Fondamentale lo sblocco della mobilità

Scuola: fondamentale lo sblocco della mobilità. Ora superare il vincolo quinquennale e costruire condizioni a difesa della scuola in presenza e in sicurezza

Roma, 30 marzo – Con l’emanazione di due ordinanze ed una nota ministeriale è finalmente partita la complessa procedura della mobilità del personale docente, ATA ed educativo per l’anno scolastico 2021/22.

“Grazie alla nostra azione è stato sventato il tentativo di congelare questa procedura attesa da tante lavoratrici e lavoratori e sconfitta l’erronea posizione, che rischiava di prendere il sopravvento nel governo, secondo cui il blocco della mobilità sarebbe stato l’unico strumento per garantire con sufficiente tranquillità l’avvio del prossimo anno scolastico. Bloccare la mobilità sarebbe stata una scelta non solo inutile e gratuitamente punitiva nei confronti del personale della scuola, ma avrebbe comportato anche l’ennesimo rinvio nell’affrontare gli atavici problemi che attanagliano la scuola, soprattutto in occasione della ripartenza del nuovo anno scolastico”. Così Francesco Sinopoli, segretario generale della FLC CGIL.
“Superato questo scoglio occorrono però ulteriori passaggi per evitare un avvio dell’anno scolastico con un numero senza precedenti di precari. Innanzitutto – sottolinea Sinopoli – occorre superare le disposizioni sul vincolo quinquennale, misura vessatoria per chi la subisce e infruttuosa ai fini del funzionamento della scuola. Il superamento del vincolo deve avere una prima applicazione già nelle operazioni di utilizzazioni e assegnazioni provvisorie che si svolgeranno in estate”.
“Occorre poi rifinanziare e incrementare l’organico Covid che ha rappresentato un importante sostegno nelle scuole per affrontare le conseguenze della pandemia. È necessario – aggiunge il dirigente sindacale – prevedere un grande piano di assunzione per i docenti, partendo dalla stabilizzazione del personale precario e investendo nella sua formazione. Contestualmente, bisognerà ripensare il sistema di reclutamento fondandolo sulla formazione del personale. Serve concludere le procedure di internalizzazione degli ex LSU e contemporaneamente incrementare l’organico di diritto dei collaboratori scolastici”.
“Nei prossimi giorni – avverte Sinopoli – verificheremo la volontà del Ministero di attivare questo percorso e di invertire la rotta rispetto alle scelte degli ultimi anni, partendo dall’adozione di norme che eliminino l’automatismo tra riduzione degli studenti e riduzione del personale scolastico e incrementando le dotazioni organiche al fine migliorare la qualità del lavoro e degli apprendimenti per tutti. Questa è la base per programmare al meglio i sistemi di reclutamento, i piani assunzionali, l’incremento del tempo scuola e le riforme  degli ordinamenti”.
“L’altro passaggio riguarda le condizioni di sicurezza in cui si riaprono le scuole. Non servono annunci ma fatti. Prima di tutto servono dati certi per scelte consapevoli. Se non ci sono le condizioni per uno screening della popolazione scolastica, quanto meno si lavori subito per un monitoraggio anche solo a campione. Si intervenga sul protocollo per la sicurezza che risale ormai ad agosto, quando il quadro epidemiologico era completamente diverso. Bisogna lavorare per difendere la scuola in sicurezza in quest’ultimo scorcio di anno scolastico e in prospettiva per l’inizio del prossimo, che altrimenti rischia di non essere molto diverso da quello in corso”. Conclude.