Concorso, maggioranza nel caos

da ItaliaOggi

Alessandra Ricciardi

La maggioranza deflagra sui precari. L’annuncio dell’avvio degli scritti per 64 mila candidati, 32mila i posti a gara, del concorso straordinario, ovvero riservato ai pecari triennalisti, per il 22 di ottobre da parte della ministra dell’istruzione Lucia Azzolina ha messo a nudo le divisioni interne al governo. Che sui precari ha già rinviato una volta le prove, previste per l’estate. A guidare l’assalto è il Pd: non ci sono le condizioni tecniche per procedere, visti i casi di contagio e lo stress a cui le scuole sarebbero sottoposte con una nuova chiusura di due giorni in concomitanza delle prove, meglio rinviare a dicembre. Mentre il Movimento5stelle nel suo dire si deve andare avanti trova l’appoggio di Italia viva: servono professori di ruolo e serve una selezione, è la tesi. Con i sindacati che fanno il tifo per rinviare le prove e che da tempo chiedono che la selezione dei precari sia fatta attraverso la sola valutazione del servizio.

Bordate che arrivano ai piani alti del ministero dell’istruzione, dove invece si contava sul rispetto di patti che erano stati sottoscritti nei mesi scorsi, a partire dagli alleati di governo, e che avevano sancito che per i precari ci sarebbe stata una prova scritta, 5 domande, per assumere 32 mila prof. «Il Pd chiede una riflessione sulla data in cui svolgere il concorso straordinario per la scuola: farlo ora significa stressare le scuole, che verranno private di molti docenti, i quali andranno a sostenere le prove del concorso. Avremmo preferito farlo a ridosso delle vacanze di Natale; fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ogni ripensamento è possibile, la decisione spetta al ministero dell’Istruzione» dice Camilla Sgambato, responsabile scuola del Pd. Per la Lega, per bocca di Mario Pittoni, responsabile scuola, «il Pd predica bene e razzola male: bastava votare i nostri emendamenti per assumere i prof che servivano senza fare le prove». Il rinvio a questo punto è il minimo sindacale.

Replica con un sonoro no all’ipotesi di uno slittamento Gabriele Toccafondi, capogruppo di Italia Viva in Commissione Cultura alla camera: «La scuola ha bisogno di insegnanti preparati e selezionati, perché la qualità dell’insegnamento per i ragazzi è fondamentale». E ricorda: «Questa maggioranza, tutta la maggioranza – come primo atto di governo ha deciso di investire sulla scuola, anche attraverso l’assunzione a tempo indeterminato di 65 mila docenti. Lo ha fatto decidendo due concorsi: uno straordinario, riservato a chi ha più di tre anni di insegnamento, e uno ordinario. La legge, con relativa copertura economica, è stata votata dal Parlamento a inizio anno. I concorsi dovevano svolgersi prima di giugno ma, a causa del Covid, sono slittati. Il ministero si è reso disponibile a farli a luglio ma il Pd ha chiesto un nuovo rinvio a settembre, dopo l’avvio dell’anno scolastico. Adesso il Pd, attraverso la responsabile scuola, chiede di rinviare a Natale».

Quando probabilmente, fanno notare molti critici, i contagi aumenteranno e le condizioni di sicurezza saranno ancora più difficili da garantire. «Respingiamo al mittente la proposta di rinviare il concorso straordinario per la scuola giunta oggi dalla responsabile scuola del Partito Democratico. Fosse stato per noi avremmo fatto tenere le prove ad agosto (o un concorso ordinario per tutti), ma con il superamento del test a crocette e l’introduzione della prova a risposta aperta abbiamo concordato il procrastinarsi della data all’autunno. Ora che siamo in dirittura d’arrivo per l’inizio delle prove, previsto per il 22 ottobre, un ulteriore rinvio sarebbe una presa in giro», dicono dal Movimenjto5stelle. Posizione a favore del concorso subito supportata anche dalla ministra della Pa, Fabiana Dadone. Che aggiunge: «Le polemiche sui rischi di possibili assembramenti sono surreali, le prove si svolgeranno su base regionale con candidati dislocati in migliaia di aule».