Doppi turni e straordinari ma il vero nodo è la consegna

da Il Sole 24 Ore

di Gi.M.

Tra le critiche suscitate dal bando Arcuri per i nuovi banchi anti-Covid, c’è anche la questione del cambio in corsa dei criteri per accedere al bando. Alcune aziende del settore (che in tutto conta, in Italia, poco più di una decina di imprese, per lo più di piccole dimensioni) hanno deciso di non partecipare alla gara perché non rispondevano ai requisiti minimi d’entrata sul fronte dei volumi prodotti, ma anche perché consapevoli di non poter garantire tutte le forniture entro i tempi previsti dal bando. Criteri che, a quanto risulta al Sole 24 Ore, sarebbero stati parzialmente modificati nei singoli contratti siglati con i vincitori. Il rischio di ricorsi paventato inizialmente probabilmente non ci sarà. Alcune aziende sono amareggiate per come si è svolta la vicenda, spiegano da FederlegnoArredo (l’associazione che, tramite Assufficio, rappresenta le imprese del settore), ma non ci saranno strascichi giudiziari, anche per evitare di compromettere ulteriormente una situazione già complicata.

Le aziende vincitrici del bando, infatti, sono chiamate a uno sforzo enorme: Stefano Bianchini, procuratore legale di Mobilferro, l’azienda che guida l’Associazione temporanea di imprese vincitrice della gara, ha ricevuto il contratto controfirmato dal commissario Arcuri la sera di martedì 25 agosto. Il 26 mattina era già in auto per recarsi personalmente dai fornitori delle materie prime necessarie a realizzare i 500mila pezzi previsti dall’accordo: tubi in acciaio e pannelli in legno, principalmente, ma anche furgoncini e camion per le consegne, forse la parte più difficile di tutta la trafila. «Stiamo correndo come matti – ammette –. C’è una gara ad accaparrarsi i materiali e assicurarsi che arrivino in tempo». Appena firmato i contratti, Bianchini ha convocato i sindacati chiedendo a tutta la forza lavoro un impegno per il prossimo mese e mezzo: doppi turni e straordinari al sabato per arrivare in tempo. Anche perché, oltre agli arredi del bando Arcuri, bisogna consegnare quelli delle gare indette, già da tempo, dalle amministrazioni locali. «Ho trovato grande collaborazione da parte dei dipendenti e anche per questo ho deciso di premiare questo sforzo – spiega Bianchini –. Sul fronte azienda mi sento abbastanza tranquillo, è la consegna la parte più difficile». Ogni giorno dall’azienda di Rovigo (18 milioni di fatturato e 120 dipendenti) partono circa 2mila pezzi e 500 sedute su 15 grandi camion. Destinazione? «Inizialmente il nostro contratto prevedeva forniture nelle regioni del Sud, in particolare Sicilia, Puglia, Basilicata e Campania – spiega Bianchini – ma il piano consegne è cambiato più volte e in queste prime settimane stiamo consegnando soprattutto al Nord: in Lombardia, Veneto, Alto Adige, Emilia-Romagna e Toscana».

Ha un bel da fare anche la Quadrifoglio che, come le altre aziende vincitrici del bando, in agosto non ha chiuso per ferie e si è attrezzata per essere pronta a consegnare quanto prima: «È il momento del fare e non del parlare», taglia corto Roberto Cigana , titolare dell’azienda di Treviso fondata nel 1991 e specializzata in arredi per scuole e uffici, vincitrice di un lotto per la realizzazione di banchi monoposto.

Fanno parte dell’Ati anche la Camillo Sirianni di Soveria Mannelli (Catanzaro) e la Sud Arredi di Salerno. Anche qui: niente ferie d’agosto e doppi turni per arrivare in tempo a consegnare i materiali, senza venir meno agli impegni presi con gli atri committenti. «È una vera impresa, bisogna correre», ammette Vincenzo Sabbatino, amministratore delegato su Sud Arredi, azienda che oggi conta 30 dipendenti e 3 milioni di fatturato. «Abbiamo dovuto riorganizzare il lavoro e chiamare in aiuto alcune cooperative esterne – spiega l’imprenditore –. Ma come potevamo tirarci indietro in un momento così difficile e su una questione così importante? Per noi è un’opportunità di lavoro, ma soprattutto è una questione di orgoglio: poter dare una mano al governo facendo quello che sappiamo fare meglio, banchi e sedie per le scuole». Tutte le linee sono dedicate a questo scopo e ogni giorno dalla fabbrica del salernitano escono circa mille banchi e altrettante sedie, per ora dirette negli istituti della Campania.