“Agli istituti servono fondi e personale per dare sicurezza”

da La Stampa

Intervista a Caterina Spina – segretaria FLC

Fabio Poletti
Milano

Caterina Spina è la segretaria milanese della Cgil Scuola, oggi Lavoratori della Conoscenza.
E’ morto il bambino di 5 anni caduto dalle scale della Scuola Pirelli.
«La scuola intera è in lutto. Il nostro cordoglio va alla sua famiglia. Certe cose non possono succedere. Quando i bambini vengono affidati agli adulti della scuola, la scuola deve garantire la loro sicurezza oltre che l’educazione. E’ un dovere quotidiano e una responsabilità che non possiamo delegare».
E invece è accaduto.
«Rispettiamo il lavoro della magistratura ma non ci si può fermare davanti alla responsabilità della singola persona, che sia un insegnante o un commesso, come chiamiamo a Milano i collaboratori scolastici».
Si parla di una indagine per omicidio colposo per omessa sorveglianza.
«Come sindacato non ne siamo a conoscenza. Non si può dire in generale che nelle scuole non ci sia vigilanza. Viene effettuata con scrupolo ogni giorno. Ma la responsabilità non può essere lasciata al singolo individuo».
Di chi è la colpa?
«Per garantire la vigilanza ci vogliono strutture adeguate. Servono più risorse e attenzioni nella scuola, lo diciamo da anni. Non si può solo dare la colpa a un commesso che magari deve controllare contemporaneamente quattro corridoi affollati di bambini. Da dieci anni si sente solo parlare delle falle in cui versa la scuola milanese, lombarda e poi nazionale. Ci sono istituti che avevano tre plessi che sono diventati cinque. Non hanno nemmeno il personale per garantire apertura, chiusura e sicurezza».
Chi deve garantire che il sistema funzioni e sia sicuro?
«Chi governa il Paese deve assumersi delle responsabilità. A partire dai rischi a cui sono esposti i bambini in queste condizioni. C’è sicuramente un livello di responsabilità individuale su cui è giusto che indaghi la magistratura. Ma c’è un livello di competenze che, all’interno di un luogo di lavoro come la scuola, non può essere delegato all’insegnante o al singolo commesso».