Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (5.5.2021)
Next Generation Italia

Pubblicato il 5 maggio 2021 il testo definitivo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) trasmesso alla Commissione europea.


Con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza il governo realizza un investimento senza precedenti nella scuola. Puntiamo a superare i ritardi che il nostro Paese sconta nell’offerta di asili nido e servizi educativi per l’infanzia, con un investimento di 4,6 miliardi. Aumentare il tempo pieno e rendere disponibili le mense, soprattutto nel Mezzogiorno e nelle aree più fragili, vuol dire lavorare per superare i divari ancora esistenti, contrastare la dispersione e operare concretamente per la crescita dell’intero Paese”. Lo dichiara il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

Stiamo lavorando attivamente per ridurre l’abbandono scolastico, per mettere in sicurezza e modernizzare le nostre scuole, per ampliare la nostra offerta didattica, consolidando i percorsi dell’istruzione professionale e gli Istituti Tecnici Superiori (ITS), a cui lo stesso PNRR dedica un’attenzione particolare”, prosegue il Ministro.

L’istruzione – conclude Bianchi – è la vera chiave per uscire dalla crisi che ha colpito l’Italia ben prima della pandemia e per garantire pari diritti alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi”.


Nel corso della riunione del 29 aprile 2021, il Ministro dell’economia e delle finanze Daniele Franco ha svolto una informativa al Consiglio dei Ministri in merito al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ai fini della presentazione alla Commissione europea ai sensi dell’articolo 18 del Regolamento (UE) n. 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 febbraio 2021.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi e del Ministro dell’economia e delle finanze Daniele Franco, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti relative al fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti.

Il testo prevede disposizioni inerenti agli interventi del Piano nazionale per gli investimenti ed è finalizzato a integrarlo con risorse nazionali.

Gli interventi riguardano i seguenti ambiti:

  • servizi digitali e cittadinanza digitale – Piattaforma PagoPA e App “IO”;
  • tecnologie satellitari ed economia spaziale;
  • riqualificazione edilizia residenziale pubblica;
  • interventi per le aree del terremoto;
  • “Ecobonus e Sismabonus”;
  • infrastrutture e mobilità sostenibili (rinnovo flotte, bus, treni e navi verdi) per la sostenibilità ambientale dei porti e il miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza delle strade;
  • investimenti strategici sui siti del patrimonio culturale, edifici e aree naturali e per altri interventi in materia;
  • salute, ambiente e clima; ospedale sicuro e sostenibile; ecosistema innovativo della salute;
  • Case dei servizi di cittadinanza digitale; transizione 4.0; accordi per l’innovazione;
  • costruzione e miglioramento di padiglioni e spazi per strutture penitenziarie per adulti e minori;
  • contratti di filiera e distrettuali per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo;
  • iniziative di ricerca per le tecnologie e percorsi innovativi in ambito sanitario e assistenziale.

Si prevede, inoltre, l’incremento della dotazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) relativo al periodo di programmazione 2021-2027, per un importo di 15,5 miliardi di euro.

Si stabilisce, anche, che gli eventuali minori oneri rilevati, anche in via prospettica, a seguito del monitoraggio degli effetti finanziari derivanti dal riconoscimento dell’agevolazione su Ecobonus e Sismabonus, rispetto alla previsione tendenziale, siano vincolati alla proroga del termine della fruizione dell’agevolazione, da definire con successivi provvedimenti legislativi nei limiti dei risparmi risultanti.

Infine, si dispongono autorizzazioni di spesa per la linea ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria e per il 2° lotto funzionale attraversamento di Vicenza.


L’Aula del Senato il 27 aprile 2021 ha approvato la proposta di risoluzione della maggioranza sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio Draghi in vista della trasmissione alla Commissione europea del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ai sensi dell’articolo 18 del regolamento RRF (UE) 2021/241.


L’Aula della Camera il 27 aprile 2021 ha approvato, con 442 voti favorevoli, la risoluzione della maggioranza relativa alle comunicazioni del Presidente del consiglio, Mario Draghi, in vista della trasmissione alla Commissione europea del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ai sensi dell’articolo 18 del regolamento RRF (UE) 2021/241.


Nel corso della riunione del Consiglio dei Ministri del 24 aprile 2021 il Ministro dell’economia e delle finanze Daniele Franco ha svolto una informativa in merito al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, di cui all’articolo 18 del Regolamento (UE) n. 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 febbraio 2021, e al Fondo nazionale complementare.

L’Italia è la prima beneficiaria, in valore assoluto, dei due principali strumenti del programma Next Generation EU (NGEU), predisposto dall’Unione Europea in risposta alla crisi pandemica e che prevede investimenti e riforme per accelerare la transizione ecologica e digitale, migliorare la formazione delle lavoratrici e dei lavoratori e conseguire una maggiore equità di genere, territoriale e generazionale. Si tratta del Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF) e del Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori di Europa (REACT-EU). Il solo RRF garantisce risorse per 191,5 miliardi di euro, delle quali 68,9 miliardi sono sovvenzioni a fondo perduto, da impiegare nel periodo 2021-2026.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede un corposo e organico pacchetto di investimenti e riforme, con l’obiettivo di modernizzare la pubblica amministrazione, rafforzare il sistema produttivo e intensificare gli sforzi nel contrasto alla povertà, all’esclusione sociale e alle disuguaglianze, per riprendere un percorso di crescita economica sostenibile e duraturo rimuovendo gli ostacoli che hanno bloccato la crescita italiana negli ultimi decenni. Si articola in 6 Missioni (digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute) e 16 Componenti.

Il Piano è in piena coerenza con i sei pilastri del NGEU e soddisfa i parametri fissati dai regolamenti europei, con una quota di progetti “verdi” pari al 40 per cento del totale e di progetti digitali del 27 per cento. Il 40 per cento circa delle risorse territorializzabili sono destinate al Mezzogiorno, a testimonianza dell’attenzione al tema del riequilibrio territoriale. Il Piano è fortemente orientato all’inclusione di genere e al sostegno all’istruzione, formazione e occupazione dei giovani e contribuisce a ciascuno dei sette progetti di punta (European flagship) della Strategia annuale sulla crescita sostenibile dell’UE. Gli impatti ambientali indiretti sono stati valutati e la loro entità minimizzata, in linea con i principi che ispirano il NGEU.

Il Governo intende attuare quattro importanti riforme di contesto: pubblica amministrazione, giustizia, semplificazione della legislazione e promozione della concorrenza.

Gli investimenti previsti avranno un impatto significativo sulle principali variabili macroeconomiche e miglioreranno in maniera importante gli indicatori sui divari territoriali, l’occupazione giovanile e quella femminile. Il programma di riforme potrà ulteriormente accrescere questo impatto.

Inoltre, nel quadro di una più ampia e ambiziosa politica di ammodernamento del Paese, il Governo intende aggiornare e perfezionare le strategie nazionali in tema di sviluppo e mobilità sostenibile, ambiente e clima, idrogeno, automotive, filiera della salute.

Alle risorse previste dal PNRR si aggiungono quelle della programmazione nazionale complementare, quelle rese disponibili dal REACT-EU e quelle derivanti dalla programmazione dei fondi strutturali e di investimento UE.