Una scuola ospedalizzata?

Una scuola ospedalizzata?

di Maurizio Tiriticco

In questi giorni stanno chiudendo teatri e cinema. Il che è molto grave, ma non penso che la responsabilità sia tutta di questo maledetto covid. Comunque i segnali negativi sono numerosi. Tutta la cultura – lo dico in senso lato – è in crisi. I quotidiani si vendono in misura sempre minore. Tanto si leggono anche sul web. Così si dice, ma… la ragione è un’altra: la gente non legge! O legge molto poco! Tanto, per le notizie, c’è la TV! I nuovi nati non leggono: stampa per bambini e per ragazzi non esiste, fatta eccezione per quel Topolino settimanale, le cui improbabili e cervellotiche storie non credo possano appassionare veramente i nostri bambini.

Ai miei tempi – e non ditemi che sono le solite lamentele dei vecchi – i settimanali per bambini e ragazzi erano numerosi. Dominavano il Corriere dei Piccoli e Topolino. Ma uscivano anche settimanalmente L’Avventuroso, L’Intrepido, Il Monello, E venivano pubblicati anche degli album, dal formato rettangolare. Molto gettonati erano quelli di Dick Fulmine, un Carnera “di carta”, che scazzottava sempre con il negro cattivo, Zambo! Perché i negri sono tutti brutti e cattivi. Quante le minacce delle mamme di allora: “Fermo! Se non stai buono, chiamo l’uomo nero”!

I fumetti oggi ci sono, ma, di fatto, sembrano toccare più che altro un pubblico adulto. Penso a Dylan Dog e a Martin Mystere! Per non dire di Zagor e di Nathan Never! Personaggi molto diversi, attivi in mondi diversi. Così l’ampio arco dei gusti è largamente toccato, ma… i lettori? Molto pochi e, in primo luogo, un pubblico adulto. E intanto le edicole sono in crisi! Così sono “costrette” a vendere altre cose, a far fotocopie, ad offrire anche, a volte, sevizi postali! Insomma, la gente – piccoli e grandi – non legge! Non conosco il mercato librario e mi taccio. Però, constato che chiudono teatri e cinema. Chiude la cultura? Non so, ma nutro un’altra preoccupazione, più grave!

Penso alla prossima “riapertura” delle nostre scuole! Là dove si costruisce la cultura di base. Le virgolette non sono casuali! In effetti, quale tipo di riapertura sarà? Andiamo a leggere il dpcm dello scorso 11 giugno! Che detta – scusatemi il burocratese, ma sto copiando – “ulterioridisposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19. (20A03194)”. Quando una intestazione è così lunga, non c’è da stare allegri! Ed il testo, infatti, è bello lungo: ben18 pagine e caratteri piccoli piccoli della rivista “Notizie della Scuola”, n. 21, edita dalla Tecnodid.

Per quanto riguarda la scuola… “sono sospesi i servizi educativi per l’infanzia di cui all’art. 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica…”.

Ed ancora: “Al fine di mantenere il distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa. Le riunioni degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado possono essere svolte in presenza o a distanza sulla base della possibilità di garantire il distanziamento fisico e, di conseguenza, la sicurezza del personale convocato. Gli enti gestori provvedono ad assicurare la pulizia degli ambienti e gli adempimenti amministrativi e contabili concernenti i servizi educativi per l’infanzia richiamati. Nel periodo di sospensione e nel periodo di chiusura delle scuole, l’ente proprietario dell’immobile può autorizzare, in raccordo con le istituzioni scolastiche, l’ente gestore ad utilizzarne gli spazi per l’organizzazione e lo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, non scolastiche né formali, senza pregiudizio alcuno per le attività delle istituzioni scolastiche medesime. Le attività dovranno essere svolte con l’ausilio di personale qualificato, e con obbligo a carico dei gestori di adottare appositi protocolli di sicurezza conformi alle linee guida di cui all’allegato 8 e di procedere alle attività di pulizia e igienizzazione necessarie. Alle medesime condizioni,possono essere utilizzati anche centri sportivi pubblici o privati. I dirigenti scolastici attivano, per tutta la durata dellasospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità dididattica a distanza, avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità”.

E via di questo passo! MI chiedo: i nostri ragazzi dovranno andare a scuola o partire per il fronte? E i nostri insegnanti dovranno insegnare o adempiere soltanto a quelle mille operazioni cautelative, che vanno dalla “scannerizzazione” della fronte di ogni studente all’uscita e alla constatazione che ciascuno indossi la mascherina d’ordinanza e non ardisca avvicinarsi troppo al compagno di banco? Mi correggo: il compagno di banco ormai è solo un retaggio di una scuola altra. Ma la didattica è salva! Tutta affidata al PC! E al copio copias dal web! Conosciamo tutti il programma terapeutico della “Scuola in Ospedale”; ma che l’intera nostra scuola venga ospedalizzata è una assoluta novità. In genere si dice che, se son rose, fioriranno! Ma i crisantemi sono destinati solo ad appassire!