Un minore su 7 positivo asintomatico nelle famiglie dei contagiati

da Tuttoscuola

Infanzia e Covid. Iniziano a essere pubblicate casistiche sia a livello internazionale sia a livello nazionale e in Italia tra i primi report c’è quello dell’Ausl di Reggio Emilia. Lo riferisce il dott. Alessandro Volta, pediatra dell’ASL.

“Tre mesi è un tempo sufficiente per un primo ma significativo bilancio, anche se parziale visto che si riferisce alla reazione di bimbi e adolescenti alla fase uno e alla diffusione massima del virus. Nel nostro territorio, a partire da marzo e con ritmo sempre maggiore, sono stati eseguiti a oggi 620 tamponi nella fascia di popolazione 0-14 anni, tutti su giovanissimi con qualche sintomo o asintomatici ma a contatto con genitori o parenti contagiati: 90 quelli risultati positivi”.

Un bambino su sette è risultato positivo anche se asintomatico.

È un esito allarmante che conferma quanto sia stata provvidenziale la chiusura delle scuole di quasi tre mesi fa e quale pericolo avrebbe corso l’Italia con la bomba epidemica esplosa nella scuola.

E conferma anche tutti i rischi che si possono ancora correre attraverso i minori asintomatici in contatto tra di loro.

Se le scuole in tutti questi mesi avessero operato in presenza, quanti bambini e giovani alunni sarebbero stati portatori del virus contratto con il contagio a scuola e poi riportato a casa tra i familiari, innescando tra i parenti la diffusione del coronavirus in termini non lievi e forse gravemente determinanti? Certamente non pochi.

A proposito di contagio c’è chi ancora confonde i tempi di incubazione del virus (mediamente una quindicina di giorni) con i tempi del contagio. Per quest’ultimo basta un semplice contatto, anche un respiro, e il covid – 19 parte.
Non per niente si chiede tuttora di tenere la mascherina e di mantenenere una distanza di almeno un metro.