Riapertura delle scuole: ancora troppi nodi da sciogliere

Riapertura delle scuole: ancora troppi nodi da sciogliere

Intendo innanzitutto ringraziare il Segretario Zingaretti e la Responsabile Scuola del Partito Democratico Sgambato per aver accettato di incontrare le Associazioni professionali dei docenti e dei dirigenti sui temi della ripresa delle attività scolastiche in presenza.

Condividendo le posizioni dei rappresentanti delle Associazioni che mi hanno preceduto, espongo qui di seguito alcune proposte avanzate dall’ANDIS nelle ultime settimane:

  1. Locali scolastici
    Per far ripartire le scuole a settembre in assoluta sicurezza e garantendo il distanziamento degli alunni secondo le indicazioni dettate dal Comitato Tecnico Scientifico occorre reperire, con il supporto degli Enti proprietari e di altri soggetti del territorio, ulteriori locali da destinare alla didattica.
    Le iniziative di ricognizione del fabbisogno di aule, avviate “in ordine sparso” da alcuni Uffici Scolastici Regionali, hanno finito per creare confusione e disorientamento tra i dirigenti scolastici delle diverse regioni.
    Anche per questo motivo sarebbe opportuno rafforzare la cabina di regia nazionale e fornire alle istituzioni scolastiche indicazioni univoche, in modo da evitare di far lavorare “a vuoto” i tavoli di coordinamento territoriale.
    Sulla questione dei locali in quasi tutte le regioni sono state avviate le Conferenze dei servizi, ma è pur vero che gli Enti Locali si aspettano dal Governo e dal Ministero certezze circa la disponibilità di risorse aggiuntive e di snellimento delle procedure.
  2. Organici
    Il 2020-2021 si aprirà con migliaia di posti di insegnamento vacanti e disponibili (le OO.SS. di comparto stimano che sarà necessario ricorrere ad oltre 200.000 contratti di supplenza).
    A ciò si aggiunge il fatto che l’Amministrazione si è impegnata ad assegnare alle scuole contingenti aggiuntivi per far fronte alla riduzione del numero di alunni per classe e all’articolazione degli alunni per gruppi di apprendimento.
    Appare quindi urgente e prioritario accelerare sul reclutamento. La prova preselettiva dei concorsi ordinari è stata rinviata al prossimo autunno, l’aggiornamento delle graduatorie disciplinato dall’Ordinanza del 10 luglio scorso potrebbe non concludersi regolarmente entro il 1° settembre. Sarebbe il caso di prendere in considerazione la proposta delle OO.SS. circa l’emanazione di un provvedimento legislativo che autorizzi l’immissione in ruolo dei precari con almeno 3 anni di anzianità di servizio.
    C’è urgenza di procedere all’assunzione in ruolo sui posti vacanti di dirigente scolastico e di direttore dei servizi generali e amministrativi in modo che, con l’inizio del nuovo anno, le scuole possano affrontare adeguatamente le difficoltà connesse alla ripresa delle attività didattiche in presenza. Se non si accelerano tali procedure si rischia di mandare in crisi il regolare funzionamento amministrativo e contabile di migliaia di scuole.
    Considerato, inoltre, che i Piani di riapertura delle istituzioni scolastiche prevedono lo scaglionamento degli accessi, la periodica pulizia e sanificazione dei locali e dei servizi igienici, il controllo dei percorsi e degli ingressi, l’attivazione di nuove tecnologie per la didattica a distanza, ecc. appare indifferibile e urgente provvedere al potenziamento degli organici del personale ATA.
  3. Rapporti con le organizzazioni sindacali
    Considerate le difficoltà e le incognite con cui ci avviciniamo alla riapertura delle scuole, sarebbe auspicabile che il Ministero e le Parti sociali avviassero una serena e proficua concertazione, soprattutto per affrontare le questioni degli organici, delle nuove modalità di svolgimento della prestazione lavorativa (docenza in modalità “mista”, flessibilità oraria, ecc).
    Si dovrebbe, inoltre, procedere alla modifica del Regolamento sulle supplenze in modo da poter far fronte al problema delle assenze improvvise di docenti o ATA. Per le sostituzioni del personale assente si potrebbe pensare ad un organico aggiuntivo di scuola o di ambito.
  4. Lavoratori “fragili”
    Con la proroga dello stato di emergenza annunciata dal Presidente Conte sarà sicuramente rinnovata la raccomandazione ai datori di lavoro di tener conto delle esigenze dei lavoratori c.d. fragili.
    Si consideri che nelle scuole la condizione di “fragilità”, dovuta sia all’età che a particolari patologie, interessa alte percentuali di personale docente e ATA.
    I dirigenti scolastici vorrebbero sapere come gestire questi dipendenti e soprattutto come sostituirli.
  5. Trasporti
    In Conferenza Stato-Regioni si sta discutendo in questi giorni della possibilità di ripristinare al 100% la capienza sui mezzi pubblici.
    Se si dovesse adottare una misura di questo tipo, bisognerebbe poi spiegare al personale delle scuole, agli amministratori locali, agli studenti e alle famiglie a che cosa servono le misure adottate per il distanziamento a scuola, per il reperimento e la sistemazione di nuovi locali, per gli orari di ingresso e di uscita scaglionati, per i percorsi di sicurezza, ecc.
  6. Misure sanitarie
    Deve essere sancita l’obbligatorietà dei test sierologici al personale della scuola.
    Bisogna assegnare alle istituzioni scolastiche protocolli sanitari chiari e inequivocabili, che dicano tra l’altro quali sono le procedure da adottare in caso di contagio accertato a scuola.
  7. Sostegno ai dirigenti scolastici
    Va affrontato il tema delle responsabilità improprie che gravano sui dirigenti scolastici. Come si è prospettato per altre categorie di datori di lavoro, va esplicitato in un provvedimento legislativo che, in mancanza di dolo o colpa grave, non si configura una responsabilità penale del ds in caso di contagio di alunni o personale della scuola, né tanto meno in materia di idoneità degli ambienti e di sicurezza degli edifici.

Auspicando che occasioni di confronto come questa possano ripetersi quanto prima, rinnovo i ringraziamenti e dichiaro la piena disponibilità dell’ANDIS a collaborare in futuro per il bene della scuola.

Il Presidente nazionale
Paolino Marotta