Il Maestro Patrizio Bianchi

Il Maestro Patrizio Bianchi, una luce in fondo al tunnel

di Gabriele Boselli

L’ultima persona colta che abbia occupato la scrivania, anzi la cattedra, che fu di Giovanni Gentile, era stato Giovanni Spadolini.

Dopo di lui ai vertici del MIUR si erano succedute persone magari volonterose ma culturalmente defcitarie.

Chiusa nel tunnel di un’ignoranza istituzionalizzata, la scuola, composta in maggioranza da persone che hanno letto molto e in frequenti casi scritto lavori di pregio, ne è stata profondamente mortifcata.

Bianchi, che è un generoso, non lo dirà ma penso se ne sia già accorto.

Non sarà più così: il nuovo Ministro, fnalmente uno che merita la maiuscola, non è solo un valente economista già professore ordinario di economia aziendale nell’università di Ferrara e ora conduttore di studi europei presso l’UNESCO ma anche uno studioso e uno scrittore, le cose possono cambiare.

Non gli mancano né l’esperienza politica né quella amministrativa come assessore al coordinamento delle politiche europee allo sviluppo, scuola, università, ricerca e lavoro della Regione Emilia Romagna.

Soprattutto è una persona che molto ha studiato, è autore non solo di importanti pubblicazioni scientifche ma anche di poesie e di racconti per bambini.

Ha una propria visione del mondo, un personale criterio epistemologico.

E’ un Maestro, dunque non può non vedere come nell’agitazione che si accompagna alla crisi economica, alla pandemia e alla globalizzazione si stia creando un vuoto di tradizione e di autentica innovazione.

Essere Ministro in questo inizio di secolo e di millennio è dunque una grande sfida e una grande occasione.

Il Maestro Bianchi

Il Maestro Bianchi, proprio in quanto economista (l’economia al pari della pedagogia come scienza filosofica è scienza dell’Intero), resterà comunque fedele alla sua missione perenne: educare comunque all’esistenza, additare a insegnare il gusto della lettura, il piacere della scrittura, il rigoroso gioco della logica scientifica e dei linguaggi matematici, la soddisfazione sempre insaziabile della ricerca disciplinare.

Essendo egli cultura in atto, cultura della Terra e del cielo stellato, cultura che attraversa le generazioni, saprà vivere di vita nuova; comunque rinnoverà con il suo disegnare l’avvenire della società attraverso le menti di chi dovrà vivere nel domani.

Compito immane il suo. Per quel che lo conosco penserei che il Maestro Bianchi non ami il teaching for testing e la scuola finalizzata ai risultati INVALSI.

Cercherà invece – credo – di offrire forme pedagogiche per un pensiero che fluisca da una vita riappropriata (meno alienata dal sistema informativo globale) e da una cultura alta.

Certo sa trasmettere un pensiero non rassegnato alla mera accettazione del mondo com’è ma coniugato al concetto che le idee (non le ideologie strumentali come quella del successo) possano avere una funzione nella costruzione del futuro.

Un Maestro in quanto tale – come un Magistrato o un vecchio Maestro di scuola elementare – risponde solo all’Etica e alla Scienza.

La ri-forma vera, quella che la scuola costruisce ogni giorno da tre millenni, è retta dall’intero arco di valori della cultura d’Occidente. Siano i suoi atti puri di riforma, non dominati dalla necessità della contingenza ma aperti sul possibile anche non immediato. Sappia portare in dono al mondo della scuola una conoscenza personalmente frequentata, ripensata, interpretata, reinventata.

Il Ministro Bianchi

Il lavoro scientifco di Patrizio Bianchi e la sua esperienza di amministratore ne fanno il Ministro ideale dell”istruzione. Sia nelle sue feconde visite nella Valmarecchia e in altre zone dell’Europa sia nella sua innovativa attività teoretica si possono riscontrare preziosi elementi di speranza per la ripresa sociale e produttiva della Patria.

L’importante, affinché la luce in fondo al tunnel resti accesa, è che non si faccia sequestrare dai gruppetti di modestissima levatura intellettuale ma ben organizzati che -profttando di ministri non loro inferiori per ignoranza- da un ventennio imperversano in viale Trasterere dettando linee pseudo culturali e didatticistiche di basso proflo e alta valenza di scoraggiamento nei confronti dei tanti insegnanti di valore.