Invalsi, le superiori verso lo stop

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da ItaliaOggi

Emanuela Micucci

Stop alle prove Invalsi in II superiore. Incassa il favore unanime del Consiglio superiore della pubblica istruzione (Cspi) lo schema dell’ordinanza del ministero dell’istruzione sulla «Sospensione delle prove standardizzate per le classi seconde della scuola secondaria di secondo grado» per l’attuale anno scolastico in considerazione dell’emergenza sanitaria prodotta dalla pandemia da covid-19. Varato durante la seduta in videoconferenza l’8 aprile, il parere del Cspi si spinge più avanti del Mi. Proprio in considerazione delle difficili condizioni legate all’attività didattica in presenza, infatti, «invita l’amministrazione a valutare attentamente le condizioni di contesto anche per lo svolgimento delle prove nelle altre classi». Nelle premesse del provvedimento ministeriale si evidenzia la difficoltà che le scuole superiori incontrerebbero se dovessero gestire la simultanea somministrazione delle prove per le classi II e V, stante la complessa gestione dei distanziamenti e la conseguente riduzione delle postazioni dei laboratori informatici utilizzati per le prove. Questa considerazione «ha motivato», si legge nel parere del Cspi, «la sospensione delle prove nelle classi seconde, in quanto si tratta di studenti per i quali sarà possibile ripetere le prove in momenti successivi, mentre ciò non sarà possibile agli studenti dell’ultimo anno, in uscita dal sistema scolastico». Inoltre, secondo il Parlamentino di viale Trastevere, le ripercussioni della pandemia «rendono molto difficili anche al personale dirigente, docente e amministrativo la gestione degli aspetti organizzativi connessi alla somministrazione delle prove». Tuttavia, i dati che arrivano dall’Invalsi sulle prove nazionali in corso tra i circa 480 mila maturandi 2021 sono confortanti. Il 30 marzo, all’inizio della quinta settimana di somministrazione, erano state svolte 378 mila prove, al ritmo di circa 16 mila prove al giorno. Sospendere le prove Invalsi in II seconda superiore e, come suggerisce il Cspi, anche nelle altre classi, renderebbe difficile valutare in modo standardizzato e confrontabile in tutto il territorio i reali effetti della pandemia sugli apprendimenti degli alunni italiani e programmare i recuperi.