Genova, la rivolta dei presidi: “No alle classi con 27 alunni”

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da la Repubblica

Valentina Evelli

«Non farò classi con più di 22 studenti. Se non saranno accettate sarà il Ministero a prendersi la responsabilità dei contagi a scuola » . La provocazione arriva da Gianfranco Spaccini, preside al liceo King di Sturla.
In questi giorni è alle prese con la richiesta degli organici e la formazione delle classi per il prossimo anno scolastico. «Peccato che nella circolare del ministero, arrivata lo scorso novembre, si parli di classi con almeno 27 allievi spiega il dirigente del liceo — Dopo mesi che sentiamo parlare di distanziamento e piani di qualunque tipo per arginare i contagi a scuola ci ritroviamo a dover organizzare classi con quasi 30 allievi. È una follia».

La circolare

Tanto che il preside è già pronto a rivedere i numeri per il prossimo anno: al liceo King che conta quasi mille allievi ci saranno 50 classi.
« Ho già previsto 22 ragazzi per ogni sezione, non di più. Le iscrizioni sono andate bene, ci saranno sette sezioni in più rispetto allo scorso anno — continua Spaccini — Se rispettassi le indicazioni del ministero sarebbero comunque cinque classi in più ma non mi sentirei sicuro. Qui con l’alternanza al 50% di intere classi ci sono sezioni con 24 allievi tutti in presenza e nonostante il rispetto delle distanze di sicurezza e l’utilizzo dei dispositivi di protezione quando si entra in aula c’è già la sensazione di essere al limite. Figurarsi se dovessimo avere 27 ragazzi nella stessa classe. Se non mi saranno concesse classi da 22 studenti sarà il ministero a prendersene la responsabilità».
I presidi in queste ore stanno inviando all’ufficio scolastico regionale le richieste degli organici per il prossimo anno che verranno soddisfatte in base alle risorse del ministero. Per ottenere classi con numeri più ridimensionate rispetto ai 27 allievi dovrebbe essere concessa una deroga.

Gli altri

E a dar man forte al preside del liceo King ci sono anche altri dirigenti genovesi.
«Nella circolare, un documento datato che non è stato aggiornato in funzione dell’attuale situazione sanitaria, si parla di classi da 27 a non oltre i 32 allievi — conferma Pietro Poggio, preside dell’istituto Vittorio Emanuele Ruffini — Numeri che a oggi andrebbero certamente rivisti al ribasso. Qui stiamo andando avanti con la didattica a distanza al 50% per ogni classe. Se si tornasse tutti in presenza, con queste indicazioni avremmo non poche difficoltà a garantire la sicurezza».
L’istituto di Largo Zecca per il prossimo anno conterà 11 prime, due sezioni in più ( una nel corso socio sanitario e l’altra per quello di grafico) con 800 studenti complessivi.
« Siamo una scuola sovraffollata, ora più che mai alla continua ricerca di spazi e non è facili trovarli — continua il preside Poggio — Dallo scorso anno stiamo portando avanti diverse trattative ma siamo riusciti ad avere solo qualche aula in più in via Balbi mentre sono saltate le altre possibili soluzioni nell’area del Porto Antico e all’Albergo dei Poveri. Trattative che si sono congelate per l’emergenza sanitaria ma dobbiamo trovare gli spazi prima dell’avvio del nuovo anno scolastico. La prossima settimana incontreremo i funzionari della città metropolitana per capire il da farsi».
Mentre i numeri faticano a tornare anche al liceo classico d’Oria. I nuovi iscritti sono in linea con lo scorso anno, a settembre partiranno nove prime. «Ma avremo comunque bisogno di due sezioni in più, chiederemo all’ufficio scolastico 43 classi complessive e con quelle non avremo più spazi disponibili. Siamo al completo — spiega la preside Maria Aurelia Viotti che in questo periodo ha avviato un sistema di rotazione con metà degli allievi per classe che seguono le lezioni da casa — Anche qui ci sono classi molto numerose, da 27 e più allievi. Numeri che andrebbero sicuramente rivisti al ribasso finché dovremmo continuare a convivere con il rischio contagi».