La didattica a distanza fa aumentare le ore di lavoro per i docenti?

da Orizzontescuola

di redazione

A un mese di distanza dal lockdown per il Coronavirus, ci si domanda quale sia lo stato dell’arte all’interno del mondo scolastico e se sia aumentato il carico di lavoro per i docenti.

A fare una rapida ricognizione è stato il giornale il Post. Con un articolo molto dettagliato ha ricostruito la storia di questa nuova situazione. Lo ha fatto parlando “con 17 insegnanti di scuole primarie, medie e superiori, che lavorano nelle province di Torino, Cuneo, Milano, Brescia Cremona, Mantova, Verona, Bologna, Forlì-Cesena, Firenze, Roma, Reggio Calabria e Catania, per farsi raccontare quello che si sta facendo in diversi contesti”.

Come è noto, la situazione di emergenza sanitaria ha costretto tutti i docenti a rivedere le modalità di insegnamento, facendo ricorso a una didattica a distanza organizzata in maniera rapida e imprevedibile, fra compiti assegnati e piattaforme su cui collegarsi.

Il dato di partenza è stato il sondaggio comunicato dalla ministra Azzolina al Senato il 26 marzo scorso, dove emergeva che l’80,7% degli iscritti nelle scuole italiane (8,3 milioni) erano stati raggiunti (6,7 milioni) dalla didattica a distanza e che l’89% aveva predisposto materiale particolare per gli alunni con disabilità.

Secondo i pareri dei docenti raccolti dal quotidiano, quasi tutti (se non tutti) hanno fatto immediatamente ricorso all’assegnazione di compiti a casa per prendere un minimo di tempo e cercare di riorganizzare al volo la nuova situazione. Detto ciò, la didattica a distanza mediata dal video non è stata così drammatica per gli insegnanti che hanno mandato le loro esperienze al Post. Anzi, “sono abbastanza ottimisti, contenti della partecipazione dei propri studenti alle attività didattiche a distanza e convinti del fatto che le attività che si stanno portando avanti, per quanto limitate rispetto alla didattica tradizionale, siano molto importanti”.

Dopo una carrellata di esperienze personali dei docenti, al Post risulta da questi racconti che l’orario di lavoro è aumentato: “stanno lavorando molto di più rispetto al normale”. Questa situazione è stata registrata all’inizio del cambiamento di attività, come era prevedibile, per riadattare il tutto alle nuove modalità ed esigenze e apprendere nuove competenze, come per esempio imparare a fare video o condividere in rete il materiale didattico.

Ma, anche a cambiamento avvenuto, i docenti continuano a lavorare di più: la correzione dei compiti e l’assistenza per chi ha difficoltà con la tecnologia o con la scarsa dimestichezza porta un ulteriore carico di lavoro .