Attacchi di panico

Attacchi di panico

Disabilità all’autostima e alla richiesta di aiuto

di Adriana Rumbolo

Dalla cronaca nera spesso raccontano che un soggetto, che compie un omicidio in particolare un infanticidio ,ha sofferto per anni di attacchi di panico con conseguenti ricoveri ospedalieri ai quali non era stata data particolare importanza.
Ormai gira voce anche fra gli adolescenti , anche a scuola mi è capitato, che l’attacco di panico che si presenta improvvisamente, angosciosamente presagendo una morte imminente possa essere sconfitto da 15 miracolose goccine.
I genitori di un soggetto giovane che accusa questa sindrome ringraziano il medico che ha prescritto le goccine miracolose e tutto finisce così.
Penso anch’io che all’insorgere di un tale disturbo vada subito offerto al soggetto un rimedio che gli dia la sicurezza di poterlo controllare.
Ma dopo…è necessario che il soggetto inizi un percorso a volte lungo per comprendere quali cause sono all’origine lontana a volta lontanissima dell’attacco. Un bambino da quando nasce, continua dopo il suo soggiorno uterino a guardare ,a sentire ,a condividere con tutto l’ambiente circostante che diventa sempre più ampio.
Prima andrà a gattoni ,poi in posizione eretta si avvierà traballante ma determinato verso gli spazi aperti , inseguito dai genitori per i pericoli che potrebbe incontrare. Il fascino di uno spazio infinito che offre continue nuove conoscenze lo affascina. Qualche volta un volto nuovo, un animale, un suono improvviso e mentre lo stupore lo sollecita nelle prime relazioni sente la presenza di tutto il suo corpo dove scorrono le sue emozioni e il grande benessere lo nutre di fiducia nelle sue potenzialità
Quindi un bambino sano è stato programmato per esplorare ,conoscere ogni giorno qualche cosa di più, relazionare con tutto e con tutti nell’inscindibilità mente-corpo
A volte piano ,piano subdolamente non si rende conto che lo spazio intorno non è più infinito e che la percezione del suo corpo non è più così totale.
Può darne qualche segnale a scuola in famiglia ma quel segnale, verrà quasi sempre ricondotto a cause non ben definite.
Poi i malesseri aumenteranno e saranno così difficili da definire che il soggetto stesso preferirà non parlarne e soprattutto se ne vergognerà.
All’improvviso dopo un breve periodo in cui il sonno non è più ristoratore ,l’appetito cala
all’improvviso con senso angoscioso il soggetto non avvertirà più spazio intorno , si sentirà in balia di un corpo che non gli offre più possibilità , ma solo una disastrosa confusione presagio di morte imminente.
Sono momenti veramente terribili
Un insieme di concause predisposizione genetica,famiglia, scuola, gli ha creato una grave disabilità all’autostima e alla richiesta di aiuto
E’ disperatamente solo e non si riconosce più.
Piano piano partendo da se stesso da qualche eco che affiora di momenti sereni e possibilmente accompagnato da un vero esperto riconquisterà i suoi spazi non avrà più paura dell’infinito e ritroverà le sue risorse che non ricordava più.
Non cercherà più le goccine e se ne uscirà completamente allora potrà dire “Addio attacchi di panico”