Antiche leggende Celtiche, a cura di M. Gardini

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Dio e l’uomo nella leggenda

di Antonio Stanca

Ad aprile dell’anno scorso presso le Edizioni del Balbo, Verona, è comparso il volume intitolato Antiche leggende Celtiche e curato da Mario Gardini. Le illustrazioni sono di Francesca Mazzini.
Il Gardini è nato a Milano nel 1961 e a Milano vive. E’ copywriter pubblicitario, insegnante e scrittore. Disegna fumetti e dal 2003 scrive anche canzoni per lo “Zecchino d’oro”. Nella sua scrittura mostra di risentire di elementi, aspetti che provengono dalla mitologia. Suoi interessi specifici sono, infatti, le leggende del Nord Europa, quelle legate alla mitologia celtica e alle tradizioni popolari irlandesi. L’Irlanda, appunto, la sua preistoria, le sue leggende sono l’argomento di questo libro. E come nelle leggende i personaggi, gli ambienti, gli avvenimenti stanno tra l’umano e il divino, tra la terra e il cielo, le finalità perseguite sono quelle del bene, del bello, del giusto ai quali si tende a costo di grandi sacrifici, di gravi sofferenze. Presente è, inoltre, in ogni leggenda quello scontro tra bene e male che finisce sempre con la vittoria del bene.

Re potentissimi, cavalieri invincibili, dame bellissime, palazzi sontuosi, boschi verdissimi, acque limpidissime, divinità propizie, eventi clamorosi, amori senza fine, meraviglie, incantesimi, magie popolano le leggende irlandesi soprattutto quelle più antiche quando appena si distingueva tra l’uomo e Dio poiché entrambi rientravano nella dimensione eroica che era della vita di allora. Col tempo succederà che l’armonia derivata sulla terra irlandese da quell’unione subisca dei danni, si riduca: l’uomo si allontanerà da Dio a causa di quanto di materiale, di venale i tempi inseriranno tra loro.

Ma prima di arrivare a questi tempi dovranno passare secoli, millenni durante i quali nella vita, nel mondo a superare il male, a sconfiggerlo sempre e ovunque sarà il bene, a valere sarà la comunicazione, lo scambio, il patto che l’uomo ha fatto con Dio, con le forme che questi assume per farsi vedere da lui, per parlare con lui, per mettersi alla sua portata, per stare con lui. Anche nel periodo buono c’erano stati gli spiriti del male, gli uomini cattivi, gli animali mostruosi, gli dei contrari ma erano stati superati dalla forza, dalla sicurezza del bene, del bello, del giusto sempre combinate con il sostegno, la partecipazione del sacro, del santo, del divino.

Da qui il valore morale di queste leggende, la loro funzione esemplare. Come quelle di Biancaneve, Pinocchio, Cenerentola, mostrano la via del bene, insegnano come trovarla, come perseguirla. E come quelle non valgono solo per i più giovani ma anche per gli adulti dal momento che tutti sono esposti agli assalti, ai pericoli del male.

Tutte le aree della terra, tutti i popoli del mondo hanno avuto le loro leggende e in tutte queste, a qualunque terra o popolo siano appartenute, si è ripetuto il motivo della lotta tra bene e male e della vittoria del bene. Erano le prime cose che l’uomo aveva cominciato a sentire, a sapere, delle quali aveva cominciato a parlare, non le aveva viste, gli erano giunte da lontano, lontanissimo passando attraverso generazioni e generazioni. Erano diventate leggende.

Non si è sicuri come abbiano avuto origine, sembrano un prodotto del Tempo, sembrano essersi formate da sole. Ogni luogo ha avuto le sue perché ovunque l’uomo è vissuto a lungo con Dio, insieme a lui, ovunque ha avuto bisogno di bene, d’imparare il bene, di fare il bene. Poi ha parlato di questo, poi ne ha scritto perché importante gli è sembrato che non andasse perduto, che valesse anche per gli altri.

E’ assurdo, conclude Gardini, ma il messaggio d’amore che da quelle leggende proviene può rappresentare un modo per salvare il mondo d’oggi devastato da ogni male.