Un difficile percorso tra merito e sfiducia

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Un difficile percorso tra merito e sfiducia

di Rita Manzara

Il 2 marzo 2021, per le classi V di scuola secondaria di secondo grado è ripresa, dopo un anno di sospensione dovuta alla situazione sanitaria, la somministrazione delle Prove INVALSI .

Com’è ampiamente noto, la principale finalità di tali rilevazioni consiste nella valutazione del sistema nazionale di istruzione e della qualità del servizio offerto.

L’obiettivo generale è il miglioramento degli apprendimenti, che si concretizza nell’innalzamento dei risultati scolastici raggiunti in vista della promozione del successo formativo degli studenti e delle studentesse.

Quest’ultimo riferimento conduce ad una concomitante riflessione inerente la valorizzazione delle eccellenze scolastiche, con particolare riferimento alla scuola secondaria di II grado.

I continui adattamenti (in particolare nella secondaria di II grado) delle attività didattiche alla difficile ed altalenante situazione legata alla pandemia non hanno fermato il percorso di riconoscimento dei meriti scolastici (normativamente istituito con la L.n.1 dell’11 gennaio 2007 resa applicativa, dopo una prima fase sperimentale, attraverso il D.Lvo n. 262 del 29 dicembre 2007).

Ovviamente, parlando di meriti il riferimento principale consiste nel risultato ottenuto negli esami di Stato che si esplica nel punteggio di 100 e lode. I nominativi degli studenti che hanno raggiunto questo ambito traguardo sono rintracciabili nell’Albo d’onore, istituito a livello nazionale e consultabile sul portale dell’Indire. 

La valorizzazione delle eccellenze non si limita, però, a individuare gli ottimi profitti riportati nello studio “tradizionale” delle discipline.

Accedendo, infatti, alla pagina dedicata del sito ministeriale (link Valorizzazione delle eccellenze – Miur ) si può prendere atto della molteplicità delle attività che hanno tutte come comune denominatore la competizione. Non a caso si parla di Gare, Campionati, Olimpiadi.

Le disposizioni che regolano, per il corrente anno scolastico 2020/2021, lo svolgimento dei progetti in questione (molti dei quali già in atto in precedenza) sono quelle veicolate dalla nota n. 20706 del 13 novembre 2020, cui è allegato il Programma che comprende tutte le iniziative promosse.

Alcune si riferiscono ad ambiti definibili “teorici” (come, ad es. a quello linguistico–letterario, ovvero a quello logico–matematico o a quello storico–filosofico) ma non mancano anche le proposte a carattere maggiormente operativo, come quelle che si realizzano sul piano tecnico – professionale (ad esempio quello che coinvolge, a livello nazionale, il settore enogastronomico, ovvero il campo specifico della pasticceria).

Nelle intenzioni dei promotori delle suddette iniziative, attraverso il riconoscimento del merito, oltre a gratificare lo sforzo e l’impegno degli studenti, si promuove la cultura del confronto stimolando il dialogo e la cooperazione tra docenti, ricercatori e docenti universitari, esperti tecnico-professionali.

Non si può, tuttavia, non rilevare la difficoltà, per le scuole, di mettere in pratica in questo particolare momento i propositi ministeriali (cito dalla sopraindicata pagina web del MIUR) di “coinvolgere i propri studenti in percorsi di studio di elevata qualità ed offrire loro occasioni per approfondire la preparazione individuale e il confronto con altre realtà scolastiche, nazionali e internazionali.”

Per comprendere la portata delle problematicità esistenti basti citare – una fra tutte – la recente indagine condotta nel mese di settembre tra gli studenti di classe IV e V di 246scuole superiori dall’ Associazione AlmaDiploma (nata nel 2000 per iniziativa di alcuni istituti della provincia di Firenze)

Dai dati raccolti emerge che il 72,1% degli intervistati ritiene inferiore la preparazione raggiunta attraverso le lezioni a distanza rispetto a quella che avrebbero avuto andando a scuola. Il 42,8% degli studenti pensa, inoltre, di non avere una preparazione adeguata per affrontare il prossimo anno scolastico o l’Esame di Stato.

È difficile, obiettivamente, che i nostri studenti sviluppino, al momento, la “forza” per la spinta al raggiungimento di livelli superiori, anche per la sfiducia che nutrono nei confronti del futuro.

Oltre che dalla competenza dei docenti, tuttavia, uno stimolo può venire forse dagli incentivi di tipo economico riconosciuti agli studenti che hanno conseguito livelli di eccellenza nell’ambito scolastico.

Per inciso, va sottolineato  che tali incentivi non sono  sottoposti ad alcun regime fiscale perché (come riconosciuto dalla risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 280/E del 25 novembre 2009) il loro fine è quello di stimolare e accrescere in senso ampio l’interesse degli studenti al conseguimento di un più elevato livello di formazione culturale e professionale.