Progettazione europea – PNRR, PN, FSE



Nota 16 giugno 2026, AOOGABMI 153284
Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Aggiornamento dei termini per la rendicontazione dei progetti delle istituzioni scolastiche finanziati con risorse PNRR

Con la Nota 16 giugno 2026, AOOGABMI 153284, il termine per l’invio delle rendicontazioni finali delle spese di tutti i progetti finanziati con risorse PNRR e già conclusi è fissato al 15 ottobre 2026.


Nota 28 luglio 2026, AOOGABMI 193041
Fondi Strutturali Europei – Programma Nazionale “Scuola e competenze” 2021-2027 – Fondo sociale europeo plus (FSE+) – Priorità 1 – Scuola e competenze (FSE+) – Obiettivo specifico ESO4.5 – sotto-azione ESO4.5. A.2B – Interventi di cui ai decreti n.38 del 06/03/2026 e 40 del 09/03/2026 del Ministro dell’istruzione e del merito – Avviso pubblico prot. n. 95165 del 24/04/2026 – “Formazione docenti” e Avviso pubblico prot. n. 95498 del 24/04/2026 – “Formazione personale ATA”. – Differimento dei termini per l’avvio del primo modulo

La Nota 28 luglio 2026, AOOGABMI 193041 – in riferimento agli Avvisi pubblici AOOGABMI 95165 del 24/04/2026 – “Formazione docenti” e prot. 95498 del 24/04/2026 – “Formazione personale ATA – comunica il differimento dei termini per l’avvio del progetto al 22 settembre 2026.

Bandi formazione personale ed acquisto dispositivi digitali
Fino al 12 maggio per l’adesione al bando per l’acquisto di dispositivi digitali e fino al 15 maggio 2026 per aderire ai percorsi formativi

  • Avviso 24 aprile 2026, AOOGABMI 95165
    Azioni rivolte alla formazione del personale docente ed educativo al fine di potenziare le competenze professionali, nell’ambito del Programma Nazionale “PN Scuola e competenze 2021-2027”, del regolamento (UE) 2021/1060
  • Avviso 24 aprile 2026, AOOGABMI 95450
    Acquisto di tablet, PC, dispositivi digitali, libri e sussidi didattici da concedere in comodato d’uso al personale della scuola, nell’ambito del Programma operativo complementare al Programma operativo nazionale “Per la Scuola” 2014-2020, in attuazione del regolamento (UE) n. 2013/1303
  • Decreto Ministeriale 9 marzo 2026, AOOGABMI 40
    Destinazione di risorse per la formazione del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) della scuola, nell’ambito del Programma Nazionale “PN Scuola e competenze 2021-2027”, in attuazione del regolamento (UE) 2021/1060
  • Decreto Ministeriale 6 marzo 2026, AOOGABMI 38
    Destinazione di risorse per la formazione del personale docente al fine di potenziare le competenze professionali, nell’ambito del Programma Nazionale “PN Scuola e competenze 2021-2027”, in attuazione del regolamento (UE) 2021/1060, nonché destinazione di ulteriori risorse per l’acquisto di tablet, PC, dispositivi digitali, libri e sussidi didattici da fornire in comodato d’uso al personale della scuola, a valere sul Programma operativo complementare al Programma operativo nazionale “Per la scuola” 2014-2020, in attuazione del regolamento (UE) n. 2013/1303

Legge 20 aprile 2026, n. 50
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, recante ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione


Con la Nota 25 marzo 2026, AOOGABMI 70841, il termine per l’invio delle rendicontazioni finali delle spese di tutti i progetti finanziati con risorse PNRR e già conclusi è fissato al 30 giugno 2026.


Decreto Direttoriale 19 maggio 2026, AOOGABMI 34
Avviso pubblico prot. n 73226 del 2026 – Assegnazione delle risorse sulla base dell’ordine cronologico di presentazione e di inoltro delle proposte progettuali

Avviso 27 marzo 2026, AOOGABMI 73226
Avviso pubblico per la presentazione di proposte progettuali per la costituzione di snodi formativi per la transizione digitale sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella scuola. Procedura a sportello

Pubblicato il 27 marzo l’avviso da 100 milioni per l’attivazione di percorsi di formazione per il personale scolastico, di workshop e laboratori per un utilizzo consapevole e sicuro dell’IA nella scuola.
L’Avviso pubblico prot. n. 73226 del 27 marzo 2026 è pubblicato in attuazione del decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 11 novembre 2025, n. 219, e in coerenza con il regolamento (UE) 2024/1689 del 13 giugno 2024 sull’intelligenza artificiale, con la legge 23 settembre 2025, n. 132, recante “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale”, con le “Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle scuole”, adottate con decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 9 agosto 2025, n. 166.
La finalità dell’avviso, che prevede una procedura a sportello, è la costituzione di snodi formativi territoriali per la transizione digitale sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale (IA) nella scuola per la realizzazione di progetti formativi attraverso percorsi e workshop di formazione e approfondimento e laboratori con l’utilizzo di dispositivi e applicazioni di intelligenza artificiale, anche con il coinvolgimento degli studenti.
L’avviso intende individuare le scuole che svolgeranno il ruolo di snodi formativi sull’Intelligenza Artificiale sul proprio territorio e prevede il finanziamento di azioni di formazione sugli aspetti connessi con la regolamentazione e le disposizioni di utilizzo dell’IA all’interno della scuola, in attuazione delle Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale.
Le scuole potranno candidarsi fino alle ore 15.00 del 17 aprile 2026


La Nota 15 dicembre 2025, AOOGABMI 217613, prevede la proroga dei termini per la rendicontazione dei progetti delle istituzioni scolastiche finanziati con risorse PNRR, per il solo termine per l’invio della rendicontazione finale delle spese, al 31 marzo 2026.


Con Nota 26 marzo 2026, AOODGCASIS 2054, relativa a “Scuola digitale 2022-2026 – Avviso 1.2 Migrazione al Cloud”, si ricorda il termine del 31 marzo 2026 come scadenza generale per il completamento delle attività relative ai progetti finanziati, si comunica che con il Decreto n. 29/2026-PNRR il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha introdotto la possibilità di richiedere una proroga straordinaria del cronoprogramma oltre tale data, sia per la fase di contrattualizzazione del fornitore che per la fase di completamento delle attività.


La Nota 7 maggio 2025, AOOGABMI 69589, con riferimento alle procedure previste per l’attuazione della linea di investimento 2.1 “Didattica digitale integrata e formazione sulla transizione digitale del personale scolastico”, Missione 4, Componente 1, del PNRR, in relazione alle azioni di coinvolgimento degli Animatori digitali 2022-2024 e in considerazione del target europeo M4C1-13, comunica che, fermo restando il termine per la conclusione delle attività, la rendicontazione del progetto è differita al 31 luglio 2025. Restano fermi tutti gli altri termini già stabiliti, nel rispetto di target e milestone dell’investimento.


Avvisi 30 aprile 2025, AOOGABMI 67307 – 67308
Webinar informativi sulle modalità di rendicontazione per i progetti a costi standard il 5 maggio 2025


Attuazione PNRR e Avvio A.S. 2025/2026

Legge 5 giugno 2025, n. 79
Ulteriori disposizioni urgenti in materia di attuazione delle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza e per l’avvio dell’anno scolastico 2025/2026


Decreto-Legge 16 gennaio 2025, n. 1
Misure urgenti in materia di riforma R. 1.3 «Riorganizzazione del sistema scolastico» della Missione 4 – Componente 1 del Piano nazionale di ripresa e resilienza


Legge 28 febbraio 2025, n. 20
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2024, n. 208, recante misure organizzative urgenti per fronteggiare situazioni di particolare emergenza, nonche’ per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza


Nota 5 febbraio 2025, AOOGABMI 16442
Decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 6 dicembre 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale 4 gennaio 2025, recante Criteri e modalità per l’attivazione dei trasferimenti di risorse PNRR adottato in attuazione dell’articolo dall’art. 18-quinquies del decreto-legge 9 agosto 2024, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2024, n. 143. Indicazioni per la presentazione delle richieste di trasferimento intermedio delle risorse PNRR


Nota 30 dicembre 2024, AOOGABMI 187795
Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Investimento M4C1I2.1 “Didattica digitale integrata e formazione sulla transizione digitale del personale scolastico”. Avviso pubblico prot. n. 84750 del 10 ottobre 2022 “Poli formativi per la transizione digitale delle scuole”. Decreto del Direttore generale dell’Unità di missione per il PNRR 5 novembre 2022, n. 77. Avviso pubblico prot. n. 84780 del 10 ottobre 2022 “Realizzazione di progetti nazionali per lo sviluppo di modelli innovativi di didattica digitale e di curricoli per l’educazione digitale e per la diffusione della didattica digitale integrata nelle scuole”. Decreto del Direttore generale dell’Unità di missione per il PNRR 5 novembre 2022, n. 78. Indicazioni relative al cronoprogramma procedurale e alla conclusione delle attività


Nota 18 dicembre 2024, AOODPPR 8810
PNRR – compenso ai dirigenti scolastici per attività gestionali e di supporto tecnico-operativo

Nota 11 dicembre 2024, AOODGRUF 46871
PNRR – compenso ai dirigenti scolastici per attività gestionali e di supporto tecnico-operativo – RISCONTRO


L’Avviso 13 gennaio 2025, AOOGABMI 4605, con riferimento alla nota prot. n. 171680 del 26 novembre 2024, con la quale sono state fornite indicazioni rispetto alla data di fine effettiva della fase delle “Aggiudicazioni” per l’affidamento delle attività connesse all’attuazione del decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 12 aprile 2023, n. 65, a seguito delle problematiche riscontrate sulle piattaforme di approvvigionamento digitale per la generazione dei CIG e per la stipula dei contratti nell’imminenza della scadenza prefissata, si comunica che le istituzioni scolastiche, che siano incorse nel blocco delle piattaforme, possono procedere al completamento di dette procedure di affidamento entro il termine del 22 gennaio 2025.

Con Note 26 novembre 2024, AOOGABMI 171680 e 171688, in riferimento ai progetti di cui al decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 12 aprile 2023, n. 65 e al decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 12 aprile 2023, n. 66, si comunica che il termine della fase procedurale relativa alla data di fine effettiva delle “Aggiudicazioni” è fissata rispettivamente per il 20 dicembre 2024 ed il 20 gennaio 2025.

Con Nota 30 settembre 2024, AOOGABMI 128374, in riferimento ai progetti di cui al decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 12 aprile 2023, n. 65 e al decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 12 aprile 2023, n. 66, si comunica che il termine di chiusura della piattaforma “Futura Pnrr” per l’aggiudicazione delle procedure di affidamento dei servizi è differito alle ore 12.00 del giorno 30 novembre 2024.


Avviso 12 giugno 2025, AOOGABMI 984
Missione 4: Istruzione e ricerca – Componente 1: Potenziamento dell’offerta dei servizi di istru-zione: dagli asili nido alle Università – Investimento 3.2: Scuola 4.0: scuole innovative, cablaggio, nuovi ambienti di apprendimento e laboratori. Lettera di annuncio dell’avvio dei controlli sostanziali sulle procedure di gara

Avviso 7 gennaio 2024, AOOGABMI 2261
Decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 6 dicembre 2024, recante “Criteri è modalità per l’attivazione dei trasferimenti di risorse PNRR”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 gennaio Indicazioni operative in relazione ai trasferimenti intermedi.

Con Nota 29 novembre 2024, AOOGABMI 173866, in riferimento alle procedure previste per l’attuazione della linea di investimento 3.2 “Scuola 4.0: scuole innovative, cablaggio, nuovi ambienti di apprendimento e laboratori”, Missione 4, Componente 1, del PNRR, in relazione alle risorse assegnate con decreto ministeriale 8 agosto 2022, n. 218, in considerazione di alcune difficoltà rappresentate dalle istituzioni scolastiche in relazione al processo di dimensionamento scolastico nell’anno scolastico 2024-2025, il termine relativo alla data di fine effettiva del “Collaudo/Verifica di conformità” è fissata al 10 febbraio 2025.

Con Nota 23 settembre 2024, AOOGABMI 125321, in riferimento alle procedure previste per l’attuazione della linea di investimento 3.2 “Scuola 4.0: scuole innovative, cablaggio, nuovi ambienti di apprendimento e laboratori”, Missione 4, Componente 1, del PNRR, in relazione alle risorse assegnate con decreto ministeriale 8 agosto 2022, n. 218, si comunica che, in considerazione di richieste pervenute dalle Istituzioni scolastiche relative al completamento degli allestimenti degli ambienti per il differimento nella consegna delle forniture, la data prevista dall’articolo 4, comma 2, dell’accordo di concessione, relativa alla realizzazione degli ambienti innovativi di apprendimento e collaudo, è fissata al 30 novembre 2024.
La data di fine effettiva relativa alla fase di “Collaudo/Verifica di conformità” del cronoprogramma di progetto dovrà essere conseguentemente aggiornata, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 2 del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 aprile 2024, n. 56.
Restano fermi tutti gli altri termini già stabiliti, nel rispetto di target e milestone dell’investimento.


Decreto Direttivo 7 novembre 2024, AOOGABMI 51
Impegno di spesa relativo alla fornitura dei servizi di cui al contratto esecutivo dell’Accordo quadro avente ad oggetto “Servizi applicativi in ottica cloud”


Avviso 28 ottobre 2024, AOOGABMI 152374
Avviso pubblico per la presentazione di proposte progettuali per la realizzazione di percorsi nazionali di formazione alla transizione digitale in favore del personale scolastico, erogati con modalità e strumenti innovativi, nell’ambito dei “progetti in essere” del PNRR, Missione 4 – Istruzione e Ricerca – Componente 1 – Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle Università – Investimento 2.1: “Didattica digitale integrata e formazione alla transizione digitale per il personale scolastico”, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU

Avviso 28 ottobre 2024, AOOGABMI 152818
per la costituzione di poli per la realizzazione di iniziative nazionali e internazionali di formazione per studenti e docenti, svolte secondo metodi e approcci laboratoriali e innovativi di co-progettazione e apprendimento cooperativo, basato sul progetto e sull’esplorazione, attraverso l’utilizzo critico e consapevole delle potenzialità delle
tecnologie digitali, nonché di diffusione sui territori delle azioni del PNRR, di documentazione di tutte le esperienze e le attività didattiche e formative innovative svolte e dei relativi contenuti, di orientamento e di scambio e disseminazione delle buone pratiche sulla didattica digitale, mirate al rafforzamento delle competenze digitali e di innovazione degli studenti e dei docenti nelle scuole


Con Nota 24 maggio 2024, AOOGABMI 73850, recante adempimenti urgenti ai sensi dell’art. 2 del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19 “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”, richiama tutte le istituzioni scolastiche in qualità di soggetti attuatori, alla scadenza già originariamente fissata al 2 aprile 2024 e aggiornata, in sede di conversione del citato decreto-legge, al 3 giugno 2024, ai fini del puntuale e urgente aggiornamento sulla piattaforma del sistema informativo locale “Futura PNRR – Gestione progetti” dei dati relativi ai progetti e ai pagamenti effettuati rientranti nella Missione 4 – Componente 1 – Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle Università.

Legge 29 aprile 2024, n. 56
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, recante ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)

Attuazione PNRR

Con Nota 19 marzo 2023, AOOGABMI 48292, si richiama quanto previsto dal Decreto-Legge 2 marzo 2024, n. 19, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 52 del 2 marzo 2024, e, in particolare, dall’articolo 2, comma 1, che stabilisce che, entro e non oltre il 2 aprile 2024, “(…) i soggetti attuatori dei programmi e degli interventi provvedono a rendere disponibile ovvero ad aggiornare sul sistema informatico «ReGiS» di cui all’articolo 1, comma 1043, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, (…) il cronoprogramma procedurale e finanziario di ciascun programma e intervento aggiornato alla data del 31 dicembre 2023, con l’indicazione dello stato di avanzamento alla predetta data (…)”.

Nota 19 marzo 2023, AOOGABMI 48292
Adempimenti urgenti ai sensi dell’art. 2 del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19 “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”


Istruzioni operative 17 aprile 2024, AOOGABMI 58542
Interventi di tutoraggio e formazione per la riduzione dei divari negli
apprendimenti e il contrasto alla dispersione scolastica
(D.M. 2 febbraio 2024, n. 19)

Decreto Ministeriale 2 febbraio 2024, AOOGABMI 19
Riparto delle risorse per la riduzione dei divari territoriali e il contrasto alla dispersione scolastica, in attuazione della Missione 4 – Istruzione e Ricerca – Componente 1 – Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle Università – Investimento 1.4 “Intervento straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nella scuola secondaria di primo e secondo grado e alla lotta alla dispersione scolastica” del Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU


Comunicato 1 marzo 2024
Provvedimenti attuativi di misure del PNRR Milestone M4C1-10

Comunicato 24 febbraio 2024
Piano nazionale di ripresa e resilienza – Missione 4 – Componente 1. Milestone europea M4C1-10


Potenziamento STEM e Formazione

L’Unità di missione per il PNRR informa che: “In relazione alla linea di investimento “Didattica digitale integrata e formazione alla transizione digitale per il personale scolastico” del PNRR e alle Istruzioni operative prot. n. 141549 del 7 dicembre 2023 relative alla Formazione del personale scolastico per la transizione digitale (D.M. 66/2023), si comunica che mercoledì 14 febbraio 2024, alle ore 16.30, si svolgerà un webinar di approfondimento sulle Istruzioni operative e sulla presentazione dei progetti, in collaborazione con le Equipe formative territoriali.
La partecipazione al webinar è gratuita ed è aperta al personale scolastico interessato delle scuole finanziate con D.M. 66/2023. È possibile l’iscrizione accedendo al seguente link:
https://scuolafutura.webex.com/weblink/register/rb536af928e72f9a02ad9dbf881becb43
Si avvisa che sarà possibile registrarsi, fino alla capienza massima consentita dalla piattaforma di videoconferenza, e comunque entro le ore 15,00 del giorno 13 febbraio 2024.
Il webinar sarà altresì trasmesso in streaming sul canale Youtube delle équipe formative territoriali, disponibile al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=DmLPBs_FsvU


Istruzioni operative 7 dicembre 2023, AOOGABMI 141549
Formazione del personale scolastico per la transizione digitale (D.M. 66/2023)

Decreto Ministeriale 12 aprile 2023, AOOGABMI 66
Decreto di riparto delle risorse alle istituzioni scolastiche in attuazione della linea di investimento 2.1 “Didattica digitale integrata e formazione alla transizione digitale per il personale scolastico” nell’ambito della Missione 4 – Istruzione e Ricerca – Componente 1 – “Potenziamento dell’offerta dei servizi all’istruzione: dagli asili nido all’Università” del Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU


Nota 7 dicembre 2023, AOOGABMI 141432
Piano nazionale di ripresa e resilienza. Investimento M4C11.3.1 “Nuove competenze e nuovi linguaggi’, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU. Istruzioni operative prot. n. 132935 del 15 novembre 2023. Diferimento del termine di chiusura dela piataforma per al presentazione dei progetti

Istruzioni operative 15 novembre 2023, AOOGABMI 132935
Azioni di potenziamento delle competenze STEM e multilinguistiche (D.M. 65/2023) – Istruzioni operative

Decreto Ministeriale 12 aprile 2023, AOOGABMI 65
Decreto di riparto delle risorse alle istituzioni scolastiche in attuazione della linea di investimento 3.1 “Nuove competenze e nuovi linguaggi” nell’ambito della Missione 4 – Istruzione e Ricerca – Componente 1 – “Potenziamento dell’offerta dei servizi all’istruzione: dagli asili nido all’Università” del Piano nazionale di ripresa e resilienza finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU


Decreto Ministeriale 3 aprile 2023, AOOGABMI 61
Decreto di destinazione di risorse per incentivare scambi ed esperienze formative all’estero per studenti e per il personale scolastico attraverso un potenziamento del programma Erasmus+ 2021-2027 e nell’ambito della Missione 4 – Componente 1 – Investimento 3.1 “Nuove competenze e nuovi linguaggi” del Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU



Avviso 23 ottobre 2023, AOOGABMI 124828
Prossimo avvio del Programma nazionale “Scuola e competenze” 2021-2027


Avviso 22 agosto 2023, AOOGABMI 106909
Avviso pubblico per la selezione di assistenti amministrativi per il Gruppo di supporto al PNRR

Procedura selettiva pubblica mediante comparazione per titoli, esperienze professionali e colloquio per posizioni di comando per assistenti amministrativi presso l’Unità di missione per il PNRR del Ministero dell’Istruzione e del Merito (Avviso 22 agosto 2023, AOOGABMI 106909).
Scadenza presentazione domande:entro e non oltre le ore 12:00 del 5 settembre 2023.


Decreto Ministeriale 8 agosto 2022, AOOGABMI 218
Decreto di riparto delle risorse tra le istituzioni scolastiche in attuazione del Piano “Scuola 4.0” di cui alla Missione 4 – Istruzione e Ricerca – Componente 1 – Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle Università – Investimento 3.2 “Scuola 4.0: scuole innovative, cablaggio, nuovi ambienti di apprendimento e laboratori” del Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU

Tutorial Piattaforma Futura

  • Nota 28 settembre 2023, AOOGABMI 116416
    Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Investimento M4C1I3.2 “Scuola 4.0: scuole innovative, cablaggio, nuovi ambienti di apprendimento e laboratori”. Istruzioni operative prot. n. 107624 del 21 dicembre 2022. Aggiornamento del cronoprogramma procedurale

Con nota prot. n. 116416 del 28 settembre 2023 l’Unità di missione per il PNRR ha comunicato che, con riferimento alle procedure selettive dei soggetti affidatari delle forniture e dei servizi, nel rispetto delle norme in materia di contratti pubblici, relative alla linea di investimento 3.2 “Scuola 4.0: scuole innovative, cablaggio, nuovi ambienti di apprendimento e laboratori”, Missione 4, Componente 1, del PNRR, e alle risorse assegnate con decreto ministeriale 8 agosto 2022, n. 218, le istituzioni scolastiche, le quali hanno registrato problematiche nel completamento delle operazioni di aggiudicazione delle forniture e/o dei servizi, devono provvedere celermente a concludere le procedure di affidamento e a caricare la relativa documentazione nell’apposita sezione della piattaforma “FUTURA PNRR – Gestione Progetti” entro e non oltre il termine del 30 novembre 2023. Restano improrogabilmente fermi tutti gli altri termini stabiliti nel PNRR, nel Piano “Scuola 4.0” e negli Accordi di concessione per la realizzazione degli ambienti e dei laboratori e per la loro entrata in funzione.

  • Nota 19 giugno 2023, AOOGABMI 86810
    Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Investimento M4C1I3.2 “Scuola 4.0: scuole innovative, cablaggio, nuovi ambienti di apprendimento e laboratori”. Cronoprogramma procedurale

La Nota 19 giugno 2023, AOOGABMI 86810 aggiorna il cronoprogramma della linea di investimento 3.2 “Scuola 4.0: scuole innovative, cablaggio, nuovi ambienti di apprendimento e laboratori”, Missione 4, Componente 1, del PNRR, sia per l’Azione 1 che per l’Azione 2:

  • entro la data del 31 luglio 2023 deve essere acquisito almeno un codice CIG delle procedure ed entro lo stesso termine il/i codice/i CIG acquisito/i deve essere caricato all’interno dell’area “Gestione”, sezione “Procedure”, della piattaforma “FUTURA PNRR – Gestione Progetti”;
  • la data di aggiudicazione, previa individuazione, tramite apposite procedure, del/i soggetto/i affidatario/i di forniture e/o servizi, nel rispetto delle norme vigenti in materia di contratti pubblici, è fissata al 30 settembre 2023. Sempre entro tale data dovranno essere caricate all’interno della citata area della piattaforma anche la/e determina/e di aggiudicazione e la documentazione relativa all’espletamento delle procedure.

Le sintesi delle Istruzioni operative per l’attuazione delle misure “Scuola 4.0” e delle “Azioni di prevenzione e contrasto alla dispersione scolastica”, presentate nel corso dell’incontro con il tavolo partenariale svoltosi il 14 dicembre 2022.


FAQ 20 febbraio 2023, AOOGABMI 21092
Azioni di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica (D.M. 170/2022) – CHIARIMENTI E F.A.Q


Agenda Sud: un progetto del MIM per superare il divario territoriale tra Nord e Sud Italia, garantendo pari opportunità d’istruzione agli studenti su tutto il territorio nazionale, rivolto alle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia


ITS: ulteriori risorse PNRR: 700 milioni alle Fondazioni ITS Academy accreditate con almeno un percorso di formazione attivo


(Roma, 27 maggio 2023) Il MIM comunica:

“PNRR, Ministero dell’Istruzione e del Merito: ecco l’analisi dell’avanzamento della spesa, pagamenti dei progetti in linea con le previsioni

In relazione a quanto uscito su alcuni organi di stampa, il Ministero dell’Istruzione e del Merito precisa che:

I dati  pubblicati non tengono conto delle disposizioni di pagamento di fine aprile e maggio 2023, perché non ancora registrate sul sistema e non tengono, inoltre, conto dei pagamenti effettuati sui “progetti in essere” del PNRR, e quindi sul bilancio dello Stato, che, per il Ministero dell’Istruzione e del Merito, ammontano a circa 6 miliardi di euro, cifra molto rilevante anche in considerazione del fatto che i “progetti in essere” sono quelli che hanno uno stato di avanzamento maggiore, in quanto autorizzati prima. Le previsioni di spesa del PNRR sono tutte riferite all’intero anno 2023 e, quindi, con proiezioni al 31 dicembre 2023.  

Si precisa che la Missione 4 ricomprende sia Istruzione sia Ricerca per un totale di 30,87 miliardi, di cui 17,56 miliardi gestiti dal Mim. Nel periodo novembre – dicembre 2022 sono stati pagati, su sei linee di finanziamento, 1.026.694.871,35 euro. Per il periodo gennaio – dicembre 2023 per tutti gli investimenti Mim le previsioni di spesa sono 2,8 miliardi di euro, e la somma a oggi erogata (gennaio – maggio 2023) è pari a 1.425.809.828,60, comprendendo sia progetti in essere sia progetti nuovi.”


Accordi Quadro per accelerare la costruzione di nuove scuole: MIM e Invitalia pubblicano procedura di gara


Riforma ITS: nell’ambito delle riforme previste dal PNRR (Missione 4 – componente 1 – investimento 1.5), il Ministero dell’Istruzione e del Merito e la Conferenza Stato-Regioni e Province Autonome hanno raggiunto l’intesa sui primi tre decreti attuativi della legge 99/22 sul sistema terziario dell’Istruzione tecnica superiore, in tema di Commissioni d’esame, di Statuto e di Comitato nazionale.


Personalizzazione e Orientamento: pubblicato il DM 63/2923 che stanzia 150 milioni di euro per le figure professionali di “docente tutor” e “docente orientatore” e la Nota 5 aprile 2023, AOODPPR 958, di avvio delle iniziative propedeutiche all’attuazione delle Linee guida per l’Orientamento


Nota 15 febbraio 2024, AOODGCASIS 885
Scuola digitale 2022-2026 – migrazione al cloud e siti web: webinar 20 febbraio 2024 (ore 10:30) e 27 febbraio 2024 (ore 10:30)

Nota 6 febbraio 2024, AOODGCASIS 675
Scuola digitale 2022-2026 – Avviso 1.2 Migrazione al Cloud. Promemoria per scadenza termine per contrattualizzazione fornitori

Nota 4 aprile 2023, AOODGCASIS 1695
Avviso PNRR “1.4.1 Esperienza del Cittadino nei servizi pubblici” – attività di sviluppo, implementazione e verifica dei Siti web delle Istituzioni scolastiche

Nota 14 febbraio 2023, AOODGCASIS 809
Scuola digitale 2022-2026 – Proroga scadenza Avviso pubblico 1.2 “Abilitazione al cloud per le PA locali” Scuole (dicembre 2022)

Nota 7 dicembre 2022, AOODGCASIS 4333
Scuola digitale 2022-2026 – Pubblicazione di nuovi avvisi di finanziamento

Nota 5 dicembre 2022, AOODGCASIS 4286
Avviso PNRR “1.4.1 Esperienza del Cittadino nei servizi pubblici” – attività di sviluppo, implementazione e verifica dei Siti web delle Istituzioni scolastiche


936 mln di risorse PNRR per l’edilizia scolastica
399 interventi richiesti dalle Regioni



Nota 31 ottobre 2022. AOOGABMI 91698
Progetti in essere del PNRR. Articolo 1, comma 512, della legge 30 dicembre 2020, n. 178. Decreto del Ministro dell’istruzione 11 agosto 2022, n. 222, articolo 2 – Azioni di coinvolgimento degli animatori digitali nell’ambito della linea di investimento 2.1 “Didattica digitale integrata e formazione alla transizione digitale per il personale scolastico” di cui alla Missione 4 – Componente 1 – del PNRR. Trasmissione del codice unico di progetto (CUP) e invio del progetto per gli anni scolastici 2022-2023 e 2023-2024


Il Consiglio dei Ministri del 16 febbraio 2023 approva un Decreto-Legge per l’Attuazione del PNRR

  • Decreto-Legge 24 febbraio 2023, n. 13
    Disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e del Piano nazionale degli investimenti complementari al PNRR (PNC), nonché per l’attuazione delle politiche di coesione e della politica agricola comune

Istruzioni operative 30 dicembre 2022, AOOGABMi 109799
Azioni di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica (D.M. 170/2022)



Dimensionamento scolastico


Piano Edilizia scolastica


Decreto Direttoriale 8 settembre 2022, AOOGABM 57
Approvazione delle graduatorie per il raggiungimento dei target e milestone nell’ambito dell’Investimento 1.1 del PNRR: Piano per asili nido e scuole dell’infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia


PNRR per l’Istruzione: campagna social per spiegare risorse e investimenti per la scuola

Una campagna social per far conoscere meglio, con post dedicati e approfondimenti, le linee di investimento per l’istruzione previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).
La campagna “#PnrrIstruzione quanto ne sai?” parte dal 20 settembre sui canali social del Ministero con l’obiettivo di informare e raggiungere la più ampia platea possibile. Dodici appuntamenti, due a settimana, ogni martedì e venerdì, per scoprire, attraverso grafiche, video e quiz, in cosa consistono, ad esempio, il Piano scuola 4.0, gli interventi di riqualifica degli edifici scolastici, il potenziamento di laboratori, mense e palestre e dell’attività sportiva a scuola.
Testi in pillole e per conoscere in modo semplice e immediato come saranno impiegati i 17,59 miliardi del Pnrr destinati all’istruzione e come sarà la scuola del futuro.


PNRR, su nidi e infanzia rispettate le scadenze

(Ministero Istruzione, 6 ottobre 2022) Con riferimento a notizie di stampa secondo cui ci sarebbero dei ritardi nelle procedure del PNRR che riguardano scuole dell’infanzia e nidi, si precisa che le scadenze previste sono state rispettate e che il lavoro procede secondo gli obiettivi prefissati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Premesso che il target è fissato a marzo 2023 e non a dicembre 2022, si rappresenta comunque che sono già state attivate le procedure progressive per la sottoscrizione degli accordi di concessione con gli enti locali. Le uniche procedure ancora in via di definizione riguardano esclusivamente i comuni “ammessi con riserva” per i quali è in corso la conclusione dell’istruttoria.


Nuove scuole: concluso il primo grado del concorso di progettazione

Si è concluso venerdì 7 ottobre il primo grado del concorso di progettazione. Grazie al lavoro delle Commissioni sono stati selezionati i progetti che accedono al secondo grado, che è possibile consultare nella pagina dedicata.

Dal 10 al 21 ottobre i progettisti possono presentare le proprie richieste di chiarimento, le cui risposte saranno pubblicate entro il 28 ottobre.

Fino al 14 novembre si potranno inviare gli elaborati tecnici per il 2° grado, che saranno valutati dalle Commissioni entro il 16 dicembre.


PNRR, valorizzazione del personale docente: il Ministro firma il decreto con i nuovi criteri


PNRR, via libera nel Consiglio dei Ministri del 16 settembre 2022 alla Riforma Tecnici e Professionali in CdM


Sono 1.737 le proposte ideative e progettuali arrivate alla chiusura del bando di concorso per la progettazione e la realizzazione di 212 nuove scuole finanziate con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il 25 agosto è scaduto il termine per la presentazione delle proposte. Il concorso di idee è stato indetto dal Ministero dell’Istruzione con il supporto e l’utilizzo della piattaforma concorsi del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Le aree, tra le 212 già individuate, che hanno ottenuto più candidature di proposte ideative delle nuove scuole sono i comuni di Piove di Sacco, Lugagnano Val D’Arda, Alfonsine e Fidenza.

“La grande partecipazione registrata testimonia la voglia che c’è, nel Paese, di partecipare ai processi di innovazione e alla grande opportunità riformista offerta dal Pnrr – sottolinea il Ministro Bianchi -. Ringrazio il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori per il contributo prezioso e tutte e tutti i progettisti che si sono messi in gioco immaginando le scuole del futuro insieme a noi: innovative, aperte al territorio, sicure, accoglienti, pensate per una nuova didattica”. 

Il Ministero dell’Istruzione ha provveduto, inoltre, alla nomina delle 20 commissioni giudicatrici, suddivise su base regionale, che valuteranno le 1.737 candidature pervenute per le 212 aree: si apre, così, la fase di valutazione del bando di concorso. Le commissioni sono composte da architetti, ingegneri, iscritti ai rispettivi ordini professionali, docenti universitari e ricercatori di enti di ricerca e fondazioni che si occupano di scuola, professionisti e dirigenti di pubbliche amministrazioni. Dal 1° settembre 2022 tutti i componenti potranno accedere al sistema informativo e iniziare la valutazione delle proposte candidate sulle singole aree.   

I criteri di valutazione del primo grado del concorso sono la qualità architettonica della proposta (con riferimento alla didattica e alla relazione tra ambiente esterno e interno alla scuola); la funzionalità e flessibilità nella definizione e distribuzione degli spazi scolastici, con riferimento alle metodologie didattiche innovative; la sicurezza, con particolare riferimento agli aspetti anti sismici; la sostenibilità ambientale ed economica; l’accessibilità e il dimensionamento dell’edificio per il relativo grado di istruzione, considerato il numero delle studentesse e degli studenti beneficiari dell’intervento.  

Le commissioni avranno tempo fino al 7 ottobre 2022, data in cui dovranno essere pubblicati, da parte del Ministero dell’Istruzione, i codici dei progettisti ammessi al secondo grado del concorso di progettazione. Possono essere ammessi al secondo grado del concorso al massimo 5 progetti per ciascuna area.   

Il progetto migliore per ciascuna delle 212 aree riceverà un premio e diventerà di proprietà degli enti locali beneficiari che provvederanno ad affidare le fasi successive della progettazione e i lavori. Gli interventi previsti riguardano scuole dei diversi ordini grazie a uno stanziamento complessivo di un miliardo e 189 milioni di euro. Al Mezzogiorno è stato assegnato il 42,4% dei fondi. Le scuole verranno edificate a partire dai principi contenuti nel documento “Progettare, costruire e abitare la scuola”, elaborato da un gruppo di lavoro, composto da grandi architetti, pedagogisti ed esperti della scuola, voluto e istituto dal Ministro Patrizio Bianchi.


Dal 23 agosto scadono i termini di presentazione degli elaborati e della documentazione amministrativa per la partecipazione al Concorso di progettazione per la realizzazione di nuove scuole, mediante sostituzione edilizia. Obiettivo del concorso è la costruzione di edifici scolastici innovativi, sostenibili, sicuri e inclusivi.

Di seguito le scadenze:

Iscrizioni e contestuale invio elaborati e documentazione amministrativa 1° grado (chiusura periodo) – GRUPPO I entro le ore 15.00 del 23/08/2022

Iscrizioni e contestuale invio elaborati e documentazione amministrativa 1° grado (chiusura periodo) – GRUPPO II entro le ore 15.00 del 24/08/2022

Iscrizioni e contestuale invio elaborati e documentazione amministrativa 1° grado (chiusura periodo) – GRUPPO III entro le ore 15.00 del 25/08/2022

Il bando


Pubblicate le graduatorie degli avvisi pubblici relativi ad asili nido e scuole dell’infanzia con i progetti di investimento che verranno finanziati con le risorse europee Next Generation EU, stanziate nell’ambito delle azioni per il potenziamento dei servizi d’istruzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Ai 3 miliardi di risorse PNRR si aggiungono ulteriori oltre 108 milioni integrati dal Ministero dell’Istruzione, per un totale di 3.108.496.490,50 euro che andranno a finanziare 2.190 interventi: 333 per scuole dell’infanzia e 1.857 per asili nido e poli dell’infanzia per l’intera fascia di età 0-6 anni. La pubblicazione delle graduatorie conclude la prima fase dell’azione del PNRR per gli asili nido e le scuole e i servizi educativi per l’infanzia. Anche grazie alle risorse del Ministero, sono stati finanziati ulteriori 66 interventi, compresi i progetti con punteggio pari merito.

In particolare, alle regioni del Mezzogiorno andrà il 54,98% delle risorse per gli asili nido e il 40,85% di quelle per le scuole dell’infanzia. Lo stanziamento aggiuntivo del Ministero ha permesso di finanziare: 19 interventi in più con punteggio pari merito nella graduatoria degli asili nido e 18 interventi in più con punteggio pari merito nella graduatoria delle scuole dell’infanzia e, nella stessa graduatoria, ulteriori 18 interventi negli istituti del Mezzogiorno. È stato possibile finanziare inoltre anche ulteriori 11 progetti di asili nido nelle regioni del Mezzogiorno, candidati a seguito della riapertura dei termini.

Contestualmente, è stato disposto anche lo scorrimento delle graduatorie dell’avviso pubblico del 2021, da 700 milioni, su asili nido e centri polifunzionali per la famiglia che prevede l’autorizzazione di 234 nuovi interventi per un importo di 381 milioni. Questo avviso pubblico contribuisce al raggiungimento dei target del PNRR relativi all’attivazione di nuovi posti per servizi educativi nella fascia 0-6 anni e rientra tra i c.d. “progetti in essere” del PNRR.  

“Si tratta del più grande Piano mai realizzato sul tema dell’istruzione per la fascia 0-6 anni, con un investimento complessivo di 4,6 miliardi di euro – dichiara il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi – Il governo ha lavorato in questi mesi e sta ancora lavorando affinché il Piano sia attuato, rispettando tutte le scadenze previste. Siamo particolarmente orgogliosi del risultato raggiunto sugli asili nido: siamo riusciti ad allocare tutte le risorse disponibili, con una quota ingente di finanziamenti destinata al Sud. Assicurare il diritto all’istruzione per i più piccoli, su tutto il territorio nazionale, è un elemento fondamentale per colmare il divario tra nord e sud, per rimuovere gli ostacoli al lavoro femminile e sostenere le famiglie con azioni concrete”.  

Un programma di innovazione didattica per avere lezioni più interattive e studentesse e studenti più coinvolti. È il “Piano Scuola 4.0”, uno stanziamento di 2,1 miliardi di euro per trasformare 100.000 classi tradizionali in ambienti innovativi di apprendimento e creare laboratori per le professioni digitali del futuro negli istituti scolastici del secondo ciclo. Spazi di apprendimento flessibili e tecnologici per favorire la collaborazione e l’inclusione. In tutte le scuole italiane e in linea con le esigenze di crescita di bambini e ragazzi.  

“Si tratta di un intervento trasformativo concreto della nostra scuola che stiamo realizzando nell’ambito del PNRR – afferma il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi -, il più grande di questo tipo mai realizzato, con risorse e tempi certi. Le ricerche educative ci dicono che gli ambienti influiscono sul processo di apprendimento e sulle metodologie della didattica. L’intervento mette al centro le studentesse e gli studenti, utilizzando la tecnologia come risorsa per l’innovazione e alleata dell’apprendimento. In questi mesi abbiamo investito molto sul digitale. Fra risorse PNRR e altri fondi europei si tratta di 4,9 miliardi messi a disposizione per cablare aule, formare docenti, portare la banda ultra larga a scuola, sostenere la digitalizzazione di segreterie e pagamenti legati alle attività scolastiche, innovare gli spazi didattici. Un lavoro che deve andare avanti per garantire una scuola al passo con i tempi a studenti e famiglie”.  

Da oggi, dunque, sul sito del PNRR Istruzione sono pubblicate le risorse disponibili per ciascuna scuola che sono state assegnate attraverso un piano di riparto nazionale dei fondi, sulla base del numero delle classi di ciascuna scuola, con una riserva del 40% a favore degli istituti scolastici delle Regioni del Mezzogiorno. A disposizione di ogni istituto ci saranno strumenti di accompagnamento, come il Gruppo di supporto al PNRR, costituito al Ministero dell’Istruzione e negli Uffici Scolastici Regionali, oltre che la Task force scuole, gestita in collaborazione con l’Agenzia per la coesione territoriale.  

Next generation classrooms, 100.000 classi innovative  
Grazie alle risorse del “Piano Scuola 4.0”, ciascuna istituzione scolastica del primo e del secondo ciclo potrà trasformare almeno la metà delle classi attuali, progettando nuovi ambienti e una nuova didattica secondo le proprie esigenze. Un finanziamento di 1 miliardo e 296 milioni per la creazione di spazi fisici e digitali di apprendimento innovativi negli arredi e nelle attrezzature. Metodologie e tecniche di insegnamento in linea con la trasformazione degli ambienti, per potenziare l’apprendimento e lo sviluppo di competenze cognitive, sociali, emotive di studentesse e studenti.  

Il minimo comune denominatore saranno arredi facilmente posizionabili, attrezzature digitali versatili, la rete wireless o cablata. Ma a scegliere come saranno disposti o articolati saranno le scuole: il dirigente scolastico, in collaborazione con l’animatore digitale e il team per l’innovazione, potrà costituire un gruppo di progettazione che coinvolgerà progettisti, docenti e studenti per il disegno degli ambienti di apprendimento fisici e virtuali, per la progettazione didattica basata su metodologie innovative adatte ai nuovi ambienti, per la previsione di misure di accompagnamento nell’utilizzo degli spazi didattici modificati.  

Next generation labs, gli spazi per le professioni digitali del futuro  
Questa azione si rivolge nello specifico alle scuole secondarie di secondo grado. Obiettivo è la realizzazione di laboratori in cui studentesse e studenti possano sviluppare competenze digitali specifiche nei diversi ambiti tecnologici avanzati (come robotica, intelligenza artificiale, cybersicurezza, comunicazione digitale), anche attraverso attività autentiche e di effettiva simulazione dei luoghi, degli strumenti e dei processi legati alle nuove professioni.  

I laboratori sono un’opportunità per ampliare l’offerta formativa della scuola e devono essere disegnati coinvolgendo studenti, famiglie, docenti, imprese, università e Istituti tecnici superiori e integrandosi con i Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO).  

A questa azione sono destinati 424 milioni, ripartiti in 124.044,57 euro per i licei e in 166.455,50 euro per le scuole del secondo ciclo che abbiano attivo almeno un indirizzo di istituto tecnico o professionale.  

Gli altri interventi sul digitale  
Le misure del “Piano Scuola 4.0” richiamano anche altri interventi, per un totale di 2 miliardi e 443 milioni, previsti e predisposti per favorire l’innovazione del sistema di istruzione, come la didattica digitale integrata (379 milioni di progetti in essere), come il potenziamento delle reti locali, cablate e wireless delle scuole (445 milioni di fondi React EU), l’installazione di schermi interattivi nelle aule (455 milioni di fondi React EU); la creazione di ambienti STEM (99 milioni); il Piano per la Banda Larga (600 milioni in parte a valere sul PNRR); il Piano PagoPA-SPID-CIE (60 milioni a valere sul PNRR); migrazione cloud e siti internet delle scuole (155 milioni PNRR in collaborazione con il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri); ambienti innovativi per la scuola dell’infanzia (circa 250 milioni). 

A queste risorse si aggiungono, infine, 800 milioni destinati alla formazione digitale del personale scolastico finanziati con il PNRR, per un totale complessivo di circa 4,9 miliardi.  

Next Generation Classrooms

L’azione “Next Generation Classrooms” ha l’obiettivo di trasformare almeno 100.000 aule delle scuole primarie, secondarie di primo grado e secondarie di secondo grado, in ambienti innovativi di apprendimento. Ciascuna istituzione scolastica ha la possibilità di trasformare la metà delle attuali classi/aule grazie ai finanziamenti del PNRR.

Il Piano fornisce precise indicazioni sulle modalità di progettazione e di trasformazione delle aule esistenti. In particolare

  • Il dirigente scolastico, in collaborazione con l’animatore digitale, il team per l’innovazione e le altre figure strumentali, costituisce un gruppo di progettazione, coinvolgendo i docenti e gli studenti
  • La progettazione riguarda almeno 3 aspetti fondamentali
    • il disegno (design) degli ambienti di apprendimento fisici e virtuali
    • la progettazione didattica e l’aggiornamento degli strumenti di pianificazione
    • la previsione delle misure di accompagnamento per l’utilizzo efficace dei nuovi spazi didattici.

Nella prima fase di progettazione occorre stabilire, se la scuola intenda adottare un sistema basato

  • su aule “fisse” assegnate a ciascuna classe per l’intera durata dell’anno scolastico,
  • oppure su ambienti di apprendimento dedicati per disciplina, facendo ruotare le classi in tali ambienti durante la giornata di scuola e nel passaggio da una disciplina all’altra,
  • oppure un sistema ibrido che comprende entrambe le soluzioni.

Le nuove classi, oltre ad avere uno schermo digitale, dispositivi per la fruizione delle lezioni che vi si possono svolgere anche in videoconferenza e dispositivi digitali individuali o di gruppo (notebook, tablet, etc.), dovranno avere a disposizione, anche in rete fra più aule, dispositivi

  • per la comunicazione digitale,
  • per la promozione della scrittura e della lettura con le tecnologie digitali,
  • per lo studio delle STEM,
  • per la creatività digitale,
  • per l’apprendimento del pensiero computazionale, dell’intelligenza artificiale e della robotica,
  • per la fruizione di contenuti attraverso la realtà virtuale e aumentata.

Le classi ricomprese nel progetto di trasformazione dovranno essere connesse in modalità cablata e/o wireless.

Next Generation Labs

L’azione “Next Generation Labs” ha la finalità di realizzare laboratori per le professioni digitali del futuro nelle scuole secondarie di secondo grado, dotandole di spazi e di attrezzature digitali avanzate per l’apprendimento di competenze sulla base degli indirizzi di studio presenti nella scuola e nei seguenti, non esaustivi, ambiti tecnologici:

  • robotica e automazione;
  • intelligenza artificiale;
  • cloud computing;
  • cybersicurezza;
  • Internet delle cose;
  • making e modellazione e stampa 3D/4D;
  • creazione di prodotti e servizi digitali;
  • creazione e fruizione di servizi in realtà virtuale e aumentata;
  • comunicazione digitale;
  • elaborazione, analisi e studio dei big data;
  • economia digitale, e-commerce e blockchain.

I licei e gli istituti tecnici e professionali possono realizzare nuovi spazi laboratoriali sulle professioni digitali del futuro oppure trasformare, aggiornare e adeguare i laboratori già esistenti dotandoli delle tecnologie più avanzate, consentendo anche la gestione di curricoli flessibili orientati alle nuove professionalità che necessitano di competenze digitali più avanzate.


Concorso per la progettazione e la realizzazione di nuove scuole

Venti giorni in più per la presentazione delle candidature per la prima fase del concorso per la progettazione e la realizzazione di 212 nuove scuole finanziate con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Ingegneri e architetti iscritti ai rispettivi Ordini professionali – grazie a un avviso di proroga emesso dal Ministero dell’Istruzione – avranno tempo per presentare le loro proposte fino alle ore 15 del 23, 24 e 25 agosto (inizialmente i termini previsti erano il 3, 4, 5 agosto, in base alle categorie delle aree individuate e previste dal bando).

Il concorso è indetto dal Ministero dell’Istruzione mediante l’utilizzo della piattaforma concorsi del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ed è finalizzato all’acquisizione di proposte ideative e progettuali per la realizzazione di edifici innovativi dal punto di vista architettonico, strutturale e impiantistico.    

Il concorso è articolato in due fasi. Nella prima, i partecipanti dovranno elaborare proposte ideative per la costruzione delle nuove scuole connesse a una o più aree tra le 212 già individuate. Le commissioni giudicatrici sceglieranno, per ciascuna area, le migliori 5 proposte, che accederanno così alla fase successiva. La seconda fase prevede, invece, la realizzazione di progetti di fattibilità tecnica ed economica. A valutare i progetti saranno fino a un massimo di 20 commissioni. Il progetto migliore per ciascuna delle 212 aree riceverà un premio e diventerà di proprietà degli enti locali beneficiari che provvederanno ad affidare le fasi successive della progettazione e i lavori.   

Gli interventi previsti riguardano scuole dei diversi ordini grazie a uno stanziamento complessivo di un miliardo e 189 milioni di euro. Al Mezzogiorno è stato assegnato il 42,4% dei fondi. Le scuole verranno edificate a partire dai principi contenuti nel documento “Progettare, costruire e abitare la scuola”, elaborato da un gruppo di lavoro, composto da grandi architetti, pedagogisti ed esperti della scuola, voluto e istituto dal Ministro Patrizio Bianchi.   


Riparto risorse risorse per le azioni di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica

Disponibile il riparto delle risorse per le azioni di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica in attuazione della linea di investimento 1.4. Intervento straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nella scuola secondaria di I e II grado nell’ambito della Missione 4 – Componente 1 – del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Primo stanziamento.

Il decreto sarà pubblicato dopo la registrazione, attualmente in corso, da parte degli organi di controllo.


Lettera del Ministro ed “Orientamenti per l’attuazione degli interventi nelle scuole” nell’ambito del Piano di riduzione dei divari territoriali e del contrasto della dispersione scolastica

Decreto Ministeriale 24 giugno 2022, AOOGABMI 170
Definizione dei criteri di riparto delle risorse per le azioni di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica in attuazione della linea di investimento 1.4. “Intervento straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nel I e II ciclo della scuola secondaria e alla lotta alla dispersione scolastica” nell’ambito della Missione 4 – Componente 1 – del Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU

Lettera Ministro 13 luglio 2022, AOOGABMI 60586
Riduzione dei divari territoriali e contrasto alla dispersione scolastica: orientamenti per l’attuazione degli interventi nelle scuole


Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, come già annunciato nei giorni scorsi, ha scritto ai dirigenti scolastici degli Istituti beneficiari dei primi 500 milioni stanziati nell’ambito del Piano di riduzione dei divari territoriali e del contrasto della dispersione scolastica, previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

La lettera del Ministro accompagna gli “Orientamenti per l’attuazione degli interventi nelle scuole”, un documento pensato per guidare le scuole nell’utilizzo strategico delle risorse a disposizione.

“La sfida comune – scrive il Ministro – è quella di riuscire a superare i divari di lungo periodo e a rafforzare le condizioni per lo sviluppo di un’economia ad alto livello di conoscenza che, partendo dalle criticità attuali, possa essere in grado di investire sulle competenze delle studentesse e degli studenti. Gli orientamenti chiave per l’attuazione degli interventi nelle scuole forniscono le prime indicazioni operative, le finalità dell’investimento, le tempistiche e le principali misure attivabili, per iniziare a progettare azioni efficaci, partendo da un’analisi di contesto della scuola e dalle maggiori criticità sulle quali è necessario intervenire, anche attraverso progetti di rete con altre istituzioni scolastiche in modo da creare sinergie territoriali, collaborazioni e scambi”.

Coinvolte in questa prima fase di attuazione del Piano, che mette a disposizione complessivamente 1,5 miliardi di euro, 3.198 scuole secondarie di primo e secondo grado con studentesse e studenti nella fascia 12-18 anni, selezionate sulla base di indicatori relativi alla dispersione e al contesto socio-economico, alle quali le risorse saranno assegnate direttamente. I progetti pluriennali dovranno partire con il prossimo anno scolastico.

Il documento inviato oggi definisce gli orientamenti chiave per la progettazione degli interventi da parte delle scuole, delinea alcune tipologie di azioni che possono essere messe in campo, scandisce un cronoprogramma ed evidenzia gli strumenti a supporto degli istituti in tutte le fasi del Piano.

“Nell’ambito della loro autonomia – spiega Bianchi – le scuole sono chiamate a sviluppare, anche in rete e in raccordo con gli altri soggetti del territorio, una progettualità pluriennale di ampio respiro per il miglioramento e l’arricchimento dell’offerta educativa e per sostenere apprendimenti e attività extracurricolari, anche prevedendo patti educativi territoriali e individuando un team dedicato di docenti e tutor esperti per la prevenzione della dispersione scolastica”.

Gli orientamenti
Le scuole dovranno predisporre azioni che abbiano una visione articolata in piani pluriennali, con l’obiettivo di costruire reti e rendere più forti i legami col territorio. Dovranno favorire sinergie, collaborazioni sistematiche e continuative e coinvolgere tutta la comunità educante – comprese le famiglie e il Terzo settore – anche tramite patti educativi. Le attività non dovranno essere circoscritte all’offerta curricolare: importante sarà la progettazione di percorsi di apprendimento extracurricolari, in un’ottica di apertura e di potenziamento delle competenze di ragazze e ragazzi. Centrale, nella definizione degli interventi, sarà l’orientamento soprattutto nella transizione tra scuola secondaria di primo e secondo grado. Nei casi di maggiore fragilità, si potranno prevedere percorsi di personalizzazione degli apprendimenti, oltre che attività di tutoraggio e una maggiore didattica laboratoriale. I progetti delle scuole dovranno essere strutturati anche per affrontare in modo preventivo eventuali segnali di disagio e situazioni di rischio.

Le tipologie di azioni e il cronoprogramma
I percorsi che le scuole dovranno definire potranno essere organizzati per singoli studenti, nel caso di attività di mentoring, o per gruppi, per il potenziamento delle competenze, per l’orientamento, anche con il coinvolgimento attivo delle famiglie, per la realizzazione di attività laboratoriali extracurriculari (disciplinari o riguardanti cinema, teatro, sport, musica, ad esempio). Dopo una fase di analisi del contesto, i progetti dovranno essere predisposti entro ottobre del 2022 ed essere realizzati nel corso del biennio, entro dicembre 2024.

Il team per la prevenzione della dispersione scolastica
All’interno di ciascuna scuola è prevista la costituzione di un team composto da docenti e tutor esperti per sostenere nell’individuazione delle studentesse e degli studenti a maggior rischio di abbandono e nella progettazione e nella gestione degli interventi. Gli istituti scolastici avranno a disposizione anche Gruppi di supporto, attivati negli Uffici Scolastici Regionali, le équipe formative territoriali e la “Task force scuole”, che assicurerà il supporto tecnico-amministrativo, nonché la raccolta di dati e il monitoraggio delle attività.


Un Piano da 1,5 miliardi contro la dispersione scolastica e le povertà educative e per superare i divari territoriali. È quanto prevede il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per l’Istruzione che, dopo una prima fase dedicata all’edilizia scolastica e agli Avvisi per gli Enti locali, entra ora nella seconda, quella dedicata alle scuole, con fondi che arriveranno direttamente agli Istituti scolastici per migliorare i risultati negli apprendimenti di studentesse e studenti.

“In questi giorni ho firmato la prima tranche di risorse del Piano contro la dispersione scolastica e per il superamento dei divari territoriali che andrà avanti fino al 2026. Abbiamo 1,5 miliardi a disposizione. I primi 500 milioni serviranno a finanziare progetti in 3.198 scuole con studentesse e studenti nella fascia 12-18 anni. Sono risorse che assegniamo direttamente alle istituzioni scolastiche, sulla base di precisi indicatori relativi alla dispersione e al contesto socio-economico”, spiega il Ministro Patrizio Bianchi.

“Si tratta di un finanziamento molto importante, un progetto nazionale che mette al centro i più fragili. Questa linea di finanziamento si aggiunge alla riforma degli istituti tecnici e professionali e alla riforma dell’orientamento, alle quali stiamo lavorando, misure altrettanto importanti sul fronte del contrasto alla dispersione e all’abbandono scolastico – prosegue Bianchi –. Prenderemo per mano le ragazze e i ragazzi che hanno difficoltà nella prosecuzione del loro percorso di studi e per questo rischiano di lasciare precocemente o, purtroppo, lo fanno. Saremo al fianco delle scuole lungo tutto il percorso”.

Il decreto, in via di registrazione, sarà disponibile nei prossimi giorni. Già disponibile l’elenco delle scuole che riceveranno le risorse. Oltre il 50% dei fondi è destinato al Sud.

Le scuole coinvolte in questo primo step riceveranno, nei prossimi giorni, la comunicazione del finanziamento, ma anche la convenzione con le indicazioni sulla base delle quali potranno realizzare la loro progettazione. Questo primo intervento si pone l’obiettivo di raggiungere almeno 420mila studentesse e studenti. I progetti partiranno con il prossimo anno scolastico e avranno durata biennale.

A questo primo step faranno seguito altre due tranche di finanziamento, la prima dedicata a favorire l’acquisizione di un diploma ai giovani, anche tra i 18-24 anni, che hanno abbandonato precocemente gli studi, mentre con la seconda saranno attivati progetti per il potenziamento delle competenze di base per superare i divari territoriali e anche alcuni progetti nazionali nelle aree più periferiche delle città e del Paese.


Pubblicate le graduatorie dell’Avviso per il potenziamento delle infrastrutture dello sport a scuola.
Riaperti i termini dell’Avviso per la messa in sicurezza e/o realizzazione di mense scolastiche

Sono state pubblicate sul sito del Ministero dell’Istruzione le graduatorie dell’Avviso per il potenziamento delle infrastrutture dello sport a scuola nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Per le palestre (nuove costruzioni o interventi per la messa in sicurezza di quelle esistenti) lo stanziamento previsto dal PNRR è di 300 milioni. Con questi fondi e con ulteriori circa 31 milioni stanziati con decreto del Ministro dell’Istruzione, saranno finanziati a livello nazionale 444 interventi, 298 su strutture già esistenti e 146 per le nuove costruzioni.

Le quattro Regioni con il numero più alto di interventi finanziati sono del Mezzogiorno: Campania (70), Sicilia (54), Basilicata (48), Calabria (42).

Le risorse sono ripartite su base regionale e rispettando il criterio che prevede almeno il 40% dello stanziamento destinato alle regioni del Mezzogiorno: le Regioni del Sud hanno ottenuto oltre il 52% dei fondi, per un totale di 174.747.786,12 euro.

Le domande pervenute alla scadenza dell’Avviso, lo scorso 28 febbraio, erano 2.859, per un totale di finanziamenti richiesti oltre i 2,8 miliardi sui 300 milioni disponibili.

“L’incremento delle palestre e delle infrastrutture per le nostre ragazze e i nostri ragazzi rappresenta uno strumento importante per costruire quella scuola aperta, inclusiva e affettuosa che vogliamo – dichiara il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi –. Lo sport è un grande alleato della scuola”.

Inoltre, sono stati riaperti i termini dell’Avviso per la messa in sicurezza e/o realizzazione di mense scolastiche, sempre nell’ambito del PNRR. Sono risultate già ammissibili 600 candidature. Adesso, grazie a un ulteriore stanziamento di 200 milioni di euro, i Comuni avranno la possibilità di presentare la propria domanda fino alle ore 15 del 22 agosto 2022.


Le graduatorie:
https://pnrr.istruzione.it/avviso/potenziamento-delle-infrastrutture-per-lo-sport-a-scuola/

L’Avviso sulle mense scolastiche:
https://pnrr.istruzione.it/news/mense-scolastiche-bando-riaperto-fino-al-22-agosto-2022/


Conclusi i termini dell’Avviso per gli asili nido destinato ai Comuni delle Regioni del Mezzogiorno

Si è concluso il 31 maggio l’ulteriore Avviso per gli asili nido destinato ai Comuni delle Regioni del Mezzogiorno, con priorità per le Regioni Basilicata, Molise e Sicilia, finanziato con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per circa 70 mln residui. Viene così definitivamente conclusa la procedura del PNRR per l’Istruzione 0-2 anni, con l’utilizzo completo dei 2,4 mld disponibili, e rispettando la percentuale del 55,29% di risorse prevista per il Sud. Con l’aggiunta dei fondi per Poli dell’infanzia e Scuole dell’infanzia, verranno impiegati per intero i 3 mld messi a disposizione dal PNRR. Per l’Avviso chiuso a fine maggio sono arrivate complessivamente ulteriori 74 domande, per un totale di richieste di finanziamento per 81.199.333,64 euro. Il maggior numero di candidature è arrivato dalla Sicilia (22), seguita da Campania (10), Abruzzo, Basilicata, Molise (9 ciascuna), Calabria (7), Puglia e Sardegna (4 ciascuna).

“Siamo riusciti a utilizzare per intero le risorse del PNRR per gli asili nido – dichiara il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi -. Un lavoro di squadra che ci rende orgogliosi, condotto con l’Agenzia per la coesione, le Prefetture, l’ANCI, la struttura ministeriale per il PNRR. Un’azione che ha permesso anche di rinsaldare e ricucire rapporti istituzionali con il territorio, con il costante supporto fornito ai Comuni per poter partecipare ai bandi. Ringrazio tutti coloro che ci hanno aiutato a conseguire questo importante risultato”.

Si procederà ora all’elaborazione e, nelle prossime settimane, alla pubblicazione delle graduatorie di quest’ultimo bando e di quello precedente, concluso a fine marzo.


Più 76% di domande presentate dai Comuni per l’avviso pubblico sugli asili nido del Pnrr Istruzione nel mese di marzo. Questo il risultato della proroga dei termini, dal 28 febbraio al 1° aprile, decisa dal Ministero dell’Istruzione, in accordo con quello del Sud e della Famiglia, per consentire una maggiore adesione da parte degli Enti locali al bando del valore complessivo di 2,4 miliardi di euro.

“In questo mese abbiamo avuto una risposta molto positiva grazie al lavoro fatto con gli altri Ministeri coinvolti, con l’Agenzia per la coesione, con le Prefetture, con l’Associazione dei Comuni – dichiara il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi -. Abbiamo organizzato seminari, incontri, aperto linee di supporto dedicate e previsto una campagna di comunicazione specifica. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è un’occasione senza precedenti: possiamo realizzare dei cambiamenti significativi del nostro sistema scolastico. Ma è un’azione collettiva per la quale c’è bisogno del contributo e della partecipazione di tutti”.

Alla chiusura del bando asili, lo scorso 1° aprile, risultano 1.676 le candidature presentate per la fascia da 0 a 2 anni, a fronte delle 953 arrivate il 28 febbraio, alla prima scadenza (+76% a livello nazionale). Le quattro regioni con più domande presentate in termini assoluti sono: Campania (196), Lombardia (157), Lazio (138), Calabria (137).

La quantità di risorse richieste ammonta a un totale di circa 2 miliardi di euro sui 2,4 disponibili. I 400 milioni residui andranno immediatamente ricollocati. Con un decreto firmato dal Ministro dell’Istruzione, di concerto con il Ministro per le Pari opportunità e la Famiglia, il Ministro per il Sud, la Coesione territoriale e il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie saranno destinati all’ulteriore finanziamento delle candidature già pervenute nell’ambito del bando PNRR per l’incremento dei poli dell’infanzia per la fascia 0-6 anni. In seguito a questa prima operazione, circa 70 milioni ancora residui saranno oggetto di un nuovo bando per gli asili nido destinato ai Comuni delle Regioni del Mezzogiorno, con priorità a Basilicata, Molise, Sicilia, che hanno presentato meno candidature rispetto al budget che poteva essere loro assegnato in base alle risorse disponibili nel Pnrr. Per loro ci sarà un ulteriore avviso con scadenza a fine maggio, e i comuni saranno accompagnati nella presentazione delle proposte con specifiche azioni di supporto.

Tutte le risorse del Pnrr Istruzione previste per il segmento educativo da 0 a 6 anni saranno utilizzate garantendo la quota pari al 55,29% dei fondi a favore del Mezzogiorno, superiore al 40% previsto dai bandi del Pnrr nazionale.

In particolare, vengono coperte tutte le candidature presentate dai Comuni delle Regioni del Mezzogiorno, sia per gli asili nido (fascia 0-2 anni) sia per i poli dell’infanzia (fascia 0-6 anni).

“Con il decreto che abbiamo predisposto all’esito dei bandi le risorse disponibili saranno destinate al potenziamento del sistema educativo, mantenendo la quota del 55,29% nel Mezzogiorno, dove più alto è il bisogno. Rispettiamo gli impegni presi con l’Europa: tutte le risorse disponibili vengono utilizzate. Aumentare il numero di posti negli asili nido significa dare più opportunità educative per le bambine e i bambini su tutto il territorio, sostenere le famiglie e l’occupazione femminile”, ha concluso il Ministro.


PNRR, chiusi gli avvisi. Proroga per i nidi fino al 31 marzo 2022

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la scuola prosegue il suo cammino. Si sono infatti chiusi i termini per le candidature, inviate da parte degli Enti locali, per ottenere i fondi PNRR destinati a mense, palestre, asili e scuole dell’infanzia e per ospitare una delle 195 scuole nuove previste dal Piano. Vi è stata un’alta adesione degli Enti locali agli avvisi pubblicati dal Ministero dell’Istruzione. Per i soli nidi le richieste pervenute sono inferiori al budget disponibile, pertanto l’avviso sarà prorogato fino al prossimo 31 marzo.

“Nel complesso abbiamo registrato un’ottima partecipazione – sottolinea il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi -. Dagli Enti locali è arrivata una risposta molto positiva per quanto riguarda in particolare la costruzione di nuove scuole, mense e palestre. Anche per le scuole dell’infanzia abbiamo riscontrato un forte interesse dei territori, in particolare per la costruzione di poli integrati 0-6 anni. Abbiamo deciso di prorogare i termini del bando sugli asili nido per consentire una maggiore adesione. Ci sono 2,4 miliardi di risorse a disposizione, un investimento eccezionale che abbiamo voluto con forza per potenziare, soprattutto nelle regioni del Sud, un segmento educativo in cui l’Italia mostra un ritardo rispetto agli altri Paesi Ue. Nelle scorse settimane abbiamo già siglato dei Protocolli d’intesa con la Coesione territoriale, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), il Gestore Servizi Energetici (GSE) e Sport e Salute per sostenere scuole ed Enti locali e rendere più rapido il processo di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Continueremo nei prossimi giorni, coordinando il potenziamento delle azioni della task force dell’Agenzia per la Coesione a sostegno dei Comuni”.

I dati:
Per la costruzione delle nuove scuole il finanziamento previsto dal Piano è di 800 milioni. Le domande pervenute alla scadenza dell’avviso sono state 543. Le cinque regioni che hanno inoltrato più candidature sono: Campania (95), Lombardia (61), Veneto (47), Emilia-Romagna (45), Toscana (42). Il totale dei finanziamenti richiesti supera i 3 miliardi. L’avviso si è chiuso lo scorso 8 febbraio. Ora è prevista una fase di individuazione delle 195 aree dove andranno costruite le nuove scuole e successivamente ci sarà l’indizione del concorso di progettazione. 

Per le mense (nuove costruzioni o miglioramento di quelle esistenti) il finanziamento previsto dal PNRR è di 400 milioni. Le domande pervenute alla scadenza dell’avviso sono state 1.088. Le cinque regioni che hanno inoltrato più candidature sono: Lombardia (162), Emilia-Romagna (96), Campania (88), Veneto (87). Il totale dei finanziamenti richiesti supera i 581 milioni. L’avviso si è chiuso lo scorso 28 febbraio.

Per le palestre (nuove costruzioni o miglioramento di quelle esistenti) il finanziamento previsto dal PNRR è di 300 milioni. Le domande pervenute alla scadenza dell’avviso sono state 2.859. Le cinque regioni che hanno inoltrato più candidature sono: Lombardia (392), Campania (297), Veneto (221), Piemonte (199), Calabria (187). Il totale dei finanziamenti richiesti supera i 2,8 miliardi sui 300 milioni disponibili. L’avviso si è chiuso lo scorso 28 febbraio.

Per nidi e scuole dell’infanzia il Piano mette a disposizione 3 miliardi complessivi suddivisi in: 2,4 miliardi per la fascia 0-2 anni e 600 milioni per la fascia 3-5 anni.
Per scuole dell’infanzia e poli dell’infanzia(questi ultimi ricomprendono anche lo 0-2) sono arrivate 1.223 domande. Le regioni che hanno inoltrato più domande sono: Lombardia (163), Emilia-Romagna (134), Campania (113), Toscana (108), Piemonte (92). Per questo segmento sono stati richiesti finanziamenti per oltre 2,1 miliardi sui 600 milioni disponibili.

Per i nidi sono giunte richieste pari a circa 1,2 miliardi sul totale di 2,4 miliardi disponibili. Per consentire di utilizzare tutte le risorse, i termini del bando saranno riaperti fino al prossimo 31 marzo. Il Ministero sosterrà la partecipazione dei Comuni con webinar e attraverso la task force di esperti dell’Agenzia per la Coesione, anche assicurando ai Comuni più tempo per le verifiche di vulnerabilità.


Martedì 30 novembre, il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, insieme alla Ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, alla Ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, e alla Ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini, presenterà alla stampa le prime misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) relative al settore Istruzione.

La conferenza stampa si svolge nella Sala “Aldo Moro” del Ministero dell’Istruzione a partire dalle ore 12.00.


La conferenza con i Ministri Bianchi, Bonetti e Carfagna
Almeno il 40% delle risorse al Sud
Per gli Enti locali semplificazioni e strumenti
di supporto per la realizzazione delle opere

Oltre cinque miliardi (5,2) per la realizzazione e messa in sicurezza di asili nido e scuole per l’infanziaper la costruzione di scuole innovative, per l’incremento di mense e palestre, per la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico. Sono le risorsedel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza presentate oggi, in conferenza stampa, dal Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchiinsieme alla Ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, e alla Ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna. Un pacchetto di interventi che mette subito a disposizione un terzo dei fondi complessivi previsti nel PNRR per il sistema di Istruzione che ammontano, in tutto, a 17,59 miliardi.

“Il PNRR è un’azione di sistema che affronta i nodi del Paese. Con gli investimenti nell’istruzione ridurremo l’attuale divario tra Nord e Sud nei servizi educativi, in particolare nello 0-6. Garantire un maggiore accesso agli asili nido e alle scuole dell’infanzia significa anche affrontare il tema della denatalità e dare un sostegno concreto all’occupazione femminile. Con queste risorse avviamo, poi, il processo di innovazione della scuola sia sotto il profilo delle infrastrutture che della didattica”, dichiara il Ministro Bianchi.

In conferenza stampa Bianchi ha presentato i contenuti del decreto con cui vengono stabiliti i criteri di riparto delle risorse. Particolare attenzione viene data al Sud, con l’obiettivo di colmare i divari esistenti: almeno il 40% dei fondi messi a bando sarà destinato al Mezzogiorno per dare ai territori che ne hanno maggiore carenza mense scolastiche per il tempo pieno, servizi educativi per l’infanzia, palestre, scuole nuove ed efficienti. Più in generale, nell’attribuzione delle risorse peseranno la scarsità attuale di infrastrutture nei territori, la densità della popolazione studentesca e, ad esempio, nel caso di mense e palestre, conteranno anche i dati relativi alle difficoltà negli apprendimenti e alla dispersione scolastica.

In occasione della conferenza sono stati poi presentati i singoli bandi e un sito in continuo aggiornamento (pnrr.istruzione.it) attraverso il quale Istituzioni, scuole, cittadini ed Enti locali potranno accedere agilmente alle informazioni generali sul PNRR Istruzione, ai dati relativi ai finanziamenti (anche in versione open data), ai singoli bandi, ai servizi disponibili per chi dovrà effettuare le opere. Futura, la scuola per l’Italia di domani, questo il nome scelto per il PNRR Istruzione, a sottolineare l’importanza strategica di queste risorse per la costruzione di una nuova scuola.

Quello di oggi è un grande risultato. Comincia il cammino del PNRR, comincia la costruzione della nuova scuola che vogliamo per i nostri bambini e ragazzi, inclusiva, innovativa, accogliente, sostenibile – prosegue il Ministro -. È un percorso che faremo insieme ai territori e alle scuole, mettendo a disposizione degli Enti locali semplificazioni e strumenti per agevolare il loro lavoro nella partecipazione ai bandi e nella realizzazione delle opere. Per questo stiamo realizzando una serie di convenzioni con Cassa depositi e prestiti, Agenzia per la coesione, Consip, Autorità nazionale anticorruzione, Sogei, Gse. Daremo il massimo supporto”.

“Il Pnrr rende possibile un investimento storico per portare finalmente la copertura di asili nido e servizi educativi per l’infanzia al livello degli altri paesi dell’Unione Europea – dichiara la Ministra Bonetti -. Assicurare il diritto all’educazione vuol dire tutelare sin dall’infanzia quelle pari opportunità che a tutte le bambine e i bambini vanno assicurate per la loro crescita di cittadine e cittadini già oggi. Il Governo lo fa con una visione integrata, quella del Family Act, che è riforma di accompagnamento del Pnrr e che investe al tempo stesso in servizi educativi, nel lavoro femminile e nell’empowerment delle nuove generazioni: è da questa alleanza tra generi e generazioni che il Paese può crescere e ripartire”.

“La scuola è il primo, grande banco di prova con cui ci siamo cimentati nell’azione di recupero dei divari tra Nord e Sud – dichiara la Ministra Carfagna – e sono pienamente soddisfatta del risultato ottenuto. Il lavoro di squadra col collega Patrizio Bianchi ha prodotto uno schema di bandi che vincola alle regioni del Mezzogiorno, nei diversi capitoli, quote dal 40 al 57,68 per cento. Abbiamo introdotto anche una specifica clausola di salvaguardia: se qualche Regione meridionale non riuscirà ad assorbire tutte le cifre disponibili, il residuo sarà comunque redistribuito al Sud. L’abbattimento del ‘muro invisibile’ che divide i cittadini del Sud da quelli del Nord, fin dall’età scolastica, non è più la richiesta inascoltata di una periferia del Paese ma una ‘missione nazionale’ in cui tutti sono impegnati”.

I bandi e il sito

Oggi sono stati presentati quattro avvisi pubblici e il Piano di riparto alle Regioni di risorse per la messa in sicurezza delle scuole per un totale di 5,2 miliardi.

In particolare, sono previsti:

· 3 miliardi di euro per il Piano per gli asili nido e le Scuole dell’infanzia: l’obiettivo è ridurre il divario esistente nei servizi educativi per la prima infanzia e potenziarli su tutto il territorio nella fascia di età 0-6 anni. I 3 miliardi saranno così divisi: 2,4 miliardi per la fascia 0-2 anni (il 55,29% di queste risorse andrà al Mezzogiorno) e 600 mln per la fascia 3-5 (40% al Mezzogiorno). Si tratta della seconda tranche di uno stanziamento complessivo di 4,6 miliardi previsti nel PNRR per questo capitolo, grazie ai quali si realizzeranno complessivamente 1.800 interventi di edilizia scolastica e saranno creati 264.480 nuovi posti per accogliere bambine e bambini, migliorando il servizio offerto alle famiglie a supporto, anche, dell’occupazione femminile.

· 800 milioni di euro per il Piano di costruzione di 195 nuove scuole che sostituiranno vecchi edifici (il 40% delle risorse andrà al Mezzogiorno). Si tratterà di scuole innovative dal punto di vista architettonico e strutturale, altamente sostenibili e con il massimo dell’efficienza energetica, inclusive e in grado di garantire una didattica basata su metodologie innovative e su una piena fruibilità degli ambienti didattici. Una volta individuate le aree per la costruzione delle scuole, il Ministero dell’Istruzione bandirà un concorso di progettazione.

· 400 milioni di euro per il potenziamento del tempo pieno attraverso l’incremento delle mense scolastiche (il 57,68% delle risorse andrà al Mezzogiorno). Lo stanziamento consentirà di realizzare circa mille interventi, costruendo nuovi spazi o riqualificando quelli esistenti.

· 300 milioni di euro (il 54,29% delle risorse andrà al Mezzogiorno) per aumentare l’offerta di attività sportive attraverso la costruzione di palestre o la riqualificazione di quelle esistenti, per un totale di 230.400 metri quadrati da realizzare o riqualificare.

· 710 milioni di euro per il Piano di messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole (il 40% delle risorse andrà al Mezzogiorno): le Regioni individuano gli Enti da ammettere a finanziamento sulla base delle programmazioni regionali per garantire la messa in sicurezza e la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico esistente.

In occasione della presentazione dei 5,2 miliardi per l’edilizia scolastica, il Ministro Bianchi ha anche lanciato il sito del PNRR per l’Istruzione, un portale unico che consentirà al mondo scuola, agli stakeholder, agli Enti locali, ai cittadini, di trovare, dati, informazioni, schede sintetiche, avvisi pubblici e anche di verificare lo stato di avanzamento di lavori e investimenti anche attraverso il racconto delle scuole coinvolte.

I link ai video:
https://www.youtube.com/watch?v=foWBqL_Nmy8
https://www.youtube.com/watch?v=aTGhIh25Kc0

Sessione straordinaria Esame maturità 2025/2026

Decreto Ministeriale 23 luglio 2026, AOOGABMI 149
Sessione straordinaria dell’esame di maturità per l’anno scolastico 2025/2026


La sessione straordinaria dell’esame di maturità per l’anno scolastico 2025/2026, si svolge secondo il seguente diario:

  • Insediamento delle commissioni: lunedì 21 settembre 2026;
  • prima prova scritta: mercoledì 23 settembre 2026;
  • seconda prova scritta: giovedì 24 settembre 2026, con eventuale prosecuzione nei giorni successivi per gli indirizzi nei quali detta prova si svolge in più giorni, secondo i tempi e le modalità fissati per la sessione ordinaria;
  • terza prova scritta prevista per gli specifici indirizzi di studio: martedì 29 settembre 2026;
  • inizio dei colloqui: dopo la correzione e la valutazione degli elaborati delle prove scritte e la pubblicazione degli esiti degli scritti.

Per i candidati che non devono sostenere la prima prova scritta, la seconda prova scritta e la eventuale terza prova scritta prevista per gli specifici indirizzi di studio, si svolgono nei giorni di giovedì 24 settembre 2026 (seconda prova) e martedì 29 settembre 2026 (terza prova).

Ove non siano presenti candidati che sostengono le prove di cui ai commi 1 e 2, per i candidati che non devono sostenere alcuna prova scritta, il colloquio ha luogo mercoledì 23 settembre 2026.

Valutazione dei Dirigenti scolastici

Sistema nazionale di valutazione
dei risultati dei dirigenti scolastici

A.S. 2026-2027

Con il Decreto Interdipartimentale 7 agosto 2026, AOODPIT 1879, sono definiti gli obiettivi nazionali (Allegato A) e regionali (Allegato B) per la valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici per l’anno scolastico 2026/2027.


A.S. 2025-2026

Riguardo alla valutazione nell’anno scolastico 2025/26, il 29 luglio 2026, mel corso di una riunione con le OO.SS., il Ministero ha comunicato la seguente tempistica:

  • entro la fine di luglio: pubblicazione dei risultati conseguiti con riferimento
    – agli indicatori connessi all’obiettivo di rilevanza regionale;
    – all’indicatore “Attuazione di sperimentazioni e/o innovazioni organizzativo-didattiche”;
  • inizio agosto: restituizione dei risultati conseguiti sui tempi di pagamento delle fatture commerciali;
  • entro la fine di agosto: restituizione dei risultati relativi alla pubblicazione dell’attestazione OIV.

Nota 1 luglio 2026, AOODGCASIS 4279
Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei Dirigenti scolastici – Piattaforma di valutazione dei risultati – Rilascio funzionalità

La Nota 1 luglio 2026, AOODGCASIS 4279, comunica che, dal 2 luglio al 7 settembre 2026, sono disponibili le funzionalità relative alla fase di “Misurazione e valutazione dei risultati in base al conseguimento degli obiettivi” relativi all’anno scolastico 2025/2026


Nota 11 maggio 2026, AOODGOSV 118508
Indicazioni per la visualizzazione degli obiettivi 2025/2026 sulla piattaforma informatica dedicata al procedimento di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici

Con Nota 11 maggio 2026, AOODGOSV 118508, vengono fornite indicazioni per la visualizzazione degli obiettivi 2025/2026 sulla piattaforma informatica dedicata al procedimento di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici secondo la seguente tempistica:

  • dal 11 al 18 maggio: i Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali provvederanno all’assegnazione in piattaforma degli obiettivi già assegnati nel mese di agosto 2025, in applicazione del Decreto Interdipartimentale 6 agosto 2025, AOODPIT 2276 e sulla base dei quali saranno valutati i risultati conseguiti dai dirigenti scolastici nell’anno scolastico 2025/2026.
  • entro la fine di maggio: punteggi riferiti agli indicatori connessi al PTOF/RAV/PdM;
  • metà giugno: punteggi riferiti all’ indicatore connesso all’autorizzazione dei contratti di supplenza breve e saltuaria;
  • fine luglio: punteggi riferiti agli indicatori connessi all’obiettivo di rilevanza regionale;
  • inizio agosto: punteggi riferiti agli indicatori connessi all’assolvimento degli obblighi di trasparenza e al pagamento delle fatture commerciali.

Decreto Interdipartimentale 6 agosto 2025, AOODPIT 2276
Definizione degli obiettivi dei Dirigenti scolastici per l’a.s. 2025/2026


A.S. 2024-2025

Nota 5 febbraio 2026, AOODGOSV 28534
Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei Dirigenti scolastici a.s. 2024/2025 – Piattaforma di valutazione dei risultati – Rilascio nuove funzionalità

Nota 31 luglio 2025, AOODGCASIS 4929
Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei Dirigenti scolastici – Piattaforma di valutazione dei risultati a.s. 2024/2025 – Rilascio nuove funzionalità

Nota 28 maggio 2025, AOODGSIS 3651
Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei Dirigenti scolastici – Messa a disposizione della piattaforma ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali e ai Dirigenti scolastici

Decreto Interdipartimentale 26 marzo 2025, AOODPIT 616
Definizione degli obiettivi dei dirigenti scolastici per l’a.s. 2024/2025 ai sensi del D.M. 12 marzo 2025, n. 47 recante l’adozione del sistema nazionale di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici

Decreto Ministeriale 12 marzo 2025, AOOGABMI 47
Adozione del Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei Dirigenti scolastici

Nota 26 febbraio 2025, AOODGOSV 8369
Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei Dirigenti scolastici – Adozione del D.M. del 21.02.2025 n. 28

Decreto Ministeriale 21 febbraio 2025, AOOGABMI 28
Adozione del Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici


Con Nota 5 febbraio 2026, AOODGOSV 28534, viene comunicato ai Dirigenti scolastici che, a partire dal 6 febbraio 2026, la scheda di valutazione relativa all’anno scolastico 2024/2025, sottoscritta dal Direttore dell’USR, verrà notificata tramite e-mail al proprio indirizzo istituzionale. Accedendo alla piattaforma, sarà possibile prendere visione della valutazione ricevuta e, selezionare una delle opzioni disponibili di seguito descritte:

  • Controfirma della scheda di valutazione per accettazione;
  • Richiesta avvio del contraddittorio entro 10 giorni lavorativi dalla notifica. La funzionalità di avvio del contraddittorio è prevista solo nel caso in cui la valutazione sia superiore a 30, in quanto la valutazione negativa comporta automaticamente la convocazione del Dirigente scolastico da parte del Direttore dell’USR per l’avvio dello stesso.

A partire dal 6 febbraio 2026 è disponibile – nella Piattaforma dedicata – anche la valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici relativa all’a.s. 2024/2025. Il personale dirigente scolastico in quiescenza che ha partecipato al procedimento di valutazione per l’a.s. 2024/25 può accedere alla piattaforma di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici, con le modalità già conosciute, selezionando l’apposita voce presente nel menù SIDI, in quanto le rispettive utenze di accesso sono state all’uopo riabilitate.


Con Nota 31 luglio 2025, AOODGCASIS 4929, il Ministero comunica che dal 1° agosto al 20 settembre 2025 saranno disponibili le funzioni della piattaforma dedicata al procedimento di valutazione, riferite alle attività previste dalla fase di “Misurazione e valutazione dei risultati in base al conseguimento degli obiettivi” nell’anno scolastico 2024-2025, di competenza dei Dirigenti scolastici.



Con Nota 28 maggio 2025, AOODGSIS 3651, il Ministero segnal che a piattaforma del Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei Dirigenti scolastici è accessibile ai Dirigenti scolastici a partire dal 3 giugno 2025, previa autenticazione al sistema SIDI, al seguente percorso “Personale Amministrativo e Dirigenti scolastici” → “Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei Dirigenti scolastici”.
La piattaforma invià una mail automatica a tutti i dirigenti scolastici per comunicare l’assegnazione degli obiettivi.
Un video – tutorial è disponibile al seguente link: https://youtu.be/PF-jdBfQizQ


Dal 16 aprile attivo e consultabile nel portale istituzionale Mim lo spazio dedicato al Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici. La nuova sezione offre un punto di riferimento chiaro e aggiornato sulla procedura, i tempi, i casi particolari e il piano di accompagnamento.


Emanato il Decreto Interdipartimentale 26 marzo 2025, AOODPIT 616 concernente la definizione degli obiettivi dei dirigenti scolastici per l’a.s. 2024/2025 ai sensi del D.M. 12 marzo 2025, n. 47 recante l’adozione del sistema nazionale di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici

Scheda definizione obiettivi, indicatori e target a.s. 2024/25


Emanato il Decreto Ministeriale 12 marzo 2025, AOOGABMI 47 di adozione del Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici, in attuazione delle recenti disposizioni legislative promosse dallo stesso Ministro.

Con questo provvedimento, a decorrere già da questo anno scolastico 2024/2025, la valutazione dei dirigenti scolastici avverrà tenuto conto della specificità delle funzioni e sulla base degli strumenti e dei dati a disposizione del sistema informativo del Ministero e del Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici. Il procedimento sarà articolato in una fase di assegnazione degli obiettivi, anche di rilevanza regionale, e in una di valutazione, a cura dei direttori degli Uffici Scolastici Regionali, garantendo altresì un eventuale momento di contraddittorio con gli interessati e il ruolo di un organismo di garanzia. Agli esiti della valutazione sarà collegata la retribuzione di risultato.


A.S. 2018-2019

Nota esplicativa 2 aprile 2019, n. 4
Il procedimento di valutazione dei Dirigenti scolastici per l’a.s. 2018/19

Cronoprogramma 2018/2019

Struttrura Portfolio


Firmato il 4 marzo 2019 l’Accordo MIUR-OO.SS. relativo al procedimento di valutazione dei Dirigenti Scolastici per l’a.s. 2018/2019


A.S. 2017-2018

Con Nota 16 luglio 2018, AOODGOSV 12106, la scadenza per la chiusura delle funzioni per la compilazione online del Portfolio del Dirigente scolastico è stata prorogata dal 31 luglio al 31 agosto 2018.


A partire dal 20 aprile 2018 sul Portale del Sistema nazionale Area Dirigenti – Portfolio DS – Accedi ai servizi di valutazione (raggiungibile all indirizzo https://snv.pubblica.istruzione.it/snv-portale-web/) sono aperte le funzioni per procedere alla compilazione online del Portfolio del Dirigente scolastico.

Cronoprogramma procedimento di valutazione DS – A.S. 2017/18



A.S. 2016-2017

Come previsto dalla Nota 27 aprile 2017, AOODGOSV 4555, a partire dal giorno 27 aprile 2017 e fino al 30 giugno 2017 (prorogato al 31 luglio 2017 dalla Nota 8 giugno 2017, AOODPIT 1182) sul Portale del Sistema nazionale di valutazione (Area Dirigenti – Portfolio DS) sono aperte le funzioni per procedere alla compilazione online del Portfolio del Dirigente scolastico, strumento alla base del procedimento di valutazione, previsto dalle Linee guida di attuazione della Direttiva 18 agosto 2016, AOOUFGAB 36 (vd. Nota esplicativa n. 2).

Non saranno svolte visite da parte dei Nuclei nell’a.s. 2016/17; la valutazione di prima istanza da parte del Nucleo di valutazione e la valutazione finale da parte del Direttore dell’USR avverranno, rispettivamente, entro novembre ed entro dicembre 2017.

La Direttiva ministeriale n. 239, firmata il 21 aprile 2017, avente ad oggetto “Modifiche alla Direttiva 18 agosto 2016 n. 36 sulla valutazione dei dirigenti scolastici“,  prevede che il procedimento di valutazione dei Dirigenti scolastici non avrà effetto sulla determinazione della retribuzione di risultato per l’anno scolastico 2016/17, ma a partire dall’anno scolastico 2017/18.
I riscontri e le osservazioni degli Uffici scolastici regionali sulla procedura di valutazione  saranno inviati ad un Osservatorio (previsto dall’art. 12 della Direttiva), in via di definizione con specifico decreto ministeriale.


Come previsto dalla Nota 11 luglio 2017, AOODGOSV 8603, dal 14 luglio al 31 agosto 2017, sul Portale del Sistema nazionale di valutazione, sono aperte le funzioni per procedere alla compilazione online del Portfolio per i Dirigenti scolastici con incarichi presso l’Amministrazione centrale e periferica del MIUR, altra amministrazione dello Stato, enti pubblici o privati, con retribuzione a carico dell’Amministrazione scolastica.




Faq – Domande Frequenti

IL PORTFOLIO E LA SUA COMPILAZIONE

Parte prima del Portfolio – Anagrafe professionale

  1. Che rilievo assume la parte prima del Portfolio nel procedimento di valutazione?

La prima parte del Portfolio ha l’obiettivo specifico di illustrare e descrivere la “storia” professionale del Dirigente adottando un modello unico di riferimento a livello nazionale e perciò comparabile. L’anagrafe professionale intende raccogliere tutte le informazioni professionali più rilevanti e sarà aggiornabile annualmente. Ogni Dirigente avrà la possibilità di integrare l’anagrafe allegando il proprio curriculum vitae e alcuni documenti che attestino aspetti particolarmente significativi della propria professionalità. Il contenuto dell’anagrafe professionale non influisce sulla compilazione delle rubriche di valutazione da parte dei componenti dei Nuclei di valutazione, ma permette ad essi di poter focalizzare con immediatezza gli elementi informativi più rilevanti sul Dirigente da valutare.

Parte seconda del Portfolio – Autovalutazione e bilancio delle competenze

  1. Che scopo ha la parte seconda del Portfolio?

L’autovalutazione intende tracciare un profilo professionale organico del Dirigente scolastico ed è strutturata prendendo in considerazione le cinque dimensioni professionali riprese dai criteri del comma 93 (citate sotto ogni definizione delle cinque sezioni), dall’esperienza professionale e dalla letteratura nazionale e internazionale sulla leadership. L’obiettivo della compilazione della parte relativa all’autovalutazione è “consentire al Dirigente scolastico una riflessione sul suo ruolo e sui suoi punti di forza/debolezza, nell’ottica dello sviluppo e del miglioramento della professionalità” (Portfolio, p. 8). L’autovalutazione è dunque uno strumento di utile riflessione sul proprio lavoro e sulla coerenza tra le azioni dirigenziali “quotidiane” e gli obiettivi strategici. Non è necessario che il Dirigente scolastico alleghi documentazione a conforto dei livelli che egli stesso si attribuisce, avendo comunque la possibilità di motivare la scelta nell’apposito campo libero.

  1. Che rilievo assume l’autovalutazione nel procedimento di valutazione?

L’autovalutazione non è elemento di valutazione e non influisce sulla compilazione delle rubriche di valutazione da parte dei componenti dei Nuclei di valutazione. Il procedimento di valutazione non prevede che i Nuclei debbano procedere ad una conferma o meno dell’autovalutazione del Dirigente scolastico. Ciò dovrebbe essere ancora più chiaro se si riflette sul fatto che la compilazione della parte seconda del Portfolio è facoltativa. Sia nelle rubriche di autovalutazione sia nelle rubriche di valutazione vengono utilizzati i medesimi descrittori, quantunque raggruppati diversamente, con lo scopo di permettere al Dirigente di compiere un’autovalutazione che prenda in considerazione tutti gli aspetti oggetto di valutazione della sua azione professionale complessiva.

  1. È opportuno compilare il campo “Elementi di contesto”?

La descrizione del livello di complessità del contesto in cui il Dirigente scolastico opera può risultare sicuramente utile per comprendere vincoli e opportunità che impattano sulla sua azione professionale. Molte scelte strategiche del Dirigente scolastico sono orientate, e a volte condizionate, dal contesto nel quale si trova ad operare. Una sintetica ma significativa descrizione del contesto può perciò servire al Dirigente scolastico per meglio motivare le scelte concernenti gli obiettivi e le azioni professionali, e sarà anche di fondamentale importanza per il Nucleo di valutazione, al fine di poter comprendere meglio il contributo del Dirigente scolastico al processo di miglioramento.

Parte terza del Portfolio – Obiettivi e azioni professionali

  1. Che rilievo assume la parte terza del Portfolio nel procedimento di valutazione?

La parte terza del Portfolio assume un rilievo fondamentale tra le fonti da cui il Nucleo di valutazione trae elementi utili per la formulazione del giudizio complessivo per ognuna delle tre aree, in quanto grazie ad essa si può evincere specificatamente “il contributo del dirigente al perseguimento dei risultati per il miglioramento del servizio scolastico previsti nel rapporto di autovalutazione” (Portfolio, p. 22).

  1. È opportuno che il Dirigente scolastico nella parte terza del Portfolio indichi tutte le azioni professionali svolte per la realizzazione degli obiettivi di processo indicati nel RAV?

È opportuno che il Dirigente scolastico si concentri, a propria scelta, sulla base delle risultanze del RAV e degli obiettivi inseriti nella lettera di incarico, su alcune azioni professionali significative (indicativamente due o tre) e descriva brevemente le azioni realizzate, documentando anche i processi più significativi avviati per il perseguimento degli obiettivi di miglioramento della scuola, con la possibilità di allegare file con dati ed evidenze, se non già contenuti nella documentazione inserita in piattaforma. In particolare il Dirigente scolastico, nella parte terza, dovrebbe riportare quelle azioni che evidenziano il valore aggiunto del proprio specifico professionale nella scuola.

  1. Perché la parte terza del Portfolio è strutturata su otto aree?

Le prime sette aree di processo non sono altro che le “le aree di miglioramento organizzativo e gestionale delle istituzioni scolastiche e formative direttamente riconducibili al dirigente scolastico, ai fini della valutazione dei risultati della sua azione dirigenziale, secondo quanto previsto dall’articolo 25 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, e dal contratto collettivo nazionale di lavoro”, ai sensi dell’art. 6 comma 2, punto 2 del D.P.R. 80/2013. Inoltre, sono le aree all’interno delle quali si riconducono gli obiettivi di processo del RAV, interni al Piano di miglioramento, cui si collegano le più significative azioni professionali messe in atto dal Dirigente scolastico per il perseguimento degli obiettivi di miglioramento della scuola inseriti nella lettera di incarico (Portfolio, p. 15). Ad ogni modo il Dirigente scolastico nella compilazione della parte terza del Portfolio può decidere di non riferirsi esclusivamente alle azioni collegate con le sette aree degli obiettivi di processo, ma può inserire anche le azioni per il perseguimento degli obiettivi nazionali e regionali (tutti gli obiettivi presenti nella lettera di incarico saranno infatti riportati proprio all’inizio della parte terza). A tale scopo è presente l’area di processo “Altro”. In sostanza ciò che si chiede al Dirigente scolastico è di fare una selezione mirata delle azioni più significative che permettano al Nucleo di rilevare lo specifico della sua azione professionale.

  1. Quale è la funzione della parte terza del Portfolio rispetto alla compilazione delle rubriche di valutazione da parte del Nucleo di valutazione?

La parte terza del Portfolio è ineludibile nel processo di valutazione: in essa il Dirigente scolastico deve riportare e documentare cosa secondo lui è significativo e specifico della sua professionalità. Al Nucleo spetta valutare il contributo al perseguimento dei risultati di miglioramento previsti nel RAV (così come previsto dal comma 93 dell’art. 1 della L. 107/2015), facendo riferimento a diverse fonti ed evidenze, fra cui sicuramente la parte terza del Portfolio, ma anche ad altri documenti e la stessa visita e/o interlocuzione diretta (Portfolio, p. 23). La valutazione del Nucleo, quindi, deve tener opportunamente conto delle azioni professionali indicate dal Dirigente scolastico nella parte terza, ma deve anche rilevare tutti gli aspetti interni ai criteri del comma 93.

  1. Non sussiste il rischio che l’esplicita connessione delle azioni del Dirigente scolastico soltanto con gli obiettivi desunti dal RAV porti a sottovalutare aspetti rilevanti dell’azione del Dirigente scolastico non contemplate nel RAV?

Tale rischio potenzialmente non sussiste, in quanto il procedimento di valutazione del Dirigente scolastico è rivolto a tutta la sua azione professionale, che deve essere letta in modo globale e unitario, e il Nucleo di valutazione, proprio per valutare gli aspetti più generali dell’azione dirigenziale collegati con i criteri del comma 93 dell’art. 1 della Legge 107/2015, deve prendere in considerazione tutta una serie di documenti specificamente indicati nel Portfolio. È ovvio che nella sua quotidianità professionale il Dirigente scolastico svolge molte azioni, ma all’interno del procedimento di valutazione i passaggi ineludibili in cui si può riscontrare la pertinenza e la coerenza dell’azione dirigenziale volta al perseguimento dei risultati per il miglioramento del servizio scolastico sono le azioni legate agli obiettivi di processo interni al Piano di miglioramento.

  1. Considerato che ad oggi non è stato definito un modello specifico di RAV per i CPIA e pertanto per i Dirigenti scolastici dei Centri non è stato possibile definire degli obiettivi da inserire all’interno del nuovo incarico o ad integrazione dell’incarico in essere a partire dal RAV, il perseguimento di quali obiettivi il Dirigente è tenuto a documentare?

Tutti i CPIA hanno definito all’interno del proprio PTOF le priorità di miglioramento per il prossimo triennio. Il MIUR ha chiesto ai CPIA la trasmissione del PTOF e lo stralcio degli obiettivi di miglioramento ove inseriti nel Piano Triennale deliberato. Tali obiettivi, a seguito di verifica da parte del Direttore USR, sono stati utilizzati per la definizione dell’incarico dei Dirigenti scolastici in quanto a tutti gli effetti obiettivi di miglioramento della scuola.

  1. Che funzione svolge il Repertorio del Dirigente scolastico? È obbligatorio che il Dirigente scolastico vi faccia riferimento?

Il Repertorio è da intendersi come puro e semplice strumento di orientamento professionale, messo a disposizione del Dirigente scolastico esclusivamente al fine di supportarlo nella compilazione della parte terza del Portfolio: di conseguenza, non è obbligatorio che vi si faccia riferimento.

Parte terza del Portfolio – Sezione di caricamento dei documenti

  1. Quali documenti devono essere caricati obbligatoriamente nella sezione riservata presente nella parte terza del Portfolio?

Il Dirigente scolastico avrà cura di provvedere al caricamento dei documenti indicati nell’Allegato n. 1, la cui consultazione è ineludibile da parte del Nucleo di valutazione. Il Dirigente scolastico potrà nella stessa sezione caricare pochi e significativi altri documenti che riterrà strettamente necessari per fornire al Nucleo elementi particolarmente utili per la valutazione relativamente ai criteri generali indicati dalla L. 107/2015.

IL PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE DEI DIRIGENTI SCOLASTICI PER L’A.S. 2016/17

  1. Cosa determinano le modifiche alla Direttiva 36 sul procedimento di valutazione dei Ds?

La Direttiva ministeriale n. 239 del 21/04/2017, avente ad oggetto “Modifiche alla Direttiva 18 agosto 2016 n. 36 sulla valutazione dei dirigenti scolastici” ed in corso di registrazione, ha stabilito che il procedimento di valutazione dei Dirigenti scolastici avrà effetto sulla determinazione della retribuzione di risultato a partire dall’anno scolastico 2017/2018. Di conseguenza nel corrente anno scolastico, 2016/2017, il procedimento verrà attuato ma senza produrre effetti sulla retribuzione di risultato, che sarà determinata, come negli anni precedenti, in relazione alla fascia di complessità dell’istituzione scolastica per la quale è stato conferito l’incarico dirigenziale

  1. I Dirigenti scolastici che andranno in quiescenza a partire dall’a.s. 2017/2018 saranno oggetto di valutazione?

Le modifiche apportate dalla Direttiva ministeriale 239 del 21/04/2017 comportano di fatto l’esclusione dal procedimento di valutazione dei Dirigenti scolastici che andranno in quiescenza a partire dall’a.s. 2017/2018, in quanto la loro retribuzione di risultato non sarà determinata dalla valutazione e gli stessi consigli di miglioramento interni al procedimento di valutazione non saranno ovviamente attuabili nei prossimi anni. I Direttori degli USR comunicheranno ai Dirigenti scolastici che saranno posti in quiescenza a partire dall’a.s. 2017/2018 l’esclusione dal procedimento di valutazione e dalla richiesta di compilazione del Portfolio.

  1. Per il corrente anno scolastico sono previste le visite presso le istituzioni scolastiche?

In considerazione del fatto che quest’anno i Nuclei di valutazione potranno iniziare a operare con l’inizio di giugno e che i mesi di giugno-luglio-agosto sono densi di impegni, è diventato inevitabile, per questo anno scolastico, sospendere le visite. Sono confermati, invece, i contatti a distanza: tutti i Dirigenti scolastici verranno contattati dai Nuclei entro novembre per approfondimenti sul Portfolio e sulla documentazione allegata.


Scuola, on line il portfolio del dirigente scolastico
Strumento chiave per lo sviluppo professionale e la valutazione

La valutazione delle e dei dirigenti scolastici entra nel vivo: è disponibile da oggi, sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la versione elettronica del portfolio del dirigente scolastico che conterrà informazioni che vanno dal curriculum, al bilancio delle competenze, agli obiettivi e alle azioni professionali.

Il portfolio consentirà alle dirigenti e ai dirigenti di analizzare i loro compiti e le loro competenze, di fare il punto sugli obiettivi di miglioramento. Sarà quindi uno strumento di supporto per il loro sviluppo professionale, ma anche uno strumento chiave per il processo di autovalutazione e di valutazione.

Il portfolio si compone di quattro parti. La prima (anagrafe professionale) raccoglierà informazioni professionali, dal titolo di studio agli incarichi ricoperti, sarà compilata dalle e dai dirigenti e sarà resa pubblica. La seconda parte riguarderà l’autovalutazione e il bilancio delle competenze: ogni dirigente potrà compilarla (non è obbligatorio) analizzando la propria capacità di gestione, di valorizzazione del personale, di promozione della partecipazione, di monitoraggio e rendicontazione. Questa parte consentirà a ciascuna e ciascun dirigente di riflettere sui propri punti di forza e debolezza, nell’ottica del miglioramento della propria professionalità. La terza parte, particolarmente rilevante ai fini della valutazione, sarà dedicata agli obiettivi e alle azioni professionali, sarà obbligatoria e pubblica, sarà compilata dalle e dai dirigenti che dovranno descrivere le azioni realizzate per raggiungere gli obiettivi previsti dal Piano di miglioramento della loro scuola. Infine la quarta parte sarà dedicata alla  valutazione e agli eventuali consigli di miglioramento, sarà riservata al Nucleo di Valutazione, al Direttore dell’USR e al Dirigente scolastico.

Un primo video tutorial  introduce ed illustra l’utilizzo del portfolio. Ci sarà tempo, per la compilazione, fino al 30 giugno. Le dirigenti e i dirigenti hanno già avuto, l’8 febbraio scorso, una versione cartacea del portfolio per poter familiarizzare con lo strumento. La versione on line, intuitiva e di facile utilizzo, facilita la compilazione, che non richiede un investimento di tempo gravoso: si tratta di fare sintesi di informazioni e documenti già in possesso e soprattutto di evidenziare il proprio specifico professionale per il perseguimento degli obiettivi di miglioramento della scuola. La valutazione delle dirigenti e dei dirigenti ha preso il via ufficialmente con la direttiva numero 36 dello scorso agosto.

Nel frattempo sono stati adottati e pubblicati i Piani regionali di valutazione da parte degli Uffici scolastici. Tra febbraio e marzo le dirigenti e i dirigenti sono stati abbinati ai nuclei di valutazione, nei cui confronti sono state svolte  attività di informazione e formazione, che continueranno anche nei prossimi mesi. Fino a giugno si procederà con la compilazione del portfolio. Fra l’estate e l’autunno ci sarà da parte dei nuclei la vera e propria fase di valutazione  a partire dalla documentazione interna al  portfolio. Dall’anno scolastico 2017/2018 la retribuzione di risultato delle e dei dirigenti sarà legata al processo di valutazione.


Pubblicate le Linee guida per l’attuazione della Direttiva n. 36, del 18 agosto 2016, sulla valutazione dei dirigenti scolastici

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Valutazione dei dirigenti scolastici, pubblicate le Linee Guida

Giannini: “Processo atteso da 15 anni, aiuterà il miglioramento del sistema scolastico”

Sono disponibili da oggi sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca le Linee Guida per la valutazione dei dirigenti scolastici. Il documento rende operativa la direttiva firmata nei mesi scorsi dal Ministro Stefania Giannini.
“Si tratta di un processo atteso da 15 anni che ha lo scopo di investire sul miglioramento della professionalità dei nostri dirigenti, figure chiave dell’autonomia scolastica – sottolinea il Ministro -. Il sistema di valutazione a cui abbiamo lavorato è un sistema leggero, che si basa sui documenti e gli strumenti di pianificazione e programmazione che le scuole già utilizzano. Nessun appesantimento burocratico. Si parte dall’autovalutazione dei dirigenti che saranno poi accompagnati nel miglioramento del loro lavoro. La valutazione che parte oggi è un processo di supporto a tutto il sistema scolastico”.

Il documento

  • Le Linee guida individuano la tempistica del processo, i documenti e le procedure che saranno utilizzati per valutare i dirigenti, le dimensioni professionali che avranno un peso nel giudizio formulato dai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali attraverso la valutazione elaborata dai Nuclei preposti.
    Prima scadenza, gli obiettivi da assegnare ai presidi: già in questi giorni i Direttori degli USR li stanno definendo ed assegnando ai dirigenti scolastici. Gli obiettivi da raggiungere, coerenti con il Rapporto di autovalutazione e il Piano di miglioramento e formativo delle scuole, saranno validi per tre anni. Entro dicembre saranno formulati i Piani regionali per la valutazione. Mentre fra gennaio e maggio i dirigenti scolastici saranno coinvolti in un processo di autovalutazione attraverso una piattaforma on line simile a quella utilizzata per la produzione del Rapporto di autovalutazione da parte delle scuole.
    Cosa faranno i dirigenti? Scatteranno la fotografia del loro operato. Dovranno evidenziare, fra l’altro, le modalità organizzative messe in atto nella loro scuola, le modalità di gestione del personale, le azioni messe in campo per promuovere la partecipazione della comunità scolastica e il rapporto con le realtà del territorio e come hanno promosso il raggiungimento degli obiettivi che hanno ricevuto.
    Entro agosto 2017 ci sarà una valutazione di prima istanza da parte del Nucleo regionale con possibili visite nelle scuole. Successivamente arriverà la valutazione finale da parte del Direttore dell’USR. La restituzione dei riscontri della valutazione da parte del Direttore avverrà entro dicembre 2017.
    L’azione del Dirigente sarà valutata su tre diverse dimensioni professionali:
  • Direzione unitaria, promozione della partecipazione, competenze gestionali e organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati (a quest’area viene attribuito un peso pari al 60% nel risultato finale);
  • Valorizzazione delle risorse professionali, dell’impegno e dei meriti professionali (avrà un peso del 30%);
  • Apprezzamento dell’operato all’interno della comunità professionale e sociale (avrà un peso del 10%).

La valutazione avrà cadenza annuale e inciderà sulla retribuzione di risultato dei dirigenti scolastici. Quattro i livelli di raggiungimento degli obiettivi previsti: “pieno raggiungimento”, “avanzato raggiungimento”, “buon raggiungimento”, “mancato raggiungimento”.


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Martedì 28 giugno, alle ore 10.30, presso la Sala Comunicazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in Viale Trastevere 76/a, sono presentate la Direttiva e la prima nota applicativa sul Sistema di Valutazione dei Dirigenti Scolastici.


Valutazione dei dirigenti scolastici, firmata la direttiva
Giannini: “Da oggi abbiamo uno strumento in più per
il miglioramento del sistema”

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha firmato stamattina la direttiva per la valutazione dei dirigenti scolastici. “Dopo 15 anni di incertezze, attese e sperimentazioni, oggi siamo nelle condizioni di realizzare pienamente la valutazione dei dirigenti scolastici. Questo grazie ad un rinnovato quadro normativo, allo stanziamento di specifiche risorse economiche e alla presenza di risorse umane aggiuntive fra gli ispettori. Tutti effetti della legge 107, la Buona Scuola”, ha commentato Giannini, presentando il documento a Viale Trastevere alla presenza dei direttori generali degli Uffici Scolastici Regionali.

“Ora – ha proseguito – abbiamo in mano uno strumento in più per ottenere un obiettivo importante: il miglioramento del sistema scolastico”. Tre i criteri in base ai quali saranno valutati i dirigenti: “La capacità di indirizzo e di gestione della scuola peserà per il 60% sulla valutazione complessiva – ha spiegato il Ministro -. La capacità di valorizzare le risorse umane, il personale della scuola tutto (docente, amministrativo, tecnico e ausiliario) peserà per il 30%. Il restante 10% si baserà sull’apprezzamento dell’operato del dirigente da parte della comunità scolastica, di coloro che vivono e lavorano nella scuola”. I criteri sono contenuti nelle Linee Guida che saranno abbinate alla direttiva.

Cosa accade ora, in concreto? Ad agosto i dirigenti, oltre 7.000 in tutto il Paese, firmeranno il loro incarico all’interno del quale, per la prima volta, saranno inseriti obiettivi di miglioramento di tre tipi: obiettivi generali individuati dal Ministero, obiettivi legati alle specificità del territorio individuati dagli USR e obiettivi specifici collegati alla scuola che deriveranno dal RAV (il Rapporto di autovalutazione) dell’istituto che il dirigente dovrà guidare. Il RAV è il documento che, dallo scorso anno, le scuole hanno cominciato a compilare per darsi un ‘voto’ sulle cose fatte e fissare le priorità di sviluppo per gli anni successivi.

Un apposito nucleo di esperti compilerà la valutazione dei dirigenti. Quattro i ‘gradi’ di valutazione previsti dalla direttiva: mancato raggiungimento degli obiettivi, buon raggiungimento degli obiettivi, avanzato raggiungimento degli obiettivi, pieno raggiungimento degli obiettivi. L’esito della valutazione sarà utilizzato per la retribuzione di risultato dei dirigenti. Niente più fondi a pioggia, come accade oggi. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi il dirigente potrà essere assegnato, in prima battuta, ad altra scuola. Se la valutazione negativa si ripeterà, sarà messo a disposizione dell’Ufficio Scolastico per svolgere altre mansioni. La valutazione si svolgerà con cadenza annuale a partire dal mese di settembre.



Illustrata alle OO.SS., il 6 maggio, la direttiva sulla valutazione dei Dirigenti scolastici

Come previsto dall’art. 1, cc. 93-94, della Legge 107/15, la valutazione dei dirigenti scolastici è effettuata dal Nucleo per la Valutazione dei Dirigenti scolastici (art. 25, c. 1, D.Lvo 165/01) ed è

  • coerente con l’incarico triennale e con il profilo professionale,
  • connessa alla retribuzione di risultato.

Nell’individuazione degli indicatori per la valutazione del dirigente scolastico si tiene conto

  • del contributo del dirigente al perseguimento dei risultati per il miglioramento del servizio scolastico previsti nel RAV (DPR 80/13), in coerenza con le disposizioni contenute nel D.Lvo 150/09,
  • dei seguenti criteri generali:

a) competenze gestionali ed organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati, correttezza, trasparenza, efficienza ed efficacia dell’azione dirigenziale, in relazione agli obiettivi assegnati nell’incarico triennale;
b) valorizzazione dell’impegno e dei meriti professionali del personale dell’istituto, sotto il profilo individuale e negli ambiti collegiali;
c) apprezzamento del proprio operato all’interno della comunità professionale e sociale;
d) contributo al miglioramento del successo formativo e scolastico degli studenti e dei processi organizzativi e didattici, nell’ambito dei sistemi di autovalutazione, valutazione e rendicontazione sociale;
e) direzione unitaria della scuola, promozione della partecipazione e della collaborazione tra le diverse componenti della comunità scolastica, dei rapporti con il contesto sociale e nella rete di scuole.

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Al via la valutazione dei dirigenti scolastici

Giannini: “Finalmente un sistema per valorizzarli e incentivare il miglioramento”

Le competenze gestionali e amministrative, la capacità di valorizzare il personale scolastico, l’apprezzamento del loro operato da parte della comunità scolastica. Sono alcuni dei criteri in base ai quali, a partire da settembre, saranno valutati i dirigenti scolastici.

“Dopo anni di attese, rinvii e sperimentazioni finalmente si parte. Con la Buona Scuola abbiamo messo i dirigenti scolastici al centro di un preciso progetto culturale che valorizza l’autonomia scolastica. Abbiamo dato a quelli che una volta si chiamavano presidi più strumenti per poter lavorare e più responsabilità. Per questo è necessario attivare un sistema oggettivo e trasparente di valutazione del loro operato che preveda incentivi crescenti per chi raggiunge gli obiettivi di miglioramento della propria scuola”, spiega il Ministro Stefania Giannini.

Oggi la direttiva sulla valutazione dei dirigenti scolastici è stata illustrata al Miur alle Organizzazioni Sindacali e sarà firmata nei prossimi giorni dal Ministro dell’Istruzione dopo il vaglio del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Di valutazione dei dirigenti si parla dal 2000, sono state fatte alcune sperimentazioni negli anni successivi, ma il sistema non è mai concretamente partito.
Cosa accadrà con la nuova direttiva? Quando firmeranno il loro contratto, in agosto, i dirigenti scolastici troveranno inseriti in questo documento gli obiettivi di miglioramento che saranno di tre tipi: ci saranno obiettivi generali individuati dal Ministero, obiettivi legati alle specificità del territorio individuati dagli USR e obiettivi specifici sulla scuola che deriveranno dal RAV (il Rapporto di autovalutazione) dell’istituto che il dirigente dovrà guidare. Il RAV è il documento che dal 2015 le scuole compilano per darsi una ‘voto’ sulle cose fatte e fissare le priorità di sviluppo per gli anni successivi.

Un apposito nucleo di esperti compilerà la valutazione dei dirigenti con un esito che potrà andare dal mancato raggiungimento degli obiettivi al completo raggiungimento che corrisponderà ad una valutazione ‘eccellente’. L’esito della valutazione sarà utilizzato per la retribuzione di risultato dei dirigenti. La valutazione si svolgerà con cadenza annuale. In caso di valutazione negativa il dirigente sarà supportato dall’Usr nel miglioramento del proprio lavoro. Sono previsti casi di non rinnovo del contratto presso la scuola affidata al dirigente solo in caso di responsabilità dirigenziali gravi, come già stabilito dal decreto legislativo 165 del 2001.
“La valutazione dei dirigenti ha come obiettivo principale – conclude il Ministro – la loro crescita professionale e, di conseguenza, il miglioramento della comunità scolastica in cui operano. È la prima volta che il nostro Paese affronta concretamente tale percorso che, secondo gli obiettivi di questo Governo, porterà ad una vera attuazione dell’autonomia scolastica, per troppo tempo attesa e mai realizzata fino in fondo”.

Calendario Scolastico 2026/2027

Ordinanza Ministeriale 10 giungo 2026, AOOGABMI 106
Calendario delle festività e degli esami – anno scolastico 2026/2027


Il nuovo anno scolastico 2026-2027 ha inizio l’1 settembre 2026.

Ogni anno il Ministero emana un’ordinanza che contiene le date delle festività nazionali, uguali perle scuole di ogni ordine e grado.

L’ordinanza stabilisce anche la data di svolgimento della prova nazionale inserita nell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo, comprese le sessioni suppletive.
Inoltre l’ordinanza stabilisce la data di inizio degli esami di Stato conclusivi del II ciclo di istruzione.

  • La prima prova scritta dell’esame di maturità è fissata per il 16 giugno 2027 alle ore 8.30. La prova suppletiva si svolgerà il 1° luglio 2027.
  • Per gli studenti delle scuole secondarie di primo grado, l’esame di Stato si svolgerà tra la fine delle lezioni e il 30 giugno 2027, secondo i calendari definiti dalle singole scuole.
  • Anche per gli adulti iscritti ai Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA) sono previste due modalità di svolgimento degli esami: la sessione ordinaria si terrà entro la fine dell’anno scolastico, mentre per chi ha concluso un percorso personalizzato entro il mese di febbraio 2027 è prevista una sessione straordinaria, da svolgersi nel periodo compreso tra il 1° febbraio ed il 15 marzo.

L’ordinanza conferma infine le festività nazionali per il prossimo anno scolastico:

  • tutte le domeniche;
  • il 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia;
  • il 1° novembre, festa di tutti i Santi;
  • l’8 dicembre, Immacolata Concezione;
  • il 25 dicembre, Natale;
  • il 26 dicembre;
  • il 1° gennaio, Capodanno;
  • il 6 gennaio, Epifania;
  • il giorno di lunedì dopo Pasqua;
  • il 25 aprile, Anniversario della Liberazione;
  • il 1° maggio, Festa del Lavoro;
  • il 2 giugno, festa nazionale della Repubblica;
  • la festa del Santo Patrono.

Le Regioni fissano la data di inizio e di fine delle lezioni nonché gli eventuali ulteriori giorni di chiusura delle scuole nel periodo delle festività natalizie e pasquali o in altri periodi. (Calendari regionali)

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 188

188 del 14-08-2026

Rinnovo contratto scuola

Già disponibili nel cedolino di agosto gli incrementi economici derivanti dal rinnovo del Contratto del Comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027. Si tratta in media di 143 euro per i docenti e di 107 euro per gli ATA. Anche gli arretrati saranno pagati entro agosto con una emissione straordinaria pari in media, e al netto della vacanza contrattuale, a 855 euro per i docenti e 633 euro per gli ATA.

“Abbiamo mantenuto l’impegno preso: valorizzare sempre di più chi lavora per il futuro dei nostri giovani. La nostra priorità è quella di continuare a migliorare le condizioni retributive e di welfare di docenti e personale scolastico. Dall’insediamento del Governo a oggi, abbiamo sottoscritto tre Contratti del Comparto Scuola, che portano a incrementi retributivi mensili complessivi di 412 euro per i docenti e 304 euro per gli ATA”. Così il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 187

187 del 13-08-2026

M. Lodoli, Solo un giorno

Marco Lodoli, nel tempo di un giorno

di Antonio Stanca

   È da poco comparso uno degli ultimi lavori di Marco Lodoli, Solo un giorno, edizione Einaudi. Un racconto piuttosto lungo che è entrato a far parte delle tante altre narrazioni, compresi i romanzi, dello scrittore romano. Nato a Roma nel 1956, Lodoli ha esordito alla fine degli anni Settanta prima come autore di poesie, poi come giornalista, saggista e scrittore di romanzi e racconti. Molto avrebbe scritto, Einaudi glielo avrebbe pubblicato, avrebbe pure insegnato Italiano Lodoli e così sarebbe giunto ai nostri giorni quando una particolare evidenza avrebbe assunto la sua narrativa poiché capace di muoversi tra realtà e fantasia, evidenza ed evasione, vita e sogno. In verità è una maniera, una tendenza che si è andata diffondendo negli ultimi tempi e che è diventata propria di alcuni tra i maggiori autori contemporanei. Se non tra questi almeno tra i più prolifici può essere fatto rientrare Lodoli senza misconoscere le alte qualità, i buoni esiti di alcune sue opere. Non gli riesce difficile stare tra i due piani, quello vero e quello inventato, non si vede, non si sente completato se non ci sono entrambi, se la vita che rappresenta non si compone di entrambi, non fa posto al pensiero e all’idea, alla ragione e all’invenzione. Così succede pure in Solo un giorno, il racconto che fa assistere ad una lunga, interminabile serie di situazioni, di vicende vissute, godute, patite, sofferte da due ragazzi romani, il più maturo, Scipione, e la più giovane, Cecilia. Abitano nella stessa zona a Roma, si sono visti a distanza, lei dalla finestra, lui dal motorino. Il giorno del racconto è quello della laurea in Filosofia per Scipione e l’ultimo a scuola per lei, quello della foto di gruppo a fine anno. Capitano vicini, per strada, quella mattina, lui le propone di andare insieme a La Sapienza dove deve laurearsi, lei accetta e non pensa più alla foto con i compagni di scuola. Si sono visti altre volte, si sono pensati ogni tanto, hanno pure pensato di piacersi, di voler stare qualche tempo insieme, di parlarsi e quel che avevano pensato ora sta iniziando. Stanno andando insieme sul motorino, si tengono stretti, stanno parlando di cose loro, stanno andando a La Sapienza, è cominciato il loro viaggio. A casa di Scipione stanno arrivando parenti ed amici che, avvisati dal padre, sono contenti di partecipare alla festa, di vedere Scipione finalmente laureato e probabilmente sistemato dopo che tanti sacrifici avevano sopportato i genitori.  

   Si fermeranno in molti posti Scipione e Cecilia prima di arrivare all’Università. Passeranno per molte strade, per la Roma di molti quartieri che a quell’ora stava ripartendo nei suoi molti modi. Uno di questi era la macelleria di Zio Porco, un usuraio ben conosciuto da Scipione giacché presso di lui aveva contratto i maggiori debiti suo padre. Anche alla macelleria si fermeranno i due ma non per molto ché altri posti li attendono, altre situazioni cercano: liberi, nuovi, contenti si sentono, stare insieme, andare insieme vogliono. E così continueranno anche dopo che, arrivati all’Università, si scoprirà che Scipione non è tra i laureandi di quel giorno poiché non ha sostenuto gli esami richiesti dalla Facoltà di Filosofia, non ha frequentato l’Università ma ha trascorso quegli anni nei posti più diversi della città senza approdare ad alcun risultato. È stato uno sfaccendato, ha mentito in continuazione presso i genitori. Neanche la gravità di questa scoperta servirà, tuttavia, a cambiare quanto di bello, di buono stava avvenendo tra lui e Cecilia. Continueranno a passare, a muoversi tra i tanti posti, le tante strade della Roma di quella giornata. Si sentiranno sempre più vicini, sempre più innamorati, sempre più convinti di dover stare insieme. Torneranno da quell’usuraio che tanto aveva fatto soffrire il padre di Scipione, lo uccideranno per fare giustizia, occulteranno il cadavere, in una chiesa di periferia si faranno sposare da un prete immigrato. Scipione dovrà riconoscere che una bella bambina, Marinella, è figlia di Cecilia, che l’ha avuta qualche anno prima ma niente modificherà quella che era ormai la loro intesa. Staranno insieme a Marinella, sarà la loro famiglia, la loro gioia, quella che li aiuterà a superare i tanti ostacoli, i tanti problemi che sarebbero venuti compreso quello dei genitori di lui quando avrebbero saputo la verità.

   Saranno molti i risvolti che la vita di Scipione e Cecilia assumerà quel giorno, “solo un giorno” li conterrà tutti: li farà vedere studenti isolati, ragazzi innamorati, liberi da obblighi, capaci di punire chi ha fatto del male, di unirsi in matrimonio, di formare una famiglia, di sentirsi vicini, legati a tanti posti, di far parte di quella Roma così vasta, così varia da permettere che tanto, che tutto possa accadere, possa spiegarsi. Anche questo aspetto di una città come Roma potrebbe stare all’inizio di una concezione, di una visione della vita così articolata come quella del Lodoli scrittore.

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 186

186 del 12-08-2026

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 185

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 184

184 del 10-08-2026

Perché serve l’educazione sessuo-affettiva

Se la scuola tace, educano i social: perché serve l’educazione sessuo-affettiva

Dal 7 luglio è in vigore la legge n. 104 del 2026 e ora una raccolta firme chiede un referendum abrogativo. La riflessione di un docente veronese: coinvolgere le famiglie è indispensabile, ma rendere opzionali conoscenze su rispetto, consenso e prevenzione rischia di lasciare soli proprio gli studenti più fragili.

di Mario Borrata

C’è davvero bisogno di un’autorizzazione scritta per parlare a scuola di corpo, relazioni, consenso e sessualità? La domanda non è più teorica. Dal 7 luglio è in vigore la legge 9 giugno 2026, n. 104, sul consenso informato in ambito scolastico; mentre scrivo, è appena partita la raccolta di almeno 500.000 firme per un referendum che ne chiede l’abrogazione integrale. È un confronto che merita serietà, perché riguarda il confine tra il ruolo delle famiglie, l’autonomia della scuola e il diritto dei ragazzi a ricevere informazioni corrette.

La legge prevede che, nelle scuole secondarie, la partecipazione alle attività extracurricolari e a quelle di ampliamento dell’offerta formativa su temi attinenti alla sessualità richieda il consenso preventivo scritto dei genitori, o dello studente se maggiorenne, dopo la visione dei materiali, degli obiettivi e degli eventuali esperti coinvolti. Se l’adesione manca, lo studente non partecipa oppure riceve un’attività alternativa. Per la scuola dell’infanzia e la primaria sono escluse le ulteriori attività didattiche e progettuali su questi temi, ferme restando le Indicazioni nazionali.

Informare le famiglie è giusto. Rendere trasparenti materiali, finalità e competenze degli esperti è doveroso. La scuola non deve agire alle spalle dei genitori e nessuno può pensare di sostituirsi al loro compito educativo. Ma informare non è la stessa cosa che attribuire un potere di esclusione su conoscenze che riguardano salute, sicurezza e dignità. Il punto critico, a mio avviso, è proprio qui: quando la collaborazione diventa autorizzazione, un diritto formativo comune rischia di trasformarsi in un’opportunità facoltativa, diversa da famiglia a famiglia.

L’espressione “temi attinenti all’ambito della sessualità” è ampia, mentre nella vita reale della scuola il confine tra lezione curricolare, laboratorio interdisciplinare e ampliamento dell’offerta formativa non è sempre netto. Il rischio non è soltanto il contenzioso: è che, per prudenza, qualche scuola rinunci in partenza ad affrontare questioni complesse ma necessarie.

Del resto, l’educazione sessuo-affettiva è già dentro i libri che usiamo. È in Freud, nella libido, nelle pulsioni e nel complesso di Edipo; è nella Lisistrata di Aristofane, in Saffo, Catullo e Ovidio. Attraversa Paolo e Francesca, il Decameron, Angelica e Medoro, La Lupa, Il piacere, La coscienza di Zeno, Gli indifferenti, Ragazzi di vita e L’isola di Arturo. Sono opere che parlano di desiderio, gelosia, potere, tradimento, identità, libertà e responsabilità. Non leggerle in questa profondità significherebbe svuotarle della loro umanità.

Lo stesso vale per l’arte: la Nascita di Venere, il David e il Giudizio Universale, Apollo e Dafne, Amore e Psiche, Paolina Borghese o Il bacio di Klimt non sono immagini da coprire, ma occasioni per comprendere il corpo, il mito, il desiderio e perfino la sopraffazione. Vale per la storia, quando si studiano la condizione femminile, il patriarcato, gli stupri di guerra, le persecuzioni e le discriminazioni. Vale per le scienze, quando si parla di pubertà, apparato riproduttivo, gravidanza, prevenzione e infezioni sessualmente trasmissibili. La cultura non è asessuata e la scuola non può trattarla come un campo minato.

Nel dibattito pubblico sono state evocate anche drag queen e attori pornografici nelle aule. Ma non risultano progetti nazionali, linee ministeriali o una pratica diffusa che affidino l’educazione sessuo-affettiva alle drag queen. È legittimo pretendere che ogni soggetto esterno abbia competenze adeguate, obiettivi chiari e materiali trasparenti; peraltro la legge prevede già la deliberazione del collegio dei docenti e l’approvazione del consiglio d’istituto. Ma una politica educativa non dovrebbe essere costruita attorno a immagini estreme usate come se descrivessero la normalità.

Che cosa dovrebbe essere, allora, l’educazione sessuo-affettiva? Non una lezione su come vivere la propria intimità e non un invito ad anticipare esperienze. L’Organizzazione mondiale della sanità la definisce un percorso graduale, adeguato all’età e fondato su informazioni scientifiche. Significa imparare a riconoscere i confini del proprio corpo, comprendere che un “no” va rispettato, distinguere l’affetto dal possesso, gestire un rifiuto senza trasformarlo in rabbia, chiedere aiuto davanti a un abuso e sapere che condividere l’immagine intima di un’altra persona senza consenso è una forma di violenza, non uno scherzo da chat.

Serve a riconoscere il controllo travestito da gelosia, la pressione del gruppo, il ricatto emotivo, lo stalking e la violenza digitale. Serve a chi vive conflitti o silenzi in famiglia e non sa a quale adulto affidarsi; a chi subisce bullismo per il proprio corpo o per il modo in cui viene percepito; a chi cerca risposte sulla pubertà e finisce per riceverle dalla pornografia, dagli algoritmi o da coetanei altrettanto disorientati. Serve anche a prevenire comportamenti sessuali a rischio, gravidanze indesiderate e infezioni, senza confondere la prevenzione con l’incoraggiamento. Le evidenze richiamate da OMS e UNESCO mostrano infatti che programmi di qualità non anticipano l’attività sessuale e possono ridurre i comportamenti a rischio.

Non sarebbe serio sostenere che qualche ora a scuola possa, da sola, fermare la violenza contro le donne o guarire ogni ferita affettiva. La prevenzione non è una formula magica: è un lavoro lungo che coinvolge famiglie, scuola, servizi, cultura e responsabilità individuale. Ma imparare presto che l’amore non giustifica il controllo, che la paura non è una prova d’affetto e che il consenso può essere ritirato è una parte concreta di quel lavoro. Togliere questi strumenti non rende i ragazzi più innocenti; li rende soltanto più soli davanti a problemi che esistono già.

C’è poi una questione di uguaglianza. Non tutti i genitori hanno le stesse conoscenze, lo stesso tempo o la stessa serenità per affrontare questi temi. Non ogni mancato consenso nasconde un disagio, naturalmente; ma un sistema basato sull’esclusione non può sapere se sta lasciando fuori proprio il ragazzo che avrebbe più bisogno di incontrare un adulto competente. La scuola non deve prendere il posto della famiglia: deve garantire che il silenzio di una famiglia non diventi il destino educativo di un figlio.

Avrei preferito una scelta diversa: linee guida nazionali chiare, contenuti differenziati per età, docenti formati, collaborazione con psicologi, consultori e professionisti qualificati, materiali accessibili alle famiglie, monitoraggio e risorse dedicate. La legge, invece, introduce nuovi passaggi, attività alternative e verifiche, ma si chiude con una clausola di invarianza finanziaria. Chiede quindi alle scuole più organizzazione senza attribuire nuovi fondi. Anche questo rischia di trasformare un tema educativo in un adempimento burocratico.

Per queste ragioni considero la raccolta firme per il referendum una legittima occasione democratica per riaprire il confronto. Il quesito chiede di abrogare interamente la legge n. 104 del 2026. Sostenerlo non significa essere contro le famiglie: significa chiedere un equilibrio diverso, fondato su informazione preventiva, competenza e trasparenza, ma senza trasformare la formazione su salute, rispetto e sicurezza in un percorso a cui ciascuno accede solo se arriva una firma.

Da docente penso che la scuola non debba dire ai ragazzi chi amare o come vivere la propria identità. Deve però insegnare che nessuno può possedere il corpo, la voce o la libertà di un’altra persona. Educare non è indottrinare e tacere non è neutralità. Se la scuola arretra, il vuoto viene riempito dai social, dalla pornografia, dagli stereotipi e dalla violenza del gruppo. E questi cattivi maestri, a differenza della scuola, non mostrano prima i loro materiali e non chiedono il consenso a nessuno.

Angoli che funzionano

Angoli che funzionano

Progettare i centri di interesse nella sezione e nella classe

 di Bruno Lorenzo Castrovinci

Una cucina giocattolo collocata contro una parete, alcuni libri sistemati su un tappeto e una scatola di costruzioni non formano automaticamente centri di interesse. Possono rimanere elementi decorativi, utilizzati nei momenti liberi o mostrati alle famiglie come segni di una didattica attenta, senza incidere realmente sul modo in cui i bambini esplorano, collaborano e costruiscono conoscenze.

Un angolo funziona quando rende possibile un’attività riconoscibile, mette a disposizione materiali coerenti, suggerisce azioni senza determinarle completamente e permette ai bambini di orientarsi con una progressiva autonomia. Lo spazio, in questo senso, non è il contenitore neutrale nel quale avviene la didattica, ma una componente del progetto educativo, perché distribuisce possibilità, regola gli incontri e comunica ciò che la scuola considera importante.

Una stanza dominata da file di banchi rivolti verso la cattedra racconta una diversa idea di apprendimento rispetto a un ambiente articolato in luoghi nei quali leggere, costruire, osservare, rappresentare e conversare. Nessuna disposizione è pedagogicamente neutra, poiché ogni scelta spaziale autorizza alcuni comportamenti e ne rende più difficili altri.

Dall’angolo al centro di interesse

La parola angolo può far pensare a una porzione residuale dell’aula, ricavata dove rimane spazio dopo avere collocato gli arredi principali. Il centro di interesse nasce, invece, da una scelta intenzionale, attraverso la quale una parte dell’ambiente viene organizzata intorno a un campo di esperienza, a un linguaggio o a una forma di ricerca.

Può esistere un centro dedicato alla lettura, alla costruzione, al gioco simbolico, alla luce, alla natura, alla scrittura, alla misura o ai materiali non strutturati, purché ciascuno possieda una propria identità e non diventi un deposito di oggetti eterogenei.

Il bambino deve poter comprendere che cosa sia possibile fare in quel luogo, quali materiali siano disponibili e come possano essere utilizzati, senza avere bisogno di chiedere continuamente il permesso o l’intervento dell’adulto. Questa leggibilità non richiede cartelli complessi, ma ordine, accessibilità, coerenza e una disposizione che renda visibili le possibilità d’azione.

Progettare un centro di interesse significa, dunque, chiedersi non soltanto che cosa collocare, ma quali comportamenti, domande e relazioni si desideri rendere possibili.

Non basta moltiplicare gli angoli

La presenza di numerosi centri può produrre un ambiente frammentato e sovraccarico, nel quale i bambini passano rapidamente da un’attività all’altra senza riuscire a concentrarsi. La quantità non garantisce ricchezza, soprattutto quando ogni spazio contiene troppi materiali, colori, scritte e stimoli in competizione.

Un centro efficace non deve mostrare tutto ciò che la scuola possiede. Può contenere pochi oggetti selezionati, presentati con cura e sostituiti periodicamente sulla base degli interessi emersi, dei progetti in corso e delle osservazioni compiute dagli insegnanti.

La rotazione dei materiali permette di rinnovare la curiosità senza trasformare l’aula in un magazzino permanente. Consente, inoltre, ai bambini di vedere meglio ciò che hanno a disposizione e di attribuire maggiore valore agli oggetti, imparando a utilizzarli, conservarli e ricollocarli.

La semplicità non coincide con la povertà, perché un ambiente sobrio può offrire esperienze molto più profonde di uno spazio saturo nel quale l’attenzione viene continuamente dispersa.

Il centro nasce dall’osservazione

I centri di interesse non dovrebbero essere definiti una volta per tutte all’inizio dell’anno, sulla base di un modello astratto di sezione o di classe. La loro progettazione deve partire dall’osservazione dei bambini, delle domande che pongono, dei materiali verso cui ritornano e delle difficoltà che incontrano.

Se un gruppo costruisce continuamente rifugi sotto i tavoli, l’insegnante può interrogarsi sul bisogno di creare uno spazio raccolto, nel quale leggere, conversare o semplicemente trovare una temporanea distanza dal gruppo. Se i bambini raccolgono foglie, pietre e semi durante le uscite, può nascere un centro di osservazione naturale dotato di contenitori, lenti, fogli e strumenti per classificare.

L’interesse infantile non deve però diventare l’unico criterio, perché il compito educativo consiste anche nell’aprire possibilità che i bambini non potrebbero immaginare autonomamente. L’insegnante osserva ciò che emerge e, nello stesso tempo, introduce materiali, domande e linguaggi capaci di ampliare l’esperienza.

Il centro funziona quando nasce dall’incontro tra la curiosità dei bambini e l’intenzionalità professionale dell’adulto.

Materiali che non dicono già tutto

Un giocattolo fortemente strutturato indica spesso un numero limitato di azioni, mentre un insieme di stoffe, tubi, scatole, tappi, corde e piccoli elementi può assumere significati differenti secondo il progetto del bambino. I materiali aperti non possiedono una funzione unica, ma invitano a combinare, trasformare e attribuire nuovi usi.

Questa apertura sostiene l’immaginazione e permette allo stesso centro di accogliere livelli di competenza differenti. Una scatola può diventare una casa, un veicolo, un contenitore o una parte di una costruzione, senza che il bambino debba adeguarsi a un risultato stabilito dall’adulto.

Ciò non significa che tutti i materiali debbano essere poveri o non strutturati. Anche libri, strumenti scientifici, alfabeti mobili, bilance, mappe e oggetti tecnici possiedono una funzione importante, purché vengano presentati dentro situazioni nelle quali il bambino possa realmente utilizzarli.

La qualità dipende dalla relazione tra materiali e possibilità cognitive, non dal loro costo né dalla loro novità.

Confini che proteggono il gioco

Un centro di interesse ha bisogno di confini riconoscibili, perché la delimitazione aiuta a comprendere dove inizi una particolare attività, quanti bambini possa accogliere e quali materiali le appartengano. Un tappeto, una scaffalatura bassa o una diversa disposizione degli arredi possono costruire questa separazione senza creare spazi rigidi e chiusi.

Il confine non serve a isolare, ma a proteggere la concentrazione. Un bambino che ascolta una storia o costruisce una struttura complessa ha bisogno di non essere continuamente attraversato da chi si sposta nell’aula.

Anche l’acustica conta, perché collocare il centro della lettura accanto a quello del gioco simbolico può rendere difficile entrambe le attività. La disposizione deve considerare rumore, luce, percorsi di passaggio, possibilità di supervisione e necessità di movimento.

Progettare lo spazio significa anticipare le interferenze e comprendere che molti comportamenti attribuiti alla disattenzione dipendono, in realtà, da ambienti che chiedono ai bambini uno sforzo eccessivo per rimanere concentrati.

Le regole incorporate nell’ambiente

Quando ogni materiale possiede un posto riconoscibile, i contenitori sono accessibili e il numero degli strumenti corrisponde alla capienza del centro, molte regole non devono essere continuamente ripetute. L’ambiente comunica come agire e sostiene l’autoregolazione.

Le fotografie sugli scaffali, i simboli e le sagome degli oggetti possono aiutare i più piccoli a riordinare senza dipendere dall’adulto, mentre il numero dei posti disponibili può essere reso visibile attraverso cuscini, sedute o contrassegni.

Questo non elimina la necessità di costruire insieme norme di utilizzo, ma impedisce che la gestione dipenda soltanto da richiami verbali. Una regola diventa più comprensibile quando trova una corrispondenza concreta nello spazio.

Se il centro può accogliere quattro bambini, la struttura dovrebbe renderlo evidente; se un materiale richiede cura, deve esistere un modo semplice per conservarlo. L’ambiente ben progettato non controlla i bambini, ma riduce le occasioni nelle quali il controllo adulto diventa necessario.

L’autonomia non nasce dall’assenza dell’adulto

Nei centri di interesse i bambini possono scegliere attività, materiali e compagni, ma questa libertà non coincide con l’abbandono. L’adulto prepara l’ambiente, osserva, documenta, interviene con domande e modifica le condizioni quando un centro non produce le esperienze attese.

Alcuni bambini entrano immediatamente nel gioco, mentre altri rimangono ai margini, ripetono azioni molto semplici o attendono che qualcuno dica loro che cosa fare. La mediazione deve allora offrire un accesso, mostrando una possibilità senza trasformarla in un’unica procedura.

L’insegnante può iniziare una costruzione, introdurre un oggetto inatteso, raccontare ciò che sta osservando o invitare due bambini a confrontare le proprie strategie, ritirandosi quando l’attività comincia a sostenersi autonomamente.

L’autonomia non è il punto di partenza, ma il risultato di un ambiente leggibile e di una presenza adulta capace di accompagnare senza occupare interamente la scena.

Il rischio delle attività mascherate

Un centro perde la propria natura quando diventa soltanto il luogo nel quale eseguire una consegna predisposta. Se tutti devono recarsi nell’angolo scientifico per completare la stessa scheda o in quello artistico per riprodurre il medesimo modello, lo spazio cambia, ma la logica rimane frontale.

I centri dovrebbero offrire compiti aperti, possibilità di scelta e tempi sufficienti per approfondire. Questo non impedisce di proporre obiettivi precisi, ma richiede di distinguere tra ciò che tutti devono apprendere e le modalità attraverso cui possono arrivarvi.

Nella primaria, per esempio, un centro linguistico può contenere parole mobili, immagini, libri, cartoncini e strumenti per comporre messaggi, consentendo attività differenti secondo il livello raggiunto. Un centro matematico può proporre materiali per contare, misurare, ordinare e rappresentare, senza coincidere con una serie di esercizi identici.

La differenziazione diventa così parte dell’ambiente e non intervento straordinario destinato soltanto a chi incontra difficoltà.

Dalla sezione alla classe primaria

Nella scuola dell’infanzia l’organizzazione per angoli è maggiormente riconosciuta, mentre nella primaria tende spesso a scomparire quando compaiono i banchi individuali, i quaderni e la scansione disciplinare. Questo passaggio comunica implicitamente che l’apprendimento maturo debba avvenire soprattutto seduti, attraverso attività uguali e simultanee.

I centri di interesse possono, invece, continuare a svolgere una funzione importante, adattandosi alle finalità della primaria. Possono sostenere la lettura autonoma, la scrittura, la ricerca scientifica, la manipolazione matematica, la costruzione e il recupero, offrendo agli alunni occasioni per utilizzare le conoscenze dentro contesti differenti.

Non è necessario trasformare completamente l’aula, soprattutto quando gli spazi sono limitati. Alcuni centri possono essere mobili, organizzati in carrelli, ceste o materiali da aprire in momenti stabiliti, purché mantengano una propria coerenza e non vengano ridotti a riempitivi per chi termina prima.

Il centro non appartiene a un’età, ma a un’idea di apprendimento nella quale il bambino possa agire, scegliere e tornare più volte sullo stesso problema.

Il tempo per approfondire

Un centro di interesse non funziona se viene utilizzato per pochi minuti, interrotto proprio quando l’attività sta diventando complessa. I bambini hanno bisogno di tempo per orientarsi, scegliere, entrare nel gioco, incontrare un problema e modificare ciò che stanno facendo.

La scansione eccessivamente frammentata impedisce la profondità e favorisce un uso superficiale dei materiali. Anche il riordino deve essere considerato parte dell’esperienza, non un’interruzione improvvisa comandata dall’adulto quando il tempo è ormai terminato.

Può essere utile documentare le costruzioni non concluse, conservare alcuni lavori o predisporre spazi nei quali il progetto possa continuare il giorno successivo. Sapere che ogni cosa verrà immediatamente smontata riduce l’investimento e spinge verso attività brevi.

La continuità restituisce valore al pensiero infantile, mostrando che una ricerca può durare e meritare di essere ripresa.

Valutare ciò che accade negli angoli

Nei centri l’insegnante può osservare competenze che difficilmente emergono nelle attività collettive, perché vede come un bambino sceglie, persevera, chiede aiuto, collabora e utilizza materiali senza seguire una procedura interamente guidata.

L’osservazione non deve trasformare ogni gesto in una voce da registrare, ma può aiutare a comprendere gli interessi, le strategie e le difficoltà. Fotografie, brevi annotazioni e raccolte di produzioni permettono di ricostruire l’evoluzione senza interrompere continuamente l’attività.

La valutazione riguarda anche lo spazio stesso. Se un centro rimane sempre vuoto, genera conflitti o produce azioni ripetitive, non è sufficiente attribuire la responsabilità ai bambini, perché occorre chiedersi se sia leggibile, accessibile e realmente interessante.

Progettare significa accettare di modificare. Un ambiente educativo non è concluso quando gli arredi sono stati collocati, ma continua a cambiare sulla base di ciò che l’osservazione restituisce.

Angoli belli o angoli vivi

La diffusione di immagini di ambienti scolastici perfettamente ordinati può spingere a progettare spazi esteticamente coerenti, nei quali ogni oggetto risponde a una palette e ogni materiale appare disposto con precisione. La cura estetica possiede valore, ma non può diventare più importante dell’uso.

Un centro autenticamente vissuto porta i segni dell’attività, contiene materiali spostati, costruzioni provvisorie, domande e tracce dei percorsi compiuti. Non deve essere disordinato, ma neppure assomigliare a una vetrina che i bambini temono di modificare.

La bellezza educativa nasce dall’incontro tra ordine e possibilità, perché l’ambiente deve essere abbastanza curato da comunicare valore e abbastanza flessibile da poter essere trasformato.

Un angolo che rimane sempre perfetto probabilmente non sta funzionando, mentre uno spazio continuamente caotico richiede una progettazione più chiara. Tra immobilità e confusione esiste il movimento ordinato di un luogo realmente abitato.

Lo spazio che rende visibile un’idea di bambino

Progettare centri di interesse significa dichiarare che il bambino non è soltanto destinatario di attività, ma soggetto capace di scegliere, esplorare e costruire relazioni con materiali, compagni e conoscenze.

L’ambiente deve sostenere questa immagine senza idealizzarla, perché i bambini hanno bisogno di libertà ma anche di limiti, di possibilità aperte ma anche di riferimenti, di autonomia ma anche di una presenza adulta competente.

Gli angoli funzionano quando non vengono aggiunti alla didattica, ma ne diventano parte strutturale, collegando spazio, tempo, materiali e intenzioni educative. Funzionano quando la lettura non viene confinata in un tappeto decorativo, la scienza non si riduce a pochi strumenti esposti e il gioco simbolico non viene tollerato soltanto dopo avere completato il lavoro vero.

Un centro di interesse è riuscito quando invita ad agire senza ordinare ogni gesto, accoglie differenze senza separare e rende possibile una concentrazione che non nasce dall’immobilità.

La domanda decisiva non riguarda quanti angoli siano presenti nell’aula, ma quale idea di apprendimento essi riescano a sostenere. Quando lo spazio è progettato con attenzione, non si limita a contenere la vita della classe, ma contribuisce silenziosamente a orientarla.

Gazzetta ufficiale – Serie Generale n. 183

183 del 08-08-2026

Decreto PA 2026 e scuola

Decreto PA 2026 e scuola: quattro novità tra riforme strutturali e possibili profili di illegittimità

Avv. Gianfranco Nunziata (Foro di Salerno)

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 4 agosto 2026 un nuovo decreto-legge sulla pubblica amministrazione — già ribattezzato “decreto PA 2026” — che introduce misure urgenti destinate a incidere, in modo significativo, su quattro distinti ambiti del sistema scolastico nazionale: il reclutamento dei docenti e la gestione delle graduatorie, il regime delle scuole paritarie, la continuità dei servizi educativi comunali per l’infanzia e, infine, la videosorveglianza negli asili nido. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è soggetto a conversione parlamentare entro sessanta giorni, con possibilità di emendamenti.

Di seguito, una lettura ragionata delle singole misure, dei loro effetti pratici e dei profili di possibile frizione con i principi costituzionali e con il diritto dell’Unione europea.

1. Reclutamento docenti: la fine della cancellazione automatica dalle graduatorie dei concorsi ordinari

La modifica più dibattuta sul piano giuridico riguarda l’art. 13, comma 5, del d.lgs. 13 aprile 2017, n. 59. Il testo del decreto PA 2026 sostituisce il primo periodo di tale disposizione nei seguenti termini:

«In caso di superamento del test finale e di valutazione finale positiva, il docente è cancellato dalle graduatorie concorsuali, ad esaurimento e di istituto, nelle quali sia iscritto ed è confermato in ruolo presso la stessa istituzione scolastica ove ha svolto il periodo di prova. La cancellazione di cui al primo periodo non si applica alle graduatorie dei concorsi ordinari.»

In sostanza, la disciplina previgente prevedeva che il superamento dell’anno di formazione e prova e la conseguente conferma in ruolo comportassero la cancellazione automatica del docente da tutte le graduatorie in cui risultava iscritto — comprese le graduatorie di merito relative ad altri concorsi ordinari già superati. Come riportato dalla fonte di sintesi, questa previsione era considerata penalizzante in quanto poteva determinare la perdita di un diritto acquisito in una procedura concorsuale anche laddove la graduatoria non fosse ancora arrivata alla posizione del candidato.

La nuova norma elimina questo automatismo esclusivamente per le graduatorie dei concorsi ordinari: il docente immesso in ruolo potrà quindi continuare a figurare in tali graduatorie e valutare la successiva nomina quando verrà chiamato. Rimane invece immutata la cancellazione dalle graduatorie ad esaurimento e di istituto.

La decorrenza della norma è fissata dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, senza effetto retroattivo.

Profili di legittimità costituzionale e conformità al diritto UE

La misura, pur presentata come correzione di un’incoerenza sistematica, solleva questioni non banali sul piano dei principi costituzionali e del diritto amministrativo.

In primo luogo, occorre interrogarsi sulla compatibilità con gli artt. 3 e 97 della Costituzione — che tutelano, rispettivamente, il principio di uguaglianza e quello di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione — nella misura in cui la coesistenza di docenti di ruolo all’interno di graduatorie concorsuali aperte potrebbe alterare gli equilibri delle procedure selettive. Il pubblico concorso, come affermato dalla costante giurisprudenza costituzionale, costituisce «lo strumento di selezione del personale, in linea di principio, più idoneo a garantire l’imparzialità e l’efficienza della P.A.» . La permanenza di docenti già stabilizzati nelle graduatorie di merito potrebbe complicare la valutazione comparativa tra candidati in situazioni professionali non omogenee.

In secondo luogo, la Corte Costituzionale ha già chiarito che restrizioni alla platea dei partecipanti alle procedure concorsuali possono risultare irragionevoli se non sorrette da una finalità proporzionata e coerente . Il ragionamento è simmetrico: un ampliamento artificioso della platea degli “idonei” — in questo caso, mantenendovi docenti già titolari di un posto di ruolo — deve parimenti superare il vaglio di non manifesta irragionevolezza.

Sul versante del diritto dell’Unione, la direttiva 1999/70/CE e il connesso Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato tutelano il principio di non discriminazione tra lavoratori a termine e a tempo indeterminato, ma non impongono allo Stato di mantenere i secondi nelle graduatorie aperte a entrambe le categorie. Non sembra dunque emergere, su questo specifico punto, una diretta violazione del diritto UE; tuttavia, la compatibilità con i principi di trasparenza e parità di trattamento nelle procedure di selezione del personale pubblico, quali declinati dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia, merita un approfondimento in sede parlamentare.

2. Scuole paritarie: proroga fino all’anno scolastico 2027/2028

Il decreto interviene sull’art. 1, comma 4-ter, della legge 10 marzo 2000, n. 62, sostituendo il riferimento temporale attuale — «per gli anni scolastici 2023/2024, 2024/2025 e 2025/2026» — con la formula «fino all’anno scolastico 2027/2028».

«All’articolo 1, comma 4-ter, primo periodo, della legge 10 marzo 2000, n. 62, le parole: «per gli anni scolastici 2023/2024, 2024/2025 e 2025/2026» sono sostituite dalle seguenti: «fino all’anno scolastico 2027/2028».» 

La proroga estende dunque di un ulteriore anno scolastico la vigenza di una disciplina già in essere, senza introdurre modifiche sostanziali ai requisiti o ai meccanismi di accesso ai contributi. Degno di nota è il fatto che nella bozza approvata dal CdM non risultano presenti — contrariamente ad alcune ipotesi preliminari circolate — disposizioni sulla regolarizzazione del personale non abilitato nelle scuole paritarie.

Profili di legittimità

L’utilizzo reiterato di proroghe legislative a tutela di istituti concepiti come transitori può essere valutato, in linea di principio, come una progressiva “stabilizzazione indiretta” di regimi derogatori, con possibile tensione rispetto al principio di legalità della spesa pubblica e alla riserva di legge in materia di finanziamento del sistema scolastico. La Corte Costituzionale ha già dichiarato l’illegittimità costituzionale di disposizioni statali che destinavano risorse alle scuole paritarie senza il necessario raccordo con la Conferenza Stato-Regioni e senza rispettare le competenze regionali in materia di istruzione . Ogni proroga dovrebbe pertanto essere valutata alla luce di tale perimetro.

3. Nidi e servizi educativi comunali: proroga organici e aggiornamento contrattuale

L’art. 5 del decreto PA 2026 modifica l’art. 15-bis del d.l. 2 marzo 2024, n. 19, su tre distinti aspetti:

  • Estensione temporale: le misure per garantire la continuità dei servizi educativi e scolastici comunali dell’infanzia vengono prorogate fino all’anno scolastico 2027/2028 (in luogo del precedente termine fissato all’anno 2026/2027);
  • Aggiornamento contrattuale: il riferimento al CCNL del comparto Funzioni locali viene aggiornato dal triennio 2019-2021 al triennio 2022-2024;
  • Differimento del termine di spesa: il limite del 31 dicembre 2027 viene prorogato al 31 dicembre 2028.

Vale ricordare che la disciplina originaria dell’art. 15-bis prevedeva già la possibilità, in deroga al possesso del titolo di studio previsto dal CCNL, di utilizzare le graduatorie comunali vigenti per l’immissione in servizio del personale scolastico, educativo e ausiliario a tempo determinato e indeterminato . Con la nuova modifica, tale regime derogatorio viene ulteriormente prorogato.

Profili di legittimità

Il ricorso alla deroga ai requisiti di titolo di studio previsti dalla contrattazione collettiva, se originariamente giustificato dall’urgenza, rischia di perdere il proprio carattere eccezionale con il ripetersi delle proroghe. Occorre verificare la compatibilità di tale meccanismo con il principio di uguaglianza sostanziale (art. 3 Cost.) rispetto ai soggetti che, non essendo già iscritti alle graduatorie comunali, non possono beneficiare della deroga — come espressamente chiarito dalla stessa norma originaria, che la limita «esclusivamente ai soggetti già iscritti nelle suddette graduatorie» . Sul piano europeo, le risorse afferenti ai servizi educativi per l’infanzia sono strettamente collegate al raggiungimento del livello essenziale della prestazione (LEP) fissato al 33% della popolazione nella fascia 3-36 mesi entro il 2027 : una proroga delle deroghe agli organici deve raccordarsi con gli obiettivi di servizio annuali stabiliti dal legislatore e vigilati dalla Corte Costituzionale stessa .

4. Videosorveglianza negli asili nido: ampliamento della destinazione delle risorse già assegnate

L’ultima misura scolastica riguarda la modifica dell’art. 5-septies del d.l. 18 aprile 2019, n. 32, con l’inserimento della possibilità di utilizzare le risorse già assegnate alle strutture anche per l’installazione di sistemi di videosorveglianza a tutela del patrimonio: «Le risorse assegnate possono essere utilizzate anche per l’installazione, secondo la disciplina statale vigente in materia, di sistemi di videosorveglianza a tutela del patrimonio delle medesime strutture.» 

Nessun nuovo stanziamento è previsto: si amplia la finalità d’uso di fondi già disponibili, con un richiamo alla «disciplina statale vigente in materia» come vincolo di legittimità dell’utilizzo.

Profili di legittimità e conformità al GDPR

Questo è, forse, il profilo più delicato sul piano del diritto europeo. La videosorveglianza in strutture frequentate da minori — si tratta di asili nido — richiede una valutazione particolarmente rigorosa alla luce del Regolamento UE 2016/679 (GDPR). I principi di minimizzazione dei dati, limitazione delle finalità, proporzionalità del trattamento e tutela rafforzata dei dati di soggetti vulnerabili — in primo luogo i minori — impongono standard elevati che un semplice rinvio alla «disciplina statale vigente» potrebbe non essere sufficiente a garantire.

In particolare, si pone la questione della base giuridica del trattamento, dell’obbligo di informativa nei confronti delle famiglie, della durata della conservazione delle immagini e delle misure di sicurezza tecnico-organizzative. L’assenza di nuovi stanziamenti dedicati solleva inoltre un dubbio interpretativo: l’impiego di risorse già vincolate a finalità diverse (tipicamente, manutenzione e potenziamento delle strutture) per l’installazione di sistemi di sorveglianza potrebbe configurare un utilizzo difforme rispetto al vincolo di destinazione originario dei fondi, con possibile rilievo della Corte dei Conti sul piano del controllo di regolarità della spesa. È altresì necessario che, prima dell’installazione, le singole strutture procedano a una Valutazione di Impatto sulla Protezione dei Dati (DPIA), ai sensi dell’art. 35 GDPR, trattandosi di trattamento sistematico che riguarda categorie di soggetti vulnerabili.

In sintesi: un decreto che riforma, ma con cautele giuridiche aperte

Il decreto PA 2026 interviene su snodi nevralgici del sistema scolastico con misure che rispondono a esigenze concrete e — in alcuni casi — a lunghe attese del personale e dei sindacati. La modifica sulle graduatorie dei docenti vincitori di più concorsi è accolta positivamente dalle organizzazioni di categoria; le proroghe sui nidi comunali e sulle paritarie garantiscono continuità a servizi essenziali; la videosorveglianza risponde a esigenze di sicurezza del patrimonio pubblico.

Tuttavia, quattro aree di attenzione giuridica emergono con nitidezza e meritano esame approfondito in sede parlamentare di conversione:

  1. Imparzialità e trasparenza dei concorsi pubblici (artt. 3 e 97 Cost.) rispetto al mantenimento dei docenti di ruolo nelle graduatorie di merito;
  2. Proporzionalità e legalità delle deroghe ai requisiti del personale nei servizi comunali per l’infanzia, a rischio di trasformare il “temporaneo” in “strutturale”;
  3. Compatibilità delle proroghe alle scuole paritarie con le competenze regionali e con i principi della Corte Costituzionale sul finanziamento del sistema paritario;
  4. Conformità al GDPR dell’uso delle risorse per la videosorveglianza negli asili nido, con necessità di procedura di DPIA e di adeguate garanzie per i minori.

L’iter parlamentare costituirà la sede naturale per colmare queste lacune e rafforzare, ove necessario, le garanzie di legittimità del provvedimento.