Lessico in tempo di crisi: la diciassettesima lettera

Lessico in tempo di crisi: la diciassettesima lettera

di Alessandra Condito

Al termine dello scorso anno scolastico, avevo salutato genitori e studenti con un “Abecedario” semiserio che provava a riflettere, sorridendo, su ciò che era accaduto nella scuola e non solo durante la triste primavera del 2020.

Dietro quella leggerezza c’era la speranza che il peggio fosse passato, e che, lavorando con impegno durante l’estate, avremmo riaperto le nostre scuole per una didattica, se non totalmente, di certo di gran lunga in presenza.

Ora, a poco più di un mese dall’inizio del nuovo anno scolastico, un nuovo “Alfabeto”[1] a firma di Stefano Massini mi ha colpito allo stomaco come il pugno di un professionista, e ancora mi fa male per quanto è potente nella sua dolorosa verità.

A come Assedio, B come Baratro, G come Guado, M come Miseria, R come Rimorso…

Arrivata alla lettera S ero certa che avrei trovato la parola Scuola, e invece Massini scrive di S come Spudoratezza, per dire che “oggi è regolare sentire frasi agghiaccianti come – Rischiamo tutti o solo le Rsa?, I morti Covid sono morti veri o gente già mezza nella bara?”.

Spudoratezza e non Scuola. Confesso di esserne rimasta delusa, ma si sa, noi donne e uomini di scuola siamo autoreferenziali per definizione. Quante volte ce lo siam sentiti dire in ogni corso di formazione e dibattito pubblico!

Poi però, allontanata l’amarezza da ruolo,  mi son detta che avrei voluto trovare tante altre parole associate alla lettera S.

Mi sarebbero piaciute parole come Salute, Sussidiarietà, Sostegno.

E avrei voluto trovare la S di Sintesi, perché ci sarà pur un modo per fare sintesi tra istanze così importanti per il Paese, come Istruzione, Sanità, Economia, anche a costo di qualche privazione di libertà individuale, ma purché se ne comprenda il Senso, e la Strategia.

Ci son tante belle parole che iniziano con la S, la Storia (da cui imparare per non ripetere gli stessi errori), la Speranza (che non è cieca attesa ma tensione verso una meta) e il Sogno, ma di questo non dirò nulla, perché ognuno di sogni ha i propri e già così fatica a ricordarli.

Quindi, per riepilogare, Scuola, Salute, Sussidiarietà, Sostegno, Sintesi, Senso, Strategia, Storia, Speranza, Sogno. Quante belle parole avrebbe potuto inserire Massini nel suo “Alfabeto della ricaduta”, se tutto il testo non fosse intriso di un legittimo Sconforto nel leggere i dati di queste difficili settimane.

Quindi bene ha fatto l’autore a non scrivere di Scuola, perché questa è parola che non si sposa con lo Sconforto. Ci fosse Rodari direbbe che la scuola ha rubato allo sconforto una lettera per fargli dispetto!

La scuola è infatti (-s)conforto in questi tempi bui. Insieme al teatro, al cinema, alle biblioteche.

Non facciamo entrare nelle nostre aule la paura, teniamo aperte le finestre, arieggiamo i locali, se necessario aumentiamo le distanze, facciamo i turni, ma continuiamo a Sostare nelle nostre Scuole. Non è (non vogliamo che sia) il tempo delle chiusure. Facciamo (insieme, ognuno con le proprie competenze e responsabilità) in modo che non accada.


[1] Stefano Massini, Alfabeto emotivo della ricaduta, la Repubblica, 18 ottobre 2020