermati, invece, i contatti a distanza: tutti i Dirigenti scolastici verranno contattati dai Nuclei entro novembre per approfondimenti sul Portfolio e sulla documentazione allegata.


Scuola, on line il portfolio del dirigente scolastico
Strumento chiave per lo sviluppo professionale e la valutazione

La valutazione delle e dei dirigenti scolastici entra nel vivo: è disponibile da oggi, sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la versione elettronica del portfolio del dirigente scolastico che conterrà informazioni che vanno dal curriculum, al bilancio delle competenze, agli obiettivi e alle azioni professionali.

Il portfolio consentirà alle dirigenti e ai dirigenti di analizzare i loro compiti e le loro competenze, di fare il punto sugli obiettivi di miglioramento. Sarà quindi uno strumento di supporto per il loro sviluppo professionale, ma anche uno strumento chiave per il processo di autovalutazione e di valutazione.

Il portfolio si compone di quattro parti. La prima (anagrafe professionale) raccoglierà informazioni professionali, dal titolo di studio agli incarichi ricoperti, sarà compilata dalle e dai dirigenti e sarà resa pubblica. La seconda parte riguarderà l’autovalutazione e il bilancio delle competenze: ogni dirigente potrà compilarla (non è obbligatorio) analizzando la propria capacità di gestione, di valorizzazione del personale, di promozione della partecipazione, di monitoraggio e rendicontazione. Questa parte consentirà a ciascuna e ciascun dirigente di riflettere sui propri punti di forza e debolezza, nell’ottica del miglioramento della propria professionalità. La terza parte, particolarmente rilevante ai fini della valutazione, sarà dedicata agli obiettivi e alle azioni professionali, sarà obbligatoria e pubblica, sarà compilata dalle e dai dirigenti che dovranno descrivere le azioni realizzate per raggiungere gli obiettivi previsti dal Piano di miglioramento della loro scuola. Infine la quarta parte sarà dedicata alla  valutazione e agli eventuali consigli di miglioramento, sarà riservata al Nucleo di Valutazione, al Direttore dell’USR e al Dirigente scolastico.

Un primo video tutorial  introduce ed illustra l’utilizzo del portfolio. Ci sarà tempo, per la compilazione, fino al 30 giugno. Le dirigenti e i dirigenti hanno già avuto, l’8 febbraio scorso, una versione cartacea del portfolio per poter familiarizzare con lo strumento. La versione on line, intuitiva e di facile utilizzo, facilita la compilazione, che non richiede un investimento di tempo gravoso: si tratta di fare sintesi di informazioni e documenti già in possesso e soprattutto di evidenziare il proprio specifico professionale per il perseguimento degli obiettivi di miglioramento della scuola. La valutazione delle dirigenti e dei dirigenti ha preso il via ufficialmente con la direttiva numero 36 dello scorso agosto.

Nel frattempo sono stati adottati e pubblicati i Piani regionali di valutazione da parte degli Uffici scolastici. Tra febbraio e marzo le dirigenti e i dirigenti sono stati abbinati ai nuclei di valutazione, nei cui confronti sono state svolte  attività di informazione e formazione, che continueranno anche nei prossimi mesi. Fino a giugno si procederà con la compilazione del portfolio. Fra l’estate e l’autunno ci sarà da parte dei nuclei la vera e propria fase di valutazione  a partire dalla documentazione interna al  portfolio. Dall’anno scolastico 2017/2018 la retribuzione di risultato delle e dei dirigenti sarà legata al processo di valutazione.


Pubblicate le Linee guida per l’attuazione della Direttiva n. 36, del 18 agosto 2016, sulla valutazione dei dirigenti scolastici

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Valutazione dei dirigenti scolastici, pubblicate le Linee Guida

Giannini: “Processo atteso da 15 anni, aiuterà il miglioramento del sistema scolastico”

Sono disponibili da oggi sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca le Linee Guida per la valutazione dei dirigenti scolastici. Il documento rende operativa la direttiva firmata nei mesi scorsi dal Ministro Stefania Giannini.
“Si tratta di un processo atteso da 15 anni che ha lo scopo di investire sul miglioramento della professionalità dei nostri dirigenti, figure chiave dell’autonomia scolastica – sottolinea il Ministro -. Il sistema di valutazione a cui abbiamo lavorato è un sistema leggero, che si basa sui documenti e gli strumenti di pianificazione e programmazione che le scuole già utilizzano. Nessun appesantimento burocratico. Si parte dall’autovalutazione dei dirigenti che saranno poi accompagnati nel miglioramento del loro lavoro. La valutazione che parte oggi è un processo di supporto a tutto il sistema scolastico”.

Il documento

  • Le Linee guida individuano la tempistica del processo, i documenti e le procedure che saranno utilizzati per valutare i dirigenti, le dimensioni professionali che avranno un peso nel giudizio formulato dai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali attraverso la valutazione elaborata dai Nuclei preposti.
    Prima scadenza, gli obiettivi da assegnare ai presidi: già in questi giorni i Direttori degli USR li stanno definendo ed assegnando ai dirigenti scolastici. Gli obiettivi da raggiungere, coerenti con il Rapporto di autovalutazione e il Piano di miglioramento e formativo delle scuole, saranno validi per tre anni. Entro dicembre saranno formulati i Piani regionali per la valutazione. Mentre fra gennaio e maggio i dirigenti scolastici saranno coinvolti in un processo di autovalutazione attraverso una piattaforma on line simile a quella utilizzata per la produzione del Rapporto di autovalutazione da parte delle scuole.
    Cosa faranno i dirigenti? Scatteranno la fotografia del loro operato. Dovranno evidenziare, fra l’altro, le modalità organizzative messe in atto nella loro scuola, le modalità di gestione del personale, le azioni messe in campo per promuovere la partecipazione della comunità scolastica e il rapporto con le realtà del territorio e come hanno promosso il raggiungimento degli obiettivi che hanno ricevuto.
    Entro agosto 2017 ci sarà una valutazione di prima istanza da parte del Nucleo regionale con possibili visite nelle scuole. Successivamente arriverà la valutazione finale da parte del Direttore dell’USR. La restituzione dei riscontri della valutazione da parte del Direttore avverrà entro dicembre 2017.
    L’azione del Dirigente sarà valutata su tre diverse dimensioni professionali:
  • Direzione unitaria, promozione della partecipazione, competenze gestionali e organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati (a quest’area viene attribuito un peso pari al 60% nel risultato finale);
  • Valorizzazione delle risorse professionali, dell’impegno e dei meriti professionali (avrà un peso del 30%);
  • Apprezzamento dell’operato all’interno della comunità professionale e sociale (avrà un peso del 10%).

La valutazione avrà cadenza annuale e inciderà sulla retribuzione di risultato dei dirigenti scolastici. Quattro i livelli di raggiungimento degli obiettivi previsti: “pieno raggiungimento”, “avanzato raggiungimento”, “buon raggiungimento”, “mancato raggiungimento”.


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Martedì 28 giugno, alle ore 10.30, presso la Sala Comunicazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in Viale Trastevere 76/a, sono presentate la Direttiva e la prima nota applicativa sul Sistema di Valutazione dei Dirigenti Scolastici.


Valutazione dei dirigenti scolastici, firmata la direttiva
Giannini: “Da oggi abbiamo uno strumento in più per
il miglioramento del sistema”

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha firmato stamattina la direttiva per la valutazione dei dirigenti scolastici. “Dopo 15 anni di incertezze, attese e sperimentazioni, oggi siamo nelle condizioni di realizzare pienamente la valutazione dei dirigenti scolastici. Questo grazie ad un rinnovato quadro normativo, allo stanziamento di specifiche risorse economiche e alla presenza di risorse umane aggiuntive fra gli ispettori. Tutti effetti della legge 107, la Buona Scuola”, ha commentato Giannini, presentando il documento a Viale Trastevere alla presenza dei direttori generali degli Uffici Scolastici Regionali.

“Ora – ha proseguito – abbiamo in mano uno strumento in più per ottenere un obiettivo importante: il miglioramento del sistema scolastico”. Tre i criteri in base ai quali saranno valutati i dirigenti: “La capacità di indirizzo e di gestione della scuola peserà per il 60% sulla valutazione complessiva – ha spiegato il Ministro -. La capacità di valorizzare le risorse umane, il personale della scuola tutto (docente, amministrativo, tecnico e ausiliario) peserà per il 30%. Il restante 10% si baserà sull’apprezzamento dell’operato del dirigente da parte della comunità scolastica, di coloro che vivono e lavorano nella scuola”. I criteri sono contenuti nelle Linee Guida che saranno abbinate alla direttiva.

Cosa accade ora, in concreto? Ad agosto i dirigenti, oltre 7.000 in tutto il Paese, firmeranno il loro incarico all’interno del quale, per la prima volta, saranno inseriti obiettivi di miglioramento di tre tipi: obiettivi generali individuati dal Ministero, obiettivi legati alle specificità del territorio individuati dagli USR e obiettivi specifici collegati alla scuola che deriveranno dal RAV (il Rapporto di autovalutazione) dell’istituto che il dirigente dovrà guidare. Il RAV è il documento che, dallo scorso anno, le scuole hanno cominciato a compilare per darsi un ‘voto’ sulle cose fatte e fissare le priorità di sviluppo per gli anni successivi.

Un apposito nucleo di esperti compilerà la valutazione dei dirigenti. Quattro i ‘gradi’ di valutazione previsti dalla direttiva: mancato raggiungimento degli obiettivi, buon raggiungimento degli obiettivi, avanzato raggiungimento degli obiettivi, pieno raggiungimento degli obiettivi. L’esito della valutazione sarà utilizzato per la retribuzione di risultato dei dirigenti. Niente più fondi a pioggia, come accade oggi. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi il dirigente potrà essere assegnato, in prima battuta, ad altra scuola. Se la valutazione negativa si ripeterà, sarà messo a disposizione dell’Ufficio Scolastico per svolgere altre mansioni. La valutazione si svolgerà con cadenza annuale a partire dal mese di settembre.



Illustrata alle OO.SS., il 6 maggio, la direttiva sulla valutazione dei Dirigenti scolastici

Come previsto dall’art. 1, cc. 93-94, della Legge 107/15, la valutazione dei dirigenti scolastici è effettuata dal Nucleo per la Valutazione dei Dirigenti scolastici (art. 25, c. 1, D.Lvo 165/01) ed è

  • coerente con l’incarico triennale e con il profilo professionale,
  • connessa alla retribuzione di risultato.

Nell’individuazione degli indicatori per la valutazione del dirigente scolastico si tiene conto

  • del contributo del dirigente al perseguimento dei risultati per il miglioramento del servizio scolastico previsti nel RAV (DPR 80/13), in coerenza con le disposizioni contenute nel D.Lvo 150/09,
  • dei seguenti criteri generali:

a) competenze gestionali ed organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati, correttezza, trasparenza, efficienza ed efficacia dell’azione dirigenziale, in relazione agli obiettivi assegnati nell’incarico triennale;
b) valorizzazione dell’impegno e dei meriti professionali del personale dell’istituto, sotto il profilo individuale e negli ambiti collegiali;
c) apprezzamento del proprio operato all’interno della comunità professionale e sociale;
d) contributo al miglioramento del successo formativo e scolastico degli studenti e dei processi organizzativi e didattici, nell’ambito dei sistemi di autovalutazione, valutazione e rendicontazione sociale;
e) direzione unitaria della scuola, promozione della partecipazione e della collaborazione tra le diverse componenti della comunità scolastica, dei rapporti con il contesto sociale e nella rete di scuole.

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Al via la valutazione dei dirigenti scolastici

Giannini: “Finalmente un sistema per valorizzarli e incentivare il miglioramento”

Le competenze gestionali e amministrative, la capacità di valorizzare il personale scolastico, l’apprezzamento del loro operato da parte della comunità scolastica. Sono alcuni dei criteri in base ai quali, a partire da settembre, saranno valutati i dirigenti scolastici.

“Dopo anni di attese, rinvii e sperimentazioni finalmente si parte. Con la Buona Scuola abbiamo messo i dirigenti scolastici al centro di un preciso progetto culturale che valorizza l’autonomia scolastica. Abbiamo dato a quelli che una volta si chiamavano presidi più strumenti per poter lavorare e più responsabilità. Per questo è necessario attivare un sistema oggettivo e trasparente di valutazione del loro operato che preveda incentivi crescenti per chi raggiunge gli obiettivi di miglioramento della propria scuola”, spiega il Ministro Stefania Giannini.

Oggi la direttiva sulla valutazione dei dirigenti scolastici è stata illustrata al Miur alle Organizzazioni Sindacali e sarà firmata nei prossimi giorni dal Ministro dell’Istruzione dopo il vaglio del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Di valutazione dei dirigenti si parla dal 2000, sono state fatte alcune sperimentazioni negli anni successivi, ma il sistema non è mai concretamente partito.
Cosa accadrà con la nuova direttiva? Quando firmeranno il loro contratto, in agosto, i dirigenti scolastici troveranno inseriti in questo documento gli obiettivi di miglioramento che saranno di tre tipi: ci saranno obiettivi generali individuati dal Ministero, obiettivi legati alle specificità del territorio individuati dagli USR e obiettivi specifici sulla scuola che deriveranno dal RAV (il Rapporto di autovalutazione) dell’istituto che il dirigente dovrà guidare. Il RAV è il documento che dal 2015 le scuole compilano per darsi una ‘voto’ sulle cose fatte e fissare le priorità di sviluppo per gli anni successivi.

Un apposito nucleo di esperti compilerà la valutazione dei dirigenti con un esito che potrà andare dal mancato raggiungimento degli obiettivi al completo raggiungimento che corrisponderà ad una valutazione ‘eccellente’. L’esito della valutazione sarà utilizzato per la retribuzione di risultato dei dirigenti. La valutazione si svolgerà con cadenza annuale. In caso di valutazione negativa il dirigente sarà supportato dall’Usr nel miglioramento del proprio lavoro. Sono previsti casi di non rinnovo del contratto presso la scuola affidata al dirigente solo in caso di responsabilità dirigenziali gravi, come già stabilito dal decreto legislativo 165 del 2001.
“La valutazione dei dirigenti ha come obiettivo principale – conclude il Ministro – la loro crescita professionale e, di conseguenza, il miglioramento della comunità scolastica in cui operano. È la prima volta che il nostro Paese affronta concretamente tale percorso che, secondo gli obiettivi di questo Governo, porterà ad una vera attuazione dell’autonomia scolastica, per troppo tempo attesa e mai realizzata fino in fondo”.

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 167

167 del 21-07-2026

Mobilità 2026/2027

Calendario Mobilità

a cura di Dario Cillo


Mobilità

Mobilita@edscuola.com

> Bollettini Ufficiali Scuole Statali a.s. 2026/2027

Mobilità 2026 – 2027: Guida alle deroghe e ai nuovi vincoli
a cura di Gianfranco Nunziata


Utilizzazioni e Assegnazioni provvisorie

Il 10 luglio 2026 è stato sottoscritto il Contratto Colletttivo Nazionale Integrativo concernente le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo ed ATA per gli anni scolastici 2025/26, 2026/27, 2027/28.

Tipo di personaleTermine presentazione domande
Personale Docente10 – 23 luglio 2026
Personale Educativo10 – 23 luglio 2026
Personale IRC10 – 23 luglio 2026
Personale ATA23 luglio – 4 agosto 2026

Trasferimenti

Di seguito il calendario per la presentazione delle domande: 

Termine presentazione domandeTermine acquisizione domandeDiffusione risultati
Personale Docente (1 – 2)16 marzo – 2 aprile7 maggio29 maggio
Personale Educativo (3)16 marzo – 7 aprile7 maggio4 giugno
Personale ATA (4)23 marzo – 13 aprile21 maggio12 giugno
Personale IRC (5)21 marzo – 17 aprile25 maggio5 giugno
NB: Sono indicate in rosso le date che hanno subito variazioni

Sottoscritto in via definitiva il 10 marzo 2026 il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) concernente la mobilità del personale docente, educativo e ATA della scuola per il triennio 2025-2028.


Il 29 gennaio 2025 viene sottoscritta un’ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Integrativo concernente la mobilità territoriale e professionale e la formulazione delle graduatorie di istituto del personale docente, educativo e A.T.A. per gli anni scolastici relativi al triennio 2025/26, 2026/27, 2027/28 tra la delegazione di parte pubblica e le OO.SS. firmatarie del CCNL del comparto Istruzione e Ricerca.


(1 – Scuola Infanzia e Primaria) Il dirigente scolastico competente provvede, entro i 15 giorni successivi al termine fissato dall’O.M. per la presentazione delle domande di mobilità, alla formazione e pubblicazione all’albo dell’istituzione scolastica delle relative graduatorie comprendenti gli insegnanti titolari su scuola nel rispetto della disciplina prevista per la protezione dei dati personali. (art. 19, c. 4, CCNI)

(2- Scuola Secondaria) I dirigenti scolastici, entro i 15 giorni successivi alla scadenza delle domande di trasferimento, formulano e pubblicano all’albo, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, le graduatorie per l’individuazione dei soprannumerari in base alla sopracitata tabella con le precisazioni concernenti i trasferimenti d’ufficio, tenendo presente che debbono essere valutati soltanto i titoli in possesso degli interessati entro il termine previsto per la presentazione della domanda di trasferimento. (art. 21, c. 3, CCNI)

(3) Il dirigente scolastico competente provvede – entro 10 giorni dalla data di pubblicazione della tabella organica – alla formazione e pubblicazione, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, all’albo della direzione delle graduatorie relative al personale educativo interessato al fenomeno delle soppressioni (art. 31, c. 4, CCNI)

(4) I dirigenti scolastici, entro i 15 giorni successivi alla scadenza delle domande di trasferimento, formulano, nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali, e affiggono all’albo le graduatorie per l’individuazione dei perdenti posto sulla base dei punteggi previsti dalla tabella di cui all’allegato E al presente accordo con le precisazioni concernenti i trasferimenti d’ufficio e tenendo presente che debbono essere valutati soltanto i titoli in possesso degli interessati entro il termine previsto per la presentazione della domanda di trasferimento. (art. 45, c. 5, CCNI)

(5) Gli insegnanti di religione cattolica che si vengano a trovare in posizione di soprannumero rispetto alle dotazioni organiche di ogni singola diocesi sono individuati sulla base della graduatoria articolata per ambiti territoriali diocesani, predisposta dall’Ufficio scolastico regionale competente. (art. 27, c. 7, CCNI)

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 166

166 del 20-07-2026

Universal Design for Learning

Universal Design for Learning

L’inclusione comincia prima dell’incontro

 di Bruno Lorenzo Castrovinci

Quando un docente entra per la prima volta in una classe non conosce ancora davvero gli studenti, non sa chi avrà bisogno di più tempo, chi comprenderà meglio attraverso le immagini, chi faticherà a esporsi oralmente, chi possiederà competenze avanzate e chi, invece, porterà con sé fragilità non ancora dichiarate. Eppure, proprio in quel momento dovrebbe essere già iniziato il lavoro inclusivo, perché una didattica capace di accogliere le differenze non può nascere soltanto dopo che la difficoltà è emersa.

L’Universal Design for Learning parte da questa consapevolezza e propone di progettare fin dall’inizio ambienti, materiali e attività che offrano differenti possibilità di accesso, partecipazione ed espressione. Non si tratta di predisporre una lezione standard e aggiungere in seguito adattamenti per chi non riesce a seguirla, ma di costruire percorsi sufficientemente flessibili da ridurre gli ostacoli prima ancora che diventino esclusione.

Il principio è semplice soltanto in apparenza, perché chiede di spostare lo sguardo dalla presunta mancanza dello studente alle caratteristiche del contesto. Se molti alunni non riescono a comprendere una consegna, a mantenere l’attenzione o a mostrare ciò che sanno, il problema potrebbe non trovarsi unicamente nelle loro difficoltà, ma anche nel modo in cui il compito è stato presentato, nei tempi concessi e nelle possibilità offerte per affrontarlo.

Progettare per la variabilità

Ogni classe è variabile prima ancora di essere conosciuta, perché nessun gruppo di studenti è omogeneo e nessuna persona apprende sempre nello stesso modo. L’attenzione cambia nel corso della giornata, la motivazione dipende dal significato attribuito al compito, la memoria è influenzata dalle emozioni e la capacità di partecipare può modificarsi in relazione al clima, alla stanchezza e alla familiarità con l’argomento.

L’Universal Design for Learning non cerca, quindi, il metodo perfetto per tutti, poiché un’unica modalità finirebbe inevitabilmente per favorire alcuni e penalizzarne altri. Propone, invece, una progettazione che preveda più modi per incontrare i contenuti, sostenere il coinvolgimento e consentire agli studenti di dimostrare ciò che hanno appreso.

Questa prospettiva non indebolisce la disciplina e non riduce il livello delle richieste, ma distingue con maggiore precisione l’obiettivo dagli strumenti utilizzati per raggiungerlo. Se lo scopo è comprendere un concetto storico, scientifico o letterario, non sempre è necessario che tutti vi accedano attraverso la stessa spiegazione, lo stesso testo o il medesimo percorso. Ciò che deve rimanere chiaro e rigoroso è l’apprendimento atteso, mentre le strade per raggiungerlo possono essere differenti.

Rendere accessibili i contenuti

Molte lezioni continuano a dipendere quasi esclusivamente dalla parola del docente e dal testo scritto, come se ascoltare e leggere fossero modalità neutre, ugualmente efficaci per tutti. In realtà, una spiegazione lunga, un manuale complesso o una consegna densa possono diventare barriere per studenti che possiedono competenze linguistiche diverse, tempi di elaborazione più lenti o difficoltà nel mantenere attive molte informazioni contemporaneamente.

Progettare secondo l’Universal Design for Learning significa offrire rappresentazioni diverse senza trasformare la lezione in una sovrapposizione caotica di stimoli. Una mappa può rendere visibile la struttura di un argomento, un’immagine può chiarire una relazione, un esempio concreto può anticipare un concetto astratto e una breve sintesi può aiutare a orientarsi prima di affrontare un testo complesso.

La varietà non deve però diventare decorazione, perché aggiungere immagini, video e colori non garantisce comprensione. Ogni risorsa dovrebbe rispondere a una funzione precisa, ridurre una difficoltà e aiutare lo studente a costruire collegamenti. Una progettazione accessibile non semplifica il sapere fino a impoverirlo, ma rende più trasparente il percorso necessario per comprenderlo.

Permettere modi diversi di partecipare

Anche la partecipazione scolastica viene spesso pensata in forma unica, attraverso la risposta immediata, l’intervento orale e la disponibilità a esporsi davanti al gruppo. Questa modalità valorizza chi possiede rapidità, sicurezza e familiarità con il linguaggio scolastico, mentre può rendere invisibili studenti che hanno bisogno di più tempo, che temono il giudizio o che elaborano meglio dopo una fase di riflessione.

Una classe progettata in modo universale offre differenti possibilità di entrare nel lavoro, senza rinunciare alla responsabilità individuale. Si può partecipare attraverso una discussione, una breve scrittura, una domanda preparata, un confronto a coppie o una restituzione costruita insieme, purché ogni forma mantenga un legame chiaro con l’obiettivo.

La possibilità di scegliere non deve essere confusa con l’assenza di regole, perché una libertà priva di struttura può aumentare il disorientamento. Gli studenti hanno bisogno di opzioni comprensibili, criteri espliciti e tempi definiti, così da poter esercitare gradualmente la propria autonomia senza sentirsi abbandonati davanti a possibilità troppo ampie.

Mostrare l’apprendimento senza una sola forma

La scuola tende spesso a identificare la competenza con la capacità di esprimerla nel formato richiesto, anche quando quel formato misura abilità ulteriori rispetto all’obiettivo dichiarato. Una verifica scritta molto complessa dal punto di vista linguistico può ostacolare la dimostrazione di conoscenze disciplinari, così come un’interrogazione improvvisa può penalizzare chi conosce l’argomento ma fatica a organizzare rapidamente il discorso.

L’Universal Design for Learning invita a riflettere sui modi attraverso cui gli studenti possono mostrare ciò che hanno appreso, prevedendo, quando possibile, forme diverse di restituzione. Un testo, una presentazione, una mappa argomentata o una spiegazione orale possono documentare apprendimenti simili, purché siano valutati attraverso criteri coerenti e condivisi.

Non significa che ogni studente debba scegliere sempre la modalità più facile, né che la scrittura, l’esposizione orale o il calcolo possano essere evitati quando costituiscono l’oggetto stesso dell’apprendimento. Significa piuttosto distinguere ciò che si intende valutare dalle difficoltà accessorie che rischiano di deformare il risultato.

Anticipare non significa prevedere tutto

Progettare per tutti prima di conoscere la classe non significa immaginare ogni possibile bisogno o costruire lezioni tanto complesse da diventare ingestibili. Nessun docente può anticipare ogni variabile, ma può evitare di impostare attività fondate su un’unica modalità, su tempi rigidi e su consegne poco trasparenti.

Una progettazione efficace può partire da alcune domande essenziali, poste non dopo il fallimento, ma prima dell’attività. Occorre chiedersi quale sia l’obiettivo reale, quali ostacoli potrebbero impedire di raggiungerlo, quali supporti possano essere offerti a tutti e quali possibilità di scelta siano sostenibili nella pratica quotidiana.

Questa attenzione iniziale riduce il numero degli adattamenti successivi, alleggerisce il lavoro e rende meno visibili le differenze, perché uno strumento disponibile per l’intera classe non espone il singolo studente come portatore di un bisogno speciale. Una mappa, una consegna scandita, un esempio e un tempo di revisione possono essere utili a molti, senza trasformarsi in misure eccezionali.

Il docente come progettista di possibilità

L’Universal Design for Learning modifica profondamente il ruolo dell’insegnante, che non è chiamato soltanto a trasmettere contenuti, ma a progettare le condizioni attraverso cui gli studenti possano incontrarli, elaborarli e restituirli. Questo richiede competenza disciplinare, conoscenza dei processi di apprendimento e capacità di osservare gli effetti delle proprie scelte.

Non tutto funzionerà allo stesso modo in ogni classe e nessuna progettazione può essere considerata definitiva, perché l’inclusione non è un modello da applicare meccanicamente, ma un processo di revisione continua. Il docente osserva, raccoglie segnali, modifica i supporti e comprende progressivamente quali barriere siano state ridotte e quali continuino a limitare la partecipazione.

La flessibilità non coincide con l’improvvisazione, perché nasce da obiettivi chiari e da una struttura sufficientemente solida da poter essere adattata. Una lezione progettata bene non obbliga il docente a controllare ogni passaggio, ma gli consente di intervenire dove serve senza perdere la direzione.

Una scuola meno dipendente dalle eccezioni

Il valore più profondo dell’Universal Design for Learning consiste nel superare una scuola costruita per un alunno medio che, nella realtà, non esiste. Quando l’ambiente è pensato per un solo modo di apprendere, ogni differenza diventa un problema da certificare, compensare o gestire separatamente.

Progettare in modo universale non elimina la necessità di interventi personalizzati, perché alcuni studenti continueranno ad avere bisogni specifici e richiederanno supporti mirati. Riduce però il numero delle situazioni nelle quali la difficoltà nasce dall’incontro tra una persona e un contesto troppo rigido.

L’inclusione, in questa prospettiva, non comincia quando arriva una diagnosi, quando viene predisposto un piano o quando uno studente manifesta apertamente il proprio disagio. Comincia molto prima, nel momento in cui il docente decide che la stessa porta non può essere l’unico ingresso possibile al sapere.

Progettare per tutti prima ancora di conoscere la classe significa riconoscere che la variabilità non è un’eccezione da correggere, ma la condizione normale dell’apprendimento. È da questa consapevolezza che nasce una scuola più accessibile, più esigente e più giusta, perché non abbassa le attese, ma aumenta le possibilità reali di raggiungerle.

M. Recalcati, La luce delle stelle morte

Massimo Recalcati tra la vita e la morte

di Antonio Stanca

       Molte edizioni ha avuto, presso Feltrinelli, La luce delle stelle morte (Saggio su lutto e nostalgia) di Massimo Recalcati. L’opera è cominciata a comparire dal 2022 nella serie “Varia”, l’edizione più recente è di Marzo 2026, serie “Saggi”.

   Nato a Milano nel 1959, laureatosi in Filosofia, Recalcati avrebbe preferito dedicarsi a Psicologia e Psicoanalisi dopo aver conosciuto le opere dello psicoanalista francese Jacques Lacan. Come lui sarebbe assurto a fama internazionale e molto avrebbe prodotto in ambito psicoanalitico convinto che la sua fosse una luce da far giungere lontano in modo che si spiegassero, si capissero problemi che ancora non erano stati risolti, situazioni rimaste sospese. A sessantanove anni Recalcati ha lavorato molto, è autore di numerose opere di saggistica e a molte altre continua a pensare. Molti problemi si pone al fine di riuscire utile, di servire al pensiero comune, all’opinione pubblica specie se colta, intellettuale. Un patrimonio che si arricchisce sempre più è diventato in mano al Recalcati quanto è d’interesse collettivo, fa parte della vita sociale, della famiglia, della scuola e di altre istituzioni. Ovunque nei suoi posti di lavoro, Università, case editrici, giornali e altri, è riuscito a fare della chiarezza un elemento inalterabile della sua produzione. Non c’è opera che non ne porti i segni. Molti i riconoscimenti che gli sono stati attribuiti per aver pensato alla psicanalisi come ad una scienza per tutti, ad una maniera nuova per sapere di più. Così succede pure ne La luce delle stelle morte (Saggio su lutto e nostalgia), dove l’autore si sofferma a lungo sul problema della morte per gli esseri umani e su quanto l’accompagna dalla più remota antichità ai nostri tempi. Ampia, estesa, dettagliata è l’esposizione del Recalcati, non c’è risvolto, aspetto del fenomeno che non sia preso in considerazione, non mancano verità sempre affioranti. Abile è l’autore a condurre chi legge in un percorso così lungo e nel riuscirgli sempre interessante. Molto ha approfondito l’argomento, molto lo ha studiato perché lo facesse diventare così ricco. Ogni frangente della particolare situazione risulta ampliato, suscita altre impreviste situazioni. Non si finisce mai di sapere cosa serve quando muore una persona, se sia necessario il “lavoro del lutto” o altro completamente diverso, se riguardo all’estinto serve il rimpianto, la nostalgia o la gratitudine, se il “lavoro del lutto” può essere considerato finito o mai finito, sempre in corso insieme a tante altre cose ad esso collegate che fanno della morte un avvenimento così composito da non poterlo sottovalutare o ridurre a poco giacché tanti sono gli aspetti umani e sociali che assume, tanti i pensieri che mette in moto da far paragonare  quella dei defunti alla luce delle stelle morte, di quelle che si sono spente da secoli ma che riescono ancora a illuminare, a svolgere la loro funzione di guida. Non c’era modo migliore per esemplificare i morti, per dire del loro insegnamento, per confermare quanto già si sapeva e lo si è fatto dopo una dimostrazione così chiara, così convincente come può essere quella di Recalcati.

   Più colti, più istruiti ci si sente quando si finisce di leggere un suo libro, ad una rivisitazione, ad una riscoperta, ad una rivelazione si è chiamati ad assistere con le sue opere. Niente del fenomeno trattato viene trascurato, completo, totale risulta esso nella sua storia, in quanto nel tempo gli si è andato aggiungendo fino ad introdurlo nella vita. Ad un processo di umanizzazione della storia sembra di assistere con Recalcati tanto è l’interesse dello studioso a far emergere il contributo, l’apporto, la partecipazione che ad ognuna di tali imprese non sono mai mancati a livello individuale o collettivo.

   Che la psicoanalisi stia contribuendo a questo processo lo si è riscontrato anche in altri autori moderni e non si può negare l’importanza di una simile acquisizione. All’inverso succede in letteratura, in arte dove è la realtà, la storia ad acquistare una voce che vale per tutti e per sempre. È quella di un altro spirito, diverso dallo spirito psicologico o psicoanalitico perché interessato ad andare oltre, a superare la condizione immanente in nome di una trascendente.

Riflessioni a margine degli esami di maturità 2026

Riflessioni a margine degli esami di maturità 2026

 di Antonietta Cataldi

     Nella prova di Italiano, la traccia B2 presentava un passo del saggio di Piero Bianucci “Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire”.  Ho tentato inutilmente di acquistare il volume, in quanto fuori catalogo. Mi scuso dunque con l’autore se ciò che dirò non avrà alcuna attinenza con la sua trattazione e non sarà di alcun interesse per i suoi lettori.

     Farsi capire è certamente un grande problema. A mio giudizio, tuttavia, la questione è ancora più ampia giacché, in qualunque ambito, la capacità di farsi leggere e ascoltare presuppone la capacità di ascoltare. E’ così in casa con i familiari, a scuola con gli studenti, con gli amici e con i compagni di lavoro.  Ciò che ci manca è la disponibilità all’ascolto, frutto di egocentrismo e presunzione. Mia madre parlava poco perché non aveva la sicurezza che dà un’istruzione adeguata ma sapeva ascoltare e questo le permetteva di comprendere la realtà anche nei contesti più difficili da decifrare, come le odiose riunioni periodiche con le mogli degli altri alti ufficiali. Parliamo molto più di quanto ascoltiamo: così non siamo in grado di sintonizzarci col prossimo, lettore o interlocutore che sia.

     Dobbiamo imparare ad ascoltare, in primo luogo noi stessi. Non possiamo ricevere attenzione se siamo dei ciarlatani, se mentiamo a noi stessi più ancora che agli altri, se pretendiamo di essere accettati per l’immagine che offriamo di noi. Chi mente ha un odore respingente. La verità è spesso sgradevole ma mai nauseante. Per suscitare interesse dobbiamo riuscire a stabilire un contatto. E’ il vero problema in questo nostro tempo in cui tutto scorre veloce e l’attenzione, sia dei giovani sia degli adulti, ha una durata estremamente breve. Sappiamo che non è difficile catturarla: basta suscitare la curiosità con un titolo ben fatto, con parole che fungano da richiamo. Il problema è poi mantenere l’interesse, che oggi si perde facilmente, abituati come siamo ai testi dei messaggi. Ecco perché la trattazione si deve misurare in righi, non in pagine; in minuti, non in ore. La brevità, chiara, sapiente, incisiva, è il segreto di ogni testo, di ogni discorso.

     Questo può bastare per la scienza. E’ diverso quando si tratta di suscitare un’emozione, di far capire, a chi legge o a chi ascolta, che si prova ciò che l’altro prova. Questo è possibile solo quando c’è empatia: allora io non lo dico semplicemente con parole tue, io dico le tue parole, do voce ai tuoi pensieri, ai tuoi dolori.

     Ho recentemente provato questa sensazione in due momenti e con due testi diversi.

     Il primo è stato mentre leggevo “Gesù e Cristo” di Vito Mancuso. Io che sono una cattolica ribelle, un po’ eretica, ho trovato, a pagina 320, un passo illuminante sulla figura di Gesù Figlio di Dio:

“Dio è dio e l’uomo è l’uomo; e qui e ora, in questo mondo fatto di tempo e di spazio, l’uomo non potrà mai essere divino. Dio, invece, potrà essere umano? Sì, perché l’infinito abbraccia necessariamente il finito, l’assoluto abbraccia necessariamente il relativo. E di quell’essere umano su cui il raggio divino si è posato manifestando la sua luce e il suo calore, si può dire che è Figlio di Dio”.

     L’altro momento è stato quello della breve rappresentazione messa in scena da un gruppo di sei ragazzi su uno dei malesseri più gravi di questi nostri anni. A parlare erano loro, ciascuno con il proprio ruolo di osservatore distaccato, di responsabile consapevole o di vittima designata. Le parole che pronunciavano indicavano una consapevolezza del problema alla quale erano stati guidati dalla loro insegnante, la professoressa Claudia Monetti. Erano dunque frutto di un grande lavoro educativo che li aveva portati a capire che non si può essere spettatori della vita altrui, che non c’è posto per l’indifferenza, non basta non agire. Come diceva De André nella “Canzone del maggio”: “Anche se voi vi credete assolti / Siete lo stesso coinvolti”. Ecco come era accaduto che anche coloro il cui vissuto personale non era stato causa di frustrazione,  non aveva costituito una spinta all’isolamento, avevano cominciato a usare le parole dell’empatia e a decifrare l’atteggiamento chiuso e remissivo di chi era oppresso da problemi dei quali la famiglia e i conoscenti non erano consapevoli, quando addirittura non causa.  L’insegnante aveva funto da catalizzatore. E’ quello che accade quando una persona capisce i giovani che ha intorno, quando riconosce chi è “un’anima ferita, ma sensibile e bisognosa solo di essere ascoltata”. Ecco il monologo finale:

“La depressione è la prima causa di suicidio tra i giovani. All’inizio non la vedi. E’ discreta, educata quasi. Ti si siede accanto senza fare rumore. L’ombra nera non urla. Sussurra. Ripete le stesse parole finché diventano verità: “Non vali abbastanza. Non serve provarci. Resta qui, non fa per te”. Non è buio completo. E’ peggio. E’ una luce che non scalda ..

Eppure, in mezzo a quella penombra, qualcosa può cambiare tutto: una domanda fatta sul serio, un adulto che ascolta senza giudicare, un amico che decide di vedere, perché anche l’ombra più nera ha bisogno di luce per esistere”.

Tutti in coro concludono: “Scegliete di guardare, scegliete di vedere”.

     Ecco, questa mi sembra l’essenza di tutto il discorso sulla comunicazione: anche l’ombra più nera ha bisogno di luce per esistere. Nella scienza, come nella religione e nell’educazione, c’è bisogno di chiarezza, di semplicità, di prossimità. Non si può comunicare tenendosi lontani; la distanza esclude ogni possibilità di incontro. Bisogna voler capire e voler far capire. Per questo le domande sono più importanti delle risposte e, se le risposte contengono le stesse parole delle domande, vuol dire che c’è almeno un interesse alla comunicazione.      Il fatto che la traccia B2 sia stata scelta solo dal 6,5 per cento dei maturandi mi sembra prova di quanto il problema del linguaggio sia ancora lontano dalla soluzione. Eppure è lì che bisogna incidere, perché non si possono fare sproloqui nell’epoca dei messaggini; non si possono fare prediche né in casa né in chiesa.  Si possono fare domande – questo sì – come manifestazione di interesse, di sollecitudine, e poi aspettare. Le risposte arriveranno.

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 165

165 del 18-07-2026

Istruzione parentale

Istruzione parentale: natura giuridica, limiti, adempimenti e profili costituzionali

Avv. Gianfranco Nunziata (Foro di Salerno)

L’istruzione parentale è una modalità di assolvimento dell’obbligo di istruzione alternativa alla frequenza scolastica, nella quale i genitori — o chi esercita la responsabilità genitoriale — provvedono direttamente, oppure tramite persona delegata, all’istruzione del minore. Il suo fondamento si colloca nel rapporto tra il diritto-dovere dei genitori di istruire ed educare i figli di cui all’art. 30 Cost. e il diritto-dovere all’istruzione garantito dall’ordinamento, nel quadro dell’obbligo di istruzione.

La Cassazione ha qualificato l’istituto in termini netti: l’istruzione parentale è una scelta pienamente legittima, consentita dalla legge, e costituisce espressione di un diritto costituzionalmente garantito, purché esercitata sotto il controllo delle autorità competenti e nel rispetto delle regole previste.

1. Che cosa significa “istruzione parentale”

Sul piano normativo, il dato centrale è che l’ordinamento italiano impone l’istruzione, non necessariamente la frequenza di un istituto scolastico, purché siano rispettati i presupposti e i controlli previsti dalla legge. 

In questa logica:

  • l’art. 30 Cost. attribuisce ai genitori il dovere e diritto di mantenere, istruire ed educare i figli ;
  • l’art. 34 Cost. sancisce l’apertura della scuola a tutti e l’obbligatorietà dell’istruzione inferiore ;
  • l’art. 1, comma 4, d.lgs. n. 76/2005 prevede espressamente che i genitori che intendano provvedere “privatamente o direttamente” all’istruzione dei figli devono dimostrare la capacità tecnica o economica e darne comunicazione annuale all’autorità competente;
  • l’art. 23 d.lgs. n. 62/2017 impone la comunicazione preventiva annuale al dirigente scolastico del territorio di residenza e l’esame annuale di idoneità fino all’assolvimento dell’obbligo di istruzione.

La definizione operativa contenuta nelle linee guida ministeriali è coerente: si tratta di attività di istruzione svolta direttamente dai genitori o da persona da loro delegata.

2. Chi la può chiedere

Possono avvalersi dell’istruzione parentale i genitori o coloro che esercitano la responsabilità genitoriale. Quindi, l’attività può essere svolta direttamente dagli stessi oppure tramite soggetto delegato.

Il presupposto soggettivo è dunque la titolarità della responsabilità genitoriale; sul piano costituzionale, ciò si ricollega direttamente all’art. 30 Cost. . La Cassazione, nella pronuncia del 2023, conferma che la scelta spetta ai genitori nell’esercizio della responsabilità sui figli minori .

3. Quando la famiglia può chiederla

La famiglia deve presentare una comunicazione preventiva annuale al dirigente scolastico della scuola del territorio di residenza, entro il termine annuale fissato per le iscrizioni.

Inoltre, se il minore è già iscritto e la famiglia intende ritirarlo durante l’anno, la comunicazione di ritiro può essere accompagnata dall’avvio contestuale dell’istruzione parentale.

Ne consegue che la scelta può essere esercitata:

  1. all’inizio del percorso di istruzione obbligatoria;
  2. al momento delle iscrizioni per l’anno successivo;
  3. eccezionalmente in corso d’anno, in caso di ritiro dalla scuola.

4. Gli adempimenti della famiglia

Dunque emerge un insieme piuttosto definito di oneri a carico dei genitori:

a) Comunicazione preventiva annuale

La comunicazione va presentata in forma cartacea al dirigente scolastico territorialmente competente.

b) Dichiarazione sulla capacità tecnica o economica

La famiglia deve allegare una dichiarazione formale relativa al possesso della capacità tecnica o economica per provvedere autonomamente all’istruzione.

c) Progetto didattico-educativo

Va allegato un progetto didattico-educativo di massima, coerente con le Indicazioni nazionali o con le linee guida del ciclo di riferimento.

d) Domanda di iscrizione agli esami di idoneità

Per il primo ciclo, la domanda va presentata entro il 30 aprile; per il secondo ciclo, entro i termini fissati dalla scuola.

e) Esami annuali

Gli alunni in istruzione parentale sostengono annualmente l’esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva presso una scuola statale o paritaria, fino all’assolvimento dell’obbligo di istruzione.

5. Quali adempimenti deve compiere la scuola

Le Indicazioni per le scuole del Ministero delineano il ruolo della cosiddetta scuola vigilante.

a) Prendere atto della scelta

Il dirigente scolastico prende atto della scelta dei genitori, senza entrare nel merito della richiesta e senza necessità di un provvedimento autorizzativo formale.

“Il dirigente scolastico della scuola vigilante prende atto della scelta espressa dai genitori di avvalersi dell’istruzione parentale, senza entrare nel merito della richiesta (salvo verificare che la comunicazione sia formalmente corretta) e senza la necessità di rilasciare alcun atto formale di autorizzazione.”.

b) Verificare la correttezza formale della comunicazione

Il controllo scolastico è innanzitutto formale: completezza della comunicazione, presenza della dichiarazione e del progetto.

c) Non richiedere documentazione aggiuntiva sulla capacità tecnica o economica

Le linee guida escludono espressamente che la scuola possa pretendere allegati ulteriori come titoli di studio, curriculum, ISEE o dati reddituali.

“Non deve essere richiesta alcuna documentazione aggiuntiva a supporto della dichiarazione formale relativa al possesso della capacità tecnica o economica per provvedere autonomamente all’istruzione dei minori…”.

d) Vigilare sull’adempimento dell’obbligo di istruzione

La scuola che riceve la comunicazione è tenuta a vigilaresull’adempimento dell’obbligo di istruzione.

e) Informare la famiglia sugli ulteriori adempimenti

Il dirigente deve informare i genitori, per iscritto, circa:

  • rinnovo annuale della comunicazione;
  • obbligo di presentare domanda agli esami di idoneità;
  • relative scadenze.

f) Registrazione amministrativa

La scuola vigilante registra la posizione nel SIDI; la scuola sede d’esame aggiorna il sistema con l’esito della prova e lo comunica alla scuola vigilante.

g) Sollecito e segnalazione dell’inadempimento

Se la famiglia non presenta domanda di esame nei termini, la scuola deve sollecitarla; in caso di inerzia, il dirigente segnala l’inadempimento al Sindaco, indicato come autorità preposta alla vigilanza sull’obbligo di istruzione.

h) Eventuale interlocuzione sul progetto didattico

La scuola può proporre, in chiave collaborativa, regolazioni al progetto se risulti significativamente incoerente con le Indicazioni nazionali .

6. La scuola può rifiutarla?

In conclusione precisa: non esiste un generale potere autorizzativo della scuola, e quindi non emerge un ordinario potere di “rigetto” della scelta familiare.

La scuola:

  • non autorizza;
  • prende atto;
  • verifica la regolarità formale;
  • vigila sull’adempimento dell’obbligo.

I possibili profili problematici non attengono a un rifiuto discrezionale della scelta, ma a situazioni di irregolarità o inadempimento, quali:

  1. comunicazione non formalmente corretta o incompleta;
  2. mancata presentazione della domanda di esame;
  3. mancato assolvimento dell’obbligo di istruzione accertato attraverso i controlli e gli esami;
  4. presenza di un rischio di pregiudizio per il minore, che può giustificare misure limitative della responsabilità genitoriale, ma non per il solo fatto della scelta parentale .

La Cassazione afferma infatti che il monitoraggio dei servizi sociali e la prescrizione di collaborazione con essi sono misure limitative della responsabilità genitoriale e possono essere adottate solo dopo l’accertamento del rischio di pregiudizio, non sulla sola base dell’istruzione parentale .

7. Gli esami di idoneità come snodo centrale del sistema

L’architettura dell’istituto ruota sugli esami annuali di idoneità, che rappresentano lo strumento di verifica dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione .

Per il primo ciclo:

  • domanda entro il 30 aprile;
  • sessione unica prima dell’inizio delle lezioni o entro i termini fissati;
  • prove predisposte in coerenza con il progetto didattico e le Indicazioni nazionali.

Per il secondo ciclo:

  • la programmazione presentata deve risultare conforme ai curricoli ordinamentali;
  • l’ammissione all’esame dipende da tale conformità.

Qui si coglie già un primo terreno di possibile tensione giuridica: l’istruzione parentale è riconosciuta come percorso autonomo, ma l’accertamento finale resta fortemente parametrato ai curricoli del sistema scolastico.

8. I profili di conflitto con la Costituzione

 I principali nodi costituzionali si collocano nel bilanciamento fra libertà educativa familiare e garanzia pubblica del diritto del minore all’istruzione.

a) Art. 30 Cost. versus art. 34 Cost.

L’art. 30 Cost. tutela il diritto-dovere dei genitori di istruire ed educare i figli ; l’art. 34 Cost. impone l’obbligatorietà dell’istruzione . L’istruzione parentale vive precisamente in questo punto di equilibrio: la famiglia può scegliere il percorso, ma lo Stato deve garantire che il minore riceva effettivamente un’istruzione adeguata.

b) Libertà familiare e limiti ai controlli pubblici

La Cassazione ha chiarito che la scelta parentale non può di per sé far presumere un pregiudizio. Perciò, controlli o misure invasive — come il monitoraggio dei servizi sociali — diventano legittimi solo in presenza di un accertato rischio per il minore . Il conflitto costituzionale potenziale sta dunque nella proporzionalità del controllo pubblico.

c) Uniformità statale dell’istruzione

La Corte costituzionale ha affermato che il sistema generale dell’istruzione ha carattere nazionale e rientra nelle “norme generali sull’istruzione” di competenza statale, funzionali a garantire uniformità del servizio sull’intero territorio . Anche questo incide sull’istruzione parentale: la libertà educativa familiare non può tradursi in una sottrazione totale agli standard generali del sistema nazionale.

9. I profili di conflitto con la normativa europea e sovranazionale

Non c’è una disciplina europea che vieti in astratto l’istruzione parentale; al contrario, segnalano riferimenti sovranazionali al diritto all’istruzione e al ruolo dei genitori. In particolare:

  • la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europeatutela i diritti fondamentali senza consentirne restrizioni abusive ;
  • le linee guida ministeriali richiamano l’art. 14, comma 3, della Carta UE e l’art. 26 della Dichiarazione universale dei diritti umani.

I possibili attriti, non riguardano dunque la liceità dell’istituto in sé, ma il suo bilanciamento applicativo:

a) diritto del minore a un’istruzione effettiva e non meramente dichiarata

Il controllo pubblico, gli esami annuali e la vigilanza amministrativa sono giustificati dall’esigenza di assicurare un livello effettivo di istruzione.

b) proporzionalità delle restrizioni

Se le verifiche scolastiche o gli interventi esterni diventano eccessivamente invasivi, può porsi un problema di compressione sproporzionata del diritto dei genitori di scegliere il modello educativo.

c) coerenza tra progetto parentale e standard nazionali

L’obbligo di conformità del progetto o della programmazione ai curricoli e alle Indicazioni nazionali, soprattutto nel secondo ciclo, può generare tensioni con modelli pedagogici familiari meno standardizzati.

10. Conclusione

Emerge un quadro ormai piuttosto definito. L’istruzione parentale:

  • è legittima e parte dell’ordinamento ;
  • può essere scelta da genitori o esercenti la responsabilità genitoriale;
  • richiede comunicazione annualedichiarazione di capacità tecnica o economicaprogetto didattico-educativo ed esami annuali di idoneità;
  • non è soggetta a un ordinario potere autorizzativo o discrezionale di rifiuto da parte della scuola;
  • può dar luogo a interventi limitativi solo in presenza di irregolaritàinadempimento dell’obbligo di istruzionerischio di pregiudizio per il minore.

Il punto giuridicamente più delicato resta il bilanciamento: da un lato, la libertà educativa della famiglia, radicata nell’art. 30 Cost.; dall’altro, l’interesse pubblico e costituzionale a garantire il diritto del minore a un’istruzione adeguata, uniforme e verificabile, secondo gli artt. 34 e 117 Cost. . Proprio in questo equilibrio si gioca, oggi, la tenuta costituzionale e sistematica dell’istruzione parentale nell’ordinamento italiano.

 

Nota 17 luglio 2026, AOODGFIESD 51475

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale
Direzione generale per l’edilizia scolastica, le risorse e il supporto alle istituzioni scolastiche

Alle Istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado
e, p.c. Agli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI

Oggetto: “MIMeraviglIA” – Percorso di formazione sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale a supporto delle attività amministrative delle segreterie scolastiche.


MIMeraviglIA

Nota 17 luglio 2026, AOODGFIESD 51475
“MIMeraviglIA” – Percorso di formazione sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale a supporto delle attività amministrative delle segreterie scolastiche

L’Intelligenza Artificiale rappresenta oggi una delle più importanti opportunità di innovazione per il sistema scolastico. Quella che fino a pochi anni fa appariva come una tecnologia del futuro è ormai una realtà concreta, destinata a trasformare profondamente il modo in cui si organizzano il lavoro, i processi e i servizi. Anche le istituzioni scolastiche sono chiamate a cogliere questa sfida, valorizzandone le potenzialità per semplificare le attività amministrative, migliorare l’efficienza organizzativa e supportare il lavoro quotidiano del personale.
 In coerenza con le priorità individuate nell’Atto di indirizzo politico-istituzionale del Ministro dell’Istruzione e del Merito per il 2026, il Ministero promuove “MIMeraviglIA”, un innovativo percorso formativo realizzato con la supervisione scientifica del Dipartimento di Informatica dell’Università Sapienza di Roma. L’iniziativa rappresenta una delle prime esperienze strutturate a livello nazionale dedicate all’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nelle attività amministrative delle segreterie scolastiche. MIMeraviglIA è un percorso pensato per accompagnare il personale scolastico alla scoperta di strumenti destinati a diventare sempre più centrali nella pubblica amministrazione, offrendo conoscenze pratiche e immediatamente spendibili nel contesto lavorativo.
 Per la prima volta, il personale scolastico potrà esplorare in modo guidato le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale, comprenderne le opportunità e sperimentarne l’utilizzo in contesti concreti e vicini alla realtà delle segreterie scolastiche. Un’occasione per acquisire strumenti che stanno rapidamente diventando essenziali nel mondo del lavoro e nella pubblica amministrazione.

 L’iniziativa è rivolta prioritariamente al personale amministrativo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado ed è aperta anche ai DSGA e ai Dirigenti scolastici, chiamati a guidare i processi di innovazione e trasformazione organizzativa nelle proprie comunità scolastiche.
 Il percorso prevede contenuti dinamici e modalità di apprendimento innovative:
• 6 moduli formativi online fruibili in autonomia;
•  4 webinar interattivi con esperti;
• forum di confronto e supporto;
• tutor virtuali con avatar intelligenti disponibili on demand;
• test di verifica;
• attestato finale di partecipazione, pari a 16 ore di formazione, valido ai fini dell’assolvimento degli obblighi formativi annuali del personale della Pubblica Amministrazione.
 Il modello didattico integra videolezioni, momenti di approfondimento e strumenti innovativi basati sull’Intelligenza Artificiale, consentendo ai partecipanti di sperimentare direttamente le tecnologie oggetto del percorso e di acquisire competenze chiave per affrontare le sfide della trasformazione digitale.
 Per iscriversi al corso basta collegarsi all’indirizzo 
https://www.istruzione.it/mimeraviglia/cliccare su INIZIA IL TUO PERCORSO ⟶ ENTRA IN FORMAZIONE MIM. 
In alternativa basta accedere con le proprie credenziali in SIDI ⟶ FORMAZIONE ⟶ FORMAZIONE MIM ⟶ MIMERAVIGLIA.
 In caso di utenti non ancora abilitati al SIDI o che rilevino problemi di accesso al corso, è attiva la casella e-mail supporto@mimeraviglia.it a cui inviare le proprie segnalazioni.

 Si invitano le istituzioni scolastiche a dare adeguata diffusione alla presente nota, valorizzando la partecipazione del personale quale opportunità di sviluppo professionale e di supporto ai processi di innovazione amministrativa.

Cordiali saluti

          IL DIRETTORE GENERALE
           Gianna Barbieri

Gianna Barbieri 
Direttore generale per l’edilizia scolastica, le risorse e il supporto alle istituzioni scolastiche


Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 164

164 del 17-07-2026

Protocollo d’Intesa MIM – UNICEF (16.07.26)

IL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE E DEL MERITO E L’UNICEF Italia hanno firmato il Protocollo di Intesa “Promozione e diffusione nelle Istituzioni scolastiche della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”

Il 16 luglio 2026, a Roma, presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Ministro Giuseppe Valditara e il Presidente dell’UNICEF Italia Nicola Graziano hanno firmato il Protocollo di Intesa “Promozione e diffusione nelle Istituzioni scolastiche della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, della durata di tre anni.

“Diffondere tra i ragazzi la conoscenza della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza è importante per costruire una società in cui i giovani siano protagonisti, consapevoli dei propri diritti e responsabili delle proprie azioni, in cui prevalga sempre il rispetto verso ogni persona. Il Protocollo sottoscritto con l’UNICEF va proprio nella direzione del potenziamento di quelle misure di contrasto a ogni forma di discriminazione e violenza, a partire dal bullismo e cyberbullismo,  che abbiamo messo in campo in questi anni nella scuola, in coerenza con quanto stabilito dalle nuove Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica” – dichiara il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

“La firma di questo Protocollo segna un importante passo per la promozione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.  In questo modo renderemo quanti più studenti e studentesse consapevoli dei loro diritti e delle responsabilità che da questi discendono, per accompagnarli al meglio nel percorso di crescita e formazione” – ha dichiarato Nicola Graziano, Presidente dell’UNICEF Italia. “L’UNICEF da anni è impegnato a sostegno delle scuole in Italia, in particolare attraverso il Programma “Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, un percorso triennale rivolto alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. Nell’anno scolastico 2025/26: 1076 scuole hanno aderito al Programma, 1280 educatrici, educatori e docenti si sono iscritti ai Corsi di formazione UNICEF e sono stati creati 133 Gruppi di Progettazione per i Diritti, che hanno coinvolto studenti e studentesse come referenti. Con la firma del Protocollo oggi, si aprono anche le iscrizioni al Programma sul sito dell’UNICEF Italia. Ringrazio il Ministero perché in questo modo potremo raggiungere quante più scuole e istituti possibili.”

In particolare, il Protocollo prevede di:

  • promuovere la conoscenza della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenzaper garantirne l’esercizio e  il rispetto all’interno dei contesti scolastici;
  • promuovere azioni rivolte all’infanzia e all’adolescenza, coinvolgendo tutti gli attori del processo educativo e contribuendo alla prevenzione dell’abbandono e della dispersione scolastica;
  • valorizzare l’apprendimento a sostegno del pieno sviluppo delle persone di minore età, nel rispetto dei loro diritti e dei principi istituzionali;
  • garantire la partecipazione di alunne e alunni anche per prevenire forme di discriminazione, esclusione, bullismo e cyberbullismo;

È possibile aderire al Programma UNICEF “Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” da oggi e fino al 19 ottobre 2026 andando sul sito www.unicef.it

Note 16 luglio 2026, AOODGTVET 1951 – 1952

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione Generale per l’istruzione tecnica e professionale e per la formazione tecnica superiore
Ufficio II

Ai Direttori generali/Dirigenti titolari degli Uffici Scolastici Regionali
Al Sovrintendente agli Studi per la Valle d’Aosta
Ai Dirigenti scolastici/Coordinatori didattici delle scuole del secondo ciclo di istruzione statali e paritarie
LORO SEDI
p.c. Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Al Capo Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale
Al Direttore generale per l’innovazione digitale, la semplificazione e la statistica
Al Capo di Gabinetto
Al Presidente INDIRE prof. Francesco Manfredi
Al Presidente dell’INVALSI dr. Roberto Ricci

OGGETTO: Monitoraggio dei percorsi di formazione scuola lavoro (ex PCTO) e compilazione dei questionari da parte dei docenti tutor interni e dei docenti coordinatore di progettazione. PROROGA TERMINE


Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione Generale per l’istruzione tecnica e professionale e per la formazione tecnica superiore
Ufficio II

AI Sovrintendente Scolastico per la Provincia Autonoma di Trento
AI Sovrintendente Scolastico per la Provincia Autonoma di Bolzano
sovrintendenzascolastica@provincia.bz.it
Ai Dirigenti scolastici/Coordinatori didattici delle scuole del secondo ciclo di istruzione statali e paritarie province di Trento e Bolzano
LORO SEDI
p.c. Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Al Capo Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale
Al Direttore generale per l’innovazione digitale, la semplificazione e la statistica
Al Capo di Gabinetto
Al Presidente INDIRE prof. Francesco Manfredi
Al Presidente dell’INVALSI dr. Roberto Ricci

OGGETTO: Indicazioni per la somministrazione ai docenti tutor interni e ai docenti coordinatore di progettazione dei questionari relativi al monitoraggio dei percorsi di formazione scuola lavoro (ex PCTO) e indicazioni.

Nota 16 luglio 2026, AOODGSIP 3075

Ministero dell’istruzione e del merito
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per lo studente, l’inclusione, l’orientamento e il contrasto alla dispersione scolastica

Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche del primo e secondo ciclo di istruzione statali e paritarie
Ai Direttori degli Uffici scolastici regionali
Al Dipartimento istruzione della Provincia Autonoma di Trento
Alla Sovrintendenza Scolastica per la Provincia di Bolzano
All’Intendenza Scolastica per la Scuola in lingua tedesca – Bolzano
All’Intendenza Scolastica per le Località Ladine – Bolzano
Alla Sovrintendenza agli studi per la Regione Valle d’Aosta
e, p. c. All’Ufficio di Gabinetto
Al Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Al Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri

Oggetto: Comunicazione della proroga relativa all’attività di relazione ai sensi del Decreto legislativo 15 marzo 2024, n. 29 – Art. 6, comma 4.


Nota 19 giugno 2026, AOODGSIP 2628
Decreto legislativo 15 marzo 2024, n. 29 “Disposizioni in materia di politiche in favore delle persone anziane, in attuazione della delega di cui agli articoli 3, 4 e 5 della legge 23 marzo 2023, n. 33”. Avvio attività di rilevazione relativa all’a.s. 2025/2026