Legge di bilancio, 95 euro per il contratto scuola

da ItaliaOggi

Carlo Forte

Arriveranno 3 miliardi e 715 milioni di euro. È questa la cifra messa a disposizione dal governo per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici. La somma sarà inserita nella prossima manovra finanziaria, ma sarebbe sufficiente appena per un aumento a regime di 95 euro lordi mensili. I sindacati hanno chiesto almeno altri 2 miliardi, ma il governo avrebbe intenzione di aumentare la dotazione finanziaria di non più di 500 milioni di euro.

Parte di questa cifra rimarrebbe comunque indisponibile per garantire la perequazione delle retribuzioni più basse prorogando le misure già adottate con il precedente contratto. E ciò frenerebbe inevitabilmente gli aumenti anche dei dipendenti con stipendi più alti. Resta fermo il meccanismo del coefficiente fisso per il calcolo degli aumenti, che penalizza fortemente i lavoratori della scuola rispetto ai lavoratori degli altri settori e comparti. Anche quest’anno, infatti, nel disegno di legge di bilancio i fondi per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego prevedono stanziamenti complessivi. E non vi è alcun accenno alla necessità di compensare almeno in parte le sperequazioni di reddito tra gli importi delle retribuzioni del personale della scuola e il resto del pubblico impiego.

Le retribuzioni annuali del personale scolastico si collocano al di sotto della media del pubblico impiego di circa 6 mila euro. E il divario è destinato ad ampliarsi, se non verrà modificato il criterio con il quale vengono fissati gli importi degli incrementi retributivi da applicare alle varie categorie del pubblico impiego. La prassi invalsa consiste nel dividere la somma stanziata nella legge di bilancio per il numero degli addetti di tutti i comparti e applicare il coefficiente che ne deriva alle retribuzioni in godimento. Ciò comporta, inevitabilmente, aumenti maggiori per chi percepisce di più e minori incrementi per chi ha retribuzioni di partenza più basse. L’effetto, dunque, è quello di allargare costantemente la forbice.