Il no dei docenti alla scuola a giugno Maturità, tesina decisa entro aprile

print

da la Repubblica

Corrado Zunino

ROMA — L’idea “fino al 30 giugno”, la scuola prolungata per recuperare sapere e metodo, piace molto ai genitori italiani. Solo a loro. Repubblica , ieri, ha raccontato il progetto del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: esame di Maturità mercoledì 16 giugno — e questa data è stata confermata — e allineamento dell’anno scolastico alla pandemia, cioè lezioni, se possibile in classe, fino alla fine del primo mese estivo.

I genitori sono d’accordo, il resto del mondo scolastico contrario (docenti e studenti) o scettico (i presidi). Chiara Campanella, mamma di Matilde ( 13 anni ) e Cecilia ( 10 anni), ha scritto a “Dietro la lavagna”, newsletter di Repubblica : «Magari i miei figli andassero a scuola fino al 30 giugno, penso non ci sia un padre o una madre che non accetterebbe di buon grado per cercare di colmare lacune, anche psicologiche, che questo periodo ha portato».

I docenti, invece, alzano lo sbarramento: «Come si può dire che la Didattica a distanza non sia stata didattica? Siamo sfiniti, abbiamo lavorato molto di più in quest’anno di pandemia ». Gli studenti sono arrabbiati, senza distinzioni: «Torniamo in piazza, siamo stati zitti per troppo tempo». Diversi dirigenti scolastici non si sono fermati in estate e ora Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, dice per tutti: «Il calendario scolastico dipende da come andrà l’epidemia. C’è una grossa incognita sulle varianti, molto aggressive. Disquisire, a metà febbraio, se si andrà a scuola fino al 15 o al 30 giugno appare una forzatura. In linea di principio, se ci fosse necessità di prolungare il calendario si può prendere in considerazione».

Si può prendere in considerazione, ma serve un progetto. Lo dice Francesco Sinopoli, segretario della Flc Cgil: «Si possono fare recuperi mirati per chi è rimasto indietro, non generalizzati, non i tutti i cicli». Maddalena Gissi, Cisl: «La questione dei recuperi deve essere gestita dalle scuole che conoscono bene le difficoltà e i livelli di apprendimento ». Il Comitato Priorità alla scuola parla di «corsi intensivi solo per gli studenti con deficit». In Portogallo, va ricordato, il ministro dell’Istruzione ha scelto di utilizzare le feste di Carnevale, Pasqua e un periodo alla fine dell’anno scolastico per fare scuola. Il ministro Patrizio Bianchi conferma che l’argomento resta al centro e, chiuso il capitolo Maturità, continuerà ad approfondirlo con tutte le parti in causa.

Già, la Maturità è fatta e finalmente pubblica. Con un filo di ritardo, il ministro dell’Istruzione ha offerto a mezzo milione di studenti di quinta superiore questo assetto, simile ma non identico a quello dello scorso giugno e anticipato a più riprese . Allora, niente esami scritti anche nel 2021: la pandemia è sempre tra noi e caricare di pesi una generazione che non sa se avrà accumulato i giorni minimi di lezione sarebbe troppo. L’esame per la seconda volta sarà affidato a un largo orale, quest’anno reso più articolato.

La prova finale, ecco, partirà dalla descrizione dell’elaborato realizzato dallo studente. Non solo una tesina, di più. Un testo concordato con il corpo docente, il cui titolo sarà assegnato — l’ultima parola sarà degli insegnanti — entro il 30 aprile. Il lavoro, che potrà anche essere un prodotto multimediale, un esperimento, dovrà essere consegnato entro il 31 maggio. Nel colloquio si parlerà, quindi, dell’esperienza di Alternanza scuola lavoro e del singolo curriculum dello studente, quindi si analizzerà un testo, un documento. un problema. L’Invalsi è a marzo, ma non conterà per la Maturità. Il colloquio vale 40 punti, 60 i voti del triennio. Per le scuole medie ci saranno un orale e un elaborato suggerito dai docenti.